martedì 7 novembre 2023
TAGLI E RITAGLI (n.23) (Ricordando...)
Oggi le mie sorelle ed io siamo state nella casetta che fu dei nostri genitori, a Faeto.
Ormai abbandonata da anni non ricorda più quella che è stata un tempo.
Comunque all'interno tutte le cose messe insieme da Loro, ognuno con passioni diverse. Le padelle di rame e i piatti rustici di mia madre, protetto dal cellophane il televisore di mio padre.
Sul divano ancora il plaid scozzese. Pareva aver custodito la forma dei corpi.
Scenografia e colonna sonora di questo ritorno al passato, la pioggia battente e l'urlo soffocato del vento.
Malinconia e nostalgia insieme, per me una sorta di "reliquia" dal profondo significato.
NON CI SEI PIU'
Mamma, non ci sei più.
Andasti via, in silenzio, piano piano.
Te ne accorgesti.
Non capii le tue parole.
Non volevo capire.
Le lacrime, le dolci insistenti carezze, il bisogno di te.
Cedesti per amore, con dolore.
Poi fu un silenzio carico di comprensione.
L'ultimo dono, la malinconica nostalgia di una mamma che non c'è più.
lunedì 6 novembre 2023
TAGLI E RITAGLI (n.22) (Pensieri e responsabilità comunque a colori)
Non me li faccio mancare, soprattutto i colori.
Una vita grigia è intollerabile e si deve far di tutto per darle colore e che non sia sempre lo stesso.
I pensieri sono riflessioni in sintesi, tradotte in parole.
Pensieri colorati e leggeri diventano ricarica naturale per sé e gli Altri.
Di tutto questo personalmente mi sento responsabile, e da quando sono nata a nuova vita, intendo alleggerire questa col pensierio sano, quindi trasmettere costantemente positività e speranza.
Se non ci fossero i colori la responsabilità peserebbe come il cielo grigio in estate, e se non ci fossero i pensieri resterebbe la responsabilità con problemi inespressi, mai elaborati e irrisolti, quindi sospesa.
"A volte le parole non bastano.
E allora servono i colori.
E le forme.
E le note.
E le emozioni".
- Alessandro Baricco -
Avete mai fatto caso a quanto sono belli i fiori di certe piante grasse?
Sono fiori più belli di tanti altri, perché imprevedibili spuntando all'improvviso tra le spine, e duraturi non si sa come, visto che necessitano di poche cure.
Fiori senza profumo perché lo si possa immaginare e diventare così il fiore di ognuno.
E poi pensare di essere unici come quei fiori con la responsabilità forte di resistere oltre le spine, magari con la sola luce che attraversa il vetro di una finestra.
Sentirsi tra spine e dolori, a tratti pure inariditi perché basta quel che serve, eppure per quel poco ogni tanto nasce un fiore.
Merito e lode per Colui che tutto può e vuole.
Metafora di una giornata vissuta come un fiore di cactus, con la fretta di arrivare a sera per tornare a me stessa, ringraziando comunque e sempre il buon Dio.
sabato 4 novembre 2023
TAGLI E RITAGLI (n.21) (Sulle punte...)
... perché anelava alla rinascita, e scrivere di Lei un minimo lo permette.
Pare quasi una favola, per cui comincerò così...
C'era una volta una ragazza mai del tutto adulta, fragile che sognava di danzare da "Etoile" su un grande palco, o possedere ancora un paio di scarpette rosa...
... solo un accenno poi a fiocchi col nastrino celeste rimasti sul fondo di un cestino, e a scarpette da ballerina guardate da lontano con un sospiro.
La fragile ragazza si ammalò, e all'inizio era spaventata e sfiduciata, poi piano piano si riprese.
Dici che ce la farò?... chiedeva ogni tanto... perché non dovresti farcela, certo che ce la farai... le si rispondeva.
Lei aveva danzato e poi smesso con l'arrivo della malattia, quindi aveva fatto voto di non riprendere più, chiedendo la grazia della guarigione.
Era notte e Lei spesso restava sveglia per pensare e sperare. Sognava ad occhi aperti di poter continuare a vivere...
In una grigia giornata di novembre invece andò via in punta di piedi, certamente accolta dagli Angeli come Etoile del Paradiso.
Tornerà a ballare, perché Dio lo permetterà.
Io non l'ho più dimenticata.
TAGLI E RITAGLI (n.20) (Perché non sia solo ricordo)
C'è vento forte stasera, pare voler spazzar via tutto, le foglie cadute, i malinconici pensieri.
Quante volte abbiamo pensato... avessi detto, l'avessi fatto... oggi non c'è più tempo.
Si conclude così la giornata del ricordo. Qualche rimpianto, una lacrima.
E magari un po' di tempo dedicato, qualche carezza in più, e soprattutto ascolto attento... e sarebbe stato scambio d'amore incondizionato.
