sabato 7 settembre 2024
INCONTRI (n.26) (Bilanci ed equilibrio)
Ogni compleanno per me occasione di bilancio. Ora ancor di più, perché gli anni sono importanti.
Voci in attivo e passivo in alternanza.
Ciò che ho fatto e avrei potuto fare.
Quel che ho avuto e avrei potuto avere.
Se fosse stato possibile... ed ora se potessi...
Ma non si può, e sinceramente per quel che mi riguarda manco lo vorrei.
Io non tornerei mai indietro, perché sono andata tanto avanti. Oltre le illusioni, la speranza vana, il rimpianto.
Ho amato, dato la vita, gioito e anche pianto.
Ho fatto progetti, non tutti portati a compimento, ho nutrito sogni e poi li ho affamati. Per mie scelte condizionate dall'autostima altalenante.
Però la Vita alla fine ha voluto ugualmente premiarmi, e se da una parte mi ha scosso, dall'altra mi ha concesso quel che non avrei mai sperato.
Consapevole amore per la vita e le persone, capacità di perdonarmi e perdonare, lasciare segno nella memoria del cuore di Chi incontro.
Dopo un vissuto di malattia che pareva dovesse spegnere per sempre ogni entusiasmo e lasciare al contrario "una paura passo passo" , l'autostima ne guadagna. Non è illusione ma intento di darsi la vita.
Chi vive la malattia e la supera nasce per la seconda volta.
Quattordici anni ancora, finora e l'affetto, stima e riconoscenza.
Davvero tanto, da non desiderare altro.
venerdì 6 settembre 2024
INCONTRI (n.25) (Vieni qui, lasciati abbracciare...)
E pure se ormai è da un po' che siamo tornati ad abbracciarci, ho provato una forte emozione. Trovarmi spettatrice di un abbraccio cosi, non so perchè, mi ha portato un tuffo al cuore.
Eh già, perché un sorriso è il più bell'approccio, una carezza mostra affetto e comprensione, e l'abbraccio...
Beh, dentro un abbraccio, a volte quale tenerezza inaspettata, puoi piangere e ridere, trovare il calore che manca.
Vieni qui, lasciati abbracciare. Hai il viso di un angelo...
Sono le parole di un'anziana mamma di una paziente ad un'altra, giovane dagli occhi chiari. Non era sua figlia ma la guardava come lo fosse.
Entrambe poi in piedi, strette in un abbraccio.
Che dire? La commozione non ha risparmiato neanche me.
È perché io credo che gli abbracci abbiano sempre funzionato.
Prendiamo me per esempio, quando terminavo le parole, mi aiutavano a coprire il pianto, a dimostrare affetto, e lo si sentiva tutto perché l'abbraccio mi tornava ancor più stretto.
Adesso dono ancora un abbraccio a Chi c'è e persino a Chi non è più.
Un sorriso, una carezza, un abbraccio, sono come parole, quelle bene dette.
giovedì 5 settembre 2024
INCONTRI (n.24) (Ho bisogno del tuo sorriso)
Oggi giornata cominciata, diciamo così... col piede sbagliato. Accidenti e contrattempi senza fine. Ti senti allora... come dire... perseguitata. Ovviamente esagero.
Poi, quando si dice le persone giuste al momento giusto. Dio sa, come e perché.
Ci sono storie tremendamente belle pur nella loro tragicità, e lasciano senza parole. E quando pensi che qualcosa comunque devi accennare, se non altro per non aggiungere sgomento a rassegnazione, afferri quel sorriso che hai di fronte e dici...
Devi pensare solo a Te ora
O Dio, e come faccio? Tutto dipende da me.
Capisco, però... ora, adesso... questo è un momento solo tuo. Ti stai curando, ma pure raccontando e Noi ti ascoltiamo, l'animo ti si alleggerisce. Non è così?
Un largo sorriso le ha illuminato il volto. Ho pensato... quanto più giovane sembra dei suoi quarantanove anni, che non sono tanti ma con quel bagaglio di esperienze dolorose...
Sai che dimostri parecchi anni in meno?
Ehh... lo so, ma non è forza mia.
La Vergine santissima c'ha da pensa'
E ha indicato il Cielo sorridendo.
Ancora con quel suo bel sorriso...
La prossima volta verrò a cercarti- le ho detto - perché ho assolutamente bisogno del tuo sorriso, lo confesso.
E sarà così, lo prometto prima a me stessa.
Perché ho ancora molto ma molto da imparare.
mercoledì 4 settembre 2024
INCONTRI (n.23) (Il silenzio e la quiete)
Pure oggi ho fatto tardi ma tardi davvero... è da poco passata l'una e qualcosa devo scrivere... non posso smorzare la luce e andare via così, in silenzio.
Silenzio... ecco che torna a portare quiete, ristoro alla mente stanca dopo giornate intense.
È tanto ormai che a sera inoltrata scrivo i miei pensieri. Essi quasi si rimescolano, si intrecciano e, arricchiti di esperienza, ne partoriscono di nuovi. Tutto questo in un incessante processo di rinascita.
Scrivo i miei pensieri...
