mercoledì 23 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI (n.30) (È tornata Primavera?)

Oggi è stato il primo giorno di Primavera, l'hanno proclamato in tanti, lo racconta la luce sempre più importante.
È tornata la bella stagione, e anche se io mi apparto perché come ho già detto, un bel rapporto non ce l'ho con questo mese che ne segna l'arrivo, ci penso.
E gli occhi si fanno lucidi e le gambe molli, e... che diamine, dovrà pur Marzo essere ancora il mese dei fiori e dei primi frutti.
Sarà tiepida l'aria e la pace il posto più bello dove stare.
Intanto ora è così, una stagione da scoprire, sono ormai tre anni che è così, tra vicende personali e varie, ognuno spera poter raccontare un giorno.
Dolce abbandono al primo tepore che sa di primavera. Dolce abbandono all'armonia graduale nei contrasti tra nuvole e cielo.
Alcun turbamento nell'animo, pensieri sereni e piccoli progetti quotidiani al calar della sera.
Ad occhi chiusi immagino le bellezze di questa nuova stagione, m'impegno a crederci che qualcosa di buono porterà.
Oggi avrei fermato volentieri i ricordi sulla soglia, ma poi ho accolto le sensazioni di passaggio, e percepito come zefiri le emozioni.
La Primavera arriva sempre per ricordarci che se non poti e non estirpi erbacce, non rifiorisci mai.
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martedì 22 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI ( n.29) (Apparentemente)

Diciamo che si avverte con anticipo, qualcosa che sta per accadere e porterà dei grandi cambiamenti.
Si preannuncia come fa un temporale nell'aria rarefatta, odorosa prima di verde inumidito, poi acre di profumo stantio.
E procedono i giorni, apparentemente gli stessi, prima che arrivi e passi lo scroscio violento. Passi apparentemente.
E pensi, l'altroieri a quest'ora c'era il sole.
Una settimana fa poi, si pensava addirittura di fare questo o quello, e invece...
C'è che apparentemente gestisci Tu ciò che ti riguarda, ma alla fine non è mai così.
Allora vuoi o non vuoi, tra attimi di stizza e momenti di sconforto, ti abitui e finisci con adattarti.
Adattarsi non è rassegnazione, ma pazienza e accettazione.
Se non si ha la pazienza di accettare e adattarsi ai cambiamenti, sarà un continuo patire.
Pazienza e patire, uguale radice ma tutt'altro essere e sentire.
Sentirsi in armonia con la realtà intorno.
Adattarsi a un cambiamento sia pur difficile ed improvviso, dopo aver compreso che ogni mutamento è vita che continua, perché è la Vita che cambia e bisogna che cambi pure Tu.
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lunedì 21 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI (n.28) ( Un ricordo amato)

