lunedì 31 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.16) (Con speranza sempre per ricominciare)
Sto vivendo giorni complicati, e in più non riesco a capirmi.
Presumo o almeno spero, sia per l'età che avanza. Con gli anni si diventa fragili, ed io già passata attraverso una tempesta lo sono da tempo, pure se non sembra.
È probabile che si sta chiedendo altro, o semplicemente testando il grado della forza che resta.
Ma è concepibile una tempra a più livelli? Mi rendo conto che al momento se nuova tempesta non è, è qualcosa che le somiglia molto.
E l'entusiasmo della rinascita dove è finito? Mi sento una macchina da guerra in disarmo.
Coi molti limiti della natura umana non si è immensi, infiniti o indistruttibili. Così quando la misura è colma, si esagera, si scatta per un nonnulla o... si piange. Quasi il Cuore traboccasse di lacrime.
Subito dopo ci si pente di qualsiasi azione o reazione, ma almeno ci si sente leggeri, quindi si può continuare a tentare la totale comprensione dell'animo umano.
A partire dal mio, per venir fuori dal continuo "tutto", e ritornare sulla via piana, dove ogni giorno è scoperta e vita nuova.
Con speranza sempre per ricominciare.
domenica 30 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.15) (Ultimi giorni di Agosto)
Sta per terminare ormai l'ultima settimana di Agosto, vuoi mettere quanta tristezza per le tante persone che da oggi a domenica torneranno dalle vacanze?
Tristezza...?
Più giusto... malinconia.
E ci sta, fa parte del "pacchetto"... e così sia.
Invece per me vacanza, al solito, puro luogo mentale.
Esserci in casa e fuori, per me l'ideale.
Comunque a partire da oggi, venerdì ho voluto viverlo anch'io questo fine settimana in chiusura delle ferie.
Quindi un po' di pulizie e pranzo semi improvvisato, perché mi è mancato il tempo, ma dopo tutto il tempo che cos'è? Qualcosa a disposizione, a nostra discrezione.
Così nonostante tutto anche oggi siamo sopravvissuti.
Nel pomeriggio shampoo e ancora qualche faccenda.
Poi sul balcone a ritirare i panni stesi.
La giornata s'accorcia a vista d'occhio, la stagione alle porte si accomoda la veste, nell' alternarsi del continuo cambiamento.
sabato 29 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.14) (La sana ironia)
Quando conobbi Anna, quel giorno pareva dormisse. Ogni tanto muoveva la gamba o il braccio, ma continuava a restare sdraiata sempre sullo stesso fianco.
Avevo conversato a lungo con le compagne di stanza, per questo quando all'improvviso si alzò per andare in bagno...
- Scusate se abbiamo disturbato.
E guardandosi intorno...
- Ma dici a me? Io una sono, e non mi hai disturbato. Anzi... ho seguito tutto.
- Non dormivate?
- Chi... io? Con un occhio dormivo e un orecchio ascoltava.
Poi aveva "preteso" uno dei miei fiocchetti, ricambiando col suo numero di cell...
- Sai com'è... non si può mai sapere.
E da quel giorno iniziò un frquente scambio di messaggi, a qualsiasi ora anche quasi a notte fonda.
Perchè Anna è così, intelligente, vivace e ironica.
A tratti anche aggressiva, ma... come dice lei... è tutta una finta.
giovedì 27 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.13) (Ricordo... in rinascita)
Ogni tanto rivivo i momenti di questi ultimi sedici anni, soprattutto quando è sera e resto sola coi miei pensieri.
Penso alle tante persone conosciute, tutte rimaste nel profondo.
Di alcune ho notizie, di altre poco o niente, nel ricordo sono in egual modo in rinascita.
Stasera ad esempio mi è tornata in mente
"Io non butto niente". Questa era l'espressione ricorrente in ogni suo discorso. Lei non eliminava mai niente, e in questo... senza neanche rendersene conto... trovava la sua motivazione di speranza.
"Io non butto niente, conservo persino i noccioli di limone, mandarino e arancia. Poi li sistemo nei vasi, coperti di terra.
