venerdì 8 gennaio 2016

TESI COME CORDE DI VIOLINO...


O sottili come fogli di carta velina. Basta un gesto distratto e si spezzano o vanno in frammenti. Una folata di vento e... si vola via per posare chissà dove, ritrovarsi nel luogo meno adatto.
Ah, questa Vita quante ne combina... eppure è un "dono" che amiamo tanto, e apprezziamo e poi disprezziamo a fasi alterne. Siamo contenti quando pensiamo di esserne il "centro", avviliti, delusi e tristi quando ci sentiamo nei pressi o completamente fuori.
La verità è che temiamo l'Indifferenza. Nel modo più assoluto... perché? E dimentichiamo che quando tutto va per il verso giusto, lo siamo anche Noi... indifferenti sia pur consapevoli.
Come struzzi mettiamo la testa sotto, illudendoci sereni... per tirarla fuori al primo fremito d'ala del vicino.
Tutto cambia e a volte non fai in tempo a rendertene conto. Se ne è data la possibilità, vorresti il mondo partecipe... che si fermasse. Non potrebbe mai essere perché ha una vita a se stante, va avanti comunque, consapevole ed indifferente.
Insomma, per me come molti... ci sono certi periodi di caos dentro e intorno.
Bisognerà considerare allora che per fortuna ci sarà sempre un domani per un deciso, ennesimo "colpo di reni" e poi drizzarsi. Perché confusi non si arriva da nessuna parte.
Deve tornare l'armonia e quell'equilibrio, frutto di strategie, piccole gioie e preghiera, perché sia serenità dentro e intorno, pur col monito di non abbassare mai la guardia, ed essere pronti ad un eventuale rientro in campo.
E' così...



SCIVOLA VIA...


Emoticon heart
E non torna, pure questo giorno, l'ultimo delle feste. Da domani è un nuovo inizio, voglio vederla così... perché mi sento ancora un po' così 
così. E mi si perdoni questi "eccessi" che di licenza letteraria non hanno niente, ma servono a realizzare e rendere i pensieri che portano una vena malinconica, in modo più leggero.
Pur consapevoli eravamo partiti in piena e bene augurante allegria, la Vita si sa com'è, a volte non collabora, e allora parte ne abbiamo persa per strada. Adesso sarebbe da tirare le somme e fare una sorta di bilancio. Meglio di no. Lasciamo un alone di serenità a quest'ultima festa che scivola via, regaliamole un sogno o di certo un ricordo, bello e preciso. Quello che ci è rimasto dentro dal tempo che fu e sicuramente mai più ci abbandonerà.
Comincio io al solito... ci state? Mi piacerebbe però sapere anche di ciascuno. Tornare al magico momento dell'infanzia è come cercare e trovare rifugio, porto sicuro... sentirsi cullati da nenia che non tradisce.
Un sollievo per l'animo quando il corpo si ribella.
E per tornare a quel famoso ricordo rimasto dentro... il mio.
Mia madre aveva sempre sostenuto che io fossi nata "adulta", probabilmente perché primogenita di molti figli, quindi "incaricata" di responsabilità e doveri. Così mi dedicavo poco ai giochi e tanto alla lettura. Credo di aver collezionato più libri nell'infanzia che non per il tempo che seguì. Natale e Compleanno? C'era sempre un libro per me. Ed io ero contenta, assai contenta... ciò non toglie che qualche volta avrei gradito una "svisata", una dimenticanza o un errore di valutazione. Dai, alla Befana poteva anche succedere vista l'età.
Ci credevo poco ma mi piaceva immaginare quella vecchina giovane e grintosa che non invecchiava mai e si dava sempre da fare da un anno all'altro.
Senza scopa, ma in station vagon o ancor più probabile con un tir,
giungeva ogni anno nella famosa mattina.
Non arrivava a casa ma nella sala di un cinema per distribuire doni a tutti i bambini, figli dei dipendenti di un ente pubblico, fino a 12 anni,
Ricordo... avevo giusto quell'età e mi toccò pure in quell'occasione un libro, "Piccole donne". Evidentemente la Befana era stata male informata perché di quella storia avevo già letto oltre, pure che da piccole erano ormai cresciute. Pazienza, pensai rassegnata... forse era così per "raggiunto limite di età", come dire... poco prima del pensionamento dall' era felice e spensierata.
Almeno quell'ultimo anno avrei voluto invece, un grazioso servizietto da caffè.
Una tazzina, un bricco ed una caffettiera per essere felice una giornata intera.

