martedì 31 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.25) (Natale comunque)
E prima o poi arriva pure il giorno della Vigilia di Natale. Ricordi ed aspettative.
Quell'anno fu una vigilia diversa dalle altre. Tutto era un non senso.
Le luminarie offuscate dalle lacrime furono stelle tristi in un cielo senza luna.
Le nenie natalizie, la colonna sonora di un inizio di storia vissuta malvolentieri.
Le persone a me care, comparse in un copione di falsa normalità.
Oggi non saprei, è tutto passato, alle spalle ma tanto è anche stravolto, cambiato, a partire dalla mia persona.
Avrei voluto ancora una volta fermare il tempo.
Andare incontro al Natale? Si, ma in un modo che solo il mio cuore può interpretare.
La mia piccola famiglia quest'anno si è allargata, sei gatti, un cane, e per le feste un altro cane ancora. Vuol dire di certo qualcosa...
NATALE
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
- Giuseppe Ungaretti -
Un "gomitolo di strade" da evitare... le "quattro capriole di fumo" e il "caldo buono" con cui restare, ci sta tutto per un Natale pressoché intimo.
Il Natale di Ungaretti, quello che Tutti vorremmo vivere, e che invece ci piomba addosso e scivola via, non prima di conflitti, turbamenti, ansie grandi e piccole... e aggiornamenti.
Ma Natale è sempre, e necessita di speranza al centro del grande mistero.
Buon Natale con cuore sincero.
lunedì 30 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.24) (Dedicarsi per dedicare)
È stata una giornata campale per me. E con Voi sono stata poco, mi dispiace.
Ho sentito forte le assenze, le mancanze...
Che farci, è il tempo di Natale, i ricordi si rincorrono, il presente mostra tanti vuoti e spazi aperti desiderati ma difficili.
Nota positiva, la serenità di esserci dopo, ora posso dirlo, quindici anni.
Già, il 23 Dicembre 2009 fece la prepotente comparsa il tumore, e da allora cambiò tutto.
All'inizio costò dolore, fui ripagata con nuova consapevolezza.
E ho compreso, e sempre più sono convinta che sono stata creata non solo per me stessa.
I quotidiani messaggi, l'ascolto, il sorriso non sono una scelta obbligata, vengono dal profondo, ed è un modo per dire grazie, e dimostrare la volontà di continuare appunto, non solo per me stessa.
Dedicarsi... per dedicare, si fa del bene a se stessi e non solo.
E fare bene agli Altri diventa un toccasana per Chi dà e Chi riceve, a tutto beneficio dell'autostima di entrambi.
Un' antivigilia a tutta riflessione quindi, per un altro Natale di cui essere grata.
domenica 29 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.23) (Strano procedere)
L'ho detto, vero? Il mese di dicembre con me parla "strano". Soprattutto questi giorni che precedono il Natale.
E sono ricordi e timori, ed è voglia di solitudine, perché possa perdermi con la speranza di ritrovarmi.
Procedo come sulle uova, e non sempre va bene, qualcosa si rompe ed è difficoltoso riprendere.
Occorre reagire, e lo faccio sia pure a stento, il mio presente è fermo su se stesso, al futuro poco penso, così aspetto e spero.
Rileggo queste righe, e mi rendo conto di una certa pesantezza. Non faccio abbastanza perché qualcosa cambi. Eppure basterebbe poco, sostare ad esempio davanti alla capanna della piccola natività, o anche dimostrarmi grata sorridendo per un giorno intero, perché la fortuna stranamente ha baciato anche me.
Strano e stranamente, continuo a dare un'accezione negativa a questi termini, e sbaglio.
È strano tutto ciò che è fuori dall'ordinario, ed io sia pur tra alti e bassi lo sono e ne vado fiera.
Passerà questo periodo, trascorreranno i giorni, poi ogni cosa, impegno o altro saranno all'archivio.
Intanto la Mente per proteggersi si fa furba, e da tutto prende le distanze o quasi.
sabato 28 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.22) (Tra ricordi e rimpianti...)
È da un po' che sento molto la mancanza di mio padre. Torna tra i ricordi e i miei rimpianti.
"Noi siamo coetanei"
"Beh... non proprio, direi. Non esageriamo".
Mio padre amava ripeterlo da quando compii 40 anni e lui ne aveva 62.
Molto ci accomunava oltre al fatto di essere padre e figlia. Stesso segno zodiacale, guarda caso, il cancro, stesso fattore RH, stessa patologia nello stesso anno... forse forse non aveva tutti i torti a considerarmi della sua stessa età, era il suo modo per dire che mi sentiva vicina e non solo fisicamente.
