venerdì 17 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.78) (Ordine tra i pensieri)

Con l'età si cambia davvero, le cose che una volta contavano non contano più, altre sono le priorità, si diventa minimalisti. E poi... poi si scoprono tecniche nuove finalizzate al sentirsi bene. Ho già parlato dell'idea bizzarra di mettere ordine nell'armadio quando sono confusa o preoccupata. Oggi mi sono superata.q Ho ritirato il bucato ormai più che asciutto, e ho piegato ogni cosa con una precisione certosina, sistemando alla fine nel cestone per categoria. Perchè tutto questo? È un'operazione che comporta un certo impegno ma soprattutto calma costante. Quindi se fino a poco prima mi ero sentita delusa e nervosa, inquieta e stanca, poi è stato come staccarsi da una buona parte della propria identità. Perché questo lavoro pesasse meno ho poi cercato una spiegazione. Il mio animo, il contenuto... i miei sentimenti, gli stati d'animo, i turbamenti non più tutto messo a casaccio... lì, per la fretta. L"unica era darsi da fare per rimettere a posto e ricominciare. E l'ho fatto. Rilassata e serena. ora ritrovo quello che non vedevo più.

giovedì 16 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.77) (Tra le righe della vita)

È questo il periodo dell'anno in cui la sensibilità si affina, incline a tratti alla stanchezza o alla malinconia, a seconda del breve, recente vissuto. E diventa storia da raccontare, meritevole di ascolto attento. Ma quante saranno le persone conosciute in sedici anni? Provate a pensarci... quante io ne abbia potuto incontrare, realizzare con loro una conoscenza, farne una relazione. Vi facilito la risposta, tantissime. I volti e le storie sono nella memoria del Cuore, qualcuno vedo ancora ogni tanto, non ho dimenticato quelli dal nome originale. E come si potrebbe? E intanto altre storie arricchiscono la mia esperienza, soprattutto in questo periodo, quando la luce forte della stagione fa violenza al buio interiore di Chi vive tutt'altro momento. Oggi ad esempio in reparto mi sono trattenuta un po' di più, e ho ascoltato, sorriso con gli occhi, colto spavento e speranza. Perchè proprio a me? Ha esclamato una paziente che ad uno ad uno ha smontato ogni mio tentativo di propositività. Perchè magari puoi più di qualsiasi altro dimostrare che la volontà supportata dalla cultura, diventa strategia di sopravvivenza. Prendi un impegno con te stessa, concediti il tempo che ti serve, e occupandoti non ti preoccuperai. E tra le righe anche di questa storia, un insegnamento, un invito a coltivare la vita. La Vita che va veloce, ma tocca a te non restare indietro.

SENZA SOSTA (n.76) (In vacanza...?)

Qualcuno è già in ferie, e anche se non tutti, comunque facciamo finta che sia ormai il tempo giusto di vacanza. La malattia però non va in vacanza, e quindi pure il dolore... E se da una parte sono contenta di "esserci" per Chi vive tutto questo, dall'altra per empatia ne sento il peso. Ma... domani mi impegnerò per stare meglio, è una promessa. Del resto abbiamo detto più volte che è tutta questione di testa? Allora si volta pagina immediatamente Forse il segreto per sentirsi come fosse sempre vacanza appunto, è seguire la vocazione del Cuore. Per me fu quasi un "voto", in pratica una promessa silenziosa, avrei donato sorriso, compagnia sempre, pure d'estate a Chi la viveva senza sole ma coi ricordi. Com'era successo a me, chemio mentre Tutti erano in vacanza, guardavo fuori dalla finestra, poi chiudevo gli occhi e sognavo il mare, ne sentivo addirittura la voce. E ora trasmetto questo, si vede ciò che si vuole solo se fortemente si desidera.

lunedì 13 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.75) (Sentimenti ed empatia)

E siamo già quasi a metà luglio. Sempre caldo. Oggi domenica, una domenica diciamo così, impegnativa. Persa tra le tante cose da fare, i vari pensieri e alcune problematiche da risolvere. E poi... i sentimenti. Non vado nel dettaglio, meglio restare sul generico. Dico solo che per me i sentimenti sono al primo posto, contano molto. Una mezza giornata a riflettere su me stessa, a rimettermi in discussione per l'ennesima volta. E a forza di pensarci ho trascorso una giornata che non sto a raccontare ma si può immaginare, ora però sono qui come ogni sera, più tranquilla ad apprezzare l'altra metà del bicchiere. Riflettiamo su questo breve racconto... C'era una volta una bambina che aveva perso il suo compagno di giochi. Un giorno disse alla sua famiglia di essere andata a consolare la triste madre del bambino morto. Che le hai detto?... le domandò il padre. Niente... rispose la bambina. Mi sono solo seduta sul suo grembo ed ho pianto con Lei. Ecco, per me pure a volte basterebbe una cosa così.

