sabato 16 maggio 2026

SENZA SOSTA (n.20) (Umilmente e ascolto)

Oggi ho tanto ascoltato e accolto molti spunti di riflessione tra sorriso e occhi lucidi di pianto.

A volte ho la sensazione solo dopo essere entrata in una stanza, di averlo fatto un po' da spavalda, allora mi ridimensiono vestendomi


di umiltà.

Tono pacato e poche parole sono cose sempre apprezzate, in quel luogo poi pare si cerchi solo questo, perchè di lì a poco non c'è bisogno d'altro. È come conoscersi da sempre.

E Lei che per età è tra i miei due figli, diventa la terza per diritto acquisito, poiché si racconta e lo fa con tale semplcità da far scordare l'intero contesto.

Penso poi a quanto io sia stata fortunata, da un'esperienza estrema, spuntata fuori quale fiore nel deserto.

È tardissimo, ma a scrivere non rinuncio.

Perché scrivere per me è la più efficace medicina.

Mi soffermo a pensare un po' per conto mio a quanta strada ho fatto e quanta ancora ne voglio fare, nonostante il tempo diventi sempre più breve.

Cerco intorno tutte le mie cose, libri e appunti, riviste e dispense... per me tutta la ricchezza che c'è, la certezza di un riscatto dopo la mancata laurea, il completamento di una vita.

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