sabato 28 febbraio 2026

2° INCONTRO - V CORSO FORMAZIONE PER VOLONTARI ONCOLOGICI

I VALORI DEL VOLONTARIO IN ONCOLOGIA

Secondo incontro del corso per volontari oncologici sui valori, dopo aver dato a questi un nome e averne acquisito consapevolezza.

Invitati a scegliere una carta tra alcune con immagini diverse è stato chiesto ad ognuno tre competenze e quale caratteristica lo rendessero unico come volontario o caregiver. 

Una bussola, la strada... un ippocampo, pioggia e sole, una nave tra i flutti, ecc.

Un utile esercizio, un passo avanti nella conoscenza di se stessi.

Quali i valori fondanti per un volontario in oncologia?

La Solidarietà, l'Onestà, la Cooperazione, l'Amore..

I valori come radici, tramite convinzioni, scelte e comportamenti, tracciano del volontario l' "identità".

I valori sono "credenze", criteri o principi buoni per se stessi e gli altri.

Sono " costrutti mentali" che messi in atto sorreggono e giustificano i nostri comportamenti.

Sono "scelte strategiche" per il raggiungimento di obiettivi reputati i migliori per noi.

Generano emozioni ed aspettative. Forniscono energia e stimolano impegno.

Dalle credenze i valori, quindi le norme e gli atteggiamenti. Poi i comportamenti, da qui i risultati e l'esperienza.

I valori sono il vincolo fondamentale tra ciò in cui crediamo e il nostro comportamento.

I valori rappresentano tutto ciò a cui diamo più importanza nella nostra vita, ciò che ci muove, ciò che ci fa dedicare tempo ed energia per gli obiettivi.

La "compassion fatigue" è una condizione tipica di gran parte del personale medico e infermieristico. È molto simile al burnout, e si manifesta con scarso impegno lavorativo, stanchezza, stress e morale diminuito.

Si origina dal continuo contatto con  pazienti e dal senso di impotenza  che prende nell'impossibilità di alleviare loro le sofferenze.

Il termine "Moral distress" (MD) è stato introdotto dal filosofo Jameton nel 1984 per descrivere la sensazione dolorosa che si manifesta quando si è consci dell'azione moralmente più corretta ma non è possibile metterla in atto per ostacoli istituzionali.

Il Moral distress può colpire anche i volontari, in modo vario ma che comunque metterà in crisi motivazione ed operato.



giovedì 26 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.47) (Per un momento)

Da persona consapevole e concreta vivo un momento di transizione. Tutto passa e passerà anche questo, e intanto osservo e mi osservo e aspetto.

Se cambiano gli scenari per forza di cose, non cambia l'andare della vita, con le attività di ogni giorno ed i suoi affanni. Monotona per i più che non vanno oltre a cavare ciò che di buono c'è in ogni giornata, dal sorgere del sole fino al calar della notte. 

Eppure basterebbe poco, molto poco.

A tratti io lo faccio.

Guardo le mie mani, mi guardo allo specchio e dico grazie perché ci sono, in questo contesto e di tale scenario faccio parte.

Cose che non vanno... tasse, bollette, lavoro precario. E a seguire... politica corrotta, cambiare rotta, promesse e cotillon. 

Ci si stanca a parlarne di continuo.

Tale continuo lamentarsi, buttar giù quello che c'è e ritornare al punto di partenza è davvero inutile.

Aggrappiamoci all'ultimo sogno utile che ci ha fatto ben sperare, non buttiamolo giù come il resto, ché a coltivarlo avremo di certo buon guadagno.


mercoledì 25 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.46) (Dedicato... al piccolo Domenico)

La Tristezza è una delle emozioni più difficili da gestire.

È l'emozione della Perdita. Il fallimento, una separazione, la mancata realizzazione di sé sono una perdita. La morte di una persona cara è una perdita. Lo è pure la morte ingiusta, ad esempio quella di un bambino, entrato nel cuore di tutti in pochi giorni.

La morte che tocca da vicino sgomenta e


sempre tanto, perché per alcuni cui nel tempo ci siamo affezionati, nel nostro immaginario quel tempo stesso si è fermato.

Realizzare ciò che per fatto naturale succede è dura. Altrettanto lo sarà se morire riguarda un bimbo di poco più di due anni.

Il piccolo Domenico non c'è più, è diventato un angelo, e gli angeli volano via nel silenzio.

È il momento del dolore e poco fanno le parole, e ancor meno l'espressione di sentimenti negativi.

Non saremo mai pronti al "grande cambiamento" che pur naturale, è sempre inaspettato. 

Per fortuna la speranza non abbandona mai, e col suo esserci aiuta non poco a guardare coi suoi occhi...

LA MORTE NON È LUCE CHE SI SPEGNE

(Rabindranath Tagore)

La morte non è

una luce che si spegne.

È mettere fuori la lampada

perché è arrivata l’alba.

