venerdì 10 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.72) (Galina)
In bulgaro il nome, "Galina" significa "carezza".
Che meraviglia, ho pensato... in un posto così niente di più bello e poetico.
Una paziente bulgara con suo marito. Uno sguardo dolce e una stretta di mano possente. Un contrasto evidente sottolineato anche da quel nome, "carezza" giusta al momento giusto.
Mi rendo conto di quanto si possa imparare dal confronto quasi quotidiano con la malattia. È come una scuola di vita, dalle cose "elementari" come può essere un nome di battesimo, ad altre "superiori", tipo entrare in punta di piedi nell'animo dell'Altro.
Che meraviglia... mi ripeto di nuovo e la memoria si fa indietro ancora, quando cominciai a scrivere ogni giorno per non pensarci troppo o meglio farlo nel verso giusto.
I nomi di battesimo delle persone incontrate diventarono giri poetici, e il descrivere emozioni... formulare "pensieri divaganti che si fissano nella realtà".
Ermetica, prolissa, divagante a tratti incomprensibile, però si trattava di fare una scelta. Chiudere baracca e burattini, dedicarmi alla scrittura solo per diletto, oppure con qualche accorgimento, "continuare a...".
Preferii quest'ultima e non me ne sono mai pentita.
E per tornare a Galina, carezza discreta nella dolcezza di uno sguardo... ci può essere cura non invasiva per sè e chi è accanto.
La Cura con lo Sguardo è accarezzare "a parole", senza le parole.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento