giovedì 8 gennaio 2015

FERMA QUEL MOMENTO NEL TEMPO

Bella come espressione, stimolante invito... me lo sono fatto da sola già ieri sera, quando per l'ultima volta ho tirato via la spina dalla presa e le luci dell'albero di Natale si sono spente.
Passato un periodo, la "logica istintiva" vorrebbe archiviarlo in modo definitivo, e questa prevale perché la sua ragion d'essere è fare tutto seguendo l'impulso del momento... ragionare quel tanto che basta... pensare a quel che è da fare, in attesa di mandarlo a sua volta... in archivio.
Vivere in automatico, senza apprezzare i dettagli e il gusto di "sapori particolari". Succede quando scarso e poco significativo è il "vissuto" alle spalle, e forte e spasmodica invece, la curiosità ansiosa del tempo a venire.
Così, ieri... tornando all'anonima penombra di un comune lume, ho riflettuto su quel preciso momento, diciamo pure... "istante" che per un po' mi creava sgomento ma solo perché era il seguito di un altro opposto. In conclusione, destabilizzava perché interrompeva una sia pur breve routine, e nello stesso tempo confermava una certezza... il passare del tempo con tutte le incognite che comporta.
A questo punto la solita logica istintiva, per non pensarci... si immerge in altre considerazioni, affoga e poi... riemerge in "altro mare".
Ma Chi lo dice che deve essere necessariamente così? E' vero, il tempo va... i foglietti del calendario ad uno ad uno vengono staccati, ma nella mente e ancor di più nel Cuore di Chi vuole, tutto può restare fermo, intatto per un altro po'.
Ricordo... quando decisi che non avrei più indossato la parrucca, anzi le parrucche, non me la sentii di toglierle di mezzo immediatamente... le lasciai lì dove erano state durante i 10 mesi di quella mia "particolarissima vita". Tre testine "parruccate" sul comò per un'altra settimana... perché potessi rendermi ben conto che era finita... quel periodo, passato ma non del tutto archiviato. Perché quando qualcosa si vive intensamente... nel bene o nel male... non si può.
E mentre solo ieri è stata l'Epifania, ho ancora sulla mensola in cucina le formine dei biscotti di Natale.
Dopo tutto non danno alcun fastidio, fretta non c'è... le lascerò dove sono, ancora per qualche giorno. Poi ci penserò.

mercoledì 7 gennaio 2015

DA RIFARE TUTTO... "SISTEMATICAMENTE"


Ero già fuori contrariata e stizzita, quando ho sentito dietro di me un passo svelto e una voce...
"Signora, state andando via?... e il numero...? Potete cederlo a me, per favore?... ve lo pago..."
Mi sono cascate le braccia...
"Non ce l'ho il numero, per questo vado via..."
Di fronte ad una faccia affannata e poi delusa, il mio totale scoramento.
E' mai possibile, siamo arrivati a questo punto?
E mentre io mi sentivo "protagonista" assoluta di un atto unico, tutte quelle persone non potevano fare altro che le "comparse" di un "polpettone storico", che coinvolge per la vivacità di azione ma poi annoia, perché non ha mai fine.
Intanto, per quello che mi riguardava, nel tentativo di recuperare tempo, vedevo una sola possibilità. Salire in reparto e far spostare la data della visita alla settimana successiva. Vado su, consapevole di trovare anche lì una situazione non facile, ma ciò che mi si presenta supera ogni aspettativa... mi verrebbe davvero voglia di tornare indietro e non pensarci più, ma poi come un automa mi porto all'accettazione. In fila come tutti, ma stabilmente ultima perché do la precedenza a Chi davvero non può... salire e scendere, stare in piedi o seduto... a Chi non tollera quel posto e ha fretta, a Chi lo tollera ma preferisce starci il minimo indispensabile.
Alla fine arriva pure il mio turno..
"Ascolta... non pretendo niente. Non sono riuscita a fare il prelievo, potrei rinviare la visita oncologica di una settimana?"
"Scusa, qual è il problema, il prelievo? Puoi farlo qui... devi solo aspettare".
E ho aspettato... sempre in fila, cercando quasi di non farmi notare perché... ripeto... non mi pareva molto giusto.
Sono passate circa due ore...
"Non hai messo il camice, oggi?", è stata la domanda ricorrente... e poi la mia risposta, " Oggi, sono dall'altra parte", e avrei dovuto aggiungere... sono "paziente", e mai termine sarebbe stato più esaustivo.
Però anche per me, ovviamente è arrivato il momento, e quando l'infermiera, dopo aver pronunciato il mio cognome, ha visto di chi si trattava, ha esclamato... ma non potevi dirmelo?
Beh... io non mi sarei mai permessa, e non l'ho fatto. Ma per quelle parole dell'infermiera mi sono sentita... troppo considerata... troppo privilegiata.
E tutti gli Altri?... sempre comparse in cerca di un "ruolo".

martedì 6 gennaio 2015

DA RIFARE TUTTO... "SISTEMATICAMENTE"


