domenica 7 febbraio 2016

CONTINUITA'




Non so se è così da sempre, vanto un'ottima memoria, ma ora sembra abbia qualcosa in più. Quasi una nota di merito... la voglia di continuità. 
Un ricordo fissato nel tempo e il desiderio di perpetuarlo, riagganciarlo ad altri, ad esso collegare fatti recenti e nuovi. E poi ci sono i volti e persino le voci, tutto resta in mente, comprese certe espressioni ricorrenti e qualche conversazione che ha lasciato il segno.
Oggi ho ricordato Daniela, scomparsa giusto un anno fa. Di Lei, la risata a sentirmi pronunciare qualche termine in dialetto, ed una frase che diceva spesso di punto in bianco, facendosi seria e passando la mano sulla tempia.
No... non può finire tutto questo. Non mi può venir tolto ciò che mi è stato donato. Che senso avrebbe?
E poi restava in silenzio. Ed io me ne venivo fuori con un'altra battuta dialettale, presa dalla ricca eredità lasciata da mia madre. Confesso, lo facevo apposta per distrarla e vederla ridere.
Era una bella persona Daniela, innamorata d'Amore.
E mentre la ricordavo però non mi sono sentita triste, anzi sorridevo e pensavo ai Suoi ragionamenti così ricchi, alla passione per la cioccolata. Lei... la "piccola" di casa, all'affetto che la legava alle sorelle. Già... uno di questi giorni cercherò il numero di telefono della sorella che io avevo conosciuto e le era sempre accanto con una serenità incredibile persino a me che ne ho fatto una "divisa" per mente ed animo.
Si... lo farò, perché è continuità, desiderio di non veder sparire del tutto Chi ha lasciato orma di sé. Non si calca sabbia spazzata dal vento, ma "terra viva" ove si semina.
La Vita va custodita anche come principio. E' un impulso che coglie all'improvviso con la prepotente consapevolezza che qualcuno non ce l'ha fatta.
Bisogna resistere per proteggerla, la Vita. Perché non finisca con un'esistenza.
Pure se prende il dubbio dell'utilità del fare e di essere.
Le mani... quanto vere e benefiche saranno le carezze?
Tra l'infinità dei pensieri la testa è afflitta da un dolore insulso. E' senso di colpa che non porta frutto.
Gli occhi sono smarriti in cerca di qualcosa?
Forse di una spiegazione che nessuno potrà mai dare.
Perdonerà qualcuno le tante parole di speranza che spesso celano pietose bugie? Chissà...
E intanto suona antipatica la voce che le pronunciò, la zittisce la volontà di far silenzio per ricavare pensieri ancora positivi nonostante tutto.
Ché quella voglia di vita non perda vigore e come quercia secolare resti ben radicata e resistente ai venti freddi dell'inverno, aspettando la primavera.

