Ad ogni problena la soluzione, problemi ne abbiamo tutti, e di certo non ce ne sarà una che farà da passepartout.
Quando succede qualcosa di imprevedibile e spiacevole (problema) non ci si può nascondere né rifiutare di andare avanti, si deve assecondare con la giusta modalità.
La fede, le passioni (possibili soluzioni) serviranno a ritrovarsi e dare concretezza alla speranza.
Esempio personale...
Con la malattia presi a scrivere ogni giorno.
La scrittura (piano per la risoluzione del problema emotivo o strategia) da sempre il mio pallino, anche se non mi dedicavo con continuità. L'adottai per contrastare l'evento inaspettato.
Avevo bisogno di farmi forza, assicurarmi che fossi viva tutti i giorni (motivazione), e per me in quel momento era l'unico modo.
Scrivevo di notte e mi rileggevo al mattino, a volte mi riconoscevo, altre volte no, allora prendevo le distanze (azione opposta alla paura e alla tristezza).
Testi sofferti in cui si alternava
un periodare lungo a frasi brevi, quasi troncate all'improvviso. E poi... quanti puntini di sospensione...
Oggi rileggo e pare tutto così strano e lontano. Ma poiché le emozioni restano come marchi a fuoco, riconosco le lacrime che smorzavano le parole, e le pause celate dal pensiero sospeso (verifica). Erano i momenti in cui cercavo con fatica la speranza, credendo averla persa definitivamente.
Perché la Speranza c'è, è in ognuno, magari sotto mentite spoglie. Bisogna tenacemente esserne convinti e non abbandonerà.
