Nella stessa stanza, al letto accanto... un'Amica conosciuta solo qualche settimana prima ma in quel momento "identificata" come nota da tanto, quasi a voler riportare nel giusto equilibrio un'emotività in bilico.
Mi ha riconosciuto immediatamente ed ha sorriso...
"E il nuovo look che avevi promesso?", Le ho chiesto, meravigliata di vederla ancora con la lunga sciarpa verde bottiglia avvolta intorno al capo...
"Lo sai cos'è?... è che non trovo la parrucca adatta a me... quella che mi piace", "Eh si, perché devi sapere che mamma fa pure la difficile!", la figlia che Le teneva compagnia era intervenuta per giustificarla ai miei occhi e nello stesso tempo incitarla a sbrigarsi nel fare una scelta... era già al quarto ciclo di chemio e viveva come reclusa da più di due mesi... da quando era iniziata la "grande caduta".
"Mi dovrò decidere però, perché in casa mi muovo sicura ed è come se niente fosse successo, fuori invece... non esco proprio. Senti... ma la frangetta alla parrucca, si può tagliare?... perchè io le trovo tutte così... con la frangia e non mi piacciono". Mi è venuto da sorridere pensando alla grande influenza del gusto personale anche in una situazione così che, a Suo dire le aveva cambiato la vita, penalizzandola non poco.
Le ho allora raccontato di me... quando all'indomani della prima chemio, tagliati i capelli, avevo calzato la parrucca "offrendola" all'arte del parrucchiere perché diventasse tutt'uno col mio viso, con l'intera mia persona.
Mi guardava mentre Le parlavo e prendeva sicurezza... "va bene, allora... penso proprio che per la prossima volta... cambio testa!", e l'incertezza e il dubbio sono finiti in risata.
Nella stessa stanza... un ragazzo con la mamma al Suo fianco, una madre con la figlia accanto... per causa uguale ma in posizioni diverse... e poi c'ero io, a collocarmi tra di Loro come la Mente indirizzava e il Cuore, soprattutto... suggeriva.
domenica 17 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
Figurine
"Buongiorno... vorrei cinque bustine di Peppa Pig e cinque di Champion..."
Ero all'edicola, accanto a quel papà che comperava le figurine per i Suoi bambini e istintivamente mi sono voltata a guardarlo... però senza dare troppo a vederlo. Che c'era di strano, infatti nel comperare figurine da collezionare, a parte il fatto che sono destinate a moltiplicarsi per non completare mai una raccolta?
Nulla di strano quindi... per me anzi è stato immediatamente tornare indietro nel tempo, quando le bustine le comperavo anch'io per i miei bambini.
Ma non solo questo...
Stamattina in reparto... il solito affollamento. La rabbia che mi fa ogni volta constatare con sgomento che c'è crisi solo per l'economia, neanche a pensarla riguardo a questo male... maledetto ed impietoso. Persone che devono far la fila pure per la chemio a causa della mancanza di posti letto, in un sistema che fa dell'inversamente proporzionale la sua regola base. Risultato: effetto collaterale della terapia potenziato da un voltastomaco costante che si preannuncia ancora prima di iniziare.
Pensavo a questo e come sempre mi prendeva quella ridda di sentimenti contrastanti che credo proprio non mi lasceranno mai. Gioia per la mia condizione attuale e pudore per un privilegio che spero sia per sempre ma vorrei anche condividere con Altri... Tutti quelli che incappano in tale disavventura.
Soprattutto con Chi davvero ingiustamente si trova a viverla.
In una delle "mie mattine" grande è stato lo stupore misto al dispiacere, entrare in una di "quelle" camere e notare subito, immediatamente sdraiato sul letto un "ragazzone" alto e robusto... accanto a Lui, la Sua mamma. Era alla prima chemio e non so perché ne sono rimasta particolarmente colpita...
"Quanti anni hai?", "Ho 28 anni...", l'età di mio figlio... ho pensato ed ho ingoiato a vuoto ed ho guardato quella mamma... però senza darlo troppo a vedere.
Che c'era di strano nel vedere un bel ragazzo di un metro e novantadue, steso su un letto con un ago nel braccio a combattere per la Sua vita? Tutto... c'era di strano!... la malattia, l'età, il Suo apparente vigore, anche che fosse la mamma ad accompagnarlo per questo percorso difficile.
