giovedì 7 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.53) (Dai fiori kanzashi ai presepi da mostra)

Oggi sono capitata in una stanza di tutto rispetto, una "bella stanza", per dirla come l'ha definita l'infermiera... "C'è una fonte della resilienza: è nella tua mente, nei tuoi talenti, nella creatività che porti nella vita. Quando impari ad attingere a questa sorgente, avrai davvero sconfitto ciò che ti vorrebbe perdente". (cit.) Amo le citazioni, ne vado alla ricerca, spesso sintetizzano in modo diretto ed efficace un tema o un argomento. Oppure ne diventano l'introduzione per un discorso più articolato. Quindi dirò di fiori kanzashi e presepi da mostra. La Creatività. Quanto bene fa? A giudicare da certi esiti, risulta grandiosa terapia di supporto. Che altro dire...? Luisa preparò coi nastri colorati 120 fiori kanzashi, che facessero da segnaposto al ricevimento in occasione del matrimonio della figlia. E Rosa, artista purosangue, ha appena terminato un presepe di cinque metri. Condivisioni che hanno lasciato me senza parole, ma che sono state per le pazienti l'inizio di una lunga conversazione, fatta di suggerimenti, consigli, racconto di sé. Sono sufficienti pochi minuti per cogliere ed apprezzare lo sforzo creativo di qualcuno mai incontrato prima. Sarà per l'immediata sintonia che rende se non uguali, simili esseri umani a loro modo, e per bontà divina, speciali. Infine mi ci metto anch'io, dalla creatività così particolare. Perché, lo sapete... io scrivo e non sono mai stanca di farlo. Scrivo per condividere la vita, la mia che poi non è così diversa da quella altrui, coi momenti difficili, tra gioie, preoccupazioni, un dolore importante, una caduta e una rinascita. Scrivo bigliettini, simili a piccole pergamene. Il pensiero giusto al momento giusto, e chissà perché... vi assicuro, merito mio non è.

mercoledì 6 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.52) (Insieme possiamo farcela)

Un corso per operare in campo oncologico. Due associazioni insieme, "L'Albero della Vita" e GAMA, per la formazione di volontari che s'impegneranno ad essere accanto al paziente durante gli appuntamenti in ospedale oppure presso il domicilio a sostegno dell'intera famiglia. Egli aiuterà l'individuo e la famiglia a conservare un equilibrio psicologico, migliorando i processi di adattamento. Caratteristiche del Volontario saranno. Disponibilità, Altruismo, Gratuità. Le attitudini richieste per svolgere volontariato... slancio umanitario, equilibrio psicofisico, buona preparazione generale e "surplus" di energie e calore umano. Ovviamente non tutti i volontari copriranno lo stesso ruolo o saranno impiegati per la stessa finalità. Comunque ognuno cercherà di restare nel proprio ambito, senza sconfinare, invadendo campi che non gli competono. Un volontario dopo una seria formazione che lo porterà ad essere anche sufficientemente informato sui vari aspetti della patologia, i diritti dei pazienti, e i numerosi risvolti psicologici, sarà consapevole di evolvere mediante la propria esperienza, tollerante verso la frustrazione, sereno anche nelle situazioni difficili, presente nella compassione e condivisione pure di fronte all'impotenza. Infine... empatico ma distaccato, ovvero capace di farsi carico della sofferenza altrui restando lucido e presente a se stesso. Perché se così non fosse, sarebbe coinvolto a tal punto da fare danno generale, annullando il buon intento di partenza, mettendo a rischio pure in modo serio il proprio equilibrio. Bene riassume le definizioni di volontario una citazione di Albert Einstein... "Il Volontario è un portatore di aiuto che sa comunicare superando i limiti del linguaggio verbale , dimostrando disponibilità, accoglienza ed affetto".

martedì 5 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.51) (Fragile e consapevole e per sempre grata)

