giovedì 27 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.13) (Ricordo... in rinascita)

Ogni tanto rivivo i momenti di questi ultimi sedici anni, soprattutto quando è sera e resto sola coi miei pensieri. Penso alle tante persone conosciute, tutte rimaste nel profondo. Di alcune ho notizie, di altre poco o niente, nel ricordo sono in egual modo in rinascita. Stasera ad esempio mi è tornata in mente "Io non butto niente". Questa era l'espressione ricorrente in ogni suo discorso. Lei non eliminava mai niente, e in questo... senza neanche rendersene conto... trovava la sua motivazione di speranza. "Io non butto niente, conservo persino i noccioli di limone, mandarino e arancia. Poi li sistemo nei vasi, coperti di terra. Mi chiedono... ma che te ne fai di piante che non danno frutto? A me piacciono, uso i semi e non li butto, e poi... quando vedo spuntare la piantina in germoglio... beh, mi sento davvero rinascere!" E così ogni volta che creava una pianta, viveva un breve momento di "onnipotenza" perché in un certo senso rinnovava la vita. Aver cura di un seme, impastare... creare sono azioni di mani di Donna. La Donna, unica ad attraversare il dolore, pur toccando il fondo sa riemergere e ricominciare. Si reinventa. Perché biologicamente dotata di ossitocina ogni volta "partorisce" se stessa.

mercoledì 26 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.12) (Un'unica mela)

Facemmo la conoscenza di Lucia D'Augelli quando presentò il Suo primo libro, storia di una malattia, un tumore maligno al seno, vissuto non da vittima bensì da protagonista. Una sorta di viaggio interiore, la scoperta di un'opportunità, la profonda conoscenza di sè. Una potessa della Vita. Aveva poi coniato un'espressione che ne sintetizzava la personalità. La "parola eroica", ogni giorno una diversa come tessera di un meraviglioso mosaico. Tra le righe l'invito a fare altrettanto, per conoscere meglio se stessi e affrontare ciò che la Vita offre. Colsi al volo la proposta, e da allora in poi non mi feci mai mancare la parola eroica. Parole semplici, anche della quotidianità spicciola, quella che ci appartiene e che meglio descrive la Persona nella sua essenzialità. Oggi la parola eroica è, "un'unica mela". Nella fruttiera al centro della tavola è rimasta appunto un'unica mela. Qui in casa solo mio figlio mangia le mele, per questi giorni che mancherà ho preferito lasciarla lì, solitaria ma in attesa. È conforto per me mentre conto i giorni.

martedì 25 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.11) (Ad ogni nuovo inizio)

Bisogna allenarsi, allenarsi a partire, lasciare, restare e poi ricominciare. Perché niente finisce davvero. Oggi mio figlio è partito, e anche se cinque giorni passeranno in fretta, già manca. Ricordo quella volta che alla partenza vidi una mamma piangere mentre agitava la mano in cenno di saluto. Piangeva, appunto. E ho pensato, io ormai non piango più, e non perché il tempo trascorso mi abbia regalato l'abitudine alle partenze. La malinconia prende sempre, ma non piango perché sarebbe esagerato ed ingiusto. I miei figli partono per poi tornare. Perché nello specifico c'è sempre un domani per tornare indietro, e ricominciare. Come ho ricominciato io, anche oggi ad esempio, passando il pomeriggio a riordinare, ramazzare negli spazi momentaneamente liberi della mia casa, illudendomi così di poter colmare gli immediati ed inevitabili vuoti. Ma sarà stato davvero aver voluto regalare a me stessa un'illusione? Crediamoci comunque. Ad ogni nuovo inizio. Sempre.

lunedì 24 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.10) (Siamo altro che semplici cose)

