venerdì 16 maggio 2014

... TU CI CREDI VERAMENTE!?

All'improvviso mi è venuta la voglia di mettere i piedi nudi sul pavimento.
E' freddo... e posso sentirlo.
Sono uscita sul balcone... con le braccia nude, e il vento esagerato le ha accarezzate senza che lo avessero domandato.
Mi sono guardata allo specchio... e sul volto nudo due lacrime amare da asciugare.
Non dovevo venirlo a sapere così, per caso e all'improvviso... che non c'eri più.
Ti ricordi quando la prima volta Ti dissi di tener duro, Ti parlai di speranza? Mi guardasti con gli occhi lucidi ed un sorriso...
... sei forte sei... tu ci credi veramente!?
e per non farmi restare male, un po' cominciasti a crederci anche TU.
Da quel giorno, ogni volta mi salutavi con quella frase, e Ti aggiustavi il ciuffo sulla fronte, e pensavi a quello che mi dicesti TU...
... peccato, non lo vedrò diventare un uomo.
Allora ricomposto, e guardandomi al di sopra degli occhiali colorati, ripetevi...
... tu ci credi veramente!?... e se ci credi TU...
Ed ora sto a chiedermi... chissà, se quel libro appena iniziato, l'hai poi terminato.
Un abbraccio... fin là dove sei, Amico che non sarà mai dimenticato.

martedì 13 maggio 2014

SOLO E PENSOSO...

Mi era capitato di tutto... qualcuno che in tutta fretta trovava scampo nel bagno, oppure fingeva di dormire o addirittura si copriva gli occhi con una sciarpa... pur di evitare la forzata intrusione estranea, ma che mi si accogliesse coi versi di Petrarca, proprio no... né l'avrei mai immaginato.
"Solo e pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi e lenti... e poi non la so più..."
Nemmeno io... ho replicato... come del "5 maggio" ricordo solo i primi dieci versi.
Improvviso afflato poetico o semplicemente reminiscenze scolastiche?... probabilmente da parte di quell'Amico un modo come un altro per "rispondere" con disinvoltura alla mia innocente ma non so fino a che punto opportuna, invasione... e il mio seguirlo nel Suo verseggiare come assecondarlo docilmente, quasi per chiedergli scusa.
Poi però, abbiamo preso il liscio... e non c'è stato più alcun imbarazzo... davvero.
Finalmente... ma tutto è da capire... il "prima" e il "dopo" perché si può fare pure un gran parlare, ma quella sensazione di disagio per contrasto di emozioni con pudore celate, pesa nell'immediato, ma poi con rapidità viene scordata e superata quando dall'altra parte si riconosce il proprio "simile".
E' così...
... ci si lamenta della solitudine, ma poi si vuole essere soli per dare spazio ai pensieri, prima angoscianti, subito dopo ridimensionati, a volte persino sfocianti in lucido delirio.
 Con che pretesa può invadere un animo desertificato dalla sofferenza, chi non capisce e capirà mai?
Ognuno ha i suoi tempi... e quando ci si trova a fare i conti con la propria morte perché è sempre più presente nel pensiero, allora si... diventano assai lenti come i passi stanchi di Chi vuole ritardare l'arrivo.

lunedì 12 maggio 2014

UNA PICCOLA FIAMMA SEMPRE ACCESA

... la piccola fiamma continuerà a... restare accesa e brillerà tutte le volte che vorrai.
Sono parole pensate per un Amico che proprio oggi ha perso la Sua mamma.
Non c'è tempo giusto o età "adatta" per perdere l'affetto più grande della vita, si soffre sempre, anche se non si pensava possibile... enormemente, e quello che si prova nell'immediato è disorientamento e la "quasi certezza" d'aver perso tempo ed occasioni giuste.
Vorresti poter tornare indietro e recuperare tutto quanto... le carezze e i baci da bambino, i rimbrotti e le raccomandazioni di quando eri più grande, persino il maglioncino che ti piaceva tanto, sferruzzato da Lei o il costume per il Carnevale, cucito con gli avanzi di stoffa... perché di soldi ce n'erano pochi ma qualche spicciolo avanzava sempre per una busta di coriandoli e una trombetta.
E poi senti un vuoto dentro... un vuoto fisico perché quella voce ed anche il silenzio compagno delle lacrime non potrai udire più.
Ti manca TUTTO di LEI... anche quello che non avresti voluto vivere con Lei e per Lei.
E T'appigli ai ricordi, quelli belli... e Ti sforzi fino a far scoppiare la testa per riprodurre il tono della Sua voce perché possa continuare in Te e chiudi gli occhi per rammentare ogni particolare fisico e non scordarlo più.
Gli ultimi istanti di quella Vita che si spegne sono poi quelli che restano impressi a fuoco... il pallore, il sudore sempre più gelido, un respiro forzato, l'espressione della non coscienza... l'ultimo scintillio della candela prima del buio.
Quando Tutto è finito resta il dolore, un disagio latente... perché va il mondo che avrebbe dovuto fermarsi almeno per un attimo...
...è volata in Cielo una mamma... è una cosa importante che merita rispetto.
Ma non è così o meglio è cosi che si rispetta una Vita che non c'è più... continuando a... Vivere per la Vita stessa.
Del resto siamo TUTTI in cammino verso una meta, prima o poi c'arriveremo.
Lungo il cammino qualcuno si ferma, è stanco.
Noi andiamo avanti, voltandoci indietro ogni tanto finché non lo perdiamo di vista.
Sereni... perché dopo il riposo riprenderà il cammino, a passo lento e stanco... ma lo riprenderà verso quella meta.