Stasera quindi chiudo così, nella speranza che la notte sia comunque compagna serena per una mamma, un papà, due fratellini.


lunedì 23 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.45) (Parola chiave odierna... Gentilezza)

Una giornata carica di emozioni, la campana della speranza ha suonato tre volte, e gioia e gentilezza insieme, impareggiabile rimedio.

La Gentilezza cura, e luogo e situazione non fanno più paura.

Può essere considerata un talento la gentilezza? In alcuni è talento spiccato, in altri meno, solo perché sono inconsapevoli e quindi ignorano poter coltivarlo. Perché i talenti come ogni bene o dote possono diventare ricchezza e non solo per se stessi.

Così comincio ... con "gentilezza", perché oggi più che mai penso non sia mai troppa, fa bene, riduce ansia e timori... fa sentire amati. E procede in "doppio senso non alternato", ovvero vantaggio per Chi la dona e Chi la riceve.

Se fosse presente a tutti i livelli, questo mondo andrebbe certamente meglio pur con l'imperfezione e gli errori umani. Si riuscirebbe persino ad accettare l'eventuale incertezza del futuro, se gentilmente presentata... non sarebbe incoscienza ma propensione ad aprire uno spiraglio alla speranza.

Quando tutto cominciò presi ad accorgermi che la gentilezza è proprio un dono di quelli più importanti che "aggiustano" una vita mentre sta crollando o aiutano a trovare il verso giusto per la lettura di un foglio lungamente alla rovescia.

Vero è che non del tutto fu gratuito, sentivo il bisogno di un appoggio e umilmente mi predisponevo, ma la cosa non era forzata perché l'arroganza restava lontana da me un po' per indole ma anche per necessità. 

Oggi, proprio oggi, in una giornata per più versi straordinaria, ho sentito a pelle che la gentilezza rende simili. È affinità che fa sentire il privilegio.

Concludo con un pensiero che trovo calzi a pennello, è di persona degna di fede, Madre Teresa di Calcutta...

"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione, piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza".


Siamo gentili. È un consiglio, un invito.

Non pensiamo se valga la pena o meno, piuttosto alleniamoci ad esserlo, gentili.


sabato 21 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.44) (La Mindfulness. Strategia di consapevolezza - 3)

Dalla Mindfulness notevoli benefici per i volontari oncologici.

Maggiore chiarezza mentale ed equilibrio emozionale.

Maggiore accesso alle proprie risorse interiori.

Capacità di gestire situazioni difficili che richiedono lucidità e calma interiore.

Minore rischio di burnout.

Importanti anche i benefici per la relazione d'aiuto.

Sviluppare una mente non giudicante che permette di incontrare l'altro nella realtà del momento.

Maggiore attenzione alle modalità di pensieri ricorrenti e agli schemi emotivi dell'altro.

Fa sentire l'altro totalmente accolto in tutte le sue dimensioni, e questo facilita l'apertura.

Il fondamento di tutte le pratiche di consapevolezza é i respiro consapevole.

Concentrandosi sull'inspirazione e l'espirazione la mente torna al corpo, e Noi presenti nel qui ed ora, pienamente in contatto con la realtà.

Utile esercizio é praticare il "minuto di concentrazione", osservando con attenzione il giro completo della lancetta dei secondi. Se ci si distrae, ripetere fino a compimento del giro.

Pratica quotidiana sarà la "campana della consapevolezza".

Fermati ed ascoltati

Inspira ed espira

Sorridi

Come ti senti?

Che cosa ti segnala il corpo?

Che cosa potresti fare per sentirti meglio?

Che cosa ti aiuta a stare bene?

Per riportare al qui e ora attraverso i sensi, diverse sono le pratiche, tra cui...

STOP... Fermati - Prendi respiro - Osserva - Procedi consapevolmente

Tecnica del Graunding 5 - 4 - 3 - 2 - 1

5 cose che potete vedere

4 cose che potete toccare

3 cose che potete sentire

2 cose che potete annusare

1 cosa che potete gustare

E dopo aver condiviso l'ultima parte del primo incontro del corso, solo qualche rigo per concludere questo ennesimo giorno in dono.

Anche oggi ho sorriso e pianto, ho guardato alle mie carenze ed ho imparato.

Ho imparato dalle Persone che ho incontrato.

La comprensibile sfiducia di Filomena.

La dolcezza di carattere di Michele.

La serenità pensosa di Rita.

La tenacia di Lina al terzo "ritorno di fiamma".

Ho ascoltato, abbiamo sorriso insieme, ricordato, e lì dove tutto è autentico abbiamo "assaporato" il momento, colmandolo di eternità.





FUORI DAL TEMPO (n.43) (La Mindfulness. Strategia di consapevolezza - 2)

La cosa più importante che la pratica della Mindfulness insegna è prendersi cura di se stessi.

Aumenta infatti l'autostima, migliora il sistema immunitario, favorisce le relazioni, sviluppa la capacità d'ascolto, riduce l'impulsività, migliora la qualità della vita riducendo il dolore.