Dopo solo dieci giorni, la prima festa del papà senza Te...
I ricordi stanno a sentinella dei sentimenti.
Perché col tempo non perdano d'intensità e ne conservino i colori.
Il rosa dei bei momenti, il verde dei giorni di speranza, il blu delle notti di attesa e di veglia.
Conservo ogni piccolo particolare, per me diventato peculiarità, buon motivo per non dimenticare. Così come gelosamente si custodiscono in una scatola, lontano da occhi che non potrebbero comprendere, lettere ingiallite e fiori appassiti a bella posta per non farli morire.
Per i ricordi si soffre pure, ma da alcuni ricordi si ricavano anche opportunità per continuare serenamente.
"Noi siamo coetanei"
"Beh... non proprio, direi. Non esageriamo".
Mio padre amava ripeterlo da quando compii 40 anni, lui ne aveva 62, entrambi eravamo negli "anta", quindi diventò Sua ferma convinzione, da allora sempre coetanei.
In seguito anche gli altri figli furono largamente negli "anta", ma io sola restai Sua coetanea, lo ribadì anche quel giorno che di anni ne metteva insieme 80.
Lo festeggiavamo figli, nipoti ed affini, tutti insieme dopo un'interruzione di un anno, il precedente quando festa non fu per cause di forza maggiore... io in ospedale dopo l'intervento, lui convalescente dopo il Suo.
Eh si, molte cose c'accomunavano oltre al fatto di essere padre e figlia. Stesso segno zodiacale, guarda caso, il cancro, stesso fattore RH, medesima patologia nello stesso anno... forse forse non aveva tutti i torti a considerarmi della Sua stessa età, era un modo per dire che mi sentiva vicina e non solo fisicamente.
Una volta mi definì la sua "consigliora", perché me li chiedeva quei benedetti consigli che non metteva mai in pratica, preferendo poi alla fine seguire l'istinto d'impulso, senza mai domandarsi prima, chissà... ma non sarà il caso di riflettere? Ma tant'è... Lui era così, e Noi figli, pur prendendolo in giro simpaticamente, gli volevamo bene anche "per la Sua delicatezza tanto simile a quella di un elefante in un negozio di cristalli".
Fu allora una grande festa, 80 anni davvero non pochi, e poi arrivarci così... senza dimostrarli neanche un po', lucido come ne avesse, diciamo, 60, tutto sommato con una salute invidiabile dopo aver superato un tumore intestinale, e con tanta voglia di darci ancora filo da torcere.
Eravamo così contenti, c'era, valido punto di riferimento che ci faceva sentire giovani, in quanto ancora "figli".
Per molti altri anni avremmo voluto poter sorridere per le sue piccole manie, le "raccolte" di vecchi dischi, dei film d'epoca, della passione per tutto ciò che era schermo, della pila dei quotidiani che leggeva in differita, per il Suo modo di essere insomma, che a qualcuno poteva apparire particolare, ma che per Noi invece lo fece unico e non solo amato.
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domenica 20 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI ( n.27) (Ha da passare il giusto tempo)


Ne sono consapevole, deve passare il tempo. 

Perché i contorni della figura siano meno netti, i lineamenti più sfocati.

È triste perché invece vorresti trattenere tutto marcato ché non sfugga alla memoria.

Così trascorrono i giorni e pare soffrire molto di più.

Chissà perché proprio ora si ricordano i presunti torti allora enfatizzati, le mancanze, il tempo perso per negligenza, pigrizia, manco fossimo eterni.

Se si potesse tornare indietro, allora si, il Tempo sarebbe grande amico.

Si affollano nella mente le parole omesse o dimenticate... parole... ma sarebbero servite davvero? Quelle espresse fecero già la loro parte nel bene e nel male, ora è tempo di riporle nell'animo, scrigno dei legami vissuti pienamente.

Forse due o tre lenirebbero il dolore che a tratti arriva come folata di vento a scuotere le foglie dai rami di una quercia.

Ma la quercia non è di sole foglie, conta pure su forti radici perché sarà secolare.

Quel che pare e fa paura dura un momento. Un lasso di tempo, che il Tempo non può curare.


Bisogna dare tempo al Tempo, e curerà.

Medicando le ferite con opportunità improvvise, accarezzando le cicatrici con sorrisi rubati e ricordi riposti e poi condivisi.

sabato 19 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI (n.26) (Una preziosa eredità)

Bisogna pensare nel tempo che cosa lasciare quando tutto finisce.
Perché siamo esseri umani, perché nulla dura per sempre.
Pare scorrere tranquilla l'esistenza, e intanto matura l'esito del traguardo.
Si vive non esclusivamente per se stessi, ci si crea una famiglia e non solo, si intrecciano relazioni, e si scopre la meraviglia di gioire insieme, vivere il dolore in condivisione, progredire.
Ci s'innamora e alla fine ci si può anche detestare, ma ciò che è stato non si cancella, diventa ricchezza comunque.
Parenti, amici, semplici conoscenti.
Legami di sangue, legami acquisiti.
Relazione lavorativa, relazione d'aiuto.
La Vita ne offre di opportunità per dare senso ad un'esistenza non da spettatori ma da protagonisti.
Si tratta di seminare, curare, coltivare ogni relazione, credere nel valore di ognuna, e proiettarsi nel futuro, perché qualcosa resti come esempio, "seme buono" da perpetuare.
Se avrai ben seminato, il raccolto non deluderà. Cultura contadina ma anche sacrosanta verità, verificabile ogni giorno nelle relazioni umane, da quelle più strette, intime e familiari alle frequenti conoscenze.
Dipenderà da come ti porgi, da quanto di Te stesso avrai dato senza nutrire troppe aspettative.
Dovrebbe essere normale per un genitore, donarsi ad ogni figlio in modo equo e gratuito, e il "buon raccolto" c'è il giorno che non sarà più. Concordia tra fratelli, la vera e unica eredità d'amore.
Altro seme buono quando toccherà loro lasciarsi dietro il miglior raccolto.
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venerdì 18 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI (n.25) (Elaborare)

