giugno

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venerdì 11 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.53) (Il risultato desiderato)

 

Qualche giorno fa ho già parlato della mia partecipazione agli incontri di IMMAGINAZIONE GUIDATA, secondo il metodo Simonton anticancro, bene... li trovo illuminanti.
Lo schema base di meditazione è sempre uguale, interessanti sono le condivisioni e i quesiti che vengono posti, incluse le curiosità.
Tranquillità, serenità, senso di pace... qualcuno persino si commuove fino alle lacrime.
È normale, afferma Cornelia Kaspar, sono lacrime negate nel passato, che tornano a liberare da un peso.
C'è pure Chi si addormenta. Non importa, la meditazione vale ugualmente perché intanto il subconscio lavora, e magari quel sonno improvviso può essere interpretato come un bisogno di ore in più da dedicare al riposo notturno.
Personalmente mi sento a volte cullata come da un leggero movimento di piccole onde declinanti a riva, altre... come stasera ad esempio... così leggera da avvertire corpo, mente e animo separati.
E poi deciso il desiderio di permanenza in quella condizione. Vero benessere.
Alle meditazioni partecipano malati di cancro in terapia, in remissione di malattia, "guariti", e caregiver. A tutti viene ripetuto ogni volta e più volte di sorridere a se stessi e pensare costantemente al "risultato desiderato".
Non importa quanto io sia malato, "posso farcela". E serenamente affronterò ciò che la situazione prospetta.
È speranza non illusione, e mai potrebbe essere disillusa.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

giovedì 10 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.52) (Cambiamento in corso. Che cosa imparo?)


Oggi ho partecipato ad un nuovo incontro di IMMAGINAZIONE GUIDATA.
Consueta meditazione e condivisione di esperienze.
Che cosa succede quattro anni prima della diagnosi di tumore?
Un trauma, un lutto, una delusione...
Cercare una risposta, alla fine trovarla non è voler rivivere quel momento significativo, ma scoprire come si reagisce ad un evento non felice, ed eventualmente correggerlo.
Qual è l'espressione che meglio sostituisce la domanda frequente... "Perché proprio a me?"
Non sarà il suo contrario bensì... "Che cosa da questo posso ora imparare"?
E volendo tutto questo contestualizzare...
Torneremo ad una normalità diversa, e non è una contraddizione.
La recente esperienza riguardante l'evento globale ha portato ad ognuno molteplici emozioni e stati d'animo altalenanti, però...
Le emozioni sgradevoli vanno superate traendone insegnamento, esaminando le credenze, valutando fino a che punto sono vere. Cercando risposte anche approssimative che vadano bene al momento ristabilendo quiete ed equilibrio.
Ho paura... perché?
Credevo non sarebbe mai capitato una cosa del genere
Temo per il futuro, adesso.
Passerà qualche tempo, la situazione più o meno si normalizzerà e avrò meno paura... perché?
Perché comunque ascolto... piango e rido... parlo, urlo, amo.
Posso ancora tutto questo.
Ci sono e... vivo. E continuerò, assecondando dolcemente ciò che sarà, e imparando.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "TIME FOR CHANGE"

mercoledì 9 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.51) ( E cambiamento sia...)


