martedì 11 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.99) (Notte magica)

È questa una notte magica, un po' come quella di Natale o dell'Epifania, è un momento di attesa. Dovrebbe esserci una notte di San Lorenzo per ogni giorno dell'anno e ci sarebbe di sicuro della gente, non proprio felice ma di certo in trepidante attesa che prima o poi qualcosa cambierà. L'aria calda nonostante l'ora, invita ad indugiare. Non mi stancherei mai di guardare il cielo sempre, stanotte poi... come potrei? Un pensiero, e nell'oscurità voglio sperare che quelle stelle visibili siano gli Amici andati via da Noi, ora su in Cielo a brillare di luce propria. Ognuno ha lasciato un segno, una sorta di testamento spirituale perchè la sofferenza non sia mai sacrificio vano... Vorrei solo che fossero le ultime stelle "cadute" in Cielo da questa terra, anzi... che fosse concesso Loro di cadere di nuovo ma stavolta dal Cielo sulla terra, come le altre, quelle speciali nella notte di San Lorenzo. Chiudo gli occhi... poi li riapro giusto nel momento che una stella cade. Ecco... ho espresso il mio desiderio. È essenziale, poco pretenzioso... o forse no?! Desidero solo serenità, quella costante e duratura, poi piccole gioie da coltivare e ritenere ogni giorno, e investire quale preziosa eredità. Con gli occhi ancora rivolti al Cielo, arriva una risposta accompagnata da uno splendido sorriso. Sarà questa la scia che continuerà ad illuminare ogni giorno della mia vita.

lunedì 10 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.98) (E il tempo andrà più lento)

Per Noi, adulti con qualche anno in più, consapevoli e mai rassegnati, il tempo ha una diversa importanza. Notiamo che va via veloce e inizialmente vogliamo fare tante cose, poi stanchi e anche un po' confusi ci fermiamo. Meglio sarà farne poche e gratificanti per se stesse. Essere aiuto e sostegno per gli altri, ad esempio. Affrettarsi là dove ci sia bisogno di sorriso e tenerezza. E mi chiedo... Quando ci si accorge degli Altri con tenerezza? Quando si impara ad accogliersi e ad accarezzarsi. Quindi potrai amare gli Altri, solo se ti ami, accetti tutto di Te, imparando anche a perdonarti. E il mondo avrebbe una marcia in più, l'uomo, finalmente senza inquietudine, raggiungerebbe il traguardo dell'equilibrio e della serenità duratura nel tempo. Quello stesso che pur continuando sembrerà andar più lento.

SENZA SOSTA (n.97) (Come conchiglie vuote)

Il gran caldo di questi giorni mi riporta alle varie stagioni estive della mia vita. Intervento e terapia in estate, ad esempio. Certe esperienze insegnano, di esse si fa tesoro, comunque non si dimenticano. E mentre mi riprendo dall'ennesima giornata tra gatti e lettiere, bucato e cucina, penso a quante volte ho pensato "mai e poi mai", e poi ho dovuto ricredermi. Perché non tutto dipende da te, devi fare i conti coi sentimenti, e poi... tutto va da sé, e in quest'ottica è pure una consolazione. Non saremo mai vittime se in un modo o in un altro avremo cercato di "assecondare l'onda". Perchè andrá a tutto nostro vantaggio. Certo è che un po' si cambia dopo la malattia, si diventa essenziali. Molto si perde, e ci si fa bastare ciò che rimane, che ai nostri occhi miracolosamente sembrerà sempre tanto. Come conchiglie vuote sulla sabbia bagnata. Sono vuote perché ci hanno rimesso la vita, ma nell'approdo alla riva sperano in una nuova con quello che resta.⁸

sabato 8 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.96) (In un'unica parola...)

Chi crede nel rispetto della Persona, fatto di delicatezza, comprensione ed anche... perché no... di sopportazione, sbaglia del tutto? Io c'ho sempre creduto, sono i valori fondanti della mia "condotta" in ogni relazione, dalla semplice conoscenza alla più intima e profonda. Rispetto e penso di essere rispettata, lo davo per scontato, ovviamente non è così, per cui qualche delusione ci sta. Però io continuo e vado avanti leggera. Non è un problema mio. Perchè io ho la mia strategia. Elaboro e trasformo il disappunto in gioia di incontrare, ascoltare... E poi... cerco di non pensarci più. Per non far emergere il peggio di me stessa, per non disapprovarmi. Non me lo merito. Pensiamo quindi all'Altro comunque, anche prima di "dedicargli" parole. È giusta predisposizione sintonizzarsi sulla stessa frequenza nell'unico linguaggio possibile per ogni tipo di relazione. Il rispetto. Perché possiamo essere diversi, ma i nostri cuori battono in modo uguale, siamo sotto lo stesso cielo, viviamo le medesime giornate e ansie. Perciò comprensione e compassione. Comprensione che fa scivolare tutto addosso. Compassione sempre, perché doveroso è il rispetto, e benefica la fiducia per un'ennesima possibilità.

venerdì 7 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.95) (Io sono qui per Te)

È il pensiero che accompagna ogni nostro approccio. E ti ascolto e il mio sarà ascolto attento. Abbi fiducia. Ed è questo il desiderio che ci motiva. Motiva Noi che ci innamoriamo delle persone. Empatia, quella capacità di immedesimarsi in un'altra persona fino a coglierne i pensieri e gli stati d'animo, di vedere le cose dal Suo punto di vista e avere una totale attenzione verso i Suoi sentimenti. Empatia... "sentire in", ma anche essere capaci di uscirne, lucidamente distaccarsi per portare valido aiuto. Guardare negli occhi, ascoltare con tutti i sensi. Sospendere il giudizio. Tutto questo fa l'ascolto empatico. E l'amorevolezza. Ci sono poi incontri che prendono totalmente, perchè riportano al nostro privato, così il/la paziente del momento sarà un figlio o un nipote dei nostri, e il Cuore sembrerà cedere, e salirà il magone. Dolore vero da animo sincero.

giovedì 6 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.94) (Giornata movimentata)

Un nuovo incontro che mi ha reso più ricca. Una dimenticanza. Un autista di bus e le sue considerazioni non richieste. È incredibile come possa stabilirsi con qualcuno un'immediata sintonia. Poche battute ed è come conoscersi da sempre. "Persone serie" che mettono impegno nelle relazioni, credono nei valori, riconoscono i propri limiti, e cercano di superarli... con tutto l'affetto che c'è. Comprensione, forza interiore, gratitudine. Perchè... la persona forte non è quella che non cade mai, ma che sa rialzarsi ogni volta. Quanto mi piace questa citazione... l'ho fatta mia e la indosso sempre, come l'abito su misura preferito. A volte certi incontri prendono a tal punto... beh, da distrarti. Pensi alle parole, a quei ricordi confidati, alle speranze e alle delusioni che pur aiutano in una consapevolezza che si rinnova nel tempo, pensi a tutto questo e dimentichi il telefono. Torni indietro di corsa, perdi l'autobus, l'autista ti fa innervosire ma non importa... perchè pensi... ho guadagnato l'importanza di un giorno in più.

martedì 4 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.93) (La collana spezzata)

Chi non prova o ha mai provato il senso di precarietà? Quel sentirsi sospeso tra il certo e l'incerto che porta ad attaccarsi alle cose, qualsiasi cosa come fosse l' "ancora" della stabilità. Perchè é difficile prendere una decisione o fare una scelta. Perchè si teme quel che sarà. Eppure un modo per non sbagliare c'è, non porta a soluzione certa e definitiva ma in compenso mantiene stabile la serenità. Seguire la logica matematica. Un quesito alla volta. Una parentesi alla volta. Un'operazione alla volta. Ogni cosa risolta in qualche maniera, e archiviata comunque. Dubbi? Problemi se capitano. Perché crucciarsi anzitempo? Un bel respiro profondo, magari ad occhi chiusi, visualizzando nella mente il luogo desiderato, una condizione felice. E la tensione s'allenta, e l'ansia si fa alleata, e amico diventa persino il senso di precarietà. Ho imparato da quando ho capito che era del tutto inutile affannarsi poiché "tutto va come deve andare", e ad ognuno è dato solo aggiustarsi il modo di affrontare ciò che viene. Oggi ero di fretta, ho preso la collana turchese per indossarla, ma all'improvviso senza alcuna tensone si è spezzata. Le piccole sfere si sono sparse ovunque, in mano mi è rimasto ben poco, ma ho già pensato ciò che ne farò. Ecco. La strategia risiede in questo. Lasciar scivolar via il proprio attaccamento alle cose. Le cose sono cose, passano per lasciar posto ad altre. Ad altro.

