venerdì 3 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)

Mi piaceva da giovanissima, poi da madre affannata di figli piccoli, molto meno, seguì un periodo di silenzio, senza infamia né lode, l'ho riscoperto dopo la malattia. Adesso mi piace il mare al tramonto dell'estate, quando sono sola e lo sento tutto mio. Chiudo gli occhi e mi concentro sul momento, il "Qui e Ora" al recupero di forze e motivazioni. La sua voce è diversa perché non si confonde con altri suoni, né musica e neppure gridolini di bimbi festosi a riva. Il profumo è ben distinto, di alghe e salsedine, trasparente come l'acqua sul fondo, nonostante le onde che montano, regolari e in fila. E infine il vento che l'accompagna partecipa un nuovo inizio. Mi piace "questo mare" che culla e calma. Il mio pensare prende ad essere accompagnato da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia. E a proposito di conchiglie condivido una poesia di Federico Garcia Lorca, scritta giusto cento anni fa... M’hanno portato una conchiglia. Le canta dentro un mare di carta Il mio cuore si colma d’acqua con pesciolini d’ombra e d’argento. Mi hanno portato una conchiglia. .- Federico Garcia Lorca -

giovedì 2 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.66) (Resettare)

Due pazienti dalle storie assai simili ma posizioni diverse. Per entrambe quello che sentono e provano per se stesse non avrà mai fine. Accade che la Vita ponga di fronte a prove che non avresti mai pensato, tanto le consideravi lontane e che avresti evitato anche a costo di grande fatica. Ogni facile cosa scontata, gratuita ed il resto che non fosse tale... impossibile. Quando all'improvviso la realtà appare diversa, si comincia a dubitare del ruolo, persino a provar nausea per ciò che un tempo dava piacere. Ad un certo punto vorresti dire... basta!... cadere in un sonno profondo per risvegliarti dopo aver cancellato tutto. "Resettare" la propria vita e ricominciare con tanto "spazio" nuovo da riempire, guardarsi allo specchio e vedere quello che si era sempre pensato, un'immagine che muta naturalmente per il passar del tempo e non solo. Ma anche se in parte artefici della propria esistenza c'è sempre la restante che va da sé... Che cosa ci rimane allora? Forse amarci tanto, come ameremmo l'Altro con grande passione, senza condizioni o limiti e poi... proprio per questo guardare ogni cosa con gli "occhi sorridenti". Un po' col Cuore... un po' con la Mente, niente è impossibile. Persino librarsi in volo verso un nuovo giorno che duri il resto della vita.

mercoledì 1 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.65) (Non pensare a niente)

Tutto ha una fine, anche una giornata d'inferno come questa. Caldo torrido, faccende ad oltranza, discussioni inutili, del tipo porte girevoli... quando entri pensando di venir fuori velocemente e invece continuando a girare, ci sei sempre dentro e per giunta col nervosismo alle stelle. Ché poi nessuno mai ha ragione né torto, e nello specifico responsabili sono difetto di comunicazione, ed equilibrio precario per la stagione calda e lo stress. Allora... "Non sto pensando a niente, e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente, mi è gradita come l'aria notturna, fresca in confronto all'estate calda del giorno. Che bello non sto pensando a niente!" (Fernando Pessoa) Già, e quanto è difficile non pensare a niente,... Però a tratti ci riesco, o meglio riesco a non pensare al disagio, alle tante problematiche del momento, perché valorizzo ciò che ho, la forza interiore che mi porta oltre. Il caldo afoso, la Crisi e le crisi varie, e tornerà il tempo buono. Mi dissero una volta... tutto passa, nulla dura per sempre. Ed io replicai... si, però come passa? Comunque passa... fu la risposta. È tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi convinsi. Il freddo che viene, il caldo, le mezze stagioni che non sono più. Se la mente vuole magari ti sentirai pure felice, come nessuno può. Semplicemente assecondando ciò che è. Seguendo il tempo, mettendo insieme i giorni, dono esclusivo per Chi si sente vivo.

martedì 30 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)

 


"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"

    - Helen Keller -


Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.

Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.

Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore". 

E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.

Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.

Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero. 

I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.


lunedì 29 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.63) (La ciotola)

Oggi molto presa. Sono stata in attesa dell'arrivo di mia figlia. Non la vedevo da Natale. "In attesa" come un'ennesima gestazione.

"Mia Famiglia" quindi si è riunita. Dopo quasi sei mesi la figlia lontana per lavoro è tornata. Sono contenta, anzi felice ma pure frastornata.

Sul tappetino in cucina c'è di nuovo la ciotola dell'acqua. È per la Biji, la cagnolina di mia figlia, e per me è stata emozione grande rivedere quell'angolo non più vacante.

Biji resterà con noi per un mese intero.

Accantonerò le mie abitudini, cercherò supporto da me stessa, chiamerò a raccolta le mie forze. Gli anni passano, e mi avvicino sia pure a passi felpati a quell'età che fa tanto simile ad un gatto domestico. Ma l'Amore grande e incondizionato si spende e non si misura, mi abituerò e sarà per il tempo che dura.

Poi la mia grande figlia tornerà alla sua vita ed io alla mia, e i giorni fino a Natale saranno il futuro di ciascuna.

Le relazioni sono così, tutte almeno per me che le vivo con il Cuore, siano scontate o meno.

Ci sono quando la situazione lo richiede, mi tiro indietro quando non serve più. Anche con i figli, soprattutto con loro ché non si capisce mai se ti vogliono o meno.

Poi con gli Altri, ovviamente occorre qualche accortezza in più.

Ci dedichiamo quando vivono momenti difficili, cerchiamo di aiutarli in quel momento, là dove sono, e magari anche dopo ma solo qualche volta.

Lasciarsi coinvolgere e creare nell'Altro aspettative esagerate può risultare veramente dannoso. In un inevitabile crescendo, a lungo andare non sarebbe un bene per nessuno. 


Dedicare pure solo il pensiero però si può, è già sentimento.

domenica 28 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)



"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."

(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")


Perchè questa citazione?

Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.

Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.

Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.

Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi. 

E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.

sabato 27 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.61) (Inauguriamo un nuovo spazio)

 


A tarda ora una sana proposta a... Samanta Marrone ma anche in realtà a tutto il gruppo.

Considerato il successo conseguito dall'incontro

"Alimentazione in Oncologia", ho avuto un'idea.

Perchè non creare una rubrica di sana cucina, curata da Samanta, qui in quest'ambito?

Notizie sugli alimenti, curiosità, e infine una semplice e gustosa ricetta, una volta a settimana, da provare subito.

Che ne pensate?

Per questa rubrica ho pronto anche il titolo... "CUCINA TRA LE RIGHE".

Sarà una pagina nata dal Cuore, da salvare e consultare sempre, magari illustrata con foto dei piatti realizzati non solo da Samanta, Nostra chef a 5 stelle, ma pure da tutti NOI... INSIEME, chè quando ci mettiamo impegno arriviamo lontano, sempre e nonostante tutto.