martedì 17 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.38) (Scegliere la consapevolezza)

Ha sorriso quando ha sentito da me l'espressione, "tumorati di Dio"...

- Bella questa, me la devo scrivere.

Fa sempre un certo effetto, anche se per me ormai è normale, quasi un intercalare, nato un po' di anni fa per ridimensionare una condizione confidando nell'aiuto di Dio.

Così è stato facile dopo l'insolito approccio conversare con la giovane Angela, dell'età di uno dei miei figli...

- Potrei essere tua madre, sai?

- Si! La mamma in trasferta...

E di espressione in espressione, tra sorriso ed originalità, parlare di consapevolezza è stato quasi naturale.

Lei, laureata in filosofia, giovane mamma che con coraggio risponde alle domande della sua bambina...

- Mamma, perchè sei nervosa?

‐ Perchè ho paura.

Condivide le emozioni, perchè nessuna, nonostante le apparenze, è assolutamente negativa.

Tutte appartengono al momento che si vive.

Dal momento in cui nasciamo, il “qui e ora” è l’unica cosa di cui disponiamo realmente. Possiamo ricavare tanti insegnamenti dal passato, ma non possiamo cambiarlo. Possiamo avere speranza nel futuro ma non possiamo sapere come sarà. L’unica cosa che possiamo fare è vivere il presente, comunque sia.

La consapevolezza di sé porta anche a riconoscere i propri limiti e quindi considerare la possibilità di superarli, anche nella condizione di massima fragilità.

Prima di andar via, salutandola ho notato il libro che aveva accanto, "Il Simposio" di Platone, e Lei quasi leggesse il mio pensiero...

- Non credere Maria, l'ho portato per dormire.


E col sorriso... appuntamento alla prossima.


domenica 15 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.37) (Fragile e consapevole)

Non lo nascondo, da giovane più volte mi facevo domande, e puntualmente ne cercavo le risposte.

Quasi sempre risultava una ricerca estenuante, raramente qualcosa ne cavavo, poi...

Poi la Malattia ha rivoluzionato tutto, mi ha dato la consapevolezza del senso autentico dell'esistenza. Un senso a cui ho dato forma vivendo la vita con scelte responsabili.

La fragilità, la sentivo tutta ma da credente confidai, e mi affidai fidandomi totalmente.

Sono ancora qui, e grata continuo a pregare...

Per quella serenità che lascia spazio solo ai crucci semplici di ogni giorno, per un futuro anche visto a malapena...

Io prego.

Per il tempo e l'altrove, per il colore e il calore. Meraviglie che esaltano il senso di una vita... 

Io prego.

Che non sono nata felice o infelice, ma con il dono di poter continuare ad essere serena comunque sia.

Io credo.

Si cerca sempre intorno e ovunque, quando basta credere in qualcosa, affidarsi a qualcuno... fiduciosamente "accogliersi" in se stessi.

E le domande? Non ho smesso di farmene, poche però e meno complesse.

Ho trovato la gioia nella mia vita?

La mia vita ha portato gioia agli altri?


Le risposte arrivano tra le righe che ho imparato a leggere

E forse... prima che non ci sia più il tempo... avrò trovato già qui il Paradiso.


FUORI DAL TEMPO (n.36) (11 Febbraio 2026 - XXXIV Giornata Mondiale del Malato)

Scriverò della giornata trascorsa, poche righe ma di gran significato. Ne parlerò in senso laico perché possa arrivare a tutti un messaggio di solidarietà che trova radici nella spiritualità ed oltre la religione.

È una giornata speciale, quella dedicata al "Malato", a Chi soffre nel corpo e non può, almeno per una parte, non soffrire anche dentro di sé, per quella serenità negata, per aver perso la spensieratezza che lascia spazio solo ai crucci "semplici" di ogni giorno, per un futuro visto a malapena, 

11 FEBBRAIO – GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

La Giornata Mondiale del Malato fu istituita da San Giovanni Paolo II nel 1992 e celebrata per la prima volta l’11 febbraio 1993, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes.

Il Papa la volle dopo aver sperimentato personalmente la fragilità della malattia, per ricordare al mondo che chi soffre non è mai uno scarto, non è un peso, non è un numero… ma è volto, storia, dignità.

Questa giornata ha un significato profondamente religioso, perché richiama la compassione di Cristo, medico delle anime e dei corpi, e ci invita a guardare al malato con lo sguardo del Buon Samaritano: fermarsi, curare, farsi carico.

Ma ha anche un valore laico e universale: è un richiamo alla tutela della salute come diritto fondamentale, al rispetto della persona fragile, al sostegno alle famiglie e al lavoro silenzioso e prezioso degli operatori sanitari e dei volontari.

In una società che va sempre di corsa, la malattia rallenta.

E proprio rallentando ci insegna qualcosa di essenziale: che l’uomo vale per ciò che è, non per ciò che fa, quando dona il suo tempo e non solo il suo denaro.


Quando ci prendiamo cura dell’altro, diventiamo più umani.

Doniamo presenza e mani tese perchè nessun malato si senta solo.

Che ogni carezza sia segno di Dio che non abbandona.

Perché amare significa, come il Samaritano, portare il dolore dell’altro senza voltarsi dall’altra parte.


venerdì 13 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.35) (Gnocchi, orecchiette e...)

Per me è un periodo un po' così, si sa però sono consapevole che ancor più devo "dedicarmi", cogliere le particolarità, leggere tra le righe.

Gnocchi, orecchiette, e... tanto coraggio, forza e simpatia.

Conosciuta una settimana fa, fissato appuntamento per una parrucca.

- Nella stanza * c'è una paziente che ti cercava per...

- Una parrucca, lo so. Ci vado subito.

E in un attimo sono da Lei, che dorme profondamente. Il compagno di stanza sorride e fa spallucce come me. Però...

- Cara...?

Sussurro quasi il suo nome.

- Ciao, sono arrivata, e...

Si sveglia immediatamente, mi riconosce..

- La vorrei a caschetto, castana con qualche meche e senza frangia. Grazie.

Penso... questo si, è avere le idee chiare

Poi aggiunge...

- Ma se non c'è quella che ho detto, me ne prendo un'altra. Mi accontento.

Penso... meno male, cliente facile e accomodante.

- Vado e torno.

E quando torno la trovo di nuovo addormentata.

- Cara...?

- Scusa, scusa... è chè la notte non riesco a dormire, allora lo faccio qui. E quelle ore in bianco le impiego per fare gnocchi, orecchiette e cavatelli.

Bell'idea e ottima strategia, le dico mentre si prova una prima parrucca e poi un'altra che prenderà.

Si guarda allo specchio, si piace, sorride...

Squilla il suo cellulare...

- È mio figlio. Ciao Ale. Oggi torno a casa con la parrucca.

Poi rivolta a me...

- Ti faccio vedere mio figlio, una foto da piccolo e una da grande.

E dopo gli scatti di gnocchi, orecchiette e cavatelli, le foto del figlio, un bel ragazzone di ventisei anni.

- Ho solo lui. È il mio tutto, l'ho cresciuto da sola.

E gli occhi le si fanno lucidi.

Si guarda di nuovo allo specchio, sorride ancora e mi dice... grazie.


Ah, dimenticavo. Il fiocco di tenerezza scelto da Lei diceva...

"Un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare un milione di ombre".

giovedì 12 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.34) (V Corso per volontari oncologici - La giusta distanza)

Abbiamo parlato di normalità, quanto sia importante in una situazione di malattia non far perdere di vista il riferimento alla quotidianità, al fluire sereno dei giorni.

La pacatezza, il tono della voce, lo sguardo sono elementi importanti per l'approccio nella relazione d'aiuto.

Ma che bella persona sei... sempre così calma. Sei rasserenante.

È vero, sarò anche una bella persona, rasserenante, sempre calma proprio no.

Perché ne avrei da dire tanto a toni alti su quel che è stato, ciò che potrebbe essere, e intanto è, e non piace per niente.

Ma per quell'empatia che mi attribuiscono, mi rendo conto, e ci lavoro pure, fin dove si può o si deve arrivare, e poi... fermarsi, per non farsi male e non far del male.

Intuito, discrezione, capacità di fare più di un passo indietro.

"Nella conversazione ci si astenga da osservazioni intese a correggere, per quanto a fin di bene: poiché offendere la gente è facile, migliorarla è difficile, se non impossibile".