lunedì 3 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.92) (L'acqua sedativo naturale)

Nel pomeriggio riposavo, e la calura ha portato il pensiero all'acqua. L'acqua, sedativo naturale. Anche un solo bicchier d'acqua, bevuta senza contarne i sorsi, rigenera. Una scrosciante cascata, la superficie tranquilla di un lago, il mare ondoso o appena increspato. Sono immagini a cui si ricorre spesso quando c'è bisogno di ritrovarsi. È il forte richiamo dell'acqua, del tutto naturale visto che già l'embrione si forma e vive nel liquido amniotico o acque, e il corpo umano stesso è in gran percentuale composto di acqua. Elemento per alcuni versi rassicurante, e ben rappresentativo di azioni e reazioni nel corso della vita. L'irruenza di una rapida che segue il suo corso e supera ogni ostacolo, il mare mai stanco di urtare lo scoglio e tornare indietro, ma solo per prendere forza, la quiete del lago, protetto dagli argini naturali. Le varie forme dell'acqua, l'uomo le cerca per specchiarsi l'animo e trovare risoluzione con la Mente. Anche la pioggia, sia a rovesci che goccioline ha il suo senso. Arriva quando serve, nutre e pulisce, spegne fuochi devastanti. È catartica, è "acqua" che non bagna. Preannunciata o all'improvviso, ugualmente scivola come su un impermeabile invisibile. Capitò a me una sera. Un piccolo diverbio, uno scatto d'ira, chiusi l'ombrello e presi quasi a correre sotto la pioggia battente. I capelli ancora cortissimi divennero tutt'uno col cranio. Mi sentii nuda ma felice, perché libera. Che potere ha l'acqua... Che il domani di ognuno sia sempre così, puro e vissuto in libertà. FALSETTO L’acqua è la forza che ti tempra, nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi: noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo, come un’equorea creatura che la salsedine non intacca ma torna al lito più pura. - Eugenio Montale -

domenica 2 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.91) (Primo agosto)

Altra giornata dal caldo in ripresa scivola via nel vero senso della parola. Responsabile la copiosa e continua sudorazione. E poi stanchezza, sonnolenza, svogliatezza... e mi fermo qui perché se continuassi mi sentirei ancor più stanca, assonnata, svogliata. Domani mi impegnerò per stare meglio, è una promessa. Si volta pagina immediatamente. Ogni anno penso... mando per un po' i pensieri in ferie? Ma poi rivedo l'intero programma vacanziero, e torno sui miei passi, perché alla fine non m'interessa più di tanto. Nel tempo niente resta uguale, cambiano le situazioni e di conseguenza l'approccio a se stessi e agli altri, muta pure il modo di vedere le cose. Si ampliano gli interessi e s'impara tanto da poter condividere. Si riscoprono vecchie passioni e ci si rimette in gioco. Perché per me c'è stato ieri, esiste il momento presente mentre scrivo, forse e lo spero tanto ci saranno molti giorni a venire. E tutto questo non può essere solo mio, ma in tenerezza sarà come dono anche d'estate.

sabato 1 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.90) (Quando un figlio torna a casa...)

Quando un figlio torna a casa sia pure per un breve periodo, bisogna ammetterlo, rompe un certo equilibrio. Quando torna e poi anche quando riparte. Ma tant'è, e qui ci stanno un po' di frasi fatte, niente dura per sempre, ognuno deve vivere la propria vita, tutto va come deve, e non può essere diversamente, etc... etc... E allora...? Adeguarsi, adattarsi, assecondare ciò che è, e non lasciarsi andare alla malinconia. Reagire. Assecondiamo il momento per non finirci dentro totalmente. Perchè il tempo trascorre, l'età avanza anche se pare sempre la stessa. E si va come su una corda tesa, in equilibrio sempre meno stabile. Vulnerabili, facili a commuoverci, tendenti alla nostalgia. Siamo cosi, genitori diversamente giovani, pronti ad accogliere e riprovarci sempre.

venerdì 31 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.89) (Luce anche senza sole)

Chi comnette atti vandalici; secondo me, contro la natura o l'arte o la religione, in realtà agisce contro se stesso. Non ama la vita. Tra i limiti o nell'ampio spazio aperto altrimenti gioirebbe di luna e stelle Sceglierebbe la Vita. Luce anche senza sole, pure col buio della notte. Riflettiamo. Una mente lucida, serena guarda aprirsi una strada che affianca la nota, si avvia e all'inizio arranca, poi procede. Un passo dopo l'altro, un po' di qua e qualche volta di troppo di là, ma preferirebbe esserci anche tornando indietro. Vita quindi, sempre quasi gioiosa festa. Perchè la bellezza interiore è equilibrio. Perché si sa o si deve sapere... è tutta quanta questione di "testa".

giovedì 30 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.88) (Apprezzarsi come unici e inimitabili)

Dopo l'episodio di Pasquale, l'anzlano paziente cui (a suo dire) la mia sola presenza faceva venire il mal di testa, mi sono convinta che non si può piacere a tutti. Una certa intuizione lo suggeriva, ma l'aver relazionato quasi sempre con persone accoglienti e motivanti, ne distoglieva il pensiero. Ma tant'è, pure se non ce ne accorgiamo, siamo sempre messi a fuoco per un giudizio o anche solo un'opinione. Così... quante volte mi hanno considerato strana, esagerata, forse pure sopra le righe? Addirittura incomprensibile. Ma perché poi ti sarai espressa con quella idea strana... qualcuno pure azzardò. In conclusione, ci sta che puoi non essere simpatico a qualcuno, l'importante comunque sarà apprezzarsi per la copia autenticata da se stessi. Unica e inimitabile.

martedì 28 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.87) (Viaggio di ritorno)

Mia figlia ha terminato il suo viaggio, ed è arrivata per riportare la cagnolina a casa. Credo sia superfluo dire che mi mancherà, tanto. Sono stata io ad insistere perchè stesse con noi per questo periodo, ed ho provato gioia nel rivedere angoli di casa non più vuoti. Quando ho perso Beauty di proposito non ho voluto scrivere nulla di scontato o esagerato per chi non sa, nè può capire che cosa significhi perdere una creatura che ti ha amato senza condizioni. Che cosa resta di sedici anni trascorsi in un soffio? Un vuoto incolmabile e silenzio. Beauty era dolcezza, conforto... un'oasi. Ha segnato la mia rinascita, fu sorriso e serenità, occhi lucidi di gioia. Ogni evento ha i suoi tempi. Per elaborare una perdita occorre ripercorrere i sentieri felici, rivivere i bei ricordi. Biji in questo mese mi ha aiutato con la sua compagnia.

