martedì 5 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.11) (Inversione di ruoli)

Per i fiocchi di tenerezza consueto spunto da alcuni miei vecchi scritti.

Sfogliando un quaderno ho trovato una sorta d'intervista da me a una delle figlie caregiver incontrate in questi tredici anni di servizio.

Ne sono nate delle riflessioni.

Una mamma è Madre sempre e comunque, pure quando è stanca, anche se è malata tende sempre a farsi carico di tutto, cercando di mettere a tacere un latente immotivato senso di colpa.

Non chiede, non si lamenta.

Si accontenta, è sempre grata...

- Mamma ha ragione quando dice che sei una figlia speciale oltre che molto intelligente.

Lei conta su di te e vuole star bene


per te e non solo per se stessa.

- Non pensavo dicesse questo di me. Infatti io voglio che lei stia bene, e cerco sempre di aiutarla.

- Sai, le mamme sono riservate, non fanno mai capire del tutto quello che pensano veramente.

- Perchè...?

- Non c'è un vero motivo, però ti assicuro, lei è molto contenta di te, si sente al sicuro. Protetta.

- Mi piacerebbe sapere da lei che cosa pensa di me. Non me lo ha mai detto, anche se a volte... 

Meno male che si sente protetta.

- Si. Ora è come se tu fossi la piccola mamma della tua mamma.

Queste parole e una gelatina di frutta appena terminata mi riportano indietro a un bel po' di anni fa, quando ad ogni chemio mia figlia, in una perfetta inversione di ruoli, si prendeva cura di me...

...  di sua madre

lunedì 4 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.10) (Piccole... grandi strategie)

Continuo a parlare dei "fatti miei", un po' in generale, senza trascurare l'essenziale per tutti.

Non per protagonismo ma per prendere forza e vitalità in certi momenti, e poi spiegare che qualsiasi percorso è fatto di tappe e "stazioni di rifornimento", che se non ci si ricarica non si può andare avanti, e soprattutto che all'obiettivo prefissato non si arriva da soli.

I miei pensieri alla fine del giorno nascono sempre da stati d'animo altalenanti, poi cerco di elaborarli per renderli intellegibili, e alla fine non so...

Tutto a posto?

Quante volte ci sentiamo rivolgere questa domanda, quante volte siamo Noi a farla.

È una di quelle domande retoriche che prevedono come risposta la domanda senza interrogativo.

È tutto a posto...? Mi si chiede...

È tutto a posto, più o meno, diciamo di si. Se non è a posto, facciamo in modo che lo sia. Conta la Speranza. Crederci.

A tutto ci si abitua, ma importante resta abituarsi prima all' "idea", mai accettata e ancor meno pensata, e per alleggerirla continue piccole strategie non guastano.

Ai giorni più pesanti ho sempre abbinato un pensiero lieto, un piccolo progetto, un acquisto pure di pochi soldi..."pianificare" insomma per continuare ed andare più spedita.

Un consiglio valido per tutti, anche solo per sbarcare la giornata.

Garantisco l'esito, funziona davvero, fa volare il tempo, e conforta, spero, come quest'ultima carezza della sera.


domenica 3 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.9) (Accogliere con consapevolezza)

Mi piace raccontare con il Cuore, sicuramente guidata dall'Amore. 

Io e quel vago, impercettibile senso di tenera dolcezza, essere grata per ciò che non vedo né tocco ma sicuramente possiedo. Gratificazione che viene dallo stesso agire per accompagnare, per un sorriso ed un volto che riprende colore.

E così quando sento che sto per cedere, quasi con un colpo di reni mi drizzo, e.. si, continuo ad andare, e non solo... mi sento pure fortunata.

Per me, giornate particolari. Mi è stato detto che rientro in un sei per cento a causa di un effetto collaterale. Inizialmente ci sono rimasta, poi... poi ho considerato la condizione di partenza, le parole e il tono, infine la situazione attuale. E sentire che lassù Qualcuno mi ama.

Percĥè è così, dà la forza di accettare ciò che arriva, la consapevolezza che si può uscire di scena in qualsiasi momento e non c'è età.

E mi torna in mente una frase...

- Oggi mangiamoli questi profiteroles perché ci siamo... domani... chissà. 

Lo pensiamo tutti, Noi, tumorati e sopravvissuti per amore di Dio, ma che lo affermasse un ragazzino, questo è sicuramente un insegnamento in più, una marcia in più, tanti motivi in più per me, e così continuare.



sabato 2 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.8) (Tutt'altra musica)

Da un cortile fiorentino, passando per numerose piazze italiane, a quella di San Giovanni a Roma, concerti, concertini, concertoni.

