mercoledì 31 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.90) (Quel che è stato e ciò che sarà)

 

Ormai ci siamo, mancano davvero poche ore e anno nuovo sarà. Nuovo fino ad un certo punto, perchè fisicamente cambia solo l'ultima cifra, poi toccherà a ciascuno vederlo nuovo, secondo il proprio punto di vista.

Personalmente non ho mai amato questa fase di passaggio, per cui evito le solite, scontate frasi.

Letta la prima, si saltano le altre per arrivare subito all'ultima, obsoleta anche quella. 

Può un anno qualsiasi esaurirsi in poche righe?

Ogni anno, fortunato o complicato, viene dalla Vita personalizzato, e sarà il singolo, la persona o Chi vorrà a raccontarlo, trarne insegnamento e poi ricominciare a vivere e contare i giorni tutti, felici o meno.

Questo 2025 mi ha dato e tolto. 

Mi ha dato molto da fare, qualche acciacco in più ma anche tanto altro affetto inaspettato.

Non è mancata qualche delusione, ma ci sta, è un problema individuale perché raramente si accetta che non siamo tutti uguali.

Da quello che verrà meglio non aspettarsi grandi cose. Molto dipenderà da Noi, al bando tensioni e stanchezza, reazioni immediate, nel bene e nel male.

Agli altri e al mondo intero auguriamo pace e serenità, ma davvero, perché tra gli altri ci siamo pure Noi, e al mondo non siamo estranei. Mai più conflitti e guerre, imposizioni e ipocrisie, contiamo sul rispetto e sulla sincerità.

Ho detto tutto?

Credo di sì.

Due ultime cose, molto personali, pensando al 2026, prima che bussi.

Una promessa e un'accorata richiesta.

Da parte mia m'impegnerò in tutto, ma che io non abbia a vivere, come è stato di recente, timore ed ansia per una recidiva.

Tra qualche mese saranno sedici anni da quel dì, e si perdonerà il mio più grande desiderio, viverne il resto semplicemente così.

Buon Anno a Tutti. 


martedì 30 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.89) (Parole sorridenti)

Anche oggi giornata movimentata.

Quasi ogni anno in questo periodo prove da sforzo incondizionate.

E ci metti cuore, impegni pensiero e il carico emotivo si fa grande.

Ma non farai un passo indietro, consapevole come sei che sei qui e ora proprio per questo.

Amare senza riserve.

E tornando alla giornata odierna, se dovessi dedicarle un titolo, sarebbe... Variegata.

Di senità, classe, spirito di accoglienza.

Ma anche dolore, speranza e buona volontà.

Sono tornata a casa col Cuore ricco, per le parole di una "cara persona", conosciuta da poco però da subito in gran sintonia col mio sentire...

"Mi reputo una donna fortunata. Volevo insegnare e sono stata un'insegnante. Desideravo sposarmi e l'ho fatto. Pensavo di avere tre figli e cosi è stato. E i nipoti...? Beh, ne sono arrivati otto. Che dire... mi sento come un albero ricco di frutti".

Parole sorridenti nonostante dieci anni di malattia. Un dono di Natale per Chi sa, vuole apprezzare.


domenica 28 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.88) (Come la Sacra Famiglia)


  

Domenica successiva al Natale, per tradizione dedicata alla Sacra Famiglia, ricordi e riflessioni come al solito.

Un anno per Natale regalai a mia madre una Sacra Famiglia, di quelle fatte con la carta di riso e il gesso dipinto, comunque molto bella e particolare per la sua struttura. 

I tre personaggi erano disposti quasi a formare un cono, sovrastava la figura di San Giuseppe in atteggiamento protettivo, ma il Bambinello era posto in modo tale che la Madonna non sembrasse affatto in posizione inferiore. Ruoli differenti dunque, ma paritari e complementari, come sempre dovrebbe essere.

Chi non ha pensato qualche volta alla famiglia, magari tornando indietro nel tempo, avvalendosi dei ricordi? Sarà tornato bambino, avrà raccontato di nuovo a sé ciò che sapeva già, trasformando tutto in magia, o avrà idealmente tirato le somme guardando la famiglia attuale, quella creata.

Si può non essere apertamente cristiani, non dichiararsi tali eppure avere riguardo e cura in tutti i sensi della propria famiglia, così come può avvenire il contrario.

Il modello di Santa Famiglia è là dove regnano educazione, rispetto ed equilibrio, in una sola parola, Amore... 

È rassicurante sentirsi accolti sempre, compresi spesso ed amati senza condizioni. 

Noi... insieme qui, siamo un po' come una grande famiglia, e spesso ascoltando ad occhi chiusi ricordi di vita vissuta, la strategia della "favola" per poter affrontare gli eventi che mai si sceglierebbero, si prova forte l'impulso di abbracciare stretto, come farebbe una madre per chetare timori ed ansie, e indicare ancora "tutta la vita davanti".

In una grande famiglia si cammina e si cresce insieme, specialmente ci si vuole bene, e gli esiti nella loro evidenza sono sotto gli occhi di Tutti.


TRA I RICORDI (n.87) (Generosamente...)

Credo sia questa l'occasione giusta, il Natale per pensarci.

Doniamole più spesso.

Le parole che si vorrebbero sentire e non si dicono.

Perché non ripetersi... Ti Voglio Bene?

Serve, fa sentire protetti ed amati, sempre e nonostante, assolutamente e a prescindere.

Non basta avere nelle vene lo stesso sangue, occorre riprendere quella dolce abitudine che apre la strada alla comprensione reciproca.

Non si può rinunciare, si cerca e si tenta... non è una "zuccherosa" perdita di tempo. Bastano due secondi, come respirare.

Una volta e poi ancora... Ti Voglio Bene.

Pure se vuoi andare.

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sabato 27 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.86) (Come note sul pentagramma)

Come ogni anno alla vigilia delle feste torna "Halleluja", il brano di Cohen.

Si canta alla Vita, così fragile e tanto amata.

