mercoledì 18 marzo 2026

FUORI DAL TEMPO (n.62) (Come ala di farfalla)

La sintesi dell'ultimo incontro da preparare e tanti pensieri per la testa.

L'ora di certo non aiuta, e nemmeno gli anni per cui arrivo sempre più stanca a fare ciò che mi piace.

È un limite che inevitabilmente riporta al concetto di fragilità.

La fragilità è l'unica certezza per ogni essere umano, dal giorno in cui viene alla luce, prima inconsapevole e poi sempre più convinto ad arginarla o farne un punto di forza.

Noi siamo al mondo per la Vita, non dobbiamo dimenticarlo mai, per questo cerchiamo di resistere e superare ogni limite.

Intanto da un po' di giorni sono parzialmente funzionante.

Causa... mente poco "collegata".

Sono cose che capitano, basta un niente e la "centrale" va in tilt. E magari fino a poco prima tutto era tranquillo e sotto controllo.

Che pretesa assurda... sentirsi talmente al di sopra di tutto da poter essere in grado di gestire le situazioni e fare sempre centro... senza sbagliare mai, alcuna titubanza o turbamento.

Ed è soprattutto la sera che si evidenziano criticità e debolezze.

Le paure... il futuro immediato e a lungo termine...  

Allungo la mano ogni tanto per sentire il respiro di chi mi è vicino.

Ideale campanella della consapevolezza, respiri profondi, e ritorno in me.

Quando cala la sera, il buio con me ci prova sempre, per fortuna poi, e grazie alla bontà di intenti e alla determinazione, la situazione rientra e si ricomincia, prima timidamente infine con la testardaggine solita.


Ed è notte quando finalmente anche tastiera e spazio bianco si ritrovano.

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