sabato 3 ottobre 2026
NOTE SPARSE (n.45) (Nonna Maria...)
Non è un caso che sia stata fissata una festa tutta per loro, i Nonni proprio il 2 ottobre, quando si ricordano e celebrano gli Angeli Custodi.
Nessuno può essere più presente, amorevole, tenero e paziente. Anche quando hanno la luna di traverso o si sentono acciaccati e stanchi.
I nonni sono un papà e una mamma con una seconda opportunità, riveduta e corretta rispetto alla precedente perché donano amore secondo le proprie modalità.
Se rovisto nell'angolo più antico dei miei ricordi, percepisco prima i profumi e poi le scene. E rivedo me bambina ogni volta che avevo una linea di febbre in grembo alla mia nonna materna, "coprispalle" grigio per Lei, "scialletto" bianco e rosa per me, odore di "pastarelle" appena sfornate e le mie guance rosse con tracce di farina.
Memorie che valgono un tesoro, che sono medicina quando cerchi di trattenere i granelli del tempo, tanto da provare dolore.
I Nonni, Angeli con le ali invisibili.
Ed intanto, quando sono in ampia età per essere nonna, vivo ancora un sogno ad occhi aperti.
Nonna Maria... e sa di biscotti e tenerezza, di dolci ricordi e storie raccontate all'infinito.
Invecchiare per uno scopo, vita che continua.
Un sogno, un desiderio, magari un pensiero,
come Chi sogna, desidera e pensa, e pure spera.
Nonna Maria... anch'io.
venerdì 2 ottobre 2026
NOTE SPARSE (n.44) (Colori fuori stagione)
Ottobre... e l'armadio al suo interno perde i colori dell'estate. Sembrerebbe naturale, anche se le "ottobrate" non mancano mai, e così si dovrebbe andare, in modalità "fuori stagione" seguendo i pensieri positivi, vestirsi di colore solo a tratti spento, giusto per il contrasto che lo fa deciso e vincente.
Cambio di stagione, e non mi par vero tanto veloce è il tempo.
Ci avviamo verso la fine dell'anno, ed è in questo periodo che i ricordi si fanno più pressanti.
Era d'ottobre quando l'inquietudine prese ad essere più di una percezione cui porre rimedio.
Fuggivo dagli Altri e da me stessa, nel vano tentativo di ostacolare e mandare indietro quel che doveva essere.
Tutto va come deve e non può essere altrimenti.
Poi sempre ad Ottobre il momento più duro terminò, e da allora non conto i giorni né mesi ma cerco di viverli consapevolmente.
Assaporo ogni momento, anche quello, tra i numerosi belli, dal retrogusto amaro del dubbio e del timore.
Comunque sufficiente è sempre una briciola di lucidità per mandarlo giù e digerirlo.
Parola chiave... propositivitá, tocco di colore fuori stagione.
Resto perciò grata alla Vita che volle concedermi un'opportunità sia pur sotto mentite spoglie.
giovedì 1 ottobre 2026
NOTE SPARSE (n.43) (E domani un altro ottobre sarà)
Uno dei tanti miei, vissuti in quei sedici anni e in avanti.
Ottobre... fu la fine di un percorso, segnò un nuovo inizio.
Così oggi ad occhi chiusi per carpirne i particolari e riprovare vecchie emozioni,
estreme ed impossibili per estranei a "questo mondo".
Un mondo a parte, privilegiato alla rovescia,
che senti subito non potrai rinnegare e mai più rifiutare.
Tornano i ricordi dei disagi, la fatica... tanta, la paura... immensa.
Ma pure i molti visi impressi nella memoria, e a tratti i toni di voce e il riso e il pianto.
E intanto continuo sulla nota via.
Sono questi i momenti che malvolentieri mi fanno pensare... sarò "giusta di testa"?... se soffro...
I ricordi si accavallano, precipitano. Li raccolgo per custodirli in uno "scrigno".
Sono fotogrammi di un passato, qualcuno pare il resto di un'istantanea strappata per la rabbia, comunque frammenti di Vita. Una parte di me.
NOTE SPARSE (n.42) (Amarsi...per amare)
Amarsi è spesso complicato, perchè a volte è di importanza fondamentale un sano egoismo.
Una storia di vita vissuta, affidatami come confidenza da un'Amica tra quelle che incontro.
Un'Amica che da sempre aveva creduto di essere capace in poche cose, per dirla brevemente... cucinare zuppe e sughi, caricare tre lavatrici a settimana, e soprattutto sdramŕmatizzare sempre gli inutili drammi di marito e figli.
Finì con l'esaurirsi, ed era quasi sull'orlo della depressione quando si rivolse ad un gastroenterologo per alcuni disturbi all'apparato digerente. Al medico fu sufficiente guardarla negli occhi, e ancora prima di visitarla, fece un quadro della situazione.
Prese un foglio bianco e disegnò un ampio cerchio e al centro una piccola sagoma stilizzata...
- Questa, sei Tu...
le disse, poi fuori, per tutta la linea circolare scrisse a grosse lettere una parola... AVAST!