I contrasti apparentemente crudeli della vita.
E già... perchè solo ieri anche Lei era lì, ad un'edicola... a comprare figurine per una raccolta mai completata.
Ero all'edicola, accanto a quel papà che comperava le figurine per i Suoi bambini e istintivamente mi sono voltata a guardarlo... però senza dare troppo a vederlo. Che c'era di strano, infatti nel comperare figurine da collezionare, a parte il fatto che sono destinate a moltiplicarsi per non completare mai una raccolta?
Nulla di strano quindi... per me anzi è stato immediatamente tornare indietro nel tempo, quando le bustine le comperavo anch'io per i miei bambini.
Ma non solo questo...
Stamattina in reparto... il solito affollamento. La rabbia che mi fa ogni volta constatare con sgomento che c'è crisi solo per l'economia, neanche a pensarla riguardo a questo male... maledetto ed impietoso. Persone che devono far la fila pure per la chemio a causa della mancanza di posti letto, in un sistema che fa dell'inversamente proporzionale la sua regola base. Risultato: effetto collaterale della terapia potenziato da un voltastomaco costante che si preannuncia ancora prima di iniziare.
Pensavo a questo e come sempre mi prendeva quella ridda di sentimenti contrastanti che credo proprio non mi lasceranno mai. Gioia per la mia condizione attuale e pudore per un privilegio che spero sia per sempre ma vorrei anche condividere con Altri... Tutti quelli che incappano in tale disavventura.
Soprattutto con Chi davvero ingiustamente si trova a viverla.
In una delle "mie mattine" grande è stato lo stupore misto al dispiacere, entrare in una di "quelle" camere e notare subito, immediatamente sdraiato sul letto un "ragazzone" alto e robusto... accanto a Lui, la Sua mamma. Era alla prima chemio e non so perché ne sono rimasta particolarmente colpita...
"Quanti anni hai?", "Ho 28 anni...", l'età di mio figlio... ho pensato ed ho ingoiato a vuoto ed ho guardato quella mamma... però senza darlo troppo a vedere.
Che c'era di strano nel vedere un bel ragazzo di un metro e novantadue, steso su un letto con un ago nel braccio a combattere per la Sua vita? Tutto... c'era di strano!... la malattia, l'età, il Suo apparente vigore, anche che fosse la mamma ad accompagnarlo per questo percorso difficile.
I contrasti apparentemente crudeli della vita.
E già... perchè solo ieri anche Lei era lì, ad un'edicola... a comprare figurine per una raccolta mai completata.
giovedì 14 novembre 2013
IL MISTERO... sintesi
Se la Vita con la Morte trova un punto d'incontro in quel "divino" non sempre concesso alla consapevolezza, una sintesi diventa obbligata.
Ipoteticamente dove finisce l'una comincia l'altra... Comincia?... ma la Morte è, e poi... è nulla più, quindi termina dove ha inizio e paradossalmente si chiude allora un "cerchio"... un "punto" si sovrappone all'altro ed è un unico e solo.
Espresso così il pensiero niente è più logico e naturale: Vita e Morte diventano un'unica immagine, solo sotto una luce diversa.
Un uomo ha da percorrere una via solitaria... accetta di farlo quando è giorno perché visibili sarebbero gli eventuali pericoli, si rifiuta invece che il percorso avvenga di notte, perché non potendo sapere né vedere... ha paura.
Però se mentre è sulla via la notte sopraggiunge non è che può tornare indietro, comunque avanza e il coraggio si dà, oltre la volontà, il Suo stesso pensiero.
E arriva dove era prefisso, senza rendersene conto e comprende alla fine che la "paura" è pura "categoria" e nient'altro, uno schema da seguire solo perché imposto, ma se necessità fa virtù, si abbatte come niente e non esiste più.
Per questo si teme l'argomento "Morte" quando è "tema" o "centro di interesse" in un contesto, mentre...c'abbiamo pensato quante volte ogni giorno, anche casualmente ne parliamo e con essa abbiamo a che fare?... e stranamente la paura non c'è.
Ipoteticamente dove finisce l'una comincia l'altra... Comincia?... ma la Morte è, e poi... è nulla più, quindi termina dove ha inizio e paradossalmente si chiude allora un "cerchio"... un "punto" si sovrappone all'altro ed è un unico e solo.
