mercoledì 3 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.38) (Seriamente con leggerezza)

Affrontare l'esistenza con leggerezza, che non vuol dire superficialità, è il primo comandamento per la sopravvivenza in genere. Ma tra il dire e il fare a volte c'è l'oceano, e così può risultare difficile vivere come natura richiede e Dio vuole, perché mai vorrebbe diversamente.

Potrei più o meno farmi interprete dell'esperienze altrui, ma ognuno le vive in modo personalissimo anche se un denominatore comune c'è.

È quell'ansia del futuro che sembra minacciato e a sicura scadenza.

Una sorta di inquietudine, ansia di arrivare,

e poi crederlo davvero,

e mentre ci sei...

vedere tutto più lontano.

Ma si deve vivere perché ci è stato dato, ed è necessario che passo dopo passo lo si faccia come meglio si può.


Con gli anni qualche imprevisto e acciacco in più, ma resistere è importante. 

Stare bene, tutto qui.

lunedì 1 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.37) (Dedicato a... Paola)

Giorni difficili questi, inutile dire il perché, semplicemente non si fa mai l'abitudine e si piange all'improvviso senza accorgersene o si inveisce contro il mondo intero che neppure c'entra. 

Io appartengo alla prima categoria. Così a Cuore stretto, stasera come quasi ogni sera, sono scese le lacrime, del tutto indipendenti dal pensiero. 

Sai che non ricordo il colore dei Tuoi occhi, ma voglio che Tu sappia che con lo sguardo mi scavasti dentro per farne una nicchia e riposarci per sempre. E così ti porterò per sempre, perché persone come Te non possono essere lasciate a casa.

Dopo cena stasera in cucina da sola, televisore spento, pensieri in successione. Silenzio assoluto.

Mi piace il silenzio. Mi pare averlo già detto, però davvero è per me la medicina giusta, la replica ad un rimprovero, la pausa per risolvere un problema.

Esternazione che non c'entra niente con la Tua perdita, ma in pochi mesi avevi imparato a conoscermi, a volte un po' sopra le righe ma sempre a fin di bene.

E anch'io avevo imparato a cogliere i tuoi timori dietro ogni sorriso e ad apprezzare le speranze ravvivate dall'entusiasmo.

Eri così giovane...


Comunque ora che il giorno è al termine, meglio che sia il silenzio a supportarmi... o a sopportarmi? Questione di punti di vista, e del resto in un modo o nell'altro dovrò superare anche questa.

SENZA SOSTA (n.36) (Risolvere i problemi?)

Ad ogni problena la soluzione, problemi ne abbiamo tutti, e di certo non ce ne sarà una che farà da passepartout.

Quando succede qualcosa di imprevedibile e spiacevole (problema) non ci si può nascondere né rifiutare di andare avanti, si deve assecondare con la giusta modalità.

La fede, le passioni (possibili soluzioni) serviranno a ritrovarsi e dare concretezza alla speranza.

Esempio personale...

Con la malattia presi a scrivere ogni giorno.

La scrittura (piano per la risoluzione del problema emotivo o strategia) da sempre il mio pallino, anche se non mi dedicavo con continuità. L'adottai per contrastare l'evento inaspettato.

Avevo bisogno di farmi forza, assicurarmi che fossi viva tutti i giorni (motivazione), e per me in quel momento era l'unico modo.

Scrivevo di notte e mi rileggevo al mattino, a volte mi riconoscevo, altre volte no, allora prendevo le distanze (azione opposta alla paura e alla tristezza).

Testi sofferti in cui si alternava

un periodare lungo a frasi brevi, quasi troncate all'improvviso. E poi... quanti puntini di sospensione...

Oggi rileggo e pare tutto così strano e lontano. Ma poiché le emozioni restano come marchi a fuoco, riconosco le lacrime che smorzavano le parole, e le pause celate dal pensiero sospeso (verifica). Erano i momenti in cui cercavo con fatica la speranza, credendo averla persa definitivamente.