   - Arthur Schopenhauer -


Impossibile migliorare le persone, ancor più le situazioni che non dipendono esclusivamente da Noi.

Secondo me, affannarsi è inutile.


I PORCOSPINI

 

In una fredda giornata d’inverno un gruppo di porcospini si rifugia in una grotta e per proteggersi dal freddo si stringono vicini.

Ben presto però sentono le spine reciproche e il dolore li costringe ad allontanarsi l’uno dall’altro.

Quando poi il bisogno di riscaldarsi li porta di nuovo ad avvicinarsi si pungono di nuovo.

Ripetono più volte questi tentativi, sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non trovano quella moderata distanza reciproca che rappresenta la migliore posizione, quella giusta distanza che consente loro di scaldarsi e nello stesso tempo di non farsi del male reciprocamente.

- Arthur Schopenhauer -


Ecco... la giusta distanza è ciò che serve.

Approcciare a tutto, ascoltare tutti, e ritirarsi quando andare oltre sarebbe impossibile o vano.


mercoledì 11 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.33) (V Corso per volontari oncologici - Essere accanto)

Noi volontari indossiamo il camice per identificarci, perché non ci muoviamo in modo autonomo ma siamo un gruppo e poi associazione.

Un gruppo di mutuo aiuto, persone che mettono a disposizione il proprio tempo per "essere accanto".

Essere accanto... è tenerezza, disponibilità, generosità.

Quindi non sarà il camice a fare la differenza, ma la capacità di caricarsi ogni volta di un peso, e alleggerirne qualcun'altro, cercando di far apparire normalità ciò che normale non è. 

La differenza vera la fa solo il Cuore che sa dispensare sorrisi e giuste parole perché capace di andar ben oltre.

Desidero poi dare risposta ad un Amico che dubita circa una relazione d'aiuto.

Essere accanto non è per tutti, è vero.

Non è per Chi si gira dall'altra parte, per Chi intende solo "fare qualcosa", per Chi sta a sentire ma non ascolta.

Chi è generoso ed empatico è capace di essere accanto con la semplicità dei "giorni normali". Ascolta e fa propria ogni situazione ed emozione. Aiuta con la sola presenza.


Chi ha vissuto la malattia sulla propria pelle o da caregiver resta accanto, e a volte anche solo col silenzio colma di senso l'esistenza.


lunedì 9 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.32) (V Corso per volontari oncologici - Le basi) Ancora una settimana all'inizio del V Corso GAMA per volontari oncologici. Un corso per imparare, aggiornarsi, e perchè no... conoscersi un po' di più. Perchè il volontario deve essere generoso, empatico, e privo di giudizio. E generosità, empatia ed obiettività dovranno essere riconosciute ed allenate. Perché essere accanto a qualcuno che soffre non è certo cosa per tutti. È essere accanto e ricominciare insieme. Ricordo le parole di una paziente cui un giorno consegnai una parrucca... grazie, oggi mi hai salvato la vita. Un'esagerazione certamente, però io fui contenta per averla resa contenta. Il volontario non cura ma si prende cura, non scende a compromessi, perché si sente compromesso in ciò che è un modo di essere sincero e gratuito, e non mero mestiere. Una riflessione. Intorno a Noi quante realtà diverse. C'è gioia, dolore, preoccupazioni, ansie, e... si potrebbe continuare. Quante volte facciamo mente locale per rendercene conto? Forse penso troppo, ma lo preferisco. Da pensiero a riflessione il passo è breve, segue la "correzione" per cercare di sbagliare meno. Semplici particolari che fanno la differenza, quella differenza che personalmente tanto mi appassiona.

Ancora una settimana all'inizio del V Corso GAMA per volontari oncologici. Un corso per imparare, aggiornarsi, e perchè no... conoscersi un po' di più.


Perchè il volontario deve essere generoso, empatico, e privo di giudizio. E generosità, empatia ed obiettività dovranno essere riconosciute ed allenate.

Perché essere accanto a qualcuno che soffre non è certo cosa per tutti.

È essere accanto e ricominciare insieme.

Ricordo le parole di una paziente cui un giorno consegnai una parrucca... grazie, oggi mi hai salvato la vita.

Un'esagerazione certamente, però io fui contenta per averla resa contenta.

Il volontario non cura ma si prende cura, non scende a compromessi, perché si sente compromesso in ciò che è un modo di essere sincero e gratuito, e non mero mestiere.

Una riflessione.

Intorno a Noi quante realtà diverse. C'è gioia, dolore, preoccupazioni, ansie, e... si potrebbe continuare.

Quante volte facciamo mente locale per rendercene conto?

Forse penso troppo, ma lo preferisco. Da pensiero a riflessione il passo è breve, segue la "correzione" per cercare di sbagliare meno.

Semplici particolari che fanno la differenza, quella differenza che personalmente tanto mi appassiona.


FUORI DAL TEMPO (n.31) (Tanto... tutto passa)

La mia emotività in questi giorni è messa alla prova.

Faccio quel che devo ma tra le nubi cupe del pensiero.

Passerà, lo so, ma ora è così.

Quando il tuo animale vola via è dolore uguale, ma muto e dignitoso.

Però diversa è la percezione per ognuno ed anche modo e tempo di elaborazione.

Mi chiedo perchè si debba soffrire così.

La mia cagnolina ha lasciato un vuoto immenso in casa e nei nostri cuori.

E col passare dei giorni il dolore sta diventando sordo e latente.

È una variabile costante della vita, esiste e conviene farsene una ragione, affrontarlo elaborarlo superarlo, per poter continuare... 

Altrimenti come si fa?

Accettare la cosa come fosse attesa da tempo, un passaggio inevitabile, e allora perché disperare?

Si può sempre piangere, è vero. E dopo? 

Tanto poi passa, come passano la gioia e la tristezza, persino la paura, emozioni di momenti della vita... che poi, passa anch'essa.


E che passi pure, senza fretta nè inganni, con la piena consapevolezza e la forza che da essa viene.

Passi pure ma non senza lasciare il segno, il vuoto e il ricordo.

FUORI DAL TEMPO (n.30) (Non si può non riflettere)

Dopo ciò che è accaduto sto pensando tanto a


questa mia vita. 

Da un po' la sento più precaria di quel che è, e come non bastasse mi percepisco insofferente dentro.

Per cui viene naturale chiedermi...che cosa tratterrò e quanto lascerò andar via?

Da "lungosopravvivente" non posso non essere concreta, è come farsi scudo per proteggersi, non illudersi.

Al termine di questa giornata vissuta comunque tra ospedale e casa, faccio il resoconto dalle "corde tese" oltre misura della mia sensibilità. 

Quindi... lascerò andare l'ipocrisia, l'incoerenza palese, e l'indifferenza. 

Tratterrò invece due cose belle che mi sono successe oggi.

Malinconica e stanca ero seduta al divanetto nella stanza dei gattini. Uno di loro si è sdraiato sulle mie gambe e ha avvicinato il musino al mio viso.

 Lans, questo il suo nome, ha voluto in qualche modo consolarmi con la presenza. 

La seconda cosa è legata ad un messaggio ricevuto stasera. Mi si diceva di stanchezza a causa del lungo percorso, mi ringraziava per aver saputo essere stata "Accanto"

Così fu che in breve tempo tornai alla "vita che amo".

Due note, due momenti, carezze al Cuore. Oggi conforto, domani e poi domani e sempre motivazione.

domenica 8 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.29) (Qualcuno vuole che continui a...)

Davanti ad un angolo vuoto, ne immagino solo la ciotola, e i pensieri si rincorrono per un po' ricordando, poi velati a nascondere la malinconia.

Uno squillo, il telefono, una giornalista chiede di raccontare una storia finita bene, la mia storia. È per celebrare questa giornata... dice... il 4 Febbraio, contro il cancro.

Il mio "oggi" che parte da lontano è fatto di emozioni che non posso trattenere. 

Sono ricordi rivissuti, sensazioni rielaborate.

Per mia natura non ho mai amato essere protagonista, con la malattia mi trovai ad esserlo mio malgrado, e se nella vita non potevo rifiutare quel ruolo, nella "scrittura" almeno avrei voluto ridimensionarlo. 

Di quella "storia" così decisi di non essere l'unico personaggio principale, e tutti quelli che la vivevano con me sarebbero diventati coprotagonisti.

