lunedì 31 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.16) (Con speranza sempre per ricominciare)
Sto vivendo giorni complicati, e in più non riesco a capirmi.
Presumo o almeno spero, sia per l'età che avanza. Con gli anni si diventa fragili, ed io già passata attraverso una tempesta lo sono da tempo, pure se non sembra.
È probabile che si sta chiedendo altro, o semplicemente testando il grado della forza che resta.
Ma è concepibile una tempra a più livelli? Mi rendo conto che al momento se nuova tempesta non è, è qualcosa che le somiglia molto.
E l'entusiasmo della rinascita dove è finito? Mi sento una macchina da guerra in disarmo.
Coi molti limiti della natura umana non si è immensi, infiniti o indistruttibili. Così quando la misura è colma, si esagera, si scatta per un nonnulla o... si piange. Quasi il Cuore traboccasse di lacrime.
Subito dopo ci si pente di qualsiasi azione o reazione, ma almeno ci si sente leggeri, quindi si può continuare a tentare la totale comprensione dell'animo umano.
A partire dal mio, per venir fuori dal continuo "tutto", e ritornare sulla via piana, dove ogni giorno è scoperta e vita nuova.
Con speranza sempre per ricominciare.
domenica 30 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.15) (Ultimi giorni di Agosto)
Sta per terminare ormai l'ultima settimana di Agosto, vuoi mettere quanta tristezza per le tante persone che da oggi a domenica torneranno dalle vacanze?
Tristezza...?
Più giusto... malinconia.
E ci sta, fa parte del "pacchetto"... e così sia.
Invece per me vacanza, al solito, puro luogo mentale.
Esserci in casa e fuori, per me l'ideale.
Comunque a partire da oggi, venerdì ho voluto viverlo anch'io questo fine settimana in chiusura delle ferie.
Quindi un po' di pulizie e pranzo semi improvvisato, perché mi è mancato il tempo, ma dopo tutto il tempo che cos'è? Qualcosa a disposizione, a nostra discrezione.
Così nonostante tutto anche oggi siamo sopravvissuti.
Nel pomeriggio shampoo e ancora qualche faccenda.
Poi sul balcone a ritirare i panni stesi.
La giornata s'accorcia a vista d'occhio, la stagione alle porte si accomoda la veste, nell' alternarsi del continuo cambiamento.
sabato 29 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.14) (La sana ironia)
Quando conobbi Anna, quel giorno pareva dormisse. Ogni tanto muoveva la gamba o il braccio, ma continuava a restare sdraiata sempre sullo stesso fianco.
Avevo conversato a lungo con le compagne di stanza, per questo quando all'improvviso si alzò per andare in bagno...
- Scusate se abbiamo disturbato.
E guardandosi intorno...
- Ma dici a me? Io una sono, e non mi hai disturbato. Anzi... ho seguito tutto.
- Non dormivate?
- Chi... io? Con un occhio dormivo e un orecchio ascoltava.
Poi aveva "preteso" uno dei miei fiocchetti, ricambiando col suo numero di cell...
- Sai com'è... non si può mai sapere.
E da quel giorno iniziò un frquente scambio di messaggi, a qualsiasi ora anche quasi a notte fonda.
Perchè Anna è così, intelligente, vivace e ironica.
A tratti anche aggressiva, ma... come dice lei... è tutta una finta.
giovedì 27 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.13) (Ricordo... in rinascita)
Ogni tanto rivivo i momenti di questi ultimi sedici anni, soprattutto quando è sera e resto sola coi miei pensieri.
Penso alle tante persone conosciute, tutte rimaste nel profondo.
Di alcune ho notizie, di altre poco o niente, nel ricordo sono in egual modo in rinascita.
Stasera ad esempio mi è tornata in mente
"Io non butto niente". Questa era l'espressione ricorrente in ogni suo discorso. Lei non eliminava mai niente, e in questo... senza neanche rendersene conto... trovava la sua motivazione di speranza.
"Io non butto niente, conservo persino i noccioli di limone, mandarino e arancia. Poi li sistemo nei vasi, coperti di terra.
