sabato 7 aprile 2012

L'aria frizzante del mattino mi ha riportato indietro nel tempo ed ha reso meno pensieroso il mio andare...
Stamane abbiamo posteggiato l'auto all'inizio del viale che conduce all'ospedale... Un profumo d'erba novella tagliata di fresco si mescolava a quello proprio dell'aria. Può l'aria avere odore?  Per me, sì... muta secondo la stagione... varia per gli stati d'animo. Il mio, oggi non era un granchè tranquillo però predisposto a ritornare alla serenità di sempre, stabile e duratura.
 Così andavo con l'Amore della mia Vita verso il centro di senologia dove avevo appuntamento per il prelievo... per qualche secondo ho chiuso gli occhi e mi è sembrato d'aver fatto un salto indietro di trent'anni. I miei figli sono nati entrambi in primavera, in quello stesso ospedale... il profumo dell'aria, lo stesso mi ha fatto ricordare quando al mattino andavo al nido per allattarli e stringerli a me... per "abituarmi" alle sensazioni, per "diventare" davvero mamma.
Oggi era... è tutta un'altra storia.
Siamo arrivati e ci siamo posti a sedere tra le donne che aspettavano per la mammografia...
 Amore mio, come un pesce fuor d'acqua... unico uomo tra tante donne... timorose, spaventate... rassegnate. Per la prima volta m'accompagnava e si rendeva conto... l'ho guardato e m'è sembrato pensieroso... "Problemi?!" gli ho chiesto, "No... ma, hanno tutte paura?!"
Povero caro...
Avevo paura anch'io... ma Lui non ha mai saputo quanto.
E pure Lui ne aveva provata tanta, ed io lo sapevo... e la Sua s'aggiungeva alla mia... e non era più la stessa.
Dopo un po' sono stata chiamata per il prelievo... e con mia grande sorpresa e gioia ho visto l'infermiera che ha sempre trovato al primo colpo le mie vene e non mi ha mai fatto sentir dolore. E infatti... anche stavolta è stato così, prelievo immediato, indolore... alla grande.
E la prima era fatta!
 Con le richieste per l'elettrocardiogramma e l'RX toracico siamo quindi passati oltre... verso altri reparti... verso altre attese.

venerdì 6 aprile 2012

Domani dovrò essere in ospedale alle 8 per il day hospital... ormai tutto fa credere che la prossima settimana verrò operata, sempre se... sarà disponibile la sala operatoria, non ci saranno urgenze... non mancherà qualcuno o qualcosa. "Speriamo bene...", m'è stato detto stamattina, ed io in verità non so più che sperare perchè " 'sta scocciatura"avrei preferito evitarla. Sono come al solito positiva, ma per me sempre 'na scocciatura è.
Comunque è meglio non pensarci, anche se è facile solo a dirlo...
Intanto la Prima Rosa, la più bella è stata operata ieri mattina, sono stata da Lei che era appena uscita dalla sala operatoria, cercava di sorridermi per darmi coraggio, ma poi l'è quasi scappato... che male! Lo stesso della mastectomia? Con la testa avrebbe voluto dire... No, ma poi l'è scappato di nuovo... uguale!
Mamma mia... ho pensato allora, ma chi me l'ha fatto fare?! Quella che due anni fa era stata per me una scelta doverosa, la migliore... l'assoluta, ora mi pareva inutile, opinabile... quasi una "frivolezza". E non mi consola nemmeno il pensiero di guadagnarci esteticamente, perchè avendo fatto mio il concetto tante volte ripetuto che è tutta una questione di cervello, io mi vedevo bene già così... con il "pesciolino" push up sotto il seno buono, con le sciarpette colorate sempre ben abbinate. E' vero, non mi sono abituata mai abbastanza al "mio" volubile espansore, però... ora che ha i "giorni contati" quasi mi dispiace che m'abbandoni.
Farnetico... non ci sto con la testa? Quanti potrebbero pensarlo a sentirmi parlare così. Ma è che io tendo ad elaborare ed assimilare "in toto" tutto quello che m'accade... di bene e di male, e di conseguenza anche ciò che me lo ricorda. Fu lo stesso con la parrucca che mi decisi a togliere solo quando i miei capelli la "cacciarono" dalla testa, ugualmente per la fascia elastica abbassa- espansore... L'ho conservata, bianca e immacolata in una busta dentro un cassetto del comò. E l'altro giorno... solo l'altro giorno mi sono "ritrovata" coi miei cappellini...
Ma cosa mi sta succedendo?! Provo nostalgia? E' assurdo... non si può per una "cosa" come questa!
Cerco di capire da dove e perchè nasce quest'emozione quasi "estrema"... probabilmente è da cercare nel senso della Vita stessa.
Sto per archiviare, spero definitivamente un periodo... brutto, doloroso... interminabile, ma tutto "mio", m'appartiene e se mi volto indietro anche le lacrime che c'ho speso quasi mi mancano.
Non si può rifiutare nè rinnegare il Passato comunque sia stato, e siano ben accette anche la Nostalgia e pure la Malinconia che l'accompagnano... nulla toglieranno al Futuro, meno che mai la Speranza ed il Sorriso.

