martedì 11 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.99) (Notte magica)
lunedì 10 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.98) (E il tempo andrà più lento)
SENZA SOSTA (n.97) (Come conchiglie vuote)
sabato 8 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.96) (In un'unica parola...)
venerdì 7 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.95) (Io sono qui per Te)
giovedì 6 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.94) (Giornata movimentata)
martedì 4 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.93) (La collana spezzata)
lunedì 3 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.92) (L'acqua sedativo naturale)
domenica 2 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.91) (Primo agosto)
sabato 1 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.90) (Quando un figlio torna a casa...)
venerdì 31 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.89) (Luce anche senza sole)
giovedì 30 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.88) (Apprezzarsi come unici e inimitabili)
martedì 28 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.87) (Viaggio di ritorno)
SENZA SOSTA (n.86) (Tranquillità e amore incondizionato)
sabato 25 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.85) (Grata sia pure lucida e distaccata)
venerdì 24 luglio 2026
SENZA SOSTA ( n.84) (Prospettiva diversa)
giovedì 23 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.83) (Alla scoperta di sentimenti smarriti)
martedì 21 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.82) (La grandinata)
domenica 19 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.81) (Quando è "vigilia")
sabato 18 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.80) (Tutto ha un inizio e una fine)
SENZA SOSTA (n.79) (Darsi da fare tra creatività e preghiera)
venerdì 17 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.78) (Ordine tra i pensieri)
giovedì 16 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.77) (Tra le righe della vita)
SENZA SOSTA (n.76) (In vacanza...?)
lunedì 13 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.75) (Sentimenti ed empatia)
SENZA SOSTA (n.74) (Ricetta salva ricordi)
sabato 11 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.73) (Come Arcobaleno)
venerdì 10 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.72) (Galina)
giovedì 9 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.71) (Matrimonio)
domenica 5 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.70) (Adeguarsi al cambiamento)
SENZA SOSTA (n.69) (Presenza e abbracci per continuare)
SENZA SOSTA (n.68) (Dedico "questo mio tempo" a...)
venerdì 3 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)
giovedì 2 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.66) (Resettare)
mercoledì 1 luglio 2026
SENZA SOSTA (n.65) (Non pensare a niente)
martedì 30 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)
"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"
- Helen Keller -
Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.
Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.
Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore".
E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.
Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.
Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero.
I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.
lunedì 29 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.63) (La ciotola)
Oggi molto presa. Sono stata in attesa dell'arrivo di mia figlia. Non la vedevo da Natale. "In attesa" come un'ennesima gestazione.
"Mia Famiglia" quindi si è riunita. Dopo quasi sei mesi la figlia lontana per lavoro è tornata. Sono contenta, anzi felice ma pure frastornata.
Sul tappetino in cucina c'è di nuovo la ciotola dell'acqua. È per la Biji, la cagnolina di mia figlia, e per me è stata emozione grande rivedere quell'angolo non più vacante.
Biji resterà con noi per un mese intero.
Accantonerò le mie abitudini, cercherò supporto da me stessa, chiamerò a raccolta le mie forze. Gli anni passano, e mi avvicino sia pure a passi felpati a quell'età che fa tanto simile ad un gatto domestico. Ma l'Amore grande e incondizionato si spende e non si misura, mi abituerò e sarà per il tempo che dura.
Poi la mia grande figlia tornerà alla sua vita ed io alla mia, e i giorni fino a Natale saranno il futuro di ciascuna.
Le relazioni sono così, tutte almeno per me che le vivo con il Cuore, siano scontate o meno.
Ci sono quando la situazione lo richiede, mi tiro indietro quando non serve più. Anche con i figli, soprattutto con loro ché non si capisce mai se ti vogliono o meno.
Poi con gli Altri, ovviamente occorre qualche accortezza in più.
Ci dedichiamo quando vivono momenti difficili, cerchiamo di aiutarli in quel momento, là dove sono, e magari anche dopo ma solo qualche volta.
Lasciarsi coinvolgere e creare nell'Altro aspettative esagerate può risultare veramente dannoso. In un inevitabile crescendo, a lungo andare non sarebbe un bene per nessuno.
Dedicare pure solo il pensiero però si può, è già sentimento.
domenica 28 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)
"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."
(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")
Perchè questa citazione?
Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.
Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.
Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.
Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi.