Espresso così il pensiero niente è più logico e naturale: Vita e Morte diventano un'unica immagine, solo sotto una luce diversa.
Un uomo ha da percorrere una via solitaria... accetta di farlo quando è giorno perché visibili sarebbero gli eventuali pericoli, si rifiuta invece che il percorso avvenga di notte, perché non potendo sapere né vedere... ha paura.
Però se mentre è sulla via la notte sopraggiunge non è che può tornare indietro, comunque avanza e il coraggio si dà, oltre la volontà, il Suo stesso pensiero.
E arriva dove era prefisso, senza rendersene conto e comprende alla fine che la "paura" è pura "categoria" e nient'altro, uno schema da seguire solo perché imposto, ma se necessità fa virtù, si abbatte come niente e non esiste più.
Per questo si teme l'argomento "Morte" quando è "tema" o "centro di interesse" in un contesto, mentre...c'abbiamo pensato quante volte ogni giorno, anche casualmente ne parliamo e con essa abbiamo a che fare?... e stranamente la paura non c'è.
mercoledì 13 novembre 2013
IL MISTERO... della Vita
Parlare di questo, del mistero della Vita forse è anche più difficile.
Andare alla ricerca di parole per poi esprimersi con frasi fatte... il rischio è grosso se non certo, di cadere nella vuota retorica che lascia Chi ascolta sgomento e deluso, ancora più fermo nelle proprie dubbiose convinzioni.
E allora ne cercherò una spiegazione raccontando una storia, realmente accaduta ma che sembra una favola bella, di quelle che ad ascoltarle quando si è tristi riportano speranza e sorriso.
Un papà ed una mamma di due bimbe, una bella famiglia che Loro, genitori reputano già completa e per questo decidono di non mettere al mondo altri figli.
Poiché si sa, l'Uomo propone ma Dio dispone, ugualmente capita che un certo giorno un terzo bambino si preannuncia.
Il papà e la mamma non fanno salti di gioia, ma timorati di Dio accettano la cosa e cominciano ad aspettare... anche se non proprio desiderato era sempre un "dono" e come tale meritava attesa, ansia e trepidazione.
Passano i nove mesi e una notte succede qualcosa di "incredibile" per l'umano pensare, "fantastico" per Chi crede alle favole... "miracoloso" per coloro che hanno fede e credono che Dio tutto può.
La mamma dorme e sogna... sogna di essere abbracciata e cullata con dolcezza e sente... sente un gran tepore che l'avvolge. Sta bene ed è contenta. Ad un tratto si sveglia come se qualcuno abbia toccato la sua spalla... apre gli occhi e solo allora capisce che il momento è arrivato. Anche il papà ormai deve alzarsi, correre a chiamare almeno la levatrice... si veste come meglio può assonnato com'è ed esce.
Quando torna... tutto è compiuto, una bimba è nata e già dorme nella sua culla, una vicina ha aiutato la mamma nelle prime cose da fare ed ora è tutto tranquillo.
Alla famigliola non resta che tornare a dormire, come se nulla fosse successo.
La bimba inizialmente "non desiderata"è venuta al mondo in punta di piedi, senza disturbare... comunque si è imposta, perchè è così...
la Vita scaturisce da una "scintilla" non consapevole, poi si afferma sempre e pian piano trova il modo di farsi apprezzare.
Andare alla ricerca di parole per poi esprimersi con frasi fatte... il rischio è grosso se non certo, di cadere nella vuota retorica che lascia Chi ascolta sgomento e deluso, ancora più fermo nelle proprie dubbiose convinzioni.
E allora ne cercherò una spiegazione raccontando una storia, realmente accaduta ma che sembra una favola bella, di quelle che ad ascoltarle quando si è tristi riportano speranza e sorriso.
Un papà ed una mamma di due bimbe, una bella famiglia che Loro, genitori reputano già completa e per questo decidono di non mettere al mondo altri figli.
Poiché si sa, l'Uomo propone ma Dio dispone, ugualmente capita che un certo giorno un terzo bambino si preannuncia.
Il papà e la mamma non fanno salti di gioia, ma timorati di Dio accettano la cosa e cominciano ad aspettare... anche se non proprio desiderato era sempre un "dono" e come tale meritava attesa, ansia e trepidazione.
