sabato 25 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.1) (Riflessioni...)

Dagli ultimi fatti di cronaca che vedono protagoniste le donne.

A Catanzaro Anna si getta dal balcone coi suoi tre bambini.

A Foggia Stefania viene uccisa dal marito.

Questi due episodi, apparentemente diversi hanno più di qualcosa in comune, in primis il disagio e poi tutto il resto.

Probabilmente pure un'inquietudine di fondo radicata alla lunga nella relazione di coppia.

Ricordo in passato aver visto spesso moglie e marito avanti negli anni passeggiare tenendosi per mano.

Ci pensavo stamattina, e così di getto è venuta su una sorta di "formula magica", inconsapevolmente adottata da numerose coppie anziane. Capitani di lungo corso dell'Amore.

Segue l'evoluzione del rapporto nel tempo, realizza l'adattamento agli inevitabili cambiamenti.

Tre fasi tre e non lasciarsi mai.


- All'inizio vicini vicini, a condividere tutto, a volte quasi il respiro.

- Poi semplicemente vicini nelle difficoltà e nelle parentesi di vita.

- Al tramonto, per abitudine e stanchezza, distanti magari non proprio fisicamente, non scontrandosi e tenendo fede all'antica promessa. Distanti per restare vicino.

FUORI DAL TEMPO (n.100) (La buona Comunicazione)

Credo che avere il dono della comunicazione sia autentica virtù, che si palesa in ogni tipo di relazione.

Però, perchè un però c'è...occorre pensare prima di comunicare.

Che sarà mai mettere insieme poche parole? Bene, si dovrebbe soppesare e scegliere solo parole leggere. 

Qualche parola non giusta può scappare. È vero, succede. Poi consapevolmente sarebbe opportuno il silenzio.

Solitamente e nonostante lo stato d'animo, pensare prima di parlare o scrivere.


E trovare, per esprimere i pensieri del momento, parole moderate e pacate... garbate, insomma giuste.

Ripeto. Bisognerebbe pensare prima di parlare. Tempo non c'è? Allora che fare...? Se provassimo a ripeterle quelle parole come fossero a Noi rivolte, chissà...

Forse scopriremmo che non sono appropriate e manco dette con la giusta modalità. Così eviteremmo il danno più frequente e grave... sconvolgere alcune certezze che aiutano ad andare avanti. 

Quando proprio si vuol dire qualcosa e non si sa cosa, meglio una parola gentile e affettuosa, anche sui generis va bene uguale.

giovedì 23 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.98) (Vanda con la "V")

Vanda con la "V", questo il nome di una delle due pazienti che mi hanno concesso fiducia e fatto riflettere.

Un "curriculum sanitario" della serie "non mi faccio mancare niente" e un sorriso disarmante...

- Quanti anni hai?

- 81

Portati alla grande... penso... e nonostante tutto. E Lei prende a raccontarsi cominciando dal percĥè del Suo nome, Vanda con la V...

- Il nome di una delle nonne?

- No. Mi chiamarono Vanda per accontentare il mio fratellino, innamorato della sua maestra che portava questo nome.

Che tenerezza... penso... e mi pongo all'ascolto con maggior compassione.

Vanda ne ha da raccontare di cose belle e meno belle, se volesse scriverle tutte potrebbe venirne fuori un piccolo capolavoro, unico e originale. Un po' come la storia di ognuno, ma non so perchè


con qualcosa in più.

Forse per quel suo curriculum particolare, praticamente uguale a quello di mia madre, la straordinaria propositività, il sorriso fiducioso...

- Complimenti... le dico... quando la vedo destreggiarsi tra le varie app. sul telefono.

Se ne serve per "amministrare" le Sue numerose patologie, e lo fa con dedizione come fosse tutt'altro patrimonio.

Adattarsi e farlo bene. Diventa una garanzia a Vita. Vita... con la "V" maiuscola.

mercoledì 22 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.97) (Passato... presente e...)

Della serie "Dio non le manda a dire..."0ggi sento di ringraziare due pazienti che scegliendomi come custode dei propri pensieri mi hanno riportato indietro e poi recuperato mettendomi di fronte alla realtà.

Non che fosse chissà quanto brutto questo momento. È difficile, complicato come capita a molti, ma poi dipende da Te, da me, viverlo al meglio, come si conviene per ricavarne risorse.

