sabato 7 novembre 2015

L'UMILTA' NELL'AIUTO


Emoticon heart
Che argomento difficile, l'Umiltà... non so nemmeno se riuscirò coerentemente ad arrivare fino in fondo. Ma per tutto il giorno ho avuto spunti, cosicché non ho potuto tirarmi indietro, mi tocca. E cercherò tra ricordi e riflessione sull'attuale, di capirne davvero il valore e quanto paga esserlo, umile nel profondo.
Umiltà nell'aiuto... nel chiederlo e nel donarlo. Perché non si può essere arroganti e pretenderlo pur nel bisogno, perché se lo offri non deve costituire motivo di vanto o vanagloria. Tutto nella piena gratuità e semplicità di Cuore.
La mia "storia" volutamente mai conclusa, è come un libro vissuto in parte e ancora da vivere parola per parola. I ricordi sono tanti, e altri ne lascerà l'esperienza di oggi, nell'insieme più di un insegnamento, un'immensa ricchezza.
Presa a volte da eccessi di entusiasmo, ho dovuto confrontarmi ed anche scontrarmi perché non capita. Confronti inaspettati, scontri in cui all'apparenza avevo sempre la peggio, poi... nel silenzio che mi facevo dentro... riepilogavo motivazioni e agire, conseguenze e reazioni, tiravo le somme, bilanciavo e infine tornavo umile e pacata a spiegare, a volte chiedere scusa per qualcosa che non avevo fatto, anzi...
Era l'epoca in cui avevo bisogno di tornare a galla, cercavo aiuto perché da sola non ce l'avrei mai fatta, passando da un eccesso all'altro, eccitata per una conquista che poteva anche non essere una vittoria definitiva.
Bene o male ce l'ho fatta in tutti i sensi, ma so che non è finita. Certi eventi te li porti addosso, ed è un bel destreggiarsi per ricavarne il meglio.
Oggi non mancano le occasioni per cui una situazione analoga, una frase colta al volo e persino un'unica parola buttata lì per caso, riportino per un po' a quel tempo, ed è naturale che, memore del travaglio vissuto, io anticipi quell'atto di umiltà che invece mi vide protagonista.
Così... una carezza, un sorriso, un indugiare con gli occhi o anche solo il silenzio diventano quell'aiuto donato di cui non vantarsi affatto, perché si è al servizio volontariamente, e poi... che senso avrebbe se aiutando, nello stesso tempo grande è l'aiuto che si riceve?