Il Tempo va e porta via le "cose" Un pensiero così, estemporaneo venuto su considerando l'atteggiamento di una persona a me vicina, ostinatamente legata al passato, a ciò che era, e di conseguenza anche alle "cose", col tempo solo zavorra. Viviamo, e per poterlo fare siamo convinti aver bisogno di certezze, ma l'unica valida da cui partire è la conoscenza di sé. Tutte le altre non sono certezze, bensì convinzioni se non convenzioni. Perciò solo il "non attaccamento" regala certezze. Per arrivarci occorre lasciar andare ciò a cui si è molto attaccati e che proprio per questo appesantisce e non serve, e trattenere il poco che fa bene. Lasciar andare è come perdere qualcosa coscientemente... Lasciar andare non è privarsi di nulla, ma capire davvero di che cosa si ha bisogno, così da eliminare il superfluo o sostituirlo con qualcosa di nuovo, diverso. E sentirsi finalmente come prima, se non meglio. Un tempo fui persona che non si liberava neppure dei cocci rotti, in seguito il timore di dover perdere ben altro e non solo quelli portò a sbarazzarmi di ciò che fosse materialmente fragile. Così la mia persona, pure fragile ma leggera, ora è agli occhi altrui più preziosa.

NOTE SPARSE (n.9) (La Comunicazione. Questa sconosciuta)

Comunicare è un'arte, più o meno come ascoltare. Liberarsi dal giudizio, andare oltre, controllare la propria emotività. La Comunicazione non dovrebbe avere affatto i limiti, permette di capirsi e favorisce l'arricchimento, ma tant'è che spesso e volentieri si scambino fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. Poco impegno, molta presunzione e scarsa pazienza sono di sicuro responsabili. Strumenti della comunicazione sono le parole, pronunciate o scritte devono essere comunque pensate, valutate e poi espresse. Quindi affatto sentite, poco originali? Tutt'altro, indicano invece rispetto per l'Altro. Anche dare ascolto ai Suoi silenzi è importante. Perchè il silenzo può esprimere più di quanto si possa fare con cento parole ed oltre. "Quando scriviamo offriamo una storia e un silenzio. Le parole sono la parte del silenzio che può essere espressa" - Jeannette Winterson - Questo un promemoria per me, che a volte mi lascio prendere dal Cuore e mando a spasso la ragione.

domenica 23 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.8) ("Ascolta le parole che provengono dal cuore")

Essere volontari in campo oncologico richiede una competenza in più, saper ascoltare le parole che provengono dal Cuore. Stasera scorrendo degli appunti, mi sono fermata. Ho riletto, ed ho pensato sarebbe stato bello stasera iniziare con qualcosa⁹ simile alla melodia. "Ascolta le parole che provengono dal cuore" Noi ci alleniamo ad ascoltare le parole che provengono dal nostro Cuore e dall'altrui, si entra così in sintonia, in tale modo ci si può relazionare. C'entra molto il Cuore generoso. Non conta ciò che dona, misura solo le parole. Ascolta più che altro, conforta soprattutto. Tempo fa conversavo con una persona che prima incontravo spesso, ad un certo punto mi sono ritrovata a gestire dubbi e sentimenti di Chi era lì ed ascoltava. Prime visite e "ritorni di fiamma", percorsi già iniziati... è strano come pur in situazioni diverse, le emozioni siano le stesse. Timori e speranze, a volte umore alle stelle, altre volte sotto le scarpe. E Noi che siamo là che cosa "rappresentiamo"? Quel camice che non fa paura e porta ancora il tempo da vivere senza effetti collaterali.

venerdì 21 agosto 2026

NOTE SPARSE (n.7) (E penso...)

Speriamo. Magari domani calasse un po' di fresco... Due mesi pieni di caldo estenuannte, non se ne può più davvero. Infatti anche oggi giornata particolarmente calda, faticosa... autobus preso al volo, poi pranzo, faccende e tanto altro. Ora seduta in cucina cerco effimero refrigerio dalla porta finestra spalancata che lascia passare un discreto venticello. E penso. Inevitabilmente certi pensieri portano ai ricordi. È un po' che a volte mi sento come Alice nel paese delle meraviglie, e continuo a stupirmi. Accogliamo confidenze, cerchiamo di dare la giusta dimensione alle delusioni, parliamo di speranza e rinascita. E non torniamo mai "a mani vuote". Il menefreghismo, l'individualismo, l'incomprensione perché fa comodo così... tutto viene lasciato fuori, e si prospetta un'umanità ideale. E penso. Penso allora, meglio riporre le caramelle nel sacchetto rosso che fa già Natale, tanto che ci vuole, mancano solo quattro mesi. Il tempo passa in fretta, e magari qualcosa potrebbe anche cambiare, intanto Noi contnuiamo a fare del nostro meglio.