Per me è un periodo un po' così, si sa però sono consapevole che ancor più devo "dedicarmi", cogliere le particolarità, leggere tra le righe.
Gnocchi, orecchiette, e... tanto coraggio, forza e simpatia.
Conosciuta una settimana fa, fissato appuntamento per una parrucca.
- Nella stanza * c'è una paziente che ti cercava per...
- Una parrucca, lo so. Ci vado subito.
E in un attimo sono da Lei, che dorme profondamente. Il compagno di stanza sorride e fa spallucce come me. Però...
- Cara...?
Sussurro quasi il suo nome.
- Ciao, sono arrivata, e...
Si sveglia immediatamente, mi riconosce..
- La vorrei a caschetto, castana con qualche meche e senza frangia. Grazie.
Penso... questo si, è avere le idee chiare
Poi aggiunge...
- Ma se non c'è quella che ho detto, me ne prendo un'altra. Mi accontento.
Penso... meno male, cliente facile e accomodante.
- Vado e torno.
E quando torno la trovo di nuovo addormentata.
- Cara...?
- Scusa, scusa... è chè la notte non riesco a dormire, allora lo faccio qui. E quelle ore in bianco le impiego per fare gnocchi, orecchiette e cavatelli.
Bell'idea e ottima strategia, le dico mentre si prova una prima parrucca e poi un'altra che prenderà.
Si guarda allo specchio, si piace, sorride...
Squilla il suo cellulare...
- È mio figlio. Ciao Ale. Oggi torno a casa con la parrucca.
Poi rivolta a me...
- Ti faccio vedere mio figlio, una foto da piccolo e una da grande.
E dopo gli scatti di gnocchi, orecchiette e cavatelli, le foto del figlio, un bel ragazzone di ventisei anni.
- Ho solo lui. È il mio tutto, l'ho cresciuto da sola.
E gli occhi le si fanno lucidi.
Si guarda di nuovo allo specchio, sorride ancora e mi dice... grazie.
Ah, dimenticavo. Il fiocco di tenerezza scelto da Lei diceva...
"Un solo raggio di sole è sufficiente a cancellare un milione di ombre".

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