domenica 7 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.40) (Indifferenza. Unica colpa umana)

“L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte" - Liliana Segre - E questo è un bel messaggio che resta impresso immediatamente. Per quel che mi riguarda l'ho imparato da tempo quando mi sono resa conto di non voler mai essere oggetto d'indifferenza e per questo ho cominciato io a non esserlo, indifferente, anche a costo di fraintendimenti e incomprensioni. E sono sempre meno indifferente, vuoi per l'età che mi fa più attenta nell'ascolto, vuoi perché porto con me le parole di sfogo e le lacrime. Sono consapevole che per i più, atteggiamenti molto disponibili nascondono sempre qualcosa, necessariamente è così. Tutti depositari della Verità assoluta secondo convenienza a fronte di pochi pionieri di un'umanità giusta che vorrebbe affermarsi. Tant'è... ma mai disperare! Perché l'acqua nella pentola arrivi a bollire fino in superficie è necessario che il fondo raggiunga la temperatura giusta... procede per gradi e come sempre è dal basso che cambia la situazione. Lamentarsi non serve, giusto è agire secondo le possibilità nell'ambito del proprio spazio per migliorare ciò che palesemente giusto non è. A lungo termine i risultati si vedranno non fosse altro che per spirito di emulazione. Non si può, non si deve restare indifferenti alla sofferenza altrui, specchiandoci in essa potremmo veder riflessa la Nostra immagine migliore.

sabato 6 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.39) (Vita e Morte. Inseparabili)

Il 15° incontro GAMA è stato di approfondimento e condivisione. L'incontro con Guidalberto Bormolini meritava che ci soffermassimo su alcuni punti salienti, e così è stato. In particolare una ricca condivisione è scaturita dal tema, Vita - Morte. In un'epoca in cui si tende a rimuovere anche la sola parola, morte, bene sarebbe allenarsi ad essa tramite le "piccole morti quotidiane" (perdita di oggetti, malesseri temporanei, mancanza di energie...). È un evento inevitabile, misterioso, ma la paura che lo riguarda va ridimensionata. Facile non è, ma certamente possibile. Personalmente quando mi trovo al cospetto della Morte, sul momento resto muta, non trovo le parole, quasi stentassi a crederci. La Vita è troppo bella per poter essere negata, e la Morte sembra proprio questo, la negazione di essa. Ma poi, un po' per cercare una spiegazione, un po' la motivazione perché comunque intorno tutto esiste ancora, rifletto... cerco di capire... e all'improvviso afferro e tengo stretto il briciolo di speranza che è pur presente in un evento triste. In un cerchio immaginario la Vita è il punto d'inizio, la Morte l'ultimo... è così. "... la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare". Espresso così il pensiero niente è più logico e naturale. Vita e Morte diventano un'unica immagine, solo sotto una luce diversa. Si comprende alla fine che la "paura" è pura "categoria" e nient'altro, uno schema da seguire solo perché imposto, ma se necessità fa virtù, si abbatte come niente e non esiste più. Qualche tempo fa un paziente con un'affermazione mi lasciò senza parole... Lo sai che sono morto tre volte? Per tre volte, in periodi diversi ho avuto l'arresto cardiaco. Non mi sono accorto di niente, ed è stato bello perché sono certo che stavo bene. Mi sono poi svegliato perché mi schiaffeggiavano... o mi prendevano a schiaffi perché mi ero ormai svegliato? Non lo so. Dell'essere tornato in vita ricordo il dolore, del morire la sensazione di benessere.

venerdì 5 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.38) ( Dalla Mente al Cuore)