E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.
sabato 27 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.61) (Inauguriamo un nuovo spazio)
A tarda ora una sana proposta a... Samanta Marrone ma anche in realtà a tutto il gruppo.
Considerato il successo conseguito dall'incontro
"Alimentazione in Oncologia", ho avuto un'idea.
Perchè non creare una rubrica di sana cucina, curata da Samanta, qui in quest'ambito?
Notizie sugli alimenti, curiosità, e infine una semplice e gustosa ricetta, una volta a settimana, da provare subito.
Che ne pensate?
Per questa rubrica ho pronto anche il titolo... "CUCINA TRA LE RIGHE".
Sarà una pagina nata dal Cuore, da salvare e consultare sempre, magari illustrata con foto dei piatti realizzati non solo da Samanta, Nostra chef a 5 stelle, ma pure da tutti NOI... INSIEME, chè quando ci mettiamo impegno arriviamo lontano, sempre e nonostante tutto.
venerdì 26 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.60) (Primo comandamento: Mangiar sano)
L'incontro odierno sull'alimentazione a cui hanno partecipato alcuni di noi del GAMA, mi porta almeno a delle considerazioni, non avendo io potuto essere presente.
La sana alimentazione è una componente di un buon stile di vita. È argomento che dovrebbe interessare tutti, ma il più delle volte è solo
al momento del "dramma" che ci accorgiamo dell'importanza delle cose scontate, o almeno considerate tali fino ad allora.
Normali come il respiro, semplici come la minestrina della sera. Eppure basta un raffreddore che rende irregolare e un po' affannoso
il primo, e non si può non comprenderne il ritmo. E ancora, un'indigestione, la nausea e un digiuno forzato e si assapora ed apprezza il brodo più volte mandato giù in fretta. Scontata pure questa mia riflessione? Solo semplice.
Il richiamo ad alimentarsi è forte attaccamento alla vita, basti pensare al bambino appena nato che cerca per istinto il seno materno, e per diventare grande in modo adeguato ha bisogno di quantità di latte proporzionate al suo peso.
L'argomento mi riporta all'esperienza personale di malattia, quando per contrastare gli effetti collaterali della chemio studiai la strategia del "pastino", una minestra semiliquida con passato di verdure, pastina biberon, due cucchiai di ricotta e uno d'olio evo, e una spolverata di grana. Una sorta di pappa svezzamento insomma, perché mi sentivo delicata e vulnerabile come nella prima infanzia, bisognosa di attenzioni e coccole.
Dovevo continuare, in realtà era prossima la rinascita, e poi crescere, in un'unica parola... vivere, nel pieno delle forze e con tutto il Cuore.
mercoledì 24 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.59) (Là dove tutto è autentico)
Ci sono persone che brillano per umiltà, profumano di gratitudine. Sono loro che insegnano a vivere sempre e comunque.
Ed io, volontaria in un reparto di oncologia, quanto stia imparando non si può immaginare.
Perchè è là dove tutto è autentico che si può essere certi che non s'indossano maschere.
C'è la paura ma pure la ripresa dopo le parole, "va tutto bene, continuiamo così"
C'è il "Qui e Ora" che ti fa apprezzare ogni piccola cosa.
Un nuovo giorno, un sorriso, la parola giusta al momento giusto.
Se si potesse rendere in immagini ciò che è nostro intento donare là dove tutto è autentico, io lo farei così, un po' metafora e tentando poesia.
Presenza discreta, delicatezza e tanto tanto Cuore...
Accompagno, accanto e per mano.
Acceleri il passo, assecondo senza domande.
Ancora più in fretta ti muovi, e non guardi indietro né avanti, a capo basso.
Ti vengo dietro, non comprendo, presto ascolto ai silenzi.
Fuggi.
Afferro che è ora, vano è affannarmi.
Lasciar andare, solo questo.
Non più accanto, ancor meno per mano.
Sei ormai di spalle, ma io continuo con gli occhi del Cuore.
E oggi, dopo sedici anni, felice di essere presenza, discrezione, aiuto.
SENZA SOSTA (n.58) (16 anni 16...)
Oggi proprio, per poter continuare.
Grata per ogni singolo momento, perché non pensavo, e invece sono qui, ad alleggerirmi delle zavorre e a creare spazi sempre più ampi.
Come ho fatto? Voglia di vivere. Tanta.
Come faccio ancora? Con la condivisione e l'Altro.
