domenica 17 novembre 2024
INCONTRI (n.87) (Parole poco pensate portano peso)
Ieri per un turbinio di ricordi ed emozioni non mi sono sentita giusta, e mi sono accorta che quasi per sfogo qualche parola non giusta mi è scappata. È vero, succede. Poi consapevole ho preferito il silenzio.
Non mi sono affatto piaciuta.
Perché solitamente e nonostante lo stato d'animo penso prima di parlare o scrivere.
E trovo per esprimere i pensieri del momento
parole moderate e pacate... garbate, insomma giuste.
Già... il rischio di dire corbellerie fuori luogo o che feriscono è sempre molto elevato.
Nel contesto a me abituale ne sento un bel po'... e poi noto in Chi le ha dette pure una certa soddisfazione, convinto com'è di aver parlato giusto, magari pure aiutato. E nell'altra persona invece, prima sbigottimento a stento celato per educazione, poi indifferenza cui segue cambio d'argomento. A questo punto cala pesante l'imbarazzo.
Bisognerebbe pensare prima di parlare. Tempo non c'è? Allora che fare...? Se provassimo a ripeterle quelle parole come fossero a Noi rivolte, chissà...
Forse scopriremmo che non sono appropriate e manco dette con la giusta modalità. Così eviteremmo il danno più frequente e grave... sconvolgere alcune certezze che aiutano ad andare avanti.
Quando proprio si vuol dire qualcosa e non si sa cosa, meglio una parola gentile e affettuosa, anche sui generis va bene uguale.
sabato 16 novembre 2024
INCONTRI (n.86) (Quando cadono le foglie)
Noi... volontari in oncologia non faremo mai l'abitudine. Alle lacrime e ai
sorrisi forzati, all'euforia strana come ai volti preoccupati. Alla notizia
improvvisa che lascia senza parole. Quando fioriscono le rose o cadono le
foglie, quelli sono i mesi in cui maggiormente terminano i percorsi più tortuosi
e difficili, le lunghe malattie. Ogni volta è un conflitto di sentimenti. Timore
e senso di colpa. Paura di un ritorno e peso di un privilegio senza un perché. E
dolore. Perché ognuno ha significato molto per me. Ma perché soffrire...? Ancora
me lo chiedono. Dimentica. Dimenticare cosa...? Non si può, ho le cicatrici, e
quelle dentro bruciano sempre. Dimenticare Chi...? Sono Persone, una parte di
me. Sarebbe come voltare le spalle al mio passato. Non posso, non me la sento
proprio. Così continuo, per metà acciaccata, e poi di scatto dritta per non
farmi cogliere impreparata. Il Dolore piega, ed io non posso permettermelo, ho
una grande responsabilità. In questo periodo dell'anno ne ho persi di "Amici
speciali", che comunque mi sono rimasti dentro per tutto ciò che mi hanno
lasciato, esempio ed insegnamento. Ed è stato così anche oggi, quando ho provato
la sensazione di essere arrivata troppo tardi, e non trovarti. Avrei voluto
abbandonare tutto, mi sono sentita sbagliata, poi... ancora una volta, come
sempre una "nota tra le righe", e allora ho compreso di dover andare a capo per
ricominciare.
INCONTRI (n.85) (Siate gentili... siamo gentili)
Una giornata dedicata alla "gentilezza" ? Perché?
Dovrebbe essere peculiarità dell'essere umano, una cosa normale.
C'è forse un momento dedicato all'intelligenza?
Vero è che la gentilezza in alcuni è talento spiccato, in altri meno, ma solo perché sono inconsapevoli e quindi ignorano poter coltivarlo. Perché i talenti come ogni bene o dote possono diventare ricchezza e non solo per se stessi.
Quindi coltiviamo la gentilezza.
Come fosse un fiore di cui farsi ornamento o ancor più medicamento naturale per curar ferite.
La Gentilezza, impareggiabile rimedio.
Siate gentili... siamo gentili. Non pensiamo se valga la pena o meno, piuttosto alleniamoci ad esserlo, gentili.
Se la gentilezza fosse presente a tutti i livelli, questo mondo andrebbe certamente meglio pur con l'imperfezione e gli errori umani. Si riuscirebbe persino ad accettare l'eventuale incertezza del futuro, se gentilmente presentata... non sarebbe incoscienza ma propensione ad aprire uno spiraglio alla speranza.
Quando tutto cominciò presi ad accorgermi che la gentilezza è proprio un dono di quelli più importanti che "aggiustano" una vita mentre sta crollando o aiutano a trovare il verso giusto per la lettura di un foglio lungamente alla rovescia.
Vero è che non del tutto fu gratuito, sentivo il bisogno di un appoggio e umilmente mi predisponevo, ma la cosa non era forzata perché l'arroganza restava lontana da me un po' per indole ma anche per necessità.
Concludo con un pensiero che trovo calzi a pennello, è di persona degna di fede, Madre Teresa di Calcutta...
"Preferirei commettere degli errori con gentilezza e compassione, piuttosto che operare miracoli con scortesia e durezza".
giovedì 14 novembre 2024
INCONTRI (n.84) (Le conoscenze quelle belle)
Conquistano da subito.
Perché c'è la sintonia che nasce dalle stesse note dentro, ci si racconta per una familiarità... chissà perché, stabilita dal cielo.
Sapevo che l'avrei incontrata, era giorno suo.
Sono entrata nella stanza e aveva gli occhi chiusi. Dormiva.