Me ne sono andata un po' sopra le righe, perché non potevo farne a meno, non se ne può più di tutto quel "sistemarsi" a discapito di qualsiasi tipo di sistema. Tutto fa acqua... pure le "scialuppe di salvataggio" che a suo tempo andavano controllate dalle "competenze" e non dagli "incompetenti", preoccupati solo di accomodarsi 4 uova nel piatto.
Eh... si sarà capito che sono in corsa per uno sfogo!?... è da quando sono tornata a casa che ho preso a "parlarmi addosso" con stizza e pure rabbia, ad arrovellarmi per intravvedere una possibile soluzione a tutte le cose sbagliate, alle contrarietà che... costretti nostro malgrado... viviamo.
Certo è che alle assurdità non c'è limite. Cinque giorni di "ponte" per le festività... e nessuno si è salvato, all'infuori di coloro che del ponte hanno usufruito.
Stamattina, sono rimasta spiazzata... un accalcarsi di persone che rumoreggiavano spazientite per poter fare delle comuni, normali e prescritte analisi del sangue. Sembrava di essere alla "prima della Scala".
Dopo essere arrivata a spintoni al distributore dei numeri, lo trovo ... vuoto! Avrò involontariamente esclamato... ed ora come faccio?... perché un signore ha replicato con un "sorrisino" tra l'ironico e il piccato... domani è un altro giorno. Un altro giorno?... ma se è il 6 gennaio! Allora, dopodomani... ma non farò più in tempo ad avere i risultati per la visita del 12, anche perché con tutta la gente che stava andando via, il 7 c'era da aspettarsi identica sceneggiata.
A quel punto era comunque inutile aspettare, in qualche altro modo avrei fatto... sono uscita parlando a voce alta con me stessa... questi sono completamente fuori di testa!
Disorientata, confusa ed innervosita ho preso a passare in rassegna le poche possibilità che avevo, sfiorata anche da un leggero senso di colpa, l'ennesimo... forse se c'avessi pensato prima...
Ma sarebbe logico sottoporsi a degli esami del sangue a novembre, quando gli esiti degli stessi dovranno essere visionati da un oncologo a metà gennaio?
(continua...)

lunedì 5 gennaio 2015

UNA CAMICIA DA STIRARE E MELE DA SBUCCIARE


E pensare che per oggi c'era in programma tutt'altro, però tutto sommato non mi dispiace sia andata così. Domenica a casa... silenzio per riflettere ed elaborare le solite certezze part time, e poi... una camicia da stirare.
Eh già, perché è da un bel po' che ho litigato con la "felice coppia", asse e ferro da stiro, per cause non dipendenti dalle nostre volontà.
La fisiatra fu categorica... mai più movimenti iterati né pesi, altrimenti il braccio ne risentirà. Vietato grattugiare formaggio, limoni e cioccolata... come pure usare aspirapolvere e ferro da stiro, e così da allora... grattugia il Bimby, sul pavimento passo la scopa dai "capelli di lana", e a stirare ci pensa una "simpatica signora". Ma in questi ultimi giorni la neve e le feste hanno destabilizzato il "sistema interno familiare" mio, e ahimè anche il suo, per cui si è preso un bel ponte... e Noi, anzi... mio marito è rimasto senza camicie pulite.
E oggi ho dovuto stirarne una... e pensavo pure di non ricordare più come si facesse. Invece è stato tutto una "piacevole scoperta".
Al di là del fatto che certe cose non si dimenticano, mi è pesato non più di tanto, forse perché nell'adempimento di quella funzione mi sono rivista come una volta ed ho scordato i 23 linfonodi mancanti, poi... il compagno della mia Vita si è seduto di fronte mentre stiravo e mi ha tenuto compagnia. Ma dico... quando mai l'aveva fatto? E dopo mi ha anche ringraziato... cosa del tutto nuova e stupefacente... ed è evidente che ciò che prima era scontato, ha capito non esserlo più.
Non avevo bisogno di conferme perché ormai lo so da tempo, però è vero... certe "avventure" lasciano il segno che poi si rivela come quelle conchiglie rovesciate sulla spiaggia dopo una mareggiata... esternamente sporche di alghe e sabbia umida, ma all'interno dai bellissimi riflessi madreperlacei.
Ma come mi verranno queste immagini, mi chiedo... chissà!?
Comunque, non mi è bastato. Dopo la splendida riuscita dell'"impresa", mi sono cimentata in un'altra più semplice e collaudata... preparare la mia solita torta, quella che riesce sempre bene.
Un'ulteriore gratifica all'autostima.
A poco prezzo stavolta... solo qualche mela da sbucciare.