Mi chiedono... ma che te ne fai di piante che non danno frutto? A me piacciono, uso i semi e non li butto, e poi... quando vedo spuntare la piantina in germoglio... beh, mi sento davvero rinascere!"
E così ogni volta che creava una pianta, viveva un breve momento di "onnipotenza" perché in un certo senso rinnovava la vita.
Aver cura di un seme, impastare... creare sono azioni di mani di Donna. La Donna, unica ad attraversare il dolore, pur toccando il fondo sa riemergere e ricominciare. Si reinventa.
Perché biologicamente dotata di ossitocina ogni volta "partorisce" se stessa.
mercoledì 26 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.12) (Un'unica mela)
Facemmo la conoscenza di Lucia D'Augelli quando presentò il Suo primo libro, storia di una malattia, un tumore maligno al seno, vissuto non da vittima bensì da protagonista. Una sorta di viaggio interiore, la scoperta di un'opportunità, la profonda conoscenza di sè.
Una potessa della Vita. Aveva poi coniato un'espressione che ne sintetizzava la personalità. La "parola eroica", ogni giorno una diversa come tessera di un meraviglioso mosaico.
Tra le righe l'invito a fare altrettanto, per conoscere meglio se stessi e affrontare ciò che la Vita offre.
Colsi al volo la proposta, e da allora in poi non mi feci mai mancare la parola eroica.
Parole semplici, anche della quotidianità spicciola, quella che ci appartiene e che meglio descrive la Persona nella sua essenzialità.
Oggi la parola eroica è, "un'unica mela".
Nella fruttiera al centro della tavola è rimasta appunto un'unica mela.
Qui in casa solo mio figlio mangia le mele, per questi giorni che mancherà ho preferito lasciarla lì, solitaria ma in attesa. È conforto per me mentre conto i giorni.
martedì 25 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.11) (Ad ogni nuovo inizio)
Bisogna allenarsi, allenarsi a partire, lasciare, restare e poi ricominciare.
Perché niente finisce davvero.
Oggi mio figlio è partito, e anche se cinque giorni passeranno in fretta, già manca.
Ricordo quella volta che alla partenza vidi una mamma piangere mentre agitava la mano in cenno di saluto. Piangeva, appunto.
E ho pensato, io ormai non piango più, e non perché il tempo trascorso mi abbia regalato l'abitudine alle partenze. La malinconia prende sempre, ma non piango perché sarebbe esagerato ed ingiusto. I miei figli partono per poi tornare.
Perché nello specifico c'è sempre un domani per tornare indietro, e ricominciare.
Come ho ricominciato io, anche oggi ad esempio, passando il pomeriggio a riordinare, ramazzare negli spazi momentaneamente liberi della mia casa, illudendomi così di poter colmare gli immediati ed inevitabili vuoti.
Ma sarà stato davvero aver voluto regalare a me stessa un'illusione?
Crediamoci comunque. Ad ogni nuovo inizio. Sempre.
lunedì 24 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.10) (Siamo altro che semplici cose)
Il Tempo va e porta via le "cose"
Un pensiero così, estemporaneo venuto su considerando l'atteggiamento di una persona a me vicina, ostinatamente legata al passato, a ciò che era, e di conseguenza anche alle "cose", col tempo solo zavorra.
Viviamo, e per poterlo fare siamo convinti aver bisogno di certezze, ma l'unica valida da cui partire è la conoscenza di sé.
Tutte le altre non sono certezze, bensì convinzioni se non convenzioni.
Perciò solo il "non attaccamento" regala certezze.
Per arrivarci occorre lasciar andare ciò a cui si è molto attaccati e che proprio per questo appesantisce e non serve, e trattenere il poco che fa bene.
Lasciar andare è come perdere qualcosa coscientemente...
Lasciar andare non è privarsi di nulla, ma capire davvero di che cosa si ha bisogno, così da eliminare il superfluo o sostituirlo con qualcosa di nuovo, diverso. E sentirsi finalmente come prima, se non meglio.
Un tempo fui persona che non si liberava neppure dei cocci rotti, in seguito il timore di dover perdere ben altro e non solo quelli portò a sbarazzarmi di ciò che fosse materialmente fragile.
Così la mia persona, pure fragile ma leggera, ora è agli occhi altrui più preziosa.