Negli ultimi trent'anni la ricerca e la pratica psicoterapeutica hanno visto nascere diversi protocolli basati sulla Mindfulness. Tra questi troviamo l' "ACT", terapia basata sull'Accettazione e l'Impegno.

La Mindfulness per il volontario in oncologia costituisce una vera e propria palestra. Un allenamento costante per poter fronteggiare eventuali momenti difficili con i pazienti.


Pratica costante che allena alla disciplina.


Attenzione consapevole al momento presente.


Accoglienza e superanento delle resistenze al cambiamento.


Dalla modalità del Fare alla modalità dell'Essere.


Fonte costante di lucida visione e direzione.


Essere testimoni, ovvero avere la "mente del principiante".


Osservare ciò che è intorno e in noi come guardando da lontano, senza farsi coinvolgere, senza giudicare.

giovedì 19 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.42) (La Mindfulness. Strategia di consapevolezza - 1)

Viviamo quasi sempre con il pilota automatico inserito, il corpo è presente e la mente altrove, sempre in atteggiamento giudicante.

Quali sono gli elementi che ostacolano la mindfulness?

Iperconnessione, multitasking, ritmi sempre più frenetici.

La mente umana tende a distrarsi qualunque cosa faccia, eppure chi riesce ad essere concentrato sul momento si dichiara felice.

La Mindfulness è la capacità di concentrarsi sul momento presente e vivere intensamente  il qui e ora.

Può essere praticata in qualsiasi momento in due modalità, formale, ritagliandosi uno spazio


da dedicare alla meditazione, al respiro consapevole, e informale, prendendo coscienza delle azioni quasi sempre fatte automaticamente.

La Mindfulness ci fa comprendere che i pensieri vanno e vengono e che noi non siamo i nostri pensieri. Ci fa riprendere così il controllo della nostra vita.


FUORI DAL TEMPO (n.41) (Il senso e la forza del gruppo)



16 Febbraio 2026. Parte col primo incontro il quinto corso di formazione per volontari oncologici.

Una breve introduzione per spiegare il senso e la forza di un gruppo di auto mutuo aiuto oncologico, rappresentato dal GAMA, esempio unico al meridione.

Il GAMA ha origine come piccolo gruppo di persone "informate dei fatti" nel 2011, nasce per venir incontro al paziente oncologico e ai suoi familiari dal momento della diagnosi e per tutto il percorso.

Offre loro possibilità di condivisione e supporto psicologico, quando all'improvviso si avverte il deserto intorno e dentro, senso di solitudine persistente che in breve tempo si trasforma in enorme peso sull'animo.

Ansia, paura, angoscia si dimezzano con la condivisione perché si scopre di non essere stati i soli a provarle o averle provate.

Formarsi per diventare parte operante nell'ambito di un gruppo di auto mutuo aiuto oncologico, mettersi in gioco con la forza della condivisione e del sostegno implica grande responsabilità, richiede generosa continuità, non chiede nulla in cambio, eppure tanto se ne ricaverà in guadagno...

FUORI DAL TEMPO (n.40) (Dedicato a... una Persona speciale)

"Le Persone speciali sono quelle che stupiscono senza fare nulla di speciale.

Magari hanno pure una vita complicata, poche gioie e un'infinità di problemi, però trattengono l'angoscia e non angosciano.

Perché è semplice e preziosa, la Persona speciale.

......

La Persona speciale non è mai solo per sé.

Presta attenzione, porge orecchio, si cura dell'Altro... anche quando non può, pure se non ce la fa".

(da "Per i giorni persi")


Stasera inizio con "autocitazione" perchè credo sia la conclusione giusta di una "giornata dedicata". 

Ho buona memoria, ricordo date e compleanni, e nello specifico come avrei potuto dimenticare?

Lunedì 16 Febbraio, il compleanno di una Persona speciale, fisicamente non è più ma che ha lasciato di sè ugualmente una forte presenza.

Lucia.

Quando si è dato tanto, non si può non ricevere altrettanto se non di più.

È normale. Immaginiamo di essere tutti come astri nel firmamento.

Ci sono le stelle fisse, lontane, quasi nascoste, poi le meteore che passano veloci, e infine le comete, rare, attraversa il cielo solo una ogni tanto. Forse per lasciare un segno, magari fare da guida, e proprio per questo viene ricordata nel tempo.

È così. Siamo tutti stelle che brillano, importanti, abbiamo un nome e un ruolo.

Solo che alcune, non molte in verità, splendono di più.

"Ci sono persone speciali che sanno darti il coraggio, anche se hanno più paura di te..."

- A. Curnetta -


Lucia... l'Amica dalle semplici emozioni.


FUORI DAL TEMPO (n.39) (14 Febbraio - San Valentino, festa dell'Amore grato)

 Perché quando si ama riamati non si può che essere grati alla Vita.

Premesso che io intendo l'Amore in senso lato, sentimento bello e incondizionato, credo che se ce ne fosse molto di più il mondo sarebbe salvo, senza precarietà e dominante la Bellezza.

