La sintesi dell'ultimo incontro da preparare e tanti pensieri per la testa.
L'ora di certo non aiuta, e nemmeno gli anni per cui arrivo sempre più stanca a fare ciò che mi piace.
È un limite che inevitabilmente riporta al concetto di fragilità.
La fragilità è l'unica certezza per ogni essere umano, dal giorno in cui viene alla luce, prima inconsapevole e poi sempre più convinto ad arginarla o farne un punto di forza.
Noi siamo al mondo per la Vita, non dobbiamo dimenticarlo mai, per questo cerchiamo di resistere e superare ogni limite.
Intanto da un po' di giorni sono parzialmente funzionante.
Causa... mente poco "collegata".
Sono cose che capitano, basta un niente e la "centrale" va in tilt. E magari fino a poco prima tutto era tranquillo e sotto controllo.
Che pretesa assurda... sentirsi talmente al di sopra di tutto da poter essere in grado di gestire le situazioni e fare sempre centro... senza sbagliare mai, alcuna titubanza o turbamento.
Ed è soprattutto la sera che si evidenziano criticità e debolezze.
Le paure... il futuro immediato e a lungo termine...
Allungo la mano ogni tanto per sentire il respiro di chi mi è vicino.
Ideale campanella della consapevolezza, respiri profondi, e ritorno in me.
Quando cala la sera, il buio con me ci prova sempre, per fortuna poi, e grazie alla bontà di intenti e alla determinazione, la situazione rientra e si ricomincia, prima timidamente infine con la testardaggine solita.
Ed è notte quando finalmente anche tastiera e spazio bianco si ritrovano.