mercoledì 6 gennaio 2016

QUEL TEMPO RISPARMIATO A FORZA


E' in realtà tempo sprecato.
Di queste settimane di festa ho perso qualche giorno, e a me è sembrato di andare in astinenza. Se vero è che dono il mio tempo, lo faccio a me per prima questo regalo, perché poi sto bene.
Qualche dubbio e pensieri, ansie e turbamenti... i ricordi. Sostano tutti troppo a lungo e pesano quando resto a casa, e non serve poi a molto essere sola o in compagnia perché stranamente è l'occasione giusta perché Mente e Cuore vadano a braccetto, lontano da me... da quel che intendo mostrarmi ed essere.
Per fortuna già da stamane, con l'approssimarsi dell'Epifania... che tutte le feste porta via... un cambiamento c'è stato. La mia prima firma su un foglio bianco del nuovo anno, e si ricomincia col susseguirsi ordinato dei "miei giorni".
Riprenderò ciò che ho perso. La serenità che... dicono... io dono e mi ritorna tutta con gli interessi, la gratificazione da più di un sorriso, qualche lacrima per una parola letta o suggerita.
Nei giorni scorsi ho percepito troppe note stonate, messe insieme su un pentagramma da immaginare, fatte passare per melodia. Al solito e per eccesso di ottimismo ho voluto crederci, e mi sono allontanata dall'obiettivo giusto, dalla buona meta.
Ora riprenderò la via. E a quel Qualcuno dovrò sempre dire... grazie.
Perché mi fa incontrare le persone " a modo" nel modo migliore, quel "Bel Sorriso" che mi ha fatto un complimento, e ha regalato un "pezzo di gioventù" alla mia età, con un benedico e "in nome di 100". Un augurio bellissimo perché viene da Lui, che come me sa bene il valore di ogni giorno.
E di quel capo quasi liscio ne vogliamo parlare? Tanti insegnamenti in un quarto d'ora, al modico costo di una carezza.
Il tempo va in economia. Più ne investi, meno ti costa, ancor più ne guadagni.
Mi è mancato quel tempo a forza risparmiato.
Non mi è servito e l'ho perso per strada. Pure con le mie forze.
Ora ho un bel gran da fare per recuperare tutto. Davvero tutto quel che ho lasciato dietro.

