domenica 2 ottobre 2016

TI ACCOLGO E LEGGO I TUOI BISOGNI


Un'altra giornata di grande arricchimento quella odierna. Sono stata ad un convegno sull' "Accoglienza" in ospedale. Ho ascoltato alcuni interventi e, per ultimo ma non ultimo, quello della Nostra presidente che presentava l'Associazione di cui anche io faccio parte. Infatti nessun'altro più del GAMA può rappresentare l'essenza del tema trattato.
Comunque tutte molto interessanti le relazioni dei professionisti presenti, in cui sono stati ribaditi concetti già noti ma col tempo più raffinati.
La centralità del paziente, non più visto solo al centro del sistema ma artefice del proprio destino, con diritti e responsabilità. Fruitore di un servizio, diventa il "padrone di casa" che può pretendere la massima efficienza dai Suoi servitori (operatori sanitari).
La presenza sul territorio di vari consultori, e di qualche medico che si comporta autonomamente da consultorio. E' il caso di una pediatra di un paesino che per ogni bambino di cui si fa carico, la prima volta addirittura si reca a casa dei genitori per avere un quadro completo il più possibile della sua realtà.
E si è parlato di metodo di comunicare e strumenti, gestualità ed umanizzazione. Bastano 5 secondi per dare inizio ad una buona accoglienza. Un sorriso e un saluto pronunciato con pacatezza, e poi ben venga e senz'altro ben accetto tutto il resto.
Si deve tener sempre conto che la Persona che "approccia" all'ospedale vive un momento particolare. C'è nervosismo, ansia e a volte angoscia, deve perciò sentirsi a proprio agio in un ambiente che non si mostri se non ostile neppure freddo.
In un concetto olistico è da prendere in cura la Persona nella Sua interezza, in quanto corpo, animo e mente. A tale scopo è necessaria un'adeguata formazione degli operatori sanitari e anche dei volontari. Delicato e precario è l'equilibrio di Chi soffre, e cerca aiuto affidandosi alle cure di Chi ne sa.
Accoglienza, quindi... Ti accolgo e leggo i Tuoi bisogni. E' nell'etimologia della parola stessa. Una parola che richiama immediatamente un'altra, anzi a più di una...
Accoglienza senza differenze... Abbraccio stretto e dolce... Amore in assoluto.
Accoglienza come Amore di una mamma in Attesa. .
Alito di vita che trova nel sincronismo dei due Cuori, l'Ancora di salvezza, la speranza di veder la luce.
E avanti forse all'infinito... perché Accoglienza è Allargare le braccia per contenere quanto più si può... persone, Affetto, Armonia e Anime.
In un'unica parola, sempre e solo Amore.
Quello universale che non conosce alcuna differenza, che cerca e trova sempre Accoglienza.

sabato 1 ottobre 2016

VIVERE CON ARTE


Vivere con arte, si dice. E la cosa proprio facile non è. Diciamo pure che diventa una finezza, un impegno non un sopravvivere tirando la "carretta". Perché la più grande opera d'arte della vita è la cura dell'anima, intesa letteralmente come "psiche".
Da un' "Avventura" si esce vivi o morti, e se vivi pure agguerriti.
Agguerrito non vuol dire stare sulla difensiva, attaccare per non essere attaccati, non accettare, non capire, non ascoltare.
Agguerrito significa combattere ogni giorno contro le paure, rendersi forti con duro allenamento. Ridimensionando il più possibile la sofferenza, prendendo le distanze da controversie e ostilità. Fosse facile...
E intanto sarà necessario lasciarsi scivolare tutto di dosso, anche se continuamente ti "innaffiano" addosso. A causa dei ripetuti rovesci, per un po' a capo chino ma giusto il tempo che il peggio passi, e poi... a testa alta perché non siamo "fiori recisi".
E quando il gioco si fa duro, e troppe volte si finisce alle corde accettare pure l'aiuto che Ti viene offerto gratuitamente.
Capire le ragioni altrui, per perdonarsi e perdonare... ascoltare la sofferenza per dare meno peso alla propria.
E alla fine e soprattutto dire, grazie di aver vinto per un altro giorno ancora.
Vivere con arte è anche saper rielaborare i ricordi, farne insegnamento per un'esistenza migliore.
A occhi chiusi vederne i particolari e riprovare vecchie emozioni, incomprensibili per estranei a "questo mondo". Un mondo a parte, privilegiato alla rovescia, che non potrai rinnegare e mai più rifiutare.
Tornano i ricordi dei disagi, la fatica... tanta, la paura... immensa.
Ma pure i molti visi impressi nella memoria, e a tratti i toni di voce e il riso e il pianto.
Appunto... tutto questo come potrebbe essere compreso da Chi si ferma in superficie, e pensa alle beghe mascherandole da "grandi valori e ideali"?
Questi pensieri misti ai ricordi di sei anni di vita non mi fanno sentire proprio "giusta di testa"... se soffro... e temo di perdere quello che ho conquistato. La mia Vita ad arte.
I ricordi si accavallano, precipitano. Li raccolgo per custodirli in uno "scrigno".
Sono fotogrammi di un passato, qualcuno pare il resto di un'istantanea strappata per la rabbia, comunque frammenti di Vita. Una parte di me.

