martedì 31 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.75) (Dio Padre e Madre)

Nell'ambito della "Comunicazione compassionevole", tema trattato nell'ultimo incontro, trova spazio la descrizione "Dio compassionevole".

Compassionevole, misericordioso, lento all'ira... fedele.

Siamo nella settimana santa e il memoriale di Cristo riporta all'infinita bontà misericordiosa di Dio Padre, che visto in questa luce è anche "madre".

In ebraico i termini compassione, compassionevole riportano al "grembo", e il materno è quello per eccellenza.

Lodiamo Dio e a Lui affidiamoci incondizionatamente.

Recitare il Padre Nostro quando ci si sente piccoli piccoli, bisognosi di cure ed affetto, fa stare subito meglio.

E comprendo perchè io feci di quella preghiera la "mia preferita"

Dio sorregge sempre, fuga i timori quando arrivano, aiuta nel dare aiuto ad Altri.

Pregare...

È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma.

Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi.

Pregare.

Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. 

Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare.

Io prego così, solo così so farlo. 


"Ci sono momenti in cui ho più niente da dire a Dio. Se dovessi continuare a pregare con le parole, dovrei ripetere quanto ho già detto. In questi momenti è bello dire a Dio: Posso stare insieme a te, Signore? Non ho più niente da dirti, ma amo sentire la tua presenza"

- O. Hallesby -

lunedì 30 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.74) (Una giornata che parla di pace)

Quando Pasqua si avvicina l'animo ben si predispone. La Quaresima è terminata, abbiamo cercato di liberarci di ogni peso per una degna rinascita.

Intanto oggi è stata Domenica delle Palme, una giornata che parla di pace. 

E volano colombe con ramoscelli di ulivo nel becco, e sembra parodia grottesca di una realtà quasi persa, eppure fa bene pensarle ancora così, leggere e pacificatrici. 

Con questa sensazione ho incominciato stamane la mia giornata, qualche acciacco di troppo, tanti ricordi e un gran bisogno di serenità ché mi caricasse di forza. 

Ora solo qualche riga in semplicità, una specie di oasi dopo aver fatto il deserto.

Perché la Pace non si augura, si costruisce dopo aver fatto spazio ai buoni sentimenti, e si comincia da sé, dalla pace interiore frutto di gesti semplici e solidali.

Non viene chiesto l'impossibile, ma ciò che si può e rende sereni.

Vero è che il periodo non aiuta, ci si sente spaventati, precari, irrisoluti.

Non ci si fida più di nessuno, e la parola "pace" pare essere usata per contrastare il suo contrario, "guerra".

Proviamo invece a coltivare Noi stessi la pace, a riportarla in casa grazie ad apparenti compromessi. Perché se due fratelli già si guardano in cagnesco come si può pretendere che teste vuote a livello internazionale facciano la pace?

C'è bisogno di generosità, mettersi da parte e tanta leggerezza.

Una metafora.

Col cambio di stagione quasi ci siamo, tiriamoli fuori dal chiuso dell'armadio quegli abiti smessi e forse dimenticati, e indossiamoli come fossero nuvole.  


Sarà tempo giusto speso bene.

E vecchi pensieri tra gli altri confusi appariranno straordinariamente leggeri.


domenica 29 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.73) (Il Tempo generoso)

Oggi è andata così, il tempo avanti ed io dietro, a rincorrerlo senza mai raggiungerlo.

Pazienza, capita. Meglio non darci peso, anche perché ormai siamo al giorno appresso, domenica, e sicuro, poco cambierà.

Al tempo si attribuiscono difetti, è tiranno, impietoso, bisogna però riconoscergli anche la generosità del dono. 

Se pazientemente si lascia fare a lui, va tutto bene.

A me ad esempio si concede un po' permettendomi di scrivere.

Si, scrivere, a scrivere io non rinuncio. A tarda sera quando è silenzio dentro e intorno.

Scrivere fa assai bene. È terapia.

Scrivere significa riconoscere le proprie emozioni e governarle.

La scrittura, ormai è noto, ha pure i suoi limiti ma anche il prezioso dono dei "filtri". 


Si può dire di tutto ma nel modo giusto, adeguato al proprio sentire senza il rischio di fare troppi danni, perché c'è sempre la possibilità di sgaiattolare per altre vie. E poi, vuoi mettere il vantaggio che nessuno ti parli sopra?

Con la scrittura si può urlare in silenzio, e fare arrivare la propria voce dove mai si penserebbe.