giovedì 5 aprile 2012

Al centro di senologia... così, tanto per sapere, ieri m'è stato detto che avrei avuto il day hospital preoperatorio venerdì  prossimo... venerdì santo.
Si dice sempre che è difficile il verificarsi di situazioni uguali, forse neanche simili... e invece nel mio caso posso affermare il contrario, anche se i presupposti restano sì, diversi.
Due anni fa, sempre durante la settimana santa, in primo luogo... l'ansia per l'esito dell'agobiopsia in ritardo, dopo... l'angosciosa attesa prima d'iniziare la neoadiuvante il martedì dopo Pasqua.
Fu una "maratona" sfibrante...
Ricordo poi il giorno di festa trascorso come fossi un automa, "mi trasportavo" da un luogo all'altro anima senza corpo. Se mi soffermavo a pensare,  un nodo mi stringeva la gola e le gambe mi tremavano... incontrollabili. E gli orecchini che regalai alle mie sorelle? Dissi loro che erano il mio dono per il compleanno d'entrambe... in realtà era intenzione che non si scordassero di me... di quella che allora consideravo la "mia ultima occasione".
Quanta paura!
Il lunedì di Pasquetta, reso già grigio e triste da un tempo tutt'altro che primaverile, fu ancora peggio, arrivai persino a litigare con mio padre. Avevo sbagliato ad andare fuori con tutti i familiari alla vigilia dell'inizio  della chemio, m'ero ingannata illudendomi che con la distrazione avrei superato l'ansia di quelle ore che precedevano il "non noto"... per me sarebbe stato meglio restare a casa a raccogliere pensieri ed energia, e non mi sarei sentita in colpa per aver rovinato la festa ad Altri.
Cosa che farò quest'anno...
L'Amore della mia Vita ed io resteremo soli... potrò concentrarmi su me stessa... ad una ad una cercherò di "smontare" le "strane idee" che la mente si farà. Forse, anzi certamente piangerò... ma dopo tornerò ad essere quella che voglio.
La Fragilità è caratteristica umana e anch'io lo sono... e del resto una persona che avanzasse spavalda, a "petto in fuori" trattenendo il respiro, potrebbe mai essere credibile? Non credo... ogni tanto sarebbe pure necessario prender fiato ed anche chinarsi per dar riposo alle spalle fin troppo provate dalla tensione, poi si può riprendere ad andare.
Non si deve temere di apparire deboli, perchè la forza nasce proprio dall'umiltà di non nascondere di essere a volte tali.

