domenica 31 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.35) (Opportunità unica da interpretare)

Ci si rivede dopo tanto e non si può fare a meno di raccontarsi.

Chi vive la malattia, la supera ma se la porterà sempre almeno tra i ricordi più importanti.

Perchè...

La storia non è finita.

Perché una "parentesi" di vita non si conclude con un calo di sipario, si ricordano le battute, gli interpreti... i momenti significativi, e poi c'è il "dietro le quinte" con tanto lavoro e fatica perché di seguito possa venirne una "rappresentazione" migliore della vita che continua.

Pensavo a quei particolari all'improvviso diversi, perché guardati con gli occhi del "poi" e intesi con l'Intelligenza del Cuore.

E accade quando è trascorso il tempo giusto, e di un'esperienza estrema rimane la parte migliore, quello che si è imparato. Dopo aver gettato alle ortiche la rabbia e il nervosismo, l'ansia e il nodo alla gola in stato permanente, le lacrime e i silenzi.


Due aspetti della Malattia. Un atto unico da interpretare come protagonista e una grande opportunità.

sabato 30 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.34) (Dal timbro della voce al sorriso che spacca)

È un attimo, se si è affini lo si comprende subito, da poche parole e anche no, pure solo dallo sguardo, o magari dal timbro della voce, e di rimando da un sorriso che spacca.

Nasce così la sintonia, quando si hanno le stesse note dentro.

E anche nella fragilità ci si scoprirà tanto preziosi per ricchezza interiore e risorse condivisibili.

Gli animi in sintonia procedono così, fragili e preziosi. Si vengono incontro e poi si mettono l'uno a fianco dell'altro, e in silenzio condividono un tratto di strada, che si spera porti al sicuro.

Gli animi in sintonia si scambiano affettuosità senza nemmeno sfiorarsi, sguardi d'intesa e complicità come di Chi unisce forze e risorse.

E c'è racconto di vissuto, dono di consigli e luogo e contesto  assumono un aspetto diverso.


Ci sono storie che hanno dell'incredibile, pura poesia come nelle favole dalla trama ben  congegnata.

Due sorelle dal cognome diverso capitate nello stesso paese, un fratello lontano che si ritrovano quasi per caso e per volere di Dio.

Ognuno con la propria vita, ma grati di esserci e poter raccontarsi a chi desidera ascoltare e sa comprendere.

venerdì 29 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.33) (Della giusta modalità)

Sai una cosa?

No. Che cosa?

Mi aveva interrotto mentre parlavo e incuriosita presi a fissarla attentamente.

Sai un cosa? Sei teatrale.

Poi notando la mia espressione perplessa malcelata da un sorriso tirato...

Hai i tempi teatrali. Racconti così bene. Pause giuste e ripresa azzeccata.

Lusingata, mi convinsi a tal punto che presi a piacermi ancora di più, sempre però con l'intento di essere d'aiuto.

E una volta...

Racconta... mi diceva Lei con gli occhi lucidi, e la Sua mamma accanto... si, continua, racconti così bene.

Erano commosse entrambe per quella che sembrava una fiaba dall'inizio triste, una vicenda lunga e un lieto fine, visto che ero lì, in quel momento a raccontare. 


Pian piano da sfiduciate furono più serene, presero forza dalle parole, la mia esperienza condivisa diventò premessa per una nuova pagina di un'altra storia.

Non so perché mi è tornato questo ricordo affatto recente, forse perché mi affascina l'idea delle storie nella storia, perché ne scrivo tante tutte vere che s'incontrano e s'intrecciano con la mia a tessere come una tela di varia umanità.

giovedì 28 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.32) (Incondizionatamente...)

Chi mi conosce lo sa. Non amo ostentare, ma ferme come fossero protagoniste di un unico scatto, porto nel Cuore le persone che incontro.

È un grande Amore.

Tenero, delicato, a tratti percepito appena.

Per questo non devo ma posso averne pudore.


E gratitudine grande viene se qualcuno di loro dopo anni chiede di me.

Significa che qualcosa ho lasciato, e un pezzo di eternità a me con il ricordo è donato.

mercoledì 27 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.31) (Spero e m'impegno)

Domani sarò di servizio in reparto. E mi ripeto al solito...

Spero vada tutto bene. M'impegnerò per essere all'altezza.

Pare un mantra, sicuramente un augurio, perchè essere un volontario è grande responsabilità.

I volontari mettono in conto molto, risultare simpatici sin dal primo impatto, oppure apparire dei perditempo che non hanno nulla da fare. Ci sta tutto, pure perché ciò che si fa può non essere gradito, la situazione è già quella che è...

Però....

Se qualcuno accoglie dicendo...

Ti aspettavo...


