lunedì 30 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.74) (Una giornata che parla di pace)

Quando Pasqua si avvicina l'animo ben si predispone. La Quaresima è terminata, abbiamo cercato di liberarci di ogni peso per una degna rinascita.

Intanto oggi è stata Domenica delle Palme, una giornata che parla di pace. 

E volano colombe con ramoscelli di ulivo nel becco, e sembra parodia grottesca di una realtà quasi persa, eppure fa bene pensarle ancora così, leggere e pacificatrici. 

Con questa sensazione ho incominciato stamane la mia giornata, qualche acciacco di troppo, tanti ricordi e un gran bisogno di serenità ché mi caricasse di forza. 

Ora solo qualche riga in semplicità, una specie di oasi dopo aver fatto il deserto.

Perché la Pace non si augura, si costruisce dopo aver fatto spazio ai buoni sentimenti, e si comincia da sé, dalla pace interiore frutto di gesti semplici e solidali.

Non viene chiesto l'impossibile, ma ciò che si può e rende sereni.

Vero è che il periodo non aiuta, ci si sente spaventati, precari, irrisoluti.

Non ci si fida più di nessuno, e la parola "pace" pare essere usata per contrastare il suo contrario, "guerra".

Proviamo invece a coltivare Noi stessi la pace, a riportarla in casa grazie ad apparenti compromessi. Perché se due fratelli già si guardano in cagnesco come si può pretendere che teste vuote a livello internazionale facciano la pace?

C'è bisogno di generosità, mettersi da parte e tanta leggerezza.

Una metafora.

Col cambio di stagione quasi ci siamo, tiriamoli fuori dal chiuso dell'armadio quegli abiti smessi e forse dimenticati, e indossiamoli come fossero nuvole.  


Sarà tempo giusto speso bene.

E vecchi pensieri tra gli altri confusi appariranno straordinariamente leggeri.


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