giovedì 5 ottobre 2017

LA BOTTEGA DEI RICORDI (ovvero... il profumo della speranza)




Meta di questo mercoledì dei Nostri, la graziosa Rocchetta Sant'Antonio. Attraverso una campagna dal panorama anomalo e finalmente senza ausilio né di Tom e neppure di tom, siamo giunti a destinazione, un paese dalla geometria ordinata e perfetta, le strade saliscendi pulite e quasi tirate a lucido, le case dai balconi fioriti. Un posto da riscoprire anche con l'aiuto di Chi si incontra per strada, si affaccia alla porta, o ti prepara il caffè. Persone cordiali e disponibili che precedono le richieste, invitano a tornare. E' capitato a Noi, oggi.
Lo stradario di Rocchetta non è granché ricco, poche strade hanno un nome, si preferisce parlare di rioni...
- Scusate, capo... che via è questa?
- Non è propriamente una via. E' rione Santa Maria.
Da un ampio e alto portone viene fuori al richiamo un uomo vicino ai 70, più che robusto con un camice da meccanico. Ci siamo fermati proprio lì davanti, attirati dal motivo di una canzone di Baglioni che fece da colonna sonora alla Nostra prima estate insieme, e poi da tutto un apparato penzolante dal soffitto. Cose disparate di varie epoche, foto vintage incorniciate, cartine geografiche, e oggetti appartenenti all'antica civiltà contadina. Pareva un museo riveduto e corretto tra l'antico e il moderno per bizzarra esposizione...
- Moglie e figlia dicono che devo buttare via tutto. E che si può una cosa del genere? L'antico è storia, e la storia è maestra di vita. Ora sono in pensione, ma ero artigiano e continuo a fare qualcosina per favorire un parente o un amico, e lo faccio qui, circondato dai ricordi...
Da quel luogo magico era impossibile andare via senza qualche scatto, anzi è stato proprio l'artigiano col camice da meccanico poi a invitarci a farlo. Siamo andati via, e se prima c'era parso di essere in un museo, all'uscita netta è stata la sensazione di essere passati per il laboratorio-studio di uno scenografo, tra quelli più ricchi di idee.
E a proposito di idee fervide e fantasiose, che dire del secondo "personaggio" incontrato? Barista, proprietario di cinema-teatro-discoteca, tutto in un solo blocco dal pretenzioso nome... "Manhattan", dotato di grande immaginazione, quante ne ha raccontate...
Una storia soprattutto che da giovane era solito raccontare a "scopo malandrino"...
(continua...)

mercoledì 4 ottobre 2017

ABBANDONARSI AL PIANTO


Non so tu, ma io... piango. Non sono arrabbiato, questo no... eppure piango. Piango ad una scena commovente, per una dolce melodia, nell'ascoltare le storie che ricordano la mia. Piango, insomma e neppure mi vergogno.
Perché dovresti? Sei un uomo, questo si ma non importa, oggi è completamente caduta la credenza atavica che piangono solo le "femmine", lo fanno anche gli uomini, mostrando così tutta la loro "potenza", non solo forza ma pure fragilità, tanta ironia col diritto alla paura. Ché poi questa è necessaria per far venir fuori il coraggio. A Tutti. E perché mai allora l'uomo dovrebbe averlo in dotazione senza optional?
E non si piange solo per paura, pure per malinconica nostalgia e consapevolezza di non poter fare più le cose di un tempo, per questo frequenti sono le lacrime tra gli anziani. E poi ci si sente meglio, più leggeri, come se il pianto avesse gravato a lungo sul Cuore...
Perché Amico mio, le lacrime sono catartiche, purificano e permettono di continuare, qualunque sia il tipo di percorso.
E' vero, me ne sono accorto, perché prima non ero così, sentivo di poter conquistare il mondo ed ero tutto teso a questo, ciò che ruotava intorno manco lo vedevo. Ora è diverso. Scatto per niente, provo disagio per un moscerino, ansia per un pensiero passeggero... e mi trattengo, perché vorrei in quei momenti abbandonarmi al pianto, e mi trattengo per non mostrare agli Altri quanto io sia vulnerabile e debole. Quando sono da solo però, succede che scoppio in un pianto dirotto, ascolto quei singhiozzi e non mi riconosco, sento le lacrime bagnare il viso, mi guardo allo specchio e ritrovo nell'immagine riflessa una persona nuova. Me stesso, almeno per un po' senza paure.