venerdì 6 novembre 2015

QUELLA RASSICURANTE CONSAPEVOLEZZA

Emoticon heart
Ovvero quella costante, speciale sensazione di aver compreso e continuare a... comprendere con certezza le dinamiche della Tua vita, non curandoti dell'indifferenza e dei "retro-pensieri" di Chi è sulla via.
Un viottolo piuttosto, di quelli stretti e angusti... ci passa un "concetto" per volta e pure distorto.
L'indifferenza uccide più della malattia... è una citazione, l'ho letta e dopo un po' mi è entrata nel cuore e nel cervello tanto l'ho sentita forte e incisiva.
E' un bel messaggio che resta impresso immediatamente.
Per quel che mi riguarda l'ho imparato da tempo, quando mi resi conto di non voler mai essere oggetto d'indifferenza e per questo cominciai io a non esserlo, indifferente anche a costo di fraintendimenti e incomprensioni. Perché è chiaro... per i più, atteggiamenti come dire... troppo disponibili nascondono sempre qualcosa, per forza deve essere così.
Tutti depositari della verità assoluta secondo convenienza a fronte di pochi pionieri di un'umanità giusta che vorrebbe affermarsi.
Tant'è... ma mai disperare, perché l'acqua nella pentola arrivi a bollire fino in superficie è necessario che il fondo raggiunga la temperatura giusta... procede per gradi e come sempre è dal basso che cambia la situazione.
In pratica, lamentarsi non serve... giusto è agire secondo le possibilità nell'ambito del proprio spazio per migliorare ciò che palesemente giusto non è. A lungo termine i risultati si vedranno non fosse altro che per spirito di emulazione.
L'indifferenza uccide più della malattia... poche parole dalla forza di un discorso, e torna il triste ricordo di Chi con occhi supplici chiese di non essere dimenticato. Perché alla fine è questa l'angoscia che prende... essere archiviati come un documento che ormai non serve più... il passare oltre come un giorno qualunque.
Non è possibile per un essere umano che comunque lascia traccia di sé ed è nato per tale fine.
Continuano a... ripetermi soprattutto le persone più vicine che farei bene a lasciare tutto definitivamente alle spalle, dimenticare. E non sanno... come mai potrebbero, che una bufera non può passare senza lasciare i segni e magari proprio dov'è stato maggiore il dolore, si può ricostruire più efficacemente.
Dopo un'esperienza del genere ma già nel mentre, senti nascere dentro una forza viva, vitale che travolge... è ribellione ma nello stesso tempo richiesta d'aiuto... convinzione precisa di prestare attenzione e ascolto a Chi "vuole solo il Tuo bene" e insieme capacità di "puntare i piedi" se qualcosa non quadra o non si ha voglia di accettare.
Si comincia a parlare allora di "cambiamento"... di "trasformazione", mentre altro non è che "volontà" di giocare il tutto per tutto, non perdere un'occasione, visto che è impossibile sapere se ce ne sarà mai un'altra.
E finalmente puoi essere Te stesso, senza timore d'essere giudicato anzi col beneplacito o la comprensione altrui.
E' in quest'ottica che iniziai "involontariamente" ad essere "una che porta conforto" agli Altri, e mi resi conto così, ma solo perché continuavano ad... asserirlo, che avrei potuto essere una "buona risorsa" traendone grande beneficio anche per me.
Il resto... sono pagine di Vita, sono la Vita stessa... un diamante dalle mille sfaccettature.
Non nego che Tutto questo ha fatto aumentare la mia autostima gratificandomi moltissimo... pensavo, posso dirlo anche se con una punta di presunzione di non aver da imparare altro, e invece non era così.
Quel che donavo "involontariamente" aveva bisogno di riflessione e consapevolezza e in più di competenza.
Per carattere non sono mai stata indifferente alle difficoltà degli Altri, oggi lo sono ancora meno e me ne faccio carico per quanto posso.
So di non essere capita da Tutti, né ho la pretesa... accuso il colpo alle battute che mettono in risalto il mio "perdere tempo" dietro ad un'illusione, e in verità nemmeno me ne importa, perché alla fine vado per la mia strada a passo spedito.
Sono convinta di aver meritato un bel "vantaggio"... e attendo, senza presunzione, di essere smentita.