E poi aggiunge che non vedeva l'ora di poter scegliere un bigliettino, e intanto apre le braccia come per abbracciare, allora si... vuol dire che il piccolo seme lasciato da un sorriso e dalla parola giusta, ha messo le radichette per germogliare.

Si entra e si esce da quelle stanze sempre in punta di piedi, come il momento richiede, con delicatezza... qualcuno apprezza, per altri è normale, una piccola minoranza preferirebbe stare in compagnia dei propri pensieri.

Ciao, cara... resta il saluto più bello che compensa il vago senso d'inadeguatezza che ogni tanto prende.

Quanto motiva la gratitudine dell'altro... motiva e pure tanto.

Siamo tutti diversi, già... ma in fondo assai simili.

martedì 26 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.30) (Tale è la buona memoria)

 Perdonerei qualche volta la mia memoria se mi tradisse.

Che guaio è la buona memoria, è democratica la buona memoria, in quanto tale porta in scena tutti e tutto, proprio quando non deve, quando stai male dentro e fuori, e non c'è rimedio. 

Fingersi indifferente per dare pace al Cuore, e andare avanti, anzi oltre.

E cosa posso farci? Sono strutturata così, esagerata ma coerente coi miei pensieri, idee e decisioni. E quanto m'irrita notare qualcuno che agisce al contrario di quel che dice o


addirittura proclama. 

Ecco, esagerata ma coerente, però a tratti anche un po' presuntuosa. Vero è che non mi reputo perfetta, non sia mai...

Per un po' avevo pensato di fare una pausa stasera... non avrei scritto neanche un rigo. 

Poi mi sono ripresa, forse ci ho ripensato, vado un tantino a scartamento ridotto ma proseguo.

Ai miei pensieri prima di andare non rinuncio, sono gratitudine per il giorno appena trascorso e speranza per quello che sarà. Domani. 

Quindi non molte parole stasera, giusto quelle che servono per non lasciarsi andare, e continuare.

lunedì 25 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.29) (Malinconica nostalgia)

Abito su un viale di tigli in corsa, quest'anno non se ne sente ancora il profumo, ma ugualmente osservando le tenere foglie ritornano dei ricordi che amo annotare e mi conforta rileggere. 

Profumi, sapori e melodie sono stimoli potenti per la memoria. 

Maggio... ed è passato che ritorna. Di questa giornata conserverò l'emozione di un tempo, una canzone che mi porta indietro e mi commuove, perché fu pianto e sorriso, fu per me un "dono".

Era di maggio... e la melodia antica mi riporta alla nascita della mia prima figlia. Tenerezza infinita.

 Nostalgia e malinconia insieme, proprio una strana rima.

Era di maggio... quando conclusi i primi quattro cicli di chemio prima dell'intervento.

E sempre di maggio sono tornata più volte a Roma per quella Giornata del Malato Oncologico che ogni volta apre nuovi orizzonti.

Ed è ancora maggio ormai, dopo anni, in cui ripongo le speranze di continua rinascita, per non vivere più di ricordi.

Così riprendo a sorridere, è inutile, "lascia fare al tempo" sarà anche una frase fatta ma è una delle poche che risponde ad assoluta verità.

Ogni giorno nel suo trascorrere agisce come il "velo" di polvere che si accumula su un mobile, un quadro... a prima vista non si notano i particolari, ad uno sguardo più attento qualcosa si vede e poi basta un colpo di straccio ed ecco riapparire quel che era.


Ciò che fu un tempo non potrà mai essere più, e non sarà dimenticato.

E non lo sarà neanche quel che ora è.

A volte sarà sufficiente solo una melodia e ogni cosa tornerà prepotente nella "memoria del Cuore".

E il sorriso verrà spontaneo comunque, immagine di fiducia mai persa.

domenica 24 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.28) (Profonda con leggerezza e seria con passione)

Amore e Passione e Coraggio, per vivere bene e a lungo, e poi... Leggereźza per affrontare con consapevolezza un problema o più.

Serve leggerezza nella vita, e non vuol dire essere superficiali e non significa che, al tempo stesso, non si possa essere anche profondi, se serve.

La Leggerezza è una specifica condizione che si raggiunge quando si è in grado di vedere un problema per le soluzioni che offre e non per il peso che ha, restando connessi costantemente con il proprio sentire, le emozioni e sensazioni. 

È Leggerezza essere un tutt’uno con il sorriso, saper sorridere alla Vita qualunque situazione essa presenti.

Io decisi per la leggerezza nel momento in cui mi resi conto che l'isolarmi mi caricava di un peso troppo grande per spalle che avevo considerato sempre deboli. Uscii allora allo scoperto, e subito mi sentii leggera. Nulla di cui vergognarmi, niente da nascondere. 

Una frase che mi ha colpito?

“Permettiti di essere Profonda con Leggerezza e Seria con Passione”.

Essere leggeri è una predisposizione d’animo. Non è detto che questa sia una nostra tendenza ma di sicuro può essere coltivata, costruita, nutrita e sperimentata.

