mercoledì 24 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.59) (Là dove tutto è autentico)

Ci sono persone che brillano per umiltà, profumano di gratitudine. Sono loro che insegnano a vivere sempre e comunque.

Ed io, volontaria in un reparto di oncologia, quanto stia imparando  non si può immaginare.

Perchè è là dove tutto è autentico che si può essere certi che non s'indossano maschere.

C'è la paura ma pure la ripresa dopo le parole, "va tutto bene, continuiamo così"

C'è il "Qui e Ora" che ti fa apprezzare ogni piccola cosa.

 Un nuovo giorno, un sorriso, la parola giusta al momento giusto.

Se si potesse rendere in immagini ciò che è nostro intento donare là dove tutto è autentico, io lo farei così, un po' metafora e tentando poesia. 

Presenza discreta, delicatezza e tanto tanto Cuore...

Accompagno, accanto e per mano.

Acceleri il passo, assecondo senza domande.

Ancora più in fretta ti muovi, e non guardi indietro né avanti, a capo basso.

Ti vengo dietro, non comprendo, presto ascolto ai silenzi.

Fuggi.

Afferro che è ora, vano è affannarmi.

Lasciar andare, solo questo.

Non più accanto, ancor meno per mano.

Sei ormai di spalle, ma io continuo con gli occhi del Cuore.

E oggi, dopo sedici anni, felice di essere presenza, discrezione, aiuto.


SENZA SOSTA (n.58) (16 anni 16...)

Oggi proprio, per poter continuare.

Grata per ogni singolo momento, perché non pensavo, e invece sono qui, ad alleggerirmi delle zavorre e a creare spazi sempre più ampi.

Come ho fatto? Voglia di vivere. Tanta.

Come faccio ancora? Con la condivisione e l'Altro.

Non... "altro", chè è generico e non spiega ciò che intendo.

L'Altro è il mio prossimo, nello specifico coloro che ad un certo punto della vita incontrano la Malattia.

Dono il mio tempo, offro supporto e raccontandomi invito a raccontarsi.

È terapia anche questa, "Medicina narrativa", valida cura sotto ogni aspetto.

Basta poco, e tornano ricordi, promemoria per non fare passi indietro.

"... per non finire mai di essere" - racconta la tua storia.

Dieci anni fa, curando la pagina del GAMA, pensai ad un progetto a favore della Medicina Narrativa.

Invitavamo chi ci seguiva a raccontare la propria "storia" di malattia, vissuta da paziente, familiare o caregiver. Chi voleva poteva raccontarsi mantenendo, volendo, anche l'anonimato.  

Se l'iniziativa avesse avuto successo il tutto sarebbe diventato materiale per la pubblicazione di un libro. 


Oggi... 16 anni 16 da quel giorno, guarda caso ho trovato tra le mie carte molte condivisioni inviate al GAMA.

Quel progetto in potenza forse può essere messo in atto.

E a me ancora una volta si offre un'opportunità. Continuare.

lunedì 22 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.57) (Oggi... giorno di vigilia)


 Vigilia d'estate, vigilia di qualcosa che accadde e non vuole si dimentichi.

Estate, dicevo... e direi pure entrata di gran carriera. Caldo soffocante oggi.

Speriamo per domani qualche grado in meno e una fresca brezza.

Intanto non posso fare a meno di pensarci, perché certe cose non si scordano.

Un'estate, sedici anni fa... entravo in ospedale.

Il giorno dopo mi aspettava l'intervento.

Guardavo i sandali e le unghie pitturate della dottoressa, pensavo... è già estate.

Perché quando la mente è presa in una sorta di vortice tutto ciò che a Te è estraneo, scivola addosso. E non esistono ore e minuti, né mesi e neppure stagioni.

Poi però ti guardi intorno e cerchi un appiglio. Per risalire.

Riprendere la normalità a lungo desiderata, pare a volte un traguardo difficile da raggiungere.

Quando si è toccato il fondo, mentre la mente vaga e sogna a tratti che il domani sia migliore.

domenica 21 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.56) (Nuove istantanee da un matrimonio)

 


È sempre emozione pensare ad un'Amica che si sposa, non parliamo poi vederne alcuni scatti, istantanee da un matrimonio.

Un uomo e una donna, artisti dell'astratto. Sulla stessa tela ma ognuno per proprio conto, con tocchi di colori diversi.

Estremamente diversi ma pure complementari... come la notte e il giorno,.

Pur condividendo poco o niente, ritrovarsi sempre a metà strada.

Hanno la loro alba, insomma. Il punto di continuità che fa vivere non potendo fare a meno l'uno dell'altra.

Un ricordo...

Una volta un paziente mi parlò di un matrimonio che durava da quasi cinquant'anni, del primo incontro con la moglie, un vero colpo di fulmine tra giovanissimi. Il rispetto reciproco... l'incanto.


Che cosa può esserci dopo la malattia nessuno può saperlo e forse neppure interessa.