martedì 5 gennaio 2016

QUANDO C'E' POCO DA AGGIUNGERE

Emoticon heart

Perché è una storia che si racconta da sé.
Dopo la batosta iniziale della diagnosi, Lei...si era ripresa intenzionata a vincere la Sua battaglia. 
Partì spedita e in un primo tempo le cose lasciavano ben sperare... intervento riuscito e buona risposta alle terapie d'obbligo in questi casi. C'era fiducia crescente anche da parte dei medici. Alla fine del percorso di cura sembrava che il male avesse tolto definitivamente le tende, e in effetti i controlli non lo smentivano.
Fu forse il periodo più bello della Sua vita ma anche il peggiore. Assaporava il gusto del "ritorno pieno" alla vita e nello stesso tempo veniva colta da momenti di intensa angoscia col timore di perdere all'improvviso ciò che sembrava le fosse stato donato solo allora. 
Per un periodo che in seguito si rivelò illusorio, i controlli diedero sempre esito favorevole, fino al giorno in cui si scoprì qualcosa che non andava. Si può ben immaginare quale fu la Sua reazione... per la seconda volta le crollò tutto un mondo di certezze, e forse questa fu anche più devastante della precedente. In un primo momento fu anche tentata a non curarsi più perché sentiva ormai la fine certa... poi... riprese con le terapie... anche se non era affatto convinta e sentiva che stava prendendo in giro se stessa. Trascorreva i Suoi giorni in abulia... svogliatamente, presente solo con il pianto.
Ad un certo punto le tornò in mente un vecchio desiderio. Avere un gatto bianco, ma non un gatto qualsiasi... aveva un'idea ben precisa di come doveva essere, così cominciò a cercare. 
Girava per i negozi di animali, si recò anche fuori città... ma nessun gatto di quelli visti era come desiderava. Allora prese a "navigare" su internet e un bel giorno trovò il "Suo micio", proprio quello che voleva... spiccicato. Telefonò immediatamente all'allevamento, e le fu risposto che quel cucciolo era stato già prenotato da una signora che però non aveva dato ancora la risposta definitiva. Nel giro di 48 ore l'avrebbero contattata e se non fosse stata più interessata, l'avrebbero richiamata. 
Furono due giorni lunghissimi... ma due giorni in cui incredibilmente non avvertiva alcun disturbo. Come non fosse mai stata malata.
Poi arrivò l'attesa telefonata... e Lei, dopo aver letteralmente svaligiato il reparto animali del centro commerciale, provvista di qualsiasi accessorio, ciotole, tiragraffi, sabbiolina e tutto quello che occorre per un micio, partì alla volta dell'allevamento per realizzare finalmente un sogno. 
E fu per Lei... Tommy, il Suo micio bianco... l'affetto tutto Suo, il Suo conforto... la motivazione per ogni azione della giornata. Grazie a lui, riuscì a sopportare ogni disagio, qualsiasi effetto collaterale... doveva andare avanti perché quel gattino le si era molto affezionato e avrebbe sentito tanto la Sua mancanza. 
Ecco... questa è solo una piccola parte della storia dell'"Amica mia". Una nota di chiara speranza, la motivazione di numerosi Suoi sorrisi.
Un micio tutto bianco per contrastare i momenti bui della malattia.
Nelle piccole gioie regalate a sé risiede la strategia più grande, l'"accomodamento" ad un percorso di cui non è dato conoscere esito né termine.


lunedì 4 gennaio 2016

CHE DIFFERENZA C'E'?



E' da un po' che ne sono consapevole, e Chi ha più esperienza di me lo conferma... questo è uno dei periodi in cui si concentrano maggiormente le "perdite" e, anche senza arrivare a tanto, gli "accidenti".
E infatti per mio padre è tornata la febbre che compare, scompare, ricompare. La causa più o meno è stata individuata, la terapia pure, però gli esiti sono ancora nebulosi. E qui, siamo a parlare di vita, comunque di prospettive speranzose.
Ma poi c'è altro, e qualcuno l'avrà capito.
L'ultimo giorno dell'anno è scomparso all'improvviso, senza avvisaglie e apparentemente sano come un pesce, il marito di una componente del gruppo. Insomma, la "malata" era lei ed invece è andato via lui, lasciando tutti sgomenti, compresi Noi che all'idea della morte siamo abituati per il continuo pensarci da "quel momento in poi". Qualcuno ha azzardato, con ironia o humour noir... è morto sano. Già, sai che bella soddisfazione?!
E non è finita qui, e pure questo sarà apparso chiaro.
Da ieri, dopo lunga e grande sofferenza, non c'è più un'altra "Amica mia", e stavolta davvero sento di non aver perso solo punti perché per un attimo ho temuto di rimetterci le penne. Le ero assai affezionata, e Lei a me... fortemente legata.
Sai... quando ti svegli all'improvviso e non comprendi bene se è giorno o notte, se sei sveglio o ancora dormi e sogni?
Persa completamente nei meandri del disorientamento, in modo tale che è assai difficile ritrovarmi.
Eppure dovrò cercare e poi trovare di nuovo la posizione giusta per avere il "nord" alle spalle e poi ricominciare. Solo un momento può durare l'indugio, se cede una sola "maglia" della rete tutto si rimette in discussione perché si ristabiliscano le giuste "tensioni positive".
Ieri ero come sospesa tra cielo e terra, oggi ho sfiorato a tratti la realtà accettandola in parte. Spero domani di aver recuperato la lucidità. Con Lei, l'Amica mia parlavamo sempre di quanto fosse importante, la lucidità.
E per tornare a "Nostra Sora Morte Corporale", così come la chiamava San Francesco... che dire, se è meglio andar via in punta di piedi e all'improvviso o con clamore per "morte annunciata"?
Mia nonna era solita ripetere di Chi era morto all'improvviso... ha fatto una bella morte.
Ma la morte può mai essere brutta o addirittura bella?
La Morte è morte, e basta.
Magari è solo dolce e pure bella la speranza che comunque l'accompagna.
Nasce quando si accetta l'eventualità,
risiede nella consapevolezza che è un momento reale ed inevitabile,
si alimenta del vivere al meglio ogni attimo presente.
Di Chi ha vissuto in tale maniera, allora si... possiamo dire, ha fatto una bella vita.
C'ha messo comunque un tocco di colore e carpito un raggio di sole, anche quando si è trovato al buio.