giovedì 5 novembre 2015

CHIAVE DI VIOLINO


Emoticon heart 
Comincerò così, con un'espressione che sa di sconvolgente e in realtà non lo è affatto. Non in sordina, come è il mio solito ma direttamente con l'emozione forte ed immediata che ne è la fonte...
Chi parla con me di cancro, ci pensi bene e si prepari poi un "discorso" coerente, non irritante... logico. Altrimenti fa bene a tacere.
Guai a chi mi tocca il cancro. 
No, non sono pazza, anzi... mai stata tanto lucida come in questi ultimi cinque anni, e il bello è che lo sono sempre più in un crescendo che a volte mi lascia senza respiro. Ma sono proprio io a pensare, parlare in questo modo?
Io... che delle mie paure, ero l'essenza. Ed oggi a forza di condividere quelle altrui le frammento e riduco in polvere. Su di me ancora si posano ma leggere, basta il respiro profondo di Chi ascolto e vanno via. Forse per un momento, forse di più... non so, ma non percepisco neppure lieve disagio.
Merito della condivisione, del parlare, mettere fuori le angosce... chiamarle senza metafore, sempre con il nome giusto.
Quando avrai vomitato tutto, che cos'altro resterà sullo stomaco a darti oppressione e malessere? Nulla.
Ecco... questo vorrei far capire a chi, con la naturalezza da imbelle, viene a parlare di corda in casa dell'impiccato.
Ora... l'impiccato sarei io, ma la corda non è quella che facilmente si potrebbe intuire. Non è il parlare della malattia che mi fa perdere le staffe, ma le modalità e soprattutto le conclusioni. Sapendo bene molto bene come la penso e quel che faccio.
Non posso ascoltare... tanto a che serve parlare sempre dello stesso fatto, quella è la fine che si fa.
Beh, una cosa così non la reggo proprio. Sarebbe come dire... perché da bambino a giovane, da maturo a vecchio, insomma...vivo, se poi devo morire.
Ma che razza di discorso è...? Non è nemmeno rassegnazione, è molto peggio... ottusa inerzia frutto d'ignoranza.
Mi ha dato il voltastomaco e ho replicato dando il peggio di me, che in tal caso sarà stato il meglio in difesa delle mie idee, di ciò in cui credo.
Perché un tempo era impensabile poter parlare di CANCRO senza restare basiti e terrorizzati, lo si guardava sempre come un fenomeno "lontanissimo" e chissà per quale assurdo convincimento, riguardante solo gli Altri possibilmente non parenti, al massimo conoscenti alla lontana.
Oggi è diverso...solo qualcuno per fortuna resta legato ad alcuni pregiudizi, per il resto è sempre più evidente una certa apertura.
Una maggiore "consapevolezza" anima coraggio e determinazione, la giusta "informazione" obiettiva e non fuorviante alimenta speranze sempre più concrete. Ma è soprattutto, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la "condivisione" delle "persone informate dei fatti" (leggi... malati guariti) a far sì che anche coloro "in corsa" scoprano la validità della "forza della Mente", il suo potere terapeutico a livello psicologico e... perché no... anche fisico.

mercoledì 4 novembre 2015

LO STIGMA E LA RETE



Emoticon heart
Ad ogni incontro del G.A.M.A. le tematiche di sempre vengono affrontate e approfondite. Gli interventi sono numerosi ed illuminanti.
All'ultimo di ieri c'erano molti volti nuovi e come ospite un grande sostenitore del gruppo, il dott. Antonio Battista fautore anche della Medicina Olistica.
Il facilitatore ha fatto un rapido excursus del G.A.M.A., la sua storia in breve, i successi e i momenti di crisi nonché di crescita, progetti e sogni nel cassetto. Uno di questi è riuscire a creare piccoli gruppi di auto mutuo aiuto, uno per ogni specifica patologia e relative problematiche, giacché la condivisione può essere di grandissimo aiuto. Stimola e informa, solleva dall'ansia e aiuta ad uscire dall'isolamento.
C'è ancora purtroppo Chi, considerandosi "segnato" dalla sorte, evita le relazioni e crea il vuoto intorno a sé. D'altra parte, a onor del vero, spesso non è aiutato nemmeno dall'esterno, da amici, conoscenti, persino parenti che, sentendosi inadeguati per parole ed azioni, si allontanano passando per indifferenti.
Un valido aiuto negli ultimi tempi viene offerto dalla Psico-Oncologia e dalla Medicina Complementare, una sorta di "rete su rete" con maglie sempre più fitte a supporto del paziente oncologico.
Molto suggestiva appare l'immagine della rete che rende alla perfezione il concetto di "sostegno", pur con i suoi limiti oltre che vantaggi.
Con lo scambio di esperienze, informazioni e dati veri e propri, il tutto inquadrato in un progetto di condivisione, si crea qualcosa di invisibile ma più che reale.
Una rete intesa a sorreggere, sostenere e proteggere.
A volte persino capace di "cullare".
Bellissima e rassicurante immagine senza dubbio, ma da considerare nei limiti del possibile. Succede infatti che anche le "maglie" più resistenti possano logorarsi parzialmente o addirittura cedere del tutto, lasciando così un "vuoto", ed occorrerà "ricucire" in fretta le restanti perché la rete possa continuare a... sostenere il peso.
Si sa... alla morte si pensa, della morte si parla ma alla morte non si è mai abbastanza preparati, e così quando capita che le "scomparse" si presentano ravvicinate, il ritrovarsi di fronte ad una sorta di "bollettino di guerra" genera sgomento, e quasi non sono le maglie cedute ad arrecare il danno quanto quelle vicine che tendono ad allentarsi pericolosamente.
E allora... come si potrà rimettere insieme la rete, ristabilire il benefico insieme degli intrecci?
Riponendo al centro di interesse comune la "Speranza", sottolineando le sempre crescenti possibilità di guarigione. Non è detto che si muoia sempre, almeno non sempre a causa di un tumore... si continua anche a vivere, magari non guariti ma in "pacifica convivenza" con la neoplasia. Della serie... ci stai TU e ci sto pure IO... senza darci reciproco fastidio, e ritrovarsi così forti da non aver paura persino di chiamarlo col suo vero nome... CANCRO.
Perché non è un termine che fa la differenza ma il tono e la forza con cui lo si pronuncia.