sabato 6 febbraio 2016

UN LIBRO APERTO


Giuro che lo faccio spesso. Mi metto di fronte allo specchio, e guardandomi negli occhi mi chiedo a più riprese in un crescendo quasi da paranoia... ma IO farei mai una confidenza a me stessa?
Alt... vi prego di non dubitare oltre misura della mia salute mentale, sarò sotto certi aspetti pure un po' strana, non proprio comprensibile, ma "sdoppiata" certamente no. A volte prendo le distanze da me, per verificarmi... lucidamente mi pongo al di fuori, quasi incredula.
La ragione di questo preambolo? Mi sento "ricca" di responsabilità. Non carica, oberata ma ricca, come Chi sa di ricevere un dono ogni giorno, manco fosse il Suo compleanno. Perché?
Da qui la domanda che mi faccio spesso, soprattutto quei giorni in cui sono all'ospedale, ma anche negli altri quando si presenta l'occasione. E quell'espressione ricorrente... mi resta dentro, mi lusinga e intimidisce, a tratti mi inquieta.
Non l'ho mai detto a nessuno, questa è la prima volta. Non so perché...
Già, vorrei capirlo anch'io... che cosa porta a fidarsi di me. IO che fino a qualche anno fa non riponevo fiducia in alcuno dei pensieri che mi sfioravano, figurarsi nelle azioni. Imprese che si fermavano ad un "incipit" inconcludente. Mai concluse.
E' vero, bisogna essere messi alla prova per vedersi all'altezza delle situazioni. E tante prove vengono assegnate per consentire un "generoso recupero" di sé. Anche se lento e poco per volta.
Allora che cosa sarà che spinge Altri a confidare ciò che mai prima ha detto a nessuno? Forse quello che appare chiaro in un "libro aperto". Sincerità e Amore che non chiede nulla in cambio.
Quanto vale l'amore che si dona? Tanto. Quanto vale l'amore che si riceve? Ancora di più, perché viene dagli altri, a volte come un ritorno, altre in modo del tutto gratuito... per questo vale di più. Non sempre sono legati da una relazione di diretta proporzionalità, ma ciascuno brilla di luce propria, come stelle che si rigenerano continuamente di nuova vita.
E' bello e gratificante pensarla così. Peccato esserci arrivata solo ora, o magari questa idea in potenza era già nella mia mente, come sentimento già nel mio cuore, ed adesso prende tutte le mie giornate, tutto il mio tempo presente ed anche passato.
Finalmente una motivazione ed uno scopo.

venerdì 5 febbraio 2016

DOLCEZZA ED ELEGANZA... DISTINTA INTELLIGENZA



Questa settimana sta volgendo al termine. Tra commemorazioni e solenni cerimonie è stato volgersi indietro di continuo con riflessioni e malinconia, ma pure ritrovare qualità, virtù e di conseguenza modelli da emulare, nel tentativo di sfuggire alla piatta ed insulsa omologazione di questi tempi.
Da quando infatti non sentivo parlare di profonda onestà, amore per il lavoro, devozione alla famiglia? Davvero tanto, nemmeno ai funerali si sprecano tante "belle parole". A volte pare di ascoltare la lettura di "modelli prestampati", e questo succede anche per il semplice motivo che non si conosce nulla della vita del "caro estinto", e qui le virgolette ci stanno per enfatizzare un'ironia ben comprensibile.
Persone che vivono nella chiusura del proprio egoismo, è più che naturale non si conoscano. Ma si muore Tutti, e la differenza la fa il modo in cui si è vissuto.
Per questo stamattina sono rimasta stupita così tanto. In chiesa non c'era tanta gente, però quelli che erano lì, me compresa, non hanno potuto fare a meno di annuire e pure vistosamente.
Quella "Maria" ormai vicina al secolo, non si è lasciata dietro molte lacrime ma solo nostalgia, perché manca la Sua presenza silenziosa, ed è vacante quel posto che occupava nella stanza. E' pieno di ricordi però il Cuore di ogni figlio, di valori trasmessi con l'esempio da una Persona che in quasi 100 anni è stata coerente col Suo dire. Anche se non camminava più e quasi non parlava.
Quindi... dolcezza ed eleganza non erano parole tanto per dire, ma le caratteristiche perfette di quella persona che così ricordo.
La Nostra fu una breve conoscenza, quasi fugace rapporto di sorrisi. Di Lei sapevo che non fu mai rassegnata, accettò cristianamente il dolore grande per la tragica perdita di un figlio e sopportò il vergognoso tradimento da parte del marito.
Fu grande nel voltare pagina con distinta intelligenza, continuando a... vivere con dignità.
Perdonò, e fu notevole merito accogliere di nuovo Chi era tornato da Lei solo per morire.
Perdonò col Cuore grande che solo sa dimenticare.

giovedì 4 febbraio 2016

CON UN GIORNO IN PIU'... e tanti da vivere ancora.