Se poi si parla dell'amore che lega due persone, quello vero nasce dal sentimento e non ha bisogno di tante cose.

Basta che il Cuore faccia il suo, batta forte quasi per due, e poi impari ad andare incontro alla Mente e a leggerne i pensieri.

E l'Amore eterno pensate sia impossibile?

L'Amore eterno è quello che matura nel tempo, durante le stagioni della vita.

Nasce col primo fiore, si trasforma come natura vuole, posa e pare dorma tenendoti per mano...

E non finisce mai, neanche con la perdita, perché restano i bei momenti vissuti insieme a nutrirne il ricordo.

"Amore eterno"


Sono più dolci i frutti dell'Autunno.

Nati dalle turgide gemme in Primavera,

maturati al sole appassionato dell'Estate.

Non si temerà il gelo dell'inverno,

pure se tutto sarà coperto dalla coltre bianca,

aspettando la nuova Primavera.

M. R.


E dopo aver osato pure qualche verso (l'argomento sempre ispira), 

notte serena a Chi ama e a Chi spera.



martedì 17 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.38) (Scegliere la consapevolezza)

Ha sorriso quando ha sentito da me l'espressione, "tumorati di Dio"...

- Bella questa, me la devo scrivere.

Fa sempre un certo effetto, anche se per me ormai è normale, quasi un intercalare, nato un po' di anni fa per ridimensionare una condizione confidando nell'aiuto di Dio.

Così è stato facile dopo l'insolito approccio conversare con la giovane Angela, dell'età di uno dei miei figli...

- Potrei essere tua madre, sai?

- Si! La mamma in trasferta...

E di espressione in espressione, tra sorriso ed originalità, parlare di consapevolezza è stato quasi naturale.

Lei, laureata in filosofia, giovane mamma che con coraggio risponde alle domande della sua bambina...

- Mamma, perchè sei nervosa?

‐ Perchè ho paura.

Condivide le emozioni, perchè nessuna, nonostante le apparenze, è assolutamente negativa.

Tutte appartengono al momento che si vive.

Dal momento in cui nasciamo, il “qui e ora” è l’unica cosa di cui disponiamo realmente. Possiamo ricavare tanti insegnamenti dal passato, ma non possiamo cambiarlo. Possiamo avere speranza nel futuro ma non possiamo sapere come sarà. L’unica cosa che possiamo fare è vivere il presente, comunque sia.

La consapevolezza di sé porta anche a riconoscere i propri limiti e quindi considerare la possibilità di superarli, anche nella condizione di massima fragilità.

Prima di andar via, salutandola ho notato il libro che aveva accanto, "Il Simposio" di Platone, e Lei quasi leggesse il mio pensiero...

- Non credere Maria, l'ho portato per dormire.


E col sorriso... appuntamento alla prossima.


domenica 15 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.37) (Fragile e consapevole)

Non lo nascondo, da giovane più volte mi facevo domande, e puntualmente ne cercavo le risposte.

Quasi sempre risultava una ricerca estenuante, raramente qualcosa ne cavavo, poi...

Poi la Malattia ha rivoluzionato tutto, mi ha dato la consapevolezza del senso autentico dell'esistenza. Un senso a cui ho dato forma vivendo la vita con scelte responsabili.

La fragilità, la sentivo tutta ma da credente confidai, e mi affidai fidandomi totalmente.

Sono ancora qui, e grata continuo a pregare...

Per quella serenità che lascia spazio solo ai crucci semplici di ogni giorno, per un futuro anche visto a malapena...

Io prego.

Per il tempo e l'altrove, per il colore e il calore. Meraviglie che esaltano il senso di una vita... 

Io prego.

Che non sono nata felice o infelice, ma con il dono di poter continuare ad essere serena comunque sia.

Io credo.

Si cerca sempre intorno e ovunque, quando basta credere in qualcosa, affidarsi a qualcuno... fiduciosamente "accogliersi" in se stessi.

E le domande? Non ho smesso di farmene, poche però e meno complesse.

Ho trovato la gioia nella mia vita?

La mia vita ha portato gioia agli altri?


Le risposte arrivano tra le righe che ho imparato a leggere

E forse... prima che non ci sia più il tempo... avrò trovato già qui il Paradiso.


FUORI DAL TEMPO (n.36) (11 Febbraio 2026 - XXXIV Giornata Mondiale del Malato)

Scriverò della giornata trascorsa, poche righe ma di gran significato. Ne parlerò in senso laico perché possa arrivare a tutti un messaggio di solidarietà che trova radici nella spiritualità ed oltre la religione.

È una giornata speciale, quella dedicata al "Malato", a Chi soffre nel corpo e non può, almeno per una parte, non soffrire anche dentro di sé, per quella serenità negata, per aver perso la spensieratezza che lascia spazio solo ai crucci "semplici" di ogni giorno, per un futuro visto a malapena, 

11 FEBBRAIO – GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

La Giornata Mondiale del Malato fu istituita da San Giovanni Paolo II nel 1992 e celebrata per la prima volta l’11 febbraio 1993, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes.

