martedì 10 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.55) (La Musica è vita)


 Interessante e vivace il quarto incontro del corso di formazione, incontro dedicato alla Musicoterapia, a cura del musicoterapeuta Michele Bonfitto.

Scambio di interventi senza interruzione, scoperte inaspettate.

Un esempio.

Qual è la canzone che ti rappresenta? Ognuno sicuramente avrebbe un titolo come risposta. E ascoltando e analizzando quella melodia, come esito si avrebbe la "storia" dell'interlocutore, dal temperamento alle scelte di vita, al vissuto stesso.

Con la musica, dal subconscio si riportano alla luce i ricordi, si alleggeriscono certi momenti, ci si libera persino dalle angosce inconsapevoli. 

Ad occhi chiusi poi ascoltiamo un brano di musica classica.

In un attimo ci sentiremo immersi in un bagno di suoni. Evocheremo ricordi, sensazioni di libertà, leggerezza quasi a librarsi in volo.

Cuore e Mente si incontreranno

nell'espressione di un pensiero. E sarà armonia.

Se nella vita non ci fosse la Musica...

Sarebbe il caos, penseremmo di non essere nel posto giusto e in più sempre al momento sbagliato. Il pianto fermo in gola, il volto inespressivo. E i ricordi bloccati dal tempo...

Se nella vita non ci fosse la Musica... la Vita stessa sarebbe un errore.


FUORI DAL TEMPO (n.54) (Con Te...)

 


Volano i giorni, pieni di cose da fare, volti da accarezzare col pensiero, senza alcun programma se non quello di sorridere, cercare di fare il meglio, e continuare ad essere del Presente figlia e compagna di viaggio.

Così succede, e non c'è da meravigliarsi, che una paziente che col tempo ha deciso di considerarmi "l'amica volontaria", mi chiami
 dal corridoio...

- Maria, lo sai... ieri ho suonato la campanella.
Sei felice?
Ed è Lei a chiedermelo...
- Certo!...
Le rispondo... sono felice con Te.

Con Te, non per Te o come Te... quel "con" fa la differenza.
Perchè sono stata con Te nelle giornate buie e in quelle con il sole, con Te quando mi mostravi con orgoglio le foto delle tue prelibatezze ed anche quando non riuscivi a tenere gli occhi aperti per la stanchezza.

Con Te, quando incontrandoci per caso al centro commerciale ci abbracciammo e ti dissi che eri proprio bella così ben truccata e coi "capelli in ordine"...
Capelli in ordine...?! Esclamasti ridendo... ma è una parrucca, lo sai!

Che importa... in quel momento ero "con Te" in campo neutro, e i tuoi capelli erano insieme con i miei "naturalmente veri".

Così con Te anche oggi, domani o quando vorrai...
Buona Vita, Anna!

venerdì 6 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO ( n.53) (Empatia è...)

  FUORI DAL TEMPO ( n.53)

(Empatia è...)


Io sono con Te, e in questo mio momento, leggermente diverso dal Tuo, ti difendo, ti accarezzo, ti cullo. Sono Presenza.

Una Presenza che serve, che non si limita a parlare, sorridere pensando ad altro.

Una Presenza che sente, si commuove e si contiene, ma non si vergogna se a volte le lacrime dal Cuore fanno lucido lo sguardo.

Una Presenza che tace, fa parlare Dio senza nominare Dio.

SIAMO COSÌ...

Col sorriso presente sempre

che pure lascia spazio a lacrime improvvise.

Portiamo sulle labbra poche parole, e le esprimiamo con l'aiuto di Dio.

Ascoltiamo il nostro Cuore, e con lo sguardo poi spieghiamo a Chi siede accanto.

Scesi in campo, ci sporchiamo le mani

e si offusca la Mente sempre così lucida.

Forse mi convincerò.

Ci riuscirò?

M.R.

Non sono solita poetare, però quando voglio esprimermi senza dire troppo, oso.

Poche pretese, perché resto sempre dalla stessa parte.

FUORI DAL TEMPO (n.52) (Mamma sempre e per sempre)


Credo non ci sia età per non sentirsi orfani di mamma. L'unica persona che non ti tradirebbe mai consapevolmente.

Se la Mamma fosse stata ancora in vita, di certo avrebbe continuato a capirmi.

Lei avrebbe continuato a capirmi perché come me aveva vissuto una situazione estrema e tante volte si era sentita come mi sento io... in certi momenti... se il vissuto pesa e la forza viene meno.

Quando ventuno anni fa è venuta a mancare e ancor di più con l'arrivo del tumore, io... all'improvviso mi son sentita orfana. Ero una donna adulta, avevo una casa e una famiglia tutta mia, ma non più un punto di riferimento. Da sempre i nostri rapporti erano stati in perfetta sintonia, solo un po' nebulosi durante la mia adolescenza per un silente conflitto generazionale misto alla naturale rivalità madre-figlia, tipica di quell'età.

Tutto s'era risolto in breve tempo e Lei per gli anni a venire fu per me stimolo... aiuto... conforto.

Non è "privilegio" unico di "figli piccoli" sentirsi orfani...

Ed io, avendo perso la Mamma, potevo esser priva di tale privilegio?