Emoticon heart
Almeno spero, e un bel po' ci conto e a tal fine mi impegno. Mi amo e ho cura di me, cerco di non prendermela troppo. Elasticità e pensieri sereni completano l'opera, esercizio costante che certamente non può essere semplice sopravvivenza.
Ricordo che all'inizio questo termine mi sconvolgeva, come fosse una concessione o ancor peggio frutto di una svista, poi mi abituai all'idea e quel modo di dire per convenzione diventò per me come un "titolo" scritto in calce sotto il nome su un biglietto da visita.
E furono così prima 1... e poi a seguire... 2... 3... 4... 5 anni di sopravvivenza, ed ora che sono a 6 vorrei esprimermi in modo diverso, ma sono solo all'inizio perciò, meglio ancora non cambiare bigliettino. Intanto "mi cullo", si fa per dire, in questo presente che dà senso a tutto quanto, e continuo a... raccontarmi.
Tra qualche settimana avrò il prossimo controllo e stamattina abbiamo dato il via alla serie di esami. Ormai in ospedale sono di casa, e quei corridoi, le stanze degli ambulatori, persino gli ascensori non mi danno più il batticuore dell'attesa. Perché è come fossi lì non per me ma per accompagnare un'Amica. E quando pure oggi mio marito, intollerante da sempre a quegli ambienti, ha detto... vado a fare un giro, anzi vado a comprare un "secondo" per il pranzo così "guadagniamo" tempo... ho replicato con il solito "va bene", non rassegnato ma convinto. Saggia decisione visto che viveva l'attesa forzata con disagio e nervosismo manco tanto velato.
Io alle attese ormai ho fatto il callo, le vivo come momenti di relax e conoscenza di tanta e varia umanità. E sono abituata anche alle indecisioni degli specializzandi che insistono sui "punti" che non sanno individuare, alle mosse maldestre e alle voci dai suoni omologati, simili a quella di un navigatore satellitare, tanto per intenderci. Tutto rientra nell'ordinaria amministrazione. Non ci faccio più caso. Compensa il pensiero che comunque ho guadagnato tempo non così per dire, generico ma un giorno in più. Si mette accanto agli altri che sono stati e dà inizio ad un'altra serie, almeno spero e fortemente ci conto, visto che mi impegno.
In complesso sono soddisfatta di me, dei tanti progressi fatti, che comunque dovesse andare da qui in poi, lo sarei anche di più. Non un'eroina però una "creatura tosta" che un giorno pensava le fosse capitata una notizia di quel genere sarebbe finita a terra stecchita, e invece...
Eppure sono consapevole di certi miei limiti.
Provo qualche volta a guardarmi dall'esterno...
Se fossi un quadro, non sarei certo da esposizione, ma un semplice dipinto da tenere in casa per sé.
In una stanza vuota, su una parete nuda. A riprodurre con sfumature diverse... un cielo sereno a volte cupo, una sola nuvola e un lampo in lontananza.
Crepuscolo incerto di un mite Autunno.

