venerdì 12 luglio 2024

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.70) (Esserci? Noi ci siamo)

L'estate avanza, ma Noi del GAMA, pur con ridotte presenze siamo sempre operativi. Continuo ad infiocchettare le mie piccole pergamene, perché al solito ognuna costituisce un pensiero gradito. Se c'è aria di vacanza ovunque, è anche lì dove non ci starebbe. Perché la malattia non va in ferie, ma neanche la speranza. Pensieri propositivi, piccoli progetti e presenze soprattutto, riportano all'idea di normalità. Pare persa per sempre, ma si tratta di vedere quella che si vive al momento come una parentesi. Potrà essere tale oppure no, il "Qui e Ora" sarà la giusta sfumatura di colore. Vero è che il periodo estivo appare più duro, perché tanto contrasta col freddo della solitudine. Nemmeno si sente il caldo o l'esigenza di essere altrove, solo si avverte di più l'ingiustizia del proprio stato. Il grigiore della condizione va allora ridimensionato dalla speranza che si ravviva di colore. Solo una parentesi. Già... speriamo. Ha replicato il giovane paziente... a questo punto devo affidarmi a colui che tutto può. Se Lui vuole... Un suggerimento Per ansia o per un qualsiasi motivo, (io lo faccio spesso), si metta ordine nei cassetti e nell'armadio. Il tempo passa e di roba se ne accumula sempre tanta. Tutto non ci può stare, tutto non si può tenere. E allora si fa una selezione... qualcosa o anche più del passato, tanto di nuovo perché è il Presente che va ancora vissuto e fino in fondo. Dovrebbe essere sempre così... in un cassetto immaginario che rappresenta la Vita, in un angolo il meglio di quel che è stato, nel resto dello spazio tutto ciò che si acquista man mano con l'esperienza. Imparando.

giovedì 11 luglio 2024

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.69) (Variamente nonni)

Perché di nonni ce ne sono tanti, e di varia tipologia. Li accomuna una definizione, forse terra terra ma oggettivamente valida. I nonni sono un papà e una mamma con una seconda opportunità, riveduta e corretta rispetto alla precedente perché donano amore secondo le proprie modalità. Sono convinta anch'io che i nipotini siano gioia che cura, purtroppo non avendone cerco in altro compensazione. Resto affascinata e comunque m'immedesimo ascoltando i racconti dei nonni che incontro in reparto. Nonni gioiosi e nonni seriosi, nonni sorridenti e nonni burberi per celia. A proposito oggi ho incontrato... - Di' alla signora come ti chiamano i bambini. - Ah sì, mi chiamano "nonno m'arrabbio" - Allora ti arrabbi sempre... - Noo, solo quando vengono a casa. Fanno una confusione... Nonno m'arrabbio, sembra un personaggio di una favola, anzi di un cartone animato. Burbero a momenti, per finta o per davvero, ma con gli occhi lucidi al solo loro pensiero. Già, perché con l'età si diventa più sensibili, facili a commuoversi, si torna insomma un po' bambini ed è normale stare da quella parte... dei loro nipotini.

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.68) (Un libro per la Vita)

Stamattina di buon'ora mi è arrivato l'ultimo libro ordinato, "Come l'arancio amaro"... - Ciao signora, buona giornata e buona lettura. Mi ha salutato così il giovane corriere, predisponendomi al meglio verso il nuovo giorno. Alla gentilezza del ragazzo si è poi aggiunto il profumo della carta stampata mentre del libro sfogliavo le pagine rapidamente La connessione con me stessa è stata definitivamente stabilita. Leggere innanzitutto e poi scrivere sono mie antiche passioni. Un libro è compagnia silenziosa e discreta, aspetta con pazienza là dove lo si posa e fa sognare per non essere dimenticato. L'amico ideale quando si è lontani da casa, perché ne colma la mancanza. Il libro mi ha sempre accompagnato, in vacanza, dal parrucchiere, persino nei ricoveri ospedalieri. La Vita spesso costringe a tenere ben piantati i piedi a terra, un libro fa mettere le ali. Sarà per questo e per l'età con il libro ci siamo giurati fedeltà... e chi lo lascia più? "Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà". - Italo Calvino - A proposito, leggo qualche pagina anche prima dei miei pensieri della sera. Aiuta a concentrarmi e mi rilassa. Un bel supporto per le risorse interiori.

martedì 9 luglio 2024

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.67) (Come girasoli...)