Il Papa la volle dopo aver sperimentato personalmente la fragilità della malattia, per ricordare al mondo che chi soffre non è mai uno scarto, non è un peso, non è un numero… ma è volto, storia, dignità.

Questa giornata ha un significato profondamente religioso, perché richiama la compassione di Cristo, medico delle anime e dei corpi, e ci invita a guardare al malato con lo sguardo del Buon Samaritano: fermarsi, curare, farsi carico.

Ma ha anche un valore laico e universale: è un richiamo alla tutela della salute come diritto fondamentale, al rispetto della persona fragile, al sostegno alle famiglie e al lavoro silenzioso e prezioso degli operatori sanitari e dei volontari.

In una società che va sempre di corsa, la malattia rallenta.

E proprio rallentando ci insegna qualcosa di essenziale: che l’uomo vale per ciò che è, non per ciò che fa, quando dona il suo tempo e non solo il suo denaro.


Quando ci prendiamo cura dell’altro, diventiamo più umani.

Doniamo presenza e mani tese perchè nessun malato si senta solo.

Che ogni carezza sia segno di Dio che non abbandona.

Perché amare significa, come il Samaritano, portare il dolore dell’altro senza voltarsi dall’altra parte.


venerdì 13 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.35) (Gnocchi, orecchiette e...)

Per me è un periodo un po' così, si sa però sono consapevole che ancor più devo "dedicarmi", cogliere le particolarità, leggere tra le righe.

Gnocchi, orecchiette, e... tanto coraggio, forza e simpatia.

Conosciuta una settimana fa, fissato appuntamento per una parrucca.

- Nella stanza * c'è una paziente che ti cercava per...

- Una parrucca, lo so. Ci vado subito.

E in un attimo sono da Lei, che dorme profondamente. Il compagno di stanza sorride e fa spallucce come me. Però...

- Cara...?

Sussurro quasi il suo nome.

- Ciao, sono arrivata, e...

Si sveglia immediatamente, mi riconosce..

- La vorrei a caschetto, castana con qualche meche e senza frangia. Grazie.

Penso... questo si, è avere le idee chiare

Poi aggiunge...

- Ma se non c'è quella che ho detto, me ne prendo un'altra. Mi accontento.

Penso... meno male, cliente facile e accomodante.

- Vado e torno.

E quando torno la trovo di nuovo addormentata.

- Cara...?

- Scusa, scusa... è chè la notte non riesco a dormire, allora lo faccio qui. E quelle ore in bianco le impiego per fare gnocchi, orecchiette e cavatelli.

Bell'idea e ottima strategia, le dico mentre si prova una prima parrucca e poi un'altra che prenderà.

Si guarda allo specchio, si piace, sorride...

Squilla il suo cellulare...

- È mio figlio. Ciao Ale. Oggi torno a casa con la parrucca.

Poi rivolta a me...

- Ti faccio vedere mio figlio, una foto da piccolo e una da grande.

E dopo gli scatti di gnocchi, orecchiette e cavatelli, le foto del figlio, un bel ragazzone di ventisei anni.

- Ho solo lui. È il mio tutto, l'ho cresciuto da sola.

E gli occhi le si fanno lucidi.

Si guarda di nuovo allo specchio, sorride ancora e mi dice... grazie.


Ah, dimenticavo. Il fiocco di tenerezza scelto da Lei diceva...

"Un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare un milione di ombre".

giovedì 12 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.34) (V Corso per volontari oncologici - La giusta distanza)

Abbiamo parlato di normalità, quanto sia importante in una situazione di malattia non far perdere di vista il riferimento alla quotidianità, al fluire sereno dei giorni.

La pacatezza, il tono della voce, lo sguardo sono elementi importanti per l'approccio nella relazione d'aiuto.

Ma che bella persona sei... sempre così calma. Sei rasserenante.

È vero, sarò anche una bella persona, rasserenante, sempre calma proprio no.

Perché ne avrei da dire tanto a toni alti su quel che è stato, ciò che potrebbe essere, e intanto è, e non piace per niente.

Ma per quell'empatia che mi attribuiscono, mi rendo conto, e ci lavoro pure, fin dove si può o si deve arrivare, e poi... fermarsi, per non farsi male e non far del male.

Intuito, discrezione, capacità di fare più di un passo indietro.

"Nella conversazione ci si astenga da osservazioni intese a correggere, per quanto a fin di bene: poiché offendere la gente è facile, migliorarla è difficile, se non impossibile".

   - Arthur Schopenhauer -


Impossibile migliorare le persone, ancor più le situazioni che non dipendono esclusivamente da Noi.

Secondo me, affannarsi è inutile.


I PORCOSPINI

 

In una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.

Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro.

Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo.

Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi del male reciprocamente.

- Arthur Schopenhauer -


Ecco... la giusta distanza è ciò che serve.