Io non ero anonima, e neanche le mie emozioni. Anche attraverso un "quasi nome" mi si identificava benissimo ed io volevo questo, essere attendibile. 

Seguendo un'idea, pur nel rispetto della privacy, fui fedele in tutto, i dialoghi, perfino qualche voce dialettale, le lacrime, la rabbia... le parole di conforto, incoraggiamento da parte di medici e infermiere...

Quando rileggevo ciò che avevo scritto mi emozionavo ancora di più, restavo quasi senza respiro.

Poi alcune situazioni m'impedirono di andare oltre e cambiai così se non argomenti, stile.

Descrivere emozioni fu formulare "pensieri divaganti fissati nella realtà". 

Diventai più ermetica, comprendeva in pieno i miei scritti solo Chi conosceva me ed il contesto. Chi sapeva riconoscersi in quella sofferenza.

A volte fui giudicata prolissa, divagante a tratti incomprensibile, però si trattava di fare una scelta. Chiudere  baracca e burattini, dedicarmi alla scrittura solo per diletto, oppure con qualche accorgimento, "continuare a...".

Preferii quest'ultima e non me ne sono mai pentita.

Tempo è trascorso, ne è venuto fuori persino un libro, almeno così lo definiscono, per me è il semplice diario di due parentesi della mia vita a confronto.

Così ho avuto il privilegio di essere intervistata qualche giorno fa, e poi stamattina.

Che dire...? Penso alle risposte che ho dato e pare quasi che le parole non siano  mie. Eppure sono i miei pensieri, di questo sono certa. 

Del resto da quando ho cominciato a scrivere costantemente è sempre stato così.

Critica con me stessa, lucida nel drizzarmi per non cadere.


Un messaggio finale per questa giornata?

Mai sentirsi vittime, e determinati essere protagonisti convincenti e coinvolgenti della propria storia.

sabato 7 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.28) (Oltre l'emozione)

Pur col vuoto dentro e lo spazio intorno vengo fuori allo scoperto.

Pesa ovviamente, ma sono cose che toccano ai vivi, e forse ogni giorno non ringrazio di esserlo, viva?

Periodo pesante questo, problemi ordinari, qualche preoccupazione, il dolore silenzioso della perdita.

É la Vita, continua a ripetere mio marito, ed io gliela passo per buona, anche se non completamente d'accordo, considerando che molti non problemi occupano il centro delle nostre giornate.

Un modo questo suo di collocare le sensazioni, le emozioni. Le archivia e va avanti.

Per me è diverso.

Cerco di andare oltre le sensazioni, e le emozioni non trascurano i ricordi, tutti.

La Vita non è facile né difficile per tutti


, va presa per il giusto verso, nella consapevolezza che ogni accadimento o evento deve essere accettato, affrontato e superato. Siamo strutturati abbastanza per questo.

A volte rimaniamo intrappolati nell’abitudine della lamentela, del giudizio, siamo pronti a puntare il dito e a incolpare qualcosa o qualcuno, a volte la vita stessa per qualsiasi cosa e non ci rendiamo conto dei doni che la vita ci offre continuamente. 

Le energie della lamentela e del giudizio ci tengono intrappolati nell’illusione e non ci permettono di sperimentare la bellezza di essere nel flusso della vita e di ricevere i suoi doni continui e sorprendenti.

Eppure basterebbe anche una piccola riflessione per capire che invece dovremmo essere grati, anche per il solo fatto di essere vivi. Ogni giorno della nostra vita per tutto il tempo che sarà.


FUORI DAL TEMPO (n.27) (C'è un tempo per tutto)

Oggi per Noi il tempo ha rallentato. C'è tanto, troppo spazio, e non capiamo perchè.

Un vuoto immenso, impossibile da colmare a parole, mentre chiudo un'altra pagina della vita mia.

Grazie 




giovedì 5 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.26) (Ho bisogno di un arcobaleno)

 Un brontolio nell'aria da diversi giorni.

Temporale in vista? Chissà...

Conosco i "sintomi" del cambiamento, ma continuo a sperare nella stabilità di questo tempo mio.

Ho bisogno di un arcobaleno, ma non uno qualsiasi.

L'Arcobaleno che accompagna il sogno più importante, una vita con poche, pochissime nuvole e ampi squarci d'azzurro.

Bello come l'arcobaleno che può accompagnare per la via del ritorno a casa. 

Una strada lunga che pare infinita, lo sguardo perso all'orizzonte, all'improvviso l'Iride che s'inarca imponente.

È talmente bello e significativo da sembrare un messaggio.

In questi giorni per me più intensi del solito, mi ci vuole un po' di colore, perché per quanto io sia forte o mi imponga di esserlo, la porta da aprire è grigia e il cielo da ammirare, uguale. 

Lo ammiro lo stesso... è un dono per me.

Come pure dovrei essere abituata a quel genere di porte, e mi ritrovo sempre a non esserlo mai abbastanza.

Che volete farci? Ogni tanto


pare di tornare indietro, incapace di accettare, elaborare...

Ricordo un fiocco di tenerezza legato con un nastrino verde brillante, diceva...

"Sii l'arcobaleno nel cielo di qualcuno".

Vorrei poter continuare ad esserlo... tutto qua.


FUORI DAL TEMPO (n.25) (L'uno per l'altro... insieme)

Siamo esseri umani, fragili e consapevoli di non bastare a Noi stessi, ci dirigiamo verso un centro ideale come attratti da forza magnetica, l' "energia" che abbraccia e protegge.

Così non fosse, non avrebbe senso l'essere al mondo. Se fossimo "monadi" non potremmo comunicare, se fossimo "isole sconosciute" finiremmo sul fondo per uno tsunami e nessuno ne avrebbe notizia.

Non è così, ed è tutt'altra formula, vincente.

 Umili nel chiedere, fiduciosi nella risposta, e grati sempre, perché dalla gratitudine giunge l'aiuto che serve.

Una preghiera...

Non restiamo isolati, ma stringiamoci stretti e uniti.

Non siamo isole.

Se ognuno è immerso in vasta, potente Energia, giusto sarà che Tutti Insieme faremo Arcipelago d'Amore.

E un' esperienza condivisa diventa premessa per una nuova pagina di un'altra storia dal sottotitolo comune...

Amore che cura...

Amore che guarisce...

Amore che salva.



domenica 1 febbraio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.24) (Non solo per se stessi)

Dal quotidiano confronto ho compreso, e sempre più sono convinta che sono stata creata non solo per me stessa.

I messaggi, l'ascolto, il sorriso non sono una scelta obbligata, vengono dal profondo, ed è un modo per dire grazie, e dimostrare la volontà di continuare appunto, non solo per me stessa.

Dedicarsi... per dedicare, si fa del bene a se stessi e non solo.

E fare bene agli Altri diventa un toccasana per Chi dà e Chi riceve, a tutto beneficio dell'autostima di entrambi.

Si deve vivere perché ci è stato dato, ed è necessario che passo dopo passo lo si faccia come meglio si può.

Anche per me ora è così. Perché ho scelto o sono stata scelta e non posso deludere, pure se a volte temo di perdere credibilità e dare poco affidamento. 

Con gli anni qualche imprevisto e acciacco in più, ma resisto, perché devo stare bene.


Una buonanotte a tutta riflessione quindi, per un altro giorno di cui essere grata.


sabato 31 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.23) (Tutto va come deve...)

... e non può essere diversamente.

Converrà allora adeguarsi, adattarsi, assecondare ciò che è, e non andargli contro.

"Ognuno ha la sua storia, e la mia è stata già scritta. Andrà come deve, a me tocca cercare di vivere come meglio posso, con le mie sole scelte e decisioni".

Parole queste pronunciate da una paziente tempo fa, in perfetta sintonia col mio pensiero.

Per restare a galla dobbiamo comportarci da surfisti, assecondare l'onda alta della Vita e mai prenderla di petto, per non finirci dentro totalmente.

Il tempo trascorre, l'età avanza anche se pare sempre la stessa. E si va come su una corda tesa, in equilibrio sempre meno stabile.

Cadere e rialzarsi a fatica, a volte da soli, perché alla fine è anche un bene contare unicamente sulle proprie forze. Reggersi in piedi poi in equilibrio precario, e comunque andare avanti, e arrivare, e sorridere, e abbracciare con lo sguardo perché solo questo si può, per confortare ed essere consolati. Senza parlare.