Ed elaborare, e mettere fuori dolore e rabbia moderata, e far riflettere...

Io scrivo per tutto questo.

Il mio tempo è sempre tiranno, ma mi rende felice anche solo poter scrivere poche righe...

... e magari un giorno lontano, anzi lontanissimo quando mancherò, qualcuno tornerà a far visita a queste mie stanze nascoste ma vissute sempre col Cuore.


sabato 28 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.72) (27 Marzo 2020 - 27 Marzo 2026)

Allora come oggi un venerdì. Per la pandemia da tre settimane l'Italia era stata chiusa.

Riordinavo e spolveravo, al solito coi miei tempi lunghi, poi messa in pausa, la televisione, canale 28... per un momento straordinario di preghiera con il Santo Padre, e la benedizione Urbi et Orbi, quella delle grandi occasioni, o quando si tratta di affidarsi a Dio...

"Non lasciarci soli, Signore nella tempesta".

Una tempesta che aveva colto alla sprovvista, mettendo a nudo la fragilità umana. 

Culto sfrenato del proprio ego, avidità di ricchezza e di potere, dimentichi dell'amore e della solidarietà che fa "fratelli".

Tra venti avversi e flutti agitati tanta paura...

"Perché avete paura? Non avete ancora fede?"

Sono le parole che Gesù rivolge ai discepoli, destato mentre è la tempesta, dopo che ha messo a tacere il vento e reso calmo il mare.

La quarantena come la Quaresima era comunque un'opportunità per reimpostare la propria vita, cambiare rotta verso il porto sicuro che solo Dio sa.

 È il tempo di "scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è".

Un uomo curvo e stanco percorre la strada


, mentre lacrima il Cielo.

Quale dolore universale, lacrimava sulla piazza gremita di anime senza profilo. Nude alla preghiera rivolte, perchè presto tacesse quel vento sconvolgente e si tornasse a navigare il mare calmo della quiete.

Un periodo assai buio, doveva fare da promemoria per gli anni a venire, perché non si tornasse indietro mai più, in nome di una "nuova alleanza" tra l'uomo e Dio.

Peccato... essere ancora una volta spettatori della labile memoria altrui.

venerdì 27 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.71) (Parlare con gli occhi)

Della giornata odierna mi porto questa espressione.

Si parla con gli occhi quando mancano le parole, oppure queste sono smorzate perchè prive di suono.

- È trascorso un anno, e mio marito mi manca tanto. La casa è vuota e silenziosa, anche se lui a causa della malattia non riusciva a parlare più. Si esprimeva con gli occhi, ed io lo capivo, parola per parola.

Quando il silenzio è denso di parole e sentimenti.

- Vivo da sola, e a volte non mangio. Me ne dimentico. Preparare solo per me è assai triste. È triste soprattutto la sera...

Perchè viene meno la luce... ho pensato, e quegli occhi che parlavano non compaiono più nemmeno nei ricordi.

Ascolta... 

Insieme cominciaste la via, tanta strada, qualche ostacolo, quante volte sarete inciampati forse caduti, ma riprendeste il cammino sempre. Insieme.

Ora stanco, lui si è fermato, ma solo per riposare. A Te è dato continuare, ogni tanto ti volterai, e saranno gli occhi del Cuore a tenerlo vivo nei ricordi.

- Grazie...


Una sola parola, gli occhi lucidi e una mano stretta forte.


giovedì 26 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.70) (Al sicuro nei pensieri di qualcuno)

Ormai nella terza età, mi amo e mi apprezzo.

Ho la mia piccola famiglia ed un'altra immensa cui dedico quotidiani pensieri... che cosa posso desiderare di più?

Se poi vado ai particolari mi sento fortunata se non addirittura privilegiata. In tanti si ricordano di me, persino il nome, e questo mi fa felice, non solo contenta.

Sono credente, convinta che da sempre un Angelo mi sia accanto, perché mi guidi e mi protegga.

E sicuramente se sono ancora qui dopo la tempesta, un motivo c'è.

1Quell'Angelo mi indica la strada...

Siamo Tutti Angeli di Dio, "Messaggeri" della sua bontà, chiamati ad essere vicini a chi non può... solidali con chi non sa come ascoltarne la voce.


Perché nessuno resti solo con la paura, oppresso dall'angoscia. O semplicemente tutti possiamo essere al sicuro nei pensieri di qualcuno.

