sabato 4 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.79) (Davanti alla Croce)

È il momento giusto. Un'opportunità di cambiamento.

Il Venerdì Santo è il giorno del silenzio, del tornare sui propri passi, della riflessione...

Lasciar correre, giustificare, concedere il beneficio del dubbio... perdonare?

Perdonare non è un gesto di debolezza o di sconfitta, ma un dono di libertà estrema, perché nel perdono risiede la decisione consapevole del ricordare, ma anche del “lasciare andare”, che a sua volta conduce ad una comprensione intima e profonda della possibilità di trasformare il dolore 

Io perdono ma non dimentico, ma escludo a priori il rancore e da tutto ricavo un'esperienza. Mi potrà servire in seguito con la stessa persona o con altri, perché le situazioni si ripetono.

 La responsabilità è condivisa, gli effetti non proprio, Chi si sente vittima patisce di più.

È capitato, mi sono sentita presa in giro, non considerata a volte mal compresa. Ho litigato e pure trasceso verbalmente, ma poi le responsabilità me le sono prese tutte, giustificando l'altra parte che forse io stessa avevo portato a sbagliare.

Sembra circolo vizioso. Non lo è. Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io perdoni me stessa per aver esagerato ed esasperato una situazione e di conseguenza perdoni anche l'altro. 

Perdonarsi è cambiare atteggiamento, modificarlo soprattutto a proprio vantaggio.

In conflitto continuo con volontà e indecisione, tra amore e rancore rendiamo la nostra vita un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.


Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, il Perdono è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.


venerdì 3 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.78) (Giovedì Santo... insieme)

In reparto per auguri colorati e golosi. Perchè in momenti così difficili, quando la malattia è solo uno dei tanti problemi, anche a livello globale, una ɓrevissima pausa è più che necessaria. Distoglie, porta sorriso e speranza.

Una rappresentanza del GAMA, qualcuno di NOI... INSIEME, per non smentirci mai.

Insieme è meglio, e niente è più vero. Perché l'unione fa la forza, alimenta il coraggio, porta lontano. È la prova tangibile da parte di ognuno di voler esserci.

Non è "esserci" solo per se stessi. È per il gruppo, è per ogni paziente che si porta nel Cuore e non si dimentica.

Per darsi appuntamento oltre ogni aspettativa, per non pensare oltre ciò che fa veramente bene, per guardare oltre e... gioire insieme.

E poi affetto, quello che non ci si aspetta.

All'improvviso, con semplicità come una carezza per continuare.


Un'isola felice insomma, un'oasi in cui rifugiarsi per fare pace con se stessi e il mondo intero.

giovedì 2 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.77) (Mercoledì Santo)

Giornata piovosa e triste.

Perché ogni anno è così... sia che la Pasqua venga alta o bassa la settimana santa vede la natura tutta partecipare al memoriale santo. E se non fosse per la luce che indugia a dispetto dell'oscurità del cielo si direbbe che è ancora inverno.

D'altra parte è il periodo in cui massima dovrebbe essere la concentrazione su ciò che è bene per evitare quello che è male. Una sorta di prevenzione, perché riconciliarsi è rendere bella l'Anima dopo aver conquistato la consapevolezza della propria miseria.

È così che va vissuta la Settimana Santa... astraendosi da quella che è la normale quotidianità, e concentrandosi su punti ben precisi per renderla speciale. 

È da accogliere come un "momento per Te", per ciò che conta in Te. Una ricerca dell'essenziale, che pur noto a volte si perde. Siamo fragili, e inconsapevoli che l'essenziale è proprio lì, nella Nostra fragilità.


E penso a quelle persone che vivono la loro settimana santa, a Chi aspetta una diagnosi o in questi giorni affronta un intervento. Ansia e paura per ciò che non si conosce, ma un'unica certezza che quel momento passerà. Perché tutto passa ed è ritorno all'essenziale.


mercoledì 1 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.76) (Al di sopra di tutto)


Eventi diversi, comunque dinamici, ugualmente aspetti della vita. 

Travagli da affrontare e superare. Perché si superano, in un modo o nell'altro diventano passato.

Tempo fa mi ha colpito un'espressione di un nostro oncologo riguardo il tumore al pancreas...

Curare questa patologia è cosa ancora complessa perchè è un tumore "dinamico", cambia nel tempo.

Molto simile alla vita di ognuno, no?!

Quindi l'abilità quale sarà? Adeguarsi, assecondare, cavalcare l'onda. E noi, "surfisti della vita" questo lo sappiamo bene.

Ho conosciuto una coppia che pareva d'altri tempi. Dei due il paziente era Lui, ma anche Lei anni prima aveva avuto "il problema", affrontato, superato...

Innamoratissimi come il primo giorno di dieci anni fa, nonostante le difficoltà legate soprattutto alla differenza dei loro anni, trentatre Lui, quarantanove Lei.


Hanno raccontato la loro storia, romantica nata tra quaderni, penne e fotocopie.

Un sentimento originale al di sopra di qualsiasi pregiudizio.