Cadere e rialzarsi, con tutto il coraggio che c'è. 

Senza paura, per gestire al meglio ciò che succede in ogni fase e riuscire ad andare oltre, mentre si fruisce e si assapora nonostante tutto, il gusto della vita.


E arriverà domani e probabilmente qualcosa sarà diverso.

E non si può nulla, perché tutto va come deve o abbiamo deciso che sia.

Toccherà solo adeguarsi per superare il momento.


venerdì 30 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.22) (Parole accurate)

Dicono io sappia trovare sempre la parola giusta al momento giusto. Forse, di sicuro scelgo, e se manca il tempo preferisco il silenzio.

Amo le parole e la loro utilità, la possibilità che mi offrono di rendere il bello, il buono, di accarezzare senza toccare, e pure di consolare

Amo le parole, non potrei farne a meno.

Quindi le penso, le scelgo e accurate ne faccio dono.

Amo ascoltare le parole, rendono visibile ciò che si è nel bene e nel male. Quello che si prova in ogni momento.

Quando si perde una persona cara a volte sembra aver perso un'ala.

È dura volare con un'ala sola, temi di cadere da un momento all'altro, e intanto con semplici parole ti racconti e sostieni, accogli e sei grato, e di tutto questo fai energia per restare almeno a mezz'aria.


Rispetto.

Parole giuste. Poche ma buone.

Spesso silenzio.

In ogni ambito, senza contare il tempo.


giovedì 29 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.21) (Da sempre impegnati di Cuore)

Dopo una lunga pausa, col quinto appuntamento sono ripresi gli incontri periodici del GAMA.

Quello di stasera un vero e proprio incontro ricognitivo, durante il quale sono state fornite informazioni circa eventi e progetti nell'immediato futuro.

Concluso il progetto "(RI)CONOSCERSI" infatti, è tempo di guardare avanti, fare altro ancora e sempre, dare spazio ad idee e nuove proposte.

Un'intervista per conto del CSV, ad esempio. Oppure il concerto di un cantante ex paziente oncologico, e in ultimo ma non ultimo un ulteriore corso di formazione e aggiornamento.

Perchè non si finisce mai davvero di imparare quando si tratta di relazioni, di quella d'aiuto in particolare.

Il volontariato in oncologia non è come gli altri. Si entra in punta di piedi e alla fine ci si può ritrovare in una vera relazione, perché siamo tutti nella stessa barca e sotto lo stesso cielo, ed è incoraggiante poi scoprire il più delle volte ch


e si rema nella medesima direzione, guidati dalla medesima stella, e animati da infinita tenerezza.

Tenerezza... forse è l'unico sentimento che fa sorridere e stringere il Cuore insieme.

Pacata compagna, sorride e si commuove poi con occhi lucidi.

Accorcia le distanze col sorriso, abbraccia con l'accenno di una lacrima.


Dedicato a Noi, impegnati di Cuore a rinnovare entusiasmo e motivazione per continuare ad "essere accanto".

FUORI DAL TEMPO (n.20) (Fioccano i pensieri)

Stasera sono fioccati pensieri e ancora continuano.

Domani riprendono gli incontri, e i fiocchi finali se li aspettano tutti.

Eppure... sono solo parole.

Diciamo che dei fiocchi è produzione continua. Tra incontri e turni in reparto non bastano mai, così un giorno si e l'altro pure sono alla scrivania a scrivere, ritagliare e infiocchettare.

E i nastri li cerco vivaci ché colorino i giorni che saranno, e le frasi piuttosto positive ché siano di motivazione e incoraggiamento, anche se non lo sono le giornate, a volte rabberciate e rigenerate con gran fatica.

Chi li vede per la prima volta si mostra incuriosito, un tantino dubbioso, poi sorride..

- Devo qualcosa?

- Assolutamente no. La speranza non si vende né si compra, è dono gratuito dell'Amore che ci crede e non cede.

Amore, e la parola mi riporta al Cuore, alla cura e alla premura.

Amore che guarisce, che accompagna...

Amore di Dio che mai abbandona.

In questi giorni vedo cuori ovunque, in casa poi...

Sarà che ne avevo bisogno, e Lui lo sa.


Ripeto sempre da quel famoso dì che sentii crollarmi il mondo addosso...

Confida, Affidati, Fidati.

Bene, Noi confidiamo in Dio, a Lui ci affidiamo perché di Lui ci fidiamo.

Conosce i Cuori di Noi tutti, ci proteggerà, qualunque cosa accada.

Per inciso e quasi come incoraggiamento, desidero condividere uno dei miei pensieri, e sarà la mia buonanotte per Tutti Voi, l'augurio di sogni sereni.

Se tieni duro, a volte accadono delle cose che ricostruiscono il tuo coraggio e la fiducia.


lunedì 26 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.19) (Strategia vincente)

Silenzio, soprattutto di silenzio sento un gran bisogno.

Riordinare le idee, chiamare a raccolta le risorse... mi devo tutto ciò dopo la confusione di questi ultimi giorni.

Però restando da sola in casa, mi aggroviglio nei pensieri, che poi si intrecciano coi ricordi e se freno non ci metto, osano andar fuori, oltre la soglia del presente.

Ho imparato a restare lucida e distaccata fuori casa, ma tra le pareti domestiche lo sono molto meno, ed è una grande fatica sempre. Continue prove da sforzo. 

E mentre ci sto pensando, lo sguardo va a Beauty, la mia cagnolina che finalmente dorme tranquilla


 nella sua cuccia. Due giornate pesanti hanno fatto temere per lei, ora è in lenta ripresa.

Sempre tenera e affettuosa, capace di inconsapevole amore incondizionato, come può solo un animale affezionato.

L'ultima settimana è stata veramente difficile, sono stanca ma penso che dopo tutto devo considerarmi fortunata se posso ancora stancarmi con pensieri, faccende ed omissioni, perché anche queste stremano quando te le rimproverano. 

Allora... tv a riposo e al suo posto una buona lettura e scrittura.

Tranquillità e amore incondizionato, la strategia vincente per rigenerarsi in qualunque periodo dell'anno.

sabato 24 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.18) (Speranza nell'attesa o l'attesa stessa è speranza?)

L'attesa è vivere il tempo senza quantificarlo, nell'aspettativa che capiti o finalmente avvenga ciò che porterà ad un cambiamento.

Potrà essere piacevole o meno... non è che importi perché attendere comporta sempre perdere un po' il controllo di sé... è come ritrovarsi ad occhi chiusi in un luogo che non si conosce.

E c'è Chi preferisce attendere lasciandosi stordire da ciò che è intorno e Chi invece resta "in ritiro" a raccogliere le idee e sperare che sia più o meno come ciò che è stato.  

Perché ogni cambiamento spaventa o almeno disorienta, e allora meglio sarà giocare d'astuzia ed aggirare l'ostacolo. E intanto, passo dopo passo... nell'attesa.

L' ATTESA

L' attesa

è la speranza,

di giungere a qualcosa di diverso.

La monotonia dei giorni

alza il suo velo

al desiderio del nuovo,

e si allontana

nelle pieghe della mente.

Il nuovo, forse,

potrà anche non arrivare,

ma sarà atteso,


e apparirà comunque diverso.

- Alda Merini -


FUORI DAL TEMPO (n.17) (Animali sempre dolce dipendenza)

 



 Quando al mattino si ha la fortuna di vedere anche solo l'immagine di un animale da compagnia, cane o gatto che sia, di sicuro la giornata avrà inizio al meglio.

Ed io...? Lo sapete già della mia famiglia allargata. Tre umani, una cagnolina e sei gatti... a conti fatti in dieci. Felici di esserlo, nonostante fatica e graffi.

Ogni famiglia però deve essere preparata agli imprevisti che nel mio caso, trattandosi di una famiglia mista, un po' prevedibili sono.

Uomini e animali nascono, crescono, invecchiano, solo che non vanno di pari passo e questa cosa stringe il cuore.

La mia cagnolina sta male, molto probabilmente in modo serio, ed io con lei.

Arrivò quando mi ammalai, mi fu compagna di supporto in terapia, seguì la mia rinascita.

Lei sempre con me, compassionevole.