SENZA SOSTA (n.86) (Tranquillità e amore incondizionato)

L'estate è calda e piena, tra meno di un mese poi declinerà. Magari proprio così non è, ma il concetto resta quello e le giornate più corte lo evidenzieranno. Al solito e per mia scelta trascorro l'estate in città. Non ho nulla contro le ferie al mare o ai monti, però in questo modo e in piena tranquillità mi sembra di godere maggiormente della bella stagione i colori e i profumi, il silenzio di un condominio in vacanza. Silenzio, soprattutto di silenzio sentiamo un gran bisogno. Riordinare le idee, chiamare a raccolta le risorse... si può tutto questo con la solita confusione? Poi restando da sola in casa spesso, tra pensieri e ricordi se freno non metto, oso andar fuori, oltre la soglia del presente. Sarà perché mi lascio coinvolgere? Già, perché ho imparato a restare lucida e distaccata fuori casa, ma tra le pareti domestiche lo sono molto meno, ed è una grande fatica sempre. Continue prove da sforzo. Intanto lo sguardo va a Biji, la cagnolina di mia figlia, accucciata ai miei piedi. Tenera e affettuosa, capace di inconsapevole amore incondizionato anche lei, come può solo un animale affezionato. Quest'ultima settimana è stata veramente difficile, caldo e stanchezza non sono mancati, come pure pensieri, faccende ed omissioni, perché anche queste stremano quando te le rimproverano. La cura? tv a riposo e al suo posto lettura e scrittura a volontà. Tranquillità e amore incondizionato, la strategia vincente per rigenerarsi anche d'estate.

sabato 25 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.85) (Grata sia pure lucida e distaccata)

Ogni volta è così, a volte ancora di più Torno a casa e dico, grazie. Non importa quel che per me è stato, è o sarà. Ora è così, ogni Cuore un dono. E resto grata, alla Vita, alle persone che incrociano il mio cammino, a Chi apprezza quel che sono, nel bene e nel male. Si nasce accomodanti ma l'esperienza e i dispiaceri creano gli spigoli. Ma è così che si cresce, s"impara ad essere al mondo. Nel bene e nel male.

venerdì 24 luglio 2026

SENZA SOSTA ( n.84) (Prospettiva diversa)

Come si può guardare alla vita e ciò che le concerne? In due modi diversi. Aspettando o partecipando. Aspettare che il destino si compia è assai triste. Partecipare con la condivisione e l'agire allunga i tempi, annulla il senso di solitudine. Le dicono... poverina, senza capelli. Annarita sorride e risponde... ma vuoi mettere il vantaggio col caldo di quest'anno? È semplice cambio di prospettiva. E conviene. Oggi per me una telefonata e un messaggio, entrambi da persone che non sentivo da tempo. Con la prima grande apprezzamento per la nostra associazione in quanto "persone" capaci di vicinanza e sostegno. Nel secondo invito assai critico a darsi da fare presso le istituzioni per migliorare l'assistenza dei pazienti oncologici. Associazione. Persone. Operato. Esiti. Ci sta tutto, eppure appare diverso. Questione di punti di vista. Prospettiva diversa.

giovedì 23 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.83) (Alla scoperta di sentimenti smarriti)

Ero dubbiosa se approcciare o meno, perchè aveva gli occhi chiusi, poi è stato lui con spontanea gentilezza a mostrare il "suo bisogno", condividere il momento. Lo guardo, e non so perchè mi viene da pensare alle varie fasi dell'esistenza, dalla consapevolezza in poi. Ha più o meno la mia età, e si rivela subito un "uomo speciale", fuori dalla categoria di quelli che non devono chiedere mai. Racconta di sè, della famiglia, di ciò che recentemente lo commuove, e non solo per l'età. Perchè è noto che tra tra tempo che passa ed emotività funziona diversamente. Avvertiamo dei cambiamenti, ce ne stupiamo spesso anche impauriti, e invece è tutto normale... naturale. È naturale che ad età diverse corrispondano altri sentimenti e nuove reazioni. Non si passa da insensibili a sensibili, la sensibilità è la stessa, è il bagaglio di esperienze ad avere il suo peso nel bene e nel male, è ricchezza ma anche fardello che grava. Un tramonto commuove, una scena d'amore fa piangere, una mamma che allatta al seno il suo bambino fa tenerezza e riporta indietro, a valori che in questo tempo liquido sono una rarità. Fantasie, sogni ad occhi aperti? È l'età che avanza, e cerca sentimenti smarriti. Ad ogni cambio di "stagione", proviamo a liberare pensieri ed emozioni. Lasciamoli alla Condivisione. Scopriremo tanto in comune e sarà aria, respiro nuovo per Anime "accoglienti", spudorate quanto basta per la conoscenza.

martedì 21 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.82) (La grandinata)

All'improvviso dall'esterno tuoni e il suono esagerato della grandine sul balcone. Stamattina nulla faceva presagire un temporale, ma tutto può cambiare, e quella che sembra frase fatta diventa prova provata di ciò che si vive per una vita intera e si stenta a credere. Nel bene e nel male. La questione è che non piove più normale, niente è più normale. Se è caldo, da mattina a sera la temperatura è la stessa, se minaccia pioggia, all'improvviso è temporale tropicale. Nuvole basse, afa insistente, silenzio e poi gran rumore. Tutto in meno di un'ora, come fosse prossima la fine del mondo. Poi nuovamente il sole, e la grande umidità come conseguenza Alla fine non è stato nulla di che, solo un temporale di passaggio, forte e intenso perché le tensioni sono tante e contrastanti. Il battito cardiaco accelera di fronte a temporali che non sono più gli stessi, si creano vortici ingestibili di pensiero, e pure se il fenomeno si ripresenta, è sempre come fosse la prima volta. Personalmente cerco di mantenere l'equilibrio, negli ultimi tempi però faccio fatica. L'età non è più la stessa. Comunque resisto, e nonostante le nuvole cupe, all'orizzonte voglio intravedere sempre una rosea schiarita.

domenica 19 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.81) (Quando è "vigilia")

Credo capiti ciclicamente a più di qualcuno sempre e comunque lo stesso pensiero. Sarà perché la "data" in un certo modo impone... riflessione, considerazioni, bilancio...o chissà. Volutamente si parla d'altro per non far pensare ma intanto... si pensa. E un nodo sale alla gola. Si ripercorre quella parte della propria storia, si rivive quale privilegio. Ma Tu come fai?... continuano a chiedermi. Ed Io continuo a rispondere, non lo so. O meglio so che non dipende da me, non è forza mia. Il mio nome non è Wonder Woman, né sono "raccomandata". E intanto rifletto... prego e chiedo... CHE COSA VUOI DA ME? Non passa giorno che io non chieda a TE... ... che cosa vuoi da ME? E mi rispondi come TU solo sai fare... coi sorrisi all'improvviso, il suono gioioso del mio nome, la stretta di mano e il "grazie" quasi sussurrato perché intimo e privato... che nessuno ascolti perché riguarda NOI solidali e complici in un percorso senza fine. E poi c'è il ritorno dei volti e delle voci che mi hanno fatto compagnia, e donato la certezza dell'Adesso. Strano, tutto questo in un giorno solo... oggi. Ma che cosa dico... è stato anche ieri forse sarà pure domani. Già, domani... quando davvero un altro anno sarà passato per me, in questa vita tra cielo e terra. E "domani" è arrivato e presto sarà "ieri". Un altro anno... e sono fiera e contenta... diciamo anche, felice. Ci sta tutto e anche d'avanzo. Immagino... chiudo gli occhi... e niente cambia perché mi sento serena... non ho paura, e penso che anche Altri se riuscissero a raggiungere una tale consapevolezza, proverebbero una sensazione simile... Dopo tante e tante "bracciate", approdare ad una spiaggia e finalmente riposare.

sabato 18 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.80) (Tutto ha un inizio e una fine)

Continuo a ripeterlo per farmene una ragione. Finirà anche questa stagione torrida che pare iniziata non so da quando. Intanto termina questa giornata d'inferno. Caldo, faccende domestiche ad oltranza, qualche discussione inutile. Ché poi nessuno mai ha ragione né torto, e nello specifico responsabili sono difetto di comunicazione, ed equilibrio precario per la stagione calda e lo stress. Allora... "Non sto pensando a niente, e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente, mi è gradita come l'aria notturna, fresca in confronto all'estate calda del giorno. Che bello non sto pensando a niente!" (Fernando Pessoa) Già, e quanto è difficile non pensare a niente, tra inquinamento acustico, scatti di nervosismo causa caldo, e varie ed eventuali. Però a tratti ci riesco, o meglio riesco a non pensare al disagio, alle tante problematiche del momento, perché valorizzo ciò che ho, la forza interiore che mi porta oltre, a quando tutto passerà. Il caldo afoso, le crisi varie, l'auto che ogni due mesi si rifiuta di partire. Mi dissero una volta... tutto passa, nulla dura per sempre. Ed io replicai... si, però come passa? Comunque passa... fu la risposta. È tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi convinsi. Il freddo che viene, il caldo, le mezze stagioni che non sono più. Se la mente vuole magari ti sentirai pure felice, come nessuno può. Semplicemente assecondando ciò che è. Seguendo il tempo, mettendo insieme i giorni, dono esclusivo per chi vuole sentirsi vivo.