martedì 3 novembre 2015

SOLO SILENZIO


Emoticon heart 
A te bisognerebbe dare un premio a parte...
Ma no, perché?!... ho pensato, ma non l'ho detto. Non si può replicare ad una cosa così, e il silenzio è stata la mia risposta, con un sorriso e un cenno della testa.
... per tutte le cose che fai.
Capirai, faccio ciò che desidero e ho scelto di fare. Fa piacere a Tutti, spero ma fa bene anche a me. In fondo, pure se molto sui generis, sono egoista e furba. O forse solo intelligente e scaltra.
Spesso, soprattutto ai complimenti, rispondo col silenzio. Un po' per celia, tante volte per mancanza di coraggio perché vorrei nascondermi... certe volte... perché se mi trovo lì e ancora Qui, mi pare di essere privilegiata, e allora che faccio... me ne vanto? Ogni parola potrebbe esserne espressione, perciò meglio è tacere, far intendere qualcosa e poi... silenzio.
Per tutto questo tempo ho imparato a valutare il silenzio nelle sue forme.
Mi piace sentirmene avvolta e non romperne l'incanto, perché mi sento protetta in uno spazio tutto mio.
Non mi accorgo di essere sola... affatto... perché il silenzio ha il volto di tutte le persone care che non ci sono più, ma anche di quelle che ho conosciuto "grazie" alla malattia.
Il silenzio sussurra, parla con le loro voci, mi conforta con il calore dei ricordi che nonostante tutto non voglio cancellare, nessuno escluso. Ho imparato tanto... sono persona nuova che guarda comunque benevola al passato...e il silenzio me lo rammenta.
In silenzio soprattutto oggi ho pensato... ricordato il "dolore" di Chi ora non è più. Quel dolore che fece scendere all'improvviso le ombre, senza neppure una parola per giorni... fino all'ultimo dei giorni.
Capitò con mia madre, grande chiacchierona che aveva parlato anche con un' emorragia gastrica in atto... all'improvviso, negli ultimi dieci giorni di vita, solo "umidi sguardi" e lunghissimi silenzi.
"Mamma... non dici niente, non parli più?", le chiedevo. E Lei faceva spallucce e girava il capo da un lato.
Fu lo stesso con Assunta e Stefania... negli ultimi tempi non ci vedevamo a causa della gravità delle condizioni, ma comunicavamo con lunghi messaggi. Poco prima che volassero via... furono solo messaggi senza risposta.
Il silenzio che scalza la voglia di vivere, di continuare a...fare tutte le belle cose che davano gioia, il piacere delle piccole sensazioni...le gocce di pioggia che scivolano sul viso... i fiocchi di neve come farfalle leggere davanti agli occhi... l'inebriante profumo dell'erba tagliata a primavera... la luce sfolgorante del sole d'estate.
Come se non si avesse più niente da dire, o al contrario se ne avesse troppo... tanto da non poter essere contenuto ed espresso in parole.
Ma io sono qui...
Mi ascolto e presto ascolto alla quiete di questa ora tarda.
E continuo a... farmi coccolare dal "silenzio", perché è vero... di notte è diverso, e comunque sia andata la giornata è il compagno ideale quando si chiamano a raccolta i pensieri. E non solo quelli collegati ad eventi ed emozioni recenti ma anche altri che naturalmente si affacciano e vanno ad unirsi, in armonia.
Capisco perché io amo scrivere a sera tarda... quando la notte è oltre l'uscio del giorno trascorso.
E' il mio, un "diario" molto speciale... quasi non ha cronologia e va dal passato direttamente ad un futuro con rapidità, per poi tornare al presente e sostare a lungo... perché in fondo è solo questo che conta davvero.
Ieri e oggi sono stati giorni assai particolari che portano a meditare e paradossalmente pensare alla Vita, e propriamente al suo valore e significato.
La vita di ognuno altro non è che un accumulare di giorni, mesi ed anni che trascorrono in un alternarsi di periodi felici o meno, sono i secondi però che maggiormente lasciano il segno perché vissuti coi tratti indelebili dell'affanno e del dolore. I "primi" vengono considerati pochi e fugaci, tanto da venire dimenticati... ma gli uni e gli altri si equivalgono per importanza ed intensità.
L'uomo per Sua natura vorrebbe evitare ciò che lo fa star male perché sente che non dovrebbe appartenergli... erroneamente perché anche quello fa parte della vita e tanto più s'apprezza il momento di gioia quanto più si è conosciuto il dolore.
Senza aver paura di morire.
Perché ogni giorno è addormentarsi e svegliarsi, provar dolore e gioire.
Vivere e Morire.
Facce della stessa medaglia che a Tutti appartiene.