NOTE SPARSE (n.9) (La Comunicazione. Questa sconosciuta)
Comunicare è un'arte, più o meno come ascoltare. Liberarsi dal giudizio, andare oltre, controllare la propria emotività.
La Comunicazione non dovrebbe avere affatto i limiti, permette di capirsi e favorisce l'arricchimento, ma tant'è che spesso e volentieri si scambino fischi per fiaschi e lucciole per lanterne.
Poco impegno, molta presunzione e scarsa pazienza sono di sicuro responsabili.
Strumenti della comunicazione sono le parole, pronunciate o scritte devono essere comunque pensate, valutate e poi espresse.
Quindi affatto sentite, poco originali? Tutt'altro, indicano invece rispetto per l'Altro.
Anche dare ascolto ai Suoi silenzi è importante. Perchè il silenzo può esprimere più di quanto si possa fare con cento parole ed oltre.
"Quando scriviamo offriamo una storia e un silenzio. Le parole sono la parte del silenzio che può essere espressa"
- Jeannette Winterson -
Questo un promemoria per me, che a volte mi lascio prendere dal Cuore e mando a spasso la ragione.
domenica 23 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.8) ("Ascolta le parole che provengono dal cuore")
Essere volontari in campo oncologico richiede una competenza in più, saper ascoltare le parole che provengono dal Cuore.
Stasera scorrendo degli appunti, mi sono fermata. Ho riletto, ed ho pensato sarebbe stato bello stasera iniziare con qualcosa⁹ simile alla melodia.
"Ascolta le parole che provengono dal cuore"
Noi ci alleniamo ad ascoltare le parole che provengono dal nostro Cuore e dall'altrui, si entra così in sintonia, in tale modo ci si può relazionare.
C'entra molto il Cuore generoso. Non conta ciò che dona, misura solo le parole. Ascolta più che altro, conforta soprattutto.
Tempo fa conversavo con una persona che prima incontravo spesso, ad un certo punto mi sono ritrovata a gestire dubbi e sentimenti di Chi era lì ed ascoltava.
Prime visite e "ritorni di fiamma", percorsi già iniziati... è strano come pur in situazioni diverse, le emozioni siano le stesse.
Timori e speranze, a volte umore alle stelle, altre volte sotto le scarpe.
E Noi che siamo là che cosa "rappresentiamo"? Quel camice che non fa paura e porta ancora il tempo da vivere senza effetti collaterali.
venerdì 21 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.7) (E penso...)
Speriamo. Magari domani calasse un po' di fresco...
Due mesi pieni di caldo estenuannte, non se ne può più davvero.
Infatti anche oggi giornata particolarmente calda, faticosa... autobus preso al volo, poi pranzo, faccende e tanto altro.
Ora seduta in cucina cerco effimero refrigerio dalla porta finestra spalancata che lascia passare un discreto venticello.
E penso.
Inevitabilmente certi pensieri portano ai ricordi.
È un po' che a volte mi sento come Alice nel paese delle meraviglie, e continuo a stupirmi.
Accogliamo confidenze, cerchiamo di dare la giusta dimensione alle delusioni, parliamo di speranza e rinascita. E non torniamo mai "a mani vuote".
Il menefreghismo, l'individualismo, l'incomprensione perché fa comodo così... tutto viene lasciato fuori, e si prospetta un'umanità ideale.
E penso.
Penso allora, meglio riporre le caramelle nel sacchetto rosso che fa già Natale, tanto che ci vuole, mancano solo quattro mesi.
Il tempo passa in fretta, e magari qualcosa potrebbe anche cambiare, intanto Noi contnuiamo a fare del nostro meglio.
giovedì 20 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.6) (Tra le righe...)
"C’è una leggenda giapponese che dice:
Se perdi l’autobus,
forse hai evitato l’incidente. Se ti rifiutano,
forse ti hanno salvato dal posto sbagliato.
Se se ne vanno,
forse hanno fatto spazio a chi sta per arrivare. L’universo ti protegge in modi che all’inizio sembrano sfortuna"
Filosifia orientale? Non solo, io la definirei "modalità per accomodarsi la vita", riuscire a cavarsela con ciò che resta quando non va tutto bene. E non sentirsi mai vittima ma protagonista sempre, da "corsia preferenziale" per intenderci.
