mercoledì 9 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.24) (Semplice benessere)

Amo gli animali, li rispetto, ne riconosco le qualità. Sono compagnia, affetto, ed anche "cura". Tenera medicina nei giorni difficili. Osservare gli animali, seguirli nella loro quotidianità, parallela alla nostra, pone il nostro sentire sul loro stesso piano... immutabile, per cui conviene assecondare il lento o veloce fluire della vita, annessi e connessi. Con tranquillità. Finchè va. Dovremmo tutti prendere esempio dagli animali. Da loro impariamo la gratitudine in semplicità. Senza tanti ragionamenti né calcoli, essere grati per "affetto incondizionato", va bene anche per istinto. Se ci comportassimo come gli animali molte cose migliorerebbero. Di questa cosa sono fortemente convinta tant'è che nella mia vita da sempre cani, e da tre anni pure gatti. Trovati in una cassetta davanti al nostro garage, sono entrati ufficialmente in famiglia. Sei gatti danno un gran da fare tale da non poter pensare, o meglio... penso quel che serve, a loro, a Noi, al tempo che va senza rimpianti.

martedì 8 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.23) ("Si dice che la vecchiaia sia l'età del tramonto. Ma ci sono tramonti che tutti si fermano a guardare")

Che bella citazione. Me la sento addosso come un abito su misura, non è che io mi senta vecchia, anzi... Mi vedo insomma come il tramonto di una giornata con qualche nuvola ma con il sole che ha resistito, e vuole recuperare minuti, e per questo stenta a calare oltre l'orizzonte. Ultimamente per me va così, il tempo avanti ed io dietro, a rincorrerlo senza mai raggiungerlo. Pazienza, meglio non darci peso, anche perché pure domani, domenica, e i giorni appresso poco cambierà. Al tempo si attribuiscono difetti, è tiranno, impietoso, bisogna però riconoscergli anche la generosità del dono. Se pazientemente si lascia fare a lui, va tutto bene. A me ad esempio si concede un po' permettendomi di scrivere. Si, scrivere, a scrivere io non rinuncio. A tarda sera quando è silenzio dentro e intorno. Scrivere fa assai bene. È terapia. Scrivere significa riconoscere le proprie emozioni e governarle. Con la scrittura si può urlare in silenzio, e fare arrivare la propria voce dove mai si penserebbe. Ed elaborare, e mettere fuori dolore e rabbia moderata, e far riflettere... Il mio tempo è sempre tiranno, ma mi rende felice anche solo poter scrivere poche righe... ... e magari un giorno lontano, anzi lontanissimo quando mancherò, qualcuno tornerà a far visita a queste mie stanze nascoste ma vissute sempre col Cuore.

domenica 6 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.22) (Abbracciamoci...)

È al compleanno che si ricevono auguri e soprattutto abbracci. Finalmente. Pensare che tanto sono mancati durante la pandemia... Gli abbracci delle persone che hanno imparato a conoscerti e ti vogliono bene, restituiscono l'energia persa e danno motivazione a continuare. Gli abbracci forti e stretti non possono non essere sentiti, compiono una sorta di piccolo miracolo, raggiungono l'obiettivo di far stare bene, così come sostengono psicologi e coach. Ricambiati tutti con altrettanta sincerità, è mutuo scambio, è supporto e dimostrazione d'affetto. Abbracciare, accarezzare e dimostrare affetto, può essere appagante, a tutto vantaggio dell' autostima. Mutuo aiuto anche in questo. L'abbraccio potrebbe definirsi un "fondamentale" nell'apprendimento del relazionarsi, perché annulla le distanze, completa e migliora il metabolismo. Si è del tutto se stessi e l'Altro lo avverte. Sono senza forzate limitazioni perché grata. Non conservo più quel pudore dei sentimenti puri, che impediva al mio Cuore di esprimersi liberamente, e faceva abortire le manifestazioni più belle. Il sorriso per gentilezza, l'abbraccio d'affetto, la carezza di comprensione. Mi rendo conto di aver perso i 3/4 della mia vita, e per quest'ultimo che resta? Ce la metto ancora tutta per recuperare. Spudorata ma con grazia, sono facile agli abbracci e ai baci rumorosi che si sentono, agli slanci di gioia che mostrano i sentimenti. E tutto alla fine sortisce l'effetto pari a quello di una terapia per il benessere.

sabato 5 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.21) (Momentaneamente smarrita)

