lunedì 8 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.41) (Accogliente e accudente)

È da stamattina che questi due termini girano tra i miei pensieri, sono insistenti. Sono insistenti a tal punto che mi sono chiesta il perché. Dopo tutto sono parole di uso comune, per Noi volontari quasi ovvie. Ma per comunicare o chiarirsi le idee il linguaggio deve essere ben definito, e allora ho pensato agli ultimi argomenti trattati, la meditazione e la morte, e ho visto motivo e nesso della presenza di queste due parole nei miei pensieri. Accogliere ciò che la Vita porge. Accudire se stessi e gli altri, preparandosi e preparando, sempre e nonostante tutto. Qualcosa di difficile su cui argomentare, a pensarci... come si fa ad accettare la fine? Pare negare la Speranza, e invece... È di stamane l'annuncio lucido e toccante di Michela Murgia, lontanissima dalla retorica del “guerriero contro il cancro”. “Ho metastasi già nei polmoni, nelle ossa, al cervello, e un’operazione non avrebbe senso... Il dolore non si può cancellare; il trauma sì. Si può gestire. Hai bisogno di tempo per abituare te stessa e le persone a te vicine al transito. Un tempo per pensare come salutare chi ami, e come vorresti che ti salutasse. Non si torna indietro, ma non ho paura della morte. L’ultima cosa che farò è sposarmi perché lo Stato chiede un ruolo e mio marito saprà cosa fare, e ho comprato una nuova casa con dieci letti dove la mia famiglia queer può vivere insieme”. Tutto va come deve andare e non potrà mai essere diversamente. Ormai sono tredici anni che lo affermo, fortemente convinta, e una volta lo sentii ripetere con una pacatezza, una serenità che lascia senza parole... "Ognuno ha la sua storia, e la mia è stata già scritta. Andrà come deve, a me tocca cercare di vivere come meglio posso, con le mie sole scelte e decisioni. Finora hanno sempre deciso gli altri per me, adesso voglio farlo io." Era incredibile come le parole scorressero veloci, senza pausa, come fossero state represse per un bel po'. E riferite a me, un'estranea, conosciuta solo dieci minuti prima. L'ascoltai con estrema attenzione, ogni particolare era una puntura di spillo arrivata senza preavviso sulla parte più sensibile, e i particolari erano tanti... Portai con me questa storia che mi avrebbe fatto più ricca... Voglio sperare che qualsiasi fatto o evento si incastri perfettamente con un altro, così che questo diventi naturale proseguimento e conseguenza del precedente. Il negativo che acquista senso alla luce del positivo, e... viceversa. La Vita, nient'altro che un enorme e vario puzzle senza limiti.

1 commento:

  1. Ha turbato anche mia moglie e me, questa storia, come puoi ben immaginare. Certo ognuno somatizza a suo modo, e forse in qualche modo il benessere e l'essere personaggio pubblico aiuta. Ricordo Baricco che sparì dai radar con la sua leucemia.. le reazioni sono molteplici e come giustamente concludi "la vita, nient'altro che un enorme puzzle senza limiti". E noi a cercare di sistemare tasselli.. ;)

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