venerdì 3 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)
Mi piaceva da giovanissima, poi da madre affannata di figli piccoli, molto meno, seguì un periodo di silenzio, senza infamia né lode, l'ho riscoperto dopo la malattia.
Adesso mi piace il mare al tramonto dell'estate, quando sono sola e lo sento tutto mio.
Chiudo gli occhi e mi concentro sul momento, il "Qui e Ora" al recupero di forze e motivazioni.
La sua voce è diversa perché non si confonde con altri suoni, né musica e neppure gridolini di bimbi festosi a riva.
Il profumo è ben distinto, di alghe e salsedine, trasparente come l'acqua sul fondo, nonostante le onde che montano, regolari e in fila.
E infine il vento che l'accompagna partecipa un nuovo inizio.
Mi piace "questo mare" che culla e calma.
Il mio pensare prende ad essere accompagnato da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia.
E a proposito di conchiglie condivido una poesia di Federico Garcia Lorca, scritta giusto cento anni fa...
M’hanno portato una conchiglia.
Le canta dentro
un mare di carta
Il mio cuore
si colma d’acqua
con pesciolini
d’ombra e d’argento.
Mi hanno portato una conchiglia.
.- Federico Garcia Lorca -
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