domenica 3 gennaio 2016

RICORDA... TIENIMI IL POSTO


Stasera mi è proprio tanto, troppo difficile.
Vorrei poter esprimere a parole ciò che provo, ma è assai, troppo doloroso.
Mentre ci provo la Mente va in completa confusione, suggerisce pensieri e poi li annulla. Come volesse cancellare quel che è stato.
Quel che è successo oggi... o la condivisione nel tempo delle molte emozioni?
Il Cuore, addolorato consapevolmente non ascolta.
Lo lascio parlare, ricorda e singhiozza, guarda avanti e tace. Mentre sosta non si dà pace.
Amica mia, però ricorda... ora che sei nella "vita che sarà", tienimi il posto. Lo sai, sono sempre arrivata in ritardo... aspettami.

IL COLORE DEL CAMBIAMENTO



Oggi a pranzo si parlava di cambiamento. E' quasi regola fissa a Capodanno, serve a disporsi psicologicamente a ciò che sarà, poiché di certo niente potrà essere come è stato, almeno nelle modalità.
E già dal primo giorno di questo nuovo anno qualcosa di diverso. Mio padre a letto con la febbre... e Noi soli a tavola a pranzare. Ha fatto un certo effetto. Eccesso di insolita tranquillità.
Mio fratello, ospite anche lui, ci ha aggiornato circa gli ennesimi cambiamenti della Sua esistenza. Cade e si rialza, cerca di... non spaccarsi la testa del tutto. Lasciando la metafora... non si arrende e risorge dalle ceneri, e bisogna riconoscergli un certo talento dato che a 54 anni non è proprio facile.
So adattarmi... diceva... e alla fine la "situazione adattata" finisce pure per piacermi.
E' vero, fu per me lo stesso quando mi ammalai. Accettai, sia pure con difficoltà, mi adattai... ne feci una risorsa, che ancora non è esaurita. Il Cambiamento diventò Forza.
Così da "annoiata metodica" sono passata a fare cose nuove ogni giorno per trovare energia e spirito giusto a favore della forza interiore necessaria a superare gli eventi. Perché in fondo a volte basta quel poco che sembra difficile da mettere in pratica, e invece è semplice come un sorriso all'improvviso che ti cambia la giornata.
Il buono che alla fine, se lo si cerca, c'è sempre. Il segreto?
Il buono veicola attraverso i nostri gesti, per giungere poi all'Animo.
I piccoli cambiamenti soprattutto fanno star bene perché non sono tali da destabilizzare situazioni preesistenti, magari le migliorano solo, o... se anche le peggiorano... si fa sempre in tempo a tornare indietro.
Come quando mi sento "spiritosamente" irritata. Allora inverto l'ordine delle faccende di casa, sorvolo sulle più noiose che quel giorno non mi aggradano per niente, e metto una nuova nota di colore su un mobile o il divano, o ancora più spesso sul tavolo in cucina. Magari una tovaglia a grandi quadri, verde e rosa... il colore delle tamerici. E torna il buonumore.
La tamerice col suo contrasto di colori... verde brillante delle foglie e rosa antico dei fiori... riesce a trasmettere grande serenità.
Esiste un linguaggio delle piante, ed io credo anche nel loro potere terapeutico... ci credo proprio.