Si ritrova così la forza, dalla magia di un sorriso ricevuto al momento giusto, ricambiato come segno di gratitudine, donato e condiviso ancora per tante e tante volte.

Fra tutti gli Angeli che sono sulla Terra...


mercoledì 25 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.69) (Riprendere a contare)

Sono trascorsi molti anni, ma se ripenso a "quel giorno", mi coglie un'emozione improvvisa, da dolore "annunciato"... proprio come allora.

Com'è che pur sapendo, trattandosi di un ricordo, il pensiero e ancor più il Cuore non se ne fanno una ragione? 

Sarà per tutta quella sofferenza, rabbia e lacrime represse che pur non palesi, si percepiscono a distanza, come il calore di un falò in una sera gelida d'inverno.

Come si può restare indifferenti?

Affiorano i ricordi e arrivano i pensieri a supportarli.

Quante persone quel giorno, davvero tante, mentre i canti si levavano in alto.

E poi all'improvviso la sera su ciò che sembrava non dovesse avere mai fine.

E poi... e poi in un angolo, su quelle scale una piccola ragazza, capo chino e occhi lucidi.

La Vita continua. Sarà pure frase fatta, personalmente la detesto... ma è così, inevitabile e inesorabile evoluzione dell'esistenza in sé.

Lei, la piccola ragazza avrà ripreso a contare...a pensare ai giorni che sarebbero stati e alle cose da fare.

Che dire...? La Mamma le manca ancora, col tempo forse sempre di più, però la sera guardando il cielo, e trovata la Sua stella, di Lei non sarà mai orfana.


Sono trascorsi molti anni, e averla ritrovata ieri donna sorridente e serena, è stata una calda carezza al Cuore.

La Vita continua, cura le ferite, riscatta dal dolore.


martedì 24 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.68) (Un "camice che non fa paura")

 Ottavo incontro a tutta condivisione con un denominatore comune, un forte convincimento, una grande determinazione.

Ogni volontaria ha raccontato la propria esperienza con umile generosità, donando pensieri, inconsapevoli suggerimenti per continuare.

Abbiamo scoperto Chi delle persone incontrate porta nel Cuore A. M. B. La paura elaborata di P. e il suo grande impegno.

A.M. N.ha parlato delle proprie motivazioni, importanti e uniche, nate da momenti di dolore. Perchè a volte la Vita fa di questi "regali", e sono sempre doni dal momento che per questi s'impara, si cresce, si diventa esempio per altri.

Potrei continuare, e nominarle una per una, e lo farò, per il momento solo poche righe riguardo Chi indossa il "camice che non fa paura".

Non si fa il volontario ma si è volontario.

Nel profondo, oserei dire... essere volontari è uno stile di vita.

Chi si prende cura degli Altri si prende cura anche di se stesso. 

Con la pazienza, con la compassione, con l'amore e con la solidarietà. 

E ancora, accogliendo, ascoltando, abbracciando con lo sguardo e le parole, quest'ultime poche ma giuste, pensate e adattate prima a sé.

Mostra di volersi bene, dimostrando la Sua autentica essenza. Così è, per questo...




lunedì 23 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.67) (Scrivi una frase Tu...)

Al solito è assai tardi.

Lans, gattino affezionato, dorme con la testa appoggiata sulla mia gamba.

E intanto io ricordo... un'occasione, una festa, un ritrovarsi insieme.

Scrivi una frase Tu, ché c'azzecchi sempre...

Ed io, c'azzecco o no, presi a pensarci, perché le "frasi standard" esistono, ma che senso avrebbe una per tutto e Tutti, se già niente è uguale per sempre e Tutti pure siamo diversi?

Così vado in giro per il web e un po' tra le "mie righe".

Trovo tanti pensieri davvero molto belli, e alcuni restano tra i miei come valore aggiunto al continuo riflettere e scavarmi dentro.

La frase richiesta, per me la più giusta, poi la scrissi pensando a Chi fosse dedicata.

  Stasera ho cercato e trovato ancora quattro pensando a Voi, in questi primi giorni di primavera.

Chi leggerà, potrà sceglierne una e farla propria, magari commentarla anche se gli va.

È un modo per far arrivare vicinanza ed affetto, scontati si ma non sempre abbastanza.

Da ricordare... le parole non dette sono come sospese, non giungono al Cielo né restano sulla terra.

"Non si cancellano i ricordi, sentinelle perenni della nostra memoria, perché mescolano il dolce e l'amaro della vita".

