venerdì 9 agosto 2019

L' AMORE GRATO




Ci sono ancora, e non so come né perché.
Non godo di privilegi né sono raccomandata, Qualcuno volle così, e Lui di certo il Suo bel motivo l'avrà avuto, forse un disegno, magari un progetto.
Consapevolmente grata quindi, mi rendo conto di essere qui per grazia di ciò che ricevo, Affetto grande per Amore incondizionato.
Stare con gli Altri, coltivare amicizie, curare non ultimi i legami stretti, mi fa stare bene, mi fa riflettere.
Dare tutto per scontato è come non dare mai cure a una pianta e pretendere di vederla sempre verde o fiorita.
Alcune resistono pure, ma poi qualche delusione la danno.
In coscienza... le buttiamo via o tentiamo il tutto per tutto, almeno una volta con una "goccia d'acqua"?
A volte per gratitudine, do un mare di attenzione e premure, e ancora darei Loro l'Oceano, tutto l'affetto che c'è.
Una citazione di Jorge Luis Borges...
"Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po' di sé e si porta via un po' di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso".
E viene da pensare alle tante persone conosciute, davvero ognuna è capitata giusta al momento opportuno, perché imparassi qualcosa che necessitava in quel periodo storico della vita, e nello stesso tempo ricambiassi col conforto della presenza, in un mutuo scambio inizialmente di inconsapevole amore gratuito che in modo graduale si è poi determinato. Amore che genera meraviglie e guarisce. Una sorta di "benessere universale".
Aiutati perché Dio ti aiuti, ed intanto i "mezzi" te li ha dati, perché come Pollicino lasciassi traccia, un "segno" per non smarrire la via, il senso dell'esistenza.

giovedì 8 agosto 2019

"SONO TORNATO SULLA TERRA"




Ogni volta prima di cominciare è spogliarsi del superfluo e vestire l'essenziale. È questo come l'abito della festa, delle occasioni importanti, quale è il momento che si approccia all'animo umano. Quindi sei prima "nessuno" e poi "ognuno", doverosa e semplice "presenza".
Lo sguardo preoccupato dell'infermiere e la postura china della persona accanto, che a stento tratteneva l'agitazione, facevano intuire che qualcosa non andasse come doveva. Per questo la mia collega ed io non siamo entrate subito nella stanza attigua allo spazio a Noi riservato. Ci sono però tornata alla fine, prima di andare via, dopo aver notato che la situazione era rientrata...
Come ti senti?
Sono tornato sulla terra.
E un sorriso ha disteso il volto dell'anziano paziente. 
Così, non chiedetemi come e perché, ho replicato...
Allora sei un Angelo!
L'ho detto d'impulso, forse ispirata da quello sguardo mite, e subito me ne sono pentita, ma Lui e pure Sua moglie, divertiti hanno mostrato aver gradito come "complimento" quello che per me era stato uno "scivolone".
Poi una lunga conversazione su "accidenti" comuni, condivisione e speranza di lunga vita, almeno... occhio e croce... vent'anni ancora.
Vieni a trovarci a Trani. Ci contiamo. Ad un Angelo non puoi dire di no.
Mi sono emozionata. Un'emozione semplice, una di quelle tante che mi fanno appassionare alle Persone. Per cui sono felice di continuare ad essere dove sono.

mercoledì 7 agosto 2019

CASA È...