lunedì 2 novembre 2015

SCASSATELLI E GRANO COTTO (ovvero "La Marescialla" e me)



Emoticon heart
Mi immagino il buon Dio sempre vigile, a rivolgere lo sguardo di qua e di là, ad ogni Suo figlio. Chi... in pericolo o disperato, Chi... in difficoltà e bisognoso di aiuto, Chi... in un momento così, quasi bloccato da una strana sensazione, sospeso indeciso, non sa più la strada.
Proprio come è stato per me, che non mi ci ritrovavo più.
Allora il buon Dio in questi casi cosa fa? Pone la Sua mano decisa, scuote ma non è rude, e con dolcezza fa comprendere che non è mai tempo di porre fine a ciò che per Suo volere accade.
La scorsa settimana ero reduce da 36 ore, diciamo così... particolari, vissute in emotività intensa, soprattutto le ultime. Arrivo così in reparto e comincio il mio giro, un po' a fatica ma sempre con tanta buona volontà. Ero lì da poco quando in una stanza incontro... la marescialla. Ricordate...? Una vita senza paure e dalle mille e uno ricette tutte tenute a mente, in ordine perfetto e dosi e procedimento precisi. Appunto...
Sempre parlando della sua inesauribile energia incurante dell'età, ad un certo punto ha preso ad elencare tutti i dolci che stava preparando per la prossima festività dei Defunti...
Ehhh, qua ci dobbiamo dare da fare, non è che possiamo stare a pensare sempre ai guai. A me viene il sonno se penso, devo agire, fare qualcosa così il tempo passa più in fretta e meglio. Lo sai ieri quanti "scassatelli" ho preparato?
Non sapendo che cosa fossero, ho fatto finta di non aver sentito e cercavo di cambiare argomento...
Oh... gli scassatelli, lo sai che sono? Mi sa di no... mò te lo spiego e ti do pure la ricetta. C'è chi li chiama "sassanelli", chi... "sussamelli", ma sono sempre quelli, gli scassatelli. Si fanno così...
Prendi...
400 grammi di farina 00
200 di mandorle tostate (non spellate)
300 grammi di vincotto, anche un po' di più non fa niente
120 grammi di zucchero
50 grammi di olio
2 cucchiai colmi di cacao amaro
10 grammi di ammoniaca per dolci
cannella in polvere... ma puoi anche farne a meno.
Tostare per pochi minuti in forno caldo le mandorle, farle raffreddare e tritarle senza ridurle completamente in polvere.
Sulla tavola per fare la pasta mescola tutti gli ingredienti secchi, poi l'olio, e impasta aggiungendo man mano il vincotto. L'impasto deve risultare morbido ma asciutto, non troppo appiccicoso.
Riscalda il forno a 200°, rivesti le teglie con carta forno e aiutandoti con un cucchiaio, fai dei piccoli mucchietti di impasto, ben distanziati tra loro perché in cottura si allargheranno.
Inforna per circa 7-8 minuti, controllando che il fondo degli scassatelli si stacchi dalla carta forno, quindi sfornali anche se sono morbidi.
Lasciali raffreddare all'aria, prima di toglierli dalla teglia e disponili in bell'ordine su un vassoio.
Gli scassatelli restano morbidi. Il loro sapore è davvero buono perché non sono troppo dolci. Insomma, sanno di buono, di casa, di antico...
La marescialla parlava ed io pensavo che era molto tempo ormai che non preparavo nulla di buono per la festa dei morti, né per Natale e nemmeno per Pasqua. Niente... perché?
Sono le tradizioni un tesoro prezioso, un bagaglio di amore, cultura e sapere, oltre che "coccole" che riportano al buon tempo antico, un passato di cui essere gelosi e che non va perso.
Quest'anno perciò avrei preparato di nuovo il "grano cotto" per la mia famiglia, come da tradizione. Si ricomincia.
La marescialla mi aveva richiamato all'ordine, e a me non restava che rispondere... signorsi.

