domenica 24 novembre 2024

INCONTRI (n.94) (Prima che fosse giorno)

Sembra che pregare faccia bene. Pensiero che condivido. Mi fece bene infatti quando mi ammalai e presi a farlo intensamente prima che fosse giorno, e sia pure a mio modo. Creando una sintonia semplice col buon Dio, poche formule e tanto Cuore. Pregare... È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma. Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi. Pregare. Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. Per me questo vuol dire Pregare. Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare. Io prego così, solo così so farlo. "Dio parla nel silenzio del cuore. Ascoltare è l’inizio della preghiera" - Madre Teresa di Calcutta - Quando il contesto quasi impone la frase giusta, opportuna come da schema... io mi perdo. E mi distraggo, e poi ricomincio ma resto indietro. Non posso poi che chiedere perdono, e ricominciare di nuovo ma stavolta ascoltando le parole del Cuore. Se tutto ciò costituisce peccato, devo confessare che pecco spesso. INCONTRI (n.94) (Prima che fosse giorno) Sembra che pregare faccia bene. Pensiero che condivido. Mi fece bene infatti quando mi ammalai e presi a farlo intensamente prima che fosse giorno, e sia pure a mio modo. Creando una sintonia semplice col buon Dio, poche formule e tanto Cuore. Pregare... È la prima cosa che fa spontaneamente Chi crede quando la misura è colma. Qui e Ora, in silenzio per cercare la soluzione che serve, per ritrovare la pace in se stessi. Pregare. Una voce unica che sale dal Cuore ed entra in grande sintonia col Divino. Per me questo vuol dire Pregare. Ci si può abbandonare nei momenti di maggiore vulnerabilità e debolezza, ed è questa la preghiera più bella, e lo si fa anche senza parole. Il Cuore parla, e Chi tutto può e sa è l'unico a poter ascoltare. Io prego così, solo così so farlo. "Dio parla nel silenzio del cuore. Ascoltare è l’inizio della preghiera" - Madre Teresa di Calcutta - Quando il contesto quasi impone la frase giusta, opportuna come da schema... io mi perdo. E mi distraggo, e poi ricomincio ma resto indietro. Non posso poi che chiedere perdono, e ricominciare di nuovo ma stavolta ascoltando le parole del Cuore. Se tutto ciò costituisce peccato, devo confessare che pecco spesso.

sabato 23 novembre 2024

INCONTRI... (n.93) ("Ognuno è nessuno senza qualcuno")

Domani il reparto sarà chiuso perché i medici saranno impegnati in un convegno, quindi giornata difficile a causa dei numerosi pazienti, e per me soprattutto intensa di emozioni. Quando si dice accoglienza, dovremmo Noi accogliere, e a volte siamo accolti in un modo da emozionarci visibilmente. E così tutto diventa grande responsabilità. Impegnarsi per contenere ciò che si prova, o solo abbandonarsi ad essere se stessi, senza tante parole e più sguardi che abbracciano, quelli diretti che arrivano come carezze. Ogni volta si evidenzia quanto sia importante per Chi si sente sospeso, la Nostra presenza, l'ascolto prestato, una mano sulla spalla. O uno dei miei bigliettini, che ormai vengono richiesti... Sai, ho conservato il tuo pensierino. Ne hai un altro per me? Sempre. È la risposta. I miei fiocchi sono la nota colorata, la spiegazione sperata ed attesa a sciogliere un dubbio del momento, la parola giusta al momento giusto. C'è Chi li porta sempre con sé, Chi li lascia per casa per trovarli quando occorre, Chi li raccoglie in barattolini e ne fa addobbi per Natale... insomma mai avrei pensato potessero essere tanto "utili". Non aggiungo altro, perché non voglio ripetermi e mi rendo conto che spesso può sembrare retorica, però condivido la frase donata da una paziente, mentre slegava il nastrino... "Ognuno è nessuno senza qualcuno". Beh, forse con un po' d'impegno, costanza e ben motivati dall'Amore che non chiede, quel "qualcuno" possiamo esserlo Noi. Colmando il vuoto in una difficile parentesi della vita.

