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venerdì 25 aprile 2014

NON SAPEVO COME FARE... PERCHE' TI VOLEVO...

Letta così, intervallata da quei puntini in sospeso sembra quasi un'unica frase... un richiamo all'attenzione, un bisogno... d'amore.
In realtà si tratta di due espressioni distinte, stralci di conversazioni con persone diverse, accomunate si, da un bisogno... quello di essere ascoltate e considerate.
Per non dimenticare.
Per non essere dimenticati.
Ed è storia che si ripete per me, ad interrompere la serie di quei famosi "giorni no"... ecco arrivare un segno, simile ad una mano che si leva in alto a significare che sono stati abbastanza, davvero troppi quei giorni... che in fondo non c'è motivo ma solo timore e pure vago... e invece di concreto c'è quello che si è fatto e la voglia di continuare a...
Strano che ogni tanto non me ne ricordi, o forse non vuole quella pur piccola parte di me che ama piangersi addosso.
Forse ancora, è un modo come un altro per non dimenticare... o chiedere attenzione, per non essere dimenticata.
E quel bisogno... d'amore, quel richiamo viene ascoltato sempre e solo da Colui che tutto sa, e poi muove le "pedine giuste" nella partita continua che è la vita di ognuno. Così si intrecciano le "storie" anche solo per pochi minuti, e la forza va e si ferma dove deve... te ne rendi conto già nel mentre, ma il beneficio grande lo senti dopo.
Prima una telefonata... e Chi se l'aspettava?... quell'Amica non aveva nemmeno il mio numero, eppure...
"Non sapevo come fare... per contattarti, poi ho chiesto là in reparto e alla fine ho trovato la persona giusta...", e gli auguri per la Pasqua appena trascorsa, e ancora "grazie" per la parrucca prestata, anche se... "non mi sta bene, sai e vorrei restituirtela. Sarà la scusa per abbracciarti ancora".
Eh già, mia cara... sei arrivata al momento giusto, ed io sono uscita dal "mutismo" in cui mi ero rifugiata e nascosta.
Solo un po' più tardi la seconda telefonata, non proprio attesa ma prevedibile.
"Ciao... solo 5 minuti perché aspetto che mi chiamino per la seduta di radio. Nessuna novità, ho chiamato perché ti volevo... sentire. Tutto qua."
E a questo punto avrei dovuto essere proprio sorda per non "capire".
Scuse e nemmeno attenuanti posso trovare per non venir fuori da me stessa, quando mi ostino ad essere un po' meno di quel che sono.


2 commenti:

  1. Che bello... e che bello sapere che c'è Qualcuno che ci aiuta e ci incoraggia sempre nei momenti giusti... ♥

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  2. E la fede, mia cara Vivy... è ciò che fa vedere chiaro e ascoltare pur al silenzio della notte.
    Un bacio... ♥♥♥

    Mary

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