L'incontro odierno sull'alimentazione a cui hanno partecipato alcuni di noi del GAMA, mi porta almeno a delle considerazioni, non avendo io potuto essere presente.
La sana alimentazione è una componente di un buon stile di vita. È argomento che dovrebbe interessare tutti, ma il più delle volte è solo
al momento del "dramma" che ci accorgiamo dell'importanza delle cose scontate, o almeno considerate tali fino ad allora.
Normali come il respiro, semplici come la minestrina della sera. Eppure basta un raffreddore che rende irregolare e un po' affannoso
il primo, e non si può non comprenderne il ritmo. E ancora, un'indigestione, la nausea e un digiuno forzato e si assapora ed apprezza il brodo più volte mandato giù in fretta. Scontata pure questa mia riflessione? Solo semplice.
Il richiamo ad alimentarsi è forte attaccamento alla vita, basti pensare al bambino appena nato che cerca per istinto il seno materno, e per diventare grande in modo adeguato ha bisogno di quantità di latte proporzionate al suo peso.
L'argomento mi riporta all'esperienza personale di malattia, quando per contrastare gli effetti collaterali della chemio studiai la strategia del "pastino", una minestra semiliquida con passato di verdure, pastina biberon, due cucchiai di ricotta e uno d'olio evo, e una spolverata di grana. Una sorta di pappa svezzamento insomma, perché mi sentivo delicata e vulnerabile come nella prima infanzia, bisognosa di attenzioni e coccole.
Dovevo continuare, in realtà era prossima la rinascita, e poi crescere, in un'unica parola... vivere, nel pieno delle forze e con tutto il Cuore.

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