"Dobbiamo essere pronti a liberarci della vita che abbiamo programmato peter poter avere la vita che ci aspetta" - Joseph Campbell - Già, perché la Vita va quasi sempre se non al contrario, di certo in modo diverso da come l'hai sognata, pensata, programmata. Ma niente e nessuno può impedire di ritrovarsi così ogni tanto. All'improvviso. A lasciare tutto e correre là dove in fondo si è rimasti. Coi ricordi, i pensieri... tutto il Cuore. È un po' come sognare ad occhi aperti per non avere rimpianti, pensare di recuperare e non ascoltare nessun'altro che se stessi. Cambiare l'ottica delle cose migliora la vita. È un duro lavoro, è innegabile, ma si tratta di volersi bene. Amare se stessi, perdonarsi qualche errore, e saremo più propensi ad amare l'Altro, perdonarlo e concedergli una seconda ma anche terza o quarta possibilità. Tutto questo a vantaggio della Nostra salute. "Disse la vecchia guaritrice dell'anima: Non fa male la schiena, fa male il carico. Non fanno male gli occhi, fa male l'ingiustizia. Non fa male la testa, fanno male i pensieri. Non fa male la gola, fa male quello che non si esprime o si esprime con rabbia. Non fa male lo stomaco, fa male quello che l'anima non digerisce. Non fa male il fegato, fa male la rabbia. Non fa male il cuore, fa male l'amore. Ed è proprio lui, l’amore stesso, che contiene la più potente medicina". - Ada Luz Marquez - Mi ha colpito ieri l'espressione, "ascoltare l'incanto della musica di notte", pure se il sonno si scorda ed è solo parola, pure se non esiste vita e per un quarto d'ora ci si ferma ad immaginare come sarebbe stata se... Ma non fu così, e la realtà qualunque sia è supportata dal senso di riconoscenza. Essersi innamorati dell'Infinito e vivere senza tanta sofferenza l'effetto collaterale dell'Amore.

giovedì 4 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSSERCI (n. 37) (Innamorarsi dell'infinito)

"L'Arte della Meditazione" di Guidalberto Bormolini. Stasera sono stata alla presentazione, e ne sono rimasta affascinata. Si può descrivere la meditazione? Sarebbe come poter farlo per l'innamoramento o il bacio. È impossibile perché bisogna vivere la meditazione, come l'innamoramento e il bacio. Per il coinvolgimento indispensabili saranno silenzio e immobilità del corpo, respirazione. Nell'analizzare la pratica della meditazione dobbiamo partire dai suoi scopi. Da questa prospettiva si distinguono tre differenti tipologie. - la meditazione spirituale-religiosa - la meditazione orientata al benessere psicofisico - la meditazione orientata all'incremento delle prestazioni personali. La meditazione rappresenta la strada attraverso cui ciascuno di noi può provare a ricercare quella condizione primigenia, a dare una direzione alla nostalgia dell'Infinito e percorrere una ''scala fra Cielo e terra''. L'autore con estrema chiarezza, sottile ironia, accompagna nel mistero della meditazione, spiegando le sorprendenti affinità fra le vie mistiche delle diverse religioni – cristianesimo, ebraismo, islam, buddhismo – e gli interscambi che sono avvenuti nel corso dei secoli fra i ricercatori della spiritualità, nonché gli effetti che questa pratica porta nel nostro corpo, nella nostra psiche e nel nostro spirito. Meditazione e Mindfulness non sono la stessa cosa, pur essendo quest'ultima cosa sana e che funziona. La prima porta al contatto col divino tramite l'esperienza di Cristo con l'aiuto dello Spirito Santo. Questo e tanto altro in un incontro che ha lasciato senza parole e con la forte sensazione che alcune intuizioni sono punto di partenza per qualcos'altro che dà senso all'esistenza. Che cosa c'è di sbagliato nell'uomo? Non è l'errore né il perseverare nell'errore, non è neanche aver fatto qualche cattiveria. È nell'indifferenza. Isolarsi nel proprio egoismo per un illusorio benessere. Potrò stare bene solo se anche gli altri staranno bene. Se sarò stato capace di trasmettere, una volta provato, "l'incanto della musica di notte".

mercoledì 3 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.36) (Qualche frase ed un fiore)

