Il tempo non è uguale per tutti.
Un paziente oncologico già al momento della diagnosi, che arriva come un tuono o un fulmine a squarciare la normalità dei suoi giorni, dà un valore diverso al Tempo. E sarà allora "prima di" e "dopo di", senza più certezze e con priorità mutate.
Io ad esempio, ora sono consapevole che il Tempo passi veloce ed inesorabile, lasciandosi dietro solo tracce di momenti.
E vorrei fermarli quei momenti, e per questo il tempo si dilata, lasciandomi ugualmente fiacca e delusa di me stessa.
Un tempo credevo poter essere serena dopo aver lavato i vetri di casa una volta alla settimana. Ero certa fosse così, perché il dubbio solo che dovessi allungare i tempi mi dava ansia.
La Vita allora alla malattia allegò un "avviso di garanzia"... e a questo punto il dubbio fu un altro, aver sbagliato tutto. Così capovolsi la mia "credenza", e il dubbio diventò certezza. E cambiai priorità.
Ho 72 anni e molti acciacchi già da tempo, ma non ho tempo per pensarci, preferisco sorvolare a favore della luce e trasparenza nell'esserci per l'altro con spontaneità. Senza strafare, con discrezione, rispettando il ruolo di volontaria.
Essere accanto per Chi vuole, quando vuole.

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