venerdì 13 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.57) (La "virtù" delle parole)

Far star bene. Stare bene.

Pensavo alla "virtù" delle parole e delle espressioni,"far star bene" e "stare bene",  ad esempio hanno la parola, "bene" che fa da tramite,  questo garantisce una sorta di connessione.

Non si può vivere astratti dall'ambiente circostante, non si può praticare alcuna attività senza sentirsi tutt'uno con Chi si entra in relazione. È una realtà inconfutabile, anche se non sempre è in automatico e l'armonia è una conquista.

Noi volontari siamo impegnati in tal senso, e notiamo persino nei sinonimi le sfumature di significato, appena percettibili ma che fanno la differenza.

Solo l'altro ieri una paziente raccontando di aver perso il marito il mese prima, ha riferito sentirne ancora il "profumo" gli ultimi giorni.

Profumo. Non odore. Termine quest'ultimo forse più adatto ma che non mette in risalto un legame d'amore "per sempre".

E che dire di questa... "Come è bello piangere da soli"... un'autentica poesia.

Non l'avrei mai immaginato. Una paziente che avevo visto sempre sorridente, propositiva, persino ironica, all'ultimo appuntamento con la terapia, esprimersi così.


Forse a volte per sopravvivere occorre "mascherarsi" pure con se stessi.


FUORI DAL TEMPO (n.56) (Una vita al suo primo sole)

Positiva e propositiva, intelligente.

Bella e giovane. Solare.

Entusiasta della vita, per dirla meglio... entusiasta di se stessa perché non poteva affrontare, vivere meglio questa alquanto inopportuna parentesi di vita.

- Eh, però a casa mi so' fatta una testa di pianti...


- Ci sta tutto...

Ho replicato, e avrei voluto stringerla forte per donarle un po' del mio battito e infonderle un minimo di coraggio.

- Io devo farcela. Non ho scelta. Ho due bambini piccoli che voglio veder crescere, e poi tante cose ancora da fare.

Già... ho pensato... trentadue anni sono davvero pochi. Una vita al suo primo sole.

La guardavo ammirata. Tanta saggezza in una persona così giovane non mi era mai capitata. 

E ironia... e maturità... e grande capacità di comunicare empaticamente.

- Che studi hai fatto? 

Le ho chiesto.

- Mi sono fermata al terzo superiore, perchè volevo lavorare nella ristorazione, ma ho letto e leggo molto. Ah... amo pure molto la gente.

Proprio come me, ho pensato... per questo è stata subito palese la nostra sintonia.

Gli animi simili si intendono subito.


martedì 10 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.55) (La Musica è vita)


 Interessante e vivace il quarto incontro del corso di formazione, incontro dedicato alla Musicoterapia, a cura del musicoterapeuta Michele Bonfitto.

Scambio di interventi senza interruzione, scoperte inaspettate.

Un esempio.

Qual è la canzone che ti rappresenta? Ognuno sicuramente avrebbe un titolo come risposta. E ascoltando e analizzando quella melodia, come esito si avrebbe la "storia" dell'interlocutore, dal temperamento alle scelte di vita, al vissuto stesso.

Con la musica, dal subconscio si riportano alla luce i ricordi, si alleggeriscono certi momenti, ci si libera persino dalle angosce inconsapevoli. 

Ad occhi chiusi poi ascoltiamo un brano di musica classica.

In un attimo ci sentiremo immersi in un bagno di suoni. Evocheremo ricordi, sensazioni di libertà, leggerezza quasi a librarsi in volo.

Cuore e Mente si incontreranno

nell'espressione di un pensiero. E sarà armonia.

Se nella vita non ci fosse la Musica...

Sarebbe il caos, penseremmo di non essere nel posto giusto e in più sempre al momento sbagliato. Il pianto fermo in gola, il volto inespressivo. E i ricordi bloccati dal tempo...

Se nella vita non ci fosse la Musica... la Vita stessa sarebbe un errore.


FUORI DAL TEMPO (n.54) (Con Te...)

 


Volano i giorni, pieni di cose da fare, volti da accarezzare col pensiero, senza alcun programma se non quello di sorridere, cercare di fare il meglio, e continuare ad essere del Presente figlia e compagna di viaggio.

Così succede, e non c'è da meravigliarsi, che una paziente che col tempo ha deciso di considerarmi "l'amica volontaria", mi chiami
 dal corridoio...

- Maria, lo sai... ieri ho suonato la campanella.
Sei felice?
Ed è Lei a chiedermelo...
- Certo!...
Le rispondo... sono felice con Te.

