giovedì 7 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.13) (La prepotenza della Vita)

Curiosa, geniale, eclettica. Giusy è una persona tutta da scoprire.

La settimana scorsa la invitai a scrivere le emozioni del momento. E Lei...

- Si, mi piace scrivere. Ho scritto già alcune poesie.

- Che bello! Ti va di portarne per leggerĺe insieme?

E così è stato? Giusy ha portato tre poesie, una più bella dell'altra, e non poteva essere diversamente con la sua sensibilità e il bagaglio di esperienze belle e brutte che si ritrova.

Curiosa della realtà che la circonda, desiderosa di condivisione, va oltre i concetti espressi, rivelando un grande amore per la vita...

"LA DOLCE PREPOTENZA DELLA NATURA"

L'unica prepotenza che contemplo 

è quella della vegetazione,

che si fa strada con forza silenziosa,

nelle crepe del muro, nelle fessure della pietra.


Con radici profonde e germogli tenaci,

si apre la via verso la luce,


e si rinnova ogni giorno, 

con una determinazione che non può essere fermata.


Esplode,

in un tripudio di colori e

di profumi, verso la vita


e la primavera è lì,

ad attenderla.

G. L.

mercoledì 6 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.12) (Complementari)

La malattia porta al limite dei limiti, per cui si rivede la propria vita, si fa un bilancio, si cerca di riattivare le voci in passivo, si è infinitamente grati per quello che si ha.

Ci si rende conto che dare e ricevere amore è l'unica giusta modalità di vita.

Una donna, una moglie, una madre se non lo dichiara apertamente, almeno lo dimostra.

Le mamme, più dei padri sentono l'onere e l'onore di essere "accudenti" a vita. 

Comunque sia pure non con la stessa frequenza, s'incontra qualche padre premuroso senza eccessi, presenza discreta che mantiene le distanze soprattutto da se stesso, per non perdere la lucidità.

Ricordo di aver incontrato una volta tre mariti. Erano nella stessa stanza. Chiesi loro... Come va?

- Va tutto bene, mi sto impegnando. Soprattutto per lei, che sta dedicando a me cure materne.

- Sono vivo grazie alle mie tre donne, mia moglie e le mie due figlie. Dico sempre che il mondo continua per le donne. Siamo fortunati noi uomini ad amarle ed essere da loro amati.

Tre mariti, ognuno grato alla propria moglie, "partner" per uno di loro, perché trovava il termine moglie assai riduttivo.

"Sorella, amica, complice compagna. Il Suo nome? Non lo ricordo più. Sono cinquant'anni che io la chiamo Amore..."


E in quella stanza di commozione si colmarono i cuori.

martedì 5 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.11) (Inversione di ruoli)

Per i fiocchi di tenerezza consueto spunto da alcuni miei vecchi scritti.

Sfogliando un quaderno ho trovato una sorta d'intervista da me a una delle figlie caregiver incontrate in questi tredici anni di servizio.

Ne sono nate delle riflessioni.

Una mamma è Madre sempre e comunque, pure quando è stanca, anche se è malata tende sempre a farsi carico di tutto, cercando di mettere a tacere un latente immotivato senso di colpa.

Non chiede, non si lamenta.

Si accontenta, è sempre grata...

- Mamma ha ragione quando dice che sei una figlia speciale oltre che molto intelligente.

Lei conta su di te e vuole star bene


per te e non solo per se stessa.

- Non pensavo dicesse questo di me. Infatti io voglio che lei stia bene, e cerco sempre di aiutarla.

- Sai, le mamme sono riservate, non fanno mai capire del tutto quello che pensano veramente.

- Perchè...?

- Non c'è un vero motivo, però ti assicuro, lei è molto contenta di te, si sente al sicuro. Protetta.

- Mi piacerebbe sapere da lei che cosa pensa di me. Non me lo ha mai detto, anche se a volte... 

Meno male che si sente protetta.

- Si. Ora è come se tu fossi la piccola mamma della tua mamma.

Queste parole e una gelatina di frutta appena terminata mi riportano indietro a un bel po' di anni fa, quando ad ogni chemio mia figlia, in una perfetta inversione di ruoli, si prendeva cura di me...

...  di sua madre

lunedì 4 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.10) (Piccole... grandi strategie)

Continuo a parlare dei "fatti miei", un po' in generale, senza trascurare l'essenziale per tutti.

Non per protagonismo ma per prendere forza e vitalità in certi momenti, e poi spiegare che qualsiasi percorso è fatto di tappe e "stazioni di rifornimento", che se non ci si ricarica non si può andare avanti, e soprattutto che all'obiettivo prefissato non si arriva da soli.