Passano i nove mesi e una notte succede qualcosa di "incredibile" per l'umano pensare, "fantastico" per Chi crede alle favole... "miracoloso" per coloro che hanno fede e credono che Dio tutto può.
La mamma dorme e sogna... sogna di essere abbracciata e cullata con dolcezza e sente... sente un gran tepore che l'avvolge. Sta bene ed è contenta. Ad un tratto si sveglia come se qualcuno abbia toccato la sua spalla... apre gli occhi e solo allora capisce che il momento è arrivato. Anche il papà ormai deve alzarsi, correre a chiamare almeno la levatrice... si veste come meglio può assonnato com'è ed esce.
Quando torna... tutto è compiuto, una bimba è nata e già dorme nella sua culla, una vicina ha aiutato la mamma nelle prime cose da fare ed ora è tutto tranquillo.
Alla famigliola non resta che tornare a dormire, come se nulla fosse successo.
La bimba inizialmente "non desiderata"è venuta al mondo in punta di piedi, senza disturbare... comunque si è imposta, perchè è così...
la Vita scaturisce da una "scintilla" non consapevole, poi si afferma sempre e pian piano trova il modo di farsi apprezzare.
IL MISTERO... della Morte
Perché cominciare da quello della morte... dal Mistero della Morte?... quando il logico pensiero riporta invece alla Vita?
Risponderò con le parole di un'Amica... l'approccio con l'argomento morte deve essere quello giusto così che se ne possa ricavare una risorsa per apprezzare di più ogni istante di vita concesso. In una sintesi quasi provocatoria... meglio è non perdere di vista il traguardo della morte, in alcuni casi apparentemente prossimo... per amare la vita in ogni sua sfumatura, dal "verde" brillante della speranza al "grigio" più sfocato quando questa sembra venir meno.
L'altro giorno si era parlato di Lui a lungo... del Suo essere tanto speciale nell'inconsapevolezza più assoluta, per quel sostenere deciso e ostinato l'inesistenza del divino...
Secondo i medici è il tempo che solo Dio sa quello che è da fare... ma per Chi nega che Dio esiste, a questo punto che cosa succederà?
Continuerà a... resistere o si lascerà andare?
Finché la barca va... qualcuno ha detto a tal proposito... ed è una strada a metà, tra il resistere e il rinunciare.
Siamo andati a trovarlo ed era affaticato e stanco ma sempre lucido nella Sua dignità...
"Si... della morte si deve parlare...", ha detto..."... per preparare anche Chi è intorno, vicino..."
Ma sarà davvero così?
Alla morte non si arriva mai abbastanza preparati, e magari mentre cerchi di farlo, ci pensi e ne parli... quella è ancora lontana, poi... arriva all'improvviso e Ti coglie ancora lì a combattere con l'"affanno" del momento, e in un attimo... più nulla...
per Chi è intorno, per Chi è vicino... ma presto se ne farà una ragione.
Colui solo che ha varcato la "frontiera" sa... ma ugualmente, anche se per ragioni diverse... non può dare significato al mistero.
Risponderò con le parole di un'Amica... l'approccio con l'argomento morte deve essere quello giusto così che se ne possa ricavare una risorsa per apprezzare di più ogni istante di vita concesso. In una sintesi quasi provocatoria... meglio è non perdere di vista il traguardo della morte, in alcuni casi apparentemente prossimo... per amare la vita in ogni sua sfumatura, dal "verde" brillante della speranza al "grigio" più sfocato quando questa sembra venir meno.
L'altro giorno si era parlato di Lui a lungo... del Suo essere tanto speciale nell'inconsapevolezza più assoluta, per quel sostenere deciso e ostinato l'inesistenza del divino...
Secondo i medici è il tempo che solo Dio sa quello che è da fare... ma per Chi nega che Dio esiste, a questo punto che cosa succederà?
Continuerà a... resistere o si lascerà andare?
Finché la barca va... qualcuno ha detto a tal proposito... ed è una strada a metà, tra il resistere e il rinunciare.
Siamo andati a trovarlo ed era affaticato e stanco ma sempre lucido nella Sua dignità...
"Si... della morte si deve parlare...", ha detto..."... per preparare anche Chi è intorno, vicino..."
Ma sarà davvero così?