Due vite quindi che cambiano, s'incontrano, e il matrimonio e la malattia le uniscono per sempre.

Un passato che si rinnova ogni giorno con il loro amore senza condizioni.

martedì 31 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.75) (Dio Padre e Madre)

Nell'ambito della "Comunicazione compassionevole", tema trattato nell'ultimo incontro, trova spazio la descrizione "Dio compassionevole".

Compassionevole, misericordioso, lento all'ira... fedele.

Siamo nella settimana santa e il memoriale di Cristo riporta all'infinita bontà misericordiosa di Dio Padre, che visto in questa luce è anche "madre".

In ebraico i termini compassione, compassionevole riportano al "grembo", e il materno è quello per eccellenza.

Lodiamo Dio e a Lui affidiamoci incondizionatamente.

Recitare il Padre Nostro quando ci si sente piccoli piccoli, bisognosi di cure ed affetto, fa stare subito meglio.

E comprendo perchè io feci di quella preghiera la "mia preferita"

Dio sorregge sempre, fuga i timori quando arrivano, aiuta nel dare aiuto ad Altri.

Pregare...

È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma.

Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi.

Pregare.

Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. 

Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare.

Io prego così, solo così so farlo. 


"Ci sono momenti in cui ho più niente da dire a Dio. Se dovessi continuare a pregare con le parole, dovrei ripetere quanto ho già detto. In questi momenti è bello dire a Dio: Posso stare insieme a te, Signore? Non ho più niente da dirti, ma amo sentire la tua presenza"

- O. Hallesby -

lunedì 30 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.74) (Una giornata che parla di pace)

Quando Pasqua si avvicina l'animo ben si predispone. La Quaresima è terminata, abbiamo cercato di liberarci di ogni peso per una degna rinascita.

Intanto oggi è stata Domenica delle Palme, una giornata che parla di pace. 

E volano colombe con ramoscelli di ulivo nel becco, e sembra parodia grottesca di una realtà quasi persa, eppure fa bene pensarle ancora così, leggere e pacificatrici. 

Con questa sensazione ho incominciato stamane la mia giornata, qualche acciacco di troppo, tanti ricordi e un gran bisogno di serenità ché mi caricasse di forza. 

Ora solo qualche riga in semplicità, una specie di oasi dopo aver fatto il deserto.

Perché la Pace non si augura, si costruisce dopo aver fatto spazio ai buoni sentimenti, e si comincia da sé, dalla pace interiore frutto di gesti semplici e solidali.

Non viene chiesto l'impossibile, ma ciò che si può e rende sereni.

Vero è che il periodo non aiuta, ci si sente spaventati, precari, irrisoluti.

Non ci si fida più di nessuno, e la parola "pace" pare essere usata per contrastare il suo contrario, "guerra".

Proviamo invece a coltivare Noi stessi la pace, a riportarla in casa grazie ad apparenti compromessi. Perché se due fratelli già si guardano in cagnesco come si può pretendere che teste vuote a livello internazionale facciano la pace?

C'è bisogno di generosità, mettersi da parte e tanta leggerezza.

Una metafora.

Col cambio di stagione quasi ci siamo, tiriamoli fuori dal chiuso dell'armadio quegli abiti smessi e forse dimenticati, e indossiamoli come fossero nuvole.  


Sarà tempo giusto speso bene.

E vecchi pensieri tra gli altri confusi appariranno straordinariamente leggeri.


domenica 29 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.73) (Il Tempo generoso)

Oggi è andata così, il tempo avanti ed io dietro, a rincorrerlo senza mai raggiungerlo.

Pazienza, capita. Meglio non darci peso, anche perché ormai siamo al giorno appresso, domenica, e sicuro, poco cambierà.

Al tempo si attribuiscono difetti, è tiranno, impietoso, bisogna però riconoscergli anche la generosità del dono. 

Se pazientemente si lascia fare a lui, va tutto bene.

A me ad esempio si concede un po' permettendomi di scrivere.

Si, scrivere, a scrivere io non rinuncio. A tarda sera quando è silenzio dentro e intorno.

Scrivere fa assai bene. È terapia.

Scrivere significa riconoscere le proprie emozioni e governarle.

La scrittura, ormai è noto, ha pure i suoi limiti ma anche il prezioso dono dei "filtri". 


Si può dire di tutto ma nel modo giusto, adeguato al proprio sentire senza il rischio di fare troppi danni, perché c'è sempre la possibilità di sgaiattolare per altre vie. E poi, vuoi mettere il vantaggio che nessuno ti parli sopra?

Con la scrittura si può urlare in silenzio, e fare arrivare la propria voce dove mai si penserebbe.

Ed elaborare, e mettere fuori dolore e rabbia moderata, e far riflettere...

Io scrivo per tutto questo.

Il mio tempo è sempre tiranno, ma mi rende felice anche solo poter scrivere poche righe...

... e magari un giorno lontano, anzi lontanissimo quando mancherò, qualcuno tornerà a far visita a queste mie stanze nascoste ma vissute sempre col Cuore.