lunedì 15 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.48) (Tra i giovani io... diversamente giovane)


Al convegno di oncologia ieri erano presenti tanti giovani. Le specializzande,  i medici, gli infermieri... li osservavo ammirata, quasi orgogliosa, come fossi la mamma un po' di tutti. In loro vedevo proiettato il mio futuro e mi sentivo giovane anch'io. Viva.

È che pensi troppo... mi son detta... ami fantasticare... diciamo pure. Però così non ho mai la sensazione che gli anni mi precipitino addosso.

C'è un unico modo per sentirsi giovani sempre e a lungo. Restare vivi.

Il cervello è l'unico organo che in assenza di patologie è capace di rigenerarsi, nonostante l'avanzare degli anni.

Occorre allenamento, curiosità vivace e coltivare molti interessi.

Aggiungere qualità ai giorni e non solo giorni alla vita.

Lo diceva Rita Levi Montalcini, bell'esempio di lunga vita ben vissuta.


In un certo senso è ciò che sostengo quando riferisco del "mio spazio azzurro".

Arredato sempre in modo diverso, secondo lo stato d'animo del momento, solo per far stare bene, ché se stanno bene gli altri, starò bene anch'io.

domenica 14 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.47) (Innovazione ed Umanità)

 Grande partecipazione al convegno odierno, “Il setting perioperatorio come modello di multidisciplinarietà nell’Oncologia Moderna”.

Temi trattati...

 Strategie neoadiuvanti e adiuvanti sempre più personalizzate, impiego di biomarcatori predittivi, tutto possibile grazie ad un modello multidisciplinare sempre più strutturato, di cui il setting perioperatorio rappresenta un esempio concreto.

 Questo evento è stato anche l’occasione per celebrare il 5° anniversario dalla nascita dell’Unità Operativa di Oncologia Medica e Terapia Biomolecolare Universitaria.

Cinque anni dl lavoro di squadra al servizio dei pazienti e dello loro famiglie.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Patrizia e Rocco che, attraverso il racconto della propria esperienza, alleggerito da momenti di autoironia, hanno ricordato il valore umano della cura e come dietro ogni innovazione terapeutica vi siano persone, storie e traguardi raggiunti insieme.

Accanto alle cure, l'operato delle associazioni di volontariato che offrono supporto quotidiano ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

AGATA, ANDOS, GAMA, LILT tramite la voce di chi le rappresenta, hanno ancora una volta sottolineato un messaggio fondamentale... non dover sentirsi mai soli durante un percorso si difficile ma oggi sempre più possibile, grazie alla ricerca, a nuovi farmaci mirati meno tossici, e a speranze concrete rese possibili da terapie integrate.

Un paziente oncologico non è da considerare un "prodotto a scadenza", una cavia da sperimentazione, bensì una persona, fragile con le sue paure, da aiutare facendo emergere le sue proprie risorse. Fiduciosa, determinata, che viva il "qui e ora" in modo collaborativo e generoso.

“Se mi occupo, non mi preoccupo!”, un messaggio condivisibile sempre. Perchè c'è la malattia ma anche la quotidianità che diventa ancora più preziosa a vantaggio di una profonda e rinnovata conoscenza di se stessi.



venerdì 12 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.46) (E poi...?)

Vedrei bene questo come titolo ai miei pensieri odierni a conclusione di un convegno senza politici nè "belle parole" con l'intento esclusivo di prender tempo ed intanto... campa cavallo che l'erba cresce.

Protagoniste e partecipanti invece le associazioni del Comitato Consultivo Misto del Policlinico Riuniti di Foggia e dell’ASL Foggia, cittadini, operatori sanitari, volontari. 

Titolo dell'evento:

“Sanità in Capitanata”

Che dire? È stata un’importante occasione di confronto per discutere insieme delle sfide che interessano il nostro sistema sanitario territoriale in Puglia.

Non solo segnalazione di criticità e problemi, ma partecipazione attiva con proposte maturate dall' esperienza quotidiana accanto ai cittadini, ai pazienti e alle loro famiglie.

In un momento particolarmente delicato, che vede la messa a rischio di convinzioni e risorse per i malati e per le famiglie è fondamentale costruire un dialogo aperto tra istituzioni, professionisti, associazioni e comunità.

L’obiettivo è contribuire alla realizzazione di una sanità più efficiente, più accessibile e soprattutto più vicina ai cittadini.

Nel programma vari interventi sulla condizione dei pazienti oncologici, il ruolo delle associazioni, la Medicina territoriale.

Come siamo messi nel Nostro territorio?

Sono indispensabili informazione e consapevolezza per poter fare meglio e di più. 

E anche se sono notizie, consigli, parole che si ripetono nel tempo, vale la pena farne tesoro.

Perché?

Conoscere, sapere, informarsi serve pure a ridimensionare i problemi. Ad avere meno paura, ad essere sempre più propositivi.

Le malattie sono purtroppo una realtà, percorsi anomali paralleli alla normalità, che vanno affrontati il più possibile come fossero normali.

Alcuna vergogna, nessun timore a parlarne, sono i primi passi della cura.

Ritrovarsi "insieme" alla fine fa sentire anche meno soli.


Una nota di merito va al nostro segretario Nicola che con la Sua relazione ha rappresentato il GAMA in maniera egregia e professionale.

Grazie a lui e agli altri soci volontari che hanno partecipato.

SENZA SOSTA (n.45) (Cultura è...)

Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino.

- Albert Camus - 

Curiosi di tale esordio?

Un motivo c'è. 

La Cultura apre al mondo, avvicina le persone, ne permette le relazioni. 

Non necessita di titoli. Ho conosciuto persone ferme alla scuola elementare ma curiose e desiderose di sapere sempre di più.