I miei pensieri alla fine del giorno nascono sempre da stati d'animo altalenanti, poi cerco di elaborarli per renderli intellegibili, e alla fine non so...

Tutto a posto?

Quante volte ci sentiamo rivolgere questa domanda, quante volte siamo Noi a farla.

È una di quelle domande retoriche che prevedono come risposta la domanda senza interrogativo.

È tutto a posto...? Mi si chiede...

È tutto a posto, più o meno, diciamo di si. Se non è a posto, facciamo in modo che lo sia. Conta la Speranza. Crederci.

A tutto ci si abitua, ma importante resta abituarsi prima all' "idea", mai accettata e ancor meno pensata, e per alleggerirla continue piccole strategie non guastano.

Ai giorni più pesanti ho sempre abbinato un pensiero lieto, un piccolo progetto, un acquisto pure di pochi soldi..."pianificare" insomma per continuare ed andare più spedita.

Un consiglio valido per tutti, anche solo per sbarcare la giornata.

Garantisco l'esito, funziona davvero, fa volare il tempo, e conforta, spero, come quest'ultima carezza della sera.


domenica 3 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.9) (Accogliere con consapevolezza)

Mi piace raccontare con il Cuore, sicuramente guidata dall'Amore. 

Io e quel vago, impercettibile senso di tenera dolcezza, essere grata per ciò che non vedo né tocco ma sicuramente possiedo. Gratificazione che viene dallo stesso agire per accompagnare, per un sorriso ed un volto che riprende colore.

E così quando sento che sto per cedere, quasi con un colpo di reni mi drizzo, e.. si, continuo ad andare, e non solo... mi sento pure fortunata.

Per me, giornate particolari. Mi è stato detto che rientro in un sei per cento a causa di un effetto collaterale. Inizialmente ci sono rimasta, poi... poi ho considerato la condizione di partenza, le parole e il tono, infine la situazione attuale. E sentire che lassù Qualcuno mi ama.

Percĥè è così, dà la forza di accettare ciò che arriva, la consapevolezza che si può uscire di scena in qualsiasi momento e non c'è età.

E mi torna in mente una frase...

- Oggi mangiamoli questi profiteroles perché ci siamo... domani... chissà. 

Lo pensiamo tutti, Noi, tumorati e sopravvissuti per amore di Dio, ma che lo affermasse un ragazzino, questo è sicuramente un insegnamento in più, una marcia in più, tanti motivi in più per me, e così continuare.



sabato 2 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.8) (Tutt'altra musica)

Da un cortile fiorentino, passando per numerose piazze italiane, a quella di San Giovanni a Roma, concerti, concertini, concertoni.

Musica per celebrare la Festa del Lavoro, giornata che ne sottolinea la preziosità.

Non smettere di credere in Te stesso.

Non smettere di credere in ciò che fai o vorresti fare.

Non smettere di credere che possa cambiare.

Perché a volte la sfiducia prende, ma bisogna non farla prevalere.

Periodi brutti ci sono, ma forte di se stesso, ognuno deve crederci. Prima o poi qualcosa cambierà.

All’inizio del ventesimo secolo, nasce una curiosa tradizione, indossare il mughetto sui baveri delle giacche o sulle scollature dei vestiti durante i cortei per celebrare la Festa del Lavoro.

Perché...?

Il mughetto è simbolo di serenità e felicità che


ritorna dopo qualche tribolazione.

Così ancora oggi, il 1° di maggio, per le vie di Parigi, dove si celebra anche la Festa del mughetto, si trovano venditori e venditrici ambulanti che lo offrono in piccoli mazzetti, come regalo per dare il benvenuto alla primavera e alla bella stagione.

venerdì 1 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.7) (Ora... da qui... lontano)

La Vita non è uno scherzo

prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia. 

- Nazim Hikmet -

Ho copiato questi versi su alcuni fogli. Li ho lasciati in giro, in modo da trovarli in ogni dove quando ne avessi bisogno.

Perché sarà che ormai i settant'anni sono suonati da un pezzo, sento di aver raggiunto una nuova consapevolezza.

Mi penso un po' di più, e credo di meritare


più attenzione e cura

Non le chiedo, le cerco in me. 

Perché nessuno può amarti più di te stesso.

Se la strada s'accorcia, è ora d'imparare a guardare lontano.

Gustarsi ogni passo e complimentarsi per il modo in cui è stato fatto, perché sarebbe bastato averlo mosso quel passo, che un tempo pareva scontato se non addirittura indifferente.

E infine, che ogni giorno si concluda riflettendo su ciò che è stato e ciò che è. Con serietà e a mente lucida, perché quel che sarà forse lo sa solo Dio.