mercoledì 23 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.64) (Pensieri dedicati)


L'idea mi è venuta preparando il biglietto di
auguri
che accompagnerà il regalo per i 90 anni di mio padre.
Scrivi una frase Tu, ché c'azzecchi sempre...
Ed io, c'azzecco o no, ho preso a pensarci, perché le "frasi standard" esistono, ma che senso avrebbe una per tutto e Tutti, se già niente è uguale per sempre e Tutti pure siamo diversi?
Così vado in giro per il web e un po' tra le "mie righe".
Trovo tanti pensieri davvero molto belli, e alcuni restano tra i miei come valore aggiunto al continuo riflettere e scavarmi dentro.
La frase richiesta, per me la più giusta, poi l'ho scritta, pensando a Chi mi diede la vita, e visto che c'ero ne ho trovate ancora quattro pensando a Voi, dedicate a questa prima calda notte d'estate.
Chi leggerà, potrà sceglierne una e farla propria, magari commentarla anche se gli va.
È un modo per far arrivare vicinanza ed affetto, scontati si ma non sempre abbastanza.
Da ricordare... le parole non dette sono come sospese, non giungono al Cielo né restano sulla terra.
"Non si cancellano i ricordi, sentinelle perenni della nostra memoria, perché mescolano il dolce e l'amaro della vita".
" La Speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai."
"La Vita è un insieme di avvenimenti di cui l'ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l'insieme".
"È possibile che la Stella più luminosa si cali là dove Tu sei. Sarà buio, ma credici, troverai la Tua strada".
Ecco ho finito. Credo che donare sia la migliore modalità per amare se stessi.
Buonanotte... con affetto per Tutti

lunedì 21 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.63) (E le cicale son tornate a frinire...)


... e i profumi dell'estate a compensare il caldo e l'afa che l'accompagnano. Del resto che estate sarebbe senza le sue peculiarità?
Così oggi l'Estate ha fatto la sua entrata ufficiale, "fedelmente" accompagnata dal gran caldo afoso.
Colpevole l'anticiclone africano ? Per Noi è caldo e basta, quello che ci fa sudare solo se ci chiniamo a raccogliere un foglio sul pavimento e ci toglie il respiro anche con la finestra aperta.
E mentre mi faccio vento con un variopinto ventaglio messicano, tornano in mente tanti ricordi legati a questa stagione.
Primo tra tutti l'intervento demolitore, undici anni fa.
C'era stata la pioggia per due giorni e alla fine del secondo un violento temporale con tanto di tuoni e fulmini aveva spazzato via tutto il maltempo.
Un forte vento settentrionale mi accompagnò il giorno dopo, quel 21 giugno 2010 quando entrai in ospedale.
Calze, giacca e... parrucca, perfettamente in linea con la stagione.
E continuo a farmi vento e i ricordi sono ancora più lontani.
Tanti, tantissimi...
I miei figli erano bambini e la vecchia casa non era certo dotata di climatizzatori, all'epoca erano una specie di rarità ed allora bisognava arrangiarsi con i ventilatori, non se ne poteva fare a meno. Noi ne "abusavamo" anche di notte.
Cominciammo con uno solo... sul comò, meglio andarci piano perchè "poteva far male", ma quell'unico equivaleva a niente visto che nell'intervallo del mezzo giro sudavi più di prima e se per caso, stremato e appisolato ti svegliavi, la sensazione di soffocamento era agghiacciante, beh almeno quella.
Allora c'industriammo e i ventilatori diventarono tre. Uno sul comò a destra... l'altro su una sedia a sinistra e il terzo a piantana davanti al letto. Fatti partire in successione "operavano" in sequenza, in direzioni opposte... vale a dire, per Noi fresco continuo o meglio forte venticello continuo che fresco non poteva mai essere perchè logicamente la temperatura restava la stessa.
Però come eravamo contenti... mio marito era soddisfatto di sè per aver "escogitato" questo sistema che se fosse stato davvero originale e Lui avesse potuto, avrebbe perfino brevettato.
Sarebbe passato alla storia come l'inventore "semi-serio" del primo "quasi centralizzato" sistema di ventilazione a risparmio d'energia.
E poi ancora...
quelli dell'adolescenza e della gioventù, quando aspettavo con ansia la prima domenica al mare per farmi rossa come un gambero e mostrare così di tenerci alla tintarella.
Tempi lontani, fatti di gioie innocenti e ansie puntualmente scomparse allo spuntare della luna.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante crepuscolo, cielo e testo