E per farlo, prima di tutto, occorre volerlo.

Quando capita di vivere situazioni pesanti, stare


preoccupati, tristi, sconfortati, non aiuta ma appesantisce. Ma come si può fare per evitare tutto questo? Per un attimo chiediamo aiuto al Nostro Passato e sicuramente troveremo un momento vissuto con la leggerezza e la sensazione di aver camminato su una nuvola. E questo è sufficiente per credere che possiamo sperimentarlo nuovamente poiché ci sono i presupposti per poterlo fare.

sabato 23 maggio 2026

SENZA SOSTA.( n.27) (Il Coraggio. Ricarica continua.)

Non so se sono veramente forte come voglio apparire o la mia è solo una maschera che mi aiuta a crederlo... work in progress comunque... dall'inizio così duro ad oggi. Non è stata completamente forza mia, lo so bene, ma sta a me continuare a non farle perdere vigore.

Tutto non è per tutti, e se per vivere occorre Amore, c'è bisogno anche di Passione, come pure indispensabile è ricaricarsi continuamente di coraggio. Per far pace coi ricordi e stupirsi per quel salto di qualità che fa la differenza.

Perchè a volte i pensieri cominciano a scorrere veloci come fotogrammi di una pellicola in


accelerazione, e paure, progetti mancati, speranze si susseguono senza pause lasciando fiacchi. Ed è a questo punto che si dubita della propria forza, e si tende a piegarsi su se stessi.

Ma reagire si deve. Reagire, alzare la testa e andare avanti.

Qualcuno dice che sono cambiata, altri affermano che in realtà ero già così, solo non consapevole.

Al solito la verità è in mezzo, per cui concludo forse sono cambiata in parte facendo emergere il meglio di me.

Perché...? Per amore e per dolore.

venerdì 22 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.26) (Per Vivere ci vuole passione)

Vivere con Passione. Nutrirsi d'Amore.

Quanti significati può assumere un termine...

E tutti insieme costituire il senso dell'esistenza.

Avvertire visceralmente di esserci. Non è un caso, bensì una scelta. Ogni giorno, giorno per giorno seguendo gli eventi, le storie, facendo progetti.

Una bella sfida, non c'è che dire.

Passione è sentimento che si condivide, si vive insieme. Sia dolce o doloroso non resta chiuso in sé ma si apre all'Altro, e se sofferenza c'è si arricchisce di una "preposizione" e diventa Compassione, nel senso etimologico e completo del termine. 

Compassione, quella che viene dal Cuore e fa compagni per un certo percorso, non la


pietà nel senso di commiserazione.

Vivo con Te questo momento, prendo su di me parte del Tuo dolore.

Un tocco per approcciare, una carezza per accogliere.

Ed è Vivere davvero. Perché non è solo per se stessi, ma fa bene perché migliora se stessi.

giovedì 21 maggio 2026

SENZA SOSTA (n. 25) (Non ho più sogni)

Un tempo assai lontano, diciamo pure lontanissimo sarei andata in crisi quasi esistenziale per ogni "incidente" di percorso.

Dopo aver rottamato ogni evento, dopo la malattia sento di essere cambiata di certo in meglio, però... però non ho più sogni.

 Non più sogni ovvero progetti, desiderio di proiettare il mio agire a lungo termine.

Perché un evento del genere è come spezzasse qualcosa, rompesse il momento magico delle aspettative e delle speranze, e portasse a vivere alla giornata fruendo e gioiendo delle piccole


cose mai notate prima. 

Ma questo non è certo un fatto negativo, anzi... la Vita andrebbe vissuta in questo modo da tutti. E "NON HO PIU' SOGNI" diventa... sotto certi aspetti... un traguardo, I progetti poi torneranno... giorno per giorno... e giorno per giorno si realizzeranno perché si avrà la forza e l'amore incondizionato giusti per farlo.

 L'Amore che in Noi deve agire perché nella capacità di farne dono troveremo il modo di superare qualsiasi difficoltà... comunque di "sentirci bene".

mercoledì 20 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.24) (Cambio di stagione)

Pure se non è ancora molto caldo oggi ho fatto il cambio di stagione. Anche quest'anno come ogni anno.

Ad ogni cambio di stagione mi viene da pensare alle varie fasi dell'esistenza di ognuno, dalla consapevolezza in poi. 

Avvertiamo dei cambiamenti, ce ne stupiamo spesso anche impauriti, e invece è tutto normale... naturale.

È naturale che ad età diverse corrispondano altri sentimenti e nuove reazioni. Non si passa da insensibili a sensibili, la sensibilità è la stessa, è il bagaglio di esperienze ad avere il suo peso nel bene e nel male, è ricchezza ma anche fardello che grava. 