Un canto lentissimo che pare scendere nelle vene come linfa vitale.

Gioia e voglia di vivere, e desiderio di essere insieme sempre.

Prima delle festività gli auguri e un momento di condivisione a doppia valenza terapeutica. Quella musicale soprattutto.

Si canta sull'onda emotiva delle note.

La Musica unisce, annulla qualsiasi tipo di dislivello, anche lo "stonato" alla fine si sente perfettamente integrato perché fa da "controvoce", contribuendo all'armonia. E sono Armonia e Melodia le due parti della Musica.

Quella volta, nove anni fa, all'ultimo incontro dell'anno del GAMA, dopo aver provato più volte in coro questo brano straordinario, ognuno si era raccontato. Ancora "emozioni" per mettersi a nudo, liberare crucci, angosce, turbamenti... celati da nostalgia e ricordi. Ma pure rivelare un'inconsapevole spiritualità sotto la spinta gioiosa di un brano tanto simile ad un inno.

Come leggendo un libro ognuno dà un'interpretazione diversa che contribuisce alla comprensione dell'insieme, così è indispensabile la consapevolezza di essere utili in un coro per peculiarità uniche e speciali.

Fu una bella esperienza, che sicuramente  ripeteremo.

Insieme è meglio... come note insieme sul pentagramma.


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TRA I RICORDI (n.85) (Natale essenziale due)

"Ci provo, sai?

A farmi attraversare dalla festa,

a lasciarmi toccare dalla gioia degli altri.

Ma dentro… c’è una parte che resta ferma,

in silenzio,

ad aspettare qualcosa che non ritorna.

"Se potessi saltare questi giorni lo farei senza esitazione,

non per fuggire,

ma per respirare un po’ di pace".

C'è troppo contrasto tra l'atmosfera di questo periodo e " il momento" che vive più di qualcuno.

È la vita, si dice e sarà forse così, ciò non toglie che pare sia una grande ingiustizia.

Mattinata di forti ed intensi contenuti, Paola ed io ne siamo uscite stravolte. Non sconvolte, ma stravolte, sbatacchiate, capovolte e poi ricomposte in un angolo.

E dire che oggi in reparto era venuto in visita l'arcivescovo. Altro evento a confronto.

Quanto è difficile trovare le parole giuste per certe situazioni, si può solo ascoltare e... riflettere.

Da credente penso che siamo tutti chiamati alla santità, ma non mi spiego perchè per alcuni sia riservato una sorta di "martirio", una specie di privilegio al contrario.

Ma io non voglio essere santo... replica il "tumorato di Dio" in questione, e Tu allora non puoi fare altro che restare in silenzio, o al massimo un "posso solo immaginare" sarà più che sufficiente.

E a quella moglie, eletta dalla Vita coordinatrice dei ricordi e delle azioni di Suo marito, che deve pensare pure a sè, alle cure da seguire, a tirarsi su per mandare avanti la normalità di tutti i giorni?

Lei dice...

Mi interessa solo l' "essenziale".

E lo afferma sorridendo, perchè probabilmente lo trova proprio lì, in una stanza che non è mai la stessa, da perfetti sconosciuti "incontrati" da sempre.



TRA I RICORDI (n.84) (Riciclaggio buono)

Passato è Santo Stefano come la Vigilia e poi Natale, in casa e nel silenzio.

 Un silenzio fastidioso perché occupato da pensieri e non da progetti. 

Il giorno dopo Natale si lascia alle spalle ciò che non serve, i torti subiti e il rimuginio, si ricicla il buono rimasto. 

I sentimenti si conservano tutti, restano così come sono, buoni e meno buoni.

I primi danno conforto al Cuore, gli altri donano la consapevolezza che permette di migliorarsi.

Per me, ogni anno che passa il peso è non aver compreso mai abbastanza. Sarà per questo che voglio e spero metterne insieme ancora molti. 

Quindi passo indietro e... silenzio.

E continuo a riempirlo con cose da fare, nessuno se ne accorge perché "tanto è normale, è routine, e se non si lamenta sotto sotto le piacerà pure".

Un po' lo lascio credere, mentre mi assento rifugiandomi tra le volute dei miei pensieri.

Oggi, dopo la festa così mi sono sentita ancora tra gli impicci, non sapevo come districarmi.

Va be', il giorno dopo di qualsiasi giorno c'è sempre da fare, ma quest'anno pare le feste siano più complicate, perciò...

Resta Capodanno, converrà darsi un'ulteriore regolata, e qua la cosa si fa ancora più complessa.

Bisognerà pure mettere in discussione ogni convincimento, dicasi... credenza, rivedere le parole e il loro senso.

Ci si augura che il prossimo anno sia migliore, a me basta sia normale, coi tedi, le preoccupazioni, persino le malattie... 

Del resto ogni tanto viene imposto un cambio nel "passo di danza", quindi non possiamo fare altro che "adeguarci".


Un "disguido" nell'ordine delle cose non potrà impedire mai di continuare ad essere in armonia con Noi stessi e in sintonia con gli Altri.


venerdì 26 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.83) (Natale "double face")

 

Mia nonna ogni anno, al primo cenno di screzio, malumore e quant'altro ripeteva il solito ritornello...

Quando si avvicinano le feste il diavolo ci vuol mettere sempre la coda.

E infatti in linea di massima è così da sempre.

Sarà la tensione dovuta ad una serie di bilanci, o la stanchezza, o ancora pensare che ogni anno sarà meglio e poi puntualmente restare delusi, è cosa certa, il carico si fa pesante.

Incomprensioni e se non sono liti, di sicuro vivaci discussioni, e poi rabbia per certi eventi o evoluzione degli stessi, frustrazione e senso di inadeguatezza.

Potrei continuare con... prepotenza, mancanza di rispetto... meglio che mi fermi ché non contribuisca anch'io a turbare questo puntuale Santo Natale.