 L'incanto sta proprio in questo, immaginare il futuro secondo i propri desideri e viverlo a proprio modo già nell'immediato presente. E questo a prescindere da qualsiasi accadimento.

sabato 20 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.55) (Quando il ricordo diventa carezza)

Qualcuno disse...

Non si vive di ricordi, ma a volte i ricordi aiutano a vivere.

Quando i ricordi prendono forma con amore e ritornano per amore, un ricordo diventa carezza per la memoria del Cuore.

Può sembrare poca cosa, un palliativo, eppure...

Ho chiesto ad un'Amica bravissima di riprodurre con la tecnica dell'amigurumi la mia cagnolina che non c'è più.

È stata una richiesta fatta di getto, poi mi son sentita pure un po' sciocca... comunque quando ho visto realizzato come un piccolo capolavoro è stata grande emozione.

Sedici anni di amore incondizionato... ricordi a raccolta... tenerezza infinita.

Ora ogni tanto lo sguardo va alla mini Biù Biù


 L'ho sistemata sul mobile vetrinetta in cucina, dove vivo quasi interamente le mie giornate. Cucino, rigoverno, scrivo e lei come sempre continua con me. È nei miei pensieri più sereni, oasi nei momenti dubbiosi, lenimento alla mancanza...

Non servono parole che facciano rilassare, anzi pare proprio sia esattamente il contrario, è nel silenzio e coi giusti pensieri, e piccoli progetti, che si può ritrovare l'equilibrio. 

Un modo comunque per mettere un punto ed andare a capo bisogna trovarlo, e sarà unico come unico è ogni essere umano.

venerdì 19 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.54) (Sulla vita e il senso suo migliore)

 

Stasera sento il bisogno di un ricordo sereno. Sulla vita e il senso suo migliore.

Anche se tempo è passato, ritorna la seraficità di Gerardina, un'anziana paziente conosciuta anni fa. 

Lei paragonava questa vita ad una vacanza.

Trovai l'immagine poetica, la feci mia, e in certi momenti mi ci rifugio.

Una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne gli istanti più belli.

Tristezza mai, nessun disagio perché tutto passa.

Perciò, la vita viviamola così, come una vacanza... prima di tornare a casa.

È così che si rinasce ogni volta, e poi si riparte.

Al solito è molto tardi, ma forse col silenzio intorno è il momento giusto per pensare ancora tante cose.

Alla vita pure come viaggio, ai panorami persi e alle stazioni recuperate.

È strano come questi pensieri possano rendere sereni. Potrebbe sembrare rassegnarsi a qualsiasi tipo di destino, e invece è solo vivere nella consapevolezza, senza disperarsi.

Alla fine si tratta di farlo al meglio questo viaggio... adattandosi, cercando di ricavarne il maggior bene possibile.

La Vita, un viaggio a tappe con compagni sempre diversi, con alcuni in sintonia, con altri meno, mai soli comunque.

Si parte al mattino, si arriva a sera con la speranza di poter ricominciare.

SENZA SOSTA (n.53) (A prescindere)


 L'esperienza con un tumore porta inevitabilmente a fare i conti con la propria vita e con l'eventualità della sua fine.

Anche se attualmente e dati alla mano, siamo sempre più numerosi a farcela.

Però è inutile negarlo, tutti temiamo "quel momento" perchè lo consideriamo la negazione della vita. E se invece cambiassimo punto di vista?

Semplicemente, conclusione di una più o meno ricca esperienza sulla terra.

Comincerò con un ricordo, uno dei tanti, un mio convincimento. 

Avevo appena terminato il mio percorso di cura, ma continuavo ad andare là dove ero stata curata.

Mi ero affezionata a tutti, medico, infermiere, ed in particolare ad una "compagna di viaggio".

Purtroppo le Sue condizioni ben presto fecero prevedere un triste epilogo...

- Bada Noi teniamo a Lei, ma ancor più a Te. Non sei completamente fuori, sei emotivamente fragile.

- Non temete, ce la farò.

Mi si avvertiva che avrei potuto restare traumatizzata dall'eventuale perdita di Isa, questo il Suo nome, ma io testarda volli continuare.

E quando per rincarare la dose aggiunsero... guarda che è senza speranza, risposi subito... nessuno è senza speranza, anzi! Neppure quelli che chiamate "terminali". La speranza è vita, e vita è fino all'ultimo respiro.

La linea tra speranza ed illusione è assai sottile.

La speranza non esclude la consapevolezza ed è alimentata dalla proposività.

L'illusione non ammette alternative, preferisce ignorare.

Io credo nella speranza a prescindere da qualsiasi presupposto. 

La situazione è, ma potrebbe cambiare.

Si affronta quel che si deve perché cambi, e qualora restasse uguale, almeno si resta dritti, mai piegati su se stessi, fino all'ultimo.

Tutti hanno diritto alla speranza, la Nostra campana in reparto vuole ricordarlo, perché la speranza non è l'ultima a morire ma la prima virtù su cui si fonda la Vita. A prescindere.