Un incontro...
Lei, persona positiva al massimo...
- Ma Chi può dire che la Vita c'ha voluto male veramente? Alla malattia io non ci penso mai, faccio tutto e anche più di prima e sempre con amore.
E poi sento di voler bene pure a Chi non mi è niente, è come se le persone che incontro, le conoscenze mi aiutassero solo perché capitano sulla mia stessa strada. Se è la Vita a volerlo, non è che a me andrebbe di tirarmi indietro, nemmeno se potessi.
Vero... neanche a me andrebbe. Anzi. Fu così che all'epoca mi sentii riscattata per qualcosa di indefinibile e in ognuno vidi e riconobbi il bene per me stessa e idealmente mi attaccai come l'edera ad un tronco vicino.
Alla fine credo siano questi i mezzi che Dio offre per poter "leggere tra le righe storte della vita" e imparare tanto, anche ad amarla questa vita comunque vada.
mercoledì 19 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.5) ("Esplosioni")
Quando più ne hai bisogno, arriva, forte e inaspettata. Energia.
Di Energia si è parlato con un paziente stamattina...
- La Vita è un'esplosione di energia. Da quando ha avuto origine tutto quanto ad ogni singolo essere vivente.
E noi? A noi spetta stare bene per operare per il meglio.
Che bella riflessione... me la scrivo, anche questa insieme con molte altre, in un susseguirsi di "esplosioni", di proposività, di ottimismo.
E sarà così che inconsapevolmente ci ritroviamo a trasmetterla, l'Energia.
"Ho affrontato le sfide della vita attingendo
ad un bacino di energia pura, è la mia forza interiore. L’ho costruita a dispetto dei sberleffi della vita e grazie ai dolori quotidiani, l’ho scoperta credendo in me e nei miei valori".
- Stephen Littleword -
Quando la malattia è vissuta come opportunità, nulla abbatte. Qualche difficoltà destabilizza per un po', ma poi diventa ulteriore sfida da affrontare e superare, e meraviglia è dentro e intorno per quanta forza viene fuori ad ogni prova.
Nietzsche affermava...
"Ciò che fa l'originalità di un uomo è che egli vede una cosa che tutti gli altri non vedono".
Per questo non c'è da preoccuparsi di apparire illusi o folli agli occhi altrui. Forse ci vediamo solo meglio.
E con la visione chiara e nitida di ciò che è, impari ad amarti e ad amare.
In un'esplosione di Amore incondizionato, vera energia pura.
NOTE SPARSE (n.4) (A te...)
Potrà sembrare cosa esagerata però trovo giusto dedicare anche a lei un pensiero, a lei che è stata e resteŕà parte della mia storia degli ultimi sedici anni.
Da sei mesi Beauty, la mia cagnolina non è più con me, e oggi avrebbe compiuto diciasette anni.
Queste mie parole non intendono essere una commemorazione, nello specifico retorica scontata, ma un giusto riconoscimento all'amore gratuito e salvifico.
Perchè molte lacrime Biù Biù ricacciò indietro con la sua inconsapevole allegria,
tante volte scosse e mandò via la volontà di lasciarsi andare che mi prendeva all'improvviso, quando credevo di non farcela più.
Regalò normalità a giornate altimenti vissute tra l'angoscia e l'agitazione.
Guardarla mentre dormiva era il momento più bello... calmava ogni ansia, cancellava tutti i brutti pensieri.
Oggi voglio continuare a ricordarla così, serenamente addormentata.
A te sempre grata, piccola, dolce Biù Biù.
martedì 18 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.3) (Se tieni all'Altro...)
Stasera mi sentivo doppia a tal punto che per non svergognarmi avrei voluto lasciare questi pensieri in bianco, poi un po' col Cuore e un po' con la Mente ho deciso di dare spazio a quella parte di me che si innamora delle persone, le cerca e le osserva per imparare ad aiutare.
Perchè è così, si può avere l'intuizione felice di poter esserci per tutti, convinti di poter avere sempre la parola giusta per confortare, per tirar su di morale, il consiglio adeguato per le situazioni complicate, e poi percepire di non bastare neppure a sè.