Un tramonto commuove, una scena d'amore fa piangere, personalmente mi emoziona una coccinella che mi sale sul dito e sosta, come volesse dirmi qualcosa.

 Fantasie, sogni ad occhi aperti? È l'età che avanza, e cerca la tenerezza perduta. 


Ad ogni cambio di "stagione", proviamo perciò a liberare pensieri ed emozioni.

Lasciamoli alla Condivisione. Scopriremo tanto in comune e sarà aria, respiro nuovo per Anime "accoglienti".


martedì 19 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.23) (Mai da sola in silenzio)

Pure oggi ho fatto tardi, non più tardi delle altre sere ma tardi, e qualcosa devo scrivere... non posso smorzare la luce e andare via così, in silenzio.

Silenzio... ecco che torna a portare quiete, ristoro alla mente stanca dopo una giornata intensa.

Scrivo i miei pensieri... 

Lo faccio ogni giorno, quando è notte perché la casa è avvolta dal silenzio ed io posso dialogare con me stessa, ritrovare la mia vera natura umana.

Puntigliosa solo con me stessa e poi sicura...

Ormai la notte avanza, tra un po' smorzate le luci e chiusi gli occhi fisserò il punto, la linea, e il piccolo cerchio più colorato come fantasiose e astratte immagini di un caleidoscopio ideale, e mi abbandonerò finalmente alla quiete.


Comunque ci tengo... davanti al pc non mi considero mai da sola, ma un tutt'uno "insieme". Con Voi, sempre.

domenica 17 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.22) (Ogni momento è il tempo giusto)

Per il bene della vita stessa ogni momento è il tempo giusto.

Conobbi una persona con cui entrai subito in sintonia. Quando si dice che le anime simili si riconoscono è pura verità.

La prima volta stava leggendo di Mindfulness, risorse interiori e di quant'altro ci occupiamo Noi dell'auto mutuo aiuto.

Naturale fu perciò invitarla ai nostri incontri, e altrettanto fu per Lei partecipare.

Lei vivendo la malattia rimpiangeva il tempo perso a rimandare. Aveva tanti sogni e progetti, ma anche qualcuno di cui prendersi cura.

Lo farò dopo... si ripeteva... al tempo giusto. E intanto si rendeva conto di non aver fatto in tempo.

Già... si pensa sempre averne tanto, ma gli anni passano in fretta, e forse solo in parte i molti progetti saranno realizzati. E comunque, poiché cambiano tante cose, difficilmente corrisponderanno all'idea iniziale.

Dammi ancora un po' di tempo, Signore... Lei pregava... ho ancora tante cose da fare.

Mai piangersi addosso però, perché una vita non è mai vissuta inutilmente.

Per questo senza rimpianti occorre cancellare ciò che è da cancellare, e salvare il salvabile, quello che si è saputo costruire.

Guardare poi al futuro, che sia lungo breve, sarà vissuto con impegno e consapevolezza.

Perchè si costruisce sul Presente, titolato per capacità e meriti di Cuore.

Un promemoria che mi ripeto spesso quando penso... vorrei averlo fatto, e mi prende la tristezza.

Ma poi torno sempre al momento che vivo, e con un profondo respiro mi carico di leggerezza.


Qualcosa in fondo ho recuperato.

SENZA SOSTA (n.21) (Promemoria)

Si chiude un anno sociale, ma la "mission" continua. Restiamo "accanto".

Restare accanto non è da tutti, è grande responsabilità.

 È predisposizione ed è pure impegno.

Si accoglie l'Altro non solo fisicamente, ci si mette in sintonia, ché l'Altro possa sentirsi rassicurato già dalla sola presenza di Chi lo accoglie, disponibile all'Ascolto.

L'Ascolto empatico è un'arte assai difficile, richiede allenamento. Che l'Altro non avverta superficialità ma vicinanza serena.

Si abbraccia con lo sguardo e le parole, quest'ultime poche ma giuste, pensate e adattate prima a sé.

Non si fanno domande, non si esprimono opinioni gratuite.

Siamo "ospiti" di chi ci accoglie.

Non si fa il volontario ma si è volontario.

Nel profondo, oserei affermare... 


essere volontari è uno stile di vita.

sabato 16 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.20) (Umilmente e ascolto)

Oggi ho tanto ascoltato e accolto molti spunti di riflessione tra sorriso e occhi lucidi di pianto.

A volte ho la sensazione solo dopo essere entrata in una stanza, di averlo fatto un po' da spavalda, allora mi ridimensiono vestendomi


di umiltà.

Tono pacato e poche parole sono cose sempre apprezzate, in quel luogo poi pare si cerchi solo questo, perchè di lì a poco non c'è bisogno d'altro. È come conoscersi da sempre.

E Lei che per età è tra i miei due figli, diventa la terza per diritto acquisito, poiché si racconta e lo fa con tale semplcità da far scordare l'intero contesto.

