domenica 5 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.70) (Adeguarsi al cambiamento)

La Vita coi vari cambiamenti, grandi e piccoli, comuni o eccezionali, alla fine cambia anche te, o meglio fa emergere delle risorse di cui non eri consapevole. Penso allora a "quella che ero"... Guardo i miei gattini giocare, e concludo che per necessità niente è più al solito posto. Ho dovuto fare diversi cambiamenti infatti, spostare, eliminare perché coi loro salti ne hanno rotte di cose. E pensare che un tempo ogni volta che una tazzina si rompeva, ne incollavo i cocci solo per riportarla dove era. Oggi riconosco l'assurdità di tale condotta, così metto via cose solo perché mi hanno stancato. E con sei gatti per casa cocci rotti a volontà, e non solo, sorrido comunque e rido ad ogni piatto rotto. Altro che flessibilità... e leggerezza, e capacità di adattamento, e giusta comprensione delle priorità. Poiché nulla resta uguale, arriva un momento, sempre... in cui bisogna rinnovarsi, e la Vita anche se in modo maldestro ci viene in aiuto. Si gettano i cocci che ingombrano e non servono per far posto ad altri che saranno. Occorre spazio per accogliere il "nuovo", ché dia calore all'anima e colori i pensieri.

SENZA SOSTA (n.69) (Presenza e abbracci per continuare)

A volte, soprattutto in certi periodi, avrei voglia di staccare la spina. Tanta è la stanchezza, lungo e faticoso il mediare. Ma quando ti senti accolta, anzi che dico, addirittura abbracciata, ogni riserva cade, il malessere latente scompare. Una grande responsabilità. Comunque ci si deve solo abbandonare ad essere se stessi. Incontro pazienti che condividono la propria esperienza della caduta dei capelli. Un grande dolore... un trauma, comunque subito elaborato mirando lontano, alla rinascita. Io ascolto, ricordo accogliendo. Ogni volta si evidenzia quanto sia importante per Chi si sente sospeso, la Nostra presenza
ĺ l'ascolto prestato, una mano sulla spalla. Condivido un messaggio di qualche tempo fa. È di una paziente in remissione di malattia, conosciuta sette anni prima. "Correre verso un traguardo... correre però su un binario... e sapere... che dietro di te... c'è qualcuno che ti aiuta a sostituire le scarpette da ginnastica... vuol dire già avere la vittoria in 👍" E quando anche da lontano si ricevono abbracci così, non puoi non continuare a...

SENZA SOSTA (n.68) (Dedico "questo mio tempo" a...)

Perdere tempo... Dammi tempo... Non è tempo... Sono espressioni che appartengono alla quotidianità e il termine "tempo" è usato senza considerarne l'autentico senso e valore. Senso e valore definiti se non stai bene e nel giorno del Tuo compleanno, quando il Tempo pare scivolar via come sabbia nella clessidra. Ed è allora che vorresti trattenere ogni piccolo prezioso granello. Unico modo sarà non essere solo per se stessi. È il tempo infatti, la cosa pìù preziosa da donare a se stessi e agli altri. Sono nata a luglio, sono stata ammalata, poi invitata a vivere ogni giorno come fosse festa, dedicandomi del tempo, finché c'è tempo. Tempo da dedicarmi e dedicare, per sperare ed amare, per accogliere il "dono", tempo per la vita. Tempo anche per divertirmi, quando si può e a modo mio. Tempo per comprendere ed anche perdonare.

venerdì 3 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)

Mi piaceva da giovanissima, poi da madre affannata di figli piccoli, molto meno, seguì un periodo di silenzio, senza infamia né lode, l'ho riscoperto dopo la malattia. Adesso mi piace il mare al tramonto dell'estate, quando sono sola e lo sento tutto mio. Chiudo gli occhi e mi concentro sul momento, il "Qui e Ora" al recupero di forze e motivazioni. La sua voce è diversa perché non si confonde con altri suoni, né musica e neppure gridolini di bimbi festosi a riva. Il profumo è ben distinto, di alghe e salsedine, trasparente come l'acqua sul fondo, nonostante le onde che montano, regolari e in fila. E infine il vento che l'accompagna partecipa un nuovo inizio. Mi piace "questo mare" che culla e calma. Il mio pensare prende ad essere accompagnato da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia. E a proposito di conchiglie condivido una poesia di Federico Garcia Lorca, scritta giusto cento anni fa... M’hanno portato una conchiglia. Le canta dentro un mare di carta Il mio cuore si colma d’acqua con pesciolini d’ombra e d’argento. Mi hanno portato una conchiglia. .- Federico Garcia Lorca -

giovedì 2 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.66) (Resettare)

Due pazienti dalle storie assai simili ma posizioni diverse. Per entrambe quello che sentono e provano per se stesse non avrà mai fine. Accade che la Vita ponga di fronte a prove che non avresti mai pensato, tanto le consideravi lontane e che avresti evitato anche a costo di grande fatica. Ogni facile cosa scontata, gratuita ed il resto che non fosse tale... impossibile. Quando all'improvviso la realtà appare diversa, si comincia a dubitare del ruolo, persino a provar nausea per ciò che un tempo dava piacere. Ad un certo punto vorresti dire... basta!... cadere in un sonno profondo per risvegliarti dopo aver cancellato tutto. "Resettare" la propria vita e ricominciare con tanto "spazio" nuovo da riempire, guardarsi allo specchio e vedere quello che si era sempre pensato, un'immagine che muta naturalmente per il passar del tempo e non solo. Ma anche se in parte artefici della propria esistenza c'è sempre la restante che va da sé... Che cosa ci rimane allora? Forse amarci tanto, come ameremmo l'Altro con grande passione, senza condizioni o limiti e poi... proprio per questo guardare ogni cosa con gli "occhi sorridenti". Un po' col Cuore... un po' con la Mente, niente è impossibile. Persino librarsi in volo verso un nuovo giorno che duri il resto della vita.

mercoledì 1 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.65) (Non pensare a niente)

Tutto ha una fine, anche una giornata d'inferno come questa. Caldo torrido, faccende ad oltranza, discussioni inutili, del tipo porte girevoli... quando entri pensando di venir fuori velocemente e invece continuando a girare, ci sei sempre dentro e per giunta col nervosismo alle stelle. Ché poi nessuno mai ha ragione né torto, e nello specifico responsabili sono difetto di comunicazione, ed equilibrio precario per la stagione calda e lo stress. Allora... "Non sto pensando a niente, e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente, mi è gradita come l'aria notturna, fresca in confronto all'estate calda del giorno. Che bello non sto pensando a niente!" (Fernando Pessoa) Già, e quanto è difficile non pensare a niente,... Però a tratti ci riesco, o meglio riesco a non pensare al disagio, alle tante problematiche del momento, perché valorizzo ciò che ho, la forza interiore che mi porta oltre. Il caldo afoso, la Crisi e le crisi varie, e tornerà il tempo buono. Mi dissero una volta... tutto passa, nulla dura per sempre. Ed io replicai... si, però come passa? Comunque passa... fu la risposta. È tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi convinsi. Il freddo che viene, il caldo, le mezze stagioni che non sono più. Se la mente vuole magari ti sentirai pure felice, come nessuno può. Semplicemente assecondando ciò che è. Seguendo il tempo, mettendo insieme i giorni, dono esclusivo per Chi si sente vivo.

martedì 30 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)

 


"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"

    - Helen Keller -


Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.

Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.

Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore". 

E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.

Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.

Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero. 

I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.