Se tieni all'Altro ti impegni per "sapere", conoscerne i gusti, le passioni, le speranze.
Assaporare le piccole gioie quotidiane, archiviare in fretta le delusioni.
domenica 16 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.2) (Passato è Ferragosto)
Tarda è l'ora e nell'aria l'eco degli ultimi fuochi d'artificio.
I fuochi d'artificio sono la luce che vince sul buio.
Hanno sempre un certo fascino, anche se paiono mescolare tristezza ed allegria insieme... chissà perché...
Passato è Ferragosto quindi, e al giro di boa muta l'andamento, due sole settimane e saremo a settembre.
Rabbrividisco... non so se per l'aria che rinfresca almeno un po' la sera, o il solo pensiero dello spettacolo in sé.
Mi hanno fatto sempre questo effetto i fuochi d'artificio soprattutto affascinata dalla pioggia di scintille variopinte.
Quanta tenerezza da quel cielo illuminato, quale partecipazione per una nuova vita...
La luce... è la luce che si fa strada a tal punto da prevaricare.
Sorridiamo allora?
Ché tutto sommato un buon Ferragosto è stato.
sabato 15 agosto 2026
NOTE SPARSE (n.1) (E pur sempre Ferragosto sarà)
E nonostante questa calda, torrida ed estenuante estate, domani sarà già Ferragosto, per tradizione giro di boa della stagione.
Una giornata che per me trascorrerà come gli altri anni. Più o meno. Con qualche ansia in più e sempre poca voglia di uniformarmi alla consuetudine.
Chè poi chiedo, non ci si potrà sentire in vacanza pure restando a casa propria? Dopo tutto e come per altro, è tutto nella mente.
L'ho pensata sempre alla stessa maniera e mi adeguavo ai tempi pur non tradendo mai me stessa. Seguivo l'epoca ma non il "branco", per questo sempre "discretamente moderna".
A me basta staccare la spina dalle abitudini e dedicarmi a ciò che piace.
Ecco... il punto è questo, fare ciò che più aggrada.
Non smettere di sorridere e continuare proiettandosi nel futuro che nessuno sa, godendo qui e ora delle piccole gioie che sono comunque certezze.
Sorridiamo allora... e un buon Ferragosto sarà.
mercoledì 12 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.100) (Ascoltare il Dolore)
Stamattina mi sono trattenuta a lungo con una Persona che non vedevo da tempo.
L'ho pensata qualche giorno fa e, come capita spesso, oggi l'ho incontrata.
Tra sfiducia e prepotente desiderio di vita ha raccontato di questi ultimi mesi.
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Quanto è difficile adattarsi a certe "stagioni" della vita. Gelide o torride non mancano, di questo si è consapevoli, eppure sarà sempre una sorpresa. Anche per me che ascolto.
Ho ascoltato molte volte il Dolore, all'inizio mi risultava difficile farci l'orecchio, poi entravo tra le righe di quell'anomalo pentagramma con note alte e basse senza ordine preciso, e mi sentivo in sintonia.
Restavo in silenzio fino alla fine. Perché è così che si ascolta.
Non s'interrompe.
Si rischierebbero "note stonate".
Si può apprezzare il Dolore? Certo, se lo si ascolta per imparare.
Ho ascoltato stamane il Dolore, e mi è sembrato fosse un'onda.
Un dolore profondo, un'ansia incalzante, ancora diventava un crescendo fin quando raggiungeva il punto più alto, la cresta. Lentamente discendeva, ad increspare l'animo in attesa di Chi ascoltava. Che tornasse la bonaccia, la quiete.
Dopo... non ho avuto parole. In me solo quell'armonia unica di indimenticabili note.
martedì 11 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.99) (Notte magica)
È questa una notte magica, un po' come quella di Natale o dell'Epifania, è un momento di attesa.
Dovrebbe esserci una notte di San Lorenzo per ogni giorno dell'anno e ci sarebbe di sicuro della gente, non proprio felice ma di certo in trepidante attesa che prima o poi qualcosa cambierà.
L'aria calda nonostante l'ora, invita ad indugiare. Non mi stancherei mai di guardare il cielo sempre, stanotte poi... come potrei?