Osservare gli animali, seguirli nella loro quotidianità, parallela alla nostra, pone il nostro sentire sul loro stesso piano, nel bene e nel male immutabile, qualsiasi cosa accada. 

È così, tutto va, continua e conviene assecondare il lento o veloce fluire della vita, annessi e connessi. Con tranquillità. Finchè va. 

E anche questo giorno tra pensieri e ricordi volge al termine. Finalmente. Arriverà domani. E domani, come qualcuno già disse, è un altro giorno.

venerdì 23 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.16) (E abbraccio sia)

A quest'ora tarda avrei bisogno grande di un abbraccio. Abbraccio che consola, dia fiducia, mostri stima e considerazione.

Perché un sorriso è il più bell'approccio, una carezza mostra affetto e comprensione, e l'abbraccio...

Dentro un abbraccio, a volte quale tenerezza inaspettata, puoi piangere e ridere, trovare davvero ciò che ti manca.

Negli anni, col tempo di abbracci ne ho donati tanti, hanno sempre funzionato. Quando terminavo le parole, per coprire il pianto, per affetto, e questo lo si sentiva tutto perché mi tornava ancor più stretto.

Tra Noi si continua a ripetere che quando non si ha niente da dire, piuttosto che cercare parole in aria, meglio sarà tacere. Un sorriso, una carezza, un abbraccio, saranno parole, quelle bene dette. E poi calore, si... quello che riscalda il Cuore.

Ho conosciuto molte persone, di cui conservo il ricordo più vivo perchè tutte mi hanno donato qualcosa.

Spero aver fatto altrettanto con Loro.


Adesso anche da lontano, pure virtuale, dono ancora un abbraccio a Chi c'è e persino a Chi non è più.

Perchè è la prima cosa in cui credo, la forza dell'abbraccio.


giovedì 22 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.15) (Legate "a doppio filo")

Quante storie abitualmente ascoltiamo noi volontari, storie che diventano parentesi a ciascuna delle nostre.

Considerato che in ogni volto e sguardo se ne cerca la storia.

Perché tutti noi siamo storie, tenere e avvincenti, lineari e ancor più spesso complicate, ma uniche, originali.

Storie che vivono di Presente, partendo da lontano, alcune da un vissuto di lunga soffernza. 

Tutte sbirciano un Futuro, sperando di realizzare altro genere di vissuto, senza alcuna preoccupazione se non quella di vivere la serenità dei giorni.

"Ho avuto una giornata piena di storie, dissi, non credo che me ne servano altre. L’uomo incrociò le gambe, appoggiò il mento sulle mani con aria meditabonda e disse: abbiamo sempre bisogno di una storia, anche quando sembra di no".

- Antonio Tabucchi -

Ogni storia mi appassiona, perché di ogni persona che la racconta percepisco il bisogno e la fiducia. Il bisogno di alleggerirsi di un peso e la fiducia riposta perché sia ben custodita la propria storia.

Qualche cenno su due significative ascoltate stamattina, una mamma intenzionata a vivere la propria rinascita insieme con la figlia, ragazzina reduce da un trapianto di rene, e una sorridente paziente, consapevole, serena nonostante ne avrebbe da dire contro più di qualcuno.

Ma Loro sono fatte così, colgono, elaborano, metabolizzano ed... insegnano

Legate "a doppio filo", tanto simili pur nella propria unicità.

Storie nelle storie, partendo dalla mia che col trascorrere del tempo prende il "colore" definito della trama di fondo. 

Non posso definire romanzo la mia storia, e neanche racconto, ma rileggendone il ricordo è sicuramente un' emozione in crescita.


La narrazione di esperienze di vita, osservate con lo sguardo del Cuore.


FUORI DAL TEMPO (n.14) (Resilienti sempre)

Ancor prima di una diagnosi, il solo dubbio scatena una serie di emozioni in succesione.

Incredulità, ansia, sgomento che si confermano poi in paura e rabbia al momento della conferma.

Ci sia o meno la domanda, perchè proprio a me, cosa opportuna sarà contrastare un iniziale disorientamento col darsi da fare.

Ho trovato una frase attribuita ad Einstein... 

"Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime", ed effettivamente è così. 

Occorre cercare qualcosa da fare, un impegno che sia anche distrattore mentale, che gratifichi e stanchi insieme, ma che soprattutto distolga l'attenzione da sé.

Nel frattempo non si resta mai soli perchè altri volentieri seguono Chi si dà da fare e non indugia con il lamento.

Affrontare l'esistenza con leggerezza, che non vuol dire superficialità, è il primo comandamento per la sopravvivenza in genere e in particolare nelle esperienze estreme.

Potrei più o meno farmi interprete di quelle altrui, ma ognuno le vive in modo personalissimo anche se un denominatore comune c'è.

È quell'ansia del futuro che sembra minacciato e a sicura scadenza. 

Si deve vivere perché ci è stato dato, ed è necessario che passo dopo passo lo si faccia come meglio si può.

Anche per me ora è così. Perché ho scelto o sono stata scelta e non posso deludere, pure se a volte temo di perdere credibilità e dare poco affidamento. 


Con gli anni qualche imprevisto e acciacco in più, ma resisto, perché devo stare bene, tutto qui.


martedì 20 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.13) ( La Vita è un viaggio)

Una domenica trascorsa così, non saprei definirla, indaffarata sempre, coi miei pensieri altrettanto, conclusa poi tra sorelle.

Ci incontriamo ogni settimana, la mia vita è diversa dalla loro, ma dal confronto e nella condivisione nasce qualcosa di bello, i nostri giorni, preoccupazioni e gioie diventano assai simili, quasi uguali.

Le mie sorelle amano viaggiare, dei loro racconti faccio tesoro, ed è come viaggiassi anch'io, per cielo, mare, terra.

Però presto "torno a casa" e mi ci rifugio, in particolari certi momenti.

La Vita dopo tutto è come una vacanza, e poichè una vacanza non dura per sempre, conviene viverla al meglio, aggiustarsela per coglierne i momenti più belli.

Sorseggiando una camomilla penso ancora tante cose.

Alla vita pure come viaggio, ai panorami persi e alle stazioni recuperate.

È strano come questi pensieri possano rendere sereni. Potrebbe sembrare rassegnarsi a qualsiasi tipo di destino, e invece è solo vivere nella consapevolezza, senza disperarsi.

Alla fine si tratta di farlo al meglio questo viaggio... adattandosi, cercando di ricavarne il maggior bene possibile.

È così che si rinasce ogni volta, e poi si riparte.


La Vita, un viaggio a tappe con compagni sempre diversi, con alcuni in sintonia, con altri meno, mai soli comunque.

Si parte al mattino, si arriva a sera con un bagaglio sempre più ricco di esperienze, equilibrio e sana e buona volontà.


lunedì 19 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.12) (E parlerò del Tempo...)

 


Il tempo non è uguale per tutti.

Un paziente oncologico già al momento della diagnosi, che arriva come un tuono o un fulmine a squarciare la normalità dei suoi giorni, dà un valore diverso al Tempo. E sarà allora "prima di" e "dopo di", senza più certezze e con priorità mutate.

Io ad esempio, ora sono consapevole che il Tempo passi veloce ed inesorabile, lasciandosi dietro solo tracce di momenti.

E vorrei fermarli quei momenti, e per questo il tempo si dilata, lasciandomi ugualmente fiacca e delusa di me stessa.

Un tempo credevo poter essere serena dopo aver lavato i vetri di casa una volta alla settimana. Ero certa fosse così, perché il dubbio solo che dovessi allungare i tempi mi dava ansia.

La Vita allora alla malattia allegò un "avviso di garanzia"... e a questo punto il dubbio fu un altro, aver sbagliato tutto. Così capovolsi la mia "credenza", e il dubbio diventò certezza. E cambiai priorità.

Ho 72 anni e molti acciacchi già da tempo, ma non ho tempo per pensarci, preferisco sorvolare a favore della luce e trasparenza nell'esserci per l'altro con spontaneità. Senza strafare, con discrezione, rispettando il ruolo di volontaria. 

Essere accanto per Chi vuole, quando vuole.


domenica 18 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.11) (Dal rosmarino in poi...)



È incredibile... basta una melodia, o anche un profumo e vengono giù valanghe di ricordi. E rivivi persino i momenti, ritornano i volti a cui non pensavi più, e straordinariamente riesci ad ascoltare persino il suono di quelle voci.