Così oggi, cercando riparo, ho voluto farmi dei regali, nulla di materiale, perché passato l'entusiasmo del momento, finisce sempre uguale, si ripone tutto quanto e lo si scorda pure.

Ho regalato a me stessa dei ricordi, legati a persone che ho incontrato, e hanno donato tenerezza, dignità, bontà.

Dovessi citarle tutte non basterebbe lo spazio, quindi solo qualcuno...

Un micio bianco e una gondola nei ricordi.

Un'orchidea in un bicchiere.

Un paio di occhi tristi per paura e un racconto sempre uguale, una caramella al caffè e una dolce eredità d'affetto che di me ancora si ricorda.

Molti volti e tanti nomi, gli auguri di Natale quale compito da perpetuare, tutto per non farsi dimenticare.


TRA I RICORDI (n.82) (Natale essenziale uno)

Quando si dice serenità, comprensione, Amore a tutto tondo.

E poi... poi diventiamo vittime della malinconia.

Troppe aspettative riposte nell'Amore in confezione natalizia.

Natale è tutti i giorni e non chiede nulla in cambio.

E se anche il frastuono delle feste dà noia, basterà appartarsi per andare oltre, e ritrovarsi nell'essenziale.

Oggi è ancora Natale, e sempre più grande sarà la speranza che dà la consapevolezza di un grande mistero.


Buonanotte e sempre... Buon Natale


martedì 23 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.81) (Tanti ricordi)

Dopo alcuni fatti recenti, é netta la sensazione che Natale stia precipitando addosso. Non me ne sono quasi accorta.

Lontano è il tempo dell'infanzia, della giovinezza e pure dell'età che ci vide diventare genitori. Allora per il Natale si contavano i giorni.

La vita non è felice solo se mantieni tutte le tue cose al loro posto, ma pure se riesci ad adeguarti ai cambiamenti e guadagnarci.

Oggi restano i ricordi, tanti ricordi...

Per non appesantirci meglio far riferimento a quelli più recenti, alle attività che ci vogliono motivati ed impegnati.

I ciclamini, i gadget per le feste... i cioccolatini, e poi tanto altro, un po' di tutto, e quella vicinanza che fa star bene.

Tornare a casa e sentirmi sazia come allora. Cucinare e aprire la finestra come quei giorni miei, tre o quattro che fossero.

Andare a letto, e pensare alle parole dette ed ascoltate. Chiedersi... avrò fatto bene, non avrò esagerato in "allegria" o al contrario, creato dei dubbi?

Si dice che nulla sarà come prima, ed è comprensibile, pure se Noi siamo quelli di sempre, solo un po' sopiti.

Pensieri che accompagnano gli ultimi momenti di un giorno qualunque di questi.

Poi il sonno piano piano mi prende e divento gentile con me stessa. 


Non posso negare le mie emozioni e rimandarle al mittente, devo sperimentarle ed onorarle. Un po' alla volta si placheranno e riuscirò a vedere ancora altre possibilità, risvolti imprevisti di un "privilegio" non sempre facile.

lunedì 22 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.80) (Il garbo non è un'opzione. Il garbo "è")

Vero è che non c'è limite in tutti i campi, però quando si tratta di relazionarsi con una persona che ha il suo vissuto, si trova lì perchè si fa tanto parlare di prevenzione, tempistica... perchè poi se sgarra di qualche settimana rischia di saltare l'anno, beh... che tu debba "chiudere" la baracca, poco importa.

Prenotazioni? Fino alle 13... 

Mai sentito, così tanto per... dei dieci minuti di tolleranza? Se non eri a conoscenza di questo piccolo cavillo, ora lo sai.

Per la prossima volta quindi, se proprio non ti va di donarli quei dieci minuti, sii più gentile, garbata, chè tanto non ti costa niente, anzi va a scomputo di tutto il resto.


"Il tuo prossimo

è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.

Il suo volto si riflette

nelle acque tranquille,

e in quelle acque, se osservi bene,

scorgerai il tuo stesso volto..."

  - Kahlil Gibran -


E le parole? Anche quelle andrebbero curate.

Sono carezze se scelte con cura, e pronunciate con garbo.


sabato 20 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.79) (Storie da raccontarsi)

Ho sentito un uccello cantare

nel buio di dicembre.

Una cosa magica

e dolce da ricordare.

Oliver Herford - I Heard a Bird Sing

Nelle mie quotidiane ricerche trovo sempre qualcosa di bello, un'immagine, un testo, dei versi particolarmente poetici.

I momenti bui della vita saranno quindi accompagnati da una melodia, come sorta di contrappasso foriero di speranza.

È questo il periodo dell'anno in cui la sensibilità si affina, incline alla dolcezza o alla malinconia, a seconda del breve, recente vissuto. 

Un ascolto attento delle emozioni altrui tradotte in storie da raccontarsi.

Storie che da cornice diventano dipinto, piccoli capolavori da custodire.

I volti e le storie sono nella memoria del Cuore, un dono grande davvero, speciale per me. 

E tra le righe di una storia, un insegnamento, un invito a coltivare la vita.

Il tempo ci riporta i ricordi, che accarezziamo con la nostalgia. Poi però al tempo sono da affidare ancora, perché li custodisca.

La Vita va veloce.

Siamo Tutti unici e speciali, eppure molto simili tra Noi. Ad unirci è la percezione delle cose e degli eventi che sia pure in modo diverso si palesa come necessità imprescindibile dell'essere umano. 


Ciò che capita non può scivolare di dosso come pioggia d'estate, qualcosa resta e diventa esperienza e ricchezza, assolutamente da non trattenere per sé, ma trasmettere con amore per Amore.


giovedì 18 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.78) (Beh, però ci sono!)

Lo ammetto, è un periodo un po' così, tra alti e bassi, difficoltà e rassicurazioni, timori e buone notizie. E per fortuna che almeno queste non mancano.

Ma il sorriso diventa meno frequente e ogni cosa più difficile.

E allora...?