venerdì 9 maggio 2014

LE MIE DUE REALTA'

Procedono affiancate, ugualmente importanti e da considerare nella propria identità. Delle due, forse solo una da ridimensionare... volta per volta... finché Dio me lo concederà.
L'ho detto anche pubblicamente ad un'assemblea, al convegno che il GAMA (gruppo di auto mutuo aiuto) di cui faccio parte, ha tenuto qualche tempo fa... il mio intervento è in doppia veste, paziente oncologica e "guaritrice ferita"... non a caso insieme anzi inscindibilmente unite, anche se sento più mia la prima condizione.
E sarà per questo... perché assai coinvolta emotivamente, che mi sembra assurdo programmare ciò che va fatto come suggerisce il Cuore.
Volontariato... a dire la verità questo termine mi è sempre piaciuto poco. E' pretenzioso, per alcuni persino inadeguato... è quasi pomposo. Poi, diciamola tutta... puoi mettercela quanta ne vuoi di volontà, ma se non sei "tagliato"... questa non ti basterà di certo. A volte capita che me lo chieda anch'io... ma faccio bene sempre o sbaglio spesso?... la volontà c'è, ma errare è umano... ed allora vado in auto-verifica per smussare spigolosità, alleggerire toni, potenziare capacità. Perché non è facile, e condividere parte di un percorso ostico, fatto di alti e bassi, illusorie esaltazioni e cocenti delusioni, è quanto di più doloroso e coinvolgente possa esserci. Eppure devi essere più forte di Te stesso... e non lasciarti andare, altrimenti vai incontro al più grosso "flop" della Tua esistenza, il che nel mio caso sarebbe quasi devastante.
IO... quel percorso accidentato l'ho già fatto e quasi sempre contando sulle mie uniche forze, e so bene quali parole avrei voluto sentire, di quali sorrisi cogliere la carezza... non potrei concedere a me stessa il lusso di risparmiarmi.
D'altro canto IO, da sola... non sono altro che una "micro-cellula" che ha bisogno di aggregarsi, "fare quadrato" con altre dalle medesime finalità per raggiungere il massimo possibile dell'efficienza. Solo in questa ottica vedo l'importanza di mettersi insieme, unire le varie risorse che diverse sono in ognuno...
...occorre però fare chiarezza in se stessi, "mondarsi" di qualsiasi altro tipo di velleità... valutare la motivazione... chiedersi soprattutto quanto si sia "appassionati" non solo all' "idea" ma all' "azione" vera e propria che si realizza in fatti concreti alla luce del sole e non "canti solitari" al chiarore della luna.

lunedì 5 maggio 2014

MA COM'E' IL "CORAGGIO" DELLE DONNE?... forte e sereno, sempre coinvolgente

E sicuramente se Lui pensava alle munizioni, Lei ricaricava il Suo coraggio. Lo aveva fatto per tutto il tempo ed infine erano diventati un'unica forza contro il "nemico".
Se l'uno mostrava remore a lasciare l'altra da sola, questa si premurava a rassicurarlo... vai, che ce ne vuole per ammazzare me. E se Lei, reclinava il capo dolente... Lui offriva la mano per sostenerlo, così... senza mai  stancarsi e sempre sorridente. Perché di certo non poteva tradire la "Sua metà" che gli mostrava come si fa ad essere forti e non per sé soltanto.
Ricordo poi un giorno Lei, presa da un impeto di sconforto e subito dopo di rivalsa e gioia, aveva stretto con le mani il viso del compagno, esclamando... per fortuna che c'ho 'sto santo qua... e si erano abbracciati stretti.
E a me era venuto il magone... come sempre. Eh già, come sempre... è storia che si ripete e non può essere diversamente. Infatti...
... il coraggio delle donne è sereno, anche quando non si è parte in causa e al contrario occorre "supportare" senza dare l'impressione di "sopportare".
Qualche settimana fa ho visto chinarsi per annodare i lacci delle scarpe al compagno una giovane donna... lo faceva con una semplicità di azione nonostante il contesto, che era tanto più simile ad una mamma col Suo bambino. Dolce e protettiva, dallo sguardo rassicurante come per dire... a buon rendere.
Questo di cui si parla... il coraggio che fa sentire nella stessa barca, coinvolgente e mai... demolitore, un valore aggiunto ma possiamo dire anche scontato nella donna, che non è un caso sia stata destinata a dare la vita. Ed è la caratteristica che maggiormente la fa apprezzare dagli uomini veri, che si sentono attratti da Lei quando sa tener testa, scherzare e parlare senza tabù... non vuole accettare compromessi, alza la voce ma poi si fa perdonare, con la dolcezza di un semplice gesto o la brevità di due parole, sintesi unica di mille emozioni.