Sono i ricordi i migliori compagni durante una pausa forzata, la speranza di un futuro ugualmente sereno. 

E se così non fosse?ǰ

Con la mano sulla fronte, m'impongo di non pensarci giusto stasera, ho altro da fare e poi manca ancora un po', il periodo alla fine s'aggiusterà in autonomia.

Respiro profondamente, e intanto preparo delle patate da fare al forno.

Sale e pepe, olio e... rosmarino.

Do un'occhiata al contenitore della preziosa erba aromatica... desolatamente vuoto. Ricordo di averne dell'altra, secca al punto giusto da mesi. 

E mentre il rosmarino tra le dita si vendica come punte di spilli, la sua fragranza invade la cucina. 

Mi ritorna un ricordo antico, Costantina, dolce e semplice che per disobbligarsi di un consiglio che le avevo dato, mi portò un mazzetto di rosmarino legato con uno spago sottile. 

- Il mio non è un rosmarino qualsiasi, come quello nelle bustine del supermercato. Se lo provi, non lo scordi più.

Verissimo, tanto è vero...

E col ricordo penso, e la memoria mi riporta pure una musica.

 Già... proprio quella scelta da mio marito perché facesse da colonna sonora al video di una gita con gli amici del GAMA.

Mi commuovo, perché da allora sono cambiate molte cose, alcuni amici non ci sono più, altri hanno preso strade diverse, però... il GAMA c'è ancora, è una realtà riconosciuta da chi ne apprezza l'operato.


Perchè pur tra alti e bassi e qualche delusione siamo cresciuti.

Resilienti al 100%, Noi... insieme.


sabato 17 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.10) (Ricordi... emozioni... gratitudine)

Giornata vissuta all'insegna del ricordo, delle emozioni, della gratitudine.

Un altro dei miei anniversari, la realizzazione di un sogno, il completamento della mia ricostruzione emotiva.

Perchè riuscire a mettersi a nudo, raccontare e raccontarsi, sono la prova che certe ferite hanno lasciato spazio alle cicatrici comunque sbiadite dal tempo.

Altra particolarità di questa giornata, tante note positive. Aver incontrato di nuovo, contemporaneamente alcune delle mie "Amiche speciali" che hanno manifestato gioia nel vedermi, aver ricevuto abbracci, accolto le loro emozioni.

E il suono della campanella al termine del percorso? 

Perchè oggi c'è stato anche quello, che prende sempre nel profondo, emozione condivisa, speranza che trionfa.

Mi piace l'idea di identificare la speranza con l'Arcobaleno, perchè sa farsi strada tra le nubi dopo il più minaccioso dei temporali.

Ricordo un fiocco di tenerezza legato con un nastrino verde brillante, diceva...

"Sii l'arcobaleno nel cielo di qualcuno".

Beh, credo proprio che un arcobaleno che segua un percorso sia come una presenza rassicurante. Invita a non perderlo di vista, perché ci tiene a mantener fede alle promesse del Cielo dopo che le Stelle sono andate via.

La Vita parla a Chi sa, può, vuole intendere.


E soprattutto non scorda di esserle grato.

venerdì 16 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.9) (Quindici anni ben portati)


 

Una visibilità discreta quella del GAMA, discreta perchè caratterizzata dall'umiltà e dalla discrezione con cui opera concretamente e con continuità.

Dopo quindici anni la nostra associazione veleggia sempre coi venti favorevoli, pure se di tempeste ne ha vissute.

È riuscita però a cavalcare l'onda, sempre propria e così ben salda da non aver mai bisogno di seguire correnti diverse per visibilità o quant'altro.

Merito della limpidezza e trasparenza di Chi ne fa parte, dalla presidente all'ultimo socio, ultimo solo in ordine di tempo.

Una mission chiara, pochi obiettivi per volta e molti traguardi.

Ne sono testimoni i pazienti che dopo anni ci ricordano e incoraggiano a continuare.

Il Nostro motto, che piace sempre più, dice... Insieme è meglio, ed è così, siamo per e con tutti i malati di tumore, qualunque esso sia, perché potranno essere diversi i sintomi, le cure e gli esiti, ma uniche saranno sempre le emozioni provate e le strategie adottate.

Che dire? La semplicità del GAMA fa colpo sempre e ovunque.

Contano i progetti e a tal proposito qualcosa già bolle in pentola, e i fatti, ormai nella nostra storia. Non occorre altra pubblicità.

FUORI DAL TEMPO (n.8) (Un gradito approccio)

La recidiva di un tumore che io romanticamente chiamo, "ritorno di fiamma", è un momento delicato e complesso. È sorpresa e consapevolezza,

rassegnata accettazione e nello stesso tempo, forte volontà di farcela di nuovo. 

Stamane sono stata con una paziente al Suo quarto tumore un'ora e mezza, alla fine... grazie di tutto, ma io in realtà oltre che darle una parrucca non ho fatto nulla. 

Quasi tutti i pazienti oncologici mostrano gratitudine verso Chi si prende cura di loro. 

Perché il paziente oncologico vuole essere ascoltato, capito e supportato. Non sopportato ché è tutt'altra cosa. 

Vuole sentirsi ripetere ciò che spera, anche se consapevole, e non discorsi banali intesi all'illusione. 


Desidera abbracci con lo sguardo e le parole, una mano stretta per sentir meno la solitudine.

E in questo Noi volontari ce la mettiamo tutta. 

E si comincia dall'approccio, se è felice il seguito verrà da sè.

Un saluto e una caramella, un sorriso e qualche cracker. E poi...parole in libertà senza freni, come Mente e Cuore comandano. 

A proposito di cracker, giovedì scorso mi fu richiesto qualcosa di asciutto e salato, "...perchè sai com'è, quando si fa la chemio..."

Certo che lo so, anzi come ho fatto a non pensarci prima. Così oggi primo giorno con il cestino noto, cracker e tarallini a Chi gradiva, e devo dire hanno tutti gradito. 

Un po' dolce e un po' salato per approcciare e continuare a...


mercoledì 14 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.7) (Come il bucaneve)

Solo la presenza dell'umiltà permette di conseguire la consapevolezza di ciò che si è, senza magnificare nulla di se stessi 

(cit.)

Che argomento difficile, l'Umiltà, spesso intesa per altro come da pregiudizio.

Se fosse un fiore mi piacerebbe accostarla al bucaneve. Spunta dalla coltre bianca, e a capo chino con essa si confonde.

È prova che tutto può accadere, pure nei momenti avversi. Vantarsene non avrebbe molto senso.

L'umiltà mi tocca. Ogni giorno gli spunti non mancano, poi i ricordi, le riflessioni personali, le confidenze "accolte", mi inducono a capirne davvero senso e valore e quanto paga esserlo, umile nel profondo.

Penso immediatamente all'umiltà nell'aiuto...


... nel chiederlo e nel donarlo. Perché non si può essere arroganti e pretenderlo pur nel bisogno, perché se lo offri non deve costituire motivo di vanto o vanagloria. Tutto nella piena gratuità e semplicità di Cuore.

Quante volte l'umiltà è scambiata per debolezza o ancor peggio per dabbenaggine? Mi viene quasi da sorridere, come quando si nega alla fragilità la valenza di risorsa.

Fragilità, umiltà possono essere per ogni esistenza "trampolini" per mete irraggiungibili.

Si legge nel Vangelo... Che i sofferenti e gli oppressi si rifugino nel buon Dio. L'umiltà farà la differenza. 

L'umiltà è di Chi vittorioso non si vanta, perché è consapevole di aver vinto non per Suo merito e per questo grato, è disponibile sempre verso l'Altro.

La Persona umile sicuramente mite nel profondo, è quindi forte e grata. Non può non essere nella benevolenza di Dio.


martedì 13 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.6) (Solo con ciò che conta)

Penso che per la maggior parte lo siamo. Accumulatori seriali.

Tutta una vita a mettere insieme cose, perchè convinti di averne bisogno.

Che cosa ci spinge a tanto affanno e poi a un attaccamento esagerato e vano?

Probabilmente l'inconscia ignoranza che tutto può finire, e che alla fine si raggiunge la pace del sentirsi leggeri, con poco, anzi il minimo necessario.

Arriva un momento, sempre... in cui bisogna "rinnovarsi", e la Vita a volte se pure in modo maldestro ci viene in aiuto.