Sorridi alla vita e la Vita ti sorriderà, la realtà giusta sarà quella che avremo con pazienza ma non drammatica rassegnazione accettato.

Pensiero profondo ma inteso in leggerezza, perché è Natale, e pure se il Tempo passa velocemente e inesorabilmente ci mette a confronto coi segni che lascia, l'ottimismo impone guardarsi con occhio benevolo per sussurrarsi sorridendo... beh, però ci sono.

E questo vale per tutti.

Gli anni portano via gioventù, bellezza, a volte persino l'altezza, però donano la consapevolezza di non dover sprecare i giorni e la capacità di apprezzare se stessi anche in un contesto poco apprezzabile.

Disinvoltura, quindi ed intelligenza, adottando le strategie sempreverdi del pensiero.



mercoledì 17 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.77) (Migliori in gentilezza)


Solo qualche pensiero sulla gentilezza, perché oggi più che mai penso non sia mai troppa, fa bene, riduce ansia e timori. Fa sentire considerati.

E procede in "doppio senso non alternato", ovvero vantaggio per Chi la dona e Chi la riceve.

Un medico al termine di un esame condotto con delicatezza e professionalità, riceve elogi e ringraziamenti...

Ma di che? Un sorriso non costa nulla. Sarei pagato allo stesso modo se non lo facessi, però sorridendo ci sentiamo gratificati in due.

Sono questi gli episodi che ripagano di altri molto ma molto meno edificanti.

Se fosse presente a tutti i livelli, questo mondo andrebbe certamente meglio pur con l'imperfezione e gli errori umani. Si riuscirebbe persino ad accettare l'eventuale incertezza del futuro, se gentilmente presentata.

Non sarebbe incoscienza ma propensione ad aprire uno spiraglio alla speranza.

Purtroppo ci sono ancora molti avari di gentilezza, forse non l'hanno mai conosciuta o non sono in pace con se stessi.

E allora il massimo per loro sarà stiracchiare un sorriso che trasuda livore.

Ho pena per queste persone.

Concludo con un pensiero che trovo calzi a pennello, è di persona degna di fede, Madre Teresa di Calcutta...

"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione, piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza".


TRA I RICORDI (n.76) (Una favola per la vita)

Ci sono momenti della vita in cui è necessario raccontare e raccontarsi delle favole. Sarà un po' per non pensare, un po' per edulcorare la realtà.

Non vuol dire però mentire a se stessi o illudersi, non avrebbe senso. Vestire di sogno il momento che si sta vivendo, questo si, soprattutto quando si pensava andasse in tutt'altro modo.


Ritagliarsi uno spazio interiore in cui rifugiarsi quando le pressioni prevaricano, la volontà difetta, il disagio notturno fa ricordare la realtà. 

Dieci giorni per tornare a vivere e continuare, sono sufficienti per sentisi sospesi tra Cielo e Terra.

Dieci giorni in cui far ricorso ad ogni pur piccola risorsa per darsi spiegazione e motivazioni.

Così... c'era una volta una storia a lungo vissuta in tranquillità, sui percorsi del lieto fine. All'improvviso come per un brutto sogno apparve un bivio, e l'orizzonte fino ad allora chiaro sembrò meno luminoso e pure lontano.

Tutto diventò faticoso, e i brutti momenti del passato sempre più minacciosi offuscavano il presente.

Per fortuna niente dura per sempre, e poichè anche le storie non sono senza un motivo, e se questo è un buon motivo, allora la luce tornerà a risplendere per la vita.

Che cosa non fa l'amore... miracoli!

Abbiamo bisogno di raccontarci favole ora, semplicemente per vivere felici e contenti per sempre.

“È sbagliato raccontare le favole ai bambini per ingannarli, bisogna raccontarle ai grandi per consolarli.”

- Marcello Marchesi -

TRA I RICORDI (n.75) (La gara con la Vita non è sempre facile)


Riflettevo sulla mattinata in reparto e le parole ascoltate.

Riflettevo, e non è affatto cosa scontata perché di solito vivo le emozioni del momento, facendone ricchezza, e poi guardo avanti.

Abbiamo distribuito angioletti, piccoli doni in segno di affetto e vicinanza, e notare occhi luminosi e grati è stato impagabile.

Non solo parole quindi, ma concretezza pure se con una piccola cosa.

Riflettevo un po' su di me, ampiamente sulle situazioni che per un assurdo gioco di corsi e ricorsi si ripresentano sia pure con personaggi diversi.

"Sono stata tanto male, sai. Quella puntura per i globuli bianchi è devastante. Poi pensavo a lui che si sentiva impotente..."

E intanto guardava il marito con occhi innamorati...

" Uniti come ora non siamo stati mai..."

E si può nell'immediato anche restare senza parole, e continuare ugualmente ad essere se stessa. 

Scrutata, sotto esame, e alla fine con l'aiuto del buon Dio, riuscire a dare sempre "la risposta" esatta, quella che l'altro desidera sentir ripetere.

"Siete bellissimi. Siete riusciti a far fiorire un fiore nel deserto".

E prima di andare una telefonata... attesa? Di certo nel tempo inaspettata.

Poi la sorpresa più grande. Da più di una persona accolta così... Mariuccia bella.

... e ti si scalda il Cuore, perché è di "bellezza dentro" che si parla. Quella che non soffre per le rughe del tempo, ma dei suoi doni si fa ricca.


TRA I RICORDI (n.74) (L'Amore cura)

Quando i sentimenti non sono un semplice ben parlare, retorica per benpensanti ma linfa vitale. Non si può fare a meno di viverli pienamente, e dichiararne i benefici.

La malattia porta al limite dei limiti, per cui si rivede la propria vita, si fa un bilancio, si cerca di riattivare le voci in passivo, si è infinitamente grati per quello che si ha.

Ci si rende conto che dare e ricevere amore è l'unica giusta modalità di vita.

Ricordo un giorno incontrai pazienti in terapia, mariti grati, "spudorati" a dichiarare amore. Restai stupita perchè di solito il "maschio" per non mostrarsi debole non si palesa e sbaglia...