Alla morte non si arriva mai abbastanza preparati, e magari mentre cerchi di farlo, ci pensi e ne parli... quella è ancora lontana, poi... arriva all'improvviso e Ti coglie ancora lì a combattere con l'"affanno" del momento, e in un attimo... più nulla...
per Chi è intorno, per Chi è vicino... ma presto se ne farà una ragione.
Colui solo che ha varcato la "frontiera" sa... ma ugualmente, anche se per ragioni diverse... non può dare significato al mistero.
martedì 12 novembre 2013
IL MISTERO... (introduzione)
Stasera il gruppo di auto mutuo aiuto ha dato vita ad un incontro "nutrito", da qualcuno probabilmente definito"pesante" per la "gravità" degli argomenti.
Lanciata lì la proposta-richiesta di dedicare un intero incontro all'argomento "morte", per ridimensionarne l'identità e sdrammatizzare l'idea che ognuno porta in sé dal momento che ne ha consapevolezza, un'Amica ha manifestato la Sua intenzione di voler continuare a... parlare di vita, l'asseriva con fermezza comunque temperata da una certa apertura al tema.
Premesso che il pensiero della morte ogni tanto sfiora Tutti, è innegabile che per un paziente oncologico questo diventa più frequente e pressante, e di conseguenza sia normale cercare di distrarsi e non volerne parlare. E a questo punto appartenere ad un gruppo come il Nostro si rivela d'importanza ed aiuto fondamentale: continuare a... vivere con coraggio, ottimismo e speranza ma, senza nascondere la testa sotto la sabbia.
La Vita e la Morte sono le due facce di una stessa medaglia... apparentemente l'una nega l'altra, ma in fondo danno un "senso" l'una all'altra e viceversa. Entrambe sono un mistero, chiaramente percepito nel momento che una delle due prevale, portando all'immediata riflessione... " non c'ero prima di nascere... non ci sarò dopo la morte". E da questo "logico pensiero" sicuramente nasce la "paura" della morte, perchè il "prima" porta alla concretezza, alla fisicità... il "dopo" porta al buio perchè nessuno sa.
Chi ha fede comunque riesce a dare a se stesso una risposta, Chi credente non è qualche difficoltà l'incontra, eppure... quando sono presenti una ricchezza emotiva e tanta dignità non può non riguardare "il divino".
E forse è questo il punto d'incontro della Vita con la Morte, che continuano a... essere un mistero per se stesse, ma non più l'una per l'altra.
Lanciata lì la proposta-richiesta di dedicare un intero incontro all'argomento "morte", per ridimensionarne l'identità e sdrammatizzare l'idea che ognuno porta in sé dal momento che ne ha consapevolezza, un'Amica ha manifestato la Sua intenzione di voler continuare a... parlare di vita, l'asseriva con fermezza comunque temperata da una certa apertura al tema.
Premesso che il pensiero della morte ogni tanto sfiora Tutti, è innegabile che per un paziente oncologico questo diventa più frequente e pressante, e di conseguenza sia normale cercare di distrarsi e non volerne parlare. E a questo punto appartenere ad un gruppo come il Nostro si rivela d'importanza ed aiuto fondamentale: continuare a... vivere con coraggio, ottimismo e speranza ma, senza nascondere la testa sotto la sabbia.
La Vita e la Morte sono le due facce di una stessa medaglia... apparentemente l'una nega l'altra, ma in fondo danno un "senso" l'una all'altra e viceversa. Entrambe sono un mistero, chiaramente percepito nel momento che una delle due prevale, portando all'immediata riflessione... " non c'ero prima di nascere... non ci sarò dopo la morte". E da questo "logico pensiero" sicuramente nasce la "paura" della morte, perchè il "prima" porta alla concretezza, alla fisicità... il "dopo" porta al buio perchè nessuno sa.
Chi ha fede comunque riesce a dare a se stesso una risposta, Chi credente non è qualche difficoltà l'incontra, eppure... quando sono presenti una ricchezza emotiva e tanta dignità non può non riguardare "il divino".
E forse è questo il punto d'incontro della Vita con la Morte, che continuano a... essere un mistero per se stesse, ma non più l'una per l'altra.
domenica 10 novembre 2013
Davvero il "caso" agisce diversamente?