martedì 3 ottobre 2017

NON SEMPRE DOLCI



Già, e comunque non prima di aver detto tutto ciò che si deve, chiarito dubbi, stabilito il punto di partenza e soprattutto gli obiettivi, ché senza questi si brancola quasi al buio e inconsapevoli.
Sono ripresi stasera gli incontri periodici del GAMA con nuove prospettive e qualche novità.
Alla ripresa, come al solito aria allegra e festaiola da "primo giorno di scuola". Il piacere di ritrovarsi per un altro "pezzo di strada insieme" fa sentire carichi di entusiasmo, e ognuno per un momento dimentica quella parte di vissuto scomodo o in quel contesto riesce a vederlo in modo diverso.
Raffaella, la Presidente dà inizio all'incontro presentando la "squadra" del Direttivo, e facendo il punto della situazione con i notevoli passi in avanti compiuti per l'impegno e l'abnegazione di Tutti, secondo le disponibilità individuali. Importanti le figure professionali che offrono il proprio contributo per la crescita dell'intero gruppo, lo psiconcologo Salvatore e la life coach Tiziana. Entrambi hanno presentato stasera al gruppo proposte interessanti, mirate ad una maggiore partecipazione globale. Ché non siano sempre le stesse persone a parlare ma trovino stimolo anche altri ad aprirsi, esprimere opinioni, condividere eventuali malesseri e pure strategie. Insieme è meglio non è solo uno slogan, deve diventare un "programma" imprescindibile di ogni attività. Come ad esempio, il progetto "Più belle di prima" - Make Up in corsia, non sarebbe possibile se non ci fosse la piena collaborazione tra le operatrici volontarie, Anna Maria, Pina e Michela, instancabili e sempre animate da spirito di solidarietà. Certo c'è ancora molto da fare, migliorare l'organizzazione dei turni dei volontari, favorire l'ingresso di altri aspiranti che siano però formati adeguatamente al servizio, ridimensionare i canali della comunicazione, fare insomma le cose in modo ancora più serio perché la visibilità raggiunta e non solo, pure i traguardi non siano traditi da falsa euforia e conseguente superficialità.
Personalmente voglio soffermarmi sulla testimonianza di una nuova componente del gruppo, Chiara. Ha parlato della sua esperienza, operata al seno nel 1991 e venuta fuori dal tumore, ha vissuto il periodo di circa quindici anni in pace con se stessa e il mondo, assaporando una serenità completa a tutti i livelli, mai provata prima, tanto da ringraziare Dio per questo "regalo" che le aveva permesso di scoprire in sé una nuova persona. Passato quel tempo però si è ritrovata ad affrontare una recidiva per cui ancora sta combattendo, e a questo punto il Suo atteggiamento è totalmente cambiato. Prova una sorta di rabbia latente, si sente tradita nella fiducia che non vede più come alleata, e si sentirebbe sola dopo aver avuto tante amiche, ora defilatesi, che l'avevano sostenuta nella prima parte della malattia, se non avesse una "sorellina" piccola che ora si prende cura di lei, come una mamma. Questa cosa la conforta ma nello stesso tempo evidenzia una condizione che le pesa come fatto irreversibile.
La storia di Chiara ha molti punti in comune con tante delle nostre, la mia compresa. Ci sarebbe da aprire una discussione, potrebbe essere un "imput" per incominciare quella condivisione globale di cui sopra... chissà...
Il primo giorno del GAMA così è andato, tra il serio e il faceto, i buoni propositi e un accenno di severità, proprio come a scuola. E come le feste a scuola si è concluso, con dolcezza a volontà.

LE POTENZIALITA' DI UNA REGIONE. RISORSE DA VALORIZZARE

E finalmente possiamo riprendere dal punto in cui la Vita ha imposto una pausa. Sosta doverosa ma soprattutto sentita, ove la Mente, smarrita la consueta lucidità, lascia spazio al Cuore. E sono allora sentimenti e dolore, emozioni e calore...