Non... "altro", chè è generico e non spiega ciò che intendo.
L'Altro è il mio prossimo, nello specifico coloro che ad un certo punto della vita incontrano la Malattia.
Dono il mio tempo, offro supporto e raccontandomi invito a raccontarsi.
È terapia anche questa, "Medicina narrativa", valida cura sotto ogni aspetto.
Basta poco, e tornano ricordi, promemoria per non fare passi indietro.
"... per non finire mai di essere" - racconta la tua storia.
Dieci anni fa, curando la pagina del GAMA, pensai ad un progetto a favore della Medicina Narrativa.
Invitavamo chi ci seguiva a raccontare la propria "storia" di malattia, vissuta da paziente, familiare o caregiver. Chi voleva poteva raccontarsi mantenendo, volendo, anche l'anonimato.
Se l'iniziativa avesse avuto successo il tutto sarebbe diventato materiale per la pubblicazione di un libro.
Oggi... 16 anni 16 da quel giorno, guarda caso ho trovato tra le mie carte molte condivisioni inviate al GAMA.
Quel progetto in potenza forse può essere messo in atto.
E a me ancora una volta si offre un'opportunità. Continuare.
lunedì 22 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.57) (Oggi... giorno di vigilia)
Vigilia d'estate, vigilia di qualcosa che accadde e non vuole si dimentichi.
Estate, dicevo... e direi pure entrata di gran carriera. Caldo soffocante oggi.
Speriamo per domani qualche grado in meno e una fresca brezza.
Intanto non posso fare a meno di pensarci, perché certe cose non si scordano.
Un'estate, sedici anni fa... entravo in ospedale.
Il giorno dopo mi aspettava l'intervento.
Guardavo i sandali e le unghie pitturate della dottoressa, pensavo... è già estate.
Perché quando la mente è presa in una sorta di vortice tutto ciò che a Te è estraneo, scivola addosso. E non esistono ore e minuti, né mesi e neppure stagioni.
Poi però ti guardi intorno e cerchi un appiglio. Per risalire.
Riprendere la normalità a lungo desiderata, pare a volte un traguardo difficile da raggiungere.
Quando si è toccato il fondo, mentre la mente vaga e sogna a tratti che il domani sia migliore.
domenica 21 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.56) (Nuove istantanee da un matrimonio)
È sempre emozione pensare ad un'Amica che si sposa, non parliamo poi vederne alcuni scatti, istantanee da un matrimonio.
Un uomo e una donna, artisti dell'astratto. Sulla stessa tela ma ognuno per proprio conto, con tocchi di colori diversi.
Estremamente diversi ma pure complementari... come la notte e il giorno,.
Pur condividendo poco o niente, ritrovarsi sempre a metà strada.
Hanno la loro alba, insomma. Il punto di continuità che fa vivere non potendo fare a meno l'uno dell'altra.
Un ricordo...
Una volta un paziente mi parlò di un matrimonio che durava da quasi cinquant'anni, del primo incontro con la moglie, un vero colpo di fulmine tra giovanissimi. Il rispetto reciproco... l'incanto.
Che cosa può esserci dopo la malattia nessuno può saperlo e forse neppure interessa.
L'incanto sta proprio in questo, immaginare il futuro secondo i propri desideri e viverlo a proprio modo già nell'immediato presente. E questo a prescindere da qualsiasi accadimento.
sabato 20 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.55) (Quando il ricordo diventa carezza)
Non si vive di ricordi, ma a volte i ricordi aiutano a vivere.
Quando i ricordi prendono forma con amore e ritornano per amore, un ricordo diventa carezza per la memoria del Cuore.
Può sembrare poca cosa, un palliativo, eppure...
Ho chiesto ad un'Amica bravissima di riprodurre con la tecnica dell'amigurumi la mia cagnolina che non c'è più.
È stata una richiesta fatta di getto, poi mi son sentita pure un po' sciocca... comunque quando ho visto realizzato come un piccolo capolavoro è stata grande emozione.
Sedici anni di amore incondizionato... ricordi a raccolta... tenerezza infinita.
Ora ogni tanto lo sguardo va alla mini Biù Biù
L'ho sistemata sul mobile vetrinetta in cucina, dove vivo quasi interamente le mie giornate. Cucino, rigoverno, scrivo e lei come sempre continua con me. È nei miei pensieri più sereni, oasi nei momenti dubbiosi, lenimento alla mancanza...