Le parole che seguono all'apparenza sono parole di tristezza infinita... ma solo all'apparenza. In realtà è speranza di Vita che si concretizza al Presente.
ORA CHE SONO VIVA...
PREFERISCO che tu condivida con me qualche minuto
ora che sono viva,
che una notte intera quando sarò morta.
PREFERISCO che tu accarezzi soavemente
la mia mano ora che sono viva,
piuttosto che adagi il corpo sul mio cadavere
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu mi faccia una breve chiamata
ora che sono viva,
invece di intraprendere un lungo viaggio
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu elevi a Dio una breve preghiera
ora che sono viva,
che non una messa cantata
quando sarò morta.
PREFERISCO che tu mi dedichi un solo accordo di chitarra
ora che sono viva,
che non belle parole sulla mia tomba
quando sarò morta.
PREFERISCO anche i più piccoli dettagli
ora che sono viva,
che non grandi manifestazioni di affetto
quando sarò morta.
(da "Vivere il tramonto", Paure, bisogni e speranze dinanzi alla morte. Arnaldo Pangrazzi)
venerdì 3 novembre 2023
TAGLI E RITAGLI (n.19) (Riflessioni a Novembre)
Sarà questa una notte senza luna né stelle, un velo copre il cielo.
Pare prepararsi al giorno che sarà, domani 2 Novembre.
Commemorazione dei defunti.
Diverso è il silenzio della notte,
compagno ideale quando si chiamano a raccolta i pensieri.
Quelli ultimi che portano ad emozioni recenti ma anche altri che naturalmente si affacciano e vanno ad unirsi, in armonia.
Capisco perché io amo scrivere a sera tarda... e la notte è oltre l'uscio del giorno trascorso.
Pensieri stanotte che celebrano una giornata triste?
La morte, evento naturale, vale quanto il testimone lasciato in successione ad Altri nella convinzione che se ne possano giovare.
Nasce così il ricordo, e dalla memoria la forza più grande.
Mentre questo giorno declina, pensando a Chi proprio oggi si è appartato nell'altra vita, accarezzo sogni e speranze.
Quanta vita c'è ancora in me?
Quella che sento, perché sono qui, viva adesso.
TAGLI E RITAGLI (n.18) (Si affaccia Novembre)
E anche Ottobre è volato via, col caldo anomalo e il Nostro ciclamino, i fiocchi rosa, propositi nuovi e tante cose da fare.
E mentre ovunque continuano incessanti allegri "dolcetto e scherzetto" che, si approvi o meno, fanno stagione, ricordo la piccola lanterna a forma di zucca dei miei bambini.
A loro non interessava vederla illuminata tanto erano presi a svuotarla dei cioccolatini che conteneva.
A me invece è venuta nostalgia di quei tempi belli, così l'ho presa dai ricordi e con un lumino acceso all'interno, ho rischiarato quella parentesi di vita che oggi mi manca.
Sogni, speranze e tanta strada davanti.
I ricordi riportano indietro ma non fanno tristezza, merito di quel raggio di speranza che crea nuovi riflessi e fa brillare gli occhi di luce diversa.
Complice anche il pensiero che il Passato è passato, il Presente passerà, sta già passando, e comunque sia, un nuovo inizio aspetta.
E si affaccia Novembre. Sono i primi giorni di novembre dedicati alla memoria.
Al ricordo dei propri cari, ma anche di Chi, incrociando il Nostro cammino, ha lasciato un segno.
Consapevoli dei pregi e dei difetti a monte, siamo alla fine l'esito degli esempi ricevuti e delle esperienze vissute.
Per tutto questo quindi sempre grati.
mercoledì 1 novembre 2023
TAGLI E RITAGLI (n.17) (" Non sono niente")
Oggi spolveravo libri, uno per uno, leggevo titolo ed autore. Mi sono imbattuta in Pessoa, un poeta che amo, perché trovo spesso nei Suoi versi l'affinità coi miei pensieri. A tratti paradossale ma con chiaro intento provocatorio.
Così mi è tornata in mente una Sua composizione...
"Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo,
ho in me tutti i sogni del mondo".
- Fernando Pessoa -
... esattamente cosa penso di me stessa, convinta pure e ovviamente che senza di me il mondo va avanti lo stesso.
M'impegno davvero ad essere niente, o meglio nessuno.
Mi stimo ma non mi sopravvaluto, non sgomito per apparire ma mi faccio largo per farmi ascoltare. Soprattutto quando le stupidità dette hanno raggiunto il colmo, trasbordano e si espongono a doppio rischio. Passare per buone o scatenare l'irritazione globale.
Allora parlo, ma poi subito mi faccio indietro e torno nell'ombra che è molto più rassicurante per Chi intende mantenere gelosamente il Suo "status" beato di Nessuno.
È proprio un gran bene che io sia Nessuno. Alcun titolo, e senza competenze se non quella che mi ha lasciato la malattia.
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