Allora come oggi un venerdì. Per la pandemia da tre settimane l'Italia era stata chiusa.
Riordinavo e spolveravo, al solito coi miei tempi lunghi, poi messa in pausa, la televisione, canale 28... per un momento straordinario di preghiera con il Santo Padre, e la benedizione Urbi et Orbi, quella delle grandi occasioni, o quando si tratta di affidarsi a Dio...
"Non lasciarci soli, Signore nella tempesta".
Una tempesta che aveva colto alla sprovvista, mettendo a nudo la fragilità umana.
Culto sfrenato del proprio ego, avidità di ricchezza e di potere, dimentichi dell'amore e della solidarietà che fa "fratelli".
Tra venti avversi e flutti agitati tanta paura...
"Perché avete paura? Non avete ancora fede?"
Sono le parole che Gesù rivolge ai discepoli, destato mentre è la tempesta, dopo che ha messo a tacere il vento e reso calmo il mare.
La quarantena come la Quaresima era comunque un'opportunità per reimpostare la propria vita, cambiare rotta verso il porto sicuro che solo Dio sa.
È il tempo di "scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è".
Un uomo curvo e stanco percorre la strada
, mentre lacrima il Cielo.
Quale dolore universale, lacrimava sulla piazza gremita di anime senza profilo. Nude alla preghiera rivolte, perchè presto tacesse quel vento sconvolgente e si tornasse a navigare il mare calmo della quiete.
Un periodo assai buio, doveva fare da promemoria per gli anni a venire, perché non si tornasse indietro mai più, in nome di una "nuova alleanza" tra l'uomo e Dio.
Peccato... essere ancora una volta spettatori della labile memoria altrui.

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