Giornate più o meno simili si susseguono pari allo scorrere di una pellicola senza sonoro. Si tenta di cambiare qualcosa, se ne cerca la motivazione. Poi... si aspetta. Certe volte prende lo scoramento, la debolezza si fa largo in ogni arto, s'impossessa di muscoli e nervi... ... poi si raccolgono le forze, si fa una selezione di quelle migliori, le vere e proprie risorse e... Ma è un po' di giorni che mi sento a metà. Causa... mente poco "collegata". Responsabile... il grande caldo che non lascia la presa. Cose che capitano, basta un niente e la "centrale" va in tilt. E magari fino a poco prima tutto era tranquillo e sotto controllo. Che pretesa assurda... sentirsi talmente al di sopra di tutto da poter essere in grado di gestire le situazioni e fare sempre centro... senza sbagliare mai, alcuna titubanza o turbamento. Volutamente ci illudiamo sia così... miseramente crolliamo poi. Ed è soprattutto la sera che si evidenziano criticità e debolezze. Il periodo non aiuta di sicuro, certi "tira e molla" fanno sentire al centro di quella fune a rischio di spezzarsi. Le paure... il futuro immediato e a lungo termine... una figlia lontana... un figlio che vorrebbe vorrebbe e non può. E poi anche Chi ho vicino. Allungo la mano ogni tanto per sentirne il respiro. Ideale campanella della consapevolezza, respiri profondi, e ritorno in me. Quando cala la sera, il buio ci prova sempre, per fortuna poi, e grazie alla bontà di intenti e alla determinazione, la situazione rientra e si ricomincia. Arriveranno giorni migliori, ne sono certa. Mi arrivano i segnali forti e chiari, incontri belli e rasserenanti, volti solari nonostante tutto. Ed è notte fonda quando finalmente anche tastiera e spazio bianco si ritrovano.

venerdì 4 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.20) (Quando i pensieri... )

Pure oggi ho fatto tardi. Manca un quarto alle 2.00 e qualcosa devo scrivere. Non posso smorzare la luce e andare via così, in silenzio. Silenzio... ecco che torna a portare quiete, ristoro alla mente stanca dopo giornate intense. I miei pensieri ovattati dal silenzio. Essi quasi si rimescolano, si intrecciano e, arricchiti di esperienza, ne partoriscono di nuovi. Tutto questo in un incessante processo di rinascita. Scrivo i miei pensieri... Lo faccio ogni giorno, quando è notte perché la casa è avvolta dal silenzio ed io posso dialogare con me stessa, ritrovare la mia vera natura umana. Prima consideravo solo ciò che vedevo e sentivo di conseguenza. Se prima solo due più uno dava tre... oggi so che lo stesso risultato lo fa anche uno più uno più uno, e c'arrivo magari lentamente ma così convinta che non torno indietro per alcuna verifica. Puntigliosa solo con me stessa e poi sicura...

giovedì 3 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.19) ("Tanto gentile e tanto onesta")

Stamani ho rivisto quella bella signora conosciuta circa un anno e mezzo fa, gentile nei modi, elegante nell'aspetto. Molti ricorderanno, mi aveva tanto... molto colpito. Una delle poche pazienti che paiono essere lì dove sono di passaggio e non per curarsi. La postura, l'abito, il sorriso, degni della copertina di "Vogue". - Ma no, addirittura... Aveva esclamato con estrema meraviglia, visto che lei era proprio così, di certo non "posava". Perché l'eleganza non la fa l'abito, è dote innata, magari coltivata, o affinata con consapevolezza. Non l'ho riconosciuta subito, sempre bella e sorridente, stavolta coi capelli. Poi ha preso a parlare, ad aggiungere indizi... Ma noi... forse ci conosciamo già. Non è così? A queste parole si è fatto strada un ampio sorriso, quasi una risata, e dubbi non ci sono stati più. Che bella conversazione stamattina, piacevole, ricca, testimonianza di Vita, sempre e comunque. Una bella persona, eclettica a 360°, artista completa, perchè come lei affema, è nelle difficoltà che si attestano virtù e capacità. "Tanto gentile e tanto onesta pare...", Lei lo sa ma non se ne fa vanto.

mercoledì 2 settembre 2026

NOTE SPARSE (n.18) (Tu di me sai la terraferma. E allora ti racconto l'acqua che non hai visto. - Giulia Carcasi -)

Una metafora per citazione, ove la "terraferma" è la stabilità di noi vista dall'esterno, e l' "acqua" sono le emozioni condivise. Qualcosa accomuna e alla fine ci rende insieme simili ad un piccolo universo. Sono le emozioni e i sentimenti. Questa trascorsa una giornata vissuta ad annotare la "temperatura" di pensieri ed emozioni. I pensieri dall'esterno, le conseguenti emozioni in me in parte contenute, perchè è inutile esternare quando si è certi di non essere capiti, che poi si finisce col dire ciò che non si pensa, e far così del male. Strano che da sempre solo per me sia valido il "problema", me lo pongo e su di me ritorna sotto forma di dolore trattenuto a stento. Vorrei proteggermi, astenermi dal parlare, e poi... ma come si fa? E del resto non so se lo voglio davvero. Devo resistere a questo tempo che tanto somiglia ad una mareggiata, mantenere l'equilibrio per non finire sull'arenile abbandonata.