Senza ombra di dubbio la seconda parte del convegno è stata seguita con grande attenzione e trasporto. Soprattutto la "Tavola Rotonda" con i rappresentanti delle Associazioni del territorio cui ha fatto seguito la presentazione delle Breast Unit della Regione Puglia.
Massimo Federico, rappresentante dell'associazione "Angela Serra", impegnata a sostenere la ricerca nel cancro.
Raffaella Massafra, della Ui-Together che si dedica alla cura della salute e delle emozioni, promuovendo la rinascita in toto della persona.
Annamaria Marolla di Avo Bari, ha presentato il connubio del pubblico con il privato, purtroppo penalizzato dalle criticità che il volontariato spera di ridimensionare, accompagnando per mano nel percorso ogni donna colpita dal tumore al seno.
Molto accalorate perché fortemente sentite le relazioni di Tiziana Piliego di "Cuore di Donna" - Brindisi, e Betta Valleri di "Andos" - Foggia, tra l'altro passate per la malattia e promotrici di progetti a favore della rinascita (canottaggio e nuoto). Entrambe hanno posto in rilievo la necessità di abbreviare ulteriormente i tempi di attesa per un intervento, migliorare le modalità delle terapie, e prestare maggiore attenzione e cura alle donne in Follow Up, perché il dopo tumore è un periodo altrettanto critico dell'intera malattia.
Dopo le Associazioni è stata la volta dei Medici delle Brest Unit pugliesi.
Saverio Cinieri, oncologo dell' Ospedale "Senatore Antonio Perrino" di Brindisi, già allo IEO, promuove per la donna un percorso "pensando leggero", accompagnandola con delicatezza.
Marcello Di Millo, chirurgo senologo della Breast Unit di Foggia, ha denunciato la peresenza di momenti e situazioni di criticità piuttosto rilevanti a causa di mancanza di spazi adeguati che consentano la logica riservatezza adeguata alla situazione.
Roberto Murgo, di "Casa Sollievo" di San Giovanni Rotondo ha chiesto a gran voce un vero e consistente impegno a rispettare tempi e promesse.
In conclusione... ciò che è stato deliberato non sia solo un discorso dalle belle parole, e l'opera iniziata, sia pure già a buon punto, venga portata a termine perché la Nostra regione ha giuste potenzialità, entusiasmo e calore, che non possono essere penalizzati per l'indifferenza del mondo politico.

lunedì 2 ottobre 2017

CONFORTO


E rimandiamo ancora quella conclusione che pare non debba mai venire a luce. Ma ci sarà, è solo questione di ore, di tempo... dimensione che a volte ci sfugge di mano. Consapevoli del luogo e dell'azione, spesso sconfortati chiediamo... che giorno è? Qualcosa più grande di Noi ci prende e ci fa smarriti, allora prima di ricominciare per giungere a qualsiasi conclusione, cerchiamo conforto.
Il conforto in realtà viene dalla Vita stessa che continua anche quando dopo tanto riflettere, si accusa la stanchezza, si sente un vuoto dentro. Ché poi è meglio sia così, che tutto proceda nella normalità assoluta, quel che capita peserà assai meno.
Vero è che a volte vorresti fermare il Mondo, il Tempo... anzi, volentieri torneresti indietro, ma non puoi farlo, né possono gli altri stare lì a guardare o soffermarsi su quello che provi, perché appunto... la Vita continua, e allora Tu dovrai darle una mano.
Per me oggi, un sabato strano. Le solite tante cose da fare, poche concluse e senza pentimento. Questione di priorità, avevo da pensare e le pulizie generali con tanto agitarsi qua e là mal si conciliano. Mi sentivo pacata, tranquilla come in lenta ripresa da una forte fiacca, mi sono dedicata così a cucinare. Della stagione appena conclusa gli ultimi pomodori da pelare, e le patate da cuocere con la rucola, e i funghi trifolati, e la salsa per il ragù della domenica. Il cibo resta sempre il richiamo più forte alla vita, da quando comincia e poi continua, fa una sosta e ricomincia.
Dicevo... non ho fatto tutto e non me ne è importato niente, e in questo modo è come avessi rispettato il programma di sempre, perché alla fine ho guardato intorno e nulla era fuori posto. Abbiamo persino pranzato prima del solito, ho finito di rigovernare in tempi ragionevoli, e ho dato spazio ai miei pensieri.
Dagli affanni inutili che affollano le giornate, ai conflitti che avvelenano le esistenze, ai dolori inevitabili a cui occorre prepararsi. Non Tutti sono capaci di vedere la vita come una vacanza, consapevoli solo a parole che ha un inizio e per questo avrà pure una fine, così sgomenti procedono con l'avanzare degli anni, e tristi arrivano al ritorno a "casa".
Nel pomeriggio ho salutato un Amico che ricorderò per la Sua serenità sempre uguale nonostante tutto, sconvolgente. Uno sguardo dolce e severo nello stesso tempo, l'affidarsi a Dio oltre il tempo.