venerdì 22 novembre 2024

INCONTRI (n.92) (La Poesia è un luogo del Cuore)

Prossima ormai la presentazione dell'Antologia Poetica, pare ancora strano essere riusciti nell'intento, raccogliere le "emozioni a nudo" di Chi avrà voluto osare. Comunque siamo tutti poeti. Nell'ambito delle parole che conosciamo, possiamo formulare un pensiero che descrive un sentimento, un'emozione e poi sentirci leggeri, liberi. Un mondo, o per meglio dire, un universo di cui siamo parte e nel quale possiamo spaziare. Allora...? Tutti poeti. Fiduciosi prendiamo a scriver versi, prima in maniera grezza e poi ridefinendo il tutto. Alla fine tra poesie discrete e buone, sufficienti o meno, un capolavoro originale potrebbe pure venir fuori. Non è difficile, venti o trenta versi per sentirsi liberi. La Poesia per me è un luogo del Cuore. Solo lì e non altrove. Accoglie e non pesa, e l'animo si fa leggero. Che poesia a quest'ora di notte, sarà perché sola, sono immersa nel silenzio. Sarà perché noto altro e vado oltre. Chissà... Eppure non sono grandi cose quelle che mi fanno sentire ricca di tanto. Qualcuno che chiede di me, sentire il mio nome che nessuno scorda, l'appuntamento a 7... 14... 21 giorni, e aspettare quel giorno che tanto prima o poi arriva. E ancora...

giovedì 21 novembre 2024

INCONTRI (n.91) (Scrivere per guarire)

Al solito, è ora tarda. Che cosa scrivere? Non importa un tema, un argomento. Seguo il Cuore o l'estro del momento, o ancora l'ansia e il turbamento. Perché scrivere per me è la più efficace medicina. Non è abitudine, scrivo quasi senza pause, perché sono convinta. Mi soffermo a pensare un po' per conto mio o anche dopo una conversazione avuta in ospedale, a quanta strada ho fatto e quanta ancora ne voglio fare, nonostante le spalle stanche. Cerco intorno tutte le mie cose, libri e appunti, riviste e dispense... per me tutta la ricchezza che c'è, la certezza di un riscatto dopo la mancata laurea, il completamento di una vita. Ha cambiato collocazione il noto diario dove tutto cominciò ad essere scritto per scaricare la tensione e perché di me qualcosa restasse nel tempo. Il posto è cambiato ma non la cura con cui lo custodisco. Lo prendo, e comincio a sfogliarlo. Una cartolina fa da segnalibro in un punto preciso, tre pensieri quasi in successione... Niente avviene per caso. La mia luna di miele con il sintomo. Voglio recuperare il tempo perduto. Potrebbero insieme essere la sintesi di una storia, la mia come la Tua o la Sua, e ancora quella di molte altre. Scrivere per guarire insomma, in piena consapevolezza. In silenzio ripasso i volti, le parole fatte di turbamenti e speranze. Mi convinco del perché ci sono ancora, e visto che non sono diversa dagli Altri, solo con il privilegio di non esserci esclusivamente per me stessa. Narrazione veloce, a tratti sorridente di Chi al momento ha girato pagina e spera nel punto fermo, il definitivo.

mercoledì 20 novembre 2024

INCONTRI (n.90) (Chairwork)