Penso poi a quanto io sia stata fortunata, da un'esperienza estrema, spuntata fuori quale fiore nel deserto.

È tardissimo, ma a scrivere non rinuncio.

Perché scrivere per me è la più efficace medicina.

Mi soffermo a pensare un po' per conto mio a quanta strada ho fatto e quanta ancora ne voglio fare, nonostante il tempo diventi sempre più breve.

Cerco intorno tutte le mie cose, libri e appunti, riviste e dispense... per me tutta la ricchezza che c'è, la certezza di un riscatto dopo la mancata laurea, il completamento di una vita.

venerdì 15 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.19) (Eterna eredità)

Parenti, amici, semplici conoscenti.

Legami di sangue, legami acquisiti.

Relazione lavorativa, relazione d'aiuto.


La Vita ne offre di opportunità per dare senso ad un'esistenza non da spettatori ma da protagonisti.

Si tratta di seminare, curare, coltivare ogni relazione, credere nel valore di ognuna, e proiettarsi nel futuro, perché qualcosa resti come esempio, "seme buono" da perpetuare, eredità d'amore.

Chiunque ami ha ricevuto Amore in dono, e a sua volta Amore lascia in eredità.

L'Amore ereditato non va tenuto per sé, bensì condiviso con le persone accanto e quelle che la Vita ha fatto incontrare durante il "viaggio" terreno.

Perché ogni persona che passa nella Nostra vita è unica. Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di Noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla.

Così sto valutando un nuovo progetto che parte proprio da quegli amici che io chiamo "amici che contano".

Per me contano perché nel tempo sono diventati punto di riferimento, generosi di esempi, coraggio ed eredità d'amore.

Ed io come posso contraccambiare se non impegnando nuova energia?

Il percorso dell'esistenza ha un tempo limitato, gli anni trascorreranno sempre più in


fretta mentre si esaurisce, bene sarà impiegare al meglio, investire quell' "eredità d'Amore", ché possa fruttare tanto da costituirne altra da lasciare.

Chiunque ami... a Tutti è dato amare, non tutti ne sono capaci, per alcuni invece è peculiarità, quasi carisma.

È il "piccolo segreto" della Nostra eternità terrena, continuare a vivere come eredità d'amore e rasserenante ricordo.

giovedì 14 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.18) (La magia di un abbraccio)


 SENZA SOSTA (n.18)


(La magia di un abbraccio)


"LA MAGIA DI UN ABBRACCIO"

Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?

Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere

e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?

Un abbraccio è esprimere la propria esistenza

a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,

nella gioia e nel dolore.

Esistono molti tipi di abbracci,

ma i più veri ed i più profondi

sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.

A volte un abbraccio,

quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,

fissa quell’istante magico nell’eterno.

Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,

fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa

o si ha paura di sapere.

Ma il più delle volte un abbraccio

è staccare un pezzettino di sé

per donarlo all’altro

affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.


     - Pablo Neruda -


Poche righe a commento di questa bella poesia di Neruda, perchè il senso è tra i versi stessi.

Farò riferimento al mio passato e al presente che vivo.

15 ottobre 2010.

Terminava il mio percorso terapeutico, e cercavo di non pensare a quel che sarebbe stato dopo. 

Comunque mi sentivo fragile e vulnerabile. Chiesi "quell'abbraccio".l

Sono trascorsi 16 anni.

Ora sono io a donarlo, guardando solo negli occhi.

Pure oggi, uno di quei soliti "affollati" martedì.

Approcciare a Chi vive momenti di particolare difficoltà richiede un grande senso di responsabilità e prima ancora tatto e vicinanza, e tutto nella massima discrezione.

Mi presento

Lui/Lei si presenta, ed io...


Ti Accolgo con un sorriso e un augurio 

Ti Ascolto con l'attenzione che meriti.

Ti Aiuto, per quello che posso e quando e come vuoi.

Sono con Te, a riempire il Presente di eternità.

mercoledì 13 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.17) (AMA... da Cuore a Cuore)

L'Auto Mutuo Aiuto è questo. Ciò che dono altrettanto mi torna indietro.

Sintesi perfetta di quest'ultimo incontro GAMA.

Ciò che vorrei, sono in grado di donarlo all'Altro?

Chi soffre, spesso, si chiude in se stesso, isolandosi in un profondo silenzio, in una solitudine dal risvolto non solo psicologico, ma  anche relazionale. 

Egli ha bisogno di sentirsi accompagnato da persone che si prendono cura delle sue emozioni, del suo spirito e al tempo stesso del suo corpo, affinché possa affrontare serenamente, secondo i suoi modi e desideri, l'esperienza della malattia. 

Nel suo pathos ha bisogno di essere ascoltato, ha bisogno di atteggiamenti di valorizzazione e di accoglienza. Ed è importante che sia un’accettazione incondizionata. 

