giovedì 10 settembre 2015

TRA LE RIGHE DELLA STORIA SOLITA


La "storia" è più o meno la stessa... non è sfogo di animo esacerbato ma osservazione della mera realtà. Anche perché Enne e Sua moglie, Gi sono persone amabilissime e pacate, non recriminano né rimproverano alcuno, non si piangono addosso. Sono sul percorso e pur consapevoli di queste e altre difficoltà, sereni e decisi guardano alla meta.
E' una recidiva per Lui, e a Lei ogni tanto vengono gli occhi lucidi, ma niente di che, tanto da confondersi con l' "umore da sorriso".
L'apparenza inganna, dice e poi riprende il suo discorso... dove eravamo rimasti? In realtà l'ultima volta non avevamo neppure incominciato, ma al momento di salutarci Enne mi aveva dato appuntamento con la promessa di raccontare un piccolo miracolo, quasi una chiamata per Lui soltanto, poco prima di ammalarsi.
La prima volta non aveva voluto accompagnare Sua moglie a Medjugorje, Lei poi non era riuscita a partire più per un disguido... e la seconda volta non aveva detto di no. Tutto ciò sempre prima di ammalarsi.
Così era successo... e un tumore particolare e raro l'aveva colpito. La prima volta e poi un'altra ancora, ma insieme erano e sono sereni. La Fede e la speranza non li abbandonano, e Lui ricorda sempre quel raggio di sole che non l'ha abbagliato. Avrà pure un significato un "fenomeno" del genere...
Intanto l'ansia è dominata, senza aver mai conosciuto angoscia e panico. Un solo cruccio, la sensazione a volte di essere su uno spazio esiguo, di fronte ad uno scoglio fermo lì che ti impedisce di guardare oltre.
E' l'insensibilità e la grettezza d'animo della gente, non tutta ma di "certa gente".
Prima comincia il "gran rumore"... Tutti vogliono sapere, Tutti vogliono essere vicini. Si allarmano, si informano... pressano per sapere di più, alcuni realmente sinceri altri meno. Curiosità e compassione che per gran parte nascondono ben altro... e se fosse capitato a me, se capitasse? Intanto non mi è successo, e poi dovrebbe... e perché proprio a me?
Intanto il tempo è trascorso e l'"Amico col brutto male" dopo l'intervento chirurgico si sottopone alle terapie previste dal protocollo. Sono lunghe, interminabili a volte devastanti... e il "gran rumore" comincia a scemare, può far paura vedere una testa senza capelli, fa impressione una maschera che simula la Vita. Si scansano le occasioni.
Quando non si può fare a meno, si finge di non guardare, di non dare importanza, oppure... si apre la "fiera delle parole inutili".
Ma insomma quando passa?
Ancora non passa?
Ma guarda un po', poverino... passerà?
E a un certo punto quasi Tutti si nascondono... per non essere travolti... "perché è giusto che ognuno si viva tranquillo la Sua ultima spiaggia". Forse.
Che "comoda supponenza"! Magari è proprio il contrario... magari quello "spazio" verrebbe da dividerlo con qualcuno, forse meno codardo... che non temesse di affogare in quello stesso mare.
Enne racconta e si duole perché si sente emarginato, guardato con sospetto. Atavico retaggio di stampo medievale per una malattia che si dice voler sfatare e poi non si ha il coraggio di affrontare nemmeno alla lontana.
Racconta e si rammarica, poi ricorda... quel raggio di sole che non volle fargli male.