Un pensiero, e nell'oscurità voglio sperare che quelle stelle visibili siano gli Amici andati via da Noi, ora su in Cielo a brillare di luce propria.
Ognuno ha lasciato un segno, una sorta di testamento spirituale perchè la sofferenza non sia mai sacrificio vano...
Vorrei solo che fossero le ultime stelle "cadute" in Cielo da questa terra, anzi... che fosse concesso Loro di cadere di nuovo ma stavolta dal Cielo sulla terra, come le altre, quelle speciali nella notte di San Lorenzo.
Chiudo gli occhi... poi li riapro giusto nel momento che una stella cade.
Ecco... ho espresso il mio desiderio.
È essenziale, poco pretenzioso... o forse no?!
Desidero solo serenità, quella costante e duratura, poi piccole gioie da coltivare e ritenere ogni giorno, e investire quale preziosa
eredità.
Con gli occhi ancora rivolti al Cielo, arriva una risposta accompagnata da uno splendido sorriso.
Sarà questa la scia che continuerà ad illuminare ogni giorno della mia vita.
lunedì 10 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.98) (E il tempo andrà più lento)
Per Noi, adulti con qualche anno in più, consapevoli e mai rassegnati, il tempo ha una diversa importanza. Notiamo che va via veloce e inizialmente vogliamo fare tante cose, poi stanchi e anche un po' confusi ci fermiamo.
Meglio sarà farne poche e gratificanti per se stesse.
Essere aiuto e sostegno per gli altri, ad esempio.
Affrettarsi là dove ci sia bisogno di sorriso e tenerezza.
E mi chiedo...
Quando ci si accorge degli Altri con tenerezza?
Quando si impara ad accogliersi e ad accarezzarsi.
Quindi potrai amare gli Altri, solo se ti ami, accetti tutto di Te, imparando anche a perdonarti.
E il mondo avrebbe una marcia in più, l'uomo, finalmente senza inquietudine, raggiungerebbe il traguardo dell'equilibrio e della serenità duratura nel tempo.
Quello stesso che pur continuando sembrerà andar più lento.
SENZA SOSTA (n.97) (Come conchiglie vuote)
Il gran caldo di questi giorni mi riporta alle varie stagioni estive della mia vita.
Intervento e terapia in estate, ad esempio.
Certe esperienze insegnano, di esse si fa tesoro, comunque non si dimenticano.
E mentre mi riprendo dall'ennesima giornata tra gatti e lettiere, bucato e cucina, penso a quante volte ho pensato "mai e poi mai", e poi ho dovuto ricredermi.
Perché non tutto dipende da te, devi fare i conti coi sentimenti, e poi... tutto va da sé, e in quest'ottica è pure una consolazione.
Non saremo mai vittime se in un modo o in un altro avremo cercato di "assecondare l'onda". Perchè andrá a tutto nostro vantaggio.
Certo è che un po' si cambia dopo la malattia, si diventa essenziali. Molto si perde, e ci si fa bastare ciò che rimane, che ai nostri occhi miracolosamente sembrerà sempre tanto.
Come conchiglie vuote sulla sabbia bagnata. Sono vuote perché ci hanno rimesso la vita, ma nell'approdo alla riva sperano in una nuova con quello che resta.⁸
sabato 8 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.96) (In un'unica parola...)
Chi crede nel rispetto della Persona, fatto di delicatezza, comprensione ed anche... perché no... di sopportazione, sbaglia del tutto?
Io c'ho sempre creduto, sono i valori fondanti della mia "condotta" in ogni relazione, dalla semplice conoscenza alla più intima e profonda.
Rispetto e penso di essere rispettata, lo davo per scontato, ovviamente non è così, per cui qualche delusione ci sta. Però io continuo e vado avanti leggera. Non è un problema mio.
Perchè io ho la mia strategia.
Elaboro e trasformo il disappunto in gioia di incontrare, ascoltare...
E poi... cerco di non pensarci più.
Per non far emergere il peggio di me stessa, per non disapprovarmi.
Non me lo merito.
Pensiamo quindi all'Altro comunque, anche prima di "dedicargli" parole.
