domenica 4 gennaio 2026

TRA I RICORDI (n.93) (Survivor... chi?)

"Colpito da un brutto male". "Dopo lunga malattia"...

Possibile...!? Si parla di grandi passi avanti nel campo della ricerca, di immunoterapia, radioterapia mirata, chirurgia conservativa e quant'altro e poi...

Poi termini obsoleti e stereotipi superati riportano al secolo scorso.

Brutto male o male incurabile, a cinque anni di sopravvivenza, sopravvissuto... sono parte di quello stigma che tenderebbe a far pensare al malato oncologico come un "prodotto a scadenza" che se ben conservato ma con occhio sempre all'etichetta, ce la fa a resistere.

E invece Noi ne potremmo raccontare in quanto a coraggio, dignità nonostante la sofferenza.

Nessuna/o sa, se o quando verrà fuori, non si illude ma spera, magari sogna pure... e ci sta... fa progetti... e va benissimo, e resta... perché così deve essere... coi piedi per terra, consapevole e lucido. 

È questa la prima arma per combattere il cancro, convincersi che si vincono battaglie, ma la guerra è cosa lunga e difficile e gli agguati sono sempre possibili, per cui stare in guardia ed essere sempre pronti a tornare in campo vuol dire "corazzarsi" per non farsi prendere al cuore e ancor prima alla mente.

Soprattutto questa, capace com'è di creare presupposti per esito felice o meno.

Io dico sempre che se "parto" prima che torna, ho vinto perché l'avrò battuto sul tempo, e Chi mi ascolta riesce pure a sorridere a tale affermazione perché ne coglie l'ironia. 

Ironia... anche questa serve per contrastare la negatività che si porta dietro il cancro.

 Contrastare non combattere, e il termine, "guerrieri"...? Mi piace poco, sta diventando obsoleto, e fra un po' nessuno ci crederà più.

Personalmente non mi sono mai definita una guerriera, solo una persona che ha lottato e ancora lotta con se stessa ma per imparare a vivere, valutando e scegliendo, superando le paure e affrontando qualsiasi cosa le si presenti, e lo farà questo fino alla fine della "strada".

Sono in stand by, per me... per Altri, una survivor, lungosopravvivente. Fino a questo momento, aggiungo... e finché sarà. Va tutto bene.

La malattia quindi come opportunità di crescita personale, riscoperta dell'amore per se stessi, voglia di fare per andare oltre.


Perché Noi siamo ben altro. Basta esserne consapevoli.


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