La cornucopia che dava il benvenuto ormai è stata riposta.
Ognuno colto l'augurio più adatto, continuerà a sperare per colorare le giornate più grigie.
Delicatamente la staccavo dalla porta e per me ho chiesto il dono dell'infinita gratitudine e della duratura pazienza, due cose davvero non da poco.
La gratitudine richiede pratica ed esercizio...
"Nella vita ordinaria noi raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo, e che è solo con la gratitudine che la vita si arricchisce"
- Dietrich Bonhoeffer -
Quindi dovremmo dirci grati e anche in pace con Noi stessi, poi scrivere due righe a conclusione di giornata, così da imparare ad apprezzarsi nella semplicità, e nei momenti meno felici metterci il pieno impegno per migliorarsi.
Se apprezzassimo davvero tutto il bene gratuito ricevuto dai giorni semplici, ci sentiremmo in dovere di farne altrettanto ed essere grati dell'opportunità.
La gratitudine a prescindere è un'ottima modalità per ricevere senza chiedere.
Pure la pazienza richiede molta pratica, in compenso regala lucido pensiero e serenità.
È cosa verificabile, di ordinaria quotidianità.
Anche se all'inizio comporta uno sforzo notevole, la pazienza è ciò che serve a rendere la vita meno difficile, una garanzia di serenità a lento rilascio.
Chè poi tutto quello che in fondo si desidera è la stabile serenità, quella delle piccole gioie della vita, dei traguardi possibili raggiunti, dell'equilibrio alla base delle buone relazioni.
Conquiste pazienti di cui essere grati sempre.

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