domenica 1 novembre 2015

STANOTTE...

Emoticon heart 
La notte giusta per un magico inizio. Pure se sono convinta che ogni giorno sarà perfetto per ricominciare, sereno o perturbato sia.
Importante è riprendere da quel punto fermo, si fa per dire e andare a capo, con occhio attento per evitare errori, e poi intuizione precisa e saggia espressione per capirci finalmente qualcosa di ciò che questa Vita riserva.
Mai fermarsi a pregiudizi e congetture, opinioni altrui ma con coraggio osare e... partire. Non voltarsi indietro se non per prendere il meglio dimenticato e del peggio l'insegnamento tralasciato.
Una notte magica questa, perché volano pensieri su note di "vibranti emozioni".
Ma come è che una parentesi nell'infinità di parentesi di cui piena è la vita, riesce a trasformarci così?
Tutto enfatizzato, fortemente sentito... lentamente elaborato nel tempo. Quando il Tempo è amico e lo permette.
Ci pensavo prima di cominciare.
Ho ricordato quel mattino di tre anni fa, quando in preanestesia per l'intervento di ricostruzione, sussurrai alla dottoressa che mi era accanto... sono felice, ho vissuto due anni bellissimi. Lei aveva sorriso, probabilmente aveva pensato che fossi già sotto l'effetto del farmaco, non intuiva che quella fosse sincera espressione di uno stato d'animo felice nonostante tutto e solo all'inizio del cambiamento.
Già... l'inizio di un crescendo che se anche volessi... e non lo voglio... non riuscirei mai a fermare.
L' "altra faccia" del mettersi in gioco... rischio, scaramucce, delusioni ma pure doni di cui perdi il conto e ricchezza senza paragoni. Puoi andare avanti e non rendertene conto, o averne percezione incredula in un solo giorno, o una sola notte come è adesso per me.
Un Incontro casuale e vivace, e il presente fa corpo unico con il meglio del passato, e dà un'occhiata vivace e incuriosita al futuro.
Che dire...? Le solite coincidenze della vita che i messaggi porge direttamente così come arrivano per un "finto caso", e Tu parli e dici e mentre ti ascolti non pare vero.
I "personaggi" della mia storia periodicamente ricompaiono sempre al momento e al posto giusto.
Tutti... uno alla volta davanti come al termine di una rappresentazione.
Puntualmente mi commuovo, e poi si avvicendano i ricordi.
Cinque anni di pagine di diario... una al giorno per non dimenticare l'altro aspetto del negativo che non è mai del tutto tale.
Come le pellicole di una volta dopo la fase di "sviluppo", messe in controluce lasciavano intravvedere le immagini ma con zone opache, occorrevano poi altri passaggi di elaborazione, e infine solo la "stampa" su carta liscia e lucida dava il risultato atteso, chiaro e bello. Definitivo.
Stasera un abbraccio inaspettato, una carezza reale sull'animo... poi una domanda. Sei felice ora che il tempo è passato?
Tanto, e di esserlo ancora voglio continuare a... sperare. Tanto.