SENZA SOSTA (n.79) (Darsi da fare tra creatività e preghiera)

Ne abbiamo parlato oggi, quattro chiacchiere tra Amiche... come fare per non pensare, o meglio, pensare il giusto? Alla fine tutte in accordo. Darsi da fare, tacito impegno con se stessi, e mai rimandare, perchè se non ora... quando? Quindi... darsi da fare nella quotidianità, con creatività, senza trascurare la preghiera, strumento potente. La Creatività. Quanto bene fa? A giudicare da certi esiti, risulta grandiosa terapia di supporto. E di alcune "semplici emozioni" condivise vogliamo parlare? Sono infusioni di speranza a largo spettro, ricarica per Tutti, donata dalla generosità che non si risparmia. Che altro dire...? Sono sufficienti pochi minuti per cogliere ed apprezzare lo sforzo creativo di qualcuno con cui subito in sintonia. Sarà per questa che rende se non uguali, simili esseri umani a loro modo, e per bontà divina, speciali. E poi... poi vi sono le parole di Persona forte, creativa con la preghiera discreta che non impone ma coinvolge. Anche la preghiera può essere espressa con creatività, quando si libera dalle formule ripetitive che nel tempo si privano del sentimento, e coglie dal Cuore sincero le parole. Diventando così "poesia".

venerdì 17 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.78) (Ordine tra i pensieri)

Con l'età si cambia davvero, le cose che una volta contavano non contano più, altre sono le priorità, si diventa minimalisti. E poi... poi si scoprono tecniche nuove finalizzate al sentirsi bene. Ho già parlato dell'idea bizzarra di mettere ordine nell'armadio quando sono confusa o preoccupata. Oggi mi sono superata.q Ho ritirato il bucato ormai più che asciutto, e ho piegato ogni cosa con una precisione certosina, sistemando alla fine nel cestone per categoria. Perchè tutto questo? È un'operazione che comporta un certo impegno ma soprattutto calma costante. Quindi se fino a poco prima mi ero sentita delusa e nervosa, inquieta e stanca, poi è stato come staccarsi da una buona parte della propria identità. Perché questo lavoro pesasse meno ho poi cercato una spiegazione. Il mio animo, il contenuto... i miei sentimenti, gli stati d'animo, i turbamenti non più tutto messo a casaccio... lì, per la fretta. L"unica era darsi da fare per rimettere a posto e ricominciare. E l'ho fatto. Rilassata e serena. ora ritrovo quello che non vedevo più.

giovedì 16 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.77) (Tra le righe della vita)

È questo il periodo dell'anno in cui la sensibilità si affina, incline a tratti alla stanchezza o alla malinconia, a seconda del breve, recente vissuto. E diventa storia da raccontare, meritevole di ascolto attento. Ma quante saranno le persone conosciute in sedici anni? Provate a pensarci... quante io ne abbia potuto incontrare, realizzare con loro una conoscenza, farne una relazione. Vi facilito la risposta, tantissime. I volti e le storie sono nella memoria del Cuore, qualcuno vedo ancora ogni tanto, non ho dimenticato quelli dal nome originale. E come si potrebbe? E intanto altre storie arricchiscono la mia esperienza, soprattutto in questo periodo, quando la luce forte della stagione fa violenza al buio interiore di Chi vive tutt'altro momento. Oggi ad esempio in reparto mi sono trattenuta un po' di più, e ho ascoltato, sorriso con gli occhi, colto spavento e speranza. Perchè proprio a me? Ha esclamato una paziente che ad uno ad uno ha smontato ogni mio tentativo di propositività. Perchè magari puoi più di qualsiasi altro dimostrare che la volontà supportata dalla cultura, diventa strategia di sopravvivenza. Prendi un impegno con te stessa, concediti il tempo che ti serve, e occupandoti non ti preoccuperai. E tra le righe anche di questa storia, un insegnamento, un invito a coltivare la vita. La Vita che va veloce, ma tocca a te non restare indietro.

SENZA SOSTA (n.76) (In vacanza...?)

Qualcuno è già in ferie, e anche se non tutti, comunque facciamo finta che sia ormai il tempo giusto di vacanza. La malattia però non va in vacanza, e quindi pure il dolore... E se da una parte sono contenta di "esserci" per Chi vive tutto questo, dall'altra per empatia ne sento il peso. Ma... domani mi impegnerò per stare meglio, è una promessa. Del resto abbiamo detto più volte che è tutta questione di testa? Allora si volta pagina immediatamente Forse il segreto per sentirsi come fosse sempre vacanza appunto, è seguire la vocazione del Cuore. Per me fu quasi un "voto", in pratica una promessa silenziosa, avrei donato sorriso, compagnia sempre, pure d'estate a Chi la viveva senza sole ma coi ricordi. Com'era successo a me, chemio mentre Tutti erano in vacanza, guardavo fuori dalla finestra, poi chiudevo gli occhi e sognavo il mare, ne sentivo addirittura la voce. E ora trasmetto questo, si vede ciò che si vuole solo se fortemente si desidera.

lunedì 13 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.75) (Sentimenti ed empatia)

E siamo già quasi a metà luglio. Sempre caldo. Oggi domenica, una domenica diciamo così, impegnativa. Persa tra le tante cose da fare, i vari pensieri e alcune problematiche da risolvere. E poi... i sentimenti. Non vado nel dettaglio, meglio restare sul generico. Dico solo che per me i sentimenti sono al primo posto, contano molto. Una mezza giornata a riflettere su me stessa, a rimettermi in discussione per l'ennesima volta. E a forza di pensarci ho trascorso una giornata che non sto a raccontare ma si può immaginare, ora però sono qui come ogni sera, più tranquilla ad apprezzare l'altra metà del bicchiere. Riflettiamo su questo breve racconto... C'era una volta una bambina che aveva perso il suo compagno di giochi. Un giorno disse alla sua famiglia di essere andata a consolare la triste madre del bambino morto. Che le hai detto?... le domandò il padre. Niente... rispose la bambina. Mi sono solo seduta sul suo grembo ed ho pianto con Lei. Ecco, per me pure a volte basterebbe una cosa così.