mercoledì 9 settembre 2015

UN ARCOBALENO DA LEGGENDA


Non me ne sono accorta. Ancora farfalle, forse voglia di leggerezza
Emoticon heart 
In questi giorni mi ci vuole un po' più di colore, perché per quanto io sia forte o mi imponga di esserlo, la porta da aprire è grigia e il cielo da "ammirare", uguale. Lo ammiro lo stesso... è un dono per me. Come pure dovrei essere abituata a quel genere di porte, e mi ritrovo sempre a non esserlo mai abbastanza.
Che ne dite... ho pensato, per quest'anno quasi quasi legherò i fiocchi di tenerezza con il nastro verde. Verde come la Speranza.
Bella idea... ha replicato l'Amica che si cautelava dall'odore del farmaco, coprendo il naso con la bandana che fino a poco prima aveva sulla testa.
E dalla parte opposta si è sentita una voce... perché non color "arcobaleno"? Ci sono i braccialetti rossi, facciamo i fiocchi di tenerezza arcobaleno.
Bella idea... ho pensato io, ma più che un nastro arcobaleno userò nastri di diverso colore, nel cestino faranno lo stesso effetto variopinto e gioioso.
Si, farò in questo modo, e sono sicura di stupire ancora, ma non per mio vanto, ché Tutti possano sentirsi al meglio, provare pur tra cento pensieri e altrettante ansie, un breve momento di "benessere da leggenda". Uniti insieme, forti e solidali.
Un’antica leggenda colombiana racconta la storia di sette bellissime farfalle, ognuna di un colore diverso, che danzavano sempre insieme, unite da grande affetto, e dell’avventura che un giorno le trasformò in un grande arcobaleno, legandole per sempre. È una storia sull’amicizia come sentimento forte e duraturo, sul superamento dell’individualismo a favore di una solidarietà degli uni verso gli altri.
E' una bella immagine, vero? Le farfalle ricorrono spesso in storie di speranza.
Nell'approssimarsi dell'Autunno, quando cadono le foglie che hanno perso colore e vita, immaginarle e raccontare di loro è quasi respiro vitale.
L'Iride si inarca oltre l'orizzonte, qualcosa si intravvede... lo spiraglio su un mondo nuovo, dove non c'è più dolore, angoscia e sofferenza.
E al di sotto resta tutto il grigio.

martedì 8 settembre 2015

AUTODIDATTA IN... SENTIMENTO INCONDIZIONATO


Emoticon heart
Avrei dovuto forse chiamarlo in altro modo, verosimilmente Amore... ma non oso perché sono ancora in fase di esperienza, non mi sento proprio certa però con l'entusiasmo che solo qualcosa di bello e grande può donare.
Scaturì come scintilla, un guizzo tra le ceneri di progetti e sogni, lo colsi senza timore per accendere la speranza. E all'inizio mi restava solo quella. Per continuare a... ravvivarla, andavo senza sosta alla ricerca della luce, e l'ho trovata sempre intorno a me.
Non era facile perché avrei potuto scegliere se prestare ascolto e attenzione, o rientrare a casa e uscire solo il minimo indispensabile. Decisi per la strada più difficile, per me era una sorta di "riscatto", e invece a mo' di opportunità si riscattò, diventando "scuola di vita".
Mi ritrovai immersa in un flusso di energia che scorreva in un campo di Amore Incondizionato. Niente di astratto, ma concreto e quotidiano, limitato all'ambiente familiare o allargato... per me ancora di più. E diventai senza saperlo un'autodidatta assai speciale, da un'intuizione a malapena percepita ad una forma di empatia vera e propria.
Una volta mi fu detto che avevo il dono della "comunicazione", deve essere stato anche per questo, o tutte le cose e le situazioni messe insieme che mi hanno portato ad "imparare" tanto ancora.
L'Amore nel suo aspetto incondizionato ha mille e mille nomi... fiducia, coraggio, gentilezza, impegno, comprensione, sostegno...
Così, ieri mattina ho anticipato di un paio d'ore la solita telefonata domenicale... me lo sentivo che c'era qualcosa, e il telefono che squillava a vuoto confermava il presentimento. Qualcosa sta cambiando... dovrò adeguarmi al momento.
Quando muta il vento, sembro una foglia in autunno alla ricerca di riparo per sentirmi in pace. Poi mi riprendo a stagione avanzata.
Oggi, di nuovo... non vedevo né sentivo un'Amica da un po', non so che mi è preso, le ho inviato un breve sms... ci siamo sentite al telefono stasera.
Meno male che mi hai chiamata, Tesoro... mi sentivo persa ad un passo dall'angoscia, ora mi è bastato sentirti. Ritornerò a combattere perché io sono più forte del male.
Non è certamente mia capacità... ma per volere di Qualcuno ho ridato fiducia e coraggio, con gentilezza cerco di capire Chi ha bisogno di sostegno ma non lo chiede per un esasperato senso di forte dignità.
Per quanto sono amata, non posso non amare.

