È il momento giusto. Un'opportunità di cambiamento.
Il Venerdì Santo è il giorno del silenzio, del tornare sui propri passi, della riflessione...
Lasciar correre, giustificare, concedere il beneficio del dubbio... perdonare?
Perdonare non è un gesto di debolezza o di sconfitta, ma un dono di libertà estrema, perché nel perdono risiede la decisione consapevole del ricordare, ma anche del “lasciare andare”, che a sua volta conduce ad una comprensione intima e profonda della possibilità di trasformare il dolore
Io perdono ma non dimentico, ma escludo a priori il rancore e da tutto ricavo un'esperienza. Mi potrà servire in seguito con la stessa persona o con altri, perché le situazioni si ripetono.
La responsabilità è condivisa, gli effetti non proprio, Chi si sente vittima patisce di più.
È capitato, mi sono sentita presa in giro, non considerata a volte mal compresa. Ho litigato e pure trasceso verbalmente, ma poi le responsabilità me le sono prese tutte, giustificando l'altra parte che forse io stessa avevo portato a sbagliare.
Sembra circolo vizioso. Non lo è. Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io perdoni me stessa per aver esagerato ed esasperato una situazione e di conseguenza perdoni anche l'altro.
Perdonarsi è cambiare atteggiamento, modificarlo soprattutto a proprio vantaggio.
In conflitto continuo con volontà e indecisione, tra amore e rancore rendiamo la nostra vita un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.
Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, il Perdono è ciò che serve a rendere la vita meno difficile.





