sabato 21 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.65) (Di-versificando)

Tra i miei scritti stasera ho trovato questo scherzo poetico, chè chiamarlo poesia sarebbe troppo pretenzioso.

Risale all'epoca del Covid, tempo sospeso.

Un po' metafora potrebbe essere riferimento anche per una "parentesi di vita", come io definisco il periodo della malattia.

Attraversando la tempesta in un modo o nell'altro si aspetta che spiova...

 TRA LE RIGHE (Estemporanea)

Mi alzo,

mi lavo, 

mi vesto.


Aspettando che spiova.


Mi affaccio alla finestra.

Cucino e stiro.

Penso.


Aspettando che spiova.


Pranzo.

Lavo i piatti.

Respiro e ricordo.



Aspettando che spiova.


Sera.

Guardo le stelle e sospiro.

Chiudo gli occhi.


Aspettando che spiova.


Vorrei essere una formica, un'ape, un lombrico.

Per loro non è mai piovuto.



venerdì 20 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.64) (Donne protagoniste - Donne distorte)

Magnifica serata al Teatro del Fuoco.

Foggia ha omaggiato le Donne protagoniste, ha divertito con il monologo, Donne distorte, di Daniela Baldassarra.

Tra le Donne protagoniste, la piccola pasionaria nativa di Cerignola, Carmela Panico. Iscritta fin da giovanissima al Pci, si distinse nelle lotte per l´emancipazione dei braccianti e soprattutto delle donne.

Interessanti gli interventi delle due docenti e della figlia di Carmela Panico, Tina Pizzolo che ne ha colto l'eredità.

Un "convegno spettacolo" distinto in due parti, tra storia e comicità.

La graffiante satira di Daniela Baldassarra ha divertito e fatto riflettere, prendendo a modello tre donne tipo dalla storia ha delineato caratteri e situazioni sempre attuali.

Cleopatra, definita scaltra e lussuriosa, in realtà si tolse la vita per orgoglio e la ragion di stato. Elisabetta I si votò esclusivamente per il suo popolo, apparendo frigida e mascolina.

Maria Montessori che la Storia vede come antesignana delle donne moderne, intelligente, rivoluzionaria quasi nel proporre il "metodo" a favore dei bambini, tutti anche i meno fortunati. Inoltre sempre in prima linea in difesa dei diritti delle donne, ebbe le sue fragilitá, e fece delle rinunce perchè figura "troppo" per l'epoca.

Donne distorte ma mai del tutto vittime.

Dal monologo di Daniela gli uomini escono con le osse rotte, ovviamente in senso ironico.

Basici, limitati, ma comunque necessari perchè la figura femminile possa risultare di spicco.



Donne e uomini, nella fragilità la loro storia che li fa unici e speciali.

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giovedì 19 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.63) (Con quotidiana compassione)

Pensavo a quanto bene faccia allenarsi alla mente compassionevole.

La pazienza, la flessibilità, la comprensione ringraziano, perchè cambia l'ottica delle cose in genere, e già nel quotidiano se ne riscontrano i benefici.

Un episodio recente.

Sono stata all'ASL per il rinnovo dello 048...

- Signora avete la documentazione richiesta?

E alla mia risposta affermativa...

- Bene. Mentre elaboro riguardo la tessera sanitaria, andate nella stanza di fronte per il timbro sulla certificazione della patologia.

Tutto tranquillo, alcuna fila da fare, mi affaccio sulla soglia della citata stanza.

La persona che doveva esserci non c'era, in un angolo però qualcuno era "presente assente" perchè dormiva. Dormiva nel senso letterale del termine, occhi chiusi e capo reclinato da un lato.

Scusi... lo dico o non lo dico? Lo sveglio o non lo sveglio...?

- Ma insomma, che ci vuole per mettere 'nu timbro?

Stanco di aspettare ha urlato il primo impiegato che alla fine ha svegliato il secondo della stanza di fronte.


Che ci vuole? Bisogna solo avere gli occhi aperti, essere lucidi e presenti.

Ma dopo tutto che fa? Un motivo ci sarà stato e va bene così. 

Comprendere, accettare e sorridere. 

E per un altro anno lo 048 è assicurato.

mercoledì 18 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.62) (Come ala di farfalla)

La sintesi dell'ultimo incontro da preparare e tanti pensieri per la testa.

L'ora di certo non aiuta, e nemmeno gli anni per cui arrivo sempre più stanca a fare ciò che mi piace.

È un limite che inevitabilmente riporta al concetto di fragilità.

La fragilità è l'unica certezza per ogni essere umano, dal giorno in cui viene alla luce, prima inconsapevole e poi sempre più convinto ad arginarla o farne un punto di forza.

Noi siamo al mondo per la Vita, non dobbiamo dimenticarlo mai, per questo cerchiamo di resistere e superare ogni limite.

Intanto da un po' di giorni sono parzialmente funzionante.

Causa... mente poco "collegata".

Sono cose che capitano, basta un niente e la "centrale" va in tilt. E magari fino a poco prima tutto era tranquillo e sotto controllo.

