mercoledì 1 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.76) (Al di sopra di tutto)


Eventi diversi, comunque dinamici, ugualmente aspetti della vita. 

Travagli da affrontare e superare. Perché si superano, in un modo o nell'altro diventano passato.

Tempo fa mi ha colpito un'espressione di un nostro oncologo riguardo il tumore al pancreas...

Curare questa patologia è cosa ancora complessa perchè è un tumore "dinamico", cambia nel tempo.

Molto simile alla vita di ognuno, no?!

Quindi l'abilità quale sarà? Adeguarsi, assecondare, cavalcare l'onda. E noi, "surfisti della vita" questo lo sappiamo bene.

Ho conosciuto una coppia che pareva d'altri tempi. Dei due il paziente era Lui, ma anche Lei anni prima aveva avuto "il problema", affrontato, superato...

Innamoratissimi come il primo giorno di dieci anni fa, nonostante le difficoltà legate soprattutto alla differenza dei loro anni, trentatre Lui, quarantanove Lei.


Hanno raccontato la loro storia, romantica nata tra quaderni, penne e fotocopie.

Un sentimento originale al di sopra di qualsiasi pregiudizio.

Due vite quindi che cambiano, s'incontrano, e il matrimonio e la malattia le uniscono per sempre.

Un passato che si rinnova ogni giorno con il loro amore senza condizioni.

martedì 31 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.75) (Dio Padre e Madre)

Nell'ambito della "Comunicazione compassionevole", tema trattato nell'ultimo incontro, trova spazio la descrizione "Dio compassionevole".

Compassionevole, misericordioso, lento all'ira... fedele.

Siamo nella settimana santa e il memoriale di Cristo riporta all'infinita bontà misericordiosa di Dio Padre, che visto in questa luce è anche "madre".

In ebraico i termini compassione, compassionevole riportano al "grembo", e il materno è quello per eccellenza.

Lodiamo Dio e a Lui affidiamoci incondizionatamente.

Recitare il Padre Nostro quando ci si sente piccoli piccoli, bisognosi di cure ed affetto, fa stare subito meglio.

E comprendo perchè io feci di quella preghiera la "mia preferita"

Dio sorregge sempre, fuga i timori quando arrivano, aiuta nel dare aiuto ad Altri.

Pregare...

È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma.

Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi.

Pregare.

Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. 

Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare.

Io prego così, solo così so farlo. 


"Ci sono momenti in cui ho più niente da dire a Dio. Se dovessi continuare a pregare con le parole, dovrei ripetere quanto ho già detto. In questi momenti è bello dire a Dio: Posso stare insieme a te, Signore? Non ho più niente da dirti, ma amo sentire la tua presenza"

- O. Hallesby -

lunedì 30 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.74) (Una giornata che parla di pace)

Quando Pasqua si avvicina l'animo ben si predispone. La Quaresima è terminata, abbiamo cercato di liberarci di ogni peso per una degna rinascita.

Intanto oggi è stata Domenica delle Palme, una giornata che parla di pace. 

E volano colombe con ramoscelli di ulivo nel becco, e sembra parodia grottesca di una realtà quasi persa, eppure fa bene pensarle ancora così, leggere e pacificatrici. 

Con questa sensazione ho incominciato stamane la mia giornata, qualche acciacco di troppo, tanti ricordi e un gran bisogno di serenità ché mi caricasse di forza. 

Ora solo qualche riga in semplicità, una specie di oasi dopo aver fatto il deserto.

Perché la Pace non si augura, si costruisce dopo aver fatto spazio ai buoni sentimenti, e si comincia da sé, dalla pace interiore frutto di gesti semplici e solidali.

Non viene chiesto l'impossibile, ma ciò che si può e rende sereni.

Vero è che il periodo non aiuta, ci si sente spaventati, precari, irrisoluti.

Non ci si fida più di nessuno, e la parola "pace" pare essere usata per contrastare il suo contrario, "guerra".

Proviamo invece a coltivare Noi stessi la pace, a riportarla in casa grazie ad apparenti compromessi. Perché se due fratelli già si guardano in cagnesco come si può pretendere che teste vuote a livello internazionale facciano la pace?

C'è bisogno di generosità, mettersi da parte e tanta leggerezza.

Una metafora.

Col cambio di stagione quasi ci siamo, tiriamoli fuori dal chiuso dell'armadio quegli abiti smessi e forse dimenticati, e indossiamoli come fossero nuvole.  


Sarà tempo giusto speso bene.

E vecchi pensieri tra gli altri confusi appariranno straordinariamente leggeri.


domenica 29 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.73) (Il Tempo generoso)

Oggi è andata così, il tempo avanti ed io dietro, a rincorrerlo senza mai raggiungerlo.

Pazienza, capita. Meglio non darci peso, anche perché ormai siamo al giorno appresso, domenica, e sicuro, poco cambierà.

Al tempo si attribuiscono difetti, è tiranno, impietoso, bisogna però riconoscergli anche la generosità del dono. 

Se pazientemente si lascia fare a lui, va tutto bene.

A me ad esempio si concede un po' permettendomi di scrivere.

Si, scrivere, a scrivere io non rinuncio. A tarda sera quando è silenzio dentro e intorno.