venerdì 30 settembre 2016

LA COERENZA


Udite, anzi meglio leggete, ché questa espressione mi è venuta più che di getto.
La Coerenza è un abito per tutti i giorni, firmato e non va tradito. Non è adorno di fronzoli, molto semplice e a taglia unica. Chi lo indossa con convinzione, lo fa bello senza ipocrisie.
Queste espressioni elementari e spontanee nascono dall'aver ascoltato troppe volte parole contrastanti ai discorsi nei discorsi. E pensare che parevano così convincenti. Insomma così non è stato, almeno da una parte... dall'altra invece sono stata confortata da alcune affermazioni che non mi aspettavo...
Scusate... ho detto, rivolta a due Amiche interrompendo la conversazione. Pochi istanti prima qualcuno si era fermato a salutarmi... scusate, ma ogni giorno è così. Non arrivo ad indossare il camice che sto già all'opera senza rendermene conto.
In realtà non è la veste che mi investe di un ruolo, ché poi ruolo non è. Seguo il Cuore che non ha compiti, ma va seguendo l'ispirazione del sentimento autentico che non ha eguali. L'Amore Incondizionato. Eppure non avrei mai pensato di esserne capace, ed ancora non me ne capacito...
E' inevitabile... ha replicato una di Loro... qui sei importante.
Io... importante?... e avrei voluto sprofondare. Una delle poche cose che ho conservato della mia antica natura è proprio questa. Non ho mai amato mettermi in mostra, sgomitare per essere la "prima della classe", anzi. Sarà stato per questo che pur bravina a scuola, nessuno mai me ne ha dato merito. E veramente non mi interessava nemmeno. Stessa cosa ora.
Certo. Sei famosa. Ti conoscono Tutti. Si parla di Te.
A questo punto mi sono sentita tutta un fuoco in viso. Arrossire per un complimento come un'adolescente? Non proprio. Piuttosto coerente con il "pensiero motivante".
Quello che faccio e come lo faccio nasce da un profondo desiderio e da un'esperienza che ha permesso di metterlo in atto. Tutto nell'intimo, per niente proclamato. Resto coerente. Non mi interessa altro. Potessi farlo sotto altro nome, lo farei senz'altro. Non è "apparenza".