mercoledì 3 febbraio 2016

"CURRICULUM"... PER CASO


Notizie



Per oggi avrei avrei avuto un impegno. Ma ho dovuto saltarlo. Mi è dispiaciuto molto non esserci. Ma avevo bisogno assoluto di ricaricarmi, non staccare la spina, come si è soliti dire però soffermarmi sui soliti pensieri con "modalità-tempo" diversa.
Per rafforzare motivazione e risorse e, tra l'altro, prepararmi pure emotivamente per domani... si ricomincia col primo degli esami per il prossimo Follow Up.
Stamane poi sono stata in reparto, come ogni martedì e sono state le due ore intense di sempre.
Mamma, non dici niente?
Mio figlio a pranzo ha notato il mio insolito silenzio, una "presenza vacante" più profonda rispetto ad altre volte. Vero è che quando torno a casa, il martedì e venerdì, tanto "pimpante" non sono perché ho bisogno di elaborare tutto quanto, dopo aver smaltito il mio "addoloramento" che non è dolore, ché dolore è solo di Chi lo vive sulla pelle in quel momento, però oggi ero più pensierosa, forse stanca... magari pure un po' delusa... chissà.
Dovrò rivedere qualche mio atteggiamento... di "troppo", altrimenti le mie poche competenze saranno seriamente penalizzate e ne sarei "troppo" dispiaciuta.
Ed io voglio continuare ad essere tra le Persone, anzi... con le Persone, mettendoci l'unica competenza che ho, quella del Cuore. Senza titoli, né pagine mandate a memoria simili a prestampati, con l'unica valenza dell'intuito, la giusta dose di buonsenso e quel po' d'intelligenza che Dio mi ha donato. E non dimentico la sana buona educazione e il discernimento tra ciò che si può e non si può dire, e che nel dubbio è meglio tacere.
Ascoltare sempre e parlare se è il caso e in modo appropriato.
Sgombra la mente... ascoltare senza giudicare, e poi parlare dopo aver pensato bene a cosa dire, ché l'offesa può "scivolare" non vista, persino sotto le mentite spoglie di un falso complimento.
Alla fine essere se stessi, ma solo se convinti di saper amare e aspettarsi in cambio anche il peggio.
Qualche tempo fa, probabilmente sarà passato un anno e più, scrissi uno dei miei "tentativi in versi" che mi piace condividere a conclusione, stasera...
Quando il buono c'è, non ci sono ostacoli grandi o piccoli che tengano.
Le strade si spianano e i posti si trovano.
E tutte le persone che si incontrano per caso o una ragione
contribuiscono all'economia di un progetto,
che, piccolo o grande, forma prenderà.
Siamo strumenti nelle mani di Dio.
Matite per messaggi di speranza
e gomme per cancellare in parte dolore e malinconie.

martedì 2 febbraio 2016

PASSIONALE PROPRIO... NO



Però dalle grandi passioni, questo si, sento di poterlo dire. Poche ma buone, forse da sempre ma inconsapevolmente, ora invece di recente meravigliosa scoperta.
Per buona parte della mia vita ho trascorso i giorni coi pensieri nella penombra. Così di certo non potevano crescere ed evolversi, intuizioni concepite e poi lasciate andare nel vuoto, annullate dall' "agire quotidiano". Abortite però mai dimenticate.
Perché quel che è, alla fine dovrà venir fuori in pienezza, non avrebbe senso altrimenti per ciò che riguarda l'esistenza, parlare di percorso, punti di arrivo... traguardi. E per l'essere umano nello specifico, di embrione, feto... creatura. Si viene alla luce, e per tutto il tempo si anela alla Luce. E questo anche nel senso laico del termine.
Bene... riprendendo il filo che porta a me e alla "tiepida passionalità" che riconosco, mi confermo un' "appassionata" per scelta dopo aver tanto vagato e cercato con la mente ed il Cuore.
Nel toccare il fondo e non volendoci restare, mi sono fatta strada a tentoni nel buio, ad occhi sbarrati per carpire la minima ombra, indizio che luce fosse vicina. E mentre andavo a passi lenti e non sempre stabili, mi abituavo alle strettoie, ad inciampare e tornare in equilibrio, ad apprezzare ciò che imparavo e mai avrei immaginato. Un po' triste a volte, ma in fondo sempre serena.
E così ho letto tanto e scritto altrettanto... ho stretto in abbracci che mi sono tornati.
Pensieri ed ansie non mie che ho vissuto come lo fossero.
Ad ogni squillo di telefono tonfi del Cuore che aspettava e temeva...
Mi sono "appassionata" a tutto questo. Nonostante tutto.
Cercavo una luce, e la Luce giusta mi è venuta incontro, forse quelle "intuizioni abortite" non erano tutte da buttare.
La leggenda del girasole
Un giorno, in un grande giardino in mezzo a tanti fiori
colorati, era nato un fiore davvero strano, brutto e storto.
Tutti gli altri fiori dicevano che era il più brutto fra tutti e nessuno
voleva stargli vicino. Il povero fiore, triste e solo, soffriva
ma non si lamentava mai. Trascorreva le sue giornate a
guardare il cielo. Gli piaceva così tanto il sole che, per cercare
di avvicinarsi a lui, si era allungato molto.
Quando il sole si spostava, anche il fiore lo seguiva girando
la sua corolla. Un giorno il sole si accorse di quel fiore solo e triste
che lo guardava sempre, volle così conoscerlo e gli si avvicinò.
Dopo aver ascoltato la sua storia, il sole decise di aiutarlo e
con i suoi raggi splendenti abbracciò il fiore che si accese subito
di un bel giallo vivo e sembrava essere quasi d'oro.
Da quel giorno il fiore diventò il più alto e il più bello fra tutti
quelli del giardino. Diventati amici, il sole decise che meritava
un nome speciale e così da quel giorno venne chiamato GIRASOLE.
Anche noi dobbiamo prendere esempio da questa leggenda.
Se non ci si perde d'animo e istintivamente si segue un sogno, prima o poi anche nelle situazioni più difficili, tutto può cambiare. E magari una "non passionale" come me, diventerà con gran sorpresa prima per se stessa, un' "appassionata per scelta" ed avventura.