Approcciare a tutto, ascoltare tutti, e ritirarsi quando andare oltre sarebbe impossibile o vano.


mercoledì 11 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.33) (V Corso per volontari oncologici - Essere accanto)

Noi volontari indossiamo il camice per identificarci, perché non ci muoviamo in modo autonomo ma siamo un gruppo e poi associazione.

Un gruppo di mutuo aiuto, persone che mettono a disposizione il proprio tempo per "essere accanto".

Essere accanto... è tenerezza, disponibilità, generosità.

Quindi non sarà il camice a fare la differenza, ma la capacità di caricarsi ogni volta di un peso, e alleggerirne qualcun'altro, cercando di far apparire normalità ciò che normale non è. 

La differenza vera la fa solo il Cuore che sa dispensare sorrisi e giuste parole perché capace di andar ben oltre.

Desidero poi dare risposta ad un Amico che dubita circa una relazione d'aiuto.

Essere accanto non è per tutti, è vero.

Non è per Chi si gira dall'altra parte, per Chi intende solo "fare qualcosa", per Chi sta a sentire ma non ascolta.

Chi è generoso ed empatico è capace di essere accanto con la semplicità dei "giorni normali". Ascolta e fa propria ogni situazione ed emozione. Aiuta con la sola presenza.


Chi ha vissuto la malattia sulla propria pelle o da caregiver resta accanto, e a volte anche solo col silenzio colma di senso l'esistenza.


lunedì 9 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.32) (V Corso per volontari oncologici - Le basi) Ancora una settimana all'inizio del V Corso GAMA per volontari oncologici. Un corso per imparare, aggiornarsi, e perchè no... conoscersi un po' di più. Perchè il volontario deve essere generoso, empatico, e privo di giudizio. E generosità, empatia ed obiettività dovranno essere riconosciute ed allenate. Perché essere accanto a qualcuno che soffre non è certo cosa per tutti. È essere accanto e ricominciare insieme. Ricordo le parole di una paziente cui un giorno consegnai una parrucca... grazie, oggi mi hai salvato la vita. Un'esagerazione certamente, però io fui contenta per averla resa contenta. Il volontario non cura ma si prende cura, non scende a compromessi, perché si sente compromesso in ciò che è un modo di essere sincero e gratuito, e non mero mestiere. Una riflessione. Intorno a Noi quante realtà diverse. C'è gioia, dolore, preoccupazioni, ansie, e... si potrebbe continuare. Quante volte facciamo mente locale per rendercene conto? Forse penso troppo, ma lo preferisco. Da pensiero a riflessione il passo è breve, segue la "correzione" per cercare di sbagliare meno. Semplici particolari che fanno la differenza, quella differenza che personalmente tanto mi appassiona.

Ancora una settimana all'inizio del V Corso GAMA per volontari oncologici. Un corso per imparare, aggiornarsi, e perchè no... conoscersi un po' di più.


Perchè il volontario deve essere generoso, empatico, e privo di giudizio. E generosità, empatia ed obiettività dovranno essere riconosciute ed allenate.

Perché essere accanto a qualcuno che soffre non è certo cosa per tutti.

È essere accanto e ricominciare insieme.

Ricordo le parole di una paziente cui un giorno consegnai una parrucca... grazie, oggi mi hai salvato la vita.

Un'esagerazione certamente, però io fui contenta per averla resa contenta.

Il volontario non cura ma si prende cura, non scende a compromessi, perché si sente compromesso in ciò che è un modo di essere sincero e gratuito, e non mero mestiere.

Una riflessione.

Intorno a Noi quante realtà diverse. C'è gioia, dolore, preoccupazioni, ansie, e... si potrebbe continuare.

Quante volte facciamo mente locale per rendercene conto?

Forse penso troppo, ma lo preferisco. Da pensiero a riflessione il passo è breve, segue la "correzione" per cercare di sbagliare meno.

Semplici particolari che fanno la differenza, quella differenza che personalmente tanto mi appassiona.


FUORI DAL TEMPO (n.31) (Tanto... tutto passa)

La mia emotività in questi giorni è messa alla prova.

Faccio quel che devo ma tra le nubi cupe del pensiero.

Passerà, lo so, ma ora è così.

Quando il tuo animale vola via è dolore uguale, ma muto e dignitoso.

Però diversa è la percezione per ognuno ed anche modo e tempo di elaborazione.

Mi chiedo perchè si debba soffrire così.

La mia cagnolina ha lasciato un vuoto immenso in casa e nei nostri cuori.

E col passare dei giorni il dolore sta diventando sordo e latente.

È una variabile costante della vita, esiste e conviene farsene una ragione, affrontarlo elaborarlo superarlo, per poter continuare... 

Altrimenti come si fa?

Accettare la cosa come fosse attesa da tempo, un passaggio inevitabile, e allora perché disperare?

Si può sempre piangere, è vero. E dopo? 

Tanto poi passa, come passano la gioia e la tristezza, persino la paura, emozioni di momenti della vita... che poi, passa anch'essa.