- Va tutto bene, mi sto impegnando. Soprattutto per lei, che sta dedicando a me cure materne.

- Sono vivo grazie alle mie tre donne, mia moglie e le mie due figlie. Dico sempre che il mondo continua per le donne. Siamo fortunati noi uomini ad amarle ed essere da loro amati.

Mariti, ognuno grato alla propria moglie anzi "partner", definizione di uno di loro, perché trovava il termine moglie assai riduttivo.

"Sorella, amica, complice compagna. Il Suo nome? Non lo ricordo più. Sono cinquant'anni che io la chiamo Amore..."


E in quella stanza di commozione si colmarono i cuori.


martedì 16 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.73) (Vorrei un abbraccio)


 Vi va di donarmi un abbraccio? Ora... adesso.

Qualcuno allora risponderà...

Come facciamo? Da lontano praticamente impossibile.

Eppure durante la pandemia abbiamo distribuito abbracci ogni giorno, virtuali, con gli occhi, tramite pensieri...

Perchè nei momenti di difficoltá l'abbraccio è la soluzione immediata, rinnovabile a breve tempo secondo la necessità.

Ricordo che da malata cercavo l'abbraccio come pane che sfama, se poi mi si diceva... tranquilla, ne verrai fuori, allora era ricarica per autonomia di più giorni. E abbracci dopo abbracci, vidi la luce.

Abbracciare è presenza per rassicurare, è voler dire con le parole del silenzio... forza, non sei solo, sarò con Te finchè vorrai, comunque accanto per sostenerti.

Una paziente in remissione di malattia, conosciuta anni prima, scrive...

"Correre verso un traguardo... correre però su un binario... e sapere... che dietro di te... c'è qualcuno che ti aiuta a sostituire le scarpette da ginnastica... vuol dire già avere la vittoria in pugno".

E se questo non bastasse... una paziente prima di andare via oggi mi ha tirato a sé...

Maria, dammi un bacio...

E quando si ricevono abbracci così, non puoi non continuare sempre e nonostante qualche nuvola passeggera.


lunedì 15 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n. 72) (8 Dicembre e poi...)

Oggi è stato l'8 dicembre, festa dell'Immacolata. Al solito tanto da fare e il tempo che sfugge tra le mani.
Poi il pranzo della festa... e tutto il resto...? Presa da tanti impegni ho trascurato un po'...

Che accavallarsi di non-problemi! Sono i peggiori perché non hanno soluzione e non possono ridimensionarsi. Non esistono.

Non tutti i giorni sono uguali, e se solo ieri mi lasciavo scivolare tutto di dosso, oggi mi sono sentita caricata di un bel peso.

Poco coerente? Di solito mi nutro di un pensiero alla volta e mi adeguo senza troppi sbandamenti, di solito...

Oggi non è stato così. E avrei dovuto invece gestire con equilibrio la mente e anche il Cuore, perché pure il lucido distacco non sempre è se non ce la metto tutta.

Un ricordo a volo legato a questa giornata?

Tanti anni fa avvertivo i primi movimenti di mia figlia nella pancia.

La Vita cui porgere l'orecchio. 

La Vita che gratifica tramite la vita.


Comunque il giorno è volato.

Così realizzo.

Ogni senso è impegnato a dare un senso nuovo a questa vita che amo. 

Ed è racchiuso tutto in un gioco di parole .

Ora davvero posso dire conclusa la giornata. 

Ma solo l'ultimo sorso di camomilla  concilierà pensieri e ricordi.

Domani, sono certa, sarà diverso.


venerdì 12 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.71) (Questa forza mia)

È cosa che faccio spesso, quando sono giù di tono, in casa vado alla ricerca di cose vecchie di cui sbarazzarmi.

Ne trovo sempre, residui di accumulo seriale, e poi sto meglio.

Così stasera ho fatto fuori una maglia dimenticata che dall'oblio ha ricavato due buchi, centrini senza forma, uno smanicato difettoso già alle origini. Poco dolore e alcun rimpianto quindi, e un po' di spazio ritrovato.

E ora sono tornata "forte".

Però... non so se sono veramente forte come voglio apparire o la mia è solo una maschera che mi aiuta a crederlo... 

Se forza è, comunque non è forza mia, lo so bene, ma devo "esistere" e "resistere", perciò sta a me continuare a non farle perdere vigore.

A volte però, soprattutto quando sono sola in casa, i pensieri cominciano a scorrere veloci come fotogrammi di una pellicola in accelerazione, e ricordi, paure, progetti mancati, speranze si susseguono senza pause e poi mi lasciano stanca. Tendo a piegarmi su me stessa, ma reagisco, alzo la testa e vado avanti.

Continuo ad andare avanti e mi convinco di essere forte. Lo penso io e lo pensano gli Altri, che ascoltano le mie "giornate speciali", scandite da un tempo senza ore, minuti, secondi...


Concludo. Forse "questa forza" è l'esito del gran lavoro per far emergere il meglio di me.


TRA I RICORDI (n.70) (Dominati? Mai)

 Finalmente cala serena la notte. Sono queste giornate impegnative, in più si affollano i ricordi, e alla fine la stanchezza prende il sopravvento.

Però niente potrà mai dominarci, meno che mai un fatto... un "accidente".

Ci penseremo ancora, è certo ma... ma pure che fosse, non sarà mai come "quella volta".

Impegneremo la consapevolezza per ricavarne risorse, e poi... sentirci liberi da ogni peso che grava sul Cuore.


E finalmente amare, amare ed essere in pace col mondo.

giovedì 11 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.69) (In una settimana...)

In una settimana tutto può cambiare.

L'aspettativa e l'ansia, l'attesa e la speranza.

Dovremmo ricordarlo sempre, e per questo vivere di istanti ogni santo giorno.

Così mi vien voglia d'estraniarmi dal mondo che pure amo tanto. Troppe chiacchiere inutili, tanto lamentarsi per nulla. 