Credo se ne iintenda il significato, comunque AVAST!... nel nostro dialetto, significa... BASTA!
Per Lei, quindi era arrivato il momento di arginare fuori da sé tutto quello che le aveva impedito di volersi bene, aver cura della propria persona, coltivare gli interessi più appaganti.
AVAST!..e poi, doveva solo ricominciare volendosi bene.
Quanti di Noi, in tutta sincerità, sono stati o sarebbero capaci di allargare le braccia e poi stringersi forte per un "I LOVE ME" senza fine.
Pensiamoci su...
lunedì 28 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.41) (Il giusto "rinnovarsi")
Non le mancava nulla, eppure nutriva in sè una continua inquietudine, per una carenza che non sapeva spiegare, e per cui le sembrava facesse poco.
Poi la Vita ci mise lo zampino, così si ritrovò in breve tempo quasi a non riconoscersi.
La malattia all'improvviso, la consapevolezza di aver trovatato nonostante tutto la strada per non perdersi.
C"era stato un tempo in cui vedere cocci rotti la destabilizzava.
Allora li rimetteva insieme per ricomporre quello che era stato.
Stupidamente perchè. non avrebbe mai più usato un piatto ricomposto,
Comunque si ostinava e continuava.
Ma arriva un momento, sempre...
in cui bisogna "rinnovarsi",
e la Vita anche se in modo maldestro viene in aiuto.
Si gettano i cocci e si tagliano pure i rami secchi, serve coraggio ma
sarà una svolta per sentirsi diversi.
NOTE SPARSE (n.40) ("... e se ci sono cose che ti rattristano, sappi che hai il potere di cambiarle")
Le cose restano le stesse, ma si può operare sul proprio atteggiamento che porterà ad un nuovo e diverso punto di vista.
La propositività, la Fede sono le strategie giuste per trasformare le "cose tristi" in opportunità di crescita.
Emanuela, giovane donna che non conosce le mezze misure, rigida con se stessa, scopre di avere un tumore al seno e cade nella disperazione, a tal punto che non vuole curarsi, perchè convinta sarà tutto inutile.
Lo comunica alla famiglia, e intanto si lascia andare all'apatia e al pianto.
Una notte però sogna Padre Pio, e per lei è un invito a fidarsi. Ancora riluttante si reca all'ospedale "Casa Sollievo", crede e non crede che qualcosa per lei cambierà. Ha bisogno di un segno tangibile...
Incontra una suora del convento, è la custode di una reliquia del Santo, e senza conoscere la sua storia, gliela porge perchè la metta sul seno.
Emanuela resta senza parole, ed è uno squarcio tra le nubi più nere.
Quell"incontro del tutto casuale la trasforma, lo sguardo diventa sereno, si anima di fiducia e affronta le cure.
Sarà un percorso lungo e non facile, ma è certa non essere mai sola.
Dice... Voi ora mi vedete così, ma ero inflessibile, ligia al dovere. Per me era o bianco o nero, adesso ho compreso che può esserci anche il grigio. E mi perdono perchè consapevole di poterlo fare. Ho Dio dalla mia parte.
Il pensiero giusto al momento giusto? Chissà perché... non dipende da me, nè da te.
Ed Emanuela guarda in alto e sorride.
domenica 27 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.39) (Un pensiero per un sorriso)
Al solito in reparto giornata difficile a causa dei numerosi pazienti, e per me soprattutto intensa di emozioni.
Quando si dice accoglienza, dovremmo Noi accogliere, e a volte siamo accolti in un modo da emozionarci visibilmente.
E così tutto diventa grande responsabilità.
Impegnarsi per contenere ciò che si prova, o solo abbandonarsi ad essere se stessi, senza tante parole e più sguardi che abbracciano, quelli diretti che arrivano come carezze.
Ogni volta si evidenzia quanto sia importante per Chi si sente sospeso, la Nostra presenza, l'ascolto prestato, una mano sulla spalla.
O uno dei miei bigliettini, che ormai vengono richiesti...
- Sai, oggi terminerò tardi, ma al tuo pensierino non rinuncio. Ne hai un altro per me?
Sempre. È la risposta.
E la piccola pergamena viene riposta con cura in una piccola custodia che porta l'immagine di Santa Rita, la santa dei casi impossibili.
I miei fiocchi sono la nota colorata, la spiegazione sperata ed attesa a sciogliere un dubbio del momento, la parola giusta al momento giusto.
C'è Chi li porta sempre con sé, Chi li lascia per casa per trovarli quando occorre, Chi li raccoglie in barattolini e ne fa addobbi per Natale... insomma mai avrei pensato potessero essere tanto "utili".
"Ognuno è nessuno senza qualcuno".
Una frase che spesso mi torna in mente.
Tra occhi lucidi e sorrisi, forse con un po' d'impegno, costanza e ben motivati dall'Amore che non chiede, quel "qualcuno" possiamo esserlo Noi.
Colmando il vuoto in una difficile parentesi della vita.
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