E che passi pure, senza fretta nè inganni, con la piena consapevolezza e la forza che da essa viene.

Passi pure ma non senza lasciare il segno, il vuoto e il ricordo.

FUORI DAL TEMPO (n.30) (Non si può non riflettere)

Dopo ciò che è accaduto sto pensando tanto a


questa mia vita. 

Da un po' la sento più precaria di quel che è, e come non bastasse mi percepisco insofferente dentro.

Per cui viene naturale chiedermi...che cosa tratterrò e quanto lascerò andar via?

Da "lungosopravvivente" non posso non essere concreta, è come farsi scudo per proteggersi, non illudersi.

Al termine di questa giornata vissuta comunque tra ospedale e casa, faccio il resoconto dalle "corde tese" oltre misura della mia sensibilità. 

Quindi... lascerò andare l'ipocrisia, l'incoerenza palese, e l'indifferenza. 

Tratterrò invece due cose belle che mi sono successe oggi.

Malinconica e stanca ero seduta al divanetto nella stanza dei gattini. Uno di loro si è sdraiato sulle mie gambe e ha avvicinato il musino al mio viso.

 Lans, questo il suo nome, ha voluto in qualche modo consolarmi con la presenza. 

La seconda cosa è legata ad un messaggio ricevuto stasera. Mi si diceva di stanchezza a causa del lungo percorso, mi ringraziava per aver saputo essere stata "Accanto"

Così fu che in breve tempo tornai alla "vita che amo".

Due note, due momenti, carezze al Cuore. Oggi conforto, domani e poi domani e sempre motivazione.

domenica 8 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.29) (Qualcuno vuole che continui a...)

Davanti ad un angolo vuoto, ne immagino solo la ciotola, e i pensieri si rincorrono per un po' ricordando, poi velati a nascondere la malinconia.

Uno squillo, il telefono, una giornalista chiede di raccontare una storia finita bene, la mia storia. È per celebrare questa giornata... dice... il 4 Febbraio, contro il cancro.

Il mio "oggi" che parte da lontano è fatto di emozioni che non posso trattenere. 

Sono ricordi rivissuti, sensazioni rielaborate.

Per mia natura non ho mai amato essere protagonista, con la malattia mi trovai ad esserlo mio malgrado, e se nella vita non potevo rifiutare quel ruolo, nella "scrittura" almeno avrei voluto ridimensionarlo. 

Di quella "storia" così decisi di non essere l'unico personaggio principale, e tutti quelli che la vivevano con me sarebbero diventati coprotagonisti.

Io non ero anonima, e neanche le mie emozioni. Anche attraverso un "quasi nome" mi si identificava benissimo ed io volevo questo, essere attendibile. 

Seguendo un'idea, pur nel rispetto della privacy, fui fedele in tutto, i dialoghi, perfino qualche voce dialettale, le lacrime, la rabbia... le parole di conforto, incoraggiamento da parte di medici e infermiere...

Quando rileggevo ciò che avevo scritto mi emozionavo ancora di più, restavo quasi senza respiro.

Poi alcune situazioni m'impedirono di andare oltre e cambiai così se non argomenti, stile.

Descrivere emozioni fu formulare "pensieri divaganti fissati nella realtà". 

Diventai più ermetica, comprendeva in pieno i miei scritti solo Chi conosceva me ed il contesto. Chi sapeva riconoscersi in quella sofferenza.

A volte fui giudicata prolissa, divagante a tratti incomprensibile, però si trattava di fare una scelta. Chiudere  baracca e burattini, dedicarmi alla scrittura solo per diletto, oppure con qualche accorgimento, "continuare a...".

Preferii quest'ultima e non me ne sono mai pentita.

Tempo è trascorso, ne è venuto fuori persino un libro, almeno così lo definiscono, per me è il semplice diario di due parentesi della mia vita a confronto.

Così ho avuto il privilegio di essere intervistata qualche giorno fa, e poi stamattina.

Che dire...? Penso alle risposte che ho dato e pare quasi che le parole non siano  mie. Eppure sono i miei pensieri, di questo sono certa. 

Del resto da quando ho cominciato a scrivere costantemente è sempre stato così.

Critica con me stessa, lucida nel drizzarmi per non cadere.


Un messaggio finale per questa giornata?

Mai sentirsi vittime, e determinati essere protagonisti convincenti e coinvolgenti della propria storia.

sabato 7 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.28) (Oltre l'emozione)

Pur col vuoto dentro e lo spazio intorno vengo fuori allo scoperto.

Pesa ovviamente, ma sono cose che toccano ai vivi, e forse ogni giorno non ringrazio di esserlo, viva?

Periodo pesante questo, problemi ordinari, qualche preoccupazione, il dolore silenzioso della perdita.

É la Vita, continua a ripetere mio marito, ed io gliela passo per buona, anche se non completamente d'accordo, considerando che molti non problemi occupano il centro delle nostre giornate.

