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venerdì 21 febbraio 2014

UMILMENTE... SUPERARSI

Nell' "agenda" del mio Cuore son presenti tutti gli amici tra "quelli che contano"...
Senza un ordine preciso non si rispetta alfabeto né cronologia... tornano alla mente come pensieri i volti e i nomi e di ognuno ne rivivo la storia.
Il tempo passa così... e ancora altre sono le "storie" da ricordare.
E ripensandoci mi accorgo d'una cosa... i rapporti più belli ed intensi sono proprio quelli in cui l'approccio da parte mia non è stato facilissimo. Una conquista dura, in seguito molto più apprezzata.
Il problema sorgeva per una sorta d'inquietudine che mi prendeva quando ero a cospetto di certe persone.
All'improvviso mi mancava il "coraggio"...  proprio quello, e le parole, o per meglio dire gli argomenti venivano meno.
 Ma non è possibile... mi si diceva... tu non sai che cosa dire? Magari... forse si... qualcosa potevo argomentare... ma come cominciare? Appunto... l'approccio difettava.
Succedeva in presenza del "silenzio ostentato", occhi chiusi per non ascoltar parola e guardare invece ai propri pensieri.
Non avendo mai avuto grossi problemi nel relazionarmi con gli altri soprattutto nell'età matura, e vinto poi con la malattia ogni forma di timore o reticenza, mi chiedevo come mai potesse capitare questa cosa pur essendo le mie intenzioni proposte come buone e in modo discreto.
Se fossi riuscita a darmi una risposta, ero convinta... avrei superato l'ostacolo.
Più volte forzando l'innaturale ed inopportuna timidezza data la situazione, piano piano la risposta è arrivata da sola. Ciò che mi bloccava  era un senso d'inadeguatezza... la paura di violare un animo provato e di entrare troppo dove non era consentito neppure affacciarsi. Dopo tutto io non ero nessuno... Senza qualifica né competenza con che diritto potevo pretendere di dispensare  consigli e serenità? E a onor del vero... in genere non è stata mai la mia intenzione, non sono quelli dolcetti o caramelle  e non si può esordire certo con la "saccente saggezza spicciola" per acquistare credito e fiducia.
Così varie volte di fronte a certe persone grande era il disagio...
Ora le cose vanno assai meglio, il mio "intuito" si è affinato ulteriormente, la "sensibilità" è sempre delicata nel comprendere, ma più resistente alle "onde d'urto" e fare un dietro-front comporta sempre meno fatica e strascichi di amarezza.
Se così non fosse, assurdo sarebbe ostinarmi a fare quel che faccio.
Nonostante questo ci sono momenti di particolare mia vulnerabilità... timore di perdere una "preziosa conquista", lieve e inaspettata o un' emozione appena percepita e ancora da assaporare... in cui il "lucido distacco" si appanna.
Come lo sguardo che ride per la gioia e all'improvviso piange appena per il ricordo.

2 commenti:

  1. In parte forse capisco ciò che intendi... comunque credo tu sia una persona sensibile e amorevole, e credo che chiunque sarebbe felice di averti al suo fianco :)
    Un abbraccione ♥

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    Risposte
    1. Grazie, Vivy...
      ... io sono consapevole di un'unica realtà. Sicuramente certa di ciò che provo, cosa che aiuta non solo me ma anche Altri nel momento in cui con Loro, la condivido.
      Un grandissimo abbraccio...

      Mary

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