SENZA SOSTA (n.74) (Ricetta salva ricordi)

Stasera desidero concludere la giornata in... dolcezza, magari con una ricetta salva ricordi. Un po' per dare una nuova dimensione a quella che fu per noi una grave perdita, e dall'altra parte poter aprire un varco ai sogni. Ho un ricordo bello e distinto legato alla mia infanzia. Ogni periodo duro mia madre lo superava e concludeva con un ciambellone bigusto o una torta all'arancia. Eravamo ormai abituati, quando si sentiva il caratteristico profumo di dolci fatti in casa, significava che il peggio c'era stato ma era pure passato. Preparare un dolce... dei dolci, dei biscotti e mettere un punto fermo a questioni semiaperte o... semichiuse, a seconda di come le si vuol vedere. Un modo come un altro sarà ad esempio preparare... 🌸💜🌸💜🌸 BISCOTTINI ALLO ZENZERO 300 gr. di farina 150 gr. di zucchero di canna Una bustina di lievito 70 gr. di burro 2 uova intere 40/50 gr. di zenzero fresco grattugiato La buccia di 1 limone non trattato grattugiata. Lavorare gli ingredienti come una normale pasta frolla. Mescolare farina, zucchero e lievito con il burro freddo a pezzetti, aggiungere il limone e lo zenzero e infine le uova. Lasciare l'impasto coperto da pellicola in frigorifero circa un'ora, poi stendere la pasta e con le formine ritagliare i biscotti. Prima di infornare, spennellare con un po' di latte e ricoprire ogni biscotto con zucchero di canna. Infornare a 170° per 20 minuti circa. 🌸💜🌸💜🌸 Questa ricetta fu sperimentata da Michelangelo, nostro pacato segretario, bravissimo in cucina come in altre cose. Preparare i dolci era una vera passione. La sua torta d'autunno e le chiacchiere di Carnevale sono passate alla storia. Dolcezza, pacatezza e pazienza, gli ingredienti giusti con cui concludeva periodi un po' fuori le righe, e ritrovava ogni volta l'equilibrio per un nuovo inizio.

sabato 11 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.73) (Come Arcobaleno)

È a tarda sera, diciamo pure quando ormai è notte che cerco e trovo leggerezza. E il buio intorno si colora. È rassicurante certezza provare pur tra cento pensieri e altrettante ansie, un breve momento di benessere da leggenda. Un’antica leggenda colombiana racconta la storia di sette bellissime farfalle, ognuna di un colore diverso, che danzavano sempre insieme, unite da grande affetto, e dell’avventura che un giorno le trasformò in un grande arcobaleno, legandole per sempre. È una storia sull’affetto come sentimento forte e duraturo sul superamento dell’individualismo a favore di una solidarietà degli uni verso gli altri. Una bella immagine che ritorna nel testo di uno dei miei tanti bigliettini. "Sii l'arcobaleno nella nuvola di qualcuno..." Le farfalle ricorrono spesso in storie di speranza. Evocano leggerezza ed ottimismo, perché nonostante la vita di una farfalla sia breve, è bella ed intensa, alimentata com'è da tutto ciò che è colore. I fiori e l'erba, il cielo e il sole. Una meraviglia.

venerdì 10 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.72) (Galina)

In bulgaro il nome, "Galina" significa "carezza". Che meraviglia, ho pensato... in un posto così niente di più bello e poetico. Una paziente bulgara con suo marito. Uno sguardo dolce e una stretta di mano possente. Un contrasto evidente sottolineato anche da quel nome, "carezza" giusta al momento giusto. Mi rendo conto di quanto si possa imparare dal confronto quasi quotidiano con la malattia. È come una scuola di vita, dalle cose "elementari" come può essere un nome di battesimo, ad altre "superiori", tipo entrare in punta di piedi nell'animo dell'Altro. Che meraviglia... mi ripeto di nuovo e la memoria si fa indietro ancora, quando cominciai a scrivere ogni giorno per non pensarci troppo o meglio farlo nel verso giusto. I nomi di battesimo delle persone incontrate diventarono giri poetici, e il descrivere emozioni... formulare "pensieri divaganti che si fissano nella realtà". Ermetica, prolissa, divagante a tratti incomprensibile, però si trattava di fare una scelta. Chiudere baracca e burattini, dedicarmi alla scrittura solo per diletto, oppure con qualche accorgimento, "continuare a...". Preferii quest'ultima e non me ne sono mai pentita. E per tornare a Galina, carezza discreta nella dolcezza di uno sguardo... ci può essere cura non invasiva per sè e chi è accanto. La Cura con lo Sguardo è accarezzare "a parole", senza le parole.

giovedì 9 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.71) (Matrimonio)

Una parola che faccia da filo conduttore di questa giornata che nasce come festa e si conclude con la consueta riflessione? Matrimonio. Oggi è stato il mio anniversario di matrimonio... 47 anni "insieme", e già da stamani mi è salito su il magone, perché con la rapidità di un soffio avrei voluto poter essere già alle nozze d'oro. Ma dai... mi sono detta... dopo tutto mancano solo tre anni, vuoi che non passino in fretta? Tutto poteva finire sedici anni fa, eppure son trascorsi. L'essere umano spesso non si accontenta, e diventa ingrato. Poi sono stata in reparto ed ho incontrato una paziente che mi ha raccontato il suo matrimonio, durato due mesi o poco più. Sposata a metà estate, fuggita a gambe levate ad inizio autunno. Perchè? Il principe azzurro succube della madre e delle sorelle. "Sintomi" ce n'erano stati prima, ma lei sognava l'abito da sposa e aveva sottovalutato gli "effetti collaterali". Quando si dice l'amore non può essere un dettaglio per un'unione destinata a durare... E per concludere che dire di Noi, coniugi attempati? Siamo talmente diversi da incastrarci ugualmente e in modo quasi perfetto smussando angoli e limando spigoli. Rispetto e libertà, e amore che evolve e si trasforma nel tempo, queste le parole chiave della nostra unione da tanti anni... "Ti amerò qualunque cosa succeda. Ti vorrò bene sia quello che sia, anche se inciamperai, anche se ti comporterai come qualsiasi essere umano, comunque, ti amerò". Per quest'anno che si aggiunge agli altri due sole parole su cui riflettere. Comprensione e Compassione... per un "eternamente ora".

domenica 5 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.70) (Adeguarsi al cambiamento)

La Vita coi vari cambiamenti, grandi e piccoli, comuni o eccezionali, alla fine cambia anche te, o meglio fa emergere delle risorse di cui non eri consapevole. Penso allora a "quella che ero"... Guardo i miei gattini giocare, e concludo che per necessità niente è più al solito posto. Ho dovuto fare diversi cambiamenti infatti, spostare, eliminare perché coi loro salti ne hanno rotte di cose. E pensare che un tempo ogni volta che una tazzina si rompeva, ne incollavo i cocci solo per riportarla dove era. Oggi riconosco l'assurdità di tale condotta, così metto via cose solo perché mi hanno stancato. E con sei gatti per casa cocci rotti a volontà, e non solo, sorrido comunque e rido ad ogni piatto rotto. Altro che flessibilità... e leggerezza, e capacità di adattamento, e giusta comprensione delle priorità. Poiché nulla resta uguale, arriva un momento, sempre... in cui bisogna rinnovarsi, e la Vita anche se in modo maldestro ci viene in aiuto. Si gettano i cocci che ingombrano e non servono per far posto ad altri che saranno. Occorre spazio per accogliere il "nuovo", ché dia calore all'anima e colori i pensieri.

SENZA SOSTA (n.69) (Presenza e abbracci per continuare)

A volte, soprattutto in certi periodi, avrei voglia di staccare la spina. Tanta è la stanchezza, lungo e faticoso il mediare. Ma quando ti senti accolta, anzi che dico, addirittura abbracciata, ogni riserva cade, il malessere latente scompare. Una grande responsabilità. Comunque ci si deve solo abbandonare ad essere se stessi. Incontro pazienti che condividono la propria esperienza della caduta dei capelli. Un grande dolore... un trauma, comunque subito elaborato mirando lontano, alla rinascita. Io ascolto, ricordo accogliendo. Ogni volta si evidenzia quanto sia importante per Chi si sente sospeso, la Nostra presenza
ĺ l'ascolto prestato, una mano sulla spalla. Condivido un messaggio di qualche tempo fa. È di una paziente in remissione di malattia, conosciuta sette anni prima. "Correre verso un traguardo... correre però su un binario... e sapere... che dietro di te... c'è qualcuno che ti aiuta a sostituire le scarpette da ginnastica... vuol dire già avere la vittoria in 👍" E quando anche da lontano si ricevono abbracci così, non puoi non continuare a...

SENZA SOSTA (n.68) (Dedico "questo mio tempo" a...)

