mercoledì 21 ottobre 2026
NOTE SPARSE (n.56) (Condividere la fragilità)
Forte non è chi non cade mai, ma chi sa rialzarsi ogni volta.
Perchè vulnerabili lo siamo tutti, e a volte è solo questione di fortuna restare in piedi o interi dopo una caduta.
Un preambolo che è pure una metafora, perchè sempre di dolore si tratta, cosa assai strana dal momento che diversa è la percezione per ognuno ed anche il modo di reagire ad esso.
È una "variabile costante" della vita e l'uomo più volte si trova a pagarne il conto a volte anche salato. Ma tant'è... esiste e conviene farsene una ragione, affrontarlo elaborarlo superarlo, per poter continuare, e poi essere sempre pronti a ritrovarlo davanti.
Altrimenti come si fa?
Tutto questo comunque non esclude la necessità di non soffocare le emozioni.
Nel bene e nel male vanno esternate, e nella condivisione provarne l'alleggerimento.
- Non so com'è 'sta cosa. A casa non posso parlare con nessuno, ho solo uomini che mi stanno vicino a modo loro ma non ascoltano.
Poi arrivo qui, e se comincio a raccontare mi emoziono...
E il Suo sguardo si è colmato di lacrime.
- Penso sia normale, i ricordi si affollano e la pressione diventa forte. Tutto sommato è meglio così. Bisogna dar voce al proprio dolore.
E asciugandosi gli occhi...
- Si, hai ragione. Già mi sento meglio...
All'improvviso sento vibrare in tasca il telefono...
- Pronto mamma, è successa una cosa ma tu non agitarti...
In effetti nulla di grave, solo l'ennesima prova di quanto siamo fragili.
Ritrovarsi spettatore di tale fragilità fa pensare.
Essere se stessi sempre, pure senza pudore... e se fino a quel momento mostrarsi forti era stato categorico, imparare ad essere spudorati diventa strategia.
In fondo non si deve dimostrare niente a nessuno.
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