Al termine di questo penultimo incontro, sono tornata a casa con un gran senso di pacatezza, cosa che mi mancava da un po', pure se all'esterno non pare.
È per il senso di precarietà, e il sentirmi "esposta ai quattro venti", più fragile e vulnerabile.
La consapevolezza che nulla potrà essere come prima della pandemia, semplicemente perché tra il "prima" e il "dopo" c'è di mezzo un "evento globale".
Ed è perciò il Cambiamento.
Quando ad un certo punto si crea il caos per forza di cose si deve cambiare.
Non fosse altro che per mettere "ordine" e ricominciare, ma intanto per il momento si è a posto.
Si rimira poi l'effetto finale... l'"inutile" è stato eliminato, rimane
l' "essenziale", risultato... una gran "leggerezza", senza più "zavorre".
Impegnarsi a conservarla tale gradualmente porta a cambiare, perché cambiare si deve quando è il tempo.
"Ordine", sapienti scelte... e alcuna fretta.
Meditazione sui pensieri, la mente vaga ma difficile non è ritornare alla consapevolezza se riporteremo l'attenzione al respiro, al corpo che respira, ai suoni e ai profumi intorno.
Al "Qui e Ora" non in modo giudicante e senza pensieri riguardo il futuro.
Proposto un esercizio di gruppo:
Scrivere ognuno tre parole ricollegabili al Cambiamento.
Nell'ambito del gruppo condividere "che cosa si vuol lasciare, mantenere ed acquisire" al fine di agevolare il Cambiamento.
Incontro quindi a tutta condivisione, come sempre assai proficuo, partecipazione attiva e conclusione in "dolcezza".
Potrebbe essere un'immagine raffigurante dessert e spazio al chiuso

martedì 8 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.50) (Ma ne vale la pena?)


Ne vale la pena si, perché forse non sarei qui a ripetere più o meno le stesse cose quasi tutte le sere, come fosse una nenia o ancor di più un mantra benefico.
Vale la pena per me che scrivo e per Chi legge, che forse per affezione un po' ci riflette e poi si convince... dai si, non molto però ha ragione.
Ma Chi ce lo fa fare?
È la consapevolezza di essere al momento in piedi, considerarsi privilegiati e avvertire il diritto/dovere di tendere la mano a Chi è debole in quello stesso momento. Esistiamo ma non solo per Noi stessi, tanta energia altrimenti andrebbe sprecata.
La Vita non è cosa semplice... questo si sa, però dal momento che si è, si deve essere.
Non restare chiusi in se stessi, non rendersi vittime del proprio egoismo badando solo a ciò che dà parziale soddisfazione, parziale perchè alla fine non dura a lungo.
Relazionarsi con Chi è vicino, ora a distanza pure con le parole, saperlo fare senza lederne mai la libertà e la riservatezza.
Chissà quanti sono all'altezza di questo... una risposta certa non c'è, bisogna comunque tentare.
Perché davvero ne vale la pena "il gran tuffo nell'ignoto" osare, e pur col tempo tiranno essere presente quel poco, quel tanto tutto sommato col niente.
"A volte è solo grazie al buio che si possono scorgere quei riflessi di Vita che vale la pena vivere ma che alla luce del sole ci sembrano insignificanti"
(cit.)
Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero

lunedì 7 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.49) (Sensibilità... che grande responsabilità)


Il mondo va come va, oggi poi mancava giusto una pandemia per capovolgere ogni cosa.
I menefreghisti, a loro dire, sono gli "ex sensibili" costretti a cambiare per salute.
I lamentosi, rispettosi del distanziamento spazio temporale ad oltranza, solo di recente si sono scoperti... "di un sensibile..." che come loro nessuno mai.
Di certo della sensibilità si tiene poco conto, tirandola in ballo solo se necessaria a giustificare.
Addirittura a volte la si considera persino limitante, a seconda della situazione e del contesto.
Poi un giorno si scopre tutto un mondo a sé, quello delle Persone sensibili, che sono pure attente, curano i modi e le parole, perché spesso fragili e sempre vulnerabili, non vogliono ferire.
Peccato che per Loro non sia riservata uguale premura.
Tra l'altro Chi è sensibile è pure mite, e sai quante se ne prende, ne accusa e non risponde?
Ma a che serve allora essere miti? Certe volte è così faticoso anche solo essere compresi...
Perché ad alcuni conviene tener su l'equivoco.
Sensibili e miti? È solo debolezza!
E la sensibilità invece è "dono" custodito nell'animo e non si ostenta, anche se a causa sua a volte si soffre, e pure tanto.
A qualcuno fu detto in tempi non sospetti...
Sei troppo sensibile... e quando raggiunse l'età della consapevolezza, si convinse che la sensibilità fosse un limite. Una carenza, un difetto.
Beh, un difetto proprio no, forse non riusciva a gestirla, in modo che fosse pure grande risorsa.
Il vissuto poi fece da maestro, e in parte imparò ma per il resto continuò come la timida chiocciola che striscia piano, è lenta e silenziosa, poi avverte l'ostacolo e si ritira nel suo guscio dove trova rifugio e protezione.
Potrebbe essere un'immagine stile anime

domenica 6 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.48) (Comunicazioni di speranza)