mercoledì 4 aprile 2012

E' incredibile... un'intera Vita in un giorno solo.
Oggi... martedì santo e tanto per non smentire quel che ho detto ieri... sentirsi tutt'uno con la Realtà, in questo caso anche troppo. Una ridda di pensieri ed emozioni mi hanno fatto rivivere quel che è stato fino ad ora da quando ho avuto matura consapevolezza di me. A causare tutto questo i fatti della giornata.
Di buon mattino operai in casa piombati a mo' di valanga senza darti neanche il tempo di stropicciarti gli occhi...
La cosa era programmata da un bel po', è vero... ciò non toglie che in questo momento fosse l'"evento" meno opportuno in vista della mia "ricostruzione" dai tempi incerti. D'altra parte meglio ora, no? Fatto... fatto è!
Mi è tornato in mente un episodio di quando avevo più o meno 15 anni... Un trasloco programmato... organizzato e svolto "con comodo" nell'arco di tre mesi e culminato  mentre, ancora nella vecchia casa, moriva la mia bisnonna. Ricordo gli abiti appesi alle grucce che a loro volta pendevano da una grossa fune  che andava da un lato all'altro della stanza, mentre in quella accanto era esposta "la salma". Non c'è che dire... in ogni fatto della vita, anche il più drammatico c'è sempre un pizzico di grottesco.
 E andando oltre...
E' un periodo di tensione per me e non potevo restare in casa con tutta quella gente intorno che, concitata si dava voce e si muoveva come temendo un'onda anomala, così sono scesa lo stesso per andare in ospedale, stamane di nuovo con l'autobus perchè mio marito era di corvè. Alla fermata mi arriva una telefonata... era la Prima Rosa, la più bella. " Mary... mi hanno chiamata, devo ricoverarmi oggi nel pomeriggio e domani sarò operata. Sono agitatissima ma contenta perchè tra una settimana sarà lo stesso anche per te".
E' vero... mi son detta, ed è sopraggiunta la "paura"... la stessa di una settimana prima che nascesse Francesco. Si trattava di un cesareo programmato e man mano che s'avvicinava il giorno mi sentivo venir meno al pensiero di dover "chiudere gli occhi per forza" a causa dell'anestesia. Lo stesso è stato per la mastectomia, anzi anche peggio dato il "non lieto evento"... ed ora (profondo sospiro...) di nuovo.
Ma per esorcizzare la paura sono tornata al centro di senologia... così, tanto per sapere... magari qualcosa di più che riguardasse me... se si ha maggior cognizione si è portati a sdrammatizzare... Almeno, credo.
E un po' così è stato, poi sono salita su a "quel terzo piano" e le palme ed un cestino di pasta di mandorle, doni di due Amici, tra "quelli che contano" mi hanno ridato la sicurezza che pur "traballante" sento sempre mia.
Non devo mostrare paura se voglio infondere coraggio... sarei altrimenti un eclatante esempio d'incoerenza, e di questi tempi ce ne sono anche troppi e per fatti molto meno importanti.
Tornata a casa... spettacolo apocalittico. Polvere ovunque, non sapevo dove poggiare le buste della spesa, mi son data comunque da fare... molto nervosa, oltremodo brontolona... affatto motivata. Non riuscivo a vedere il beneficio dell'opera. Ma cosa mai poteva interessarmi se la mia mente era altrove, concentrata su quello che sarà per me? E' inutile dire che m'è stato dato torto e forse non a torto...
Infine con un'ultima azione catartica... perchè son fatta così, e facendomi male poi mi "purifico" e va via quasi tutto il "buio" dal mio animo... ho riordinato un'anta dell'armadio volutamente dimenticata. I cappellini che indossavo quando ero senza capelli... la borsa in tela jeans che portai con me in ospedale due anni fa... i sottogiacca che erano praticamente la mia "divisa" di quel periodo. Il pianto è sgorgato a calde lacrime, l'onda dei ricordi m'ha travolto.
Stasera ho sofferto più d'allora.