domenica 4 maggio 2014

MA COM'E' IL "CORAGGIO" DELLE DONNE?... testardo e determinato all'impossibile

Attualmente è il mio colore preferito, ha soppiantato di prepotenza quell'altro che non era manco male, dato che passa per quello della speranza, eppure... guardo quell'essenziale nastro che simboleggia e vuole sdrammatizzare il tumore femminile per eccellenza, quel "nastro rosa", e mi chiedo... ma Chi l'avrà stabilito che il "rosa" fosse il colore per le femminucce e l'azzurro per il maschietto? Che poi già a pronunciarlo... rosa... viene fuori "debolmente" quasi un sussurro, così che per forza di cose lo si accosta alla natura del "genere" che sta a rappresentare... il gentil sesso o volgarmente detto anche debole.
Ma di che stiamo parlando? Davvero crediamo sia così?
L'altro giorno sono stata alla celebrazione religiosa di un 50° anniversario di matrimonio, Nozze d'oro per essere precisi. Niente di straordinario o quasi, vista la brevità di durata delle unioni moderne, nel caso specifico un evento meraviglioso per la storia dei due protagonisti.
Lui e... Lei, quest'ultima in particolare "valorosa combattente" da ben 24 anni, ma anche Lui... coraggioso compagno sempre pronto a fare "ricarica di munizioni" quando la situazione lo richiedeva.
Che dire?... mi sono commossa, ecco. Non ho potuto farne a meno.
Entrambi elegantissimi... Lui, in abito scuro e cravatta, Lei in verde con un foulard in tinta che copriva per l'ennesima volta il capo "mortificato" dalle terapie... un foulard annodato in un modo da fare invidia a qualsiasi diva. E poi... un sorriso che sfidava e una voce che si levava in alto con un inno di ringraziamento... perché era riuscita, caspita se ci era riuscita... a festeggiare le nozze d'oro col Suo compagno di vita, prima ancora di quelle d'argento col tumore.

giovedì 1 maggio 2014

LA QUADRIGLIA

E...dopo la pausa, la "musica" riprende, perché è già tempo di ricominciare.
 Oggi ho tirato fuori dall'armadio tutte le scartoffie, la mia "storia" di diagnosi, richieste di esami, referti, lastre e "diavolerie" varie... il tutto ben catalogato e in vista tra i fogli trasparenti di una cartellina rosa, e poi ancora custodito nella busta del mio negozio di abbigliamento preferito.
Così... tanto per sdrammatizzare. Quando è nell'armadio sembra una maglietta riposta... mentre vado per il controllo, sempre una maglietta... ma appena acquistata, una novità.
Ci risiamo dicevo, perché sono già passati 5 mesi e tra un po' riprende la "danza" degli esami di routine, per quel FOLLOW UP benedetto che mi aspetta 2 volte all'anno, per i primi 5 anni almeno... e poi si vedrà.
E' proprio una danza, che ancor prima di cominciare, ma molto alla lontana... sembra davvero una "quadriglia".
Tu resti fermo in attesa e di fronte tanti fogli di richieste. Poi prendi a muoverti e vai... una data prima ed un'altra dopo, un passo indietro ed uno avanti... alt, si cambia perché non si può. E ancora indietro... cambi sede, poi torna a quella di sempre... un giro, due, tre... e finalmente, la danza si appresta e i "cavalieri" sono al loro posto.
Stamattina erano tutte in fila sul tavolo le "mie" prenotazioni, un paio di impegnative ancora da timbrare, ma via... tutto sommato questa volta mi è andata bene. Qualche difficoltà solo per l'eco-addome, per il resto tutto è filato liscio...
... ma la danza è solo al suo inizio, sperando che proceda come Cuore e Mente intendono... che io possa dire alla fine, dopo promenade e pirulé...
 ...anche per questo giro, i piedi li ho salvati.