MI RILEGGO... (n.62) (Le esperienze)


Le esperienze accomunano, creano persino forti legami. Se Noi siamo qui ed altrove, e ci cerchiamo per condividere e sostenere, è perché ben motivati da un'esperienza, diretta o meno ma sempre significativa.
Abbiamo imparato a guardarci dall'esterno,
come fossimo altra persona, ad amarci persino, perché poi è più facile donare ad Altri i sentimenti.
Pensiamo spesso e i fatti lo dimostrano, che ora ci siamo, sempre determinati nel continuare a esserci, anche per Altri.
L'esperienza ha posto in ognuno inconsapevolmente il seme di un incredibile fiore.
Spontaneo e solitario in un'anima percorsa dalla ruggine del Tempo.
E quanto ha imparato, ciascuno lo sa ed Altri lo ignorano.
Forte dell'esperienza si racconta o meno, ma certo non scorderà.
Per quanto mi riguarda ho raccontato la mia storia tante di quelle volte che penso indimenticabili pure i particolari più insignificanti.
Probabilmente lo farò ancora, parlerò di me... di una mammella che c'era e non c'è più, di una protesi "vissuta" con fantasia... di tanto dolore ma pure molta gioia.
Perché finalmente ho imparato a "riconoscermi"...
Sono forte, perché conosco le mie debolezze.
Sono bellissima, perché consapevole dei miei difetti.
Sono intrepida, perché distinguo l’illusione dalla realtà.
Sono saggia, perché ho imparato dai miei errori.
Sono una donna che ama, perché ho provato la forte indifferenza.
e… posso ridere, perché ho conosciuto la tristezza.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante fiore e attività all'aperto

domenica 20 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.61) (Sentirsi "doppi")

 

Non è affatto raro, succede quando ci si vuol concentrare su se stessi, fare delle scelte, amarsi di più e invece strattonano da tutte le parti.
Quanto sei pesante... allora ti dicono, anzi mi dicono, in parte lo riconosco ma preferisco trasformare l'espressione e definirmi di una "profondità abissale".
Ovvero riflessiva al massimo grado ed oltre, però solo quando avverto delle stonature.
"Profondità abissale"... mi piace questa espressione, ha fascino e sa d'infinito. Adatta per certi momenti, quando appunto
capita di sentirmi doppia.
La Mary che procede ed è sempre un passo avanti e l'Altra che resta ferma, deve "tradurre e mediare", e pure pensare alle cose proprie, risolvere problemi e sciogliere dubbi che la riguardano, e per questo pare tornare indietro.
La prima è consapevole di non essere unica, si volta ma non riconosce la seconda perchè troppo lontana dalla conquista del Suo ritrovarsi l'ideale, e a questo punto smarrita, si ferma anch'essa. L'Altra dopo tanti tira e molla non solo con se stessa, la raggiunge, ma entrambe sono troppo stanche e il ricongiungersi lascia senza forze.
Ecco... a volte mi sento così e vorrei tanto sentirmi sempre "intera" perchè questo vorrebbe dire andare per un'unica strada, la mia... senza se senza ma, senza alcun condizionamento.
Chissà... hanno ragione gli Altri a giudicarmi semplicemente pesante?
Non voglio correre rischi anche con Voi, in fretta giro pagina e magari riesco a restare intera a lungo come desidero.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 2 persone, occhiali e spazio al chiuso

sabato 19 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.60) (Quante ragioni ho per "festeggiare"?)

 