Aggiorno il mio diario della gratitudine, l'ho ripreso stasera, ora che si susseguono i vari
controlli per il follow up a febbraio. Che nesso c'è? Credo sia evidente, ci sono e m'impegno ad esserci ancora a lungo, poiché non è tutto merito mio, la gratitudine è d'obbligo. Scrivere due righe a conclusione di giornata permette a breve come a lungo termine di scoprire altro di sé. Nel bene imparare ad apprezzarsi, nei momenti meno felici metterci determinazione per migliorarsi. Si può riflettere ed essere grati a qualsiasi ora del giorno, magari prenderne nota e farne un resoconto a sera, per rilassarsi e sereni conciliarsi il sonno. Ringraziare col solo pensiero è momento per focalizzarlo su se stessi, cercando note che motivano in ogni periodo di particolare difficoltà. Ringraziare ad alta voce diventa lode alla Vita e coinvolge Chi sta accanto, contagiando di positività. Si deve essere grati sempre di ogni momento o situazione, perché è vita comunque, fatta di piccole gioie, desideri e sogni, non mancheranno prove e delusioni, ma tutto è fonte di "emozioni" cui sarà bene dare sempre un nome. Domani perciò, densitometria ossea, un esame piuttosto veloce. Si vedrà se la terapia funziona o meno, intanto ogni volta complice anche l'età, mi sento sempre più fragile sia pur consapevole, e sinceramente non so se questa cosa sia completamente un bene. Comunque per concludere, considerata l'ora tarda, fragile e consapevole sono, e sarò sempre grata. Per questo strapuntino di anni che vivo intensamente, che vivo a modo mio. "Alziamoci e ringraziamo, perché se non abbiamo imparato molto oggi, almeno abbiamo imparato poco, e se non abbiamo imparato poco, almeno non ci siamo ammalati, e se ci siamo ammalati, almeno non siamo morti; dunque, siamo tutti grati.” - Buddha -

lunedì 4 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.50) (Giorno dopo giorno aspettando Natale)

Non è proprio cosa da bambini, almeno non solo. La leggenda (ma anche la storia) narra che il Calendario dell’Avvento sia stato inventato in Germania all’inizio del Novecento. Nel paese europeo era già tradizione attendere il giorno di Natale aprendo ventiquattro pacchettini, ma fu soltanto nel 1908 che Gerhard Lang, un editore protestante, ebbe l’idea di realizzare un vero e proprio calendario dove le caselle erano rappresentate da piccole finestrelle che indicavano i giorni di attesa per il Natale. Dentro queste finestrelle si trovavano angioletti, Gesù e altre immagini da ritagliare o mettere insieme. Il calendario dell'Avvento quindi ha finestrelle da aprire fino al giorno di Natale. Quando i miei figli erano bambini, in questo periodo ce n'era sempre uno attaccato alla parete della loro cameretta. Ogni mattina si davano un gran da fare per aprire la finestra corrispondente al giorno, poi restavano per un po' a contemplare il soggetto che ne veniva fuori. Un piccolo sole... la luna... una stella, una mela... una pera... un mandarino. Un anno ne comperai uno con qualcosa in più. Le figure nascoste dietro le persiane non erano solo disegnate, erano veri giochini. Una bambola, una palla... un trenino... tutti grandi quanto un'unghia di bambino. Si divertivano tanto ad aprire le finestre del calendario, a prendere il giochino e a riporlo nella scatola vuota, tonda e trasparente dei formaggini. Dodici "cosine" a testa, per ognuno un piccolo tesoro. Ora che son grandi, il calendario dell'Avvento non lo compero più, e mi manca. Mi manca la trepida ansia dell'attesa, quel qualcosa in più che rende magica la festa. Per questo a modo mio, per Noi... insieme, ho pensato di condividere ogni giorno fino a Natale, un pensiero che riporta ad un incontro fatto in reparto, ad un mio ricordo personale, ad un progetto. Spero la cosa sia gradita a Tutti, e qualcuno possa seguire il mio esempio. Importante è lo scopo, essere insieme perché Natale sia sempre nel cuore di chi nutre la Speranza.

domenica 3 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.49) (Dicembre riporta Chi ti manca)