Si gettano i cocci che ingombrano e non servono per far posto ad altri che saranno.

Abbiamo mai provato a mettere ordine e a liberarci nello stesso tempo di tutto ciò che non serve anzi ingombra?

Sarebbe una sensazione di leggerezza improvvisa, di poter continuare ma solo con quello che è rimasto.

Pensiamo ora a come ci sentiremmo se facessimo lo stesso con le pene e gli affanni, i crucci e le delusioni che ci portiamo dentro da tanto, troppo tempo.

Un consiglio saggio? Minimalisti in tutto, tranne per gli affetti.

In questo modo ci semplifichiamo la vita, e la impieghiamo meglio.

Ed io? Per quello che mi riguarda lo ero già da tempo, minimalista, ora sempre più.

Meno pentole e stoviglie, pochi ninnoli e nell'armadio? Solo ciò che contiene.


Sarà l'età, mi ripeto e forse è vero, però noto che ci prendo gusto a prender nota e poi scartare. E tener conto solo di ciò che vale.

 Mi sento meglio davvero.


lunedì 12 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.5) (Essere qualcosa)

Il 10 Gennaio di tredici anni fa cominciò il mio percorso ufficiale di volontariato in oncologia che tuttora continua.

Non c'avrei mai creduto. Non avrei mai creduto di esserne capace.

E invece...?

La Malattia mi aveva riscattata, ponendomi di forza di fronte alla realtà. La possibilità di ricavare da un'oggettiva sofferenza le modalità per essere d'aiuto ad altri.

Così da persona che non si era mai considerata più di tanto imparai ad apprezzare ciò che avevo. Compresa me stessa...

"Non sono niente.

Non sarò mai niente.

Non posso volere d'essere niente.

A parte questo,

ho in me tutti i sogni del mondo.

- Fernando Pessoa -

... esattamente cosa penso di me stessa.

Ma con il desiderio comunque di poter "essere qualcosa" per qualcuno.

Migliorarmi quindi nel tempo.


Quando vola via qualcuno con cui più forte era il legame provo una ridda di emozioni.

Sgomento, dolore, smarrimento, e nel contempo un impulso di rivalsa. "Fare" per farcela sempre e non solo per me stessa.

Oggi è stato così.


domenica 11 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.4) (Un cestino per una vita che continua)

Pensavo ai cambiamenti.

I cambiamenti, pure quelli semplici quasi fisiologici, non sono mai facili, destabilizzano.

Anche perdere persone care sono cambiamento. All'improvviso non le vedi più, le cerchi e non rispondono, perdi un riferimento.

In tutti questi anni quante ne sono passate, ed io in qualche modo ho cercato di trattenerne il ricordo.

Sará stato un oggetto, o una peculiarità del carattere, un momento condiviso, qualsiasi cosa purchè continuassero ad essere almeno per me.

E lo sono ancora.

Così ricordo le orchidee di Anna Maria, da fiori secchi a meravigliosi segnalibri.

E del barattolino di Rita vogliamo parlarne?

Piccolo, grazioso contenitore dei miei pensieri colorati.

Non potrò poi dimenticare Antonio.

La benedetta caramella che mi chiese l'ultima volta, non feci in tempo a dargliela, e la conservo ancora.


Ultimo solo perchè recente, sarà il ricordo di Lucia. Mi accompagnerà soprattutto in quelle stanze dove ci siamo conosciute, continuità nel mio servizio e nell' esserci ancora da parte sua con la "sana invidia" nei miei confronti.

Il dono antico di un cestino per un approccio nuovo, nel segno di una vita che continua.


venerdì 9 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.3) (Dedicato a... Maria Lucia Panzano )

L'ho ripetuto in più occasioni. Chi entra nella mia vita non ne esce più. Nessuno.

Qualcuno poi lascia impronte più profonde, oserei dire... eterne.

Lascia ciò che può e non avrebbe mai creduto, per me comunque un dono che traduco in ricchezza di insegnamenti e ricordi.

E faccio tutto mio, ed è con me sempre, bagaglio indispensabile per la mia quotidianità fatta di riflessioni e riprese in gratitudine.


Forte non è colui o colei che non cade mai, ma Chi sa rialzarsi e riprendere il cammino.

Elegante non è Chi indossa abiti firmati, lo è la Persona la cui opinione o azione porta la propria firma.

Schietta e sincera poi sarà e non farà temere altro, perchè ciò che ha da dire è sempre diretto e vero.

Accettare la realtà comunque sia e possa evolvere è stata speranza in sé che non muore neppure ora che cessata è la vita, perchè pure Chi si dice convinto che tutto finisca con l'ultimo respiro, in cuor Suo si riserva una "postilla"... non può finire qui. 

Una "storia" non si archivia con una cartella clinica su uno scaffale che s'impolvera col tempo, non si scordano parole e racconti, non si cancellano gioie e dolori.

Le emozioni sono eterne, come le tracce delle lacrime sulle guance di Chi non potrà mai più piangere.



giovedì 8 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.2) (La Cornucopia)

La cornucopia che dava il benvenuto ormai è stata riposta.

Ognuno colto l'augurio più adatto, continuerà a sperare per colorare le giornate più grigie.

Delicatamente la staccavo dalla porta e per me ho chiesto il dono dell'infinita gratitudine e della duratura pazienza, due cose davvero non da poco.

La gratitudine richiede pratica ed esercizio...

"Nella vita ordinaria noi raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo, e che è solo con la gratitudine che la vita si arricchisce"

- Dietrich Bonhoeffer -

Quindi dovremmo dirci grati e anche in pace con Noi stessi, poi scrivere due righe a conclusione di giornata, così da imparare ad apprezzarsi nella semplicità, e nei momenti meno felici metterci il pieno impegno per migliorarsi.

Se apprezzassimo davvero tutto il bene gratuito ricevuto dai giorni semplici, ci sentiremmo in dovere di farne altrettanto ed essere grati dell'opportunità.

La gratitudine a prescindere è un'ottima modalità per ricevere senza chiedere. 

Pure la pazienza richiede molta pratica, in compenso regala lucido pensiero e serenità.

È cosa verificabile, di ordinaria quotidianità.

Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, la pazienza è ciò che serve a rendere la vita meno difficile, una garanzia di serenità a lento rilascio.


Chè poi tutto quello che in fondo si desidera è  la stabile serenità, quella delle piccole gioie della vita, dei traguardi possibili raggiunti, dell'equilibrio alla base delle buone relazioni.

Conquiste pazienti di cui essere grati sempre.


mercoledì 7 gennaio 2026

FUORI DAL TEMPO (n.1) (Trascorsa l'Epifania... Natale è sempre)

Perché il Natale non può essere chiuso entro limiti, bruciato nell'arco di due settimane, se così fosse sarebbe non solo giustificata ma anche logica la malinconia che l'accompagna... questo per "i più". 

La "minoranza" invece, di cui faccio parte anch'io... non sa quando comincia Natale e quindi nemmeno quando finisce... ovvero, se si dà credito al calendario ci si rende conto, però se si potesse vivere fuori da ogni contesto, sarebbe sempre festa.

Quella festa che si vive con la serenità nell'animo, con la voglia di fare e la certezza che ci sarà sempre un domani... la continuazione di una "storia" anche dopo la parola "fine".

Natale è fare spazio dentro di sé, eliminare le zavorre che appesantiscono il Cuore e lo fanno vecchio, acquistare quella disponibilità a sorridere intorno perché fa bene a sé e agli altri.

Addormentarsi ogni sera pensando a qualcosa di bello e gratificante da fare il giorno dopo, magari anche... un "profumato minestrone", se questo risponde ai requisiti.

Perciò ho deciso. Un


po' alla volta riporrò gli addobbi, senza fretta, e continuerà reale davvero là dove l'abbiamo posto, il presepe. 

Non molto grande, delicato e non caotico non sembrerà strano pure ad agosto, quando ad illuminarlo basterà la stella cadente nella notte di San Lorenzo.

Da domani, spente le luci, sarà una presenza discreta e costante perché c'è bisogno di un "promemoria" efficace, di significati profondi e tanta serenità.

martedì 6 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.95) (E siamo all'ultima delle feste)

Feste da me vissute in volata, di certo non come meritavano, tra parole ed omissioni, termometro ed antipiretico.