È giusta predisposizione sintonizzarsi sulla stessa frequenza nell'unico linguaggio possibile per ogni tipo di relazione. Il rispetto.
Perché possiamo essere diversi, ma i nostri cuori battono in modo uguale, siamo sotto lo stesso cielo, viviamo le medesime giornate e ansie.
Perciò comprensione e compassione.
Comprensione che fa scivolare tutto addosso.
Compassione sempre, perché doveroso è il rispetto, e benefica la fiducia per un'ennesima possibilità.
venerdì 7 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.95) (Io sono qui per Te)
È il pensiero che accompagna ogni nostro approccio.
E ti ascolto e il mio sarà ascolto attento. Abbi fiducia.
Ed è questo il desiderio che ci motiva. Motiva Noi che ci innamoriamo delle persone.
Empatia, quella capacità di immedesimarsi in un'altra persona fino a coglierne i pensieri e gli stati d'animo, di vedere le cose dal Suo punto di vista e avere una totale attenzione verso i Suoi sentimenti.
Empatia... "sentire in", ma anche essere capaci di uscirne, lucidamente distaccarsi per portare valido aiuto.
Guardare negli occhi, ascoltare con tutti i sensi. Sospendere il giudizio. Tutto questo fa l'ascolto empatico. E l'amorevolezza.
Ci sono poi incontri che prendono totalmente, perchè riportano al nostro privato, così il/la
paziente del momento sarà un figlio o un nipote dei nostri, e il Cuore sembrerà cedere, e salirà il magone. Dolore vero da animo sincero.
giovedì 6 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.94) (Giornata movimentata)
Un nuovo incontro che mi ha reso più ricca.
Una dimenticanza.
Un autista di bus e le sue considerazioni non richieste.
È incredibile come possa stabilirsi con qualcuno un'immediata sintonia.
Poche battute ed è come conoscersi da sempre.
"Persone serie" che mettono impegno nelle relazioni, credono nei valori, riconoscono i propri limiti, e cercano di superarli... con tutto l'affetto che c'è.
Comprensione, forza interiore, gratitudine.
Perchè... la persona forte non è quella che non cade mai, ma che sa rialzarsi ogni volta.
Quanto mi piace questa citazione... l'ho fatta mia e la indosso sempre, come l'abito su misura preferito.
A volte certi incontri prendono a tal punto... beh, da distrarti. Pensi alle parole, a quei ricordi confidati, alle speranze e alle delusioni che pur aiutano in una consapevolezza che si rinnova nel tempo, pensi a tutto questo e dimentichi il telefono. Torni indietro di corsa, perdi l'autobus, l'autista ti fa innervosire ma non importa... perchè pensi... ho guadagnato l'importanza di un giorno in più.
martedì 4 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.93) (La collana spezzata)
Chi non prova o ha mai provato il senso di precarietà?
Quel sentirsi sospeso tra il certo e l'incerto che porta ad attaccarsi alle cose, qualsiasi cosa come fosse l' "ancora" della stabilità.
Perchè é difficile prendere una decisione o fare una scelta.
Perchè si teme quel che sarà.
Eppure un modo per non sbagliare c'è, non porta a soluzione certa e definitiva ma in compenso mantiene stabile la serenità. Seguire la logica matematica.
Un quesito alla volta.
Una parentesi alla volta.
Un'operazione alla volta.
Ogni cosa risolta in qualche maniera, e archiviata comunque.
Dubbi? Problemi se capitano.
Perché crucciarsi anzitempo?
Un bel respiro profondo, magari ad occhi chiusi, visualizzando nella mente il luogo desiderato, una condizione felice.
E la tensione s'allenta, e l'ansia si fa alleata, e amico diventa persino il senso di precarietà.
Ho imparato da quando ho capito che era del tutto inutile affannarsi poiché "tutto va come deve andare", e ad ognuno è dato solo aggiustarsi il modo di affrontare ciò che viene.
Oggi ero di fretta, ho preso la collana turchese per indossarla, ma all'improvviso senza alcuna tensone si è spezzata.
Le piccole sfere si sono sparse ovunque, in mano mi è rimasto ben poco, ma ho già pensato ciò che ne farò.
