lunedì 2 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.51) (Come passa il tempo...)

Rapidamente, inesorabilmente, ma tutto sommato è una gran bella cosa se siamo ancora qui a contarlo e raccontarlo...

Nonostante sporadici venti avversi, che se da una parte travolgono, dall'altra aiutano a voltare pagina.

È ora tarda, e mentre il festival della canzone italiana è alle sue ultime battute, penso ad altro genere di pensieri che possano accompagnare degnamente al riposo della notte, quando la mente cerca un'oasi di ristoro. Cerchiamo altro allora, guardando oltre.

Vero è che non si può né si vuole dimenticare, però se ci si sofferma a pensare, nel dolore c'è, a saper vedere, un'opportunità, trasformare lo stesso in vita.

E fu così che sedici anni fa, a Marzo tra delicatezza e timore per me si pose il primo seme di speranza.

Ogni tanto ne riparlo perché vuoi o non vuoi,


Marzo arriva ogni anno e altri ne verranno, sicuramente da raccontare come furono i giorni miei e quelli per  l'Arcobaleno al tempo della pandemia, all'apparenza persi ma tutti da rivalutare per nuova consapevolezza.


 Vi lascio intanto ripetendo l'inizio della mia storia che mi piace pensare come antica favola, un "c'era una volta", il cui seguito ancora continua, dopo aver voltato pagina.


sabato 28 febbraio 2026

2° INCONTRO - V CORSO FORMAZIONE PER VOLONTARI ONCOLOGICI

I VALORI DEL VOLONTARIO IN ONCOLOGIA

Secondo incontro del corso per volontari oncologici sui valori, dopo aver dato a questi un nome e averne acquisito consapevolezza.

Invitati a scegliere una carta tra alcune con immagini diverse è stato chiesto ad ognuno tre competenze e quale caratteristica lo rendessero unico come volontario o caregiver. 

Una bussola, la strada... un ippocampo, pioggia e sole, una nave tra i flutti, ecc.

Un utile esercizio, un passo avanti nella conoscenza di se stessi.

Quali i valori fondanti per un volontario in oncologia?

La Solidarietà, l'Onestà, la Cooperazione, l'Amore..

I valori come radici, tramite convinzioni, scelte e comportamenti, tracciano del volontario l' "identità".

I valori sono "credenze", criteri o principi buoni per se stessi e gli altri.

Sono " costrutti mentali" che messi in atto sorreggono e giustificano i nostri comportamenti.

Sono "scelte strategiche" per il raggiungimento di obiettivi reputati i migliori per noi.

Generano emozioni ed aspettative. Forniscono energia e stimolano impegno.

Dalle credenze i valori, quindi le norme e gli atteggiamenti. Poi i comportamenti, da qui i risultati e l'esperienza.

I valori sono il vincolo fondamentale tra ciò in cui crediamo e il nostro comportamento.

I valori rappresentano tutto ciò a cui diamo più importanza nella nostra vita, ciò che ci muove, ciò che ci fa dedicare tempo ed energia per gli obiettivi.

La "compassion fatigue" è una condizione tipica di gran parte del personale medico e infermieristico. È molto simile al burnout, e si manifesta con scarso impegno lavorativo, stanchezza, stress e morale diminuito.

Si origina dal continuo contatto con  pazienti e dal senso di impotenza  che prende nell'impossibilità di alleviare loro le sofferenze.

Il termine "Moral distress" (MD) è stato introdotto dal filosofo Jameton nel 1984 per descrivere la sensazione dolorosa che si manifesta quando si è consci dell'azione moralmente più corretta ma non è possibile metterla in atto per ostacoli istituzionali.

Il Moral distress può colpire anche i volontari, in modo vario ma che comunque metterà in crisi motivazione ed operato.



giovedì 26 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.47) (Per un momento)

Da persona consapevole e concreta vivo un momento di transizione. Tutto passa e passerà anche questo, e intanto osservo e mi osservo e aspetto.