martedì 3 aprile 2012

Oggi è lunedì... di  questa Pasqua il primo giorno della Settimana Santa.
Non sarò ripetitiva nell'affermare quanto sarà "speciale" tra quelle da ricordare, non l'unica "particolare" tra le altre della mia Vita. Dico solo che sarà un percorso da vivere momento per momento... su cui riflettere... e alla fine del quale spero di poter uscire da quello stato in cui non mi ritrovo perchè mi sento in bilico e sempre più spesso per niente nel giusto.
Devo molto operare su me stessa, non una vera e propria "conversione", ma piuttosto un'"affermazione" in tutta sicurezza di ciò che intendo essere. D'altra parte è così che va vissuta la Settimana Santa... astraendosi da quella che è la normale quotidianità, e concentrandosi su punti ben precisi per renderla speciale. Conduce alla Pasqua, festa che pur nello stesso spirito porta ogni volta il Nuovo.
E così pensando... per me è iniziata oggi la Settimana Santa... di "passione" non per la sofferenza ma per il  sentirmi profondamente e tutt'uno con il... contesto? No... meglio è dire... con la realtà che mi circonda e di cui solo ora e da poco mi rendo conto.
Stamattina, giunta in ospedale... stavo per andare al centro di senologia a ritirare il referto scritto della mammografia ed ho incontrato la figlia di un'Amica...
"Hai accompagnato mamma? Come sta?" "Eh, non sta affatto bene... non potrà fare più terapia, ormai..."
Anche se per questa malattia le "brusche virate" non destano mai meraviglia, non si può fare a meno di restare turbati, e anche se si tratta di una persona conosciuta non da molto, all'improvviso scorrono in rapido passaggio le immagini delle occasioni vissute insieme, e ti rendi conto dei vari cambiamenti fisici, del progredire veloce della malattia e che quindi di "virate brusche" mai si tratta. Eppure... mentre si vive non si pensa mai al peggio. Bene, vuol dire che la Speranza fa un ottimo lavoro e non va mai in ferie nè in pensione... e anche quando sembra che si sia persa, non è così, solo si trasforma e cambia sembianze.
E' tutto predisposto perchè si continui a... e tale pensiero non può non rendere più gioiosa la Vita... o sbaglio?
E a proposito di gioia... il referto scritto della mammografia  ha confermato ciò che mi è stato detto a voce la settimana scorsa, e poi, motivo di sorriso in più è stato che quando sono entrata per ritirare, l'ausiliaria è scoppiata a ridere... persino Lei sapeva della protesi "mancante" non per deficit, ma perchè particolarmente piccola e decisamente fuori standard.
Beh, meglio così... ho pensato, meglio con il proprio apparire essere sempre motivo di sorriso.

lunedì 2 aprile 2012

Per quanto la serenità non mi abbandoni e sia diventata per me un "abito mai dismesso", ammetto sottovoce che in alcuni momenti del giorno mi sento un po' vacillare.
Quest'ultimo contrattempo poi, non ci voleva... intervento sì intervento no, sì "forse" dopo Pasqua... no "forse" parecchio dopo Pasqua... comunque sarò avvisata. E se vengo dimenticata?
O mamma mia... quanti pensieri! E anche stavolta a Pasqua, come due anni fa quando ero in ansia prima d'iniziare la chemioterapia. Ma non è lo stesso... mi dicono gli Altri, ma in fondo in fondo che cosa ne sanno gli Altri, tutto ciò che riporta ad una malattia come questa priva di un pezzetto di Vita... anche se non te ne accorgi, anche se non vuoi. Ma soprattutto ti rendi conto di perdere la tranquillità... la Pace con te stesso e l'equilibrio va a farsi benedire. Almeno lui.
Ma poichè la malattia t'insegna che lo devi "riacchiappare" in fretta e tenerlo ben stretto per non soccombere, scopri altre strategie e cerchi ed infine trovi un punto fermo, qualcosa per cui valga la pena d'andare avanti e che nello stesso momento ti dia la "spinta" giusta per farlo.
Così mentre tra alti e bassi trascorro la giornata, arrivata la sera e con la mia tazza di camomilla in mano rifletto per ritrovare la "pace" e pensare che un altro giorno ci sarà e non dovrà andare sprecato...