Metabolizzare per via diretta e veloce è difficile. Il termine lo spiega, sarebbe farselo proprio, farlo entrare in circolo col sangue ciò che è stato e poi... non rendersene conto più.
Non avvertire l'Assenza, non accorgersi della Presenza che pur continua a esserci in forma e per emozioni diverse.
Certi legami quando ci lasciano non abbandonano completamente il Cuore, non possono perché sono stati grandi ed essenziali, importanti.
Però lo mettono a rischio, perciò elaborare si deve perché a Noi è dato un pezzo di strada ancora, e il dolore della perdita grande ed essenziale, senza aver trovato logica, lo impedirebbe.
Ripetersi... mi manca.
Mi sembra impossibile.
È tutto surreale.
Mi manca da morire... mette fuori rabbia, senso di vuoto, tutta la sofferenza per un evento che resta incredibile come un sogno, angosciante come un incubo.
Mi sembra impossibile, perché la mente rifiuta ciò che non può essere programmato.
Mi manca... e poi si continua il cammino, avendone nel Cuore sempre la presenza.
Elaborare è trasformare.
Le mancanze, colmandone il vuoto coi ricordi, le tristezze coi sorrisi.
Elaborare è esperienza di cui far tesoro, per trasmettere l'intera sua ricchezza.
E sarà insegnamento per un percorso che non risparmia alcuno, ma che vissuto in piena consapevolezza, può portare grande compensazione.
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giovedì 17 marzo 2022

E NON CONTANO QUESTI ANNI TRASCORSI (n.24) (La forza di ricominciare)

Solo stasera mi sono resa conto di certe coincidenze, di date sempre le stesse, di eventi simili nel mese che dovrebbe segnare ogni rinascita.
Alcuni fatti convergono e pare sia così, tacitamente una spiegazione, un disegno preciso per soffrire ragionevolmente.
Ci penso ancora per non pensarci più.
L'elaborazione funziona così, mentre rimuginare fa male e poi non porta frutto.
Tanta energia mal spesa.
Stasera mi sento smontata, perché rivivo la chiamata allarmante di una settimana fa, mi dà peso un nodo allo stomaco costante.
Non si direbbe che io sia la stessa persona che guardò negli occhi quel nemico che l'avvicinò tramite l'inquietudine e la sorprese con crudele violenza.
Mentre ci penso, l'ansia monta quanto basta ed è già troppo, perché la mente associa ricordi e situazioni e si sgomenta.
Mi oriento al positivo.
È solo per caso, un preciso ricorso storico sicuramente non sarà.
La Vita ama le sorprese, gode nel sorprendere.
Perciò, calma e tranquilla.
E ripeto quasi di continuo...
Doveva andare così.
Nonostante i pensieri vaganti sei guarita dentro, nel carattere e nello spirito.
Ché poi è la vera guarigione, quella che non assicura il privilegio dell'immunità a vita o addirittura dell'immortalità, ma regala nuovi occhi per guardare.
Allora, che si fa?
Comincia subito, dopo che ogni luce sarà spenta e smorzato l'ultimo pensiero.
Ne avrai tenuto da parte uno solo, un piccolo progetto o proposito per domani, un acquisto, una dolcezza, un abbraccio.
Tu resti al centro del piccolo mondo ricostruito a fatica, sei forte di questo e devi continuare ad esserlo per questo.
Così, basta coi pensieri vagabondi e continua a vivere giorno per giorno quello che di bello la vita dà, il cielo sereno dopo le nuvole, la primavera dopo l'inverno, il sorriso dopo il pianto.
In nome della speranza che mai si perde, comunque sia, comunque vada. Sempre sicura di ricominciare.
Perché tutto ha un inizio e tutto ha una fine.
E a Noi tocca ricominciare sempre, perché se la fine ha un tempo, ricominciare è all'infinito.
In qualsiasi momento, qualunque sia il motivo.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "Ricominciare da se stessi è la migliore soluzione possibile"