lunedì 28 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.41) (Il giusto "rinnovarsi")
Non le mancava nulla, eppure nutriva in sè una continua inquietudine, per una carenza che non sapeva spiegare, e per cui le sembrava facesse poco.
Poi la Vita ci mise lo zampino, così si ritrovò in breve tempo quasi a non riconoscersi.
La malattia all'improvviso, la consapevolezza di aver trovatato nonostante tutto la strada per non perdersi.
C"era stato un tempo in cui vedere cocci rotti la destabilizzava.
Allora li rimetteva insieme per ricomporre quello che era stato.
Stupidamente perchè. non avrebbe mai più usato un piatto ricomposto,
Comunque si ostinava e continuava.
Ma arriva un momento, sempre...
in cui bisogna "rinnovarsi",
e la Vita anche se in modo maldestro viene in aiuto.
Si gettano i cocci e si tagliano pure i rami secchi, serve coraggio ma
sarà una svolta per sentirsi diversi.
NOTE SPARSE (n.40) ("... e se ci sono cose che ti rattristano, sappi che hai il potere di cambiarle")
Le cose restano le stesse, ma si può operare sul proprio atteggiamento che porterà ad un nuovo e diverso punto di vista.
La propositività, la Fede sono le strategie giuste per trasformare le "cose tristi" in opportunità di crescita.
Emanuela, giovane donna che non conosce le mezze misure, rigida con se stessa, scopre di avere un tumore al seno e cade nella disperazione, a tal punto che non vuole curarsi, perchè convinta sarà tutto inutile.
Lo comunica alla famiglia, e intanto si lascia andare all'apatia e al pianto.
Una notte però sogna Padre Pio, e per lei è un invito a fidarsi. Ancora riluttante si reca all'ospedale "Casa Sollievo", crede e non crede che qualcosa per lei cambierà. Ha bisogno di un segno tangibile...
Incontra una suora del convento, è la custode di una reliquia del Santo, e senza conoscere la sua storia, gliela porge perchè la metta sul seno.
Emanuela resta senza parole, ed è uno squarcio tra le nubi più nere.
Quell"incontro del tutto casuale la trasforma, lo sguardo diventa sereno, si anima di fiducia e affronta le cure.
Sarà un percorso lungo e non facile, ma è certa non essere mai sola.
Dice... Voi ora mi vedete così, ma ero inflessibile, ligia al dovere. Per me era o bianco o nero, adesso ho compreso che può esserci anche il grigio. E mi perdono perchè consapevole di poterlo fare. Ho Dio dalla mia parte.
Il pensiero giusto al momento giusto? Chissà perché... non dipende da me, nè da te.
Ed Emanuela guarda in alto e sorride.
domenica 27 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.39) (Un pensiero per un sorriso)
Al solito in reparto giornata difficile a causa dei numerosi pazienti, e per me soprattutto intensa di emozioni.
Quando si dice accoglienza, dovremmo Noi accogliere, e a volte siamo accolti in un modo da emozionarci visibilmente.
E così tutto diventa grande responsabilità.
Impegnarsi per contenere ciò che si prova, o solo abbandonarsi ad essere se stessi, senza tante parole e più sguardi che abbracciano, quelli diretti che arrivano come carezze.
Ogni volta si evidenzia quanto sia importante per Chi si sente sospeso, la Nostra presenza, l'ascolto prestato, una mano sulla spalla.
O uno dei miei bigliettini, che ormai vengono richiesti...
- Sai, oggi terminerò tardi, ma al tuo pensierino non rinuncio. Ne hai un altro per me?
Sempre. È la risposta.
E la piccola pergamena viene riposta con cura in una piccola custodia che porta l'immagine di Santa Rita, la santa dei casi impossibili.
I miei fiocchi sono la nota colorata, la spiegazione sperata ed attesa a sciogliere un dubbio del momento, la parola giusta al momento giusto.
C'è Chi li porta sempre con sé, Chi li lascia per casa per trovarli quando occorre, Chi li raccoglie in barattolini e ne fa addobbi per Natale... insomma mai avrei pensato potessero essere tanto "utili".
"Ognuno è nessuno senza qualcuno".
Una frase che spesso mi torna in mente.
Tra occhi lucidi e sorrisi, forse con un po' d'impegno, costanza e ben motivati dall'Amore che non chiede, quel "qualcuno" possiamo esserlo Noi.
Colmando il vuoto in una difficile parentesi della vita.
venerdì 25 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.38) (Se ci abbracciamo...)
L'approccio. L'approccio è importante, e forse da questo dipenderà tutto il resto.
Poi ascoltiamo.
Sorridiamo, e parliamo poco, e se il momento lo richiede le parole saranno scelte con cura.
Seguiamo la logica del Cuore.
