giovedì 18 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.51) (Fiore di cactus)

 Bisogna colorare le giornate, sempre anche quando sembrano scontate, pure se la stagione incalza e la stanchezza non risparmia.

Occorre mettersi in gioco nelle difficoltà, per superarsi ogni volta e provare un colore diverso.

Non è facile per niente, però si può, perché la vita è fatta di sfide continue e farsi vittima ogni volta è assolutamente deleterio.

Protagonisti. Siamo nati per esserlo dall'inizio alla fine.

Avete mai fatto caso a quanto sono belli i fiori di certe piante grasse?

Sono fiori più belli di tanti altri, perché imprevedibili spuntando all'improvviso tra le spine, e duraturi non si sa come, visto che necessitano di poche cure. 

Fiori senza profumo perché lo si possa immaginare e diventare così il fiore di ognuno.

E poi pensare di essere unici come quei fiori con la responsabilità forte di resistere oltre le spine, magari con la sola luce che attraversa il vetro di una finestra.

Sentirsi tra spine e dolori, a tratti pure inariditi perché basta quel che serve, eppure per quel poco ogni tanto nasce un fiore. 

Merito e lode per Colui che tutto può e vuole.


Metafora di una giornata vissuta come un fiore di cactus, con la fretta di arrivare a sera per tornare a me stessa, ringraziando comunque e sempre il buon Dio.


mercoledì 17 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.50) (Un gusto sempre nuovo)

Oggi è stato davvero caldo, molto caldo e con queste temperature ovviamente si ha poca voglia di stare ai fornelli e l'appetito vien meno. Allora per questa calda domenica tanto per cominciare, ho preparato una buona insalata di pasta, patate, speck e 

Di certo vi chiederete che posto o ruolo occupa sulla tavola un "connubio" del genere.

È un secondo o contorno o frutta o companatico?

Posso solo rispondere che non lo so. È stata una scoperta, mi piace e mi appaga.

L'ho scoperto ma solo come gusto, già mia madre negli ultimi mesi di vita aveva preso a mangiare solo questo... pane e insalata. Quando le portavano pranzo e cena in ospedale, prendeva il panino, apriva la vaschetta dell'insalata... e poi ci pensava da sola a preparare il tutto e gustarselo a gran morsi. 

Solo quello... pane e insalata.

E a noi che la guardavamo stupiti, raccontava che era una sua antica passione... quando da bambina insieme con la mamma e i nonni, da sfollati preparavano il pane in casa e poi raccoglievano l'insalata nell'orto, e spesso il loro pranzo era tutto lì. Tranne quando il pane diventava duro come pietra, e allora si faceva il "pancotto con le verdure", erbette, cicoria, rucola sempre dello stesso campicello.

La mia mamma aveva l'arte del narrare... anche le storie più difficili e tristi diventavano favole e novelle, a volte dei veri e propri romanzi brevi.

Lei ricordava tutto e tutti, e amava condividere quelle esperienze passate, vissute con la semplicità che rasserena. 

Mancava il superfluo, ma non era un problema... ne cercava il piacere in ciò che aveva... e così disponeva del necessario e un po' di più.


C'era sempre qualcosa da imparare e ritenere in ciò che raccontava. Se ne sentiva il profumo e il calore, persino il sapore.

Come per me, il gusto che fu suo... di pane e insalata.

lunedì 15 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.49) (Tutto e il suo contrario)

E pure stasera tra le tante cose pensavo...

Al mio lavoro quotidiano, a quante volte accuso fatica pur essendo grata di questi anni in più concessi. Ne gusto ogni momento, è vero, però a volte perdo fiducia perché penso di non farcela.

Così anche questa giornata è andata, a casa nostra è stata di festa e in più ufficialmente abbiamo dato inizio alle ricorrenze che ci riguardano, tutte in estate.

Ora i gattini dormono, ognuno al proprio posto mai uguale, da loro scelto ogni sera.

Penso alla mia cagnolina che non c'è più. Sono trascorsi quattro mesi, sembra ieri e a tratti pare da tanto. Ci penso perchè oggi ho trovato un suo giocattolo che credevo perso, e poi ci sono 

Da adattare al filo conduttore di questa giornata che nasce come festa e si conclude con riflessione profonda su "Tutto e il suo contrario".


Tutto e il suo contrario appunto, ma per Te, per me, per Noi, mai una tragedia.

SENZA SOSTA (n.48) (Tra i giovani io... diversamente giovane)


Al convegno di oncologia ieri erano presenti tanti giovani. Le specializzande,  i medici, gli infermieri... li osservavo ammirata, quasi orgogliosa, come fossi la mamma un po' di tutti. In loro vedevo proiettato il mio futuro e mi sentivo giovane anch'io. Viva.

È che pensi troppo... mi son detta... ami fantasticare... diciamo pure. Però così non ho mai la sensazione che gli anni mi precipitino addosso.

C'è un unico modo per sentirsi giovani sempre e a lungo. Restare vivi.

Il cervello è l'unico organo che in assenza di patologie è capace di rigenerarsi, nonostante l'avanzare degli anni.

Occorre allenamento, curiosità vivace e coltivare molti interessi.

Aggiungere qualità ai giorni e non solo giorni alla vita.

Lo diceva Rita Levi Montalcini, bell'esempio di lunga vita ben vissuta.


In un certo senso è ciò che sostengo quando riferisco del "mio spazio azzurro".