Perdere tempo... Dammi tempo... Non è tempo... Sono espressioni che appartengono alla quotidianità e il termine "tempo" è usato senza considerarne l'autentico senso e valore. Senso e valore definiti se non stai bene e nel giorno del Tuo compleanno, quando il Tempo pare scivolar via come sabbia nella clessidra. Ed è allora che vorresti trattenere ogni piccolo prezioso granello. Unico modo sarà non essere solo per se stessi. È il tempo infatti, la cosa pìù preziosa da donare a se stessi e agli altri. Sono nata a luglio, sono stata ammalata, poi invitata a vivere ogni giorno come fosse festa, dedicandomi del tempo, finché c'è tempo. Tempo da dedicarmi e dedicare, per sperare ed amare, per accogliere il "dono", tempo per la vita. Tempo anche per divertirmi, quando si può e a modo mio. Tempo per comprendere ed anche perdonare.

venerdì 3 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.67) (Il mare)

Mi piaceva da giovanissima, poi da madre affannata di figli piccoli, molto meno, seguì un periodo di silenzio, senza infamia né lode, l'ho riscoperto dopo la malattia. Adesso mi piace il mare al tramonto dell'estate, quando sono sola e lo sento tutto mio. Chiudo gli occhi e mi concentro sul momento, il "Qui e Ora" al recupero di forze e motivazioni. La sua voce è diversa perché non si confonde con altri suoni, né musica e neppure gridolini di bimbi festosi a riva. Il profumo è ben distinto, di alghe e salsedine, trasparente come l'acqua sul fondo, nonostante le onde che montano, regolari e in fila. E infine il vento che l'accompagna partecipa un nuovo inizio. Mi piace "questo mare" che culla e calma. Il mio pensare prende ad essere accompagnato da una musica lenta, con alti e bassi... un po' simile al suono che s'ascolta quando all'orecchio s'appoggia una conchiglia. E a proposito di conchiglie condivido una poesia di Federico Garcia Lorca, scritta giusto cento anni fa... M’hanno portato una conchiglia. Le canta dentro un mare di carta Il mio cuore si colma d’acqua con pesciolini d’ombra e d’argento. Mi hanno portato una conchiglia. .- Federico Garcia Lorca -

giovedì 2 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.66) (Resettare)

Due pazienti dalle storie assai simili ma posizioni diverse. Per entrambe quello che sentono e provano per se stesse non avrà mai fine. Accade che la Vita ponga di fronte a prove che non avresti mai pensato, tanto le consideravi lontane e che avresti evitato anche a costo di grande fatica. Ogni facile cosa scontata, gratuita ed il resto che non fosse tale... impossibile. Quando all'improvviso la realtà appare diversa, si comincia a dubitare del ruolo, persino a provar nausea per ciò che un tempo dava piacere. Ad un certo punto vorresti dire... basta!... cadere in un sonno profondo per risvegliarti dopo aver cancellato tutto. "Resettare" la propria vita e ricominciare con tanto "spazio" nuovo da riempire, guardarsi allo specchio e vedere quello che si era sempre pensato, un'immagine che muta naturalmente per il passar del tempo e non solo. Ma anche se in parte artefici della propria esistenza c'è sempre la restante che va da sé... Che cosa ci rimane allora? Forse amarci tanto, come ameremmo l'Altro con grande passione, senza condizioni o limiti e poi... proprio per questo guardare ogni cosa con gli "occhi sorridenti". Un po' col Cuore... un po' con la Mente, niente è impossibile. Persino librarsi in volo verso un nuovo giorno che duri il resto della vita.

mercoledì 1 luglio 2026

SENZA SOSTA (n.65) (Non pensare a niente)

Tutto ha una fine, anche una giornata d'inferno come questa. Caldo torrido, faccende ad oltranza, discussioni inutili, del tipo porte girevoli... quando entri pensando di venir fuori velocemente e invece continuando a girare, ci sei sempre dentro e per giunta col nervosismo alle stelle. Ché poi nessuno mai ha ragione né torto, e nello specifico responsabili sono difetto di comunicazione, ed equilibrio precario per la stagione calda e lo stress. Allora... "Non sto pensando a niente, e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente, mi è gradita come l'aria notturna, fresca in confronto all'estate calda del giorno. Che bello non sto pensando a niente!" (Fernando Pessoa) Già, e quanto è difficile non pensare a niente,... Però a tratti ci riesco, o meglio riesco a non pensare al disagio, alle tante problematiche del momento, perché valorizzo ciò che ho, la forza interiore che mi porta oltre. Il caldo afoso, la Crisi e le crisi varie, e tornerà il tempo buono. Mi dissero una volta... tutto passa, nulla dura per sempre. Ed io replicai... si, però come passa? Comunque passa... fu la risposta. È tutto nella mente, mi dicevano e alla fine mi convinsi. Il freddo che viene, il caldo, le mezze stagioni che non sono più. Se la mente vuole magari ti sentirai pure felice, come nessuno può. Semplicemente assecondando ciò che è. Seguendo il tempo, mettendo insieme i giorni, dono esclusivo per Chi si sente vivo.

martedì 30 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)

 


"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"

    - Helen Keller -


Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.

Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.

Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore". 

E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.

Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.

Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero. 

I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.


lunedì 29 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.63) (La ciotola)

Oggi molto presa. Sono stata in attesa dell'arrivo di mia figlia. Non la vedevo da Natale. "In attesa" come un'ennesima gestazione.

"Mia Famiglia" quindi si è riunita. Dopo quasi sei mesi la figlia lontana per lavoro è tornata. Sono contenta, anzi felice ma pure frastornata.

Sul tappetino in cucina c'è di nuovo la ciotola dell'acqua. È per la Biji, la cagnolina di mia figlia, e per me è stata emozione grande rivedere quell'angolo non più vacante.

Biji resterà con noi per un mese intero.

Accantonerò le mie abitudini, cercherò supporto da me stessa, chiamerò a raccolta le mie forze. Gli anni passano, e mi avvicino sia pure a passi felpati a quell'età che fa tanto simile ad un gatto domestico. Ma l'Amore grande e incondizionato si spende e non si misura, mi abituerò e sarà per il tempo che dura.

Poi la mia grande figlia tornerà alla sua vita ed io alla mia, e i giorni fino a Natale saranno il futuro di ciascuna.

Le relazioni sono così, tutte almeno per me che le vivo con il Cuore, siano scontate o meno.

Ci sono quando la situazione lo richiede, mi tiro indietro quando non serve più. Anche con i figli, soprattutto con loro ché non si capisce mai se ti vogliono o meno.

Poi con gli Altri, ovviamente occorre qualche accortezza in più.

Ci dedichiamo quando vivono momenti difficili, cerchiamo di aiutarli in quel momento, là dove sono, e magari anche dopo ma solo qualche volta.

Lasciarsi coinvolgere e creare nell'Altro aspettative esagerate può risultare veramente dannoso. In un inevitabile crescendo, a lungo andare non sarebbe un bene per nessuno. 


Dedicare pure solo il pensiero però si può, è già sentimento.

domenica 28 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)



"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."

(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")


Perchè questa citazione?

Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.

Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.

Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.

Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi. 

E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.

sabato 27 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.61) (Inauguriamo un nuovo spazio)

 


A tarda ora una sana proposta a... Samanta Marrone ma anche in realtà a tutto il gruppo.

Considerato il successo conseguito dall'incontro

"Alimentazione in Oncologia", ho avuto un'idea.

Perchè non creare una rubrica di sana cucina, curata da Samanta, qui in quest'ambito?

Notizie sugli alimenti, curiosità, e infine una semplice e gustosa ricetta, una volta a settimana, da provare subito.

Che ne pensate?

Per questa rubrica ho pronto anche il titolo... "CUCINA TRA LE RIGHE".

Sarà una pagina nata dal Cuore, da salvare e consultare sempre, magari illustrata con foto dei piatti realizzati non solo da Samanta, Nostra chef a 5 stelle, ma pure da tutti NOI... INSIEME, chè quando ci mettiamo impegno arriviamo lontano, sempre e nonostante tutto.



venerdì 26 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.60) (Primo comandamento: Mangiar sano)

L'incontro odierno sull'alimentazione a cui hanno partecipato alcuni di noi del GAMA, mi porta almeno a delle considerazioni, non avendo io potuto essere presente.