Non servono parole che facciano rilassare, anzi pare proprio sia esattamente il contrario, è nel silenzio e coi giusti pensieri, e piccoli progetti, che si può ritrovare l'equilibrio.
Un modo comunque per mettere un punto ed andare a capo bisogna trovarlo, e sarà unico come unico è ogni essere umano.
venerdì 19 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.54) (Sulla vita e il senso suo migliore)
Stasera sento il bisogno di un ricordo sereno. Sulla vita e il senso suo migliore.
Anche se tempo è passato, ritorna la seraficità di Gerardina, un'anziana paziente conosciuta anni fa.
Lei paragonava questa vita ad una vacanza.
Trovai l'immagine poetica, la feci mia, e in certi momenti mi ci rifugio.
Una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne gli istanti più belli.
Tristezza mai, nessun disagio perché tutto passa.
Perciò, la vita viviamola così, come una vacanza... prima di tornare a casa.
È così che si rinasce ogni volta, e poi si riparte.
Al solito è molto tardi, ma forse col silenzio intorno è il momento giusto per pensare ancora tante cose.
Alla vita pure come viaggio, ai panorami persi e alle stazioni recuperate.
È strano come questi pensieri possano rendere sereni. Potrebbe sembrare rassegnarsi a qualsiasi tipo di destino, e invece è solo vivere nella consapevolezza, senza disperarsi.
Alla fine si tratta di farlo al meglio questo viaggio... adattandosi, cercando di ricavarne il maggior bene possibile.
La Vita, un viaggio a tappe con compagni sempre diversi, con alcuni in sintonia, con altri meno, mai soli comunque.
Si parte al mattino, si arriva a sera con la speranza di poter ricominciare.
SENZA SOSTA (n.53) (A prescindere)
L'esperienza con un tumore porta inevitabilmente a fare i conti con la propria vita e con l'eventualità della sua fine.
Anche se attualmente e dati alla mano, siamo sempre più numerosi a farcela.
Però è inutile negarlo, tutti temiamo "quel momento" perchè lo consideriamo la negazione della vita. E se invece cambiassimo punto di vista?
Semplicemente, conclusione di una più o meno ricca esperienza sulla terra.
Comincerò con un ricordo, uno dei tanti, un mio convincimento.
Avevo appena terminato il mio percorso di cura, ma continuavo ad andare là dove ero stata curata.
Mi ero affezionata a tutti, medico, infermiere, ed in particolare ad una "compagna di viaggio".
Purtroppo le Sue condizioni ben presto fecero prevedere un triste epilogo...
- Bada Noi teniamo a Lei, ma ancor più a Te. Non sei completamente fuori, sei emotivamente fragile.
- Non temete, ce la farò.
Mi si avvertiva che avrei potuto restare traumatizzata dall'eventuale perdita di Isa, questo il Suo nome, ma io testarda volli continuare.
E quando per rincarare la dose aggiunsero... guarda che è senza speranza, risposi subito... nessuno è senza speranza, anzi! Neppure quelli che chiamate "terminali". La speranza è vita, e vita è fino all'ultimo respiro.
La linea tra speranza ed illusione è assai sottile.
La speranza non esclude la consapevolezza ed è alimentata dalla proposività.
L'illusione non ammette alternative, preferisce ignorare.
Io credo nella speranza a prescindere da qualsiasi presupposto.
La situazione è, ma potrebbe cambiare.
Si affronta quel che si deve perché cambi, e qualora restasse uguale, almeno si resta dritti, mai piegati su se stessi, fino all'ultimo.
Tutti hanno diritto alla speranza, la Nostra campana in reparto vuole ricordarlo, perché la speranza non è l'ultima a morire ma la prima virtù su cui si fonda la Vita. A prescindere.
SENZA SOSTA (n.52) (Da una parola...)
Da un po' cerco la "parola eroica" del giorno appena trascorso. La parola da cui trarre forza.
Rovisto tra le azioni mie, prendo nota dalle storie ascoltate, ne faccio tesoro da condividere perché s'impari per la propria vita.
Ci penso da un bel po'... ma quante persone ho conosciuto in tanti anni? Molte davvero. Prima con la "malattia sulle spalle", poi... "tra le braccia".
Le loro storie mi sono state d'insegnamento, e quelle nuove lo sono ancora.