DA UNA RUOTA PANORAMICA



Rappresentazione nuova, descrizione diversa di questo "Nostro Mercoledì" trascorso fuori dopo una settimana di fermo.
Una bellissima giornata di primo Autunno. Tiepida, tersa... dai profumi inequivocabili di stagione e dalla luce rassicurante. Qualche nube sulla via, ma abbastanza distante da non preoccupare.
E così siamo giunti a Vasto, una città che non conoscevo e che ho trovato assai bella. Un mosaico di delicata bellezza. Un mare stupendo.
Un po' di palchi qua e là... quelli da cui piccole orchestrine un tempo regalavano musica nelle ville comunali... e qualche giostrina. E poi, proprio al centro della piazza antistante il castello, una grande e colorata ruota panoramica.
La mia "attrazione" preferita, l'unica che non mi perdevo mai da ragazzina, e anche più avanti quando qualche volta ci sono salita con i miei bambini. Quando si arriva nel punto più alto e si ferma, il dondolio della piccola navetta e il soffio d'aria diverso mozzano il respiro, e intanto lo sguardo abbraccia in una sola volta tutto quanto può.
Oggi, quella ruota era ferma ma immaginiamo se così non fosse stato. Di certo sarei salita, e quando fosse arrivato il momento avrei potuto ammirare l'ampia spiaggia lambita da piccole onde in progressione, la vastità di Punta Aderci, e rientrando... i vicoli medievali, le strade regolari, le chiese e i campanili... tutto dall'alto.
Scrivo ed è una sensazione strana. Sarà forse a causa dei pensieri contrastanti di questi ultimi giorni, sarà perché così doveva essere... mi sembra quasi di descrivere un sogno.
Intanto guardo gli scatti di questa giornata.
Un panino e un grappolo d'uva come pranzo vista bosco... per due volte un caffè e qualche dolcetto consumati allo stesso bar. Il Nostro "confrontarci" rilassato di tutti i mercoledì.
Sono certezze queste, inconfutabili. Come le bellezze carpite con uno sguardo solo da una ruota panoramica.

mercoledì 28 settembre 2016

UNA BELLA SORPRESA... e il ricordo della "caramella rossa"



A gennaio saranno 4 anni che sono in reparto da volontaria ufficiale. Senza titoli importanti ma con grandi competenze umane, acquisite nel corso del tempo... il mio tempo qui.
Penso di aver vissuto pienamente la mia esistenza grazie a quest'ultima parte più che in quella che l'ha preceduta. E quanti doni...
Me ne rendo conto giorno per giorno, e ne sono grata. Anche se sono le persone che incontro a ringraziarmi con parole e gesti.
Stamattina mi ha colto di sorpresa... una bella sorpresa. Chiedo venia per il gioco di parole, ma rende bene il concetto... ci sta. E poi, non so perché, immediatamente dopo si è affacciato il ricordo della "caramella rossa". Quella preferita da un paziente che parlava poco, ma aveva un sorriso dolce quanto quella caramella, quasi "profumato" quanto il Suo nome, un nome da donna stranamente al maschile. Non avevo mai sentito un uomo chiamarsi con quel nome, eppure in seguito mi capacitai che Lui non poteva che avere quel nome.
Non parlava mai, dicevo... ma un giorno, grazie al dono ripetuto di quella caramella, sempre e solo quella, cominciò a raccontarsi, ed anche arrabbiarsi, e poi stufarsi mostrandolo chiaramente, e infine concludere... dammi la caramella, va almeno mi passa il nervoso.
Quel giorno me ne andai contenta, qualcosa s'era smosso... fu una sorpresa a suo modo bella per me. Fui grata a Lui perché mi aveva permesso di esserlo anche con me stessa. Combinavo del buono se riuscivo a far sentire meglio qualcuno.
Così stamane... abituale giro, poi arrivo nella stanza dove trovo la mia solita, cara Amica con cui ci diamo appuntamento ogni volta. Oggi non era stato possibile a causa di un telefono in tilt... e già questa è stata una sorpresa piacevole, incontrarla senza sapere della Sua presenza. Poi mi sono allontanata qualche minuto e ho lasciato il mio cestino sul comodino. Tutto normale, no? In effetti...
Però ad accompagnarla era venuta pure Sua figlia, e l'artefice della sorpresa, quella che mi ha commosso, è stata proprio Lei. Ha scattato una foto al cestino, e al fiocco che aveva scelto. Un pensiero rosa shocking.
Al mio ritorno a casa, ho aperto fb e mi ha accolto la foto, con dedica. Mai sorpresa fu dono appropriato al momento. Poco prima ero stata presa da un turbine di pensieri, un po' delusa altrettanto sfiduciata. In un attimo quella foto aveva dato una risposta ad una domanda non esplicitamente espressa.
Ora a chiara voce invece, dico... grazie. Sempre e per sempre.

