venerdì 21 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.31) (Il vento)


Il vento...
si leva sempre quando opportuna sarebbe la quiete.
Anche se non stupisce più di tanto, a volte sgomenta perché non si è preparati a reggerne l'impeto e la "voce".
Stona con l'insieme nuovo che si prospetta, a lungo desiderato, cui comunque bisognerà abituarsi.
E intanto sei giorni su sette, si leva, monta impazzito, poi pare si calmi, ma è solo per ricaricarsi.
Che porti via almeno tanti pensieri vagabondi, come nuvole nere che s'addensano nel cielo di questa nuova primavera.
È metafora si e no, il vento c'è ed è tanto simile a ciò che accade, provocando un turbinio di sentimenti contrastanti in Chi vorrebbe restare ben saldo sui "propri piedi", e invece si ritrova confuso, strattonato, sballottato...
Aspettando che passi...
Ma finalmente stasera il vento si è calmato.
Speriamo abbia concluso il giro in dotazione.
Niente è scontato, nulla è prevedibile, ma almeno augurarselo si può.
Per tutto il giorno sembrava la Natura andasse contro se stessa.
Meravigliarsi... perché?
Ne capita sempre una nuova, e il mondo civile non fa in tempo a realizzare la ritirata lenta di un virus, che ci si aspetta tra capo e collo qualche altra battuta d'"arresto".
Chi lo dice?
Pare sia il vento, lo dice e non ritira. Anzi ripete...
Ricorda le Tue radici.
“A volte affidiamo i nostri pensieri al vento. Sperando che almeno lui, possa sentirli.”
(cit.)
Potrebbe essere un'immagine raffigurante fiore e natura

giovedì 20 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.30) ("E ti vengo a cercare")


Non è vero che quando va via un personaggio noto, tempo la notizia, giusto qualche flashback, poi si torna al tedio dei soliti notiziari.
Accade pure che per tutto il giorno dal vuoto al susseguirsi di emozioni non ci sia tregua. E come per un'analisi di testo, si va nel profondo particolare, e si capisce molto di più.
Da oggi si allontana un'eco importante, un deciso riferimento all'umano bisogno di spiritualità.
Un versetto dal Siracide recita quanto la grandezza di un uomo sia visibile soprattutto alla Sua scomparsa.
Dipenderà da ciò che ha seminato, degno poi di essere coltivato per poter dar frutto.
Franco Battiato non c'è più, e non c'è persona oggi che non lo abbia citato, o voluto riascoltare quelle canzoni ricche di emozioni nel costante anelito al divino.
"Dio" non è mai nominato, eppure se ne sente la presenza per poter comprendere la propria essenza.
Dopo averlo cercato, pur essendogli sfuggito a tratti, infine lo trova nella particolare spiritualità che caratterizza le Sue canzoni.
Ora ha la spiegazione di tutto.
Alla "cura", alle ferite medicate dopo ogni caduta, al sostegno fino a quando non fu in grado di andare da solo.
Quando un musicista autentico muore, la Musica si vota all'eternità.
"Quando incontri qualcuno ricorda che è un incontro sacro.
Come lo vedi ti vedi,
Come lo tratti ti tratti,
Come lo pensi ti pensi.
Ricorda che attraverso di lui
o ti perderai o ti ritroverai"
- Franco Battiato -

mercoledì 19 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.29) (Chi si (pre)occupa di Chi si prende cura?)


È un problema familiare, sociale, umano.
Chi si prende cura di qualcun altro non è considerato come si dovrebbe.
Non gli vengono riconosciuti ampiamente i diritti a livello lavorativo, soprattutto se lavoratore autonomo, in famiglia spesso ciò che fa è visto solo come un dovere, i Suoi momenti di sconforto segni di squilibrio.
E vorrei ben vedere... più che giustificati!
Allora dovrà pensarci da sé.
Stasera qualcuno mi ha detto...
Che fare, dico non ce la faccio più? Allora davvero non ce la farei, così metto insieme le poche forze e continuo.
Vero, però a tirar troppo la corda si sa poi come va a finire.
Qualche tempo fa mi capita sotto gli occhi questa cosa...
"Come colui che si prende cura di se stesso si prende cura degli altri?
Con la pratica e la meditazione.
E in che modo colui che si prende cura degli Altri si prende cura di se stesso?
Con la pazienza, con la compassione, con l'amore e con la solidarietà".
In altre parole... cercando di migliorarsi si può essere utili all'Altro, parente, amico, conoscente.
Sarà un semplice tentativo?
Di sicuro alcun delirio di superiorità ed onnipotenza.
Valido spunto di riflessione.
E in conclusione, non si può lasciar sola la persona che si prende cura, ha bisogno di aiuto anche Chi deve mostrarsi forte e sostenere.
Non sia sottovalutato il "dolore di riflesso".
Nessuna descrizione della foto disponibile.

martedì 18 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.28) (Benvenuti a... "I luoghi della speranza"!)