sabato 30 settembre 2017

QUANDO LA VITA SFIANCA


Stasera avrei dovuto finalmente completare la sintesi dell'ultimo convegno, e invece non ci sto con la testa. Al momento non posso, perché ho altro per la testa.
Mi sento colpita, affranta e ancora una volta impotente. E mi chiedo... perché questo rapido susseguirsi di eventi, sempre gli stessi, cui avrei dovuto abituarmi almeno attenuandone gli effetti?
Un motivo non c'è, la Vita è così... come una "giostra" su cui si sale con curiosità ed entusiasmo, e da cui si scende sempre velocemente, a volte precipitosamente, comunque troppo presto pure quando sei preparato all'evenienza.
Cerco di farmene una ragione, anche perché il ruolo che mi è capitato lo impone, e poi... poi penso a quando toccherà a me scendere dopo aver fatto il giro su questo mondo. Avendo visto senza paura ciò che non Tutti scelgono di vedere.
In questi sette anni ho imparato a guardare attenta ogni giorno il mondo intero, anzi un nuovo "piccolo universo" cui sento fortemente di appartenere. Ne prendo la tristezza, la speranza ed anche la gioia, eppure...
... eppure ci sono sere come questa in cui quell'universo si oscura, e allora...
... allora penso che non è affatto facile restare in gioco, quando la Vita per vie traverse ti strattona. Non so, è come mancasse il respiro, notando che intorno si fa il vuoto.
Chiudo gli occhi un attimo, prendo fiato per raccogliere l'ultimo germoglio di una primavera ibernata e poi ricominciare. In silenzio.

venerdì 29 settembre 2017

LE POTENZIALITA' DI UNA REGIONE. RISORSE DA VALORIZZARE



Interessante è stata la relazione del dott. Giovanni Gorgoni, direttore AReSS (Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale) che ha riportato i dati riguardanti l'organizzazione dei Centri di Senologia in Puglia, la domanda ospedaliera e la mobilità passiva, quest'ultima purtroppo piuttosto elevata. Nonostante i tempi di attesa buoni per un intervento, si tende comunque a migrare in altre regioni italiane, particolarmente in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Preferiscono rivolgersi altrove soprattutto le donne tra i 40 e 50 anni, lo fanno perché reputano di essere meglio assistite, curate anche sotto l'aspetto psicologico e per la presunta certezza di un intervento che non penalizzi troppo la femminilità. E anche in questo caso la differenza la fanno i numeri, perché i centri ospedalieri dove si interviene sul tumore al seno, per essere accreditati devono effettuare un "minimo sindacale" di 150 interventi l'anno, seguono come accettabili quelli con un numero dai 10 ai 130, mentre i rimanenti con meno di 10 farebbero meglio ad escluderli dal programma chirurgico. Il motivo è chiaro, i numeri sono indicatori di esperienza e successo, ed è per questo che tra le preferenze della mobilità il primo posto va allo IEO che conta la bellezza di 2500 interventi all'anno.
Importante è la giusta comprensione di un valido progetto quale è la Breast Unit, un team funzionale e non certo un "silos", reale e non formale, che costituendo vari punti in una regione si orienta verso una "rete regionale" che non si sostituisce alla "rete oncologica" ma si integra dalla progettazione preliminare a quella definitiva.
Tra le Breast Unit in Puglia merita menzione quella di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, diretta dal dott. Roberto Murgo, una realtà di eccellenza, inestimabile e di ottima assistenza sanitaria.
Ha completato il valido intervento di Giovanni Gorgoni, il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano col proposito di raccogliere la grande energia esterna, tangibile anche durante i numerosi convegni a riguardo e tradurla in impegno politico per accelerare i tempi di realizzazione di altri Centri di senologia, e ridimensionare anche il recente fenomeno della chiusura dei "punti nascita", con maggiore rispetto così della donna e della vita in generale.
(continua...)