L'AMORE CHE GUARISCE


E' quello stesso che ricarica, dopo essersi presentato sotto le mentite spoglie di una dura prova.
E' quella seconda "opportunità" che coinvolge progressivamente più persone, impedisce di occuparsi d'altro, non dà possibilità di scelta. Una volta che si è imboccata quella strada d'Amore, si va fino in fondo, avvolti da Energia inesauribile. Finché la realtà darà ragione, pure con poca speranza, contro ogni evidenza.
Conosco una persona così presa e innamorata di sé come genitore, che fa tanta tenerezza. Non è un Narciso, eppure si specchia negli occhi di Sua figlia. Ama la Sua vita, ma non esita trascurarla per "cullare e accarezzare" quella di Sua figlia. E' un poeta, sognatore... di ogni pensiero colto al volo un appunto, per non dimenticare. E non farsi scordare.
Non si stanca mai, è sempre in prima linea ad incoraggiare, portare armi e cartucce, andare avanti di continuo. E' Amore in prima persona. Se dovessi raffigurarmelo come "elemento guaritore" avrebbe i capelli bianchi e un paio di occhi azzurri. Sempre pronto, e all'opera. Stakanovista dell'Amore.
Sa bene quanto sia difficile liberarsi dallo spettro del dolore, e comunque lo crede possibile.
Così abbracciando questa eventualità, tutt'altro che irreale, si sente libero di osare. Accogliere e fare propri "pensieri al positivo", raggiungere così quello "stato" tanto simile al paradiso.
Accetta le cose così come sono, le vive come momenti temporanei restando lucido e sereno.
Credendo con forza che qualcosa cambierà. Non può restare così la situazione, non è umana.
Non si ama mai inutilmente.
Se credi nel profondo di quell'Amore, indietro ti tornerà.
Per sempre, come dono, rassicurante ricompensa.
Non può non essere così. Tanta "devozione" per Chi da Te ha ricevuto già il dono della vita, non può non essere riconosciuta, non può non essere gradita agli occhi del Padre dei padri.
Che senso avrebbe allora un cielo pieno di stelle, ora e per sempre?

lunedì 26 settembre 2016

UN "BEL" MORSO ALLA LINGUA


Provvidenziale, direi soprattutto ad inizio giornata, così che per le ore a venire poco ho parlato, meno ho risposto. Tanti "si" e "no" evitati. Non ho dovuto adottare manco la metafora per poter essere accomodante, perché poi non avevo voglia di esserlo... insomma, tutto ok. Completamente giustificata.
La lingua mi doleva... quindi solo qualche cenno del capo, giusto come segno di vita.
Tutto è cominciato con un biscotto troppo inzuppato, masticato in modo esagerato, perciò a vuoto. Il dente, reo incolpevole è finito dove non doveva, e la lingua che in teoria non ha obbligo di obliterazione si è trovata sanguinante.
Che dolore!
Ilarità del mio compagno di vita...
Ma davvero ti fa così male?
Nooo... e che ne parliamo a fare? I miei "accidenti" sono sempre cose da niente. Con piacere gli ho fatto una boccaccia...
Caspita. Esce il sangue. Fai degli sciacqui.
Grazie del consiglio... e intanto è già sparito. Diretto alle Sue mete domenicali. E del resto a me sta pure bene così. Soprattutto da quando sono più consapevole di me stessa, convinta di ciò che faccio e dico. Da quando ho imparato a dire più "no" che "si".
Perché ad essere sincera l'unico "si" pronunciato in tutta convinzione è stato quel giorno di 37 anni fa, quando andai all'altare, degli altri a venire... diciamo... il 10%? E non sono molti, considerati gli anni, tradotti in mesi, ridotti ai minimi termini in giorni.
Comunque "si" per amor di pace ma pure mortificazione d'animo. Sperando sempre di poter riprendere il discorso ed affermare la propria opinione. Niente di più sbagliato... subito o mai più. Me ne sono resa conto col passare del tempo, quando il numero dei "si" è andato aumentando a dismisura, e le "revisioni"? Archiviate per sempre.
Poi arrivò la malattia. Grande opportunità di crescita inconsapevole, quando senti il tempo che ti pressa e la strada diventare sempre più corta.
Io dico sempre che il cancro mi ha regalato dignità e ridato la mia identità che forse neanche conoscevo. Da allora ho fatto un corso da autodidatta, accelerato... ho imparato a dire "no", nell'immediato, a più riprese, non sempre ma molto spesso.
Per dire si, devo essere convinta, coinvolta, completamente presa. Altrimenti la "cosa" non mi interessa, e tutto vada così come deve. Giro pagina.