martedì 28 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.4) (Pronto soccorso)

A chi non capita a tratti di sentirsi scarico, demotivato a continuare, e nello stesso tempo di desiderare anche tiepidamente di ritrovare se stesso?

Curare questi momenti è necessario, ricorrere alla valigetta del "Pronto Soccorso" emotivo indispensabile.

Dopo una breve meditazione, la tranquillità in uno spazio appartato. Della buona musica, la lettura preferita, scrivere "pensieri dedicati" potranno sedare ansia, timori, preoccupazioni.


Ottimi rimedi saranno pure la visione di un film o una passeggiata da soli o in compagnia. E mentre l'equilibrio si ristabilisce la preghiera cicatrizzerà le antiche ferite, al riparo coi cerotti dei ricordi, quelli dei momenti belli. 

Quando ciò che non è riuscito a distruggerti ti ha reso invece più forte.

lunedì 27 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.3) (Fiocchi colorati per teneri pensieri)

Preparavo i fiocchi di tenerezza per il prossimo incontro. Per abitudine do sempre una rapida occhiata ai pensieri passati, anche tra tanti messaggi inviati al mattino. Lo faccio per non ripetermi ma pure per trarne spunto.

Se indugio poi a guardare quelle piccole pergamene di speranza penso quanto ci si aspetta da Noi, perchè inizialmente non avevano uno scopo preciso, poi assunsero il compito o la funzione di "pensieri dedicati".

Ognuno a fine incontro o in reparto li aspetta con ansia per ritrovarsi, sentire la carezza speciale che fa sentire meno soli.

Così dei fiocchi è produzione continua. Tra incontri e turni in reparto non bastano mai, così un giorno si e l'altro pure sono alla scrivania a scrivere, ritagliare e infiocchettare. E i nastri li cerco vivaci ché colorino i giorni che saranno, e le frasi piuttosto positive ché siano di motivazione e incoraggiamento, anche se non lo sono le giornate, a volte rabberciate e rigenerate con gran fatica.


Un giorno una paziente, scelto il fiocchetto chiese...

- Quanto devo?

Le risposi...

- Assolutamente nulla. La speranza non ha prezzo, si dona, si accoglie, si trasmette.

Per non finire mai.

domenica 26 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.2) (Aquiloni in libertà)


Condivisioni di aquiloni che colorano il cielo.

Libertà. La parola più ripetuta e scritta oggi, 25 Aprile.

Immagini e parole a celebrare una delle giornate pìù importanti della storia d'Italia.

Quella che ci vide liberati dal regime fascista da coloro che avevano bombardato fino al giorno prima il Nostro paese, ma tant'è riacquistammo la libertà in toto, anche quella di dimenticare.

Libertà.

Volontà di affermare la propria opinione, non essere giudicati o condannati per questa, che anzi andrebbe sempre considerata, nel bene e nel male.

Ma poiché l'essere umano è quel che è, ecco che la libertà nel suo valore oggettivo diventa utopia.

Nel mio piccolo sono contenta della libertà di esserci, nel rispetto dell'Altro, forte del mio vissuto, fiduciosa nel futuro.

Perché siamo insieme e liberi? Per continuare e non perdere la speranza, neppure quando sembra si sia scordata di Noi. Perché è nella continuità che i ricordi sopravvivono, ed è sempre nella continuità che si trova forza e motivo per vivere al meglio.

Ci è stata concessa la grande libertà di esserci, e Noi ci siamo, sperando di esserci ancora a lungo, insieme e liberi.

"Nessuno al di fuori di noi può dominarci interiormente. Quando comprendiamo questo, diventiamo liberi"

Buddha

sabato 25 aprile 2026

SENZA SOSTA (n.1) (Riflessioni...)

Dagli ultimi fatti di cronaca che vedono protagoniste le donne.

A Catanzaro Anna si getta dal balcone coi suoi tre bambini.

A Foggia Stefania viene uccisa dal marito.

Questi due episodi, apparentemente diversi hanno più di qualcosa in comune, in primis il disagio e poi tutto il resto.

Probabilmente pure un'inquietudine di fondo radicata alla lunga nella relazione di coppia.

Ricordo in passato aver visto spesso moglie e marito avanti negli anni passeggiare tenendosi per mano.