Tavola rotonda su un docufilm patrocinato da FAVO, l'Associazione delle associazioni, per celebrarne l'annuale Giornata del Malato Oncologico.
Il giovane regista, Enzo Dino che ha pure un ruolo nel film, è un ex paziente oncologico che come tanti altri, dopo la malattia decide di dare un senso a quella parte del vissuto che l'ha segnato.
Per fare questo si serve della "settima arte", il cinema, uno strumento che si rivela sempre di forte impatto.
Racconta storie ed emozioni da Lui provate in quelli che egli chiama "oncomovies".
Il cortometraggio "IO E ASCANIO", il film "LA STANZA DEL SORRISO", e il docufilm "I LUOGHI DELLA SPERANZA".
Il film segue la storia di Luca Mantovan, oncologo di mezza età, che vive vicino al Lago di Garda. Una quotidianità scandita dalle visite a pazienti oncologici e una vita privata che si innesta a quella lavorativa.
Il film affronta il tema oncologico attraverso varie tematiche universali tra cui l'amicizia, lo sport, l'amore, il rimpianto, l'estetica, seguendo parallelamente le vicende di un medico oncologo e di una farmacista e sottolineando l'importanza di "unire le competenze" per dare un maggior supporto al paziente oncologico.
Tematiche sviluppate alternando scene di finzione con testimonianze di persone che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, la malattia oncologica e di personaggi quali Piero Angela, noto divulgatore scientifico, giornalista, scrittore e conduttore televisivo e Massimo Di Maio, Segretario nazionale AIOM e Direttore Oncologia dell'Ospedale Mauriziano e Dipartimento di Oncologia Università di Torino
Il titolo è nel film stesso, è l'espressione di saluto ed accoglienza che la farmacista rivolge a Luca, invitandolo ad unirsi al gruppo di mutuo aiuto che si riunisce periodicamente nella farmacia.
Perché anche l'oncologo, come il caregiver e il paziente stesso hanno bisogno del supporto psicologico.
Durante il percorso terapeutico dagli esiti affatto scontati, possono infatti essere frequenti i momenti di incertezza e di crisi personale.
Si dovrebbe guardare il Cancro come l'inizio di una nuova vita, perché dopo nulla è come prima, nel bene e nel male. Nel primo e nel secondo caso dipenderà dal punto di vista. Evento unicamente devastante o opportunità?
Molte le tematiche proposte. Comunicazione. L'importante ruolo del caregiver. L'aspetto psicologico (il diverso approccio alla malattia). La qualità della vita. La guarigione.
Ogni tema introdotto da una clip, attori giovani, Manuela Arcuri in una veste inedita.
Interessante come ulteriore speranza, il nuovo aspetto della figura del farmacista, importante riferimento sul territorio.
I luoghi della speranza quali sono?
Sono quelli dove c'è "accoglienza e ascolto", la famiglia quando è sufficientemente supportata, è il paziente stesso che dopo lo sgomento della diagnosi, cerca e trova in sé le risorse per continuare nella "normalità" che non vuol perdere.
È stata una mattinata speciale, presa com'ero, sarei rimasta ancora a lungo lì davanti, full immersion nei pensieri.
Una nota commovente, espressione di speranza che è "oltre". La canzone finale del docufilm è di Veronica Franco, la diciannovenne malata di cancro, scomparsa proprio il giorno dopo aver completato l'impegno preso.

lunedì 17 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.27) (Benvoluti... accolti... amati)


Se dico Fede, qual è la prima parola che viene in mente?
Per me, fiducia.
E a seguire?
Abbandonarsi, certezza, serenità. Sempre per me ovviamente, e chissà quanti termini ancora per altri, e tutti sarebbero ben accetti, e sarà... ricchezza.
Ecco. La Fede è ricchezza.
Non è cosa sterile, ma come seme radica e dà frutti.
Se la curi. Se ti prendi cura di Te e dell'Altro. Con tutto il rispetto.
Non si può andare a tentoni sul "percorso della Fede", un certo metodo ci vuole... io amo definirlo, Accoglienza.
Pensiamoci bene.
Si comincia con "accogliere" la Parola... se ne percepisce il senso in ogni minimo particolare, si "accoglie" l'invito implicito a infonderla senza imporla.
Soprattutto servirà l'esempio da "donare", l' "accoglienza" del fratello a prescindere, anche se il suo pensiero non è concorde al Nostro.
Dio è Padre di Tutti... di Chi crede in Lui, dell'ateo, dell'agnostico, di Chi lo chiama in altro modo...
La Fede è "cosa pratica"... guardarsi intorno, cercare per ritrovarsi.
Conoscevo un frate che ad ogni omelia, c'entrasse o meno, diceva che Dio è madre, perché solo una mamma darebbe la vita per Suo figlio.
Ripeteva una cosa così, tanto semplice perché ognuno sentisse forte la vicinanza di Dio.
Lo stesso frate aveva un modo insolito di benedire i Suoi parrocchiani. Girava per il quartiere e chiunque incontrasse con la busta della spesa, si prestava ad aiutarlo.
Chiunque, donna o uomo, giovane o avanti negli anni.
La Fede è umiltà nelle opere.
"La fede se non ha le opere, è morta in se stessa. Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede".
(Giacomo - 2, 17-18)
Nessuna descrizione della foto disponibile.