Ogni volta è stata una storia condivisa, un appuntamento, la convinzione di avere un Amico in più. Non un semplice conoscente, ma un amico... Amico.
Come conoscersi da sempre, una vera relazione che incredibilmente diventa di mutuo aiuto.
Perchè ci sono storie che insegnano la vita, quella complessa, fatta di dolore all'improvviso, perdita ma pure grande forza di ripresa.
Allora ascolto e quasi stento a credere che sia tutto vero. Lei se ne accorge e chiede... come ti senti ora?
Bene... rispondo... perchè la tua serenità nonostante tutto mi porta a credere che si può. Ammiro il tuo coraggio, la forza rigenerante dell'Amore che si dona.
Elena... tornerò a trovarti. Grazie per avermi accolto con fiducia.
Ti aspetto allora. A presto.
Salutandomi con un sorriso.
giovedì 18 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.51) (Fiore di cactus)
Bisogna colorare le giornate, sempre anche quando sembrano scontate, pure se la stagione incalza e la stanchezza non risparmia.
Occorre mettersi in gioco nelle difficoltà, per superarsi ogni volta e provare un colore diverso.
Non è facile per niente, però si può, perché la vita è fatta di sfide continue e farsi vittima ogni volta è assolutamente deleterio.
Protagonisti. Siamo nati per esserlo dall'inizio alla fine.
Avete mai fatto caso a quanto sono belli i fiori di certe piante grasse?
Sono fiori più belli di tanti altri, perché imprevedibili spuntando all'improvviso tra le spine, e duraturi non si sa come, visto che necessitano di poche cure.
Fiori senza profumo perché lo si possa immaginare e diventare così il fiore di ognuno.
E poi pensare di essere unici come quei fiori con la responsabilità forte di resistere oltre le spine, magari con la sola luce che attraversa il vetro di una finestra.
Sentirsi tra spine e dolori, a tratti pure inariditi perché basta quel che serve, eppure per quel poco ogni tanto nasce un fiore.
Merito e lode per Colui che tutto può e vuole.
Metafora di una giornata vissuta come un fiore di cactus, con la fretta di arrivare a sera per tornare a me stessa, ringraziando comunque e sempre il buon Dio.
mercoledì 17 giugno 2026
SENZA SOSTA (n.50) (Un gusto sempre nuovo)
Oggi è stato davvero caldo, molto caldo e con queste temperature ovviamente si ha poca voglia di stare ai fornelli e l'appetito vien meno. Allora per questa calda domenica tanto per cominciare, ho preparato una buona insalata di pasta, patate, speck e
Di certo vi chiederete che posto o ruolo occupa sulla tavola un "connubio" del genere.
È un secondo o contorno o frutta o companatico?
Posso solo rispondere che non lo so. È stata una scoperta, mi piace e mi appaga.
L'ho scoperto ma solo come gusto, già mia madre negli ultimi mesi di vita aveva preso a mangiare solo questo... pane e insalata. Quando le portavano pranzo e cena in ospedale, prendeva il panino, apriva la vaschetta dell'insalata... e poi ci pensava da sola a preparare il tutto e gustarselo a gran morsi.
Solo quello... pane e insalata.
E a noi che la guardavamo stupiti, raccontava che era una sua antica passione... quando da bambina insieme con la mamma e i nonni, da sfollati preparavano il pane in casa e poi raccoglievano l'insalata nell'orto, e spesso il loro pranzo era tutto lì. Tranne quando il pane diventava duro come pietra, e allora si faceva il "pancotto con le verdure", erbette, cicoria, rucola sempre dello stesso campicello.
La mia mamma aveva l'arte del narrare... anche le storie più difficili e tristi diventavano favole e novelle, a volte dei veri e propri romanzi brevi.
Lei ricordava tutto e tutti, e amava condividere quelle esperienze passate, vissute con la semplicità che rasserena.
Mancava il superfluo, ma non era un problema... ne cercava il piacere in ciò che aveva... e così disponeva del necessario e un po' di più.
C'era sempre qualcosa da imparare e ritenere in ciò che raccontava. Se ne sentiva il profumo e il calore, persino il sapore.
Come per me, il gusto che fu suo... di pane e insalata.

















