" La Speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai."

"La Vita è un insieme di avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme".

"È possibile che la Stella più luminosa si cali là dove Tu sei. Sarà buio, ma credici, troverai la Tua strada".

Ecco ho finito. Credo che donare sia la migliore modalità per amare se stessi.


Buonanotte... con affetto per Tutti


domenica 22 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.66) (Finalmente... Primavera!)

21 Marzo. Si dice sia giunta finalmente la Primavera.

Ma veramente?! È assurdo quanto vada 


veloce il tempo. Le stagioni, l'una dopo l'altra si susseguono. Ed è già Primavera.

 Se non fosse per la luce che indugia a dispetto dell'oscurità del cielo si direbbe che sia ancora inverno. Poi... a tratti, un raggio di sole riporta a quel che è veramente, la stagione è cambiata anche se non pare, l'instabilità vuol far da padrona ma ormai ha le ore contate.

Ciò che è passato non può ritornare.

In determinate condizioni l'animo e quel che sta intorno quasi diventano una sola cosa. Sarà per questo che osservo con occhio partecipe, addirittura complice ciò che è al di fuori da me.

Perchè dentro custodisco ancora un po' d'inverno, fermo a quella notte d'inizio Febbraio.

Il tempo va veloce, non invecchia mai.

A volte non sembra primavera ma inverno non è più...


sabato 21 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.65) (Di-versificando)

Tra i miei scritti stasera ho trovato questo scherzo poetico, chè chiamarlo poesia sarebbe troppo pretenzioso.

Risale all'epoca del Covid, tempo sospeso.

Un po' metafora potrebbe essere riferimento anche per una "parentesi di vita", come io definisco il periodo della malattia.

Attraversando la tempesta in un modo o nell'altro si aspetta che spiova...

 TRA LE RIGHE (Estemporanea)

Mi alzo,

mi lavo, 

mi vesto.


Aspettando che spiova.


Mi affaccio alla finestra.

Cucino e stiro.

Penso.


Aspettando che spiova.


Pranzo.

Lavo i piatti.

Respiro e ricordo.



Aspettando che spiova.


Sera.

Guardo le stelle e sospiro.

Chiudo gli occhi.


Aspettando che spiova.


Vorrei essere una formica, un'ape, un lombrico.

Per loro non è mai piovuto.



venerdì 20 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.64) (Donne protagoniste - Donne distorte)

Magnifica serata al Teatro del Fuoco.

Foggia ha omaggiato le Donne protagoniste, ha divertito con il monologo, Donne distorte, di Daniela Baldassarra.

Tra le Donne protagoniste, la piccola pasionaria nativa di Cerignola, Carmela Panico. Iscritta fin da giovanissima al Pci, si distinse nelle lotte per l´emancipazione dei braccianti e soprattutto delle donne.

Interessanti gli interventi delle due docenti e della figlia di Carmela Panico, Tina Pizzolo che ne ha colto l'eredità.

Un "convegno spettacolo" distinto in due parti, tra storia e comicità.

La graffiante satira di Daniela Baldassarra ha divertito e fatto riflettere, prendendo a modello tre donne tipo dalla storia ha delineato caratteri e situazioni sempre attuali.

Cleopatra, definita scaltra e lussuriosa, in realtà si tolse la vita per orgoglio e la ragion di stato. Elisabetta I si votò esclusivamente per il suo popolo, apparendo frigida e mascolina.

Maria Montessori che la Storia vede come antesignana delle donne moderne, intelligente, rivoluzionaria quasi nel proporre il "metodo" a favore dei bambini, tutti anche i meno fortunati. Inoltre sempre in prima linea in difesa dei diritti delle donne, ebbe le sue fragilitá, e fece delle rinunce perchè figura "troppo" per l'epoca.

Donne distorte ma mai del tutto vittime.

Dal monologo di Daniela gli uomini escono con le osse rotte, ovviamente in senso ironico.

Basici, limitati, ma comunque necessari perchè la figura femminile possa risultare di spicco.



Donne e uomini, nella fragilità la loro storia che li fa unici e speciali.

@

giovedì 19 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.63) (Con quotidiana compassione)

Pensavo a quanto bene faccia allenarsi alla mente compassionevole.

La pazienza, la flessibilità, la comprensione ringraziano, perchè cambia l'ottica delle cose in genere, e già nel quotidiano se ne riscontrano i benefici.

Un episodio recente.

Sono stata all'ASL per il rinnovo dello 048...