Indossiamo il camice che rende riconoscibili per il ruolo ma non gli conferisce ulteriore importanza.
Non è il camice a fare la differenza, ma la capacità di caricarsi ogni volta di un peso per alleggerirne qualcun'altro, cercando di far apparire normalità ciò che normale non è.
Essere accanto... quanta dolcezza.
Non si tratta solo di una mano lieve o un caldo abbraccio. Non si può con tutti, e i motivi sono tanti.
È accarezzare con lo sguardo per dare sicurezza, è sorridere chini su qualcuno, trasformandone i timori in sentimenti.
Le parole di grandi autori come Alda Merini, David Grossman descrivono l'abbraccio come un rifugio emozionante, un bisogno universale e un modo per sentirsi meno soli.
NOTE SPARSE (n.37) (Senza capelli)
Incontro spesso pazienti che condividono la propria esperienza della caduta dei capelli.
Un grande dolore... un trauma, comunque il più delle volte subito elaborato mirando lontano, alla rinascita.
Io ascolto, ricordo accogliendo.
Stamani pure si è parlato di parrucche, amore e vita.
Chi indossa la parrucca per uscire, Chi ce l'ha e non la usa perché si sente mascherata, Chi la porta con assoluta disinvoltura.
È ché siamo tutti diversi, ogni tumore pure lo è, lo sarà anche una qualsiasi reazione.
Occorre prendere ciò che si presenta con leggerezza, tutto passa, anzi mentre vivi sta già passando.
La pensa così anche Lucia, conosciuta
stamattina. Senza capelli ma con uno sguardo dalla profondtà del mare. Bella come il sole.
Due figlie di età diversa, ha saputo raccontare loro la verità in modo adeguato, chè non avessero paura e fossero per lei continuo stimolo per continuare.
Mi torna in mente quello che fu consigliato un giorno per battere sul tempo un'eventuale depressione dopo un evento doloroso.
Fissarsi delle scadenze, fare progetti a breve termine, giorno dopo giorno insomma, per non pensare.
Come se questa vita non avesse mai fine, perché è un dono e poi comunque va per suo conto.
Non si può davvero restare indietro.
La Vita va avanti? Tu... inseguila!
mercoledì 23 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.36) (Diversamente giovani)
Il peso dell''età non è nei capelli bianchi né nelle articolazioni che scricchiolano. È nella testa:
in quello sguardo progressivo che comincia a guardare più indietro che avanti, che conta quello che è finito invece di quello che ancora può succedere.
Noi "diversamente giovani" per non sentirci oppressi dagli anni che vanno via veloci, dobbiamo mantenerci "vivi".
Vivi negli interessi, nei desideri, nei sogni.
Coltivare poi le belle relazioni, fatte di presenza, affetto, sincerità.
Rileggo il mio scritto e penso di rispondere in modo giusto quando a chi mi chiede l'età, rispondo... sedici anni.
Sedici anni dalla rinascita... e da allora in poi un continuo a...
Coltivare interessi, a desiderare
qualcosa di nuovo e diverso da fare, e... a sognare.
E poi ancora... abbracciare ed ascoltare, e scrivere scrivere scrivere... e alleggerirmi l'animo, e tornare praticamente bambina.
Un ghiacciolo arcobaleno in mano per avere la gioia nel cuore... un secchiello e una paletta per costruire un castello abitato dalle fate... un aquilone in cielo per sognare gli Angeli.
Una lunga fiaba da raccontarsi da grandi.
martedì 22 settembre 2026
NOTE SPARSE (n.35) (Post it)
Nulla del tempo, dei nostri giorni va archiviato.
Il bello e il brutto sono da vivere in piena consapevolezza, e da ricordare perchè rappresentano la nostra "storia".
Immagino il susseguirsi dei giorni come una serie di post it in successione, di colore diverso, che riportino gli eventi, esprimano gli stati d'animo.
I miei vorrei fossero "rosa" per i giorni belli, il matrimonio, la nascita dei figli, il giorno dopo aver voltato pagina, la rinascita...
Di colore neutro o assolutamente bianco per la quotidianità, fatta di piccole cose, del piacere di esistere, di certezze apprezzate pur nella precarietà.
E poi verde speranza per i giorni dell'attesa, della progettualità e dell'impegno. Quando la strada passo dopo passo pare non finire mai.
Non so come nè perchè pensare tutto questo mi dà serenità, a quest'ora tarda poi...
Ma ormai lo sapete, le metafore mi piacciono proprio.
Perchè puoi dire delle verità a mezza voce, e fare poesia.
E poi soffrire meno e gioire in pieno.
Persino rifugiarti in un pensiero, perché alla fine il senso vero lo sai solo Tu, e a volte impari pure qualche cosa in più.
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