Pronte al confronto e allo scambio. Generose quanto mai.

E poi ci sono quelli "titolati" (si fa per dire) che esulano dalla loro competenza e si cimentano con pane non idoneo ai propri denti. Non comunicano nè insegnano. Disturbano.

Un' anziana paziente. Intuisci subito essere stata un'insegnante, ma di quelle umili e brave, sia pure autorevole, 78 anni e non mostrarli.

Perché la Cultura ha pure questa capacità, mantenere giovani. 

- La Scuola, la Cultura migliorano l'uomo... 

Lo sa bene Lei, che con un libro tra le mani, ne rivive il titolo. "In sogno ero in Paradiso",

e sceglie come vivere ogni giorno l' "anomalo" e non aver paura.


Eh già... non solo la Classe non è acqua.

giovedì 11 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.44) (Coerenza? Un bene prezioso)

  Coerenza. È un bene prezioso. 


A trovarne tanta, andremmo tutti spediti senza dover guardare sempre intorno.

Continuo a pensare ad una cosa.

Quello che vantiamo di fare coincide davvero con la modalità di pensiero?

Qualcuno mi ha portato a riflettere, e concludo che purtroppo non è sempre così.

Parlo per me, ovviamente.

Anche senza averne consapevolezza, pure se giustificata in parte dalla mancanza di tempo, non sono sempre stata coerente.

Stasera va così. Su di giri. Mi faccio pressione da sola. Il problema è che mi sento responsabile in tutto e per tutto, e per giunta ho anche la protesi su di giri. Non ha colpa, la sua è una reazione alle mie reazioni.

Giornata iniziata con qualche dubbio, e finita anche peggio. 

Ma quanto è strano l'essere umano. Quanto sono complicata io...!

A tratti insofferente e in altri momenti pacata, euforica persino e poi desiderosa di prolungati silenzi in assenza di rumori e suoni, e pure voci. 

Ecco la descrizione perfetta di come sono a volte, e non mi piace.

Non mi piace perché non mi riconosco, non mi riconosco perché pensavo che quel che ero in rapporto a ciò che era, non sarebbe mai cambiato. E invece... invece certe situazioni  complicano il mio "esserci". Conflitti e turbamenti perché sono costretta a sembrare incoerente... dico sembrare perché in effetti così non è. 

Si dice che in amor vince Chi fugge, e non è vero. Vince Chi supera se stesso e va incontro all'altro. Così non si pecca di incoerenza se pur a malincuore si affronta e non si fugge. Gli argomenti ci sono e il coraggio non manca.

Ma ahimè, mi rendo conto di inoltrarmi in una "selva oscura". Meglio ritirarsi, potrei finire all'inferno.

martedì 9 giugno 2026

 ❤️ SENZA SOSTA (n.43)


(7 Giugno - Giornata dedicata ai sopravvissuti dopo il cancro)

Ci chiamano "survivor" ancora, pure se male incurabile è un termine in disuso, e il traguardo dell'oblio oncologico è una realtà.

Bisogna svecchiare la terminologia che ruota intorno al male che "sentenza senza appello" non è più.

Guerrieri, eroi, sopravvissuti... ma chi lo dice?

Siamo stati invitati a dimostrare


 quanto amassimo la vita, a tal punto da difenderla con coraggio e determinazione. Niente altro.

Quanto di noi viene alla luce dopo un tumore? Tantissimo, nel bene e nel male.

E si cresce e s'impara a continuare a vivere, nel bene e nel male.

Io cominciai a dispensare carezze quando mi ammalai, perché in realtà le cercavo come l'aria.

Fame di carezze...

Però dovevo chiederle, e di certo non si può con un... mi dai una carezza, per favore?

Allora presi ad allenarmi con me stessa.

Di quel periodo ricordo fu questo il lato positivo.

Mi presi a cuore come non mai. Figlia di me stessa, fragile, vulnerabile.

Bisognosa d'affetto e di carezze dolci e lievi al Cuore, non ci fu giorno che me ne privai.

E amandomi imparai ad amare.

lunedì 8 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.43) (Emozionando...)

Penso che l'animo umano sia complesso ma capace di emozioni semplici che palesano poi profondità di pensiero e ampia spiritualità.

Tutto questo a ben guardare... riflettere e andar oltre.

Capita a volte di provare pudore per tanto e tale emozionarsi, e istintivamente chiudersi "a riccio", facendo intendere quello che non è.

Condividere le emozioni è riconoscerne il valore, aiutare l'Altro a fare lo stesso, e insieme trovarsi assai simili.

Non credo a Chi afferma di non provare nulla e sentirsi sterile dopo un'esperienza negativa o dolorosa di qualsiasi tipo.

 Anzi... è esattamente il contrario. Non si spiegherebbe altrimenti il "perché", più si va avanti negli anni maggiormente si è facili alla commozione, al batticuore... a guardare la Natura e le sue creature e a sentirle proprie. Tutt'uno con l'universo emotivo.

Responsabile è l'età che avanza col suo bagaglio di esperienze, belle e brutte... gioiose e sofferte. 

Si getta la zavorra e resta l'"


essenziale"... l'Uomo che sente e della Vita coglie il meglio.

Scrivo ogni sera, il giorno dopo rileggo.

Ogni parola pare l'incipit di una piccola storia, un periodo vissuto con le emozioni proprie.

Nell'insieme una "meraviglia" da sfogliare, mentre mi accorgo di amare la sensazione del tempo che scorre. E per un po' è come non dovesse fermarsi mai... 

Si avvicendano le stagioni e ne percepisco le peculiarità, ed io sono qui, ad andare col tempo e nel tempo.

Anche se un giorno ci sarà, non finirà quello che provo, l'ho condiviso.

Qualcuno ricorderà.