Si sa, ciò che è bene fa poco notizia, così ad essere subito notato e divulgato è il fatto ingiusto, quasi si andasse alla ricerca del lato peggiore dell'uomo, per poi sentirsi "disperati".
Io al contrario mi considero una privilegiata, ma non per mio merito specifico, infatti sono nata così, un po' "difettata" secondo qualcuno.
Adesso poi sono "peggiorata" in meglio, anche se più consapevole per riservarmi un margine di sicurezza dalle delusioni.
Sono un'ottimista verso il prossimo, il peggio nell'Altro lo vedo raramente e malvolentieri, e quando non posso proprio farne a meno, ne traggo insegnamento.
Così disperata non sono mai.
Ieri con mio marito eravamo in fila in farmacia. Undici numeri prima di Noi.
Eravamo lì da poco, quando una ragazza, distaccatasi dagli Altri, ci ha consegnato un biglietto che scontava cinque posti. E poi si è messa accanto.
Hai visto...? Perché l'avrà fatto? Possibile ci siano persone così?
A meravigliarsi era mio marito, io affatto.
Perché guardando la ragazza avevo notato nei Suoi occhi la stessa gratitudine che mostrava il Nostro sguardo.
Qualcosa di buono, o per il bene rende grato Chi lo riceve ma pure Chi lo fa.
Non è poi così raro constatarlo, Noi del GAMA lo sappiamo di certo, e ne abbiamo conferma ogni volta che cerchiamo lo "stare accanto" per donare un sorriso e la speranza.
Speranza nel futuro e fiducia nell'amore incondizionato, come dire in pratica la stessa cosa.
Perché se diffidi sempre di Chi ti capita vicino e sei costretto a sbirciare da ogni lato, come farai a guardare avanti?
Potrebbe essere un cartone

MI RILEGGO... (n.47) (Entusiasmo... una forza da ritrovare)


Non è cosa nuova per me, succede spesso.
Quando mi sento non troppo... up, qualcosa arriva dalle "alte sfere", quelle altissime davvero, tanto per intenderci, e motivazione torna e forza si ravviva.
Un lungo periodo fatto di isolamento e distanze inevitabilmente lascia tracce importanti, al punto che a tratti si ha la sensazione che niente tornerà come prima, anzi "quel prima" pare non sia mai esistito.
Ma poi... arrivano due messaggi così...
"Buongiorno Maria Carissima! Ieri , quando sono andata al cimitero, ripensavo alle risate di M. quando venivi nella stanza dove faceva la chemio e ci sollevavi con delle battute.
Ma si parlava anche di argomenti seri e noi tornavamo a casa ricaricati".
"Ma il gama non rientra più?
Il reparto è in coma.
Una grande corsa al tempo"
Che dire...? C'è bisogno di Noi, è evidente.
Non siamo medici, né infermieri e nemmeno psicologi, ma "briciole" di un universo normale che manca a Chi si trova a vivere una "normalità fuori dall'ordinario".
Quindi da parte Nostra è tempo ormai di ritrovare l'antica gioia profonda, un guizzo d'entusiasmo... quello quando ci si sente parte di "un tutto", e ciò che appartiene ad uno solo diventa pure tuo.
Chiudo gli occhi e nel pensiero mi guardo intorno, e ci vedo la poesia della Vita, che non appartiene a me sola pur essendone una piccola parte, unica e da sola.
E la Vita non è solo questa, e se siamo "uno di un tutto", ci saranno altri momenti, stati d'animo sempre diversi. Opposti. Ansia... incertezza... timore di sbagliare...
Poi respiro profondo ed espiro lentamente, e spero vada tutto bene.
Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante attività all'aperto