lunedì 7 settembre 2015

CARAMELLE E PENSIERI


Emoticon heart 
Parte da lontano una storia di dolcezze, diciamo dall'infanzia. Quando a casa con la febbre si aspettava il ritorno della mamma che sicuramente avrebbe portato un lecca lecca o un dolcetto...
Mamma, mi hai portato la "bella cosa"?... e all'improvviso la febbre spariva per la gioia. In fondo non era la caramella in sé, medicamento speciale ma ciò che rappresentava... una "dose supplementare" di affetto per casi di necessità.
Me ne ricordai in seguito, anzi venne istintivo quando per me si aprì quella strada che non è mai finita, e continuò perché fossi per gli Altri.
Non fu mia scelta, bensì fui scelta.
Non mi piaceva andare a mani vuote, e cominciai con un vassoio di biscotti all'amarena. Piacquero così tanto che in breve si moltiplicarono, e ogni volta il numero dei vassoi variava.
Era un modo di approcciare o continuare un discorso magari interrotto, era delicatezza, un pensiero affettuoso... un filo sottile con la normalità.
Dolcezze che si accompagnavano a racconti dolorosi, spesso intimi da cui scaturivano riflessioni a "misura unica". Erano giuste per Tutti.
E sono passati i mesi, son trascorsi 5 anni... e al posto dei biscotti sono arrivate le caramelle. Quella "rossa" che mi ricorda un Amico più amico, quella latte-menta preferita dall'infermiera solo sorridente, e poi alla liquirizia contro la nausea, la più gettonata e al caffè che quando manca il gusto preferito, va sempre bene. In tutto questo tempo ho imparato le preferenze di ognuno, e mi ricordo pure il modo di chiedere e i nomi strani per indicare la caramella preferita.
C'è una "al ghiaccio" per me?... e intuito alla grande da parte mia per non far mancare mai la menta glaciale al nonnino con la bocca asciutta, anzi "arsa", come dice lui.
Un pensiero per ognuno, prima solo pensato poi un giorno messo per iscritto, e da quel giorno anche questo moltiplicato, con fiocchetto colorato e tanta tanta tenerezza.
Un'Amica mi ha detto che li conserva tutti in un barattolo di vetro che tiene sul comodino. Poi c'è qualcuno che li sistema con le calamite colorate al frigorifero, un altro ancora li raccoglie tutti infiocchettati per farne decori dell'albero di Natale.
Speranza che vive e si rinnova giorno per giorno, di anno in anno. Promemoria di vita con una punta di dolcezza.
Sono felice di tutto questo. Sapere che in situazioni non facili fa sentire meglio, mi fa stare bene.

domenica 6 settembre 2015

LE ROSELLINE


Stamattina ho spolverato il mobile antico dove sono ormai da 12 anni...
Emoticon heart 
Insomma gliel'ho detto, dotto' parliamoci chiaro... ce la faccio a festeggiare le nozze d'oro?... ché io ci tengo assai.
Mia madre non aveva aspettato di tornare a casa e telefonarmi, aveva voluto passare da me per riferirmi questa cosa. Era stata dal medico per la lettura degli esami, stavolta un vero disastro. Si sapeva dei suoi reni malandati a causa del diabete, però quello che si presagiva a questo punto, dopo tanti sacrifici, purtroppo era la dialisi. Uremia terminale.
L'aveva presa col suo solito spirito, intanto avrebbe continuato con l'alimentazione aproteica finché poteva, finché avesse funzionato.
Mamma... che cosa ti ha risposto il dottore?
E che doveva rispondere? Perché i medici sono dei "padreterno"...? ha fatto un mezzo sorriso. Comunque ora ci sto, e devo tirare avanti almeno altri due anni e mezzo...
Tanto era il tempo che mancava per le Sue nozze d'oro. Ci teneva da matti a festeggiare quella data, avrebbe vissuto quel matrimonio che non aveva avuto 50 anni prima. Quando, giovanissima, era andata sposa all'alba, ché nessuno potesse vederla... aspettava già me, e all'epoca era considerata una vergogna essere incinta prima delle nozze.
Le era quindi rimasto il desiderio di un "vero matrimonio", dall'organizzazione a tutto il resto.
Ma qualche mese dopo la situazione precipitò, e per Lei iniziò il duro calvario della dialisi, anche questo affrontato con pazienza, forza e sorriso mai spento. E poi stringeva i denti... doveva arrivare ai tanto sognati 50 anni.
Così quando fu il tempo, pur acciaccata e preoccupata e sofferente, organizzò tutto... celebrazione col Suo sacerdote amico e confessore, festa e... bomboniere.
Cercò a lungo, tra tanti oggettini utili o meno, poi finalmente si fermò estasiata davanti ad un piccolo cestino di porcellana di Capodimonte con delle roselline rosa. Le contò... erano 13. Decise... quella sarebbe stata la bomboniera per le Sue Nozze d'oro.
Un segno del Cielo... 13 roselline come i fiori che aveva messo insieme nella Sua vita. Quattro figli e nove nipoti, la ricchezza di cui andava fiera.
Lei... che ripose sempre ogni gioiosa aspettativa nella famiglia. La mia grande Mamma.