Musica per celebrare la Festa del Lavoro, giornata che ne sottolinea la preziosità.

Non smettere di credere in Te stesso.

Non smettere di credere in ciò che fai o vorresti fare.

Non smettere di credere che possa cambiare.

Perché a volte la sfiducia prende, ma bisogna non farla prevalere.

Periodi brutti ci sono, ma forte di se stesso, ognuno deve crederci. Prima o poi qualcosa cambierà.

All’inizio del ventesimo secolo, nasce una curiosa tradizione, indossare il mughetto sui baveri delle giacche o sulle scollature dei vestiti durante i cortei per celebrare la Festa del Lavoro.

Perché...?

Il mughetto è simbolo di serenità e felicità che


ritorna dopo qualche tribolazione.

Così ancora oggi, il 1° di maggio, per le vie di Parigi, dove si celebra anche la Festa del mughetto, si trovano venditori e venditrici ambulanti che lo offrono in piccoli mazzetti, come regalo per dare il benvenuto alla primavera e alla bella stagione.

venerdì 1 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.7) (Ora... da qui... lontano)

La Vita non è uno scherzo

prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia. 

- Nazim Hikmet -

Ho copiato questi versi su alcuni fogli. Li ho lasciati in giro, in modo da trovarli in ogni dove quando ne avessi bisogno.

Perché sarà che ormai i settant'anni sono suonati da un pezzo, sento di aver raggiunto una nuova consapevolezza.

Mi penso un po' di più, e credo di meritare


più attenzione e cura

Non le chiedo, le cerco in me. 

Perché nessuno può amarti più di te stesso.

Se la strada s'accorcia, è ora d'imparare a guardare lontano.

Gustarsi ogni passo e complimentarsi per il modo in cui è stato fatto, perché sarebbe bastato averlo mosso quel passo, che un tempo pareva scontato se non addirittura indifferente.

E infine, che ogni giorno si concluda riflettendo su ciò che è stato e ciò che è. Con serietà e a mente lucida, perché quel che sarà forse lo sa solo Dio.

giovedì 30 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.6) (Un motivo ci sarà)

"E ricorda: se sei ancora viva, qualcuno ha bisogno di te.

Vivi ogni giorno con dignità


e amore.

Ricorda sempre che la vita è un dono prezioso. Ogni giorno è un'opportunità per fare del bene, per amare e per essere grati. Non perdere mai la speranza e continua a vivere con passione e determinazione"

Parole lette per caso, in un giorno non proprio a caso, oggi infatti ne avevo bisogno, quando un disturbo, un disagio, un dolore per un attimo mi ha messo in crisi.

Ne ho vissute tante di cose, è vero ma sono pur sempre un essere umano con le sue fragilità.

Quando ricordo e ripeto a me stessa tutto questo mi esalto e ridimensiono contemporaneamente. Mi dico... forse esagero, mi monto la testa. Poi succede non proprio a caso, la giornata odierna, e la malattia appare come opportunità di crescita personale,

riscoperta dell'amore per se stessi, voglia di fare per andare oltre.

Perché Noi siamo ben altro. Basta esserne consapevoli.

Per la gioia di poter continuare a condividere tante emozioni belle.

SENZA SOSTA (n.5) (Creatività. Risorsa e Strategia) .

"C'è una fonte della resilienza: è nella tua mente, nei tuoi talenti, nella creatività che porti nella vita. Quando impari ad attingere a questa sorgente, avrai davvero sconfitto ciò che ti vorrebbe perdente".

(cit.)

Una citazione per incominciare.

La Creatività, risorsa e strategia. Quindi per tornare alle parole di cui sopra, consideriamole come conferma? Non proprio, piuttosto riscon2 tro.

La Creatività. Quanto bene fa?

A giudicare da certi esiti, risulta grandiosa terapia di supporto.

Sono sufficienti pochi minuti per cogliere ed apprezzare l'entusiasmo creativo di qualcuno mai incontrato prima. 

Giusy ad esempio, una paziente conosciuta stamattina, prima della malattia creava gioielli poveri con la plastica riciclata, scriveva poesie, durante la pandemia ha imparato ad acconciarsi i capelli da sola. Tintura, meches, taglio e piega. Una creativa a tutto tondo.

L'ho incoraggiata a valorizzare le Sue doti, chè la malattia, parentesi di vita, possa essere un'opportunità per farla sentire un "gradino" in alto.

Sarà un'immediata sintonia che rende se non uguali, simili esseri umani assai speciali.


Lui, lei... tu ed io, parti di un tutt'uno specialissimo.