lunedì 29 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.63) (La ciotola)

Oggi molto presa. Sono stata in attesa dell'arrivo di mia figlia. Non la vedevo da Natale. "In attesa" come un'ennesima gestazione.

"Mia Famiglia" quindi si è riunita. Dopo quasi sei mesi la figlia lontana per lavoro è tornata. Sono contenta, anzi felice ma pure frastornata.

Sul tappetino in cucina c'è di nuovo la ciotola dell'acqua. È per la Biji, la cagnolina di mia figlia, e per me è stata emozione grande rivedere quell'angolo non più vacante.

Biji resterà con noi per un mese intero.

Accantonerò le mie abitudini, cercherò supporto da me stessa, chiamerò a raccolta le mie forze. Gli anni passano, e mi avvicino sia pure a passi felpati a quell'età che fa tanto simile ad un gatto domestico. Ma l'Amore grande e incondizionato si spende e non si misura, mi abituerò e sarà per il tempo che dura.

Poi la mia grande figlia tornerà alla sua vita ed io alla mia, e i giorni fino a Natale saranno il futuro di ciascuna.

Le relazioni sono così, tutte almeno per me che le vivo con il Cuore, siano scontate o meno.

Ci sono quando la situazione lo richiede, mi tiro indietro quando non serve più. Anche con i figli, soprattutto con loro ché non si capisce mai se ti vogliono o meno.

Poi con gli Altri, ovviamente occorre qualche accortezza in più.

Ci dedichiamo quando vivono momenti difficili, cerchiamo di aiutarli in quel momento, là dove sono, e magari anche dopo ma solo qualche volta.

Lasciarsi coinvolgere e creare nell'Altro aspettative esagerate può risultare veramente dannoso. In un inevitabile crescendo, a lungo andare non sarebbe un bene per nessuno. 


Dedicare pure solo il pensiero però si può, è già sentimento.

domenica 28 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)



"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."

(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")


Perchè questa citazione?

Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.

Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.

Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.

Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi. 

E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.

sabato 27 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.61) (Inauguriamo un nuovo spazio)

 


A tarda ora una sana proposta a... Samanta Marrone ma anche in realtà a tutto il gruppo.

Considerato il successo conseguito dall'incontro

"Alimentazione in Oncologia", ho avuto un'idea.

Perchè non creare una rubrica di sana cucina, curata da Samanta, qui in quest'ambito?

Notizie sugli alimenti, curiosità, e infine una semplice e gustosa ricetta, una volta a settimana, da provare subito.

Che ne pensate?

Per questa rubrica ho pronto anche il titolo... "CUCINA TRA LE RIGHE".

Sarà una pagina nata dal Cuore, da salvare e consultare sempre, magari illustrata con foto dei piatti realizzati non solo da Samanta, Nostra chef a 5 stelle, ma pure da tutti NOI... INSIEME, chè quando ci mettiamo impegno arriviamo lontano, sempre e nonostante tutto.



venerdì 26 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.60) (Primo comandamento: Mangiar sano)

L'incontro odierno sull'alimentazione a cui hanno partecipato alcuni di noi del GAMA, mi porta almeno a delle considerazioni, non avendo io potuto essere presente.

La sana alimentazione è una componente di un buon stile di vita. È argomento che dovrebbe interessare tutti, ma il più delle volte è solo 

al momento del "dramma" che ci accorgiamo dell'importanza delle cose scontate, o almeno considerate tali fino ad allora.

Normali come il respiro, semplici come la minestrina della sera. Eppure basta un raffreddore che rende irregolare e un po' affannoso


 il primo, e non si può non comprenderne il ritmo. E ancora, un'indigestione, la nausea e un digiuno forzato e si assapora ed apprezza il brodo più volte mandato giù in fretta. Scontata pure questa mia riflessione? Solo semplice.

Il richiamo ad alimentarsi è forte attaccamento alla vita, basti pensare al bambino appena nato che cerca per istinto il seno materno, e per diventare grande in modo adeguato ha bisogno di quantità di latte proporzionate al suo peso.

L'argomento mi riporta all'esperienza personale di malattia, quando per contrastare gli effetti collaterali della chemio studiai la strategia del "pastino", una minestra semiliquida con passato di verdure, pastina biberon, due cucchiai di ricotta e uno d'olio evo, e una spolverata di grana. Una sorta di pappa svezzamento insomma, perché mi sentivo delicata e vulnerabile come nella prima infanzia, bisognosa di attenzioni e coccole. 