- Signora avete la documentazione richiesta?

E alla mia risposta affermativa...

- Bene. Mentre elaboro riguardo la tessera sanitaria, andate nella stanza di fronte per il timbro sulla certificazione della patologia.

Tutto tranquillo, alcuna fila da fare, mi affaccio sulla soglia della citata stanza.

La persona che doveva esserci non c'era, in un angolo però qualcuno era "presente assente" perchè dormiva. Dormiva nel senso letterale del termine, occhi chiusi e capo reclinato da un lato.

Scusi... lo dico o non lo dico? Lo sveglio o non lo sveglio...?

- Ma insomma, che ci vuole per mettere 'nu timbro?

Stanco di aspettare ha urlato il primo impiegato che alla fine ha svegliato il secondo della stanza di fronte.


Che ci vuole? Bisogna solo avere gli occhi aperti, essere lucidi e presenti.

Ma dopo tutto che fa? Un motivo ci sarà stato e va bene così. 

Comprendere, accettare e sorridere. 

E per un altro anno lo 048 è assicurato.

mercoledì 18 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.62) (Come ala di farfalla)

La sintesi dell'ultimo incontro da preparare e tanti pensieri per la testa.

L'ora di certo non aiuta, e nemmeno gli anni per cui arrivo sempre più stanca a fare ciò che mi piace.

È un limite che inevitabilmente riporta al concetto di fragilità.

La fragilità è l'unica certezza per ogni essere umano, dal giorno in cui viene alla luce, prima inconsapevole e poi sempre più convinto ad arginarla o farne un punto di forza.

Noi siamo al mondo per la Vita, non dobbiamo dimenticarlo mai, per questo cerchiamo di resistere e superare ogni limite.

Intanto da un po' di giorni sono parzialmente funzionante.

Causa... mente poco "collegata".

Sono cose che capitano, basta un niente e la "centrale" va in tilt. E magari fino a poco prima tutto era tranquillo e sotto controllo.

Che pretesa assurda... sentirsi talmente al di sopra di tutto da poter essere in grado di gestire le situazioni e fare sempre centro... senza sbagliare mai, alcuna titubanza o turbamento.

Ed è soprattutto la sera che si evidenziano criticità e debolezze.

Le paure... il futuro immediato e a lungo termine...  

Allungo la mano ogni tanto per sentire il respiro di chi mi è vicino.

Ideale campanella della consapevolezza, respiri profondi, e ritorno in me.

Quando cala la sera, il buio con me ci prova sempre, per fortuna poi, e grazie alla bontà di intenti e alla determinazione, la situazione rientra e si ricomincia, prima timidamente infine con la testardaggine solita.


Ed è notte quando finalmente anche tastiera e spazio bianco si ritrovano.

martedì 17 marzo 2026

FUORI DEL TEMPO (n.61) (Io... mente compassionevole per Me)



Creare una mente compassionevole significa coltivare gentilezza, comprensione e non-giudizio verso se stessi e gli altri, specialmente durante le difficoltà.

Si può cominciare immaginando una "mente compassionevole" pronta ad esserci accanto per aiutarci.

Oppure praticando l'autocompassione con una lettera da... me a Me, da te a Te...

Così poche righe per rimproverarmi e poi farmi coraggio, severa e consolatrice sempre in tempo reale, da quando da sola entro nei miei pensieri, respiro le sofferte pause, cerco di capirmi, e non sempre ci riesco.

Scrivo per questo, rileggere e chissà...

Amica mia... ci risiamo, non è così? 

So come ti senti, non ho bisogno nemmeno di immaginarlo. Sconfitta di nuovo, nonostante i buoni propositi, le certezze acquisite, il sorriso che ora vedi come dall'esterno, prestampato, e che in un attimo si è trasformato in ghigno e poi smorfia di dolore.

Di dolore si tratta... non fisico ma dell'anima, mentre la mente realizza che molto è cambiato.

Il tempo va, hai perso parte degli affetti, dell'ultimo non hai neppure del tutto elaborato.

A volte pare addirittura tu non voglia farlo, forse per conservare qualche giorno di vita in più, abortito nel silenzio.

Ma tant'è, è ora di riprendere il cammino, pure se sei acciaccata e stanca. Pensa a qualcosa di bello, come facesti sedici anni fa, quando guardando la cicatrice sul petto ci vedesti un sorriso, per ricominciare...

lunedì 16 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.60) (Senza filtri)



Avrei potuto fare tutto e riuscire in tutto.