Se voglio darmi l'illusione di sentire forte la Sua presenza... mi ripeto a mezza voce la frase con cui s'annunciava al telefono... "Pronto, che stajie facenn?( che cosa stai facendo)"

⁹Ed è bellissimo... perché è proprio Sua la voce che sento.

lunedì 2 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.51) (Come passa il tempo...)

Rapidamente, inesorabilmente, ma tutto sommato è una gran bella cosa se siamo ancora qui a contarlo e raccontarlo...

Nonostante sporadici venti avversi, che se da una parte travolgono, dall'altra aiutano a voltare pagina.

È ora tarda, e mentre il festival della canzone italiana è alle sue ultime battute, penso ad altro genere di pensieri che possano accompagnare degnamente al riposo della notte, quando la mente cerca un'oasi di ristoro. Cerchiamo altro allora, guardando oltre.

Vero è che non si può né si vuole dimenticare, però se ci si sofferma a pensare, nel dolore c'è, a saper vedere, un'opportunità, trasformare lo stesso in vita.

E fu così che sedici anni fa, a Marzo tra delicatezza e timore per me si pose il primo seme di speranza.

Ogni tanto ne riparlo perché vuoi o non vuoi,


Marzo arriva ogni anno e altri ne verranno, sicuramente da raccontare come furono i giorni miei e quelli per  l'Arcobaleno al tempo della pandemia, all'apparenza persi ma tutti da rivalutare per nuova consapevolezza.


 Vi lascio intanto ripetendo l'inizio della mia storia che mi piace pensare come antica favola, un "c'era una volta", il cui seguito ancora continua, dopo aver voltato pagina.


sabato 28 febbraio 2026

2° INCONTRO - V CORSO FORMAZIONE PER VOLONTARI ONCOLOGICI

I VALORI DEL VOLONTARIO IN ONCOLOGIA

Secondo incontro del corso per volontari oncologici sui valori, dopo aver dato a questi un nome e averne acquisito consapevolezza.

Invitati a scegliere una carta tra alcune con immagini diverse è stato chiesto ad ognuno tre competenze e quale caratteristica lo rendessero unico come volontario o caregiver. 

Una bussola, la strada... un ippocampo, pioggia e sole, una nave tra i flutti, ecc.

Un utile esercizio, un passo avanti nella conoscenza di se stessi.

Quali i valori fondanti per un volontario in oncologia?

La Solidarietà, l'Onestà, la Cooperazione, l'Amore..

I valori come radici, tramite convinzioni, scelte e comportamenti, tracciano del volontario l' "identità".

I valori sono "credenze", criteri o principi buoni per se stessi e gli altri.

Sono " costrutti mentali" che messi in atto sorreggono e giustificano i nostri comportamenti.

Sono "scelte strategiche" per il raggiungimento di obiettivi reputati i migliori per noi.

Generano emozioni ed aspettative. Forniscono energia e stimolano impegno.

Dalle credenze i valori, quindi le norme e gli atteggiamenti. Poi i comportamenti, da qui i risultati e l'esperienza.

I valori sono il vincolo fondamentale tra ciò in cui crediamo e il nostro comportamento.

I valori rappresentano tutto ciò a cui diamo più importanza nella nostra vita, ciò che ci muove, ciò che ci fa dedicare tempo ed energia per gli obiettivi.

La "compassion fatigue" è una condizione tipica di gran parte del personale medico e infermieristico. È molto simile al burnout, e si manifesta con scarso impegno lavorativo, stanchezza, stress e morale diminuito.

Si origina dal continuo contatto con  pazienti e dal senso di impotenza  che prende nell'impossibilità di alleviare loro le sofferenze.

Il termine "Moral distress" (MD) è stato introdotto dal filosofo Jameton nel 1984 per descrivere la sensazione dolorosa che si manifesta quando si è consci dell'azione moralmente più corretta ma non è possibile metterla in atto per ostacoli istituzionali.

Il Moral distress può colpire anche i volontari, in modo vario ma che comunque metterà in crisi motivazione ed operato.



giovedì 26 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.47) (Per un momento)

Da persona consapevole e concreta vivo un momento di transizione. Tutto passa e passerà anche questo, e intanto osservo e mi osservo e aspetto.

Se cambiano gli scenari per forza di cose, non cambia l'andare della vita, con le attività di ogni giorno ed i suoi affanni. Monotona per i più che non vanno oltre a cavare ciò che di buono c'è in ogni giornata, dal sorgere del sole fino al calar della notte. 

Eppure basterebbe poco, molto poco.

A tratti io lo faccio.

Guardo le mie mani, mi guardo allo specchio e dico grazie perché ci sono, in questo contesto e di tale scenario faccio parte.

Cose che non vanno... tasse, bollette, lavoro precario. E a seguire... politica corrotta, cambiare rotta, promesse e cotillon. 

Ci si stanca a parlarne di continuo.

Tale continuo lamentarsi, buttar giù quello che c'è e ritornare al punto di partenza è davvero inutile.

Aggrappiamoci all'ultimo sogno utile che ci ha fatto ben sperare, non buttiamolo giù come il resto, ché a coltivarlo avremo di certo buon guadagno.