sabato 7 dicembre 2019

SUCCEDE...



Già, succede che la stanchezza sia tanta e tale che la mente è come ottenebrata, e le parole vengano meno. Non i pensieri, solo le parole.
Giornate intense queste che precedono il periodo delle feste, tante cose da fare, molto da preparare. Si cerca di coinvolgere, in famiglia e fuori, non sempre viene bene però, e allora penso... sarò, farò abbastanza... chissà.
E' che Dicembre è un mese un po' così per me, pressano quei benedetti ricordi e certe storie, non lo nascondo, mi fanno più male che in altri mesi dell'anno.
Ma Chi te lo fa fare...?! Dice qualcuno, vedendomi assorta, penetrando nei pensieri, altri al contrario per lo stesso motivo, mi guardano nel profondo e poi...
Come Te, nessuno mai... e questa affermazione quasi mi turba, perché non vorrei mostarmi a nudo e in fondo mica è vero che sono l'unica a caricarmi delle pene altrui. E' peculiarità del "Cuore intelligente", e per fortuna non tutti sono "stupidi dentro".
Va be', stasera va così... scrivo e mi paiono frasi insensate, succede...
Succede quando la Mente rincorre il Cuore, e questo si nasconde, così perde il filo e la via.
Non ho qualifiche se non una "sensibilità sfrenata" e un buon intuito, manca qualche dettaglio ma posso migliorare. Lo vorrei tanto, per le persone che incontro, per quelle care, e perché nella vita non si finisce mai, intanto mi impegno nelle piccole cose, a trovare le parole, a combinarle insieme per alleviare il dolore... è pretenzioso?
Ovvio, normalmente lasciano il tempo che trovano, ma in certe situazioni sono carezze, lenimento per l'anima. Ed io ci provo.

venerdì 6 dicembre 2019

CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO (Nonni per caso)


Un titolo in grande, e un altro a caratteri minuscoli, insieme un unico e solo, perché in realtà complementari tra loro.
Stamani per il Nostro mercoledì in pieno clima natalizio, siamo tornati da Babbo Natale a Candela. Primo giorno di freddo autentico che c'ha catapultato da un autunno strano all'inverno sempre alle porte, e dopo una discreta salita, sferzati da folate di vento nordico siamo arrivati nel centro storico, e all'entrata della casa del Babbo senza età.
Tra nenie, tintinnio di campanelli e "allarmante" vociare di bambini che faceva presagire più di qualche presenza e un certo movimento, abbiamo preso le scale, e in effetti...
A visitare la casa di Babbo Natale stamattina una nuvola di bambini, un intero istituto di scuola primaria, dalla scuola dell'infanzia alla quinta elementare. Insomma Noi nonni per forza, perché non potendo scansarli, a loro ci siamo accodati. Stanza dopo stanza, da quella dei carillon, al museo del giocattolo, dal Polo Nord, incontrando renne, orsi bianchi, elfi, fino alle camere private, arredate di tutto punto.
Con gli occhi carichi di meraviglia e le bocche spalancate ascoltavano/vamo le raccomandazioni di Babbo Natale...
Ricordate bambini, le mani si usano solo per accarezzare i vostri compagni e non picchiarli. Il bullismo è una gran brutta cosa.
Già, anche Babbo Natale si adegua ai tempi, sempre per il bene, s'intende, è tecnologico, lessico moderno, ma per l'età che comunque avanza, resta seduto a veder passare Chi va a fargli visita, persino un simpatico e pacioso cagnolino.
Proseguendo, i bambini poi hanno imbucato le letterine nel pozzo dei desideri, e ancora per le tante stanze scintillanti di luci e decorazioni oro e argento. Tre piani di un palazzo nobiliare nel centro storico di Candela, che torna a vivere per la festa più bella dell'anno.
Chissà... forse un giorno ci sarà un nipotino da coccolare e viziare, da tenere stretto per mano davanti a Babbo Natale, per vivere la favola più bella che c'è, non più con le minuscole.

giovedì 5 dicembre 2019

"L'EMOZIONE NON HA VOCE" (parte seconda)