Pensiero sano, esito di un altro malsano ma trasformato.
Quotidianamente ne formuliamo tanti di pensieri malsani, e miniamo la qualità della Nostra vita, soprattutto quando questa ha maggior bisogno di cure e protezione.
Non ho motivo di festeggiare, e se ne sento parlare salgono su le lacrime. E non sono lacrime di gioia.
Condivisione questa, durante l'ultimo incontro di IMMAGINAZIONE GUIDATA. Manco a farlo apposta.
Eh si, perché solo poco prima avevo ascoltato il messaggio vocale di una Nostra Amica straordinaria.
Bene, Lei ha verso la vita un atteggiamento d'amore tale che festeggia sempre, pur avendo abbastanza motivi per non farlo e prendersela con tutto e Tutti, ma tant'è...
È sempre grata e sente di non aver bisogno d'altro, anche perché non è finita e continua a farsi ricca e a crescere col solo ausilio delle Sue "risorse", acquisite come dono del Cielo, per Lei credente, dalla fede inossidabile.
Comunque sia, la gratitudine fa sentire l'animo colmo di beni a tal punto da voler condividerli... da "distribuire" in piccole dosi a Tutti quelli che ne colgono il senso e trovano beneficio.
Una ricarica semplice, naturale, per cui ringraziare Dio o la buona sorte, ed anche "festeggiare" ogni volta che si ha il privilegio di vedere un nuovo giorno.
Concludo con una riflessione personale, di quelle che sono solite arrivare all'improvviso, estemporanee ora dal "sommo della mia età"...
"E mentre gli anni, uno dopo l'altro, si fanno piramide sempre più stretta, sono contenta dall'alto di aver da raccontare. Privilegio in un pugno stretto".
Nessuna descrizione della foto disponibile.

venerdì 18 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.59) (Buona Estate)


Non sei forse l'avvenire di tutti i ricordi che sono in te?
- Paul Valery -
Così almeno speriamo di poter dire da qui a tre mesi, quando dovremmo riprendere a pieno ritmo le Nostre attività.
Perché siamo la somma delle Nostre esperienze e sogni e progetti, che insieme fanno i ricordi da cui si può ripartire.
Ultimo incontro GAMA a Parcocittà, naturalmente in presenza, per dirci "arrivederci" e azzardare qualche programma.
Dove eravamo rimasti quel lunedì di fine ottobre...?
È iniziato così l'intervento della psicologa che seguirà le dinamiche del gruppo.
Disponibile all'ascolto, diretta e chiara nel suo proporsi ad un gruppo di auto mutuo aiuto come il Nostro.
In linea di massima piace come persona e professionista.
E poi... quando sarà possibile rientrare in servizio?
Al più presto, sarebbe desiderio di Tutti, di certo non prima che sarà completata la campagna vaccinale, ci confermano.
E mentre si pensa a tematiche altrettanto serie quanto la pandemia, quali il Dolore, la Solitudine, il vuoto lasciato da una perdita, cose che non si esauriscono in un arco di tempo limitato né si vincono vaccinandosi, si cerca di guardare all'immediato futuro.
La "location" si presta, Parcocittà è tornato a nuova vita, e un bel sole ancora alto ce lo ricorda. La stagione è cambiata.
Proiettiamoci in avanti ma non troppo, all'estate ad esempio, guardando un bimbo di neanche due mesi tra le braccia del Suo papà.
E alla fine... che il buon Dio ci assista sempre.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "G.A.M.A. ONCOLOGICO Buona ६ Estate"

giovedì 17 giugno 2021

MI RILEGGO... (n.58) (Rivedersi...)


Stamani approfittando che non si poteva più aspettare per un paio di prenotazioni, sono stata in ospedale.
In questi mesi ogni volta ci vado con la speranza di incontrare qualche volto conosciuto, mi fa bene, è come uno sguardo al passato che fa ben sperare per il futuro. E così è stato anche stamane.
A parte un Nostro generoso amico con cui avevamo concordato in precedenza, e che si è premurato al CUP di prendere il numero per alleggerirmi l'attesa, è stato un conforto sentire il mio nome per un saluto, e fare un paio di incontri casuali.
E il tempo si è fermato, come spostare indietro le lancette dell'orologio, e lasciarle fisse lì non per tre quarti d'ora ma almeno per un giorno intero.
Di certo al momento si è chiuso un periodo... un capitolo... una parentesi, e come succede sempre nell'immediato, si archivia, o così si spera, e senza pensarci più, si vuole andare oltre, o riprendere dal punto in sospeso.
E domani, domani proprio, e tutti gli altri giorni saranno per incontrarsi, rivedersi e un po' per volta ritrovare pure gli abbracci persi.
Tutto questo pare quasi poca cosa, sicuramente non lo è adesso, perché ci è mancato come l'aria.
Ed è vero perciò, il bene si apprezza quando si perde.
Tant'è viviamo sempre "in automatico", senza accorgerci del positivo a tal punto da lamentarci per mera abitudine.
Poi lo confondiamo col suo contrario, considerato che stiamo sempre a chiederci con ansia... che cosa sarà?
Step by step, un passo alla volta, facendoci bastare il Nostro nome ad alta voce e qualche incontro apparentemente casuale.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante scultura