IL "BELLO" E' POSITIVITA'


Emoticon heart 
Anche quando è nascosta o si protegge dietro lacrime di rabbia e dolore. Vuole vedere la "luce", e il conforto l'aiuta a superare il travaglio.
Si ferma il pianto, e nasce un pallido sorriso dopo un abbraccio.
Non è questa "bellezza" unica e speciale? 
Era già a monte come "cosa buona", a tratti "guastata" da quel che è il suo contrario, ma esiste e resiste superando ogni aspettativa. Bisogna crederci soltanto, non che sia facile ma si deve, perché la positività è la "bella strategia" di ogni storia.
Ricordate quella nota favola...?
Di una nidiata di anatroccoli solo uno si distingueva perché era il meno bello di tutti... o almeno credeva di esserlo. Per questo si nascondeva e tutti gli altri non lo vedevano o facevano finta di non vederlo. Passò attraverso tante tante sofferenze, e forse per questo fu premiato o forse il premio se lo diede da solo, e un giorno... si guardò nello specchio di un lago e vide un bellissimo cigno bianco. Era lui... perché aveva cambiato le acque in cui nuotare e il modo di guardarsi. Da una prospettiva diversa la soluzione del problema.
Se Noi ci vedremo belli, cioè crederemo in Noi stessi... anche gli Altri saranno concordi nel ravvisare una novella bellezza...
Il segreto è... tutto qui.
Così pure nella malattia, si perde quasi l'identità. Ci si guarda allo specchio per non riconoscersi, si pongono domande che non hanno risposte precise. Un po' come quei test con tre o quattro caselle a lato... a risposta plurima, e non saprai mai se hai risposto giusto.
E i dubbi tormentano la mente, e il volto ne riporta i segni.
Sono orribile, non mi riconosco più... e forse questo con la malattia c'entra si e no.
E' dura, difficile... stanca e strema, ma guardarsi dentro per trovare il bello che era si può. Non è impossibile.
Servirà? Serve sempre per il "giorno" che vivi, per recuperare energia e ricominciare.
Io penso che sin dall'inizio Tutto sia sempre orientato al Positivo, al Bene, al Bello... alla Vita. Il "perché" degli opposti e contrari è da cercare in quanto spazio ognuno dà loro per tutto il tempo che è concesso.
Dipende da Noi quindi, anche se in modo diverso, trovare il bello anche quando pare non esserci affatto.

venerdì 4 settembre 2015

ERA ORA...


Finalmente, non dire mai... no.
Magari non essere proprio espliciti, ma con uno sguardo d'intesa o un battere di ciglia... si.
E non curarsi di nulla, che ci sia vento o il sole picchi, che qualcuno guardi mentre porti la forchetta alla bocca e non sei al ristorante, ma seduta su una panchina di pietra, all'ombra di un vecchio platano.
E' libertà questa... sentirsi liberi di essere, e godere di un momento di grande pace.
Sono in vena di autocritica sincera... un tempo piuttosto pigra, pignola e pedante non amavo il "mordi e fuggi" ad ogni costo. E' arrivato il periodaccio nero, e ho preso a pensarci... ne sono uscita, qualcosa è cambiato ma non troppo. Ero coinvolta da me, da quel momento magico che in un attimo mi spingeva e tirava indietro. Come un elastico. Ma se fai dieci passi avanti, e poi ne fai di nuovo dieci indietro... non è che vai molto avanti, resti semplicemente fermo. E una come me, non se lo può permettere... tradirei me stessa, il mio vissuto, tutti i miei buoni propositi.
Qualche giorno fa un Amico nel parlare di Sua moglie, si è espresso in questo modo... mia moglie mi capisce, mi accompagna sempre, non mi dice mai no.
Lui ormai non cammina quasi più, ma non vuole arrendersi... insiste col voler andare in campagna a "curare i suoi interessi". Ha 80 anni e dice piangendo... ero un leone, sono diventato una pecora...
Però... ha la moglie che lo capisce e non lo lascia mai solo. Gli ho detto... pecora si nasce, Tu sei semplicemente un "leone ferito".
Si è asciugato gli occhi e mi ha sorriso... grazie.
Silenziosamente l'ho ringraziato anch'io, e poi c'ho pensato a lungo su.
Prima che sia tardi... e poi, ora o mai più per le antiche scale.