SENZA SOSTA (n.74) (Ricetta salva ricordi)

Stasera desidero concludere la giornata in... dolcezza, magari con una ricetta salva ricordi. Un po' per dare una nuova dimensione a quella che fu per noi una grave perdita, e dall'altra parte poter aprire un varco ai sogni. Ho un ricordo bello e distinto legato alla mia infanzia. Ogni periodo duro mia madre lo superava e concludeva con un ciambellone bigusto o una torta all'arancia. Eravamo ormai abituati, quando si sentiva il caratteristico profumo di dolci fatti in casa, significava che il peggio c'era stato ma era pure passato. Preparare un dolce... dei dolci, dei biscotti e mettere un punto fermo a questioni semiaperte o... semichiuse, a seconda di come le si vuol vedere. Un modo come un altro sarà ad esempio preparare... 🌸💜🌸💜🌸 BISCOTTINI ALLO ZENZERO 300 gr. di farina 150 gr. di zucchero di canna Una bustina di lievito 70 gr. di burro 2 uova intere 40/50 gr. di zenzero fresco grattugiato La buccia di 1 limone non trattato grattugiata. Lavorare gli ingredienti come una normale pasta frolla. Mescolare farina, zucchero e lievito con il burro freddo a pezzetti, aggiungere il limone e lo zenzero e infine le uova. Lasciare l'impasto coperto da pellicola in frigorifero circa un'ora, poi stendere la pasta e con le formine ritagliare i biscotti. Prima di infornare, spennellare con un po' di latte e ricoprire ogni biscotto con zucchero di canna. Infornare a 170° per 20 minuti circa. 🌸💜🌸💜🌸 Questa ricetta fu sperimentata da Michelangelo, nostro pacato segretario, bravissimo in cucina come in altre cose. Preparare i dolci era una vera passione. La sua torta d'autunno e le chiacchiere di Carnevale sono passate alla storia. Dolcezza, pacatezza e pazienza, gli ingredienti giusti con cui concludeva periodi un po' fuori le righe, e ritrovava ogni volta l'equilibrio per un nuovo inizio.

sabato 11 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.73) (Come Arcobaleno)

È a tarda sera, diciamo pure quando ormai è notte che cerco e trovo leggerezza. E il buio intorno si colora. È rassicurante certezza provare pur tra cento pensieri e altrettante ansie, un breve momento di benessere da leggenda. Un’antica leggenda colombiana racconta la storia di sette bellissime farfalle, ognuna di un colore diverso, che danzavano sempre insieme, unite da grande affetto, e dell’avventura che un giorno le trasformò in un grande arcobaleno, legandole per sempre. È una storia sull’affetto come sentimento forte e duraturo sul superamento dell’individualismo a favore di una solidarietà degli uni verso gli altri. Una bella immagine che ritorna nel testo di uno dei miei tanti bigliettini. "Sii l'arcobaleno nella nuvola di qualcuno..." Le farfalle ricorrono spesso in storie di speranza. Evocano leggerezza ed ottimismo, perché nonostante la vita di una farfalla sia breve, è bella ed intensa, alimentata com'è da tutto ciò che è colore. I fiori e l'erba, il cielo e il sole. Una meraviglia.

venerdì 10 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.72) (Galina)

In bulgaro il nome, "Galina" significa "carezza". Che meraviglia, ho pensato... in un posto così niente di più bello e poetico. Una paziente bulgara con suo marito. Uno sguardo dolce e una stretta di mano possente. Un contrasto evidente sottolineato anche da quel nome, "carezza" giusta al momento giusto. Mi rendo conto di quanto si possa imparare dal confronto quasi quotidiano con la malattia. È come una scuola di vita, dalle cose "elementari" come può essere un nome di battesimo, ad altre "superiori", tipo entrare in punta di piedi nell'animo dell'Altro. Che meraviglia... mi ripeto di nuovo e la memoria si fa indietro ancora, quando cominciai a scrivere ogni giorno per non pensarci troppo o meglio farlo nel verso giusto. I nomi di battesimo delle persone incontrate diventarono giri poetici, e il descrivere emozioni... formulare "pensieri divaganti che si fissano nella realtà". Ermetica, prolissa, divagante a tratti incomprensibile, però si trattava di fare una scelta. Chiudere baracca e burattini, dedicarmi alla scrittura solo per diletto, oppure con qualche accorgimento, "continuare a...". Preferii quest'ultima e non me ne sono mai pentita. E per tornare a Galina, carezza discreta nella dolcezza di uno sguardo... ci può essere cura non invasiva per sè e chi è accanto. La Cura con lo Sguardo è accarezzare "a parole", senza le parole.