Arredato sempre in modo diverso, secondo lo stato d'animo del momento, solo per far stare bene, ché se stanno bene gli altri, starò bene anch'io.

domenica 14 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.47) (Innovazione ed Umanità)

 Grande partecipazione al convegno odierno, “Il setting perioperatorio come modello di multidisciplinarietà nell’Oncologia Moderna”.

Temi trattati...

 Strategie neoadiuvanti e adiuvanti sempre più personalizzate, impiego di biomarcatori predittivi, tutto possibile grazie ad un modello multidisciplinare sempre più strutturato, di cui il setting perioperatorio rappresenta un esempio concreto.

 Questo evento è stato anche l’occasione per celebrare il 5° anniversario dalla nascita dell’Unità Operativa di Oncologia Medica e Terapia Biomolecolare Universitaria.

Cinque anni dl lavoro di squadra al servizio dei pazienti e dello loro famiglie.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Patrizia e Rocco che, attraverso il racconto della propria esperienza, alleggerito da momenti di autoironia, hanno ricordato il valore umano della cura e come dietro ogni innovazione terapeutica vi siano persone, storie e traguardi raggiunti insieme.

Accanto alle cure, l'operato delle associazioni di volontariato che offrono supporto quotidiano ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

AGATA, ANDOS, GAMA, LILT tramite la voce di chi le rappresenta, hanno ancora una volta sottolineato un messaggio fondamentale... non dover sentirsi mai soli durante un percorso si difficile ma oggi sempre più possibile, grazie alla ricerca, a nuovi farmaci mirati meno tossici, e a speranze concrete rese possibili da terapie integrate.

Un paziente oncologico non è da considerare un "prodotto a scadenza", una cavia da sperimentazione, bensì una persona, fragile con le sue paure, da aiutare facendo emergere le sue proprie risorse. Fiduciosa, determinata, che viva il "qui e ora" in modo collaborativo e generoso.

“Se mi occupo, non mi preoccupo!”, un messaggio condivisibile sempre. Perchè c'è la malattia ma anche la quotidianità che diventa ancora più preziosa a vantaggio di una profonda e rinnovata conoscenza di se stessi.



venerdì 12 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.46) (E poi...?)

Vedrei bene questo come titolo ai miei pensieri odierni a conclusione di un convegno senza politici nè "belle parole" con l'intento esclusivo di prender tempo ed intanto... campa cavallo che l'erba cresce.

Protagoniste e partecipanti invece le associazioni del Comitato Consultivo Misto del Policlinico Riuniti di Foggia e dell’ASL Foggia, cittadini, operatori sanitari, volontari. 

Titolo dell'evento:

“Sanità in Capitanata”

Che dire? È stata un’importante occasione di confronto per discutere insieme delle sfide che interessano il nostro sistema sanitario territoriale in Puglia.

Non solo segnalazione di criticità e problemi, ma partecipazione attiva con proposte maturate dall' esperienza quotidiana accanto ai cittadini, ai pazienti e alle loro famiglie.

In un momento particolarmente delicato, che vede la messa a rischio di convinzioni e risorse per i malati e per le famiglie è fondamentale costruire un dialogo aperto tra istituzioni, professionisti, associazioni e comunità.

L’obiettivo è contribuire alla realizzazione di una sanità più efficiente, più accessibile e soprattutto più vicina ai cittadini.

Nel programma vari interventi sulla condizione dei pazienti oncologici, il ruolo delle associazioni, la Medicina territoriale.

Come siamo messi nel Nostro territorio?

Sono indispensabili informazione e consapevolezza per poter fare meglio e di più. 

E anche se sono notizie, consigli, parole che si ripetono nel tempo, vale la pena farne tesoro.

Perché?

Conoscere, sapere, informarsi serve pure a ridimensionare i problemi. Ad avere meno paura, ad essere sempre più propositivi.

Le malattie sono purtroppo una realtà, percorsi anomali paralleli alla normalità, che vanno affrontati il più possibile come fossero normali.

Alcuna vergogna, nessun timore a parlarne, sono i primi passi della cura.

Ritrovarsi "insieme" alla fine fa sentire anche meno soli.


Una nota di merito va al nostro segretario Nicola che con la Sua relazione ha rappresentato il GAMA in maniera egregia e professionale.

Grazie a lui e agli altri soci volontari che hanno partecipato.

SENZA SOSTA (n.45) (Cultura è...)

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino.

- Albert Camus - 

Curiosi di tale esordio?

Un motivo c'è. 

La Cultura apre al mondo, avvicina le persone, ne permette le relazioni. 

Non necessita di titoli. Ho conosciuto persone ferme alla scuola elementare ma curiose e desiderose di sapere sempre di più.

Pronte al confronto e allo scambio. Generose quanto mai.

E poi ci sono quelli "titolati" (si fa per dire) che esulano dalla loro competenza e si cimentano con pane non idoneo ai propri denti. Non comunicano nè insegnano. Disturbano.

Un' anziana paziente. Intuisci subito essere stata un'insegnante, ma di quelle umili e brave, sia pure autorevole, 78 anni e non mostrarli.

Perché la Cultura ha pure questa capacità, mantenere giovani. 

- La Scuola, la Cultura migliorano l'uomo... 

Lo sa bene Lei, che con un libro tra le mani, ne rivive il titolo. "In sogno ero in Paradiso",

e sceglie come vivere ogni giorno l' "anomalo" e non aver paura.


Eh già... non solo la Classe non è acqua.