Ecco. La strategia risiede in questo.
Lasciar scivolar via il proprio attaccamento alle cose. Le cose sono cose, passano per lasciar posto ad altre. Ad altro.
lunedì 3 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.92) (L'acqua sedativo naturale)
Nel pomeriggio riposavo, e la calura ha portato il pensiero all'acqua.
L'acqua, sedativo naturale.
Anche un solo bicchier d'acqua, bevuta senza contarne i sorsi, rigenera.
Una scrosciante cascata, la superficie tranquilla di un lago, il mare ondoso o appena increspato. Sono immagini a cui si ricorre spesso quando c'è bisogno di ritrovarsi.
È il forte richiamo dell'acqua, del tutto naturale visto che già l'embrione si forma e vive nel liquido amniotico o acque, e il corpo umano stesso è in gran percentuale composto di acqua.
Elemento per alcuni versi rassicurante, e ben rappresentativo di azioni e reazioni nel corso della vita.
L'irruenza di una rapida che segue il suo corso e supera ogni ostacolo, il mare mai stanco di urtare lo scoglio e tornare indietro, ma solo per prendere forza, la quiete del lago, protetto dagli argini naturali. Le varie forme dell'acqua, l'uomo le cerca per specchiarsi l'animo e trovare risoluzione con la Mente.
Anche la pioggia, sia a rovesci che goccioline ha il suo senso. Arriva quando serve, nutre e pulisce, spegne fuochi devastanti. È catartica, è "acqua" che non bagna. Preannunciata o all'improvviso, ugualmente scivola come su un impermeabile invisibile.
Capitò a me una sera. Un piccolo diverbio, uno scatto d'ira, chiusi l'ombrello e presi quasi a correre sotto la pioggia battente.
I capelli ancora cortissimi divennero tutt'uno col cranio. Mi sentii nuda ma felice, perché libera.
Che potere ha l'acqua...
Che il domani di ognuno sia sempre così, puro e vissuto in libertà.
FALSETTO
L’acqua è la forza che ti tempra,
nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:
noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo,
come un’equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.
- Eugenio Montale -
domenica 2 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.91) (Primo agosto)
Altra giornata dal caldo in ripresa scivola via nel vero senso della parola. Responsabile la copiosa e continua sudorazione. E poi stanchezza, sonnolenza, svogliatezza... e mi fermo qui perché se continuassi mi sentirei ancor più stanca, assonnata, svogliata.
Domani mi impegnerò per stare meglio, è una promessa.
Si volta pagina immediatamente.
Ogni anno penso... mando per un po' i pensieri in ferie? Ma poi rivedo l'intero programma vacanziero, e torno sui miei passi, perché alla fine non m'interessa più di tanto.
Nel tempo niente resta uguale, cambiano le situazioni e di conseguenza l'approccio a se stessi e agli altri, muta pure il modo di vedere le cose. Si ampliano gli interessi e s'impara tanto da poter condividere. Si riscoprono vecchie passioni e ci si rimette in gioco.
Perché per me c'è stato ieri, esiste il momento presente mentre scrivo, forse e lo spero tanto ci saranno molti giorni a venire.
E tutto questo non può essere solo mio, ma in tenerezza sarà come dono anche d'estate.
sabato 1 agosto 2026
SENZA SOSTA (n.90) (Quando un figlio torna a casa...)
Quando un figlio torna a casa sia pure per un breve periodo, bisogna ammetterlo, rompe un certo equilibrio. Quando torna e poi anche quando riparte.
Ma tant'è, e qui ci stanno un po' di frasi fatte, niente dura per sempre, ognuno deve vivere la propria vita, tutto va come deve, e non può essere diversamente, etc... etc...
E allora...? Adeguarsi, adattarsi, assecondare ciò che è, e non lasciarsi andare alla malinconia. Reagire.
Assecondiamo il momento per non finirci dentro totalmente.
Perchè il tempo trascorre, l'età avanza anche se pare sempre la stessa. E si va come su una corda tesa, in equilibrio sempre meno stabile.
Vulnerabili, facili a commuoverci, tendenti alla nostalgia. Siamo cosi, genitori diversamente giovani, pronti ad accogliere e riprovarci sempre.
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