Che pretesa assurda... sentirsi talmente al di sopra di tutto da poter essere in grado di gestire le situazioni e fare sempre centro... senza sbagliare mai, alcuna titubanza o turbamento.

Ed è soprattutto la sera che si evidenziano criticità e debolezze.

Le paure... il futuro immediato e a lungo termine...  

Allungo la mano ogni tanto per sentire il respiro di chi mi è vicino.

Ideale campanella della consapevolezza, respiri profondi, e ritorno in me.

Quando cala la sera, il buio con me ci prova sempre, per fortuna poi, e grazie alla bontà di intenti e alla determinazione, la situazione rientra e si ricomincia, prima timidamente infine con la testardaggine solita.


Ed è notte quando finalmente anche tastiera e spazio bianco si ritrovano.

martedì 17 marzo 2026

FUORI DEL TEMPO (n.61) (Io... mente compassionevole per Me)



Creare una mente compassionevole significa coltivare gentilezza, comprensione e non-giudizio verso se stessi e gli altri, specialmente durante le difficoltà.

Si può cominciare immaginando una "mente compassionevole" pronta ad esserci accanto per aiutarci.

Oppure praticando l'autocompassione con una lettera da... me a Me, da te a Te...

Così poche righe per rimproverarmi e poi farmi coraggio, severa e consolatrice sempre in tempo reale, da quando da sola entro nei miei pensieri, respiro le sofferte pause, cerco di capirmi, e non sempre ci riesco.

Scrivo per questo, rileggere e chissà...

Amica mia... ci risiamo, non è così? 

So come ti senti, non ho bisogno nemmeno di immaginarlo. Sconfitta di nuovo, nonostante i buoni propositi, le certezze acquisite, il sorriso che ora vedi come dall'esterno, prestampato, e che in un attimo si è trasformato in ghigno e poi smorfia di dolore.

Di dolore si tratta... non fisico ma dell'anima, mentre la mente realizza che molto è cambiato.

Il tempo va, hai perso parte degli affetti, dell'ultimo non hai neppure del tutto elaborato.

A volte pare addirittura tu non voglia farlo, forse per conservare qualche giorno di vita in più, abortito nel silenzio.

Ma tant'è, è ora di riprendere il cammino, pure se sei acciaccata e stanca. Pensa a qualcosa di bello, come facesti sedici anni fa, quando guardando la cicatrice sul petto ci vedesti un sorriso, per ricominciare...

lunedì 16 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.60) (Senza filtri)



Avrei potuto fare tutto e riuscire in tutto.

Invece ho fatto solo una parte, cavandomela in parte.

Però ora quella parte di esistenza che resta è la mia vera vita, a lungo cercata ed intuita.

I "filtri" non esistono più, e situazioni, cose e persone appaiono reali così come sono, e non come sembrano.

Trattengo solo i filtri della comprensione e del rispetto, a volte nuda e cruda.
Così alla fine ci si riserva per Chi può capire.
A tale scopo impari a tacere e a lasciar andare quando è il caso.

E pensare che prima perdevo tempo a mettere insieme i cocci. Ora non lo faccio più, in senso metaforico e reale, accantono e ricomincio da zero.

Si diventa minimalisti e selettivi, il superfluo è quasi sempre inutile, si trattiene ciò che rende migliori.
Perchè ciò che è inutile, in realtà non serve.

E vivo giorno per giorno, e non mi serve più di tanto.
Quindi minimalista? No... è che mi innamoro della gente.
E mi rendo conto che tra la gente esisto anch'io, per questo ogni giorno non posso che ringraziare il buon Dio. Augurando possa illuminarmi sempre.
 

domenica 15 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.59) (L' "Incompiuta" al completo)

Sono trascorsi sedici anni da quell'8 Marzo che capovolse credenze e convinzioni, mutò le mie certezze.

Da allora in poi fu un susseguírsi di cambiamenti.

Per cui pensando e ripensando ho trovato una definizione nuova, tutta particolare per la Donna. "A toppe e a colori".

Perché spesso e volentieri è proprio brava a confezionarsi un vestito tutto toppe, anche colorate, più bello e vivace del costume di Arlecchino. 

Non è di lusso, non è da sera, ma fa la sua figura per tutte le occasioni. A volte le pare anche di cogliere qualche sguardo di ammirazione. 

È vero, gli Altri guardano e giudicano solo quello che si lascia vedere.


Quel vestito a toppe e a colori fa pure da maschera, da travestimento quando soffre.

D'altra parte non può andarsene in giro nuda, col Suo dolore in vista, così si adatta concludendo che le sta proprio bene.

Tutto mitigato sotto quelle pezze variopinte, con i sorrisi e l'ironia nasconde ciò che la disturba quando affiora, mka ogni tanto, è inutile nasconderlo, compare pure qualche lacrima... celata agli altri là dove serve e al momento giusto.

Poliedrica e colorata, un po' lunatica ma tanto appassionata... la Donna. Una presenza necessaria.