Lo faccio ogni giorno, quando è notte perché la casa è avvolta dal silenzio ed io posso dialogare con me stessa, ritrovare la mia vera natura umana.
Prima consideravo solo ciò che vedevo e sentivo di conseguenza... per spiegarmi meglio, prima solo due più uno dava tre... oggi so che lo stesso risultato lo fa anche uno più uno più uno, e c'arrivo magari lentamente ma così convinta che non torno indietro per alcuna verifica. Puntigliosa solo con me stessa e poi sicura...
Ormai la notte avanza, tra un po' smorzate le luci e chiusi gli occhi fisserò il punto, la linea, e il piccolo cerchio più colorato come fantasiose e astratte immagini di un caleidoscopio ideale, e mi abbandonerò finalmente alla quiete.
martedì 3 settembre 2024
INCONTRI (n.22) (Le stagioni di mezzo)
Ricordo una cosa che mi fu detta...
Succede spesso, quando sbocciano le rose e al cadere delle foglie.
Alludendo ai pazienti oncologici più sfortunati che volano via nelle stagioni di mezzo.
E Settembre non si è ancora inoltrato, è capitato ancora. Eppure non si fa mai l'abitudine.
In questi anni ho conosciuto tante persone, le ricordo tutte, qualcuna però ha preso i miei pensieri, mi è rimasta nel Cuore.
Lo sapete, conservo tutti gli scritti condivisi da Lucia.
Ne traggo forza e motivazione quando vacillo.
Perché... non è che io sia poi così forte. Mi faccio forza, a questo punto devo, per forza.
La stanchezza, il dolore per qualcuno che non ce la fa e vola via, certi incontri che fanno riflettere più degli altri, ecco tutto questo sembra imporre uno "stop".
E vorrei fermarmi... ma poi penso al "perché" sono ancora qui, a scrivere, condividere, ad amare sempre e comunque, e allora mi riprendo. E continuo, e continuerò finchè Dio vorrà.
Non ci sono solo le stagioni di mezzo.
Settembre
Triste il giardino,
cade la fresca pioggia sui fiori
L’Estate trema
tranquillamente verso la fine.
Gocciola una dopo l’altra una foglia d’oro
giù dalla grande acacia.
L’estate sorride con stupore e nostalgia
nel sogno del Giardino morente.
S’attarda tra le rose,
Si ferma desiderosa di pace;
Lentamente chiude i suoi grandi occhi pesanti di stanchezza.
- Hermann Hesse -
lunedì 2 settembre 2024
INCONTRI (n.21) (Le carezze di Settembre)
Finalmente, possiamo dirlo... è Settembre.
Mi è sempre piaciuto come periodo, perché passaggio ad una stagione percepita di netto, vuoi per la luce al mattino non più accecante, vuoi per l'aria profumata di foglie ingiallite che resistono ai venti.
La luce e l'aria come soffio tiepido, le carezze di Settembre. Accompagnano alla nuova stagione con la promessa che nulla finisce per sempre. È solo per il fluire del tempo.
Si ha bisogno di riferimenti per sentirsi ancorati al Tempo.
Che cosa c'è?... chiede mio marito perché nota che sono in silenzio da troppo tempo.
Niente, sto pensando...
E per fare questo serve almeno un "angolino" nascosto della Mente che, compiacente, accoglie e poi chiude la porta.
Io mi sento accolta quando scrivo, mi apparto nella scrittura, ed è come trovarmi in una stanza dove finalmente posso essere me stessa e coltivare le mie passioni.
La reputo una passione e una certezza, pari all'aver creato una famiglia, circondarla d'affetto, avere una casa che sa di vissuto.
Certezza e passione per me è anche l'Altro da me, in cui mi rispecchio e che cerco di aiutare come lui desidera e non per compiacere me stessa.
Passioni e certezze danno un senso al Tempo, al suo trascorrere che in questo modo non è più un semplice fluire.
domenica 1 settembre 2024
INCONTRI (n.20) (Prendersi la giornata)
Sai che cosa insegna questa malattia?
"Prendersi la giornata".
È il pensiero condiviso di una paziente qualche giorno fa.
Prendersi la giornata, un'espressione efficace, quasi la si vede la giornata, presa in fretta, come fosse l'ultimo dessert disponibile prima della scadenza.
Prendersi la giornata... approfittarne perché del domani nessuno è certo.
"E se imparassimo a vivere di piccole cose, nell'essenziale, del cibo semplice, magari imparando anche l'arte del riciclo, del baratto, acquistando anche cose usate, non ci sarebbe povertà, soprattutto ci sarebbe più ricchezza di animo, e di tempo, che è il bene più prezioso che abbiamo, per viverci le persone amate, per vivere la natura"
- Tiziano Terzani -
Imparare a godere delle piccole gioie del momento. È il "Qui e Ora" che ritorna, il segreto della serenità, che si replica vivendo giorno dopo giorno
E poi... perseguire un obiettivo, anche questo rende sereni.
E per mantenere costante la serenità pure nei momenti non proprio al "top", prima di addormentarsi pensare alle cose belle da poter realizzare, da vivere il giorno che sarà.
La Serenità è fatta di brevi ma intensi momenti e piccole gioie che nessun momento buio potrà rubare.
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