lunedì 1 febbraio 2016

COLOR MERAVIGLIA



Sapete quell'Anna che ho incontrato ieri l'altro e mi ha donato i "messaggi per tutta la Vita"?
Bene. Lei ha gli occhi color meraviglia.
Ma che colore è?... avreste tutte le ragioni per chiederlo, ed io un solo motivo per non essere in grado di rispondere. Non saprei, perché la prima volta parevano tra il verde e il grigio, un po' come il mare in certe giornate indecise, ora ci vedevo decisamente l'azzurro con qualche pagliuzza dorata.
Occhi cangianti? Forse, ma non per quello che era fuori, bensì per ciò che si portava dentro in dotazione. Non statica, mai ferma, in continua evoluzione. Nessuna scoperta recente, è cosa vecchia ormai da 80 anni. Perché questa è la Sua età e se ne vanta ed è un vulcano in eruzione. Me lo ha raccontato Lei, l'ho notato io dalla postura, da come resta seduta appoggiando i gomiti sui braccioli, rilassata e con le gambe accavallate. Come fosse dal parrucchiere o dall'estetista.
E poi... quando prende a parlare, Chi l'ascolta perde cognizione del tempo che passa, tanta è la cultura, così vivace la spigliatezza.
Avrebbe voluto diventare medico, ma all'epoca per una donna troppo spesso restava un sogno...
Beh, approfitto ora con la malattia, cerco di capirne il più possibile e troverò il mio riscatto laureandomi idealmente sul campo. Feci tutt'altro, mi cimentai con l'economia e mi riuscì bene lo stesso, perché so' testa dura e poi orgogliosa da non dire. Tutto sommato, contenta e soddisfatta non ho mai chiesto rimborsi alla Vita, questa doveva essermi grata e invece mi ha presentato un altro conto. Non importa, passerà anche questa. Ho dalla mia l'età, la mia bella età che mi tengo stretta. Intanto non sto ferma, ho fatto abbonamenti ovunque. A cinema, teatro, circoli di musica e poesia. Più volte a settimana tanti impegni, così non perdo tempo e guadagno in serenità, forza e Amore. Perché il connubio Mente e Cuore è possibile, e la cultura, l'arte ne sono le artefici affinando la sensibilità.

Quanta meraviglia in occhi che rispecchiano tali pensieri!
80 anni e non dimostrarli per niente. Se ogni tanto guarda al passato è solo per non ripetere gli errori commessi, non vuole certo presentarsi al futuro con strappi e toppe. Una "veste" sempre nuova è la Sua massima aspirazione. Per questo legge e scrive, parla e si racconta. Canta da sola e ascolta musica in compagnia e da sola, per continuare a... sentirla anche quando c'è silenzio intorno. Sorride e ride e si sente presa da quel tipo di Amore Universale che una volta messe le radici è più saldo e forte di una quercia. Una quercia secolare che a guardarla desta grande meraviglia.
Come sarà che passato il tempo resiste ancora, non molla né mai si arrenderà?