Dopo il buio, consapevoli e desiderosi verso la luce. In modo diverso, questo si, però pur condividendo poco e niente, troviamo sempre la Nostra alba, il punto d'incontro che non ci fa pentire di vivere insieme da 45 anni. Ora che tempo è trascorso, ogni tanto guardiamo indietro e... sai di quel trenino alla festa di Capodanno? Si comincia in due, e poi quattro o più. Mentre conduci, si aggregano quelli che non pensi e perdi Chi poteva restare. Alla fine si va avanti uguale. La "festa" deve continuare. 7 Luglio 1979 - 7 Luglio 2024 Una strada, un cammino, una storia. Quel giorno Io e Te... oggi Tu ed Io ancora. "Ti amerò qualunque cosa succeda. Ti vorrò bene sia quello che sia, anche se inciamperai, anche se ti comporterai come qualsiasi essere umano, comunque, ti amerò".

lunedì 8 luglio 2024

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.66) (E della donna che ero resta solo uno sbiadito ricordo)

Già, "quella che ero"... Oggi guardavo i miei gattini giocare, e pensavo che per necessità niente era più al solito posto. Ho dovuto fare diversi cambiamenti infatti, spostare, eliminare perché coi loro salti ne hanno rotte di cose. E pensare che un tempo ogni volta che una tazzina si rompeva, ne incollavo i cocci solo per riportarla dove era. Oggi riconosco l'assurdità di tale condotta, così metto via cose solo perché mi hanno stancato. E con sei gatti per casa cocci rotti a volontà, e non solo, sorrido comunque e rido ad ogni piatto rotto. Poiché nulla resta uguale, arriva un momento, sempre... in cui bisogna rinnovarsi, e la Vita anche se in modo maldestro ci viene in aiuto. Si gettano i cocci che ingombrano e non servono per far posto ad altri che saranno. Occorre spazio per accogliere il "nuovo", ché dia calore all'anima e colori i pensieri.

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.65) (Il giorno come la vita)

Mi pare fosse Schopenahuer ad affermare che ogni giorno è una piccola vita, e del resto ricorrente è questo parallelismo. Nasciamo al mattino per morire a sera e poi... rinascere. Il giorno come la vita in equilibrio tra il buio e la luce. E intanto... si vive, e si deve vivere pienamente e consapevolm
ente. Mai voler restare ad occhi chiusi, magari è comodo, ma non sarebbe vita. È nell'aria impalpabile di un'alba la luce soffusa che vorresti illuminasse l'animo, quando quella violenta a mezzodì disorienta e il buio di una parentesi inaspettata fa paura. Se desideri la luce non puoi trovarla tra quattro fredde mura, dove logoreresti Cuore e pensiero, devi uscire, andare fuori e ne cercherai tutte le gradazioni, e tra queste ci sarà di certo quella che fa per Te. Luce ed oscurità si alternano, in una vita che di fatto non deve far paura. Perché siamo chiamati a continue sfide, la prima, la più importante è quella con Noi stessi. E se il buio sembrerà prevaricare, non durerà per sempre. L'uno non esiste se prima non c'è stata l'altra, e viceversa. Senza considerare che anche nell'oscurità assoluta qualche sprazzo di luce non manca. Si placherà così pensando, la paura durante un'attesa che mette in ombra la propositività. Dedicato a Chi potrebbe vincere ancora ogni volta, ma è fermo perché crede non aver più opportunità.

sabato 6 luglio 2024

SCENE DA UN CAMBIAMENTO (n.64) (Mi son salite le lacrime agli occhi)

Oggi più volte mi son salite le lacrime agli occhi. È perché quando sento "non ce la faccio più", avverto il peggio. Come se a non farcela più fossi io. E poi... Per un'attesa vissuta con angoscia, e contare le ore, i minuti, i secondi che separano da quel momento, quando ogni dubbio si risolverà. Cosi oggi mi son salite le lacrime agli occhi. Si possono stabilire legami, relazioni, vuoi per affinità, vuoi per simpatia. Ci si può frequentare, conoscersi, dispiacersi se qualcosa non va, ma... L'empatia è tutt'altra cosa. È esserci pure senza stare. È trattenere nei pensieri. È la "compassione" la chiave di volta. Mettersi nei panni dell'Altro o almeno provarci, e se ci si scopre inadeguati, avere il coraggio e l'umiltà di farsi indietro. Perché non tutto è per Tutti. Dicono io sia empatica, ma mi chiedo sempre... fino a che punto? Ho intuito, sensibilità, ma soprattutto "non lascio andare". Basterà... chissà?!