Una volta mi definì la sua "consigliora", perché me li chiedeva quei benedetti consigli che non metteva mai in pratica, preferendo poi alla fine seguire il suo istinto impulsivo senza mai domandarsi prima, chissà... ma non sarà il caso di riflettere? Ma tant'è... lui era così, e noi figli, pur prendendolo in giro simpaticamente, gli abbiamo voluto bene anche "per la sua delicatezza tanto simile a quella di un elefante in un negozio di cristalli".
Oggi avremmo voluto poter sorridere ancora per le sue piccole manie, le "raccolte" di vecchi dischi, dei film di ogni epoca, del suo amore per tutto ciò che era uno schermo, della pila dei quotidiani che leggeva in differita, per il suo modo di essere insomma, che a qualcuno potrà apparire... forse particolare?... ma che per noi invece lo rendeva unico.
Sempre e comunque babbo, grazie.
CORSI E RICORSI (n.21) (Prima che sia Natale...)
Occorre riordinare, fare spazio.
Avremo ospiti o lo saremo, in ogni caso è necessario non essere impreparati.
Sembrava tanto lontano, e quasi all'improvviso mancano solo tre giorni.
Affaticata e stanca, mi ritrovo sempre a pensare, a discapito del fare, fare ciò che si deve ma pure ciò che piace.
Sarà il tempo di Natale... stamattina pensavo e mi chiedevo se davvero mi sento in pace.
Scrupoli, vago senso di colpa...
Ora è tempo che io mi ritrovi in pace.
Voglio perdonarmi.
I forti legami sono relazioni che si costruiscono e crescono nel tempo. Ed io in ogni rapporto mi sono sempre impegnata.
Devo perdonarmi, perché lo merito.
La vita non può essere un percorso ad ostacoli su una strada senza luce, perché privata della serenità.
Posso perdonarmi, adesso... perché sia davvero Natale.
Anche se all'inizio comporta uno sforzo
Il desiderio di ritrovarmi in pace fa sì che io mi perdoni.
Mi alleggerisco così di un peso, ritrovo l'equilibrio, metto basi nuove per la relazione con me stessa.
venerdì 27 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.20) (Almeno a Natale!)
Incontro conviviale di fine anno per gli auguri e dirci... arrivederci.
Ancora insieme, per caricarci di positività, per definire ancora una volta la qualità di vita.
Ne parliamo spesso.
Vivere come se niente fosse, anzi meglio alla luce di quello che è stato, se passato, alla luce di quello che è, visto che il domani non è dato conoscere. E poi cercare ad ogni costo la gioia nelle piccole cose, nel calore della famiglia, nell'amore per il prossimo di cui si riscopre la presenza e la necessità per fuggire dalla solitudine.
Un tentativo, una consuetudine, o volontà di ricreare nello spazio solito qualche ora di gioiosa spensieratezza?
Qualunque sia la motivazione, è cosa valida e ne varrà sempre la pena.
Stasera ci siamo ritrovati, Noi... insieme.
Per me prima c'è stata qualche difficoltà, ma poi ce l'abbiamo fatta.
Uno scambio di battute al crepitio del ceppo nel camino, nella magica atmosfera natalizia ove ogni angolo porta un segno, una stella, una piccola calza.
Genuinità di cibo e sentimenti, tutto in piena condivisione. Non solo dovuta consuetudine annuale.
Le feste sono solo all'inizio, il "Nostro esserci" è stato, è... continuerà.
giovedì 26 dicembre 2024
CORSI E RICORSI (n.19) (È sempre tempo di presepe)
In questo periodo più che mai, ma pure oltre.
È cosa nota, conservo il presepe tutto l'anno. Da anni vive le quattro stagioni sulla parte ad angolo del mobile in soggiorno. È sotto la finestra, e il variare della luce, dei colori del cielo e delle fronde degli alberi gli fanno da sfondo.
Per Noi è naturale vederlo in pieno solleone o vicino ad un ramo di fiori di pesco. E non ci fa più caso neanche Chi viene, e del resto sarebbe relativamente importante il contrario, convinti come siamo che Natale è tutti i giorni.
Abbiamo deciso con mio marito di respirare l'incanto quando lo desideriamo.
Di seguire la stella quando ci sentiamo persi, di trovare compagnia quando ci sentiamo soli.
Lo sguardo si perde tra le erte salite, si rasserena a valle fino alla grotta.
La pace è, quando la si cerca e poi si trova, sfoltendo, smussando, tornando sulla via.
Tutto con gioia.
Pensieri mentre guardo l'alternarsi di luci e colori nel mio presepe, ricordi che affollano la mente.
Il presepe naif preparato coi miei bambini, tante figurine colorate, le loro ingenue ed entusiaste proposte.
Il primo presepe di mio marito da fresco pensionato, quel giormo che mi coprì gli
occhi perché lo vivessi come una sorpresa.
Le luci non ancora spente in quel paesaggio incantato di stelle, la domenica che mia madre si spense.
Dolcezza e malinconia nello scorcio di presente che sento fortemente mio.
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