Invece ho fatto solo una parte, cavandomela in parte.

Però ora quella parte di esistenza che resta è la mia vera vita, a lungo cercata ed intuita.

I "filtri" non esistono più, e situazioni, cose e persone appaiono reali così come sono, e non come sembrano.

Trattengo solo i filtri della comprensione e del rispetto, a volte nuda e cruda.
Così alla fine ci si riserva per Chi può capire.
A tale scopo impari a tacere e a lasciar andare quando è il caso.

E pensare che prima perdevo tempo a mettere insieme i cocci. Ora non lo faccio più, in senso metaforico e reale, accantono e ricomincio da zero.

Si diventa minimalisti e selettivi, il superfluo è quasi sempre inutile, si trattiene ciò che rende migliori.
Perchè ciò che è inutile, in realtà non serve.

E vivo giorno per giorno, e non mi serve più di tanto.
Quindi minimalista? No... è che mi innamoro della gente.
E mi rendo conto che tra la gente esisto anch'io, per questo ogni giorno non posso che ringraziare il buon Dio. Augurando possa illuminarmi sempre.
 

domenica 15 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.59) (L' "Incompiuta" al completo)

Sono trascorsi sedici anni da quell'8 Marzo che capovolse credenze e convinzioni, mutò le mie certezze.

Da allora in poi fu un susseguírsi di cambiamenti.

Per cui pensando e ripensando ho trovato una definizione nuova, tutta particolare per la Donna. "A toppe e a colori".

Perché spesso e volentieri è proprio brava a confezionarsi un vestito tutto toppe, anche colorate, più bello e vivace del costume di Arlecchino. 

Non è di lusso, non è da sera, ma fa la sua figura per tutte le occasioni. A volte le pare anche di cogliere qualche sguardo di ammirazione. 

È vero, gli Altri guardano e giudicano solo quello che si lascia vedere.


Quel vestito a toppe e a colori fa pure da maschera, da travestimento quando soffre.

D'altra parte non può andarsene in giro nuda, col Suo dolore in vista, così si adatta concludendo che le sta proprio bene.

Tutto mitigato sotto quelle pezze variopinte, con i sorrisi e l'ironia nasconde ciò che la disturba quando affiora, mka ogni tanto, è inutile nasconderlo, compare pure qualche lacrima... celata agli altri là dove serve e al momento giusto.

Poliedrica e colorata, un po' lunatica ma tanto appassionata... la Donna. Una presenza necessaria.

FUORI DAL TEMPO (n.58) (Per il verso giusto)

Di ritorno da una splendida serata, ove se dubbio ci fosse stato, risultata è la riprova che insieme non solo è meglio ma pure assai bello... vi va che vi prenda per il verso giusto?

Certo, giudicherete voi se è giusto o meno, intanto posto questa novità, anche se non sono certa si ripeterà.

È esito di una notte insonne, non quest'ultima s'intende, rigirandomi nel letto senza trovare riposo.

Per prendere sonno non contavo le pecore ma le faccende che mi aspettavano il giorno dopo. In primis spolverare...

Così... polvere, polvere... e polvere.

E la polvere diventò poesia.

Per carità, senza pretese piuttosto da definire "scherzo poetico", quello che può venir giù quando sei in coda, nella sala d'attesa del medico di famiglia, o appunto... dopo una notte insonne.

POLVERE

Copre la polvere ogni spazio libero.

Naturale, impalpabile ci scrivo su,

un cuore irregolare, una nuvola vuota, scarabocchi di una giornata andata male.

Ne prendo le distanze ed apro la finestra.

Un fascio di luce prepotente cade sul cuore irregolare, sulla nuvola vuota, gli scarabocchi.

Pudica e veloce passa la mano a confondere le cose.

Torna la superficie lucida e accogliente, 

per altra polvere senza alcun evento.


Chi sa vederci il verso giusto tra le righe?




venerdì 13 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.57) (La "virtù" delle parole)

Far star bene. Stare bene.

Pensavo alla "virtù" delle parole e delle espressioni,"far star bene" e "stare bene",  ad esempio hanno la parola, "bene" che fa da tramite,  questo garantisce una sorta di connessione.

Non si può vivere astratti dall'ambiente circostante, non si può praticare alcuna attività senza sentirsi tutt'uno con Chi si entra in relazione. È una realtà inconfutabile, anche se non sempre è in automatico e l'armonia è una conquista.