Le Opere dell'Amore.

Le opere dell'amore
sono sempre opere di pace.
Ogni volta che dividerai
il tuo amore con gli altri,
ti accorgerai della pace
che giunge a te e a loro.
Dove c'è pace c'è Dio,
è così che Dio riversa pace
e gioia nei nostri cuori.
                                        Madre Teresa di Calcutta

Non serve affannarsi... farsi prendere dalla stizza, poco aiuta proiettarsi a lungo nel futuro.
Io... ogni sera mi limito a pensare al domani immediato, ai frutti delle opere di Dio che coglierò e a quanto saprò seminare perchè Altri facciano lo stesso. Soddisfatta o delusa prendo l'impegno a migliorarmi, e già mi sento meglio. Con un seno vero ed uno finto non importa... sono "intera" dentro e solo questo veramente conta.
Dopo l'ultimo sorso di camomilla la tazza resta vuota, la poso sul comodino e chiudo gli occhi... penso a domani e la "pace" scende in me.

domenica 1 aprile 2012

Come Eva dopo aver mangiato la Mela, ho provato vergogna per quella parte di me... nuda. Avrei voluto coprirmi e in fretta.
Nei giorni a venire ho molto riflettuto su questa cosa mai provata prima da quando è cominciata la mia storia. Credo che sia un segno, forte anche se non del tutto chiaro... la prova che sto muovendo i primi passi verso il recupero della mia femminilità.
 Non può essere diversamente.
E così in questa "posa" sono stata fotografata... da destra, da sinistra... al seno finto e a quello vero.
Poi siamo passati alle "misure"... in lungo e in largo... dall'alto al basso.
Dopo dieci minuti, finalmente... "Potete rivestirvi", quindi stavo per uscire... "Un momento, accomodatevi..." e il "mio dottore" ha preso un catalogo e ha cominciato a sfogliarlo.
"Per voi potrebbe andare la protesi X... però... vedo meglio la Y, è molto più simile all'altro seno", poi rivolto alla Sua assistente... " ma ce l'abbiamo? Mi pare di no... facciamo in tempo per venerdì? Va bene, se arriva... altrimenti..." "Un attimo, dottore... fuori c'è anche... Prima ho parlato con entrambe..."
Più volte mi son trovata a condividere questo mio percorso con donne molto più giovani di me... sempre più spesso avevo considerato quanto, nonostante tutto,  fossi stata fortunata... mi ero ammalata di tumore, ma avevo 56 anni, e mai prima d'allora l'avrei neppure immaginato. E invece "Loro", nel pieno della Vita... alcune con bimbi piccoli, altre addirittura che "sognavano" di averli... poi, la "batosta". E immaginavo quanto lunga sarebbe stata ancora la strada fino a giungere ad un'età pari alla mia... con l'ansia e la speranza.
Per questo sono arrivata alla conclusione che le donne giovani  devono avere la priorità quando si tratta di dover recuperare, sia pur con fatica e dolore, se stesse nel corpo e nell'animo.
Ed è stato così a questo punto che ho accettato con gioia che la Prima Rosa, la più bella prendesse il mio posto nell'ordine dell'intervento. Per Lei la protesi era disponibile... che motivo c'era che aspettassimo in due?
Però purtroppo, quando tutto sembrava che andasse liscio, la "storia" d'entrambe s'è di nuovo bloccata. Due urgenze sono state la causa... e la mia dolce Amica è tornata indietro.
Nulla di fatto per entrambe quindi... e se già prima eravamo legate, oggi lo siamo ancora di più.