Scrivere fa assai bene. È terapia.

Scrivere significa riconoscere le proprie emozioni e governarle.

La scrittura, ormai è noto, ha pure i suoi limiti ma anche il prezioso dono dei "filtri". 


Si può dire di tutto ma nel modo giusto, adeguato al proprio sentire senza il rischio di fare troppi danni, perché c'è sempre la possibilità di sgaiattolare per altre vie. E poi, vuoi mettere il vantaggio che nessuno ti parli sopra?

Con la scrittura si può urlare in silenzio, e fare arrivare la propria voce dove mai si penserebbe.

Ed elaborare, e mettere fuori dolore e rabbia moderata, e far riflettere...

Io scrivo per tutto questo.

Il mio tempo è sempre tiranno, ma mi rende felice anche solo poter scrivere poche righe...

... e magari un giorno lontano, anzi lontanissimo quando mancherò, qualcuno tornerà a far visita a queste mie stanze nascoste ma vissute sempre col Cuore.


sabato 28 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.72) (27 Marzo 2020 - 27 Marzo 2026)

Allora come oggi un venerdì. Per la pandemia da tre settimane l'Italia era stata chiusa.

Riordinavo e spolveravo, al solito coi miei tempi lunghi, poi messa in pausa, la televisione, canale 28... per un momento straordinario di preghiera con il Santo Padre, e la benedizione Urbi et Orbi, quella delle grandi occasioni, o quando si tratta di affidarsi a Dio...

"Non lasciarci soli, Signore nella tempesta".

Una tempesta che aveva colto alla sprovvista, mettendo a nudo la fragilità umana. 

Culto sfrenato del proprio ego, avidità di ricchezza e di potere, dimentichi dell'amore e della solidarietà che fa "fratelli".

Tra venti avversi e flutti agitati tanta paura...

"Perché avete paura? Non avete ancora fede?"

Sono le parole che Gesù rivolge ai discepoli, destato mentre è la tempesta, dopo che ha messo a tacere il vento e reso calmo il mare.

La quarantena come la Quaresima era comunque un'opportunità per reimpostare la propria vita, cambiare rotta verso il porto sicuro che solo Dio sa.

 È il tempo di "scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è".

Un uomo curvo e stanco percorre la strada


, mentre lacrima il Cielo.

Quale dolore universale, lacrimava sulla piazza gremita di anime senza profilo. Nude alla preghiera rivolte, perchè presto tacesse quel vento sconvolgente e si tornasse a navigare il mare calmo della quiete.

Un periodo assai buio, doveva fare da promemoria per gli anni a venire, perché non si tornasse indietro mai più, in nome di una "nuova alleanza" tra l'uomo e Dio.

Peccato... essere ancora una volta spettatori della labile memoria altrui.

venerdì 27 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.71) (Parlare con gli occhi)

Della giornata odierna mi porto questa espressione.

Si parla con gli occhi quando mancano le parole, oppure queste sono smorzate perchè prive di suono.

- È trascorso un anno, e mio marito mi manca tanto. La casa è vuota e silenziosa, anche se lui a causa della malattia non riusciva a parlare più. Si esprimeva con gli occhi, ed io lo capivo, parola per parola.

Quando il silenzio è denso di parole e sentimenti.

- Vivo da sola, e a volte non mangio. Me ne dimentico. Preparare solo per me è assai triste. È triste soprattutto la sera...

Perchè viene meno la luce... ho pensato, e quegli occhi che parlavano non compaiono più nemmeno nei ricordi.

Ascolta... 

Insieme cominciaste la via, tanta strada, qualche ostacolo, quante volte sarete inciampati forse caduti, ma riprendeste il cammino sempre. Insieme.

Ora stanco, lui si è fermato, ma solo per riposare. A Te è dato continuare, ogni tanto ti volterai, e saranno gli occhi del Cuore a tenerlo vivo nei ricordi.

- Grazie...


Una sola parola, gli occhi lucidi e una mano stretta forte.


giovedì 26 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.70) (Al sicuro nei pensieri di qualcuno)

Ormai nella terza età, mi amo e mi apprezzo.

Ho la mia piccola famiglia ed un'altra immensa cui dedico quotidiani pensieri... che cosa posso desiderare di più?

Se poi vado ai particolari mi sento fortunata se non addirittura privilegiata. In tanti si ricordano di me, persino il nome, e questo mi fa felice, non solo contenta.

Sono credente, convinta che da sempre un Angelo mi sia accanto, perché mi guidi e mi protegga.

E sicuramente se sono ancora qui dopo la tempesta, un motivo c'è.

1Quell'Angelo mi indica la strada...

Siamo Tutti Angeli di Dio, "Messaggeri" della sua bontà, chiamati ad essere vicini a chi non può... solidali con chi non sa come ascoltarne la voce.


Perché nessuno resti solo con la paura, oppresso dall'angoscia. O semplicemente tutti possiamo essere al sicuro nei pensieri di qualcuno.

Si ritrova così la forza, dalla magia di un sorriso ricevuto al momento giusto, ricambiato come segno di gratitudine, donato e condiviso ancora per tante e tante volte.

Fra tutti gli Angeli che sono sulla Terra...