Un modo questo suo di collocare le sensazioni, le emozioni. Le archivia e va avanti.

Per me è diverso.

Cerco di andare oltre le sensazioni, e le emozioni non trascurano i ricordi, tutti.

La Vita non è facile né difficile per tutti


, va presa per il giusto verso, nella consapevolezza che ogni accadimento o evento deve essere accettato, affrontato e superato. Siamo strutturati abbastanza per questo.

A volte rimaniamo intrappolati nell’abitudine della lamentela, del giudizio, siamo pronti a puntare il dito e a incolpare qualcosa o qualcuno, a volte la vita stessa per qualsiasi cosa e non ci rendiamo conto dei doni che la vita ci offre continuamente. 

Le energie della lamentela e del giudizio ci tengono intrappolati nell’illusione e non ci permettono di sperimentare la bellezza di essere nel flusso della vita e di ricevere i suoi doni continui e sorprendenti.

Eppure basterebbe anche una piccola riflessione per capire che invece dovremmo essere grati, anche per il solo fatto di essere vivi. Ogni giorno della nostra vita per tutto il tempo che sarà.


FUORI DAL TEMPO (n.27) (C'è un tempo per tutto)

Oggi per Noi il tempo ha rallentato. C'è tanto, troppo spazio, e non capiamo perchè.

Un vuoto immenso, impossibile da colmare a parole, mentre chiudo un'altra pagina della vita mia.

Grazie 




giovedì 5 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.26) (Ho bisogno di un arcobaleno)

 Un brontolio nell'aria da diversi giorni.

Temporale in vista? Chissà...

Conosco i "sintomi" del cambiamento, ma continuo a sperare nella stabilità di questo tempo mio.

Ho bisogno di un arcobaleno, ma non uno qualsiasi.

L'Arcobaleno che accompagna il sogno più importante, una vita con poche, pochissime nuvole e ampi squarci d'azzurro.

Bello come l'arcobaleno che può accompagnare per la via del ritorno a casa. 

Una strada lunga che pare infinita, lo sguardo perso all'orizzonte, all'improvviso l'Iride che s'inarca imponente.

È talmente bello e significativo da sembrare un messaggio.

In questi giorni per me più intensi del solito, mi ci vuole un po' di colore, perché per quanto io sia forte o mi imponga di esserlo, la porta da aprire è grigia e il cielo da ammirare, uguale. 

Lo ammiro lo stesso... è un dono per me.

Come pure dovrei essere abituata a quel genere di porte, e mi ritrovo sempre a non esserlo mai abbastanza.

Che volete farci? Ogni tanto


pare di tornare indietro, incapace di accettare, elaborare...

Ricordo un fiocco di tenerezza legato con un nastrino verde brillante, diceva...

"Sii l'arcobaleno nel cielo di qualcuno".

Vorrei poter continuare ad esserlo... tutto qua.


FUORI DAL TEMPO (n.25) (L'uno per l'altro... insieme)

Siamo esseri umani, fragili e consapevoli di non bastare a Noi stessi, ci dirigiamo verso un centro ideale come attratti da forza magnetica, l' "energia" che abbraccia e protegge.

Così non fosse, non avrebbe senso l'essere al mondo. Se fossimo "monadi" non potremmo comunicare, se fossimo "isole sconosciute" finiremmo sul fondo per uno tsunami e nessuno ne avrebbe notizia.

Non è così, ed è tutt'altra formula, vincente.

 Umili nel chiedere, fiduciosi nella risposta, e grati sempre, perché dalla gratitudine giunge l'aiuto che serve.

Una preghiera...

Non restiamo isolati, ma stringiamoci stretti e uniti.

Non siamo isole.

Se ognuno è immerso in vasta, potente Energia, giusto sarà che Tutti Insieme faremo Arcipelago d'Amore.

E un' esperienza condivisa diventa premessa per una nuova pagina di un'altra storia dal sottotitolo comune...

Amore che cura...

Amore che guarisce...

Amore che salva.



domenica 1 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.24) (Non solo per se stessi)

Dal quotidiano confronto ho compreso, e sempre più sono convinta che sono stata creata non solo per me stessa.

I messaggi, l'ascolto, il sorriso non sono una scelta obbligata, vengono dal profondo, ed è un modo per dire grazie, e dimostrare la volontà di continuare appunto, non solo per me stessa.

Dedicarsi... per dedicare, si fa del bene a se stessi e non solo.

E fare bene agli Altri diventa un toccasana per Chi dà e Chi riceve, a tutto beneficio dell'autostima di entrambi.

Si deve vivere perché ci è stato dato, ed è necessario che passo dopo passo lo si faccia come meglio si può.

Anche per me ora è così. Perché ho scelto o sono stata scelta e non posso deludere, pure se a volte temo di perdere credibilità e dare poco affidamento. 

Con gli anni qualche imprevisto e acciacco in più, ma resisto, perché devo stare bene.


Una buonanotte a tutta riflessione quindi, per un altro giorno di cui essere grata.