La sana alimentazione è una componente di un buon stile di vita. È argomento che dovrebbe interessare tutti, ma il più delle volte è solo 

al momento del "dramma" che ci accorgiamo dell'importanza delle cose scontate, o almeno considerate tali fino ad allora.

Normali come il respiro, semplici come la minestrina della sera. Eppure basta un raffreddore che rende irregolare e un po' affannoso


 il primo, e non si può non comprenderne il ritmo. E ancora, un'indigestione, la nausea e un digiuno forzato e si assapora ed apprezza il brodo più volte mandato giù in fretta. Scontata pure questa mia riflessione? Solo semplice.

Il richiamo ad alimentarsi è forte attaccamento alla vita, basti pensare al bambino appena nato che cerca per istinto il seno materno, e per diventare grande in modo adeguato ha bisogno di quantità di latte proporzionate al suo peso.

L'argomento mi riporta all'esperienza personale di malattia, quando per contrastare gli effetti collaterali della chemio studiai la strategia del "pastino", una minestra semiliquida con passato di verdure, pastina biberon, due cucchiai di ricotta e uno d'olio evo, e una spolverata di grana. Una sorta di pappa svezzamento insomma, perché mi sentivo delicata e vulnerabile come nella prima infanzia, bisognosa di attenzioni e coccole. 

Dovevo continuare, in realtà era prossima la rinascita, e poi crescere, in un'unica parola... vivere, nel pieno delle forze e con tutto il Cuore.

mercoledì 24 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.59) (Là dove tutto è autentico)

Ci sono persone che brillano per umiltà, profumano di gratitudine. Sono loro che insegnano a vivere sempre e comunque.

Ed io, volontaria in un reparto di oncologia, quanto stia imparando  non si può immaginare.

Perchè è là dove tutto è autentico che si può essere certi che non s'indossano maschere.

C'è la paura ma pure la ripresa dopo le parole, "va tutto bene, continuiamo così"

C'è il "Qui e Ora" che ti fa apprezzare ogni piccola cosa.

 Un nuovo giorno, un sorriso, la parola giusta al momento giusto.

Se si potesse rendere in immagini ciò che è nostro intento donare là dove tutto è autentico, io lo farei così, un po' metafora e tentando poesia. 

Presenza discreta, delicatezza e tanto tanto Cuore...

Accompagno, accanto e per mano.

Acceleri il passo, assecondo senza domande.

Ancora più in fretta ti muovi, e non guardi indietro né avanti, a capo basso.

Ti vengo dietro, non comprendo, presto ascolto ai silenzi.

Fuggi.

Afferro che è ora, vano è affannarmi.

Lasciar andare, solo questo.

Non più accanto, ancor meno per mano.

Sei ormai di spalle, ma io continuo con gli occhi del Cuore.

E oggi, dopo sedici anni, felice di essere presenza, discrezione, aiuto.


SENZA SOSTA (n.58) (16 anni 16...)

Oggi proprio, per poter continuare.

Grata per ogni singolo momento, perché non pensavo, e invece sono qui, ad alleggerirmi delle zavorre e a creare spazi sempre più ampi.

Come ho fatto? Voglia di vivere. Tanta.

Come faccio ancora? Con la condivisione e l'Altro.

Non... "altro", chè è generico e non spiega ciò che intendo.

L'Altro è il mio prossimo, nello specifico coloro che ad un certo punto della vita incontrano la Malattia.

Dono il mio tempo, offro supporto e raccontandomi invito a raccontarsi.

È terapia anche questa, "Medicina narrativa", valida cura sotto ogni aspetto.

Basta poco, e tornano ricordi, promemoria per non fare passi indietro.

"... per non finire mai di essere" - racconta la tua storia.

Dieci anni fa, curando la pagina del GAMA, pensai ad un progetto a favore della Medicina Narrativa.

Invitavamo chi ci seguiva a raccontare la propria "storia" di malattia, vissuta da paziente, familiare o caregiver. Chi voleva poteva raccontarsi mantenendo, volendo, anche l'anonimato.  

Se l'iniziativa avesse avuto successo il tutto sarebbe diventato materiale per la pubblicazione di un libro. 


Oggi... 16 anni 16 da quel giorno, guarda caso ho trovato tra le mie carte molte condivisioni inviate al GAMA.

Quel progetto in potenza forse può essere messo in atto.

E a me ancora una volta si offre un'opportunità. Continuare.

lunedì 22 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.57) (Oggi... giorno di vigilia)


 Vigilia d'estate, vigilia di qualcosa che accadde e non vuole si dimentichi.

Estate, dicevo... e direi pure entrata di gran carriera. Caldo soffocante oggi.

Speriamo per domani qualche grado in meno e una fresca brezza.

Intanto non posso fare a meno di pensarci, perché certe cose non si scordano.

Un'estate, sedici anni fa... entravo in ospedale.

Il giorno dopo mi aspettava l'intervento.

Guardavo i sandali e le unghie pitturate della dottoressa, pensavo... è già estate.

Perché quando la mente è presa in una sorta di vortice tutto ciò che a Te è estraneo, scivola addosso. E non esistono ore e minuti, né mesi e neppure stagioni.

Poi però ti guardi intorno e cerchi un appiglio. Per risalire.

Riprendere la normalità a lungo desiderata, pare a volte un traguardo difficile da raggiungere.

Quando si è toccato il fondo, mentre la mente vaga e sogna a tratti che il domani sia migliore.

domenica 21 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.56) (Nuove istantanee da un matrimonio)

 


È sempre emozione pensare ad un'Amica che si sposa, non parliamo poi vederne alcuni scatti, istantanee da un matrimonio.

Un uomo e una donna, artisti dell'astratto. Sulla stessa tela ma ognuno per proprio conto, con tocchi di colori diversi.

Estremamente diversi ma pure complementari... come la notte e il giorno,.

Pur condividendo poco o niente, ritrovarsi sempre a metà strada.

Hanno la loro alba, insomma. Il punto di continuità che fa vivere non potendo fare a meno l'uno dell'altra.

Un ricordo...

Una volta un paziente mi parlò di un matrimonio che durava da quasi cinquant'anni, del primo incontro con la moglie, un vero colpo di fulmine tra giovanissimi. Il rispetto reciproco... l'incanto.


Che cosa può esserci dopo la malattia nessuno può saperlo e forse neppure interessa.

 L'incanto sta proprio in questo, immaginare il futuro secondo i propri desideri e viverlo a proprio modo già nell'immediato presente. E questo a prescindere da qualsiasi accadimento.

sabato 20 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.55) (Quando il ricordo diventa carezza)

Qualcuno disse...

Non si vive di ricordi, ma a volte i ricordi aiutano a vivere.

Quando i ricordi prendono forma con amore e ritornano per amore, un ricordo diventa carezza per la memoria del Cuore.

Può sembrare poca cosa, un palliativo, eppure...

Ho chiesto ad un'Amica bravissima di riprodurre con la tecnica dell'amigurumi la mia cagnolina che non c'è più.

È stata una richiesta fatta di getto, poi mi son sentita pure un po' sciocca... comunque quando ho visto realizzato come un piccolo capolavoro è stata grande emozione.

Sedici anni di amore incondizionato... ricordi a raccolta... tenerezza infinita.

Ora ogni tanto lo sguardo va alla mini Biù Biù


 L'ho sistemata sul mobile vetrinetta in cucina, dove vivo quasi interamente le mie giornate. Cucino, rigoverno, scrivo e lei come sempre continua con me. È nei miei pensieri più sereni, oasi nei momenti dubbiosi, lenimento alla mancanza...

Non servono parole che facciano rilassare, anzi pare proprio sia esattamente il contrario, è nel silenzio e coi giusti pensieri, e piccoli progetti, che si può ritrovare l'equilibrio. 

Un modo comunque per mettere un punto ed andare a capo bisogna trovarlo, e sarà unico come unico è ogni essere umano.

venerdì 19 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.54) (Sulla vita e il senso suo migliore)

 

Stasera sento il bisogno di un ricordo sereno. Sulla vita e il senso suo migliore.