![]() |
| "... per non finire mai di essere" - RACCONTA LA TUA STORIA |
Finalmente un uomo... che prende il coraggio a due mani e si racconta...
"Non avrei mai pensato di poter un giorno scrivere a qualcuno per raccontare i fatti miei. Quando leggevo su qualche rivista le lettere che mandavano al direttore, pensavo fossero false... come potevi parlare della Tua vita con un estraneo?... e poi sapere che altri estranei ancora avrebbero letto?
Ora mi rendo conto che è possibile... quando hai già raccontato tutto a quelli che conosci, e non hai finito perchè hai altro ancora e senti Chi Ti ascolta, distratto e con una gran voglia di chiudere in fretta "un capitolo". Io non lo potrò mai fare questo... chiudere un capitolo, la "mia storia".
Con me il "caso" ha agito diversamente... perchè sono stato sempre bene fino al momento della diagnosi. Nessun disturbo, nessun sospetto... mi capitarono però due episodi che mi fecero "levare le antenne".
Venne a mancare una mia cugina per un tumore... andai a renderle omaggio, e mentre stavo lì, sentii un dolore fortissimo all'addome, lancinante... uscii fuori e non so come... era tutto passato.
Dopo tre mesi, persi anche un mio fratello... e pure stavolta mi successe lo stesso, dolore improvviso scomparso in breve tempo. Associai le due cose, ma immediatamente la mente rifiutò. Il pensiero però ricorreva martellante, finché decisi di sottopormi ad un check up completo, un controllo non mi avrebbe di certo fatto male. Feci anche un'ecografia addominale che rivelò una macchia al fegato... fu necessaria una biopsia e lì non ci fu alcun dubbio... carcinoma epatico!
La mia fortuna è stata che la massa non era molto grande e soprattutto su una parte che permetteva l'intervento, così fui operato e sembrò che tutto fosse a posto. Avrei dovuto fare la chemio, ma non ci pensavo più di tanto perchè per me l'importante era stato eliminare la "bestia".
Otto cicli di chemioterapia per niente facili a causa degli effetti collaterali, ma tutto sommato avevo superato anche quelli e mi sentivo già rinato, praticamente "come nuovo"quando feci la TAC di controllo. Ero certo che non sarebbe stato trovato niente, e invece... un altro "colpo". Metastasi polmonari.
Quando tornai dall'oncologo insieme con mia moglie, mentre Lei piangeva, io dissi tutto spedito, anche con una nota di fastidio... e ora, come la mettiamo? Non era per me che parlavo in quel modo ma per mia moglie che vedevo così addolorata... io non ci pensavo proprio, era come se la lastra con l'annesso referto non riguardassero affatto me.
Niente.
Sei mesi fa mi fu detto che avrei dovuto continuare con la chemio, cosa che sto facendo... non so quando finirà, se finirà. Tutto dipende da quanto la Vita mi vuol bene... o quanto io ami LEI. Intanto vado avanti con la "mia filosofia"... NON LO PENSO PROPRIO e non mi "ammazzerò" per lui.
Ho 64 anni e prima della pensione ero una guardia carceraria... ne ho visti di criminali ed assassini incalliti, facevano gli spavaldi ma prima o poi rivelavano il loro punto debole.
Ecco... mi impegnerò a scoprire il "suo"... tallone di Achille, si... perchè farò tutto e di più perchè sloggi una volta per sempre. Lo distruggerò.
Nicola
La storia di Nicola mette in risalto la presenza di quel senso latente di inquietudine in chiunque stia per affrontare una situazione estrema. L'agitazione, il ravvisare in qualsiasi disagio o addirittura nei sogni, i cosiddetti "segni premonitori" e poi il verificarsi effettivo di un evento temuto, assumono connotati da leggenda mista a superstizione, è vero... ma non si può negare che un fondo di verità ci sia, qualcosa a livello della psiche che allerti e in un certo senso prepari a ciò che tanto si teme. Poi quando questo accade... torna la calma per far sì che tutte le energie siano dirottate verso la soluzione del problema.
Nicola dice... Io non lo penso proprio, a me viene di concludere con una citazione di Margaret Mazzantini...
"La mia vita è stata tutta così... piena di piccoli segni che mi vengono a cercare".
N.B. Invia la Tua storia all'indirizzo e-mail: continuarea@virgilio.it - racconta la tua storia
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