lunedì 10 agosto 2026

SENZA SOSTA (n.97) (Come conchiglie vuote)

Il gran caldo di questi giorni mi riporta alle varie stagioni estive della mia vita. Intervento e terapia in estate, ad esempio. Certe esperienze insegnano, di esse si fa tesoro, comunque non si dimenticano. E mentre mi riprendo dall'ennesima giornata tra gatti e lettiere, bucato e cucina, penso a quante volte ho pensato "mai e poi mai", e poi ho dovuto ricredermi. Perché non tutto dipende da te, devi fare i conti coi sentimenti, e poi... tutto va da sé, e in quest'ottica è pure una consolazione. Non saremo mai vittime se in un modo o in un altro avremo cercato di "assecondare l'onda". Perchè andrá a tutto nostro vantaggio. Certo è che un po' si cambia dopo la malattia, si diventa essenziali. Molto si perde, e ci si fa bastare ciò che rimane, che ai nostri occhi miracolosamente sembrerà sempre tanto. Come conchiglie vuote sulla sabbia bagnata. Sono vuote perché ci hanno rimesso la vita, ma nell'approdo alla riva sperano in una nuova con quello che resta.⁸

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