Perché la Speranza c'è, è in ognuno, magari sotto mentite spoglie. Bisogna tenacemente esserne convinti e non abbandonerà.

domenica 31 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.35) (Opportunità unica da interpretare)

Ci si rivede dopo tanto e non si può fare a meno di raccontarsi.

Chi vive la malattia, la supera ma se la porterà sempre almeno tra i ricordi più importanti.

Perchè...

La storia non è finita.

Perché una "parentesi" di vita non si conclude con un calo di sipario, si ricordano le battute, gli interpreti... i momenti significativi, e poi c'è il "dietro le quinte" con tanto lavoro e fatica perché di seguito possa venirne una "rappresentazione" migliore della vita che continua.

Pensavo a quei particolari all'improvviso diversi, perché guardati con gli occhi del "poi" e intesi con l'Intelligenza del Cuore.

E accade quando è trascorso il tempo giusto, e di un'esperienza estrema rimane la parte migliore, quello che si è imparato. Dopo aver gettato alle ortiche la rabbia e il nervosismo, l'ansia e il nodo alla gola in stato permanente, le lacrime e i silenzi.


Due aspetti della Malattia. Un atto unico da interpretare come protagonista e una grande opportunità.

sabato 30 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.34) (Dal timbro della voce al sorriso che spacca)

È un attimo, se si è affini lo si comprende subito, da poche parole e anche no, pure solo dallo sguardo, o magari dal timbro della voce, e di rimando da un sorriso che spacca.

Nasce così la sintonia, quando si hanno le stesse note dentro.

E anche nella fragilità ci si scoprirà tanto preziosi per ricchezza interiore e risorse condivisibili.

Gli animi in sintonia procedono così, fragili e preziosi. Si vengono incontro e poi si mettono l'uno a fianco dell'altro, e in silenzio condividono un tratto di strada, che si spera porti al sicuro.

Gli animi in sintonia si scambiano affettuosità senza nemmeno sfiorarsi, sguardi d'intesa e complicità come di Chi unisce forze e risorse.

E c'è racconto di vissuto, dono di consigli e luogo e contesto  assumono un aspetto diverso.


Ci sono storie che hanno dell'incredibile, pura poesia come nelle favole dalla trama ben  congegnata.

Due sorelle dal cognome diverso capitate nello stesso paese, un fratello lontano che si ritrovano quasi per caso e per volere di Dio.

Ognuno con la propria vita, ma grati di esserci e poter raccontarsi a chi desidera ascoltare e sa comprendere.

venerdì 29 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.33) (Della giusta modalità)

Sai una cosa?

No. Che cosa?

Mi aveva interrotto mentre parlavo e incuriosita presi a fissarla attentamente.

Sai un cosa? Sei teatrale.

Poi notando la mia espressione perplessa malcelata da un sorriso tirato...

Hai i tempi teatrali. Racconti così bene. Pause giuste e ripresa azzeccata.

Lusingata, mi convinsi a tal punto che presi a piacermi ancora di più, sempre però con l'intento di essere d'aiuto.

E una volta...

Racconta... mi diceva Lei con gli occhi lucidi, e la Sua mamma accanto... si, continua, racconti così bene.

Erano commosse entrambe per quella che sembrava una fiaba dall'inizio triste, una vicenda lunga e un lieto fine, visto che ero lì, in quel momento a raccontare. 


Pian piano da sfiduciate furono più serene, presero forza dalle parole, la mia esperienza condivisa diventò premessa per una nuova pagina di un'altra storia.

Non so perché mi è tornato questo ricordo affatto recente, forse perché mi affascina l'idea delle storie nella storia, perché ne scrivo tante tutte vere che s'incontrano e s'intrecciano con la mia a tessere come una tela di varia umanità.

giovedì 28 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.32) (Incondizionatamente...)

Chi mi conosce lo sa. Non amo ostentare, ma ferme come fossero protagoniste di un unico scatto, porto nel Cuore le persone che incontro.

È un grande Amore.

Tenero, delicato, a tratti percepito appena.

Per questo non devo ma posso averne pudore.


E gratitudine grande viene se qualcuno di loro dopo anni chiede di me.

Significa che qualcosa ho lasciato, e un pezzo di eternità a me con il ricordo è donato.