Lei sorride sempre, ma davvero dico... sempre.
Oggi aveva gli occhi chiusi e dormiva.
Non avrei voluto disturbarla, così mi sono soffermata a guardarla.
Un'espressione serena, come quella dei bambini mentre dormono.
Perché i bambini non hanno cognizione
del passato, non pensano tanto al futuro.
È tutto concentrato nel momento presente.
Un minuto prima è il passato, l'attimo dopo è già futuro. Intanto vivono, e alla fine mai così male. Neppure quando cadono, perché si rialzano subito, né se hanno la febbre, perché tanto passa.
Il volto della giovane esprimeva tutto questo, e sorrideva tra le righe dei Suoi pensieri sereni.
Poi si è svegliata, uno sbadiglio anche questo da bimba, e raccontare e raccontarsi con la saggezza e la perspicacia di donna adulta.
Sei serena e rasserenante... le ho detto, e poi... grazie, per quello che mi regali ogni volta.
mercoledì 13 novembre 2024
INCONTRI (n.83) (A Loro... perché non li abbiamo dimenticati)
SABATO 16 NOVEMBRE - ORE 18,30
SAN GIOVANNI DI DIO -
POLICLINICO RIUNITI
SANTA MESSA IN MEMORIA DEI NOSTRI DEFUNTI
Coloro che perdiamo sono sempre uniti dalle corde del cuore nell'infinito
- Terri Guillemets -
Novembre non passerà senza dedicare un pensiero agli Amici che abbiamo conosciuto e non ce l'hanno fatta. In realtà sono ancora con Noi, accanto e il ricordo è di esempio e motivazione, ugualmente uniti, tra Cielo e terra.
Su un foglio solo alcuni nomi, gli altri ognuno di Noi li porta incisi nel Cuore.
Parole, e saranno preghiera, ricordo, e sarà speranza.
È facile proclamarsi cristiani, esserlo davvero lo è molto meno, perché quando le cose non vanno bene rabbia, rancore e persino aggressività prendono il sopravvento.
E la fede allora...?
La fede è quella cosa che nelle difficoltà di qualsiasi tipo e nella malattia in particolare fa dire, ai piedi della Croce... "non accetto ma sopporto per Te", perché c'è passato prima Lui per la sofferenza e la morte e poi è risorto, e aver fiducia in questo aiuta per tutta la vita, fino all'ultimo respiro.
Questo... un ricordo sereno di Chi non è più.
A Loro... perché non li abbiamo dimenticati.
martedì 12 novembre 2024
INCONTRI (n.82) (Ancora e sempre la scrittura)
Il 4 Dicembre per il GAMA, un importante evento.
La presentazione dell' "ANTOLOGIA POETICA", raccolta di testi e versi di pazienti e caregiver, a testimonianza della scrittura come forma di terapia.
È superfluo ripetere come e quanto io sia d'accordo.
Scrivere mi è sempre piaciuto, ma non l'avevo fatto mai con continuità.
Cominciai perché all'improvviso provai un gran vuoto, ho continuato per il bisogno di essere ascoltata.
Perché la malattia o comunque un'esperienza estrema fa sentire soli, circondati da un ostinato silenzio.
È vero, una grande mano la si dà a se stessi con l'ottimismo e la fiducia, ma non basta. C'è bisogno di concretezza e confronto per poter vivere in qualche modo il presente e cercare di guardare al futuro.
Così un giorno, dopo una crisi di pianto presi a parlarmi. Proprio così, come fosse ad un'altra persona, una molto cara...
"A questo punto mi sento costretta, devi fare qualcosa, non puoi continuare così.
Ti senti sola? Hai la compagnia di te stessa.
Nessuno ti ascolta e capisce? Di certo tu sei la sola che può capire. Parla o meglio scrivi, ascolta le tue emozioni. Dai libero sfogo alla voce del Cuore, fai emergere angoscia e ansie... dai un nome a tutto questo..."
Timidamente cominciai, e ben presto mi accorsi di sentirmi meno pressata, distante come vivessi un sogno e non la realtà.
Avevo assunto la lucida distanza, quella che non guasta il giudizio critico e potenzia la volontà.
Fu la cura? Non saprei, sicuramente mi aiutò a vivere il momento, e ancora continua, considerando che la vita è fatta di momenti.
E così continuando, magari ne verrà fuori una storia o una poesia, non importa se non c'è rima o dimentico qualche punto fermo. Forse per il Cuore colmo e l'emozione che straripa, ma va tutto bene purché io stia bene.
INCONTRI (n.81) (11 Novembre 1999)
Venticinque anni da allora.
Una palazzina implode nella notte, e 67 vite non esistono più.
Chissà quante storie sospese, rancori non superati, sogni svaniti nel nulla.
Se solo ogni tanto pensassimo che tutto può finire in un attimo, certamente andremmo al recupero.
Del tempo, delle occasioni perse, di qualsiasi tipo di relazione conclusa senza un vero motivo.
Venticinque anni da allora. Venticinque rintocchi per ricordare alla fine Chi siamo e perché siamo.
"Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto..."
- Kahlil Gibran -
Siamo per amare la vita, voltar pagina, e perdonare noi stessi e gli altri.
Solo per riprendere il cammino.
Perché il Tuo prossimo è pure quello che conosci bene da una vita, con cui hai condiviso tante cose, e che aspetta un cenno per ricominciare.
Iscriviti a:
Post (Atom)