Al termine della giornata che celebra la preziosità del lavoro... Non smettere di credere in Te stesso. Non smettere di credere in ciò che fai o vorresti fare. Non smettere di credere che possa cambiare. Perché a volte la sfiducia prende, ma bisogna non farla prevalere. Periodi brutti ci sono, ma forte di se stesso, ognuno deve crederci. Prima o poi qualcosa cambierà. Al 1° Maggio si dedica un fiore, il mughetto, tipico della primavera, profumatissimo e molto delicato, di colore bianco tra foglie verde brillante, con la forma di piccole campanelle. Donare mughetti il 1° maggio ha origini antiche, risalenti alla metà del XVI secolo, per volontà del re Carlo IX di Valois. Secondo una leggenda, il fiore nasce dal sangue di San Leonardo, ferito in una cruenta lotta contro il demonio, ma alla fine uscito vittorioso. Ecco perché si usa regalarlo per festeggiare guarigioni, riconciliazioni, amicizie ritrovate. All’inizio del ventesimo secolo, nasce una curiosa tradizione, indossare il mughetto sui baveri delle giacche o sulle scollature dei vestiti durante i cortei per celebrare la Festa del Lavoro. Perché...? Il mughetto è simbolo di serenità e felicità che ritorna dopo qualche tribolazione. Così ancora oggi, il 1° di maggio, per le vie di Parigi, dove si celebra anche la Festa del mughetto, si trovano venditori e venditrici ambulanti che lo offrono in piccoli mazzetti, come regalo per dare il benvenuto alla primavera e alla bella stagione.

martedì 2 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.35) (Semplicemente Pet Therapy

Non servono parole che facciano rilassare, anzi pare proprio sia esattamente il contrario, è nel silenzio e coi giusti pensieri, e magari pensando a piccoli progetti, che si può ritrovare l'equilibrio. Un modo comunque per mettere un punto ed andare a capo bisogna trovarlo, e sarà unico come unico è ogni essere umano. Oggi è toccato a me, e la genuina semplicità di una gattina randagia che allatta suoi sei cuccioli, partoriti nel cortile di casa mi ha ridato la serenità. Non che l'avessi persa, per carità... ci vorrebbe ben altro, sono i soliti acciacchi alle ginocchia le "nuvole" che passano per il mio spazio azzurro. Sono straordinari gli animali domestici, la gattina in questione, perfettamente calata nel ruolo di mamma, trasmette tenerezza e tranquillità. Alcuna depressione post partum né agitazione, e neppure timore. Si affida al suo istinto e si fida di Chi ha imparato a conoscere. Pet therapy di assoluta efficacia. Osservare gli animali, seguirli nella loro quotidianità, parallela alla nostra, pone il nostro sentire sul loro stesso piano... immutabile, qualsiasi cosa accada. Perchè è così, tutto va, continua e conviene assecondare il lento o veloce fluire della vita, annessi e connessi. Con tranquillità. Finchè va. Dovremmo tutti prendere esempio dagli animali. E anche questo giorno volge al termine. Finalmente. Arriverà domani. E domani, come qualcuno già disse, è un altro giorno.

lunedì 1 maggio 2023

NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.34) (La Vita seriamente presa)

La Vita non è uno scherzo prendila sul serio ma sul serio a tal punto che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi non perché restino ai tuoi figli ma perché non crederai alla morte, pur temendola, e la vita peserà di più sulla bilancia. - Nazim Hikmet - Ho deciso che copierò questi versi su alcuni fogli che lascerò in giro, in modo da trovarli in ogni dove quando ne ho bisogno. Perché sarà che ormai i settant'anni sono vicini, sento di aver raggiunto una nuova consapevolezza. Mi penso un po' di più, e credo di meritare più attenzione e cura. Non le chiedo, le cerco in me. Perché nessuno può amarti più di te stesso. Se la strada s'accorcia, è ora d'imparare a guardare lontano. Gustarsi ogni passo e complimentarsi per il modo in cui è stato fatto, perché sarebbe bastato averlo mosso quel passo, che un tempo pareva scontato se non addirittura indifferente. Avere idee, fare progetti sia pure a breve termine ma realizzati sempre. Perché se non ora, quando? Così domani... che cosa sarà domani? Non me lo sono mai chiesto, perchè in realtà non mi conveniva, come non mi conviene adesso e sempre. Che ogni giorno si concluda riflettendo su ciò che è stato e ciò che è. Con serietà e a mente lucida, perché quel che sarà forse lo sa solo Dio.