Se cambiano gli scenari per forza di cose, non cambia l'andare della vita, con le attività di ogni giorno ed i suoi affanni. Monotona per i più che non vanno oltre a cavare ciò che di buono c'è in ogni giornata, dal sorgere del sole fino al calar della notte. 

Eppure basterebbe poco, molto poco.

A tratti io lo faccio.

Guardo le mie mani, mi guardo allo specchio e dico grazie perché ci sono, in questo contesto e di tale scenario faccio parte.

Cose che non vanno... tasse, bollette, lavoro precario. E a seguire... politica corrotta, cambiare rotta, promesse e cotillon. 

Ci si stanca a parlarne di continuo.

Tale continuo lamentarsi, buttar giù quello che c'è e ritornare al punto di partenza è davvero inutile.

Aggrappiamoci all'ultimo sogno utile che ci ha fatto ben sperare, non buttiamolo giù come il resto, ché a coltivarlo avremo di certo buon guadagno.


mercoledì 25 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.46) (Dedicato... al piccolo Domenico)

La Tristezza è una delle emozioni più difficili da gestire.

È l'emozione della Perdita. Il fallimento, una separazione, la mancata realizzazione di sé sono una perdita. La morte di una persona cara è una perdita. Lo è pure la morte ingiusta, ad esempio quella di un bambino, entrato nel cuore di tutti in pochi giorni.

La morte che tocca da vicino sgomenta e


sempre tanto, perché per alcuni cui nel tempo ci siamo affezionati, nel nostro immaginario quel tempo stesso si è fermato.

Realizzare ciò che per fatto naturale succede è dura. Altrettanto lo sarà se morire riguarda un bimbo di poco più di due anni.

Il piccolo Domenico non c'è più, è diventato un angelo, e gli angeli volano via nel silenzio.

È il momento del dolore e poco fanno le parole, e ancor meno l'espressione di sentimenti negativi.

Non saremo mai pronti al "grande cambiamento" che pur naturale, è sempre inaspettato. 

Per fortuna la speranza non abbandona mai, e col suo esserci aiuta non poco a guardare coi suoi occhi...

LA MORTE NON È LUCE CHE SI SPEGNE

(Rabindranath Tagore)

La morte non è

una luce che si spegne.

È mettere fuori la lampada

perché è arrivata l’alba.

Stasera quindi chiudo così, nella speranza che la notte sia comunque compagna serena per una mamma, un papà, due fratellini.


lunedì 23 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.45) (Parola chiave odierna... Gentilezza)

Una giornata carica di emozioni, la campana della speranza ha suonato tre volte, e gioia e gentilezza insieme, impareggiabile rimedio.

La Gentilezza cura, e luogo e situazione non fanno più paura.

Può essere considerata un talento la gentilezza? In alcuni è talento spiccato, in altri meno, solo perché sono inconsapevoli e quindi ignorano poter coltivarlo. Perché i talenti come ogni bene o dote possono diventare ricchezza e non solo per se stessi.

Così comincio ... con "gentilezza", perché oggi più che mai penso non sia mai troppa, fa bene, riduce ansia e timori... fa sentire amati. E procede in "doppio senso non alternato", ovvero vantaggio per Chi la dona e Chi la riceve.

Se fosse presente a tutti i livelli, questo mondo andrebbe certamente meglio pur con l'imperfezione e gli errori umani. Si riuscirebbe persino ad accettare l'eventuale incertezza del futuro, se gentilmente presentata... non sarebbe incoscienza ma propensione ad aprire uno spiraglio alla speranza.

Quando tutto cominciò presi ad accorgermi che la gentilezza è proprio un dono di quelli più importanti che "aggiustano" una vita mentre sta crollando o aiutano a trovare il verso giusto per la lettura di un foglio lungamente alla rovescia.

Vero è che non del tutto fu gratuito, sentivo il bisogno di un appoggio e umilmente mi predisponevo, ma la cosa non era forzata perché l'arroganza restava lontana da me un po' per indole ma anche per necessità. 

Oggi, proprio oggi, in una giornata per più versi straordinaria, ho sentito a pelle che la gentilezza rende simili. È affinità che fa sentire il privilegio.