Noi volontari siamo impegnati in tal senso, e notiamo persino nei sinonimi le sfumature di significato, appena percettibili ma che fanno la differenza.

Solo l'altro ieri una paziente raccontando di aver perso il marito il mese prima, ha riferito sentirne ancora il "profumo" gli ultimi giorni.

Profumo. Non odore. Termine quest'ultimo forse più adatto ma che non mette in risalto un legame d'amore "per sempre".

E che dire di questa... "Come è bello piangere da soli"... un'autentica poesia.

Non l'avrei mai immaginato. Una paziente che avevo visto sempre sorridente, propositiva, persino ironica, all'ultimo appuntamento con la terapia, esprimersi così.


Forse a volte per sopravvivere occorre "mascherarsi" pure con se stessi.


FUORI DAL TEMPO (n.56) (Una vita al suo primo sole)

Positiva e propositiva, intelligente.

Bella e giovane. Solare.

Entusiasta della vita, per dirla meglio... entusiasta di se stessa perché non poteva affrontare, vivere meglio questa alquanto inopportuna parentesi di vita.

- Eh, però a casa mi so' fatta una testa di pianti...


- Ci sta tutto...

Ho replicato, e avrei voluto stringerla forte per donarle un po' del mio battito e infonderle un minimo di coraggio.

- Io devo farcela. Non ho scelta. Ho due bambini piccoli che voglio veder crescere, e poi tante cose ancora da fare.

Già... ho pensato... trentadue anni sono davvero pochi. Una vita al suo primo sole.

La guardavo ammirata. Tanta saggezza in una persona così giovane non mi era mai capitata. 

E ironia... e maturità... e grande capacità di comunicare empaticamente.

- Che studi hai fatto? 

Le ho chiesto.

- Mi sono fermata al terzo superiore, perchè volevo lavorare nella ristorazione, ma ho letto e leggo molto. Ah... amo pure molto la gente.

Proprio come me, ho pensato... per questo è stata subito palese la nostra sintonia.

Gli animi simili si intendono subito.


martedì 10 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.55) (La Musica è vita)


 Interessante e vivace il quarto incontro del corso di formazione, incontro dedicato alla Musicoterapia, a cura del musicoterapeuta Michele Bonfitto.

Scambio di interventi senza interruzione, scoperte inaspettate.

Un esempio.

Qual è la canzone che ti rappresenta? Ognuno sicuramente avrebbe un titolo come risposta. E ascoltando e analizzando quella melodia, come esito si avrebbe la "storia" dell'interlocutore, dal temperamento alle scelte di vita, al vissuto stesso.

Con la musica, dal subconscio si riportano alla luce i ricordi, si alleggeriscono certi momenti, ci si libera persino dalle angosce inconsapevoli. 

Ad occhi chiusi poi ascoltiamo un brano di musica classica.

In un attimo ci sentiremo immersi in un bagno di suoni. Evocheremo ricordi, sensazioni di libertà, leggerezza quasi a librarsi in volo.

Cuore e Mente si incontreranno

nell'espressione di un pensiero. E sarà armonia.

Se nella vita non ci fosse la Musica...

Sarebbe il caos, penseremmo di non essere nel posto giusto e in più sempre al momento sbagliato. Il pianto fermo in gola, il volto inespressivo. E i ricordi bloccati dal tempo...

Se nella vita non ci fosse la Musica... la Vita stessa sarebbe un errore.


FUORI DAL TEMPO (n.54) (Con Te...)

 


Volano i giorni, pieni di cose da fare, volti da accarezzare col pensiero, senza alcun programma se non quello di sorridere, cercare di fare il meglio, e continuare ad essere del Presente figlia e compagna di viaggio.

Così succede, e non c'è da meravigliarsi, che una paziente che col tempo ha deciso di considerarmi "l'amica volontaria", mi chiami
 dal corridoio...

- Maria, lo sai... ieri ho suonato la campanella.
Sei felice?
Ed è Lei a chiedermelo...
- Certo!...
Le rispondo... sono felice con Te.

Con Te, non per Te o come Te... quel "con" fa la differenza.
Perchè sono stata con Te nelle giornate buie e in quelle con il sole, con Te quando mi mostravi con orgoglio le foto delle tue prelibatezze ed anche quando non riuscivi a tenere gli occhi aperti per la stanchezza.