Ci pensavo stamattina, e così di getto è venuta su una sorta di "formula magica", inconsapevolmente adottata da numerose coppie anziane. Capitani di lungo corso dell'Amore.

Segue l'evoluzione del rapporto nel tempo, realizza l'adattamento agli inevitabili cambiamenti.

Tre fasi tre e non lasciarsi mai.


- All'inizio vicini vicini, a condividere tutto, a volte quasi il respiro.

- Poi semplicemente vicini nelle difficoltà e nelle parentesi di vita.

- Al tramonto, per abitudine e stanchezza, distanti magari non proprio fisicamente, non scontrandosi e tenendo fede all'antica promessa. Distanti per restare vicino.

FUORI DAL TEMPO (n.100) (La buona Comunicazione)

Credo che avere il dono della comunicazione sia autentica virtù, che si palesa in ogni tipo di relazione.

Però, perchè un però c'è...occorre pensare prima di comunicare.

Che sarà mai mettere insieme poche parole? Bene, si dovrebbe soppesare e scegliere solo parole leggere. 

Qualche parola non giusta può scappare. È vero, succede. Poi consapevolmente sarebbe opportuno il silenzio.

Solitamente e nonostante lo stato d'animo, pensare prima di parlare o scrivere.


E trovare, per esprimere i pensieri del momento, parole moderate e pacate... garbate, insomma giuste.

Ripeto. Bisognerebbe pensare prima di parlare. Tempo non c'è? Allora che fare...? Se provassimo a ripeterle quelle parole come fossero a Noi rivolte, chissà...

Forse scopriremmo che non sono appropriate e manco dette con la giusta modalità. Così eviteremmo il danno più frequente e grave... sconvolgere alcune certezze che aiutano ad andare avanti. 

Quando proprio si vuol dire qualcosa e non si sa cosa, meglio una parola gentile e affettuosa, anche sui generis va bene uguale.

giovedì 23 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.98) (Vanda con la "V")

Vanda con la "V", questo il nome di una delle due pazienti che mi hanno concesso fiducia e fatto riflettere.

Un "curriculum sanitario" della serie "non mi faccio mancare niente" e un sorriso disarmante...

- Quanti anni hai?

- 81

Portati alla grande... penso... e nonostante tutto. E Lei prende a raccontarsi cominciando dal percĥè del Suo nome, Vanda con la V...

- Il nome di una delle nonne?

- No. Mi chiamarono Vanda per accontentare il mio fratellino, innamorato della sua maestra che portava questo nome.

Che tenerezza... penso... e mi pongo all'ascolto con maggior compassione.

Vanda ne ha da raccontare di cose belle e meno belle, se volesse scriverle tutte potrebbe venirne fuori un piccolo capolavoro, unico e originale. Un po' come la storia di ognuno, ma non so perchè


con qualcosa in più.

Forse per quel suo curriculum particolare, praticamente uguale a quello di mia madre, la straordinaria propositività, il sorriso fiducioso...

- Complimenti... le dico... quando la vedo destreggiarsi tra le varie app. sul telefono.

Se ne serve per "amministrare" le Sue numerose patologie, e lo fa con dedizione come fosse tutt'altro patrimonio.

Adattarsi e farlo bene. Diventa una garanzia a Vita. Vita... con la "V" maiuscola.

mercoledì 22 aprile 2026

FUORI DAL TEMPO (n.97) (Passato... presente e...)

Della serie "Dio non le manda a dire..."0ggi sento di ringraziare due pazienti che scegliendomi come custode dei propri pensieri mi hanno riportato indietro e poi recuperato mettendomi di fronte alla realtà.

Non che fosse chissà quanto brutto questo momento. È difficile, complicato come capita a molti, ma poi dipende da Te, da me, viverlo al meglio, come si conviene per ricavarne risorse.

Il concetto è semplice ed essenziale. Non c'è bisogno di tanto per considerarsi vivi, e se pure negli anni ci fossimo riempiti di cose, pensieri, e molto altro, dovremmo essere disposti a lasciar andare tutto o quasi.


Trattenere il meglio che è stato e lasciar andare le zavorre che pesano sull'animo.

Ritrovare l'amore per se stessi, recuperare i "si" che ci siamo negati troppo a lungo.

Diventare consapevoli prima che sia troppo tardi.