Tutto questo ho imparato a percepirlo e coltivarlo. 

Perché si crei armonia e quindi sia la "relazione d'aiuto" efficace, credo sia opportuno prendersi cura del singolo... in quel singolo momento. Come accogliere nel "nido", stringere in un abbraccio, proteggere in famiglia.

Il paziente oncologico vuole essere ascoltato, capito e supportato. Non sopportato ché è tutt'altra cosa.

Vuole sentirsi ripetere ciò che spera e non discorsi banali intesi all'illusione.

Desidera abbracci con lo sguardo e le parole, una mano stretta per sentir meno la solitudine.

Bene, Noi umilmente cerchiamo di dare tutto questo a Chi mostra di accettarlo, e ci proviamo con garbo e pazienza, a volte pure respinti, anche con Chi palesa il contrario.

Potrà essere solo un momento, comunque resta a maggior ragione nei nostri pensieri.


"Il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo"

     - Pablo Neruda -


lunedì 11 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.16) (Festa della Mamma?)


Non amo le giornate celebrative, sono scontate o hanno un secondo fine.

Perchè mai dovremmo ricordare o ancor più mettere in risalto figure già valide in quanto "persona"?

La Mamma, il Papà sono da rispettare e un domani da ricordare soprattutto perchè hanno dato la vita, poi ognuno li celebrerà seguendo l'onda dei ricordi

Hanno amato... forse potevano dimostrarlo di più.

Sono stati rigidi e severi... qualche sorriso e una certa flessibilità insieme con parole chiare e rassicuranti non avreɓero guastato più di tanto.

È che ad essere madre e padre non s'impara dai manuali. Si cerca di fare il proprio meglio secondo il buon senso e seguendo il Cuore.

Saranno comprensivi i figli?

Forse capiranno quando saranno genitori a loro volta, oppure al momento dell'inversione dei ruoli. Perchè prima o poi arriva, è il naturale ciclo della vita, e torneranno i ricordi a fare del presente una nuova realtà.

E tornando alla Festa della Mamma, per quello che riguarda la mia esperienza di figlia,

Mamma... mamma fino alla fine ed oltre... ove solo una linea sottile ci separa.

 Mi vede, lo so... io non posso.

Mi dispiace...

domenica 10 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.15) (La poesia della vita)

La poesia della vita

Bisogna essere felici di nulla,

magari di una goccia d’acqua

oppure di un filo di vento.

Di un animaletto che si posa

sul tuo braccio o del profumo

che viene dal giardino.

Bisogna camminare su questa terra con le braccia tese verso qualcosa che verrà

e avere occhi sereni per tutte le incertezze del destino.

Bisogna saper contare le stelle,

amare tutti i palpiti del cielo

e ricordarsi sempre di chi ci vuole bene.

Solo così il tempo passerà senza rimpianti e un giorno potremo raccontare di aver avuto tanto

dalla vita.

(Manolo Alvarez, poeta contadino spagnolo)

Rendere in prosa questi che non sono versi ma "perle" messe insieme l'una dopo l'altra a comporre un gioiello di semplice eleganza, è in pratica superfluo, meglio coglierne l'essenza. 

La serenità nelle piccole cose della vita, nell'ordinario che diventa straordinario se colto con lo spirito della meraviglia.

Una goccia d'acqua su una foglia, una leggera brezza.

Una coccinella sul braccio, il profumo dell'erba appena tagliata.

La fiducia e l'ottimismo.

Alzare gli occhi al cielo, contare le stelle, amare e ricordarsi di Chi ci ama.

Sono queste e niente altro le ricchezze della vita, quelle che ci faranno vivere ma anche andar via un giorno senza alcun rimpianto.

Pensando agli anni vissuti, si fa un bilancio del tempo speso. Tempo speso bene e tempo sprecato.

Si spende bene se non è solo per se stessi.


Peccato capirlo a volte tardi.

sabato 9 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.14) (Il mio mantra)

Se volessimo dare un titolo a questo penultimo incontro GAMA, sarebbe... "Il mio mantra", sintesi dell'approccio compassionevole, tema centrale dell'ultimo corso per volontari oncologici.

Che cos'è la compassione?

La Compassione è la capacità di riconoscere la sofferenza altrui o la propria, e provare il sincero desiderio di alleviarla o ridurla.

Compassione verso se stessi in primis per poter essere compassionevoli con gli altri.

Quindi riconoscersi in uno dei "tre stati emotivi" per migliorarsi e raggiungere "il luogo verde", stato ottimale in cui si sta bene con se stessi e si prova un sentimento autentico per gli altri.

Comprendere pienamente se stessi per migliorarsi senza eccessiva severità.

Cercare la serena stabilità emotiva per mantenere l'equilibrio.