Anche se tempo è passato, ritorna la seraficità di Gerardina, un'anziana paziente conosciuta anni fa. 

Lei paragonava questa vita ad una vacanza.

Trovai l'immagine poetica, la feci mia, e in certi momenti mi ci rifugio.

Una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne gli istanti più belli.

Tristezza mai, nessun disagio perché tutto passa.

Perciò, la vita viviamola così, come una vacanza... prima di tornare a casa.

È così che si rinasce ogni volta, e poi si riparte.

Al solito è molto tardi, ma forse col silenzio intorno è il momento giusto per pensare ancora tante cose.

Alla vita pure come viaggio, ai panorami persi e alle stazioni recuperate.

È strano come questi pensieri possano rendere sereni. Potrebbe sembrare rassegnarsi a qualsiasi tipo di destino, e invece è solo vivere nella consapevolezza, senza disperarsi.

Alla fine si tratta di farlo al meglio questo viaggio... adattandosi, cercando di ricavarne il maggior bene possibile.

La Vita, un viaggio a tappe con compagni sempre diversi, con alcuni in sintonia, con altri meno, mai soli comunque.

Si parte al mattino, si arriva a sera con la speranza di poter ricominciare.

SENZA SOSTA (n.53) (A prescindere)


 L'esperienza con un tumore porta inevitabilmente a fare i conti con la propria vita e con l'eventualità della sua fine.

Anche se attualmente e dati alla mano, siamo sempre più numerosi a farcela.

Però è inutile negarlo, tutti temiamo "quel momento" perchè lo consideriamo la negazione della vita. E se invece cambiassimo punto di vista?

Semplicemente, conclusione di una più o meno ricca esperienza sulla terra.

Comincerò con un ricordo, uno dei tanti, un mio convincimento. 

Avevo appena terminato il mio percorso di cura, ma continuavo ad andare là dove ero stata curata.

Mi ero affezionata a tutti, medico, infermiere, ed in particolare ad una "compagna di viaggio".

Purtroppo le Sue condizioni ben presto fecero prevedere un triste epilogo...

- Bada Noi teniamo a Lei, ma ancor più a Te. Non sei completamente fuori, sei emotivamente fragile.

- Non temete, ce la farò.

Mi si avvertiva che avrei potuto restare traumatizzata dall'eventuale perdita di Isa, questo il Suo nome, ma io testarda volli continuare.

E quando per rincarare la dose aggiunsero... guarda che è senza speranza, risposi subito... nessuno è senza speranza, anzi! Neppure quelli che chiamate "terminali". La speranza è vita, e vita è fino all'ultimo respiro.

La linea tra speranza ed illusione è assai sottile.

La speranza non esclude la consapevolezza ed è alimentata dalla proposività.

L'illusione non ammette alternative, preferisce ignorare.

Io credo nella speranza a prescindere da qualsiasi presupposto. 

La situazione è, ma potrebbe cambiare.

Si affronta quel che si deve perché cambi, e qualora restasse uguale, almeno si resta dritti, mai piegati su se stessi, fino all'ultimo.

Tutti hanno diritto alla speranza, la Nostra campana in reparto vuole ricordarlo, perché la speranza non è l'ultima a morire ma la prima virtù su cui si fonda la Vita. A prescindere.

SENZA SOSTA (n.52) (Da una parola...)

Da un po' cerco la "parola eroica" del giorno appena trascorso. La parola da cui trarre forza.

Rovisto tra le azioni mie, prendo nota dalle storie ascoltate, ne faccio tesoro da condividere perché s'impari per la propria vita.

Ci penso da un bel po'... ma quante persone ho conosciuto in tanti anni? Molte davvero. Prima con la "malattia sulle spalle", poi... "tra le braccia".

Le loro storie mi sono state d'insegnamento, e quelle nuove lo sono ancora. 

Ogni volta è stata una storia condivisa, un appuntamento, la convinzione di avere un Amico in più. Non un semplice conoscente, ma un amico... Amico.

Come conoscersi da sempre, una vera relazione che incredibilmente diventa di mutuo aiuto.

Perchè ci sono storie che insegnano la vita, quella complessa, fatta di dolore all'improvviso, perdita ma pure grande forza di ripresa.

Allora ascolto e quasi stento a credere che sia tutto vero. Lei se ne accorge e chiede... come ti senti ora?

Bene... rispondo... perchè la tua serenità nonostante tutto mi porta a credere che si può. Ammiro il tuo coraggio, la forza rigenerante dell'Amore che si dona.

Elena... tornerò a trovarti. Grazie per avermi accolto con fiducia.

Ti aspetto allora. A presto. 


Salutandomi con un sorriso.

giovedì 18 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.51) (Fiore di cactus)

 Bisogna colorare le giornate, sempre anche quando sembrano scontate, pure se la stagione incalza e la stanchezza non risparmia.

Occorre mettersi in gioco nelle difficoltà, per superarsi ogni volta e provare un colore diverso.

Non è facile per niente, però si può, perché la vita è fatta di sfide continue e farsi vittima ogni volta è assolutamente deleterio.

Protagonisti. Siamo nati per esserlo dall'inizio alla fine.

Avete mai fatto caso a quanto sono belli i fiori di certe piante grasse?

Sono fiori più belli di tanti altri, perché imprevedibili spuntando all'improvviso tra le spine, e duraturi non si sa come, visto che necessitano di poche cure. 

Fiori senza profumo perché lo si possa immaginare e diventare così il fiore di ognuno.

E poi pensare di essere unici come quei fiori con la responsabilità forte di resistere oltre le spine, magari con la sola luce che attraversa il vetro di una finestra.

Sentirsi tra spine e dolori, a tratti pure inariditi perché basta quel che serve, eppure per quel poco ogni tanto nasce un fiore. 

Merito e lode per Colui che tutto può e vuole.


Metafora di una giornata vissuta come un fiore di cactus, con la fretta di arrivare a sera per tornare a me stessa, ringraziando comunque e sempre il buon Dio.


mercoledì 17 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.50) (Un gusto sempre nuovo)

Oggi è stato davvero caldo, molto caldo e con queste temperature ovviamente si ha poca voglia di stare ai fornelli e l'appetito vien meno. Allora per questa calda domenica tanto per cominciare, ho preparato una buona insalata di pasta, patate, speck e 

Di certo vi chiederete che posto o ruolo occupa sulla tavola un "connubio" del genere.

È un secondo o contorno o frutta o companatico?

Posso solo rispondere che non lo so. È stata una scoperta, mi piace e mi appaga.

L'ho scoperto ma solo come gusto, già mia madre negli ultimi mesi di vita aveva preso a mangiare solo questo... pane e insalata. Quando le portavano pranzo e cena in ospedale, prendeva il panino, apriva la vaschetta dell'insalata... e poi ci pensava da sola a preparare il tutto e gustarselo a gran morsi. 

Solo quello... pane e insalata.

E a noi che la guardavamo stupiti, raccontava che era una sua antica passione... quando da bambina insieme con la mamma e i nonni, da sfollati preparavano il pane in casa e poi raccoglievano l'insalata nell'orto, e spesso il loro pranzo era tutto lì. Tranne quando il pane diventava duro come pietra, e allora si faceva il "pancotto con le verdure", erbette, cicoria, rucola sempre dello stesso campicello.

La mia mamma aveva l'arte del narrare... anche le storie più difficili e tristi diventavano favole e novelle, a volte dei veri e propri romanzi brevi.

Lei ricordava tutto e tutti, e amava condividere quelle esperienze passate, vissute con la semplicità che rasserena. 

Mancava il superfluo, ma non era un problema... ne cercava il piacere in ciò che aveva... e così disponeva del necessario e un po' di più.


C'era sempre qualcosa da imparare e ritenere in ciò che raccontava. Se ne sentiva il profumo e il calore, persino il sapore.

Come per me, il gusto che fu suo... di pane e insalata.