mercoledì 13 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.17) (AMA... da Cuore a Cuore)

L'Auto Mutuo Aiuto è questo. Ciò che dono altrettanto mi torna indietro.

Sintesi perfetta di quest'ultimo incontro GAMA.

Ciò che vorrei, sono in grado di donarlo all'Altro?

Chi soffre, spesso, si chiude in se stesso, isolandosi in un profondo silenzio, in una solitudine dal risvolto non solo psicologico, ma  anche relazionale. 

Egli ha bisogno di sentirsi accompagnato da persone che si prendono cura delle sue emozioni, del suo spirito e al tempo stesso del suo corpo, affinché possa affrontare serenamente, secondo i suoi modi e desideri, l'esperienza della malattia. 

Nel suo pathos ha bisogno di essere ascoltato, ha bisogno di atteggiamenti di valorizzazione e di accoglienza. Ed è importante che sia un’accettazione incondizionata. 

Tutto questo ho imparato a percepirlo e coltivarlo. 

Perché si crei armonia e quindi sia la "relazione d'aiuto" efficace, credo sia opportuno prendersi cura del singolo... in quel singolo momento. Come accogliere nel "nido", stringere in un abbraccio, proteggere in famiglia.

Il paziente oncologico vuole essere ascoltato, capito e supportato. Non sopportato ché è tutt'altra cosa.

Vuole sentirsi ripetere ciò che spera e non discorsi banali intesi all'illusione.

Desidera abbracci con lo sguardo e le parole, una mano stretta per sentir meno la solitudine.

Bene, Noi umilmente cerchiamo di dare tutto questo a Chi mostra di accettarlo, e ci proviamo con garbo e pazienza, a volte pure respinti, anche con Chi palesa il contrario.

Potrà essere solo un momento, comunque resta a maggior ragione nei nostri pensieri.


"Il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo"

     - Pablo Neruda -


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