Consideriamo per prima l'EMOZIONE.
Emerge rapida, inattesa e incontrollabile per specifiche cause scatenanti (triggers). Genera una "valutazione automatica" della situazione, e si esprime con segnali involontari (universali). Si sviluppa nel corso di un "periodo refrattario" in cui le capacità di elaborazione e azione sono molto limitate.
L'UMORE (Mood).
Ha una maggiore durata, da poche ore a giorni, e i triggers (cause scatenanti) non sono sempre identificabili.
Il TRATTO (Trait) è la caratteristica della personalità.
Il DISORDINE EMOZIONALE è l'interferenza di emozioni ricorrenti su aspetti importanti della vita. alimentzione, sonno, lavoro, relazioni...
Nel PERIODO REFRATTARIO - Il Fattore scatenante accende l'emozione, da cui scaturiscono l'ALLERTA EMOZIONALE (repertorio di reazioni a disposizione) e la VALUTAZIONE AUTOMATICA (rapida valutazione della situazione e delle azioni possibili).
Quindi il PROGRAMMA AFFETTIVO, meccanismo centrale che prende in carico il comportamento emozionale, e infine il COMPORTAMENTO/AZIONE che potrà essere CONSAPEVOLE (aperto al cambiamento e alla scelta) o INCONSAPEVOLE (schiacciato dall'emozione).
Perché possano esserci emozioni, di fondo devono essere presenti energia, entusiasmo, malessere, eccitamento, nervosismo o tranquillità.
Si distinguono in...
PRIMARIE: paura, rabbia, disgusto, sorpresa, tristezza, felicità.
SOCIALI: imbarazzo, vergogna, senso di colpa, orgoglio, invidia, gratitudine, ammirazione, indignazione, disprezzo.
Le emozioni in generale ci dicono come ci stanno andando le cose, sono quindi utili, indispensabili da un punto di vista evolutivo. In un certo senso ci servono a sopravvivere. Senza emozioni non potremmo cavarcela.

martedì 3 dicembre 2019

"L'EMOZIONE NON HA VOCE" (parte prima)



All'incontro del GAMA inizio con la condivisione del "compito a casa".
Elencare i momenti significativi della propria vita, cercando di descrivere le emozioni provate nell'immediato e le eventuali ripercussioni nel tempo.
Relazioni orali e scritte di grande efficacia.
Storie di rapporti affettivi smarriti e poi recuperati, dal grande dolore per una perdita alla crescita interiore.
Storie di inaspettati successi e di altrettanti "presunti" fallimenti, cadere e rialzarsi, vivere la sofferenza di riflesso e poi continuare.
Storie che si perdono nel tempo, di "cattiveria gratuita" e diseducativa, senso di mancata protezione ed errate convinzioni.
E ricordi, ricordi a non finire di esperienze belle e brutte che segnano per sempre. La situazione pare sotto controllo, ma ad un certo punto scappa di mano, e l'emozione appare visibile in tutta la sua drammaticità. E' verosimile poter non pensarci, non parlarne, impossibile sarà rimuovere, soprattutto quando le "cicatrici del dolore" sono sulla propria pelle. E' sempre un bene però scavarsi dentro per raccontare, non provare "vergogna" per fragilità, sensi di colpa...
Si parla poco di ciò che si prova, e questo è causa di rapporti che si deteriorano col tempo, di incomprensioni e depressione. Una buona "intelligenza emotiva" fa da traino, coinvolge e rasserena, conoscerne gli aspetti porta a maggiore consapevolezza.
Quattro sono i "Campi Emozionali" fondamentali .
- EMOZIONE - UMORE - TRATTO - DISORDINE EMOZIONALE -
(continua)

UN'EMOZIONE ALL'IMPROVVISO



Si ricordano sempre con enfasi i momenti importanti o solo significativi della propria vita, si ricordano perché nell'immediato si è provato qualcosa, un'emozione il cui ricordo non si è perso nel tempo, anzi ne ha trovato logica spiegazione.
In genere "lasciano il segno" tutte le "prime volte", il primo bacio, la nascita del primo figlio, addirittura ricordo il primo giorno che andai a scuola da sola perché nessuno poteva accompagnarmi ed io non volevo mancare e neppure arrivare in ritardo, così mia madre esasperata aprì la porta e la richiuse alle mie spalle. Mi sentii sola, però convinta di ciò che volevo, feci le scale con le gambe tremanti, il tragitto trafelata e sudata, ma riuscii ad arrivare a destinazione. Avevo dieci anni e la scuola era a trecento metri da casa. Quel giorno diventai "grande".
Grande lo ero veramente all'epoca del primo bacio, provai imbarazzo e nello stesso tempo batticuore, qualche anno dopo quando mi misero tra le braccia la prima figlia fu incredulità e stupore. Mi pareva strano che l'"autrice" fossi stata io, eppure ricordavo il primo "fremito d'ali" nella pancia la sera di qualche mese prima, le nausee e tutto il resto. Mi resi conto che l'istinto materno non è proprio cosa immediata, arriva presto o tardi, di sicuro quando senti la prima suzione.
Già, la prima suzione, attaccai mia figlia al seno destro, quello che si ammalò molti anni dopo. A tradirmi fu proprio la mammella più produttiva. Il giorno che ebbi il referto fu respiro corto, campo visivo altrettanto, voglia di scappare fuggendo, poi consapevole dell'inutilità di qualsiasi azione, provai l'insensibilità degli arti, superiori e inferiori. Il resto ormai è storia che per fortuna posso raccontare. Potrei fermarmi qui, ma un lampo all'improvviso mi prende mentre scrivo. Rivedo me, senza capelli, umiliata da quel senso di miseria che dà la sofferenza, piangere sommessa, certe notti... abbracciata all'uomo che amo.