MI RILEGGO... (n.26) (Diplomarsi alla Vita)


"Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti". Qualcuno l'ha scritto, io l'ho imparato, ma tempo è trascorso e il "mio arco" riposto.
Khalil Gibran... o...
Credo si diventi persona adulta davvero, quando ad un certo punto ci si sente consapevole di un'importante responsabilità...
"A nascere sono buoni tutti.. Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! DIVENIRE! Crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare… (senza gonfiare) accettare mutamenti (ma non mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire) e morire senza protestare".
- Daniel Pennac -
... o Daniel Pennac?
Propendo per quest'ultimo, poiché trascorso è il tempo, e io non intendo ringiovanire, in più ho smesso già di protestare.
Io fui adulta quando diventai madre per la prima volta. Quarant'anni fa.
Mamma mia, ma sono tanti quarant'anni!
Esclama mia figlia, che si sente giovane e vecchia a fasi alterne.
Per me sono 40 che sommati a quei 28, gli anni che avevo a quel tempo, fanno i quasi 68 che ho adesso. Qualche rimpianto, tanti ricordi e sogni, molte speranze e alcuna delusione.
Razionale e sognatrice, non sono in contrasto perché a differenza di tanti io mi riconosco nell'una e nell'altra parte di me.
Perché ad ognuno capita di ragionare troppo e a volte immaginarsi nel futuro desiderato. Dipende dal "quanto" e dal "quando".
Sono comunque prove e verifiche ed esami per arrivare al traguardo finale.
Diplomarsi alla Vita.
E per conseguire tale titolo, che reputo il più importante, forse non basta una vita.
Buon Compleanno a mia figlia, tornata a casa dopo nove mesi. Una ri... nascita.
A Lei lascio il testimone, con la speranza voglia "accoglierlo" nell'animo.
E in ultimo, mi si perdoni, a Lei dedico questi versi, scritti per l'occasione ma quasi senza volere.
Non ha pretese di essere poesia, piuttosto uno "scherzo" di Cuore che accetta i mutamenti e non si rassegna.
NOSTALGIA
Dimmi che ci sarai
quando ti mancherò,
e il tempo recuperato donerai
alle stanze non più visitate.
E sarà calore
per un solo abbraccio,
e dieci e cento colori,
soffusi e caldi, da te mai scordati.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Una vita senza esami non vale la pena di essere vissuta!!!"

MI RILEGGO... (n.25) (Insieme... si può)


È iniziata oggi con la presentazione del 13° Rapporto sulla condizione assistenziale, la XVI GIORNATA NAZIONALE DEL MALATO ONCOLOGICO, organizzata dalla FAVO.
13 e16 Maggio... saranno due giornate intense di arricchimento durante le quali saranno evidenziati diritti e bisogni contestualizzati nell'attuale difficile momento.
Ogni anno il "Rapporto sulla condizione assistenziale" riporta nuove note, esiti di studio e lavoro comune, per cui è giusto affermare che "insieme si raggiunge di più".
Ed insieme stamani eravamo davvero in tanti, 300 rappresentanti di associazioni federate per più di tre ore in collegamento.
Una grande "sala virtuale" quindi, gremita di ospiti puntuali che ogni anno non mancano all'appuntamento.
Si spera di tornare in presenza alla prossima, e intanto ci si fa bastare "da remoto" che si avvale della tecnologia.
E meno male che questa c'è, ché se pur mancante del contatto fisico, carica di contenuti e parole appropriate può anche dare più di un'emozione.
Mi riferisco a tutte le attività online cui hanno fatto ricorso nell'emergenza molte associazioni di volontariato per garantire un costante supporto psicologico.
Criticità post pandemia, proposte e soluzioni nel nuovo piano oncologico nazionale, che finalmente vedrà la luce in tempi brevissimi.
Rispecchierà quello europeo, e prevede risorse non solo finanziarie.
Qualcosa di nuovo, visto che dal 2011, anno a cui risale quest'ultimo poi prolungato al 2016, molto è cambiato in campo oncologico in termini di bisogni.
Domenica ci sarà anche la presentazione del docufilm, "I luoghi della speranza" di Enzo Dino. Storie interpretate e storie vere insieme, a documentare una realtà che coinvolge ben più a lungo di una pandemia.
Naturalmente riporterò anche questo, perché davanti al pc non mi considero mai da sola, ma un tutt'uno "insieme". Con Voi, sempre.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 5 persone, schermo, spazio al chiuso e il seguente testo "Zoom Webinar Recording LORENZO FRANCESCO IANNELLI IANINELLELISBETTA ELISABETTA Lucia Mangone BERETTA GIORDANO ZAPPA MARCO ESSANDRA GRONCHI ALESSANDRO Settings GALLEGATI DAVIDE Type here search DONATO VITTORIO Chat Raise Hand Q&A Leave 11:06 ITA 13/05/2021"