"E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio." - Tiziano Terzani - Ed ogni tanto mi capita di mettermi da parte, a pensare... ricordare. Soprattutto ora, ché siamo a Dicembre. Ci lasciamo dietro tanto, cerchiamo di fermare il tempo fissando immagini di volti, ricordando situazioni e luoghi. E il pensiero è così forte che cominciamo a vedere cuori dappertutto, e sentiamo brividi a pelle. A Dicembre, si sa... è Natale, la festa giusta per tornare indietro, rivivere quei ricordi che possono curare l'animo quando è stanco e ferito. Anche se sono trascorsi gli anni mia madre mi manca sempre tanto. Pure se la sento accanto mi sento privata della fisicità, della Sua voce, di quella risata contagiosa che faceva dimenticare ogni problema. Conforto per me è ritornare ogni tanto ad un sogno che feci. Ero disperata, nel sogno come nella realtà perchè non volevo staccarmi da Lei. La rivedevo com'era stata un tempo, indaffarata ed entusiasta anche delle piccole cose e incombenze quotidiane, così in quello che mai avrei definito un sogno tanto era verosimile alla realtà, stava preparandosi a partire e riempiva una valigia del necessario perchè... diceva... dove sarebbe andata non le serviva più di tanto. Io le stavo dietro, pregandola di non andar via... mi sarebbe mancata tanto... lo sapeva e allora come poteva lasciar tutto e tutti? All'improvviso aveva posato quelle sue poche cose e, seduta sulla seggiola che da sempre aveva in un angolo della cucina, aveva preso a dire... "Devo andare via, ma non preoccuparti... io continuerò a esserci. Quando mi vorrai, pensami intensamente ed io ti prenderò in braccio come quando eri piccola, e non ti lascerò per tutto il tempo che vorrai..." Mi svegliai di soprassalto e con gli occhi inumiditi... forse mi ero lasciata andare alle lacrime per quell'addio o per la felicità di non essere abbandonata nonostante le apparenze? Non so, restai molto colpita da quel sogno, tanto che nel tempo ho continuato a ripetere quelle parole a me stessa per renderle ancora più autentiche e non dimenticarle mai.

sabato 2 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n.48) (Pensando ad una mamma...)

Stamattina ho incontrato una mamma. Sono entrata nella stanza, lei aveva gli occhi socchiusi, Suo figlio era a testa bassa davanti alla finestra. Pareva triste. Mi sono ritrovata in pieno, coi miei ricordi, tredici anni fa... - Questo figlio, sta rivelando una sensibilità che non pensavo. - Forse devi sorridere un po' di più... - Lo so, ce la metto tutta. Devo farcela. I miei figli non meritano tanto dolore. Una madre sente forte il Suo "ruolo" anche quando dovrebbe pensare a se stessa, se è in difficoltà, se malata ha da raccogliere ogni energia per farcela, guai altrimenti... Una mamma è sempre nel mirino, e se non mantiene la consegna come deve, mostra cedimenti, fisime o s'impunta, immediatamente è allarme rosso... ma che succede!? Ha paura, tanta paura, non per se stessa, Lei sa gestire gli acciacchi come pure i dolori importanti. Sorride sempre per smorzarla, quella paura. E piange in silenzio, al buio magari, perché nessuno la veda. Nessuno considera che una mamma conosce bene i suoi doveri, mentre lascia nell'angolo più remoto i diritti. Pensa, ci sarà tempo e forse quel tempo non lo vedrà mai, però Lei se ne sarà fatta già una ragione.

venerdì 1 dicembre 2023

TAGLI E RITAGLI (n. 47) (L'equivoco)

Equivoco. Errore di valutazione o interpretazione. È questa la definizione letterale del termine. Per me l'equivoco è uno "scivolone" della comunicazione, una caduta di stile... Perché alla base di ogni rapporto c'è la comunicazione, purtroppo coi suoi "pro" e "contro". La comunicazione non dovrebbe avere limiti, permette di capirsi e favorisce l'arricchimento di più persone, ma tant'è che spesso e volentieri si scambino fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. C'è poco impegno in verità, molta presunzione e scarsa pazienza, e poi ci si lamenta della mancanza di dialogo, ma se non si accetta l'Altro con le Sue opinioni o convinzioni che pretesa è? Quindi cala il silenzio o ancor peggio si arriva allo scontro. Personalmente so per certo di essere poco ferrata nella comunicazione verbale. Delle tante conquiste, la padronanza e la capacità di impormi sono ancora al di là dei miei sforzi. E il mio volto si rivela il classico libro aperto, non ho bisogno di parlare. E se pure amo conversare, molto meno mi piace discutere, eppure ho idee ed opinioni, e allora come comunico? Con la scrittura, ormai è noto, che ha pure i suoi limiti ma anche il prezioso dono dei "filtri". Si può dire di tutto ma nel modo giusto. Si può urlare in silenzio, e fare arrivare la propria voce lontano... lontanissima.