domenica 1 dicembre 2019

IL PROFUMO DEI MINUTI


Detesto subire violenza dalle situazioni. Ciò non toglie che non posso impedire che le situazioni si creino e poi siano. Da ieri ho mal di testa sordo e fastidioso, aspetto che passi, e intanto non mi fermo.
Stasera sono andata in chiesa anticipando la Messa domenicale, dopo aver archiviato metà del giorno impegnato sempre e comunque dal gran da fare del fine settimana, più qualcos'altro.
Mi ha accolto il canto iniziale della celebrazione... Prima Domenica di Avvento, tempo dell'attesa. Ed è stata subito pace in me. A lato dell'altare, la statua dell'Immacolata, lo sguardo è andato lì... ed è quiete come dopo forte mareggiata. Il disagio si cheta e i ricordi dei miei tanti natali mi confortano.
Continuo a esserci e sentirmi presa.
Domani volterò pagina e sarà netta ripresa.
Ascolto, ma confesso che i pensieri ogni tanto fuggono via, non esulano dal contesto, vanno solo indietro nel tempo. Partono dai ricordi di bambina, e sono nenie e un bambinello dal piede lucido per i tanti baci prima di riporlo. Poi sfere di vetro soffiato e alberi sbilenchi e scheletriti, fagioli e scorze di frutta secca su cartelle scolorite della tombola...
Dite la verità, avete respirato!?!...
Tornano le parole della nonna ogniqualvolta si polverizzava una sfera sul pavimento o dei fagioli dal tavolo finivano chissà dove.
E poi i profumi... tanti, di garofano e cannella, vino cotto e vaniglia, mandorle e cioccolato.
Ogni parola pare l'incipit di una piccola storia, un periodo vissuto con le emozioni proprie decontestualizzate o meno.
Persino quell'inizio incisivo... Sto per scrivere qualcosa che ha cambiato il corso dei miei giorni... lo sento sempre più mio, una seconda pelle, un'unica realtà.
Nell'insieme una "meraviglia" da sfogliare, mentre mi accorgo di amare la sensazione del tempo che scorre. E per un po' è come non dovesse fermarsi mai...
Si avvicendano le stagioni e ne percepisco le peculiarità, passano le feste e lasciano colori e profumi... ed io sono qui, ad andare col tempo e nel tempo.
Anche se un giorno ci sarà... non finirà quello che provo, l'ho condiviso... qualcuno ricorderà.
Mi piace questo pensiero, e sento che il mal di testa piano piano se ne va.

BUONA DOMENICA... PRIMA DI ANDARE E "WELCOME" PRIMA DI ARRIVARE



Si conclude un'altra settimana, impegnativa di certo non più delle altre, ma l'ultimo giorno che è poi il venerdì viene vissuto come di grande aspettativa, comunque ci si ferma e ben si potrà sperare. Il "weekend" pare un traguardo da raggiungere e ogni volta rappresenta una specie di vittoria.
Buona Domenica... ci si augura nell'andare via, ci si sofferma nel pronunciare le due parole, ponendo gli accenti giusti,"spelling" di un sentimento sincero.
Buona Domenica... e largo spazio al sorriso per darsi un nuovo appuntamento a due, tre giorni... e se ogni giorno è una piccola vita, si può ben comprendere che sarà come augurarsi una lunga vita.
E a proposito di vita, stamattina sono stata in sala d'attesa per presentare il cartellone con l'albero di Natale, anche questo stile Klimt, che ha disegnato la "Nostra Amica artista" che già fu l'autrice dell'Albero della Vita illuminato dai raggi della speranza. Ormai questo si è riempito di pensieri colorati, spazio ce n'è ancora, ma per Natale abbiamo pensato di prepararne un altro in tema, un abete che in cima porta un paio d'ali...
Sono le ali della Speranza che arriva lontano e non si ferma mai...
Ha affascinato questa spiegazione del tutto estemporanea, e le trenta e più persone dalle facce stanche ed annoiate hanno cambiato atteggiamento...
Per tanti Natali ancora... ho aggiunto, e se pure la parola Natale plurale non ha, suonava così bene che melodia è stata intorno. La Speranza questi miracoli li fa.
Poi... resto della mattinata, una bella nuova conoscenza, molta serenità ed un altro appuntamento...
Vengo il 20, spero ci sarai.
Certo che sì, sarà ancora venerdì. E intanto buona domenica per questa e le altre che saranno fino a quel dì.
Tornando a casa infine, in cima alle scale ho trovato ad accogliermi mio marito, la cagnolina e un "Welcome" gioioso e colorato. Felici sempre di ritrovarsi, come è naturale quando ci si vuole bene.