Il concetto è semplice ed essenziale. Non c'è bisogno di tanto per considerarsi vivi, e se pure negli anni ci fossimo riempiti di cose, pensieri, e molto altro, dovremmo essere disposti a lasciar andare tutto o quasi.


Trattenere il meglio che è stato e lasciar andare le zavorre che pesano sull'animo.

Ritrovare l'amore per se stessi, recuperare i "si" che ci siamo negati troppo a lungo.

Diventare consapevoli prima che sia troppo tardi.

martedì 21 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.96) (Amore solo con amore)


Ho letto da qualche parte che il senso della vita è dato dalle cose che hai fatto o che farai.

Ora aggiungo... hai fatto o che farai per amore e con amore.

Sto pensando a qualcuno, cui dedico questi miei pensieri.

Quando si vive con Amore e per amare, si viene al mondo e pare subito una favola bella.

Poniamo che si intenda l'Amore in senso lato, sentimento bello e incondizionato, se ce ne fosse molto di più il mondo sarebbe salvo, senza gratuita cattiveria e precarietà.

L'Amore era l'argomento consueto delle nostre conversazioni. Un sorriso appena accennato, e tanta dolcezza nelle parole.

Restavo incantata da Lei che parlava, consapevole e mai amareggiata.

Diceva dell'amore che lega due persone, quello vero che nasce dal sentimento e non ha bisogno di tante cose.

Basta che il Cuore faccia il suo, batta forte quasi per due, e poi impari ad andare incontro alla Mente e a leggerne i pensieri.

E ancora... dell'Amore eterno, quello che matura nel tempo, durante le stagioni della vita.

Nasce col primo fiore, si trasforma come natura vuole, posa e pare dorma tenendoti per mano... sempre così continuando, fino all'ultima delle stagioni.

Tanto amore quindi, aveva dato senso alla vita di Antonia, eredità lasciata poi ai Suoi cari, e anche a me, perché più delle parole fanno i fatti ed il sorriso, sempre e nonostante tutto.

lunedì 20 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.95) (Non siamo cosa per caso)

Ci sono cose che ci accompagnano nel corso dell'esistenza, per peculiarità ed utilità diventano quasi vitali. È chiaro che se ne potrebbe fare a meno e vivere ugualmente, ma per quello che hanno significato in alcuni momenti, restano negli anni come "segni particolari", nota personale che identifica.

Un esempio?

Al mio nome potrebbe essere affiancato senza dubbio un block notes.

Ovviamente non sempre lo stesso ma diversi, da quando imparai a scrivere e non ho finito ancora.

Appunti, citazioni, liste della spesa, emozioni... una sorta di zibaldone che mi ha sempre ben rappresentata.

Qualche volta è diventato un diario, altre un verseggiare in codice perché capissi solo io.

Mi rendo conto però che prima o poi bisogna lasciar andare block notes e gran parte del contenuto.

Come fare allora?



Tutto con gentilezza e garbo, anche lentamente ma con decisione. 

Noi siamo molto di più..

Le cose si rompono o si perdono, cambiano le idee... le persone care purtroppo un giorno ci lasciano.

Noi restiamo al di là di tutto, perché ci è dato, e nel rispetto della vita dobbiamo continuare senza voltarci indietro.

domenica 19 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.94) (... per tutte le cose fai)



Capirai, faccio ciò che desidero e ho scelto di fare.

Penso questo ma non replico.

Spesso, soprattutto ai complimenti, rispondo col silenzio. Un po' per celia, tante volte per mancanza di coraggio perché vorrei nascondermi... certe volte... perché se mi trovo lì e ancora qui, mi pare di essere privilegiata, e allora che faccio... me ne vanto? 

Ogni parola potrebbe esserne espressione, perciò meglio è tacere, far intendere qualcosa e poi... silenzio.

Per tutto questo tempo ho imparato a valutare il silenzio nelle sue forme.

Mi piace sentirmene avvolta e non romperne l'incanto, perché mi sento protetta in uno spazio tutto mio.

Non mi accorgo di essere sola... affatto... perché il silenzio ha il volto di tutte le persone che ho conosciuto e mi sono rimaste dentro.

Il silenzio sussurra, parla con le loro voci, mi conforta con il calore dei ricordi.

 Ho imparato tanto... sono persona nuova che guarda comunque benevola al passato...e il silenzio me lo rammenta.