Ma è finalmente l'Epifania che tutto porta via, compresi i malumori, i rancori, le parole non dette a suo tempo, quelle dette al posto di altre e che per questo hanno fatto male, molto male.

E riflettendo a lungo, si conclude che non vale la pena ma per niente proprio, considerando quello che succede, per fatalità ma pure per negligenza, avidità e quant'altro.

Allora si fa un passo indietro per incontrarsi a metà strada, e si ricorda e poi si ricomincia.

Perchè è l'Epifania, e tutti i malumori e i rancori porta via.

Voglio pensare che se Dio torna a manifestarsi, continui a credere nell'uomo.

Converrà da parte nostra fare altrettanto, girare pagina e cercare nelle azioni di pochi i valori rari, quali l'onestà, la lealtà, il bene comune, e non solo. 

Anche le risposte ai tanti quesiti che l'uomo stesso pare ignorare.

Gli antichi sostenevano "omnia munda mundis", ma ci saranno ancora cose pure, e soprattutto uomini che lo sono altrettanto?


Sia lode a Dio manifesto ancora una volta.

Buona e Santa Epifania, e che per tutto l'anno Natale sia.


lunedì 5 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.94) (Cogliere un'opportunità)

"Sto per scrivere qualcosa che ha cambiato il corso dei miei giorni..."

Cominciava con questa frase la prima pagina del mio blog, "Continuare a..."

Scrivevo così, però mai avrei immaginato quanto di me avrebbe stravolto la malattia, evento conclusivo della mia inquietudine.

Inquietudine...? Qualcuno potrebbe chiedere.

Inquietudine latente nel tempo, come bisogno di cercare qualcosa per ritrovarsi.

E la Vita venne incontro per favorire il mio riscatto, sicuramente in un modo che nessuno mai vorrebbe, però un prezzo c'è sempre da pagare quando la posta in gioco è importante.

All'inizio fu ansia, angoscia, paura poi... a percorso iniziato fu accettazione, persino curiosità e scoperta.

Come si dice? Affronti meglio il nemico se lo conosci, ed io con un coraggio che non sapevo iniziai la conoscenza con il mio "carcinoma mammario duttale infiltrante G3".

La curiosità poi mi portò ad allargare le conoscenze, quindi a leggere, ad ascoltare interventi di luminari, ad essere attenta ad ogni termine pronunciato da chi si prendeva cura di me durante le chemio.

Per tutto il tempo il "mio curioso interesse" fece sì che io imparassi termini, strategie, e molto altro.

Le mie letture cancrocentriche alla fine fissarono il tutto.

Elaborai, metabolizzai, feci mio.

I pensieri, le parole attuali a riguardo nascono dalla volontà di allora di spostare l'attenzione da me all'esterno.


Così "continuo a... " studiare, imparare, a fare mio qualcosa che alla fine mi appartiene.

Me lo ricordano le cicatrici, e non solo quelle del corpo.

domenica 4 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.93) (Survivor... chi?)

"Colpito da un brutto male". "Dopo lunga malattia"...

Possibile...!? Si parla di grandi passi avanti nel campo della ricerca, di immunoterapia, radioterapia mirata, chirurgia conservativa e quant'altro e poi...

Poi termini obsoleti e stereotipi superati riportano al secolo scorso.

Brutto male o male incurabile, a cinque anni di sopravvivenza, sopravvissuto... sono parte di quello stigma che tenderebbe a far pensare al malato oncologico come un "prodotto a scadenza" che se ben conservato ma con occhio sempre all'etichetta, ce la fa a resistere.

E invece Noi ne potremmo raccontare in quanto a coraggio, dignità nonostante la sofferenza.

Nessuna/o sa, se o quando verrà fuori, non si illude ma spera, magari sogna pure... e ci sta... fa progetti... e va benissimo, e resta... perché così deve essere... coi piedi per terra, consapevole e lucido. 

È questa la prima arma per combattere il cancro, convincersi che si vincono battaglie, ma la guerra è cosa lunga e difficile e gli agguati sono sempre possibili, per cui stare in guardia ed essere sempre pronti a tornare in campo vuol dire "corazzarsi" per non farsi prendere al cuore e ancor prima alla mente.

Soprattutto questa, capace com'è di creare presupposti per esito felice o meno.

Io dico sempre che se "parto" prima che torna, ho vinto perché l'avrò battuto sul tempo, e Chi mi ascolta riesce pure a sorridere a tale affermazione perché ne coglie l'ironia. 

Ironia... anche questa serve per contrastare la negatività che si porta dietro il cancro.

 Contrastare non combattere, e il termine, "guerrieri"...? Mi piace poco, sta diventando obsoleto, e fra un po' nessuno ci crederà più.

Personalmente non mi sono mai definita una guerriera, solo una persona che ha lottato e ancora lotta con se stessa ma per imparare a vivere, valutando e scegliendo, superando le paure e affrontando qualsiasi cosa le si presenti, e lo farà questo fino alla fine della "strada".

Sono in stand by, per me... per Altri, una survivor, lungosopravvivente. Fino a questo momento, aggiungo... e finché sarà. Va tutto bene.

La malattia quindi come opportunità di crescita personale, riscoperta dell'amore per se stessi, voglia di fare per andare oltre.


Perché Noi siamo ben altro. Basta esserne consapevoli.


sabato 3 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.93) (Secondo giorno dell'anno in silenzio)



Il silenzio illumina l'anima,

sussurra ai cuori e li unisce...

Kahlil Gibran


Pure oggi ho fatto tardi ma tardi davvero... manca poco alle 2 e qualcosa devo scrivere... non posso smorzare la luce e andare via così, in silenzio. Soprattutto oggi, mia figlia è ripartita, e per me ogni volta è una perdita.

Silenzio... ecco che torna a portare quiete, ristoro alla mente stanca.

È da tanto ormai, che scrivo i miei pensieri. Essi quasi si rimescolano, si intrecciano e, arricchiti di esperienza, ne partoriscono di nuovi. Tutto questo in un incessante processo di rinascita.

Scrivo i miei pensieri... 

Lo faccio ogni giorno, quando è notte perché la casa è avvolta dal silenzio ed io posso "dialogare" con me stessa.

Puntigliosa solo con me stessa e poi sicura.

L'ho imparato durante i lunghi silenzi nella notte, quando mi svegliavo angosciata e mi chiedevo... perché!? E per darmi una risposta che fosse lucida e nello stesso tempo rassicurante, cominciavo a... "contare" gli anni, i mesi e persino i giorni della mia vita e ad annotarne le cose belle che dessero un senso al tutto.

Sono le "strategie" del silenzio, mentre il Silenzio è già di per sé una strategia, forse quella per eccellenza.

Occorre "rendersi capaci" di fare il silenzio fuori e dentro di sé per meditare e poi andare "oltre"...

Oltre la fisicità, le tappe e le scadenze della vita, e avvicinarsi al cielo e solo a questo punto far sì che lo spirito si acquieti.

E i "pensieri" non restano solo miei, veicolati dalla "scrittura" arrivano a Chi legge e forse in essi si ritrova.



Siamo tutti uguali, uomini imperfetti alla ricerca della perfezione... uomini inquieti che anelano alla pace con se stessi, ma alcuni esprimono ciò che hanno dentro, altri lo serbano quali taciti custodi.

Gli uni e gli altri, tutto sommato..."perfettamente" uguali.

venerdì 2 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.92) (Ogni giorno grano di vita)

Quando all'indomani di San Silvestro



si inaugura un nuovo calendario è come avere a disposizione una piccola clessidra con i granelli di sabbia contati. 

Il Tempo... puoi quantificarlo dopo che è trascorso, in parte mentre lo vivi non lo vedi né lo tocchi. Eppure "fugge", scappa via e non torna più indietro.

Proprio come la sabbia, fatta di innumerevoli granelli però non infinita. 

Lo si può immaginare però, mettendo in conto più giorni perché molti scivolano via insieme e veloci e indistinguibili. Proprio come ogni giorno dell'anno, non semplice unità di tempo ma "grano" di vita, fatto di emozioni uniche e irripetibili.

Ora il primo giorno del 2026 volge alla fine, anzi per essere precisi, siamo già a quello che segue e avanza. 

Dopo l'ansia della mezzanotte, oggi sento il Cuore in pace. 

Posso pensare con fiducia che mi attarderò ogni sera a guardare il giorno scivolare via.

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