Con Te, quando incontrandoci per caso al centro commerciale ci abbracciammo e ti dissi che eri proprio bella così ben truccata e coi "capelli in ordine"...
Capelli in ordine...?! Esclamasti ridendo... ma è una parrucca, lo sai!

Che importa... in quel momento ero "con Te" in campo neutro, e i tuoi capelli erano insieme con i miei "naturalmente veri".

Così con Te anche oggi, domani o quando vorrai...
Buona Vita, Anna!

venerdì 6 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO ( n.53) (Empatia è...)

  FUORI DAL TEMPO ( n.53)

(Empatia è...)


Io sono con Te, e in questo mio momento, leggermente diverso dal Tuo, ti difendo, ti accarezzo, ti cullo. Sono Presenza.

Una Presenza che serve, che non si limita a parlare, sorridere pensando ad altro.

Una Presenza che sente, si commuove e si contiene, ma non si vergogna se a volte le lacrime dal Cuore fanno lucido lo sguardo.

Una Presenza che tace, fa parlare Dio senza nominare Dio.

SIAMO COSÌ...

Col sorriso presente sempre

che pure lascia spazio a lacrime improvvise.

Portiamo sulle labbra poche parole, e le esprimiamo con l'aiuto di Dio.

Ascoltiamo il nostro Cuore, e con lo sguardo poi spieghiamo a Chi siede accanto.

Scesi in campo, ci sporchiamo le mani

e si offusca la Mente sempre così lucida.

Forse mi convincerò.

Ci riuscirò?

M.R.

Non sono solita poetare, però quando voglio esprimermi senza dire troppo, oso.

Poche pretese, perché resto sempre dalla stessa parte.

FUORI DAL TEMPO (n.52) (Mamma sempre e per sempre)


Credo non ci sia età per non sentirsi orfani di mamma. L'unica persona che non ti tradirebbe mai consapevolmente.

Se la Mamma fosse stata ancora in vita, di certo avrebbe continuato a capirmi.

Lei avrebbe continuato a capirmi perché come me aveva vissuto una situazione estrema e tante volte si era sentita come mi sento io... in certi momenti... se il vissuto pesa e la forza viene meno.

Quando ventuno anni fa è venuta a mancare e ancor di più con l'arrivo del tumore, io... all'improvviso mi son sentita orfana. Ero una donna adulta, avevo una casa e una famiglia tutta mia, ma non più un punto di riferimento. Da sempre i nostri rapporti erano stati in perfetta sintonia, solo un po' nebulosi durante la mia adolescenza per un silente conflitto generazionale misto alla naturale rivalità madre-figlia, tipica di quell'età.

Tutto s'era risolto in breve tempo e Lei per gli anni a venire fu per me stimolo... aiuto... conforto.

Non è "privilegio" unico di "figli piccoli" sentirsi orfani...

Ed io, avendo perso la Mamma, potevo esser priva di tale privilegio?

Se voglio darmi l'illusione di sentire forte la Sua presenza... mi ripeto a mezza voce la frase con cui s'annunciava al telefono... "Pronto, che stajie facenn?( che cosa stai facendo)"

⁹Ed è bellissimo... perché è proprio Sua la voce che sento.

lunedì 2 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.51) (Come passa il tempo...)

Rapidamente, inesorabilmente, ma tutto sommato è una gran bella cosa se siamo ancora qui a contarlo e raccontarlo...

Nonostante sporadici venti avversi, che se da una parte travolgono, dall'altra aiutano a voltare pagina.

È ora tarda, e mentre il festival della canzone italiana è alle sue ultime battute, penso ad altro genere di pensieri che possano accompagnare degnamente al riposo della notte, quando la mente cerca un'oasi di ristoro. Cerchiamo altro allora, guardando oltre.

Vero è che non si può né si vuole dimenticare, però se ci si sofferma a pensare, nel dolore c'è, a saper vedere, un'opportunità, trasformare lo stesso in vita.

E fu così che sedici anni fa, a Marzo tra delicatezza e timore per me si pose il primo seme di speranza.

Ogni tanto ne riparlo perché vuoi o non vuoi,


Marzo arriva ogni anno e altri ne verranno, sicuramente da raccontare come furono i giorni miei e quelli per  l'Arcobaleno al tempo della pandemia, all'apparenza persi ma tutti da rivalutare per nuova consapevolezza.


 Vi lascio intanto ripetendo l'inizio della mia storia che mi piace pensare come antica favola, un "c'era una volta", il cui seguito ancora continua, dopo aver voltato pagina.