E' incredibile... un'intera Vita in un giorno solo.
Oggi... martedì santo e tanto per non smentire quel che ho detto ieri... sentirsi tutt'uno con la Realtà, in questo caso anche troppo. Una ridda di pensieri ed emozioni mi hanno fatto rivivere quel che è stato fino ad ora da quando ho avuto matura consapevolezza di me. A causare tutto questo i fatti della giornata.
Di buon mattino operai in casa piombati a mo' di valanga senza darti neanche il tempo di stropicciarti gli occhi...
La cosa era programmata da un bel po', è vero... ciò non toglie che in questo momento fosse l'"evento" meno opportuno in vista della mia "ricostruzione" dai tempi incerti. D'altra parte meglio ora, no? Fatto... fatto è!
Mi è tornato in mente un episodio di quando avevo più o meno 15 anni... Un trasloco programmato... organizzato e svolto "con comodo" nell'arco di tre mesi e culminato mentre, ancora nella vecchia casa, moriva la mia bisnonna. Ricordo gli abiti appesi alle grucce che a loro volta pendevano da una grossa fune che andava da un lato all'altro della stanza, mentre in quella accanto era esposta "la salma". Non c'è che dire... in ogni fatto della vita, anche il più drammatico c'è sempre un pizzico di grottesco.
E andando oltre...

E' un periodo di tensione per me e non potevo restare in casa con tutta quella gente intorno che, concitata si dava voce e si muoveva come temendo un'onda anomala, così sono scesa lo stesso per andare in ospedale, stamane di nuovo con l'autobus perchè mio marito era di corvè. Alla fermata mi arriva una telefonata... era la Prima Rosa, la più bella. " Mary... mi hanno chiamata, devo ricoverarmi oggi nel pomeriggio e domani sarò operata. Sono agitatissima ma contenta perchè tra una settimana sarà lo stesso anche per te".
E' vero... mi son detta, ed è sopraggiunta la "paura"... la stessa di una settimana prima che nascesse Francesco. Si trattava di un cesareo programmato e man mano che s'avvicinava il giorno mi sentivo venir meno al pensiero di dover "chiudere gli occhi per forza" a causa dell'anestesia. Lo stesso è stato per la mastectomia, anzi anche peggio dato il "non lieto evento"... ed ora (profondo sospiro...) di nuovo.
Ma per esorcizzare la paura sono tornata al centro di senologia... così, tanto per sapere... magari qualcosa di più che riguardasse me... se si ha maggior cognizione si è portati a sdrammatizzare... Almeno, credo.
E un po' così è stato, poi sono salita su a "quel terzo piano" e le palme ed un cestino di pasta di mandorle, doni di due Amici, tra "quelli che contano" mi hanno ridato la sicurezza che pur "traballante" sento sempre mia.
Non devo mostrare paura se voglio infondere coraggio... sarei altrimenti un eclatante esempio d'incoerenza, e di questi tempi ce ne sono anche troppi e per fatti molto meno importanti.
Tornata a casa... spettacolo apocalittico. Polvere ovunque, non sapevo dove poggiare le buste della spesa, mi son data comunque da fare... molto nervosa, oltremodo brontolona... affatto motivata. Non riuscivo a vedere il beneficio dell'opera. Ma cosa mai poteva interessarmi se la mia mente era altrove, concentrata su quello che sarà per me? E' inutile dire che m'è stato dato torto e forse non a torto...
Infine con un'ultima azione catartica... perchè son fatta così, e facendomi male poi mi "purifico" e va via quasi tutto il "buio" dal mio animo... ho riordinato un'anta dell'armadio volutamente dimenticata. I cappellini che indossavo quando ero senza capelli... la borsa in tela jeans che portai con me in ospedale due anni fa... i sottogiacca che erano praticamente la mia "divisa" di quel periodo. Il pianto è sgorgato a calde lacrime, l'onda dei ricordi m'ha travolto.
Stasera ho sofferto più d'allora.