Dovevo continuare, in realtà era prossima la rinascita, e poi crescere, in un'unica parola... vivere, nel pieno delle forze e con tutto il Cuore.

mercoledì 24 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.59) (Là dove tutto è autentico)

Ci sono persone che brillano per umiltà, profumano di gratitudine. Sono loro che insegnano a vivere sempre e comunque.

Ed io, volontaria in un reparto di oncologia, quanto stia imparando  non si può immaginare.

Perchè è là dove tutto è autentico che si può essere certi che non s'indossano maschere.

C'è la paura ma pure la ripresa dopo le parole, "va tutto bene, continuiamo così"

C'è il "Qui e Ora" che ti fa apprezzare ogni piccola cosa.

 Un nuovo giorno, un sorriso, la parola giusta al momento giusto.

Se si potesse rendere in immagini ciò che è nostro intento donare là dove tutto è autentico, io lo farei così, un po' metafora e tentando poesia. 

Presenza discreta, delicatezza e tanto tanto Cuore...

Accompagno, accanto e per mano.

Acceleri il passo, assecondo senza domande.

Ancora più in fretta ti muovi, e non guardi indietro né avanti, a capo basso.

Ti vengo dietro, non comprendo, presto ascolto ai silenzi.

Fuggi.

Afferro che è ora, vano è affannarmi.

Lasciar andare, solo questo.

Non più accanto, ancor meno per mano.

Sei ormai di spalle, ma io continuo con gli occhi del Cuore.

E oggi, dopo sedici anni, felice di essere presenza, discrezione, aiuto.


SENZA SOSTA (n.58) (16 anni 16...)

Oggi proprio, per poter continuare.

Grata per ogni singolo momento, perché non pensavo, e invece sono qui, ad alleggerirmi delle zavorre e a creare spazi sempre più ampi.

Come ho fatto? Voglia di vivere. Tanta.

Come faccio ancora? Con la condivisione e l'Altro.

Non... "altro", chè è generico e non spiega ciò che intendo.

L'Altro è il mio prossimo, nello specifico coloro che ad un certo punto della vita incontrano la Malattia.

Dono il mio tempo, offro supporto e raccontandomi invito a raccontarsi.

È terapia anche questa, "Medicina narrativa", valida cura sotto ogni aspetto.

Basta poco, e tornano ricordi, promemoria per non fare passi indietro.

"... per non finire mai di essere" - racconta la tua storia.

Dieci anni fa, curando la pagina del GAMA, pensai ad un progetto a favore della Medicina Narrativa.

Invitavamo chi ci seguiva a raccontare la propria "storia" di malattia, vissuta da paziente, familiare o caregiver. Chi voleva poteva raccontarsi mantenendo, volendo, anche l'anonimato.  

Se l'iniziativa avesse avuto successo il tutto sarebbe diventato materiale per la pubblicazione di un libro. 


Oggi... 16 anni 16 da quel giorno, guarda caso ho trovato tra le mie carte molte condivisioni inviate al GAMA.

Quel progetto in potenza forse può essere messo in atto.

E a me ancora una volta si offre un'opportunità. Continuare.

lunedì 22 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.57) (Oggi... giorno di vigilia)


 Vigilia d'estate, vigilia di qualcosa che accadde e non vuole si dimentichi.

Estate, dicevo... e direi pure entrata di gran carriera. Caldo soffocante oggi.

Speriamo per domani qualche grado in meno e una fresca brezza.

Intanto non posso fare a meno di pensarci, perché certe cose non si scordano.

Un'estate, sedici anni fa... entravo in ospedale.

Il giorno dopo mi aspettava l'intervento.

Guardavo i sandali e le unghie pitturate della dottoressa, pensavo... è già estate.

Perché quando la mente è presa in una sorta di vortice tutto ciò che a Te è estraneo, scivola addosso. E non esistono ore e minuti, né mesi e neppure stagioni.

Poi però ti guardi intorno e cerchi un appiglio. Per risalire.

Riprendere la normalità a lungo desiderata, pare a volte un traguardo difficile da raggiungere.

Quando si è toccato il fondo, mentre la mente vaga e sogna a tratti che il domani sia migliore.