Oggi ho tanto ascoltato e accolto molti spunti di riflessione tra sorriso e occhi lucidi di pianto.
A volte ho la sensazione solo dopo essere entrata in una stanza, di averlo fatto un po' da spavalda, allora mi ridimensiono vestendomi
di umiltà.
Tono pacato e poche parole sono cose sempre apprezzate, in quel luogo poi pare si cerchi solo questo, perchè di lì a poco non c'è bisogno d'altro. È come conoscersi da sempre.
E Lei che per età è tra i miei due figli, diventa la terza per diritto acquisito, poiché si racconta e lo fa con tale semplcità da far scordare l'intero contesto.
Penso poi a quanto io sia stata fortunata, da un'esperienza estrema, spuntata fuori quale fiore nel deserto.
È tardissimo, ma a scrivere non rinuncio.
Perché scrivere per me è la più efficace medicina.
Mi soffermo a pensare un po' per conto mio a quanta strada ho fatto e quanta ancora ne voglio fare, nonostante il tempo diventi sempre più breve.
Cerco intorno tutte le mie cose, libri e appunti, riviste e dispense... per me tutta la ricchezza che c'è, la certezza di un riscatto dopo la mancata laurea, il completamento di una vita.