Che cosa ho imparato da quel giorno in poi?

Ad essere flessibile, ad aspettare i tempi giusti, e a piacermi.

Flessibile come un giunco che si piega al vento, a tratti pure contrario, lo asseconda ma non si spezza.

Aspetto i tempi giusti, perché le belle cose richiedono tante ore e molti giorni per realizzarsi. Senza contare gli ostacoli e i contrattempi.



Ma quando si crede in qualcosa, nulla spaventa e niente stanca, e si va avanti con fiducia e spirito di adattamento.

E poi... mi piaccio, coi miei limiti, difetti tanti, mi piaccio perché sono unica nel mio genere e consapevole che ho tanto da imparare e per questo ancora parecchio da vivere.

E resto sempre "Io" al centro dei miei pensieri con la memoria di un tempo in una vita rinnovata in modo diverso, e i dubbi oggi non proprio passeggeri sull'immediato mio futuro che, per fortuna, sempre meno mi spaventa.

mercoledì 10 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.68) ("Ogni impedimento è giovamento")

Che dire?

Oggi mercatino di Natale sotto la pioggia, umore non proprio al top, in compenso incontri di quelli belli.

Poi il buon Dio sa, è vicino sempre e aiuta mandandolo a dire.

A proposito, conoscete il detto..."ogni impedimento è giovamento"?

Lo ha ripetuto un'Amica di quelle belle, al momento giusto, anche se inconsapevoĺe.

A causa di un valore sballato, Lei ha visto spostata la data della prossima terapia, ed io...? A me i promemoria sono sempre necessari per continuare a...

E tornando al detto, che cosa suggerisce?

Anche gli ostacoli e le difficoltà possono essere visti come opportunità di crescita, di cambiamento o di beneficio inaspettato. A volte, un intoppo può salvare da conseguenze negative, dare tempo per riflettere o aprire la strada a una situazione ancora più favorevole. 

Riepilogando...

Non tutti i contrattempi sono necessariamente sfortuna.

Un ostacolo può portare a qualcosa di positivo, insegnando qualcosa di importante o conducendo a un bene maggiore.

Un imprevisto può portare a un cambiamento di rotta che si rivela più entusiasmante di quello originario. 


Perciò speriamo sempre. Oltre un cielo minaccioso c'è sempre il sole che aspetta.


lunedì 8 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.67) (Infinitamente "grazie")


  È come aver corso senza fermarsi e qualche ostacolo avesse imposto uno "stop" all'improvviso.

Allora sarà guardarsi intorno e notare che nulla è cambiato, gli alberi nel cortile, il cielo, la notte mai troppo buia e Il mattino chiaro pure senza sole.

Combinazione perfetta di elementi che sembra fatta apposta per Te.

Così è da stamattina che ci penso. Quante volte abbiamo detto, diciamo grazie?

Quanti giorni abbiamo concluso facendo bilanci di gratitudine della Nostra vita?

"Un altro giorno sta per andare

e io sono felice

di aver incrociato

il Tuo cammino,

qualsiasi cosa succeda,

so che sta qui la bellezza della Vita".   

- Carlo Bramanti -


Il Passato è maestro.

Le varie esperienze insegnano e Chi vuol apprendere comincia dal piccolo mondo intorno.

La bellezza delle piccole cose, delle parole giuste per sapiente scelta, la bellezza dei sentimenti nelle relazioni, soprattutto queste, da coltivare e mantenere vive.

Ogni giorno è un dono per cui ringraziare, poi ci sono le difficoltà da affrontare, i problemi da risolvere e tanti pensieri, tanti davvero.

Dire "grazie" alla fine è sollievo, atto di umiltà sincero...

Grazie alla vita che mi dà l'opportunità di riflettere quanto amore posso ricevere se mostro di averne bisogno.

Grazie a Chi non dimentica il mio nome... grazie a Chi mi dona un abbraccio o una carezza.

Grazie per questo strapuntino di vita, per cui ho capito quanto devo essere grata qualunque cosa sarà.

domenica 7 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.66) (Propositività a lungo termine)


La sveglia fissata per stamani alle 6,30 poi in realtà ho aperto gli occhi molto prima.

Eh già, quando un pensiero pressa, in automatico installa il pilota automatico.

Stendo un piede, un dolore acuto mi impone una smorfia che nessuno vede.

Poco importa, devo fare in fretta. Ho quell'appuntamento non consueto ma importante, dal cui esito dipenderanno i miei giorni prossimi venturi.

È proprio vero. Nella vita le prove non finiscono mai. Cominciamo dalle elementari, e via facendo si arriva che ne manca sempre una, quella della laurea per la vita.

Mi muovo velocemente e continuo a pensare, un po' su, un po' giù come spesso succede a Noi, "tumorati di Dio".

Però non si può pensare sempre alla stessa cosa, non si può temere all'infinito, occorrono pause anche brevi per ricaricarsi di ottimismo, cercare l'occasione per una risata pure ricorrendo ai ricordi, e poi spostarsi più avanti coi pensieri, ovviamente "propositivi".

I pensieri propositivi sono più che positivi, fatti di progetti diventano generosi dispensatori di speranza.

E infine non guasta l'ironia, sdrammatizza e non è mai vana, soprattutto quando l'oggetto/soggetto siamo Noi. Perché tornare a ridere di se stessi sarebbe come sempre un toccasana a lento rilascio.

Giusto ciò che serve per paturnie senza fine.

TRA I RICORDI (n.65) (Aprirsi all'altro e trovare consolazione)

 

 

All'incontro GAMA odierno, " Il Coping basato sulla spiritualità".

La Spiritualità si può accostare alla religiosità ma non certo identificarsi con essa. Resta comunque qualcosa di imprescindibile nell'essere umano, che nelle difficoltà e nella malattia in essa trova "consolazione", ovvero la sua "interezza".

Condivido la mia testimonianza, tra le altre di stasera, tutte sentite ed efficaci.