domenica 4 gennaio 2015

ACCOGLIENZA


Che bell'effetto fa questa parola... accoglienza. Mette il buonumore e poi allarga gli orizzonti. Ma quanti significati potrà avere questo termine?
Stasera in chiesa ho visto una bimba di colore in braccio alla sua mamma di pelle bianca...
Accoglienza senza differenze... Abbraccio stretto e dolce... Amore in assoluto. 
Che splendida sensazione ho provato.
Poi siamo entrati nel vivo della celebrazione... la Parola incentrata sul Vangelo di Giovanni... in principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio. Grande coinvolgimento nell'essere consapevoli di quell'accoglienza da parte del Padre.
Senso di pace interiore e di Abbandono.
Accoglienza come Amore di una mamma in Attesa. Porta in grembo una creatura, ne sente il battito distante dal suo Cuore solo 5 centimetri, poco più di un palmo di mano.
Alito di vita che trova nel sincronismo dei due Cuori, l'Ancora di salvezza, la speranza di veder la luce.
E potrei andare avanti forse all'infinito... perché Accoglienza è Allargare le braccia per contenere quanto più si può... persone, Affetto, Armonia e Anime.
In un'unica parola, sempre e solo AMORE... di quello universale che non conosce razza, sesso e alcuna differenza, che cerca e trova sempre ACCOGLIENZA.

sabato 3 gennaio 2015

LA SPERANZA VA DA SOLA, ABBRACCIA E SI VESTE DI SORRISI


E' vero che se qualcosa non va come si è pensato o programmato, ci sarà altro che compenserà. E' come essere sicuri di ricevere quel regalo desiderato, e poi scoprire nella scatola un "dono". Molto molto di più.
Dovevo fare il prelievo per concludere la tornata dei controlli, e invece... invece il centro prelievi ha deciso di fare un lungo ponte da San Silvestro a domenica, e così per me nulla di fatto, se ne parla lunedì con la speranza che non ce ne sia un altro.
Dopo il primo disappunto, ho realizzato quasi immediatamente di "aver vinto" una doppia colazione al bar... una oggi e l'altra lunedì... "premio" niente male, conforto e "coccola speciale", poi sono salita in reparto con un'ora di anticipo e non mi dispiaceva. Finalmente non avrei dovuto cronometrare mentalmente il tempo per non trascurare nessuno, e poi tanta compagnia da dedicare... sentirmi rilassata oltre che serena.
Perché serena lo sono sempre.
"Buongiorno... ho visto da lontano il vostro viso sorridente"... quindi si vede che lo sono sorridente anche dentro.
"Senti... dammi una caramella al caffè. Ma dove eri finita, che non c'incontravamo più?"... allora si dà per scontato davvero che io sia sempre lì, e qualcosa di buono combino.
"Si... questo fatto mio lo vivo bene. La vera tragedia per me è stata due anni fa, quando in pochi mesi ho perso mio marito. Per me era tutto...", e anche questa "persona" mostra di fidarsi e mi reputa "amica", si confida e racconta tutto fino alla fine.
" ... è molto giù. Non ha voglia di parlare, ma puoi passare per un saluto"... e poi non è solo quello, qualche "passaggio" di conversazione glielo strappo pure, persino qualche sorriso. E ancora un abbraccio... di quelli stretti e ricchi di calore, una carezza e anche più di una. Un "ciao" e un darsi appuntamento con una promessa... portami una foto di quando eri bambina, dovevi essere proprio bella. Non dimenticare.
Mi dice... si, pure con gli occhi.
E poi si continua a... sperare.

venerdì 2 gennaio 2015

ANNO NUOVO... RISCALDA CUORE


E domani si riprende e la quotidianità mi vedrà "sorridente" sempre, almeno spero. Perché incontrerò una "persona" e vorrei trovarla come il mio Cuore dice, ma soprattutto il Suo... desidera. Almeno che io possa ascoltarla... che abbia voglia di parlare.
Bisogna mettere in conto che vivendo un momento di angoscia, sia naturale un profondo disinteresse per ciò che è intorno, persone comprese, e quindi continui ad... arrovellarsi nel cercare in sé la risposta ad una domanda che è sempre la stessa.
Senza trovarla.
A questo punto serve la parola altrui, o una presenza silenziosa e comunque rassicurante?
Silenzio o parola giusta al momento giusto?
Non so, vedrò domani... qualsiasi cosa purché riscaldi il Cuore.
Comincerò dagli auguri... niente fa più allegria e speranza, e se le premesse saranno buone parlerò delle mie preghiere con intenzione, di ciò che l'Amore della mia vita ha detto stasera nella piccola chiesa all'interno dell'ospedale... qui si riscalda il Cuore. Perché viva e intensa senza risparmio era la luce, allietavano i canti, e rasserenava il celebrante pacato e paterno.
Per questo... sono stata così contenta che mi si è "sbrinato" il Cuore, nei giorni di festa un po' esposto ai "venti freddi" di Chi non comprende.
Ed è stato un bene, perché mi aiuterà domani, quando prima del sorriso di sempre, dovrò spazzare via rapidamente la "nube grigia" che accompagna ogni esame di controllo.
Non devo pensarci. Non ci penserò perché non è giusto, io ne ho raggiunti di traguardi... non si tratta neppure di un ostacolo, ma un semplice "fosso" che si restringe col tempo.
Il secondo giorno dell'anno... solo un "passo" un po' più lungo.