Quarto incontro GAMA, caratterizzato da una nuova esperienza, che ci ha riportato alle origini, ovvero al gruppo di auto mutuo aiuto. Sedie in circolo, solo tre al centro, due vicine e una di fronte per un lavoro con le sedie o Chairwork. La “Chairwork” è una tecnica di tipo esperienziale che utilizza le sedie e le loro posizioni a fini terapeutici. Si tratta di un metodo dialogico che si basa sul parlare direttamente “con” o “come” aspetti e parti di sé. L’estrema efficacia di questa tecnica è resa possibile dall’aspetto simbolico delle sedie che hanno una loro forma e posizione nello spazio e possono permettere un cambio di prospettiva a seconda di come vengono spostate, lasciate o scartate dal soggetto. Stasera due volontari si sono proposti, e uno alla volta hanno risposto alle domande del facilitatore, rivelando dall'interiorità una "voce critica" da ascoltare, accettare ma da cui prendere anche le distanze, e una "voce positiva" da portare alla luce. Un incontro alla fine emozionante, durante il quale ognuno ha risposto tacitamente alle domande, ritrovando un po' di sé, quella parte magari giudicata severamente, a volte tenuta nascosta e per questo ostacolo alla luce interiore. Esperienza pienamente riuscita grazie ad un gruppo, il nostro coeso, accogliente e non giudicante. Da ripetere senz'altro.

martedì 19 novembre 2024

INCONTRI (n.89) (Emozioni nel tempo)

Penso non ci sia età per restare orfani. Alla mia veneranda età io mi sento così. Soprattutto di mia madre vivo la mancanza, pure se sono trascorsi quasi vent'anni. A Lei sono molto legata, ancora e sempre. Non userò mai il passato remoto perché l'amore va oltre la morte. Aveva la mia età attuale quando volò via, e capita sempre più spesso che io mi guardi per ritrovare qualche particolarità che fu Sua. Le mani... alle Sue somigliano le mie mani, e mi soffermo a guardarle quando ho bisogno di carezze. E la voce cerco di riprodurre, ripetendo la domanda sempre uguale quando mi telefonava. E lo sguardo ogni giorno più languido, percorso a tratti da guizzi di luce, è tra i ricordi più belli e malinconici. Se parlava di me sottolineava... questa è la mia figlia "grande", e a me piaceva pensare che mi reputasse grande per altri motivi oltre la primogenitura, anche perché lo diceva in un modo... Sorridente ha sempre accettato quel che le toccava. Comunque vada sarà per il bene... diceva. Il bene... che cos'è se non amore? E il tempo non cancella certe emozioni, e la memoria le riporta non solo come ricordi.

lunedì 18 novembre 2024

INCONTRI (n.88) (Emozione e gratitudine)

Con la celebrazione di stasera abbiamo ricordato le persone incontrate durante il servizio di volontariato e che non ce l'hanno fatta. Abbiamo ricordato e pregato. Di sicuro ognuno di Noi presenti, avrà avuto un pensiero particolare, qualcosa di speciale da dedicare a Chi non c'è più, poi preghiere e pensieri in modo corale saranno giunti là dove si rinasce per l'eternità. Il caso ha voluto, ma non so fino a che punto il caso c'entri, che la celebrazione fosse fissata per il 16 novembre, data che ci riporta a tre anni fa, quando la Nostra cara Lucia lasciava questa vita per andare incontro alla Luce. "Ricordati di me", furono le Sue ultime parole, e Noi come avremmo potuto dimenticarla? C'era anche il Suo nome scritto sul foglio portato all'altare, ma la "meraviglia" con cui visse la vita resta incisa sul Cuore e nella mente di ognuno. Tanta emozione quindi, e poi... poi per me commozione autentica. Al termine del sacro rito si è avvicinata per un saluto la figlia di una paziente scomparsa qualche settimana fa. L'avevo informata infatti di questo Nostro evento... - Sono con papà... E ho voluto abbracciarli entrambi, forte... Grazie... ho detto loro... non la dimenticherò, non potrei... Grazie a te, a Voi tutti per quello che fate. Che cosa ho portato a casa stasera? Tutto questo e le parole del celebrante. Quello che ci unisce a Chi non è più. Una dimensione speciale, l'Amore. L'Amore di Dio è cosa vera, e le cose vere sono sempre per sempre. Per me un promemoria direttamente da lassù. Il sentire la pienezza di questo Amore infinito.