Con Te, non per Te o come Te... quel "con" fa la differenza.
Perchè sono stata con Te nelle giornate buie e in quelle con il sole, con Te quando mi mostravi con orgoglio le foto delle tue prelibatezze ed anche quando non riuscivi a tenere gli occhi aperti per la stanchezza.

Con Te, quando incontrandoci per caso al centro commerciale ci abbracciammo e ti dissi che eri proprio bella così ben truccata e coi "capelli in ordine"...
Capelli in ordine...?! Esclamasti ridendo... ma è una parrucca, lo sai!

Che importa... in quel momento ero "con Te" in campo neutro, e i tuoi capelli erano insieme con i miei "naturalmente veri".

Così con Te anche oggi, domani o quando vorrai...
Buona Vita, Anna!

venerdì 6 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO ( n.53) (Empatia è...)

  FUORI DAL TEMPO ( n.53)

(Empatia è...)


Io sono con Te, e in questo mio momento, leggermente diverso dal Tuo, ti difendo, ti accarezzo, ti cullo. Sono Presenza.

Una Presenza che serve, che non si limita a parlare, sorridere pensando ad altro.

Una Presenza che sente, si commuove e si contiene, ma non si vergogna se a volte le lacrime dal Cuore fanno lucido lo sguardo.

Una Presenza che tace, fa parlare Dio senza nominare Dio.

SIAMO COSÌ...

Col sorriso presente sempre

che pure lascia spazio a lacrime improvvise.

Portiamo sulle labbra poche parole, e le esprimiamo con l'aiuto di Dio.

Ascoltiamo il nostro Cuore, e con lo sguardo poi spieghiamo a Chi siede accanto.

Scesi in campo, ci sporchiamo le mani

e si offusca la Mente sempre così lucida.

Forse mi convincerò.

Ci riuscirò?

M.R.

Non sono solita poetare, però quando voglio esprimermi senza dire troppo, oso.

Poche pretese, perché resto sempre dalla stessa parte.

FUORI DAL TEMPO (n.52) (Mamma sempre e per sempre)


Credo non ci sia età per non sentirsi orfani di mamma. L'unica persona che non ti tradirebbe mai consapevolmente.

Se la Mamma fosse stata ancora in vita, di certo avrebbe continuato a capirmi.

Lei avrebbe continuato a capirmi perché come me aveva vissuto una situazione estrema e tante volte si era sentita come mi sento io... in certi momenti... se il vissuto pesa e la forza viene meno.

Quando ventuno anni fa è venuta a mancare e ancor di più con l'arrivo del tumore, io... all'improvviso mi son sentita orfana. Ero una donna adulta, avevo una casa e una famiglia tutta mia, ma non più un punto di riferimento. Da sempre i nostri rapporti erano stati in perfetta sintonia, solo un po' nebulosi durante la mia adolescenza per un silente conflitto generazionale misto alla naturale rivalità madre-figlia, tipica di quell'età.

Tutto s'era risolto in breve tempo e Lei per gli anni a venire fu per me stimolo... aiuto... conforto.

Non è "privilegio" unico di "figli piccoli" sentirsi orfani...

Ed io, avendo perso la Mamma, potevo esser priva di tale privilegio?

Se voglio darmi l'illusione di sentire forte la Sua presenza... mi ripeto a mezza voce la frase con cui s'annunciava al telefono... "Pronto, che stajie facenn?( che cosa stai facendo)"

⁹Ed è bellissimo... perché è proprio Sua la voce che sento.

lunedì 2 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.51) (Come passa il tempo...)

Rapidamente, inesorabilmente, ma tutto sommato è una gran bella cosa se siamo ancora qui a contarlo e raccontarlo...

Nonostante sporadici venti avversi, che se da una parte travolgono, dall'altra aiutano a voltare pagina.

È ora tarda, e mentre il festival della canzone italiana è alle sue ultime battute, penso ad altro genere di pensieri che possano accompagnare degnamente al riposo della notte, quando la mente cerca un'oasi di ristoro. Cerchiamo altro allora, guardando oltre.

Vero è che non si può né si vuole dimenticare, però se ci si sofferma a pensare, nel dolore c'è, a saper vedere, un'opportunità, trasformare lo stesso in vita.

E fu così che sedici anni fa, a Marzo tra delicatezza e timore per me si pose il primo seme di speranza.

Ogni tanto ne riparlo perché vuoi o non vuoi,


Marzo arriva ogni anno e altri ne verranno, sicuramente da raccontare come furono i giorni miei e quelli per  l'Arcobaleno al tempo della pandemia, all'apparenza persi ma tutti da rivalutare per nuova consapevolezza.


 Vi lascio intanto ripetendo l'inizio della mia storia che mi piace pensare come antica favola, un "c'era una volta", il cui seguito ancora continua, dopo aver voltato pagina.