Immaginare un'ideale "persona compassionevole" che ci sia di sostegno, una 



Voce interiore che dia un senso a ciò che la vita presenta.

Così il mio mantra, o meglio il pensiero o la frase che ognuno sceglierà di ripetere tutte le volte che ne sentirà il bisogno, sarà la "voce compassionevole" che aiuterà a girar pagina per poter continuare...

giovedì 7 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.13) (La prepotenza della Vita)

Curiosa, geniale, eclettica. Giusy è una persona tutta da scoprire.

La settimana scorsa la invitai a scrivere le emozioni del momento. E Lei...

- Si, mi piace scrivere. Ho scritto già alcune poesie.

- Che bello! Ti va di portarne per leggerĺe insieme?

E così è stato? Giusy ha portato tre poesie, una più bella dell'altra, e non poteva essere diversamente con la sua sensibilità e il bagaglio di esperienze belle e brutte che si ritrova.

Curiosa della realtà che la circonda, desiderosa di condivisione, va oltre i concetti espressi, rivelando un grande amore per la vita...

"LA DOLCE PREPOTENZA DELLA NATURA"

L'unica prepotenza che contemplo 

è quella della vegetazione,

che si fa strada con forza silenziosa,

nelle crepe del muro, nelle fessure della pietra.


Con radici profonde e germogli tenaci,

si apre la via verso la luce,


e si rinnova ogni giorno, 

con una determinazione che non può essere fermata.


Esplode,

in un tripudio di colori e

di profumi, verso la vita


e la primavera è lì,

ad attenderla.

G. L.

mercoledì 6 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.12) (Complementari)

La malattia porta al limite dei limiti, per cui si rivede la propria vita, si fa un bilancio, si cerca di riattivare le voci in passivo, si è infinitamente grati per quello che si ha.

Ci si rende conto che dare e ricevere amore è l'unica giusta modalità di vita.

Una donna, una moglie, una madre se non lo dichiara apertamente, almeno lo dimostra.

Le mamme, più dei padri sentono l'onere e l'onore di essere "accudenti" a vita. 

Comunque sia pure non con la stessa frequenza, s'incontra qualche padre premuroso senza eccessi, presenza discreta che mantiene le distanze soprattutto da se stesso, per non perdere la lucidità.

Ricordo di aver incontrato una volta tre mariti. Erano nella stessa stanza. Chiesi loro... Come va?

- Va tutto bene, mi sto impegnando. Soprattutto per lei, che sta dedicando a me cure materne.

- Sono vivo grazie alle mie tre donne, mia moglie e le mie due figlie. Dico sempre che il mondo continua per le donne. Siamo fortunati noi uomini ad amarle ed essere da loro amati.

Tre mariti, ognuno grato alla propria moglie, "partner" per uno di loro, perché trovava il termine moglie assai riduttivo.

"Sorella, amica, complice compagna. Il Suo nome? Non lo ricordo più. Sono cinquant'anni che io la chiamo Amore..."


E in quella stanza di commozione si colmarono i cuori.

martedì 5 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.11) (Inversione di ruoli)

Per i fiocchi di tenerezza consueto spunto da alcuni miei vecchi scritti.

Sfogliando un quaderno ho trovato una sorta d'intervista da me a una delle figlie caregiver incontrate in questi tredici anni di servizio.

Ne sono nate delle riflessioni.

Una mamma è Madre sempre e comunque, pure quando è stanca, anche se è malata tende sempre a farsi carico di tutto, cercando di mettere a tacere un latente immotivato senso di colpa.

Non chiede, non si lamenta.

Si accontenta, è sempre grata...

- Mamma ha ragione quando dice che sei una figlia speciale oltre che molto intelligente.

Lei conta su di te e vuole star bene


per te e non solo per se stessa.

- Non pensavo dicesse questo di me. Infatti io voglio che lei stia bene, e cerco sempre di aiutarla.

- Sai, le mamme sono riservate, non fanno mai capire del tutto quello che pensano veramente.

- Perchè...?

- Non c'è un vero motivo, però ti assicuro, lei è molto contenta di te, si sente al sicuro. Protetta.

- Mi piacerebbe sapere da lei che cosa pensa di me. Non me lo ha mai detto, anche se a volte... 

Meno male che si sente protetta.

- Si. Ora è come se tu fossi la piccola mamma della tua mamma.

Queste parole e una gelatina di frutta appena terminata mi riportano indietro a un bel po' di anni fa, quando ad ogni chemio mia figlia, in una perfetta inversione di ruoli, si prendeva cura di me...

...  di sua madre

lunedì 4 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.10) (Piccole... grandi strategie)

Continuo a parlare dei "fatti miei", un po' in generale, senza trascurare l'essenziale per tutti.