Se posso darle un titolo sarebbe...

LA CASA SENZA FINESTRE

Uno sgabello sulla sedia, col rischio di cadere e farsi male sul serio. Questo per essere all'altezza, e non si ha nemmeno una scala o si pensa di non averla, di quelle normali assai comuni.

È così che mi sento a volte, inadeguata e priva dei più semplici elementi per arrivare... dove vorrei, almeno a capire.

Eppure tutto è sotto gli occhi, soprattutto chiusi, riflettendo.

E l'anima così appare come una "casa senza finestre", grande abbastanza per tanti sentimenti ma priva di quella "luce" che serve ad illuminarli e della possibilità che dall'esterno siano visibili.

Allora... perché tanto affanno?

Me lo chiedo e a tutti i costi cerco una risposta.

Ed è strano che nel preciso momento in cui mi pongo la domanda, questa mi arrivi pronta, immediata, con una telefonata per la prima volta e inaspettata.

"... riconosci la mia voce?!... sei la prima persona che ne è stata capace senza averla mai sentita. Ti chiamo per anticiparti i miei più affettuosi e sinceri auguri per l'anno che verrà. Che sia migliore per tutto, perché di tutto abbiamo bisogno, di salute, bontà e sorrisi e tanto altro. 

Noi non siamo diversi da quelli con cui ci rapportiamo e d'altra parte uguali sono anche Loro per Noi, ma poiché siamo esseri umani c'è sempre qualcuno che sembra lasciare nel Cuore un'impronta più profonda. Tu... per me sei così... lasci un tocco pulito..."

E la mia casa ad un tratto ha le finestre, in verità le aveva anche prima, ma preferiva lo scontato e lo stantio piuttosto che affacciarsi su un cortile chiuso e disadorno che comunque a ben vedere poteva riservare sorprese.

Chiedete e vi sarà dato, disse Qualcuno. Aprite perciò le finestre da ogni lato, che  entri il sole del confronto, l'Amore.


sabato 6 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.64) (E un altro dicembre sarà)

Il mese di dicembre con me parla "strano". 

La Mente allora si oppone.

Per proteggersi si fa furba, e da tutto prende le distanze o quasi.

E l'animo? In verità può ben poco, perchè raccoglie i ricordi che la Mente intende tener lontani, e poi ci sono le emozioni di quel tempo e le attuali che sono pure di tutto rispetto.

Ma perchè non posso godermi in santa pace questo periodo di luci e colori?

"Il primo foglietto del mese di dicembre, staccato lentamente dal calendario, mi creò una strana inquietudine..."

L'inquietudine fu per me il primo sintomo, ma pure l'input alla ricerca del nuovo.

Ho compreso che occorre spazio per accogliere il "nuovo", ché dia calore all'anima e colori i pensieri.

Così se solo penso a quel che ero una volta ed ora non sono più, mi viene proprio da pensare di essere protetta e guidata da quel Qualcuno che vuole tutti stiano bene, e non solo in salute. E forse c'è pure un legame tra le due cose.


Così oggi come quindici anni fa, aggiorno il calendario e spero...

1°Dicembre ... primo giorno dell'ultimo mese dell'anno.


venerdì 5 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.63) (Le ciabattine rosa)

La Vita a volte per scuotere dà spinte assai violente, improvvise e inaspettate.

Sta a te reggerti forte per non cadere o rialzarti in fretta.

Come qualcuno dice... ok, barcollare... ci sta, però mai mollare.

Immagina. Hai un appuntamento importante, il solito, niente di nuovo, ma comunque ti organizzi per fare in fretta, non vuoi fare aspettare e poi... hai da fare, sempre da fare e quindi vuoi tornare a casa presto.

Guardi le tue ciabattine rosa. Sono nuove, belle larghe per stare comoda e poi alleviare qualche doloretto ai piedi. A pensarci... hai anche pianto per questo, stupidamente, come bambina che non ha mai provato altro.


Guardi le tue ciabattine rosa, le lasci l'una accanto all'altra, in ordine, poi indossi le scarpe. Chiudi la porta, le lasci alle spalle.

E stranamente pensi... chissà se le ritroverò così come le ho poste.

È una cosa stupida da pensare, ma vuoi credere sarà così, al tuo ritorno e sempre.


TRA I RICORDI (n.62) (Siamo tutti sotto lo stesso Cielo)


Giornata strana. Senza il suono della sveglia perchè avevamo dimenticato di rimetterla, ci siamo levati già in affanno, e così è continuato.

Recupero in corsa, almeno fino a stasera, ora accomodata a mettere giù qualche pensiero. Perchè giorno non c'è che non richieda un'elaborazione concreta per farne tesoro.

La giornata come sempre si conclude in riflessione.

Siamo tutti sotto lo stesso cielo, e a quel Cielo sia pur nella speranza, tendiamo.

Non dobbiamo temere, soli non siamo.

Alcuno sgomento nella consapevolezza.

Personalmente spesso testo il mio stato d'animo, confido nella "mia preghiera preferita" e poi... poi trovo la serenità di Chi si affida.

Come è stato pure oggi, poichè non saremo mai pronti ad affrontare un cambiamento.

Per fortuna la speranza non abbandona mai, e col suo esserci aiuta non poco a guardare coi suoi occhi...

"Se io avessi una botteguccia

fatta di una sola stanza

vorrei mettermi a vendere

sai cosa? La speranza.

“Speranza a buon mercato!”

Per un soldo ne darei

ad un solo cliente


quanto basta per sei.

E alla povera gente

che non ha da campare

darei tutta la mia speranza

senza fargliela pagare"

Gianni Rodari -

Stasera quindi chiudo così, nella speranza che la notte sia comunque compagna serena verso la luce.


mercoledì 3 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.61) ( "I falsi gelsomini")


 Dopo due anni è tornato a trovarci in un interessante incontro il giornalista/poeta Nino Abate. Naturalmente padrona indiscussa, la poesia, espressione emozionale della realtà, forma di scrittura fortemente terapeutica.

