mercoledì 17 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.50) (Un gusto sempre nuovo)

Oggi è stato davvero caldo, molto caldo e con queste temperature ovviamente si ha poca voglia di stare ai fornelli e l'appetito vien meno. Allora per questa calda domenica tanto per cominciare, ho preparato una buona insalata di pasta, patate, speck e 

Di certo vi chiederete che posto o ruolo occupa sulla tavola un "connubio" del genere.

È un secondo o contorno o frutta o companatico?

Posso solo rispondere che non lo so. È stata una scoperta, mi piace e mi appaga.

L'ho scoperto ma solo come gusto, già mia madre negli ultimi mesi di vita aveva preso a mangiare solo questo... pane e insalata. Quando le portavano pranzo e cena in ospedale, prendeva il panino, apriva la vaschetta dell'insalata... e poi ci pensava da sola a preparare il tutto e gustarselo a gran morsi. 

Solo quello... pane e insalata.

E a noi che la guardavamo stupiti, raccontava che era una sua antica passione... quando da bambina insieme con la mamma e i nonni, da sfollati preparavano il pane in casa e poi raccoglievano l'insalata nell'orto, e spesso il loro pranzo era tutto lì. Tranne quando il pane diventava duro come pietra, e allora si faceva il "pancotto con le verdure", erbette, cicoria, rucola sempre dello stesso campicello.

La mia mamma aveva l'arte del narrare... anche le storie più difficili e tristi diventavano favole e novelle, a volte dei veri e propri romanzi brevi.

Lei ricordava tutto e tutti, e amava condividere quelle esperienze passate, vissute con la semplicità che rasserena. 

Mancava il superfluo, ma non era un problema... ne cercava il piacere in ciò che aveva... e così disponeva del necessario e un po' di più.


C'era sempre qualcosa da imparare e ritenere in ciò che raccontava. Se ne sentiva il profumo e il calore, persino il sapore.

Come per me, il gusto che fu suo... di pane e insalata.

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