Mi chiedono... ma che te ne fai di piante che non danno frutto? A me piacciono, uso i semi e non li butto, e poi... quando vedo spuntare la piantina in germoglio... beh, mi sento davvero rinascere!"
E così ogni volta che creava una pianta, viveva un breve momento di "onnipotenza" perché in un certo senso rinnovava la vita.
Aver cura di un seme, impastare... creare sono azioni di mani di Donna. La Donna, unica ad attraversare il dolore, pur toccando il fondo sa riemergere e ricominciare. Si reinventa.
Perché biologicamente dotata di ossitocina ogni volta "partorisce" se stessa.
mercoledì 26 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.12) (Un'unica mela)
Facemmo la conoscenza di Lucia D'Augelli quando presentò il Suo primo libro, storia di una malattia, un tumore maligno al seno, vissuto non da vittima bensì da protagonista. Una sorta di viaggio interiore, la scoperta di un'opportunità, la profonda conoscenza di sè.
Una potessa della Vita. Aveva poi coniato un'espressione che ne sintetizzava la personalità. La "parola eroica", ogni giorno una diversa come tessera di un meraviglioso mosaico.
Tra le righe l'invito a fare altrettanto, per conoscere meglio se stessi e affrontare ciò che la Vita offre.
Colsi al volo la proposta, e da allora in poi non mi feci mai mancare la parola eroica.
Parole semplici, anche della quotidianità spicciola, quella che ci appartiene e che meglio descrive la Persona nella sua essenzialità.
Oggi la parola eroica è, "un'unica mela".
Nella fruttiera al centro della tavola è rimasta appunto un'unica mela.
Qui in casa solo mio figlio mangia le mele, per questi giorni che mancherà ho preferito lasciarla lì, solitaria ma in attesa. È conforto per me mentre conto i giorni.
martedì 25 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.11) (Ad ogni nuovo inizio)
Bisogna allenarsi, allenarsi a partire, lasciare, restare e poi ricominciare.
Perché niente finisce davvero.
Oggi mio figlio è partito, e anche se cinque giorni passeranno in fretta, già manca.
Ricordo quella volta che alla partenza vidi una mamma piangere mentre agitava la mano in cenno di saluto. Piangeva, appunto.
E ho pensato, io ormai non piango più, e non perché il tempo trascorso mi abbia regalato l'abitudine alle partenze. La malinconia prende sempre, ma non piango perché sarebbe esagerato ed ingiusto. I miei figli partono per poi tornare.
Perché nello specifico c'è sempre un domani per tornare indietro, e ricominciare.
Come ho ricominciato io, anche oggi ad esempio, passando il pomeriggio a riordinare, ramazzare negli spazi momentaneamente liberi della mia casa, illudendomi così di poter colmare gli immediati ed inevitabili vuoti.
Ma sarà stato davvero aver voluto regalare a me stessa un'illusione?
Crediamoci comunque. Ad ogni nuovo inizio. Sempre.
lunedì 24 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.10) (Siamo altro che semplici cose)
Il Tempo va e porta via le "cose"
Un pensiero così, estemporaneo venuto su considerando l'atteggiamento di una persona a me vicina, ostinatamente legata al passato, a ciò che era, e di conseguenza anche alle "cose", col tempo solo zavorra.
Viviamo, e per poterlo fare siamo convinti aver bisogno di certezze, ma l'unica valida da cui partire è la conoscenza di sé.
Tutte le altre non sono certezze, bensì convinzioni se non convenzioni.
Perciò solo il "non attaccamento" regala certezze.
Per arrivarci occorre lasciar andare ciò a cui si è molto attaccati e che proprio per questo appesantisce e non serve, e trattenere il poco che fa bene.
Lasciar andare è come perdere qualcosa coscientemente...
Lasciar andare non è privarsi di nulla, ma capire davvero di che cosa si ha bisogno, così da eliminare il superfluo o sostituirlo con qualcosa di nuovo, diverso. E sentirsi finalmente come prima, se non meglio.
Un tempo fui persona che non si liberava neppure dei cocci rotti, in seguito il timore di dover perdere ben altro e non solo quelli portò a sbarazzarmi di ciò che fosse materialmente fragile.
Così la mia persona, pure fragile ma leggera, ora è agli occhi altrui più preziosa.
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