Non per protagonismo ma per prendere forza e vitalità in certi momenti, e poi spiegare che qualsiasi percorso è fatto di tappe e "stazioni di rifornimento", che se non ci si ricarica non si può andare avanti, e soprattutto che all'obiettivo prefissato non si arriva da soli.

I miei pensieri alla fine del giorno nascono sempre da stati d'animo altalenanti, poi cerco di elaborarli per renderli intellegibili, e alla fine non so...

Tutto a posto?

Quante volte ci sentiamo rivolgere questa domanda, quante volte siamo Noi a farla.

È una di quelle domande retoriche che prevedono come risposta la domanda senza interrogativo.

È tutto a posto...? Mi si chiede...

È tutto a posto, più o meno, diciamo di si. Se non è a posto, facciamo in modo che lo sia. Conta la Speranza. Crederci.

A tutto ci si abitua, ma importante resta abituarsi prima all' "idea", mai accettata e ancor meno pensata, e per alleggerirla continue piccole strategie non guastano.

Ai giorni più pesanti ho sempre abbinato un pensiero lieto, un piccolo progetto, un acquisto pure di pochi soldi..."pianificare" insomma per continuare ed andare più spedita.

Un consiglio valido per tutti, anche solo per sbarcare la giornata.

Garantisco l'esito, funziona davvero, fa volare il tempo, e conforta, spero, come quest'ultima carezza della sera.


domenica 3 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.9) (Accogliere con consapevolezza)

Mi piace raccontare con il Cuore, sicuramente guidata dall'Amore. 

Io e quel vago, impercettibile senso di tenera dolcezza, essere grata per ciò che non vedo né tocco ma sicuramente possiedo. Gratificazione che viene dallo stesso agire per accompagnare, per un sorriso ed un volto che riprende colore.

E così quando sento che sto per cedere, quasi con un colpo di reni mi drizzo, e.. si, continuo ad andare, e non solo... mi sento pure fortunata.

Per me, giornate particolari. Mi è stato detto che rientro in un sei per cento a causa di un effetto collaterale. Inizialmente ci sono rimasta, poi... poi ho considerato la condizione di partenza, le parole e il tono, infine la situazione attuale. E sentire che lassù Qualcuno mi ama.

Percĥè è così, dà la forza di accettare ciò che arriva, la consapevolezza che si può uscire di scena in qualsiasi momento e non c'è età.

E mi torna in mente una frase...

- Oggi mangiamoli questi profiteroles perché ci siamo... domani... chissà. 

Lo pensiamo tutti, Noi, tumorati e sopravvissuti per amore di Dio, ma che lo affermasse un ragazzino, questo è sicuramente un insegnamento in più, una marcia in più, tanti motivi in più per me, e così continuare.



sabato 2 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.8) (Tutt'altra musica)

Da un cortile fiorentino, passando per numerose piazze italiane, a quella di San Giovanni a Roma, concerti, concertini, concertoni.

Musica per celebrare la Festa del Lavoro, giornata che ne sottolinea la preziosità.

Non smettere di credere in Te stesso.

Non smettere di credere in ciò che fai o vorresti fare.

Non smettere di credere che possa cambiare.

Perché a volte la sfiducia prende, ma bisogna non farla prevalere.

Periodi brutti ci sono, ma forte di se stesso, ognuno deve crederci. Prima o poi qualcosa cambierà.

All’inizio del ventesimo secolo, nasce una curiosa tradizione, indossare il mughetto sui baveri delle giacche o sulle scollature dei vestiti durante i cortei per celebrare la Festa del Lavoro.

Perché...?

Il mughetto è simbolo di serenità e felicità che


ritorna dopo qualche tribolazione.

Così ancora oggi, il 1° di maggio, per le vie di Parigi, dove si celebra anche la Festa del mughetto, si trovano venditori e venditrici ambulanti che lo offrono in piccoli mazzetti, come regalo per dare il benvenuto alla primavera e alla bella stagione.

venerdì 1 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.7) (Ora... da qui... lontano)

La Vita non è uno scherzo

prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte,

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia. 

- Nazim Hikmet -

Ho copiato questi versi su alcuni fogli. Li ho lasciati in giro, in modo da trovarli in ogni dove quando ne avessi bisogno.

Perché sarà che ormai i settant'anni sono suonati da un pezzo, sento di aver raggiunto una nuova consapevolezza.

Mi penso un po' di più, e credo di meritare


più attenzione e cura

Non le chiedo, le cerco in me. 

Perché nessuno può amarti più di te stesso.

Se la strada s'accorcia, è ora d'imparare a guardare lontano.

Gustarsi ogni passo e complimentarsi per il modo in cui è stato fatto, perché sarebbe bastato averlo mosso quel passo, che un tempo pareva scontato se non addirittura indifferente.

E infine, che ogni giorno si concluda riflettendo su ciò che è stato e ciò che è. Con serietà e a mente lucida, perché quel che sarà forse lo sa solo Dio.