Spesso non si dà alla poesia il giusto valore, quasi fosse opera di fantasia, ma per dirla come Eliot, condiviso dal nostro contemporaneo, il filosofo Massimo Cacciari,

la Poesia non è l'espressione immediata di un'emozione, è un'emozione "esatta",  proprio perché reagisce alla critica che le è immanente. Proprio perché è chiamata a "giustificare" la propria "necessità". Di quale necessità si tratta? Essa consiste in ciò che la Poesia mostra, esprime.

Dell'incontro di stasera che cosa ho portato a casa? 

Oltre alla definizione di poesia come emozione esatta, i "falsi gelsomini" e "il grande viaggio".

Come titolo a queste mie righe adotterei proprio, "i falsi gelsomini", dall'inebriante profumo, intrecciati ai cancelli di quartiere, citati in una poesia di Nino Abate. Quasi una metafora di qualcosa che tutti ignorerebbero se non fosse per l'intensità del suo esserci.

E il grande viaggio? È quello a cui ci si appresta quando la propria strada diventa sempre più breve.

Inevitabile la commozione, non si sa come nè quando, ma conviene prepararsi fiduciosi in Dio.

Insomma in potenza siamo tutti poeti. Nell'ambito delle parole che conosciamo, possiamo formulare un pensiero che descrive un sentimento, un'emozione e poi sentirci leggeri, liberi.


martedì 2 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.60) (Fare per non pensare)

Ovvero "coping orientato al compito", ma anche dedicarsi, creare per rilassarsi e sedare l'ansia.

Ripenso ad un incontro di qualche tempo fa con un paziente che si dilettava creando con il rame bouquet di fiori, e poi ai presepi artistici di un'altra Amica, e viene naturale considerare quanto sia terapeutica la creatività...

"C'è una fonte della resilienza: è nella tua mente, nei tuoi talenti, nella creatività che porti nella vita. Quando impari ad attingere a questa sorgente, avrai davvero sconfitto ciò che ti vorrebbe perdente".

(cit.)

La Creatività può essere considerata a giusto merito una risorsa.

Quanto bene fa?

A giudicare da certi esiti, risulta grandiosa terapia di supporto.

La creatività. Mi cimento anch'io.

Scrivo per diletto e per infondere speranza,

per condividere la vita, la mia che poi non è così diversa da quella altrui, coi momenti difficili, tra gioie, preoccupazioni, un dolore importante, una caduta e una rinascita.

Colmo di poesia gli spazi liberi. Ogni volta metto un punto e vado a capo o volto pagina per ricominciare.


Sono sufficienti pochi minuti per cogliere ed apprezzare l'entusiasmo creativo di qualcuno mai incontrato prima. 

Sarà per l'immediata sintonia che rende se non uguali, simili esseri umani assai speciali.


lunedì 1 dicembre 2025

TRA I RICORDI (n.59) (Ritrovarsi... ricordare... resilienza... rinascita)


  Dopo anni ritrovarsi non proprio per caso, accomunate dalla stessa esperienza.

Ricordare i vecchi tempi, antichi proprio, quelli dell'infanzia per la precisione, e percepire che quel che accade è sempre per uno scopo.

È successo a Noi, a me e alla sorella di una collega, tramite quest'ultima ritrovarci in tre stamane a raccontarci.

Le paure per un ritorno di malattia ridimensionate dalla condivisione dei ricordi.

Le nostre mamme, compagne di scuola, in seguito compagne per la vita, continuarono a frequentarsi e a mettere in comune tanto. Esperienze, pomeriggi insieme, e risate, un mondo di risate. E noi figli sempre con loro, gioiosamente insieme.

Stamattina abbiamo ricordato lunghe serate invernali, colorate e serene. Di festa qualunque giorno della settimana fosse. 

L'infanzia quasi sempre rappresenta l'oasi felice dell'esistenza. I ricordi legati a quel periodo sono di conforto nei periodi difficili, perchè riportano vivi gli stati d'animo da bambino, quando il passato è solo ieri e il futuro il giorno dopo.

Una strada lunga, facili incroci. Un tempo senza limiti.


TRA I RICORDI (n.58) (Ottima compagnia)

 

 Può capitare di sentirsi soli anche se in compagnia. A me successe una sera, e quella sera stessa decisi di scrivermi una lettera.

Lo feci anche per fare chiarezza in me, in un momento di confusione, mentre mi sentivo sbagliata del tutto e responsabile di tutto, pure di quella solitudine. 

Dovevo sapere se in effetti era così o il contrario, lo feci e qualcosa di più compresi.

Non fu comunque fatto isolato. Ancora ogni tanto metto giù qualche nota di merito o rimprovero, giusto così come carezza o tirata d'orecchi.

Poi rileggo e mi ritrovo più spedita perché ricaricata di positiva obiettività.

Verificata la bontà della cosa, ecco la mia proposta... perché non lo fai anche Tu?

Invece di arrovellarsi tra sensi di colpa e momenti di stizza, farsi vittime o carnefici, perché non mettersi serenamente in discussione, ben decisi verso una meta/soluzione?

Serve conoscere ogni "briciola" di ignoto che è parte di Noi... tutto non si scoprirà, ma quel minimo sarà l' "infinito" percepito in un istante.

Allora... che cosa aspetti? Prendi carta e penna, oppure lo smartphone e nello spazio "note" racconta.

Gli eventi e le emozioni, le aspettative e le apparenti sconfitte... come vorresti che fosse la Tua vita, come vorresti essere Tu.

E non dimenticare di farti l'augurio più bello... quello che duri da oggi per tutto il tempo che sarà.

Prova, e se Ti va condividi col gruppo la Tua lettera, per intero o una parte, 

il resto che non vuoi mettilo tra parentesi in serbo per Te con la semplicità dei sentimenti.

Senza timore o pudore però ricorda che siamo barche sullo stesso oceano, sempre in cerca dell'approdo prima con se stessi.