Concludo con un pensiero che trovo calzi a pennello, è di persona degna di fede, Madre Teresa di Calcutta...

"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione, piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza".


Siamo gentili. È un consiglio, un invito.

Non pensiamo se valga la pena o meno, piuttosto alleniamoci ad esserlo, gentili.


sabato 21 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.44) (La Mindfulness. Strategia di consapevolezza - 3)

Dalla Mindfulness notevoli benefici per i volontari oncologici.

Maggiore chiarezza mentale ed equilibrio emozionale.

Maggiore accesso alle proprie risorse interiori.

Capacità di gestire situazioni difficili che richiedono lucidità e calma interiore.

Minore rischio di burnout.

Importanti anche i benefici per la relazione d'aiuto.

Sviluppare una mente non giudicante che permette di incontrare l'altro nella realtà del momento.

Maggiore attenzione alle modalità di pensieri ricorrenti e agli schemi emotivi dell'altro.

Fa sentire l'altro totalmente accolto in tutte le sue dimensioni, e questo facilita l'apertura.

Il fondamento di tutte le pratiche di consapevolezza é i respiro consapevole.

Concentrandosi sull'inspirazione e l'espirazione la mente torna al corpo, e Noi presenti nel qui ed ora, pienamente in contatto con la realtà.

Utile esercizio é praticare il "minuto di concentrazione", osservando con attenzione il giro completo della lancetta dei secondi. Se ci si distrae, ripetere fino a compimento del giro.

Pratica quotidiana sarà la "campana della consapevolezza".

Fermati ed ascoltati

Inspira ed espira

Sorridi

Come ti senti?

Che cosa ti segnala il corpo?

Che cosa potresti fare per sentirti meglio?

Che cosa ti aiuta a stare bene?

Per riportare al qui e ora attraverso i sensi, diverse sono le pratiche, tra cui...

STOP... Fermati - Prendi respiro - Osserva - Procedi consapevolmente

Tecnica del Graunding 5 - 4 - 3 - 2 - 1

5 cose che potete vedere

4 cose che potete toccare

3 cose che potete sentire

2 cose che potete annusare

1 cosa che potete gustare

E dopo aver condiviso l'ultima parte del primo incontro del corso, solo qualche rigo per concludere questo ennesimo giorno in dono.

Anche oggi ho sorriso e pianto, ho guardato alle mie carenze ed ho imparato.

Ho imparato dalle Persone che ho incontrato.

La comprensibile sfiducia di Filomena.

La dolcezza di carattere di Michele.

La serenità pensosa di Rita.

La tenacia di Lina al terzo "ritorno di fiamma".

Ho ascoltato, abbiamo sorriso insieme, ricordato, e lì dove tutto è autentico abbiamo "assaporato" il momento, colmandolo di eternità.





FUORI DAL TEMPO (n.43) (La Mindfulness. Strategia di consapevolezza - 2)

La cosa più importante che la pratica della Mindfulness insegna è prendersi cura di se stessi.

Aumenta infatti l'autostima, migliora il sistema immunitario, favorisce le relazioni, sviluppa la capacità d'ascolto, riduce l'impulsività, migliora la qualità della vita riducendo il dolore.

Negli ultimi trent'anni la ricerca e la pratica psicoterapeutica hanno visto nascere diversi protocolli basati sulla Mindfulness. Tra questi troviamo l' "ACT", terapia basata sull'Accettazione e l'Impegno.

La Mindfulness per il volontario in oncologia costituisce una vera e propria palestra. Un allenamento costante per poter fronteggiare eventuali momenti difficili con i pazienti.


Pratica costante che allena alla disciplina.


Attenzione consapevole al momento presente.


Accoglienza e superanento delle resistenze al cambiamento.


Dalla modalità del Fare alla modalità dell'Essere.


Fonte costante di lucida visione e direzione.


Essere testimoni, ovvero avere la "mente del principiante".


Osservare ciò che è intorno e in noi come guardando da lontano, senza farsi coinvolgere, senza giudicare.