Da un'immagine e un pensiero... un ricordo di inizio malattia, quando al naturale disorientamento seguì l'aggrapparsi ai sentimenti, a qualsiasi legame antico o volutamente cercato pur di restare a galla. Quando ad un certo punto presi a sentirmi circondata da tanto amore e finalmente capii che avevo ancora tanto da donare perché in realtà non si finisce mai di farlo.
Amavo tutti, ma proprio tutti, la mia famiglia ma anche le conoscenze, Chi incontravo e mi faceva dono della propria esistenza, motivando la mia.
Amavo tutti incondizionatamente, e questo mi faceva sentire protetta, al sicuro come in un nido o stretta da due braccia.
Ricordo che al primo dei miei ricoveri in ospedale, seduta davanti alla finestra era bello vedere fuori la vita scorrere nella normale quotidianità. I panni stesi al sole di un giorno radioso, le tutine rosa di una vita appena sbocciata. Una signora lavava il pavimento del balcone... guarda un po' che cosa notavo e poi pensavo...fino a qualche tempo prima anche per me era stato così, e all'improvviso, in un momento era tutto cambiato, l'ottica era diversa e altre le mie occupazioni.
Ma non era poi così importante, perché volevo vivere e l'essere lì, in quella stanza me lo ricordava. Avevo capito che ciò che conta è altro, nulla a che vedere con la noia e il disagio delle banalità.
Comprendevo solo in quel momento quanto difficile avevo reso la mia vita. E ora accettavo persino la nuova situazione, e in ospedale mi sentivo a casa, perché Casa è dove Tu sei, ovunque vai, comunque sia.
Con questo ricordo, stanotte casa mia è ancora più mia.

martedì 6 agosto 2019

LE SALVIFICHE ABITUDINI




Alcuna filosofia, ma riflessione su certe coincidenze che paiono "promemoria" per la vita, nello specifico... la mia vita.
Stamattina mio marito, guidato dal mio sguardo attento, ha montato una delle tende nel soggiorno. Non è fatto che fa notizia certamente, ma il caso ha voluto che fosse così anche sette anni fa, stesso giorno e stessa ora, e anche quella volta non lavavo le tende da due anni. Un tempo mi sarei vergognata di tale confessione, ma l'aver capito l'importanza di ben altro, me lo rende quasi un vanto. 
E pure oggi, stesso pensiero, visto che non scordo niente e nessuno.
Perchè mai l'inquilina del secondo piano si ostinava a lavare le tende ogni due mesi, considerata la fatica per rimontarle soprattutto nei mesi estivi.
Ma dai, non la ricordi... quella non era normale! 
O magari normale era e così intendeva colmare un vuoto, le mancava qualcosa. Non capiva che alle carenze si oppone altro tipo di reazione, guardando in sé o intorno, anzi entrambe le cose.
In sintesi e in altri termini... stabilire le giuste priorità.
Io devo molto alla malattia, perchè non lavavo le tende sei volte l'anno ma tre sicuramente ed erano troppe lo stesso, perchè non cambia niente per la serenità che serve, farlo ogni dodici mesi o addirittura saltare l'anno. Non succede niente, la Vita va avanti ugualmente.
Meglio concedersi distrazioni, ecco che cosa è da fare... distrarsi dalle abitudini che a lungo andare diventano mania.
La "malattia" anche questo mi ha insegnato. Le uniche sane abitudini sono le buone relazioni.
E quelle di questi anni hanno sostituito nella mente e nel Cuore le astratte e dannose. Tutte, tutte davvero, ed ora sto decisamente meglio.

domenica 4 agosto 2019

UN INVITO SPECIALE


Quando arriva il fine settimana, coi tre giorni di pausa forzata, mi piace lavorare "di" e "con" fantasia, così tutto pesa meno, acquista msggior senso, e spesso e volentieri ne traggo insegnamento.
Allora scorro le pagine già scritte, le rileggo, le rimaneggio. Poi passo alle immagini...
Ma com'è che ne trovi sempre di così belle e significative?
È la domanda che sento rivolgermi spesso.
Seguo l'impulso del momento, si può dire... l'ispirazione?! Come un'artista di riflesso.
E a volte capita pure all'incontrario, dall'immagine al pensiero, anzi ai pensieri insieme, come stavolta che ne ho fatto un "invito", speciale perché unico e originale, riguardante la felicità.
Ma la felicità non esiste... mi sembra già sentire qualcuno replicare...
Non esiste se non si sa dove cercare e soprattutto cosa cercare. Basta guardarsi intorno e prestare ascolto, apprezzare ciò che si nota e accettare il confronto. Ed è Serenità, che altro non è che "piccola felicità".
Fai movimento costante e regolare, magari all'aria aperta, i polmoni si ossigenano e ti accorgi del respiro, ché poi non è così scontato ed è la prova grande che sei vivo.
Leggi e studia. Il cibo per la mente è per l'anima nutrimento che non basta mai.
Infine ama senza stancarti, partendo da Te stesso, ché se non ti ami e non ti stimi, non puoi amare nessuno, né comprendere mai quanto faccia star bene essere d'aiuto agli Altri. Senza presunzione e non montandoti la testa, capirai che l'umiltà non è un limite ma il primo gradino per superare quelli veri, ed essere finalmente sereno quel tanto per sentirti felice.

sabato 3 agosto 2019

PER OGNI ESSERE UMANO UN ANGELO DEVE ESSERCI




Assolutamente. Ci credo come è vero che l'erba cresce ed è evidente.
Nello stesso giorno c'è Chi inizia e Chi finisce, Chi si dispera per un fatto che è a prescindere, Chi spera e continua nonostante tutto ed è sereno. 
E così ho posto attenzione, e poi riflettuto, convincendomi che per ogni essere umano un Angelo deve esserci. Io lo chiamo così perché sono credente, e comunque anche Chi credente non è sicuramente sentirà una forza, un'energia che lo porta ad andare avanti con fiducia. Magari una particella dell'Universo fornita di ali per andare più veloce e non tradire mai la consegna.
Così si spiega perché non è mai nera come la si dipinge o si pensa, che tutto sta ad incominciare, poi prendere la rincorsa per arrivare.
Una tegola capita tra capo e collo, te ne assumi la responsabilità e quasi ti prende il senso di colpa... ma Tu che c'entri con ciò che deve essere, ti tocca ma non dipende da Te? I dolori più grandi sono proprio questi, ma gli eventi o accidenti vanno affrontati, elaborati e trasformati in cambiamento. I cambiamenti importanti, decisivi sono sempre dolorosi assai.
E poi c'è pure Chi diventa sempre più forte e non lo credeva possibile, e fiero ed orgoglioso di sé si racconta per incoraggiare, e intanto offre la mano per proseguire insieme.
Oggi c'ho visto un filo conduttore tra le storie, le Persone, una sorta di linea guida per il "percorso" della vita, non uguale per Tutti ma finalizzato sempre ad un traguardo.
Percorrere vuol dire pure attraversare strade difficili, incroci pericolosi. Significa anche passare per sentieri erti e scoscesi. Cadere e rialzarsi. Per un uomo è difficile ma non per Colui che permette non senza un motivo, e vigila per uno scopo, e per questo pone ad ognuno accanto un Angelo. E l'evento, o l'accidente, o il turbamento passerà, anzi... è già passato.

LA LOGICA DEL CUORE


La logica del Cuore è come la matematica, di fronte a situazioni che paiono enunciati di un problema, suggerisce la soluzione, sottrarre negatività ai pensieri e aggiungere serenità al momento, sperando duri nel tempo.
A volte mancano le parole, si cerca in sé una pausa per trovarle, ché siano una risposta al dubbio o "spunto" per un sorriso, e intanto si presta ascolto e non si distoglie lo sguardo da quello incavato e lucido che è davanti.
Quando mi capita un incontro così, vorrei girare i tacchi e andare via con una scusa, o addirittura scappare come per un'urgenza, e poi al contrario resto bloccata e con finta disinvoltura porgo un fazzolettino.
E il racconto continua, e si fa denso di particolari che fanno male.
Una caramella... ? Un fiocchettino...?
È l'intervallo che serve, che riporta alla lucidità smarrita per un attimo, senza la quale l'incognita non trova neppure parziale soluzione. Così riproviamo, insieme... parentesi dopo parentesi, per ipotesi, persino per assurdo, perché alla fine quel che conta è andare avanti...
Buon Ferragosto, allora... io torno il 21.
Buon rientro a casa, e Buon Ferragosto anche a Te.
E adesso giro i tacchi davvero, ma lentamente solo perché è ora